Clima in Inghilterra: quanto piove davvero e quando conviene andare

In un pub della Scozia un signore mi disse che da quelle parti si possono avere tutte e tre le stagioni nello stesso giorno, e che l’estate non è contemplata. L’ho preso per una battuta finché non ho passato una settimana a togliermi e rimettermi la giacca quattro volte al giorno. In Inghilterra la faccenda è più gentile che in Scozia, ma il principio è lo stesso, e la domanda che si fanno tutti prima di partire è sempre quella: piove davvero sempre?

La risposta breve è no, e i numeri dicono una cosa che sorprende quasi tutti. Il clima in Inghilterra è oceanico temperato: inverni miti, estati fresche, pochissimi estremi e una pioggia che cade spesso ma poco per volta. Nell’arco di un anno in Inghilterra cade meno acqua che in Italia, distribuita però su un numero di giorni molto maggiore. È tutta qui la differenza fra il clima inglese e la sua fama, ed è anche la ragione per cui vi serve una giacca e non un ombrello.

In breve

L’Inghilterra ha un clima oceanico temperato, con escursioni termiche ridotte e senza stagioni estreme. Alla stazione Met Office di Oxford cadono in media 681 mm di pioggia all’anno distribuiti su 118 giorni, mentre la mediana delle stazioni italiane è di 831 mm su 83 giorni: piove più spesso e molto più leggero. Le temperature massime medie vanno dagli 8 °C di gennaio ai 23 °C di luglio, con circa 34 giorni di gelo all’anno concentrati fra dicembre e febbraio. I mesi più asciutti sono marzo e aprile, i più piovosi ottobre e novembre. Il periodo migliore per un viaggio va da maggio a settembre, con maggio e giugno come compromesso ideale fra luce, sole e prezzi. D’estate ci sono più di sedici ore di luce al giorno, d’inverno meno di otto.

Il clima inglese in breve: oceanico, mite, senza estremi

L’Inghilterra sta alla latitudine di Copenaghen e del Labrador, eppure a gennaio raramente scende sotto zero di giorno. Il merito è dell’Atlantico: la corrente che risale dal golfo del Messico e i venti umidi che arrivano da sudovest tengono l’isola molto più calda di quanto la sua posizione lascerebbe immaginare, e insieme le portano quel carico d’acqua che ne ha fatto la reputazione.

La conseguenza pratica è un clima senza spigoli. In Inghilterra non esistono l’afa di agosto della pianura padana né il gelo secco di certe mattine appenniniche: esiste una fascia stretta di temperature dentro cui si sta quasi tutto l’anno. A Oxford, che è la stazione più vicina alle Cotswolds, la massima media del mese più freddo è di 8 °C e quella del mese più caldo di 23 °C. Sono quindici gradi di differenza fra gennaio e luglio, quando da noi ne ballano venticinque abbondanti.

Il rovescio della medaglia è che il tempo cambia continuamente, e non di stagione in stagione ma di ora in ora. Le perturbazioni atlantiche si susseguono in fila indiana e ognuna porta il suo scroscio, la sua schiarita e la sua raffica. È il motivo per cui in Inghilterra nessuno si organizza la giornata in base alle previsioni: ci si veste in modo da poter stare fuori comunque.

Quanto piove davvero in Inghilterra

Questa è la sezione per cui probabilmente siete qui, e vale la pena leggerla fino in fondo perché il luogo comune è sbagliato e giusto insieme, ma non per il motivo che immaginate.

Clima inghilterra giorni di pioggia
Clima in Inghilterra: quanto piove davvero e quando conviene andare 7

Millimetri contro giorni: perché sembra che piova sempre

La pioggia si misura in due modi diversi, e i due modi raccontano due storie opposte. Il primo è quanta acqua cade in un anno, ed è il dato dei millimetri. Il secondo è in quanti giorni cade, ed è il dato che nessuno guarda mai.

clima inghilterra Prati e fiori
clima inghilterra Prati e fiori

Alla stazione di Oxford il Met Office registra 681,5 mm di pioggia all’anno distribuiti su 117,7 giorni. Vuol dire che in Inghilterra piove in un giorno su tre, ed è esattamente da lì che nasce la fama del paese. Ma se dividete l’acqua per i giorni ottenete 5,8 mm per ogni giorno di pioggia, che è quasi niente: è la pioggerella fine che vi bagna la giacca in dieci minuti di camminata e smette prima che siate arrivati.

Inghilterra e Italia a confronto

Il confronto qui sotto si può fare sul serio perché le due fonti sono omogenee: sono i normali climatici dello stesso trentennio 1991-2020 e contano i giorni di pioggia con la stessa soglia, cioè almeno un millimetro caduto. Da una parte il Met Office britannico per Oxford, dall’altra l’ISPRA per la mediana delle 584 stazioni italiane.

Dato annuo (1991-2020)Oxford, InghilterraItalia, mediana
Pioggia caduta681,5 mm831,2 mm
Giorni di pioggia (almeno 1 mm)117,783,4
Acqua per giorno di pioggia5,8 mm10,0 mm
Fonti: Met Office, normali 1991-2020 stazione di Oxford; ISPRA, I normali climatici 1991-2020 di temperatura e precipitazione in Italia.

Messa in parole: in Inghilterra piove il 41% dei giorni in più che da noi, e cade il 18% di acqua in meno. Ogni giorno di pioggia inglese pesa poco più della metà di un giorno di pioggia italiano. Il luogo comune è vero sulla frequenza e falso sulla quantità, e questa non è una sottigliezza da statistici: cambia esattamente cosa mettete in valigia. Contro dieci millimetri serve un riparo, contro sei serve una giacca.

Consiglio: smettete di ragionare per giornate perse. In Italia un giorno di pioggia è un giorno che salta, in Inghilterra è un giorno in cui piove per venti minuti tre volte. Se aspettate la giornata limpida per uscire, in una settimana di viaggio rischiate di vedere ben poco: si esce lo stesso e si tiene in tasca un piano B al coperto, che nelle cittadine inglesi vuol dire quasi sempre un pub o un museo gratuito.

Dove piove di più: il nordovest contro il sudest

Parlare di “clima inglese” al singolare è comodo ma impreciso, perché fra una costa e l’altra il paese cambia parecchio. I venti carichi di umidità arrivano da sudovest, incontrano i rilievi del nord e dell’ovest e sono costretti a salire: salendo si raffreddano, e raffreddandosi scaricano l’acqua. È il fenomeno che i meteorologi chiamano intensificazione orografica, ed è la ragione per cui il Regno Unito è tagliato in due in diagonale.

clima inghilterra Highlands Scozia
Highlands Scozia – Pioggia e sole nella stessa giornata a Skye

Da un lato ci sono le zone dove piove sul serio: nello Snowdonia gallese, nel Lake District e nelle Highlands scozzesi ci sono stazioni che superano i quattro metri di pioggia all’anno. Dall’altro c’è l’Inghilterra dell’est e del sud, che il Met Office descrive come più asciutta, più calda, più soleggiata e meno ventosa, con buona parte dell’Inghilterra orientale sotto i 700 mm annui.

Qui c’è la notizia buona per chi sta preparando un viaggio nelle Cotswolds o comunque nell’Inghilterra centromeridionale: siete nella metà asciutta del paese. I 681 mm di Oxford sono meno di quanto cade nella mediana delle località italiane, e sono lontanissimi dall’immagine di isola perennemente allagata che ci portiamo dietro. Chi va a Manchester, in Cornovaglia o nel Lake District, invece, quell’immagine se la trova più vicina al vero.

Il clima in Inghilterra mese per mese

Questa tabella è la sintesi dei normali climatici 1991-2020 del Met Office per la stazione di Oxford, che uso come riferimento perché sta al margine orientale delle Cotswolds ed è rappresentativa dell’Inghilterra centromeridionale. Le ore di sole sono il totale mensile, i giorni di pioggia contano quelli con almeno un millimetro.

MeseMax mediaMin mediaOre di solePioggiaGiorni di pioggia
Gennaio8,0 °C2,4 °C6359,6 mm12,1
Febbraio8,6 °C2,3 °C8246,8 mm9,4
Marzo11,3 °C3,6 °C11843,2 mm9,1
Aprile14,4 °C5,3 °C16648,7 mm8,9
Maggio17,7 °C8,2 °C20056,9 mm9,6
Giugno20,7 °C11,1 °C19749,7 mm8,0
Luglio23,1 °C13,1 °C21252,5 mm8,3
Agosto22,5 °C13,0 °C19361,7 mm9,0
Settembre19,4 °C10,7 °C14551,9 mm8,6
Ottobre15,1 °C8,0 °C11073,2 mm10,9
Novembre10,9 °C4,9 °C7171,5 mm12,2
Dicembre8,2 °C2,6 °C5866,1 mm11,6
Anno15,0 °C7,1 °C1.615681,5 mm117,7
Met Office, normali climatici 1991-2020, stazione di Oxford.

Prima di scendere nelle stagioni, due cose che in tabella si vedono e che quasi nessuno racconta. La prima: il mese più piovoso non è gennaio, è ottobre con 73,2 mm, seguito da novembre. La seconda: ad agosto piove più che a giugno, 61,7 mm contro 49,7. L’estate inglese non è una stagione secca, è una stagione tiepida e luminosa in cui piove come nel resto dell’anno.

Inverno: dicembre, gennaio e febbraio

Fa freddo ma non gela quasi mai di giorno: le massime medie stanno intorno agli 8 °C e le minime poco sopra i 2 °C. I giorni di gelo sono circa 34 all’anno e si concentrano quasi tutti qui, otto in dicembre e otto in gennaio. La neve in pianura è rara e quando arriva dura poco, mentre il vero problema è un altro: la luce. Con 58 ore di sole in tutto dicembre, cioè meno di due ore al giorno, si visita in una penombra costante che le fotografie non perdonano.

Se dovete venire d’inverno, febbraio è il mese meno peggio del trio: piove sensibilmente meno di gennaio (46,8 mm contro 59,6) e le ore di sole sono già quasi il doppio. Non è un periodo da campagna, ma per Londra e le città funziona.

Primavera: marzo, aprile e maggio

È la stagione più asciutta dell’anno, e pochissimi lo sanno. Marzo con 43,2 mm e aprile con 48,7 mm sono i due mesi in cui piove meno in assoluto, e le ore di sole salgono in fretta: da 118 di marzo a 200 di maggio, che è il secondo mese più soleggiato dopo luglio. Le temperature restano fresche, con massime dagli 11 ai 18 °C, ma per camminare fra i borghi e nella campagna è esattamente quello che serve.

Maggio è per molti versi il mese perfetto: prati verdissimi, giardini in fiore, luce lunga e turisti ancora contati. È anche il momento in cui la campagna inglese assomiglia davvero alle cartoline, cosa che a luglio, con l’erba già ingiallita dal caldo, capita meno.

Estate: giugno, luglio e agosto

Luglio è il mese più caldo e più soleggiato, con 23,1 °C di massima media e 212 ore di sole. Agosto lo segue da vicino ma è più umido. Se arrivate dall’Italia in piena estate, la sensazione è quella di essere scesi in un aprile molto luminoso: si sta bene tutto il giorno, si dorme senza condizionatore e si cammina senza il fiatone del caldo.

Attenzione però a due cose. La prima è che le minime restano sui 13 °C, quindi la sera e la mattina presto una felpa serve sempre, anche a Ferragosto. La seconda è che negli ultimi anni le ondate di calore sono diventate un fatto normale anche qui, con punte che superano i 30 °C: le case e gli alberghi inglesi sono costruiti per trattenere il calore e quasi nessuno ha l’aria condizionata, quindi quando succede si soffre più che da noi.

Autunno: settembre, ottobre e novembre

Settembre è un mese sottovalutato e per certi versi il migliore di tutti: le temperature sono ancora quelle di un maggio buono (19,4 °C di massima media), le ore di sole sono 145 e i prezzi sono già scesi rispetto all’alta stagione. È il mese in cui io ho girato la Scozia, e anche più a nord si stava benissimo.

Poi la porta si chiude in fretta. Ottobre e novembre sono i due mesi più piovosi dell’anno, con oltre 70 mm ciascuno, e la luce crolla: dalle 145 ore di sole di settembre si passa alle 110 di ottobre e alle 71 di novembre. In compenso ottobre regala il foliage, che nella campagna inglese e nei giardini delle grandi dimore è uno spettacolo vero, ed è anche il momento in cui i borghi tornano ai residenti.

Quando andare in Inghilterra, a seconda di cosa cercate

Non esiste un periodo migliore in assoluto, esiste il periodo migliore per quello che volete fare. Vi metto i tre scenari che nella pratica coprono quasi tutti i viaggi.

Se cercate il bel tempo

Da giugno ad agosto, senza esitare. Sono i tre mesi con le temperature più alte, le giornate più lunghe e la maggior probabilità di trovare sole. Non vi garantiscono niente, perché in Inghilterra nessun mese garantisce qualcosa, ma statisticamente sono quelli che rendono meglio. Mettete in conto la folla nei posti famosi e i prezzi più alti dell’anno sugli alloggi.

clima inghilterra millimetri di pioggia al giorno estate
Millimetri di pioggia al giorno in estate

Se cercate il compromesso fra tempo, prezzi e calma

Maggio e settembre sono i due mesi che consiglio più spesso. Maggio ha 200 ore di sole, quasi quante giugno, con temperature più fresche e la campagna nel suo momento migliore. Settembre ha ancora 145 ore di sole, temperature gradevoli e il vantaggio grosso che i britannici sono rientrati a scuola: i borghi si svuotano e trovare da dormire costa meno e si può fare più tardi.

Se andate per la campagna e le Cotswolds

Da fine aprile a giugno, e qui il motivo non è solo il tempo. Marzo e aprile sono i mesi più asciutti dell’anno, la luce si allunga rapidamente e la campagna è verde come non sarà più: dopo luglio l’erba ingiallisce e le colline perdono metà del loro effetto. Aggiungete che le giornate lunghe permettono di infilare tre o quattro borghi in una giornata sola senza correre, e che le strade strette fra i muretti si guidano molto meglio con la luce che con il buio delle cinque del pomeriggio di novembre.

Se state costruendo il viaggio adesso, per i documenti c’è la guida su ETA e documenti per il Regno Unito e per la macchina quella su come si guida a sinistra, che sulle strade strette di campagna vi risparmia qualche sorpresa.

Le ore di luce, che contano più della temperatura

Questo è il fattore che nessuno considera prima di partire e che poi decide come è andato il viaggio, molto più di qualche grado in su o in giù. L’Inghilterra sta parecchio più a nord dell’Italia, e alle latitudini alte la lunghezza del giorno oscilla in modo violento fra estate e inverno.

A Londra, al solstizio d’estate del 21 giugno, il sole sorge alle 4:44 e tramonta alle 21:22: sono 16 ore e 38 minuti di luce, e con il crepuscolo lungo del nord si vede fino quasi alle dieci di sera. Al solstizio d’inverno del 21 dicembre il sole sorge alle 8:05 e tramonta alle 15:54: 7 ore e 50 minuti. Quasi nove ore di differenza fra i due estremi.

Info pratica: tradotto in giornate di viaggio, a giugno un itinerario in macchina può comodamente prevedere una partenza alle nove e l’ultima tappa alle sette di sera, mentre a dicembre alle quattro del pomeriggio è già buio e la giornata utile si riduce a cinque o sei ore. A parità di giorni di ferie, lo stesso itinerario che d’estate si fa in tre giorni d’inverno ne chiede cinque. È la ragione principale per cui sconsiglio la campagna inglese fra novembre e febbraio, molto più della pioggia.

Come vestirsi in Inghilterra, e l’errore dell’ombrello

Qui parlo per esperienza diretta, e la prima cosa che ho imparato nel Regno Unito è che l’ombrello è il modo più veloce per farsi riconoscere come turisti. Nonostante la pioggia, i britannici non lo portano quasi mai: lo aprono solo i visitatori. Non è snobismo, è pratica. Con la pioggia fine e il vento costante, un ombrello si rivolta o non serve a niente, mentre il vento stesso vi asciuga la giacca in pochi minuti.
Quindi, un po’ per orgoglio e poi per sentirsi immersi negli usi e costumi, cerchiamo di non aprire mai l’ombrello.

Clima inghilterra senza ombrello
Clima inghilterra senza ombrello

Il pezzo che risolve il novanta per cento delle situazioni è una giacca antipioggia leggera con il cappuccio. Io ne ho una che mi porto dietro in ogni viaggio da anni ed è la cosa che uso di più. Sotto ci va il classico vestirsi a cipolla: maglietta, una felpa o un pile leggero, e la giacca sopra. Nell’arco della stessa giornata vi capiterà di toglierla e rimetterla più volte, ed è normale, non è sfortuna.

L’altra cosa su cui non transigo sono le scarpe impermeabili e comode. Nei borghi e sui sentieri di campagna si cammina su prati bagnati e ciottoli lucidi, e passare la giornata con i piedi fradici rovina l’umore più della pioggia stessa. Se avete in programma camminate serie in aperta campagna aggiungete dei sovrapantaloni impermeabili, che occupano niente in valigia e salvano la giornata quando arriva l’acquazzone vero.

Consiglio: quando ho girato la Scozia a settembre ho trovato 18 °C in un giorno di sole e una minima di 4 °C, con la media diurna che non ha mai superato i 16. In Inghilterra le escursioni sono meno brutali, ma il principio da portarsi dietro è quello: guardate la minima e non la massima quando decidete cosa mettere in valigia, perché è la minima che decide come state la sera e la mattina presto.

Come si legge il meteo in Inghilterra: il Met Office e i colori

Il servizio meteorologico nazionale britannico è il Met Office, ed è la fonte che usano i britannici, i giornali e le compagnie di trasporto. Se cercate le previsioni durante il viaggio è lì che conviene guardare, più che sulle app generaliste, perché su un tempo così mutevole la previsione locale a poche ore fa una differenza enorme rispetto a quella del giorno.

La cosa da conoscere davvero però sono le allerte colorate, che il Met Office emette combinando la gravità dell’impatto atteso con la probabilità che si verifichi. Sono tre livelli e vale la pena sapere cosa significano prima di trovarseli davanti.

  • Giallo: impatti di basso livello, con qualche disagio ai trasporti. Per la maggior parte delle persone la giornata prosegue normalmente. Può indicare anche fenomeni potenzialmente più seri ma poco probabili.
  • Ambra: probabilità aumentata di impatti che possono scombinare i programmi, fra ritardi, chiusure, interruzioni di corrente e rischi per persone e cose. È il livello in cui conviene rivedere i piani della giornata.
  • Rosso: maltempo pericoloso, con rischio concreto per l’incolumità, forti disagi ai trasporti e all’energia e possibili danni diffusi. Qui non si viaggia e si seguono le indicazioni delle autorità.

Attenzione: il colore da solo non basta a capire la gravità, perché giallo e ambra nascono dall’incrocio fra impatto e probabilità e quindi possono coprire situazioni molto diverse fra loro. Il Met Office stesso raccomanda di leggere il testo dell’allerta e non fermarsi al colore. Nella pratica, per un viaggiatore, un giallo per pioggia non cambia i piani, un giallo per vento su un itinerario costiero o di montagna sì.

Domande frequenti sul clima in Inghilterra

Piove davvero sempre in Inghilterra?

No, ma piove spesso. Alla stazione Met Office di Oxford cadono 681,5 mm di pioggia all’anno su 117,7 giorni, cioè circa un giorno su tre. La mediana delle stazioni italiane, calcolata da ISPRA sullo stesso trentennio 1991-2020 e con la stessa soglia di un millimetro, è di 831,2 mm su 83,4 giorni. In Inghilterra piove il 41% dei giorni in più che in Italia ma cade il 18% di acqua in meno: la pioggia è più frequente e molto più leggera, in media 5,8 mm per giorno di pioggia contro i 10,0 italiani.

Qual è il periodo migliore per andare in Inghilterra?

Da maggio a settembre. Giugno, luglio e agosto hanno le temperature più alte e le giornate più lunghe ma anche i prezzi e la folla maggiori. Maggio e settembre sono il miglior compromesso: maggio ha 200 ore di sole, quasi quante giugno, con la campagna nel suo momento più verde, mentre settembre mantiene 19 °C di massima media e 145 ore di sole con molti meno turisti, perché i britannici sono già rientrati a scuola.

Qual è il mese più piovoso in Inghilterra?

Ottobre, con 73,2 mm di media a Oxford, seguito da novembre con 71,5 mm. È un dato che sorprende perché di solito si immagina l’inverno come il periodo più piovoso, mentre gennaio si ferma a 59,6 mm. I mesi più asciutti sono invece marzo (43,2 mm) e aprile (48,7 mm), cioè in piena primavera.

Che temperature ci sono in Inghilterra d’estate?

A luglio, il mese più caldo, la massima media è di 23,1 °C e la minima di 13,1 °C; agosto è di poco inferiore con 22,5 °C. È un’estate fresca rispetto a quella italiana, in cui si cammina tutto il giorno senza soffrire il caldo, ma le sere e le prime mattine restano fresche e una felpa serve anche a Ferragosto. Negli ultimi anni le ondate di calore oltre i 30 °C sono diventate più frequenti, e vanno messe in conto perché quasi nessun alloggio ha l’aria condizionata.

Fa molto freddo in Inghilterra d’inverno?

Meno di quanto la latitudine lascerebbe pensare, grazie all’influsso dell’Atlantico. Le massime medie di dicembre e gennaio sono intorno agli 8 °C e le minime poco sopra i 2 °C, con circa 34 giorni di gelo all’anno concentrati fra dicembre e febbraio. La neve in pianura è rara e dura poco. Il vero limite dell’inverno inglese non è il freddo ma la luce: a dicembre si contano meno di due ore di sole al giorno.

Quante ore di luce ci sono in Inghilterra?

Cambiano moltissimo con la stagione. A Londra, al solstizio d’estate del 21 giugno, il sole sorge alle 4:44 e tramonta alle 21:22, per 16 ore e 38 minuti di luce. Al solstizio d’inverno del 21 dicembre sorge alle 8:05 e tramonta alle 15:54, cioè 7 ore e 50 minuti. Quasi nove ore di differenza, che nella pratica significano che lo stesso itinerario in macchina richiede quasi il doppio dei giorni in inverno rispetto all’estate.

Serve l’ombrello in Inghilterra?

Serve molto più una giacca antipioggia leggera con il cappuccio. I britannici l’ombrello non lo portano quasi mai e lo aprono soprattutto i turisti: con la pioggia fine e il vento costante si rivolta o risulta inutile, mentre il vento asciuga la giacca in pochi minuti. Alla giacca conviene aggiungere scarpe impermeabili e, se si prevedono camminate in campagna, dei sovrapantaloni impermeabili.

Piove di più in tutta l’Inghilterra allo stesso modo?

No, il paese è diviso in diagonale. I venti umidi arrivano da sudovest e i rilievi del nord e dell’ovest li costringono a salire, facendo scaricare l’acqua: nello Snowdonia, nel Lake District e nelle Highlands scozzesi ci sono stazioni oltre i quattro metri di pioggia all’anno. L’est e il sud sono invece più asciutti, più soleggiati e meno ventosi, e buona parte dell’Inghilterra orientale sta sotto i 700 mm annui. Le Cotswolds e l’Inghilterra centromeridionale stanno nella metà asciutta del paese.

Cosa sono le allerte meteo gialla, ambra e rossa nel Regno Unito?

Sono i tre livelli del sistema di allerta del Met Office, il servizio meteorologico nazionale britannico, e nascono dall’incrocio fra la gravità dell’impatto atteso e la probabilità che si verifichi. Il giallo indica impatti di basso livello con qualche disagio ai trasporti, l’ambra una probabilità aumentata di disagi che possono scombinare i programmi, il rosso maltempo pericoloso con rischio per l’incolumità. Poiché giallo e ambra possono coprire situazioni molto diverse, il Met Office raccomanda di leggere il testo dell’allerta e non fermarsi al colore.

Alla fine il clima inglese si riassume in una frase sola: non è quello che vi hanno raccontato, è solo più frequente. Nessun mese vi garantisce il sole e nessun mese ve lo nega, e chi parte aspettandosi di vedere l’Inghilterra sotto un cielo azzurro fisso rimane deluso tanto quanto chi parte convinto di trovarsi sotto il diluvio. Si va con la giacca, si esce comunque e si guarda il cielo con la curiosità che merita, perché in quattro ore cambia tre volte.

Se poi ci finite in primavera, quando i prati delle Cotswolds sono di quel verde che da noi non esiste, capirete perché tutta quell’acqua alla fine è il motivo per cui ci siete andati. Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: la mia, su questo, è che la pioggia inglese vale il biglietto.

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Clima in Inghilterra: quanto piove davvero e quando conviene andare 8
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