Visitare il Belgio: Bruxelles, Aalst, Gand, Bruges e Anversa

E’ un anello nella nazione dei paesi bassi quello che andremo a conoscere: incontreremo iconici monumenti dichiarati Patrimonio Unesco e romantici canali dove i salici piangenti bagnano le loro fronde, attraverseremo antichi centri storici dove le facciate delle case sono in pietra e mattoncini per arrivare ad ammirare moderne gioiellerie dove rifarsi gli occhi, ci spingeremo fino al confine estremo dello stretto della Manica per gettare un’occhiata al freddo Mare del Nord per poi ritornare nel cuore del Belgio.

Ma partiamo.

Bruxelles, autentica sorpresa.

Pensando alle città del nord Europa immaginiamo le loro strade deserte, forse un poco tristi, quantomeno buie, ricoperte da un cielo grigio, con gli abitanti chiusi nel caldo delle loro case per ripararsi dal freddo… invece no, Bruxelles si è rivelata un’autentica sorpresa. Il cielo era di un bell’azzurro, le strade piene di gente, i tavoli di ristoranti e bar affollavano i marciapiedi tanto che ad un certo punto mi sono chiesta se non fossi in qualche cittadina della Spagna o del sud della Francia…

A passeggiare nel centro storico si respirava un’aria dinamica, divertente, direi allegra. L’atmosfera invitava ad assaggiare i dolci esposti nelle vetrine delle numerose pasticcerie, oppure a comprare uno dei tanti cartocci pieni di patatine fritte che si vedevano in mano a turisti e non.

E allora non è rimasto che tuffarsi in queste affollate e ciarliere viuzze del centro, godendone le curiosità ad ogni passo.

Cosa vedere a Bruxelles.

Ogni stradina del centro città sfocia nella magnifica Grand Place, che assieme al municipio, Musee de la Ville, un capolavoro di architettura civile gotica che si staglia su un lato della suddetta piazza, sono considerate Patrimonio Unesco.

La piazza, nata come piazza-mercato, è rettangolare, delimitata da palazzi, chiamate case delle Corporazioni, le cui facciate sono riccamente decorate in oro, colme di pietre e legni magnificamente intagliati e sulle sommità delle guglie si stagliano, come riconoscimento, le varie attività svolte nei secoli scorsi: merciai, battellieri, arcieri ed ebanisti.

La Grand Place, considerata una delle più belle al mondo, si trasforma a seconda della stagione, o del giorno della settimana, in mercato dei fiori o degli uccelli, vi si fanno concerti, e a ferragosto diventa un immenso tappeto di petali di begonie.

Appena entrati la troviamo piena di studenti seduti per terra, accoglie come un ombelico i turisti che convergono da ogni angolo, i tavoli ospitano gli avventori. Ben rispecchia questa città, moderna e attiva, e quando scende la notte si riempie di luci che si riflettono giocando sui palazzi, rendendo loro una bellezza seducente e affascinante.

La Grand Place nei colori dell’arcobaleno nella notte del Gay Pride

In attesa della notte e delle luci vaghiamo per il centro alla ricerca della famosa statua del Manneken Pis la statua-fontana del bambino, Julien, che fa pipì, simbolo della città. Narra la leggenda che un grande incendio, forse causato dal fuoco lanciato da un drago, lambiva la città. Il piccolo bambino lo spense facendoci sopra pipì. Non è una leggenda però che questa statua, molto amata, venga vestita di tutto punto in particolari festività belghe, difatti nel Museo de la Ville troviamo, oltre ad arti figurative quali pittura, sculture ma anche porcellana, ceramica, argenteria, tutti gli abiti che si sono alternati sul corpo del bambino-statua.

Ma ci sono altri due soggetti in questa città immortalati nell’atto di fare i propri bisogni, la prima è una bambina, Jeanneke, che si trova in una piccola via chiusa, merita di scovarla come si giocasse ad una caccia al tesoro, merita una visita sopratutto per la famosa birreria Delirium, che si trova davanti alla nicchia che raccoglie la statua. La birra Delirium, il locale eccentrico, e il logo dell’elefantino rosa hanno conquistato tutto il mondo, e dal 2004 detengono il Guinness Word Record per offrire il maggior numero di birre.

L’altro soggetto è un cane ma noi non siamo riusciti a trovarlo… se ci riuscite, segnalate la posizione nei commenti a fine articolo!

Jeanneke

La gotica cattedrale di St. Michel risale al 1225, merita sicuramente una visita ma è spostandoci un poco dal centro, dirigendoci verso la chiesa di Sainte Catherine che ci ritroviamo in un quartiere dove si snodano piazze e viali alberati, dove un lungo canale viene convogliato in due armoniche fontane. E’ tutto un susseguirsi di localini, birrerie. Tanti ristoranti propongono pesce crudo o fritto da consumarsi in piedi, intorno a piccoli tavoli rotondi. Si sentono parlare molte lingue, è un sottofondo loquace e simpatico mentre i commensali consumano i famosi cavoletti di Bruxelles o le ancora più famose moules-frites, cozze con patatine fritte, il piatto che meglio rappresenta la città.

Il canale convogliato in fontane

Il quartiere di Ilot Sacre’ si trova alle spalle della Grand Place ed è d’obbligo visitarlo. Punto di forza è una galleria coperta di più di 200 metri costruita nell’ottocento. Vi si respira un’aria retro’, anche se i negozi vendono merci moderne non è difficile trovare un caffè interamente in legno fermo nel tempo o una raffinata pasticceria dalle luci soffuse.

Intanto sono già passati due giorni, e nel terzo e ultimo che passeremo a Bruxelles, visiteremo l’Atomium, il Parlamento Europeo gli edifici della Commissione Europea e ci perderemo nei parchi De Bruxelles e quello del Cinquantenario.

E’ il Parco Heysel che accoglie l’Atomium, un cristallo di ferro ingrandito migliaia e migliaia di volte, che comprende nove sfere di diciotto metri di diametro ciascuna. All’interno di queste si svolgono mostre, convegni, concerti. E’ stato interessante e anche divertente vagare tra una sfera e l’altra salendo o scendendo scale mobili, attraversando tunnel illuminati solo da stelle fosforescenti passando tra una mostra surrealista di pittura, una piccola esposizione di Magritte, giochi interattivi e per finire alla spiegazione di come è stato costruito l’Atomium e altro ancora.

Vista della città dall’Atomium

Come la Torre Effeil di Parigi, anche l’Atomium è stato costruito per l’Esposizione Internazionale (del 1958), a fine esposizione doveva essere smantellato invece è rimasto dove si trova ed è divenuto uno dei simboli della città.

La Bruxelles politica brulica di persone indaffarate che, cartellino di riconoscimento appeso al collo, camminano svelte.

Le ritroviamo che consumano il pasto nella pausa pranzo sedute sull’erba dei parchi, e al giovedì sera è un rito che tutti i giovani stagisti si ritrovino in Place du Luxembourg, davanti a una delle tre sedi del Parlamento Europeo (le altre due sono a Strasburgo, sede ufficiale, e a Lussemburgo) con una birra in mano. Sono decine e decine, e a vederli che festeggiano la fine di un’altra settimana lavorativa sono proprio una bella gioventù.

E’ strano, quasi surreale, ammirare da vicino e dal vivo edifici che da anni vediamo immortali solo attraverso i telegiornali trasmessi alla televisione!

I parchi sono curati, pieni di bambini che scorrazzano dopo la scuola, di persone che fanno jogging. Gli abitanti di Bruxelles ne hanno cura e rispetto, e si godono appieno questi angoli di verde in pieno centro città.

Il bellissimo parco del Cinquantenario

La mattina dopo lasciamo Bruxelles, non abbiamo visto nemmeno un museo, eppure il Museo Delle Belle Arti valeva una visita, così come quello del Fumetto o, ancora di più, quello del surrealista Magritte. Ma dobbiamo accontentarci, altre mete ci aspettano.

Aalst, Gand e Bruges.

Bruges dista da Bruxelles circa un’ora di auto. Ma lungo la strada si trovano due cittadine che decidiamo di visitare. La prima si chiama AALST.

E’ piccola e raccolta. Il centro ospita una chiesa, dalla cui piazza si snoda una via pedonale, che percorriamo. Non c’è nulla di strabiliante da vedere ma è proprio per questo che ci piace. Qui, lontano dalla folla roboante dei turisti, possiamo vedere come vivono i belgi nella loro tranquillità.

Ci prendiamo un caffè e ci facciamo una passeggiata. Ci sono negozi di ogni tipo, la gente del posto fa la spesa, porta a spasso il cane. Sono le piccole cose che ci danno l’idea di come queste persone si prendano cura degli spazi comuni. Ci sono fiori, panchine, alberelli. Tutto è curato, pulito, ben conservato.

La gente è ben vestita e ci saluta cortese.

Ripartiamo verso la seconda tappa prima di Bruges, la cittadina di Gand.

Gand è tra le più belle cittadine del Belgio. E’ meno nota della più famosa Bruges, ma anche lei vanta edifici medioevali ben conservati, musei di opere fiamminghe e gallerie d’arte. Il suo centro storico è grandissimo e completamente pedonale e vi si trova la cattedrale e il castello di Gravensteen, e come per Bruges i canali si insinuano nel cuore della città fino a diventarne parte integrante.

Centro storico di Gand

Se Aalst era tranquilla e non turistica qui ritroviamo flotte di persone che vagano tra una bancarella e l’altra, è giorno di mercato, affollano i ristoranti e bar all’aperto. La cittadina merita veramente una fermata… pranziamo in uno dei tanti locali interamente costruiti in legno, gironzoliamo nel beghinaggio di Gand, cioè un piccolo quartiere storico di case basse costruite intorno ad ancora più piccole chiese (le beghine sono un ordine di suore), curiosiamo nei negozietti e rimaniamo incantati alla vista delle tre torri campanarie che dominano la città.

Altro scorcio di Gand

E’ il tramonto quando arriviamo a Bruges, la città più romantica delle Fiandre.

Sembra uscita da un cartone animato, con le sue strade acciottolate, gli archi, i ponticelli, i cigni che nuotano silenziosi, i cavalli che tirano i calessi, i balconi fioriti… una cittadina incantata.

Bruges si visita a piedi, anzi è consigliabile perdersi tra i vicoli, attraversare un canale dietro l’altro senza porsi il problema del dove andare o cosa fare… semplicemente gustarsi scorci della città dove le facciate delle case si riflettono nell’acqua, dove le fronde degli alberi sfiorano i canali giocando con la luce creando riflessi…

E’ questa la magia di Bruges.

Naturalmente prendiamo una barca e facciamo il giro dei canali. Se non facessimo la coda per imbarcarci sarebbe come non essere stati a Bruges!

Giro dei canali di Bruges in barca

Ma c’è un’altra cosa da visitare, forse meno conosciuta ma ugualmente interessante. Ci facciamo una bella scarpinata a piedi ma ne vale la pena. Andiamo alla ricerca dei mulini di Bruges.

Si trovano lungo dei canali al limitare della città, quasi in periferia. I Mulini sono ben conservati, alcuni sono visitabili all’interno.

La zona, come tutto il resto, è ben curata, pulita. I prati rasati, di un bel verde brillante ci accompagnano per tutto il percorso.

I mulini di Bruges

Ci godiamo il tramonto e con l’imbrunire la città, mentre ritorniamo in centro, si illumina di mille lampade e la magia continua.

ANVERSA

Il giorno dopo, prima di arrivare nella città dei diamanti per eccellenza, arriviamo fino al mare. La cittadina ha un nome impronunciabile: Knokke-Heist.

Il mare e il litorale sono come ci aspettavamo che fossero: il mare mosso di un colore scuro, che riflette un cielo grigio, la sabbia scura, lunga e piatta. A completare il tutto c’è un forte vento, freddo, pungente.

Un pontile in legno si spinge verso il largo del mare, arriviamo in cima dove una costruzione ospita un ristorante e un bar. Ci rifugiamo qualche minuto per riprendere fiato e poi torniamo sui nostri passi.

Anversa ci aspetta.

Prendiamo possesso subito della camera. Abbiamo prenotato in un antico edificio che prima accoglieva mostre d’arte, eventi, cerimonie. Le camere sono spaziose, anche se datate. Ma sono gli spazi comuni che sorprendono, il chiostro interno per esempio… se fosse piena estate fare colazione in quell’oasi di pace e di natura sarebbe bellissimo. Gli interni non sono da meno, abbiamo quasi paura a muoverci perché sembra proprio di essere in un museo! Lunghi corridoi dalla moquette rossa porpora, quadri importanti alle parete, sale sontuose dalle tende in drappeggi, immensi lampadari in cristallo, volte in mattoni, arazzi, poltrone in velluto damascato…

Usciamo, che tutto questo è troppo!!!

Anversa è elegante, i negozi dalle marche più famose sono tirati a lucido.

Anche il traffico, che ovviamente c’è, è composto, ordinato.

Il centro storico è bello, svetta il campanile della cattedrale e subito dopo ci troviamo in piazza Grote Mark, dove, anche qui, ritroviamo le case della corporazioni tutto intorno. Al centro della piazza la grande fontana di Silvius Brabo che rievoca la fondazione della città. In breve Silvius era un soldato romano che affrontò e uccise un gigante che chiedeva ai cittadini una tassa per attraversare il fiume Schelda, pena il taglio della mano. Nella fontana è raffigurato proprio il momento il cui il soldato affronta il gigante e taglia la sua di mano.

La statua di Silvius che lancia la mano tagliata

Ma quello che stupisce girando per questa cittadina sono le attrazioni che non ti aspetti, che ti ritrovi davanti e sono lì proprio per stupirti.

Come i giganteschi murales che riempiono le pareti degli edifici.

O come un bambino, con il suo cane, che sbucano dormienti da sotto il manto stradale.

Poi ci spostiamo nella zona delle gioiellerie. Una vetrina colma di gioielli dietro l’altra, sembra facciano a gara a chi espone l’allestimento più bello. Siamo, tutti quanti, estasiati.

Giriamo e ammiriamo ma stiamo cercando una gioielleria in particolare, e la troviamo in una via laterale, vicino alla stazione ferroviaria (dichiarata una delle più belle d’Europa, se avete tempo un salto dentro merita).

Questa particolare gioielleria con annesso laboratorio, mostra e spiega, a piccoli gruppi di turisti, la lavorazione dei diamanti dalla pietra grezza fino al taglio a brillante del diamante. La visita si mostra molto più interessante di quanto si pensasse e usciamo dopo un’ora dalla gioielleria senza brillanti in borsa ma molto più esperti in materia. Dobbiamo accontentarci!

Concludiamo la visita ad Anversa passeggiando lungo il fiume Schelda, non ci dimentichiamo che la città accoglie anche un importante porto fluviale, fino al Castello Medioevale al cui ingresso troneggia la statua del gigante Lange Wapper, che secondo la leggenda incombeva nelle strade terrificando i cittadini di Anversa.

Il castello di Anversa

La sera ceniamo in un piccolo ristorante del centro, ci concediamo l’ultimo boccale di birra e le ultime patatine fritte belghe.

Il pomeriggio dopo ci aspetta il volo di rientro, in due ore siamo all’aeroporto di Charleroi… ma lungo la strada ci concediamo un’ultimissima sosta: Beersel, con il suo castello fortezza ci permette di assaporare ancora un poco di Belgio, come se non ci arrendessimo al fatto che il viaggio stia terminando… tutto sommato un bellissimo viaggio!

visitare il Belgio
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