Per anni le coste dell’Albania sono rimaste un segreto per pochi, oscurate dalla fama dei vicini più celebri del Mediterraneo. Oggi quel segreto è largamente svelato, e la riviera che si stende lungo il Mar Ionio, dal golfo di Valona fino a Saranda, è diventata una delle mete emergenti più cercate d’Europa. Il motivo si spiega in fretta osservando la geografia di questo litorale: montagne che precipitano direttamente in mare, acque che per limpidezza reggono il confronto con quelle greche, e un paesaggio ancora meno costruito rispetto alle coste più turistiche.
La riviera albanese si sviluppa per un centinaio di chilometri lungo la costa meridionale, seguendo la strada che collega i vari centri balneari passando tra il blu dello Ionio e il verde dei rilievi. Percorrerla da nord a sud significa attraversare paesaggi che cambiano di continuo, tra calette nascoste e spiagge più ampie.
Arrivare in Albania via mare
Tra le diverse modalità per raggiungere l’Albania, il traghetto si è imposto come una delle più gettonate tra i viaggiatori italiani diretti alla costa.
La prima ragione è di ordine pratico ed economico: le tariffe della traversata adriatica risultano competitive, soprattutto per chi viaggia in gruppo o in famiglia e mette a confronto il costo complessivo dello spostamento. Per individuare le proposte più interessanti del momento, è consigliabile esaminare e confrontare i prezzi dei traghetti per l’Albania affidandosi a portali specializzati, così da ottimizzare il budget da destinare allo spostamento.
Il traghetto ha anche altri vantaggi che spiegano la sua popolarità. Il più rilevante è la possibilità di imbarcare la propria auto, ma anche moto, camper o biciclette, un aspetto decisivo su un litorale dove le spiagge sono distribuite lungo un centinaio di chilometri di strada costiera e il mezzo proprio fa la differenza.
A questo si aggiunge la libertà nella gestione dei bagagli, senza le limitazioni tipiche di altre modalità di trasporto, e la possibilità di viaggiare con i propri animali domestici, per cui molte navi prevedono sistemazioni dedicate. Sulle traversate notturne, infine, la cabina trasforma il trasferimento in una parte del viaggio, permettendo di arrivare riposati. Il porto di Valona, nel sud del Paese, è lo scalo più comodo per chi punta direttamente alle località balneari della riviera, mentre Durazzo resta il principale approdo per il resto dell’Albania.
Dal Passo di Llogara alle prime spiagge
Chi arriva da Valona incontra il primo spartiacque naturale nel Passo di Llogara, il valico che introduce alla riviera vera e propria. Superato il passo, la strada scende ripida verso il mare e apre la vista su Palasa, una lunga spiaggia bianca che si staglia contro l’azzurro dello Ionio, tra le prime a comparire lungo il tragitto. Da qui in poi le località si susseguono e il panorama si trasforma tappa dopo tappa.
Poco più a sud si trova Dhërmi, una delle mete simbolo del litorale. È una lunga spiaggia di ciottoli bianchi circondata dai monti Acrocerauni, che d’estate si anima di una vita notturna vivace, mentre alto sulla scogliera resiste il borgo storico in pietra, dove il silenzio è rotto solo dal vento. La convivenza di questi due volti, il centro balneare animato in basso e le calette tranquille poco distanti, è ciò che rende Dhërmi rappresentativa dell’intera riviera. Nelle vicinanze la baia di Jale attira soprattutto i più giovani, con locali e musica sulla spiaggia.
Il tratto più spettacolare: Gjipe, Himara e Porto Palermo
Proseguendo verso sud si raggiunge quello che molti considerano il cuore più suggestivo della costa. Tra Dhërmi e Himara, dove una gola profonda incontra il mare aperto, si nasconde la spiaggia di Gjipe, una delle baie più iconiche dell’Albania. Non è di accesso immediato: dal parcheggio serve una camminata di circa mezz’ora lungo un sentiero ripido, oppure ci si arriva in barca. Proprio questa relativa difficoltà ne ha preservato il carattere selvaggio, con il rosso del canyon che risalta contro il verde dei boschi.
Himara è il centro principale di questo tratto e una base pratica per esplorare l’area senza cambiare alloggio ogni notte. La località si divide in due anime: in alto il villaggio storico di Kastro, tra viuzze in pietra e chiese ortodosse, in basso la fascia costiera di Spile, con il lungomare e la parte più comoda per muoversi a piedi. Attorno si aprono spiagge come Potami e Livadhi, mentre a nord, in una ventina di minuti d’auto, si torna verso Dhërmi e Jale.
Pochi chilometri più a sud si incontra Porto Palermo, dove una spiaggia tranquilla è protetta da un promontorio su cui sorge un castello dalla storia particolare: la fortezza, legata alla figura di Ali Pascià di Ioannina, servì in epoca comunista come base sottomarina, e ancora oggi i suoi tunnel e le sue mura attirano i visitatori. Il borgo di Qeparo, poco distante, offre l’immagine dell’architettura in pietra della regione affacciata su acque turchesi.
Verso Saranda e le spiagge del sud
L’ultimo tratto della riviera scende verso Saranda e la zona di Ksamil, all’estremità meridionale della costa, dove le acque assumono sfumature quasi tropicali e le piccole baie sono tra le più fotografate del Paese. È l’area più conosciuta della riviera, spesso scelta come base fissa da chi arriva fin qui, con una vivace atmosfera balneare e una fitta offerta di alloggi e locali. Chi cerca invece grandi spazi trova a Borsh la spiaggia più lunga dell’Albania, che si estende per diversi chilometri di ciottoli, ideale per il relax e i tramonti.
Ciascun tratto della costa ha del resto un proprio carattere, e la varietà è uno dei punti di forza della riviera: alle spiagge più frequentate e attrezzate, comode per chi cerca servizi e movimento, si alternano calette raccolte dove il paesaggio resta il protagonista. Spostandosi anche di pochi chilometri si passa dall’una all’altra dimensione, e questo consente a ogni tipo di viaggiatore di trovare l’angolo di costa più adatto.
Percorrere la costa in libertà
Avere la propria auto a disposizione è ciò che permette di vivere davvero la riviera come merita, senza un programma rigido. La strada costiera collega una spiaggia all’altra e apre di continuo scorci sul mare, invitando a fermarsi dove il paesaggio lo suggerisce: una caletta intravista da un tornante, un villaggio in pietra sopra la costa, un tratto di mare che chiede una sosta. È un modo di viaggiare che restituisce alla riviera albanese il suo carattere più autentico, quello di una costa ancora capace di sorprendere chi la percorre con calma, tappa dopo tappa, dal golfo di Valona fino alle acque cristalline del sud.