Bucarest cosa vedere: le tappe, i prezzi 2026 e cosa è cambiato

Bucarest è la capitale della Romania, sta nel sud del paese, in piena pianura valacca, a una sessantina di chilometri dal Danubio e a due ore scarse di volo dall’Italia. In rumeno si scrive București, in inglese la trovate come Bucharest, e sono la stessa città: vale la pena saperlo perché prenotando un volo o un albergo vi capiteranno tutte e tre le grafie.

È anche una delle capitali europee che si raccontano peggio. Le guide si copiano l’una con l’altra da anni, e il risultato è che su Bucarest circolano prezzi vecchi di quattro anni, visite che non si possono più fare e un primato mondiale che il registro dei primati non contiene. Noi siamo partiti dalle biglietterie, una per una, e abbiamo scritto quello che dicono oggi.

Quindi qui trovate le tappe, ma anche i prezzi letti alle casse ufficiali con la data di ogni listino, la tassa di soggiorno che è cambiata proprio quest’anno e nessuno ha ancora recepito, il castello nei dintorni che a novembre chiude per un mese e le date esatte, e le tre cose che al Palazzo del Parlamento vi faranno tornare indietro se non le sapete.

In breve

Bucarest si gira in due giorni pieni, tre con calma. Le tappe sono il Palazzo del Parlamento (tour standard 85 lei, biglietti solo alla cassa, documento d’identità obbligatorio), il centro storico di Lipscani, Calea Victoriei con l’Ateneo Român (15 lei) e il Museo Nazionale d’Arte (32 lei), Piața Revoluției, il Museo del Villaggio (40 lei) e i parchi. I mezzi costano 3 lei per 90 minuti e si pagano con la carta contactless al validatore, senza commissioni; la metropolitana 5 lei. Dall’aeroporto si arriva con il bus 100 in circa 65 minuti alla stessa tariffa, oppure in treno fino a Gara de Nord. Si paga in lei rumeni: al cambio di riferimento BCE dell’11 agosto 2026, 1 euro fa 5,2401 lei. Dal 2026 c’è una tassa di soggiorno di 10 lei a notte a persona.

Cosa vedere a Bucarest: le tappe che contano

Bucarest non è una città che si consegna al primo sguardo. Non ha un centro storico compatto come Praga, non ha un fiume scenografico, e ha attraversato nell’ordine un terremoto devastante, una dittatura che ha raso al suolo un quinto della città e trent’anni di ricostruzione disordinata. Quello che resta è un mosaico: una chiesa ortodossa del Settecento incastrata fra due palazzi di vetro, un boulevard che imita Parigi e finisce contro il palazzo più pesante del mondo.

Le tappe vere sono queste, e stanno tutte dentro due giorni.

  • Il Palazzo del Parlamento: l’edificio che il Guinness dà come il più pesante del mondo. Si visita solo con tour guidato e le regole d’ingresso sono severe.
  • Lipscani e il centro storico: il quadrilatero pedonale con le vecchie corti, l’Hanul lui Manuc e i resti della Curtea Veche. Di giorno si visita, di sera diventa la zona dei locali.
  • Calea Victoriei: la strada dei palazzi, con l’Ateneo Român, il Palazzo CEC e il Museo Nazionale d’Arte dentro l’ex palazzo reale.
  • Piața Revoluției: la piazza da cui Ceaușescu tenne l’ultimo discorso il 21 dicembre 1989 e da cui il giorno dopo scappò in elicottero.
  • Il Museo del Villaggio: quasi cinquanta ettari sul lago, con case contadine vere smontate e rimontate da tutta la Romania.
  • I parchi: il Regele Mihai I, che tutti chiamano ancora Herăstrău, e il Cișmigiu in pieno centro.

Se avete un giorno solo, fate il Palazzo del Parlamento la mattina presto, Lipscani a metà giornata e Calea Victoriei nel pomeriggio. Con due giorni aggiungete i musei e il Museo del Villaggio, con tre una gita in giornata verso i castelli dei Carpazi, che partono tutte da qui.

Il Palazzo del Parlamento: quanto costa e cosa vi faranno tornare indietro

È la tappa numero uno di Bucarest ed è anche quella su cui in rete trovate più informazioni sbagliate. Partiamo dai numeri veri, letti sulla pagina delle visite del Centro Internazionale di Conferenze, che è l’ente che gestisce materialmente gli ingressi.

Bucarest cosa vedere Palazzo del Parlamento
Bucarest cosa vedere Palazzo del Parlamento
Tour standardPrezzoIn euro
Adulti85 leicirca 16,20 €
Studenti 19-26 anni, con tessera vidimata55 leicirca 10,50 €
Ragazzi 7-18 anni40 leicirca 7,60 €
Bambini 0-6 anni accompagnatigratuito 
Persone con disabilità e accompagnatoregratuito 
Tour privato, massimo 35 persone3.000 leicirca 572 €
Tariffe rilevate sulla biglietteria ufficiale il 12 agosto 2026. Il listino non dichiara una data di entrata in vigore.

Su quest’ultimo punto siamo precisi apposta: la pagina ufficiale espone i prezzi ma non dice da quando sono in vigore. Quindi vi diamo la data in cui li abbiamo letti, non una decorrenza che non esiste. È la differenza fra un prezzo verificato e un prezzo copiato.

Le tre cose che vi rimandano indietro

1. I biglietti si comprano solo lì, di persona. La biglietteria è in Str. Izvor 2-4, sala Constantin Brâncuși. Non esiste una vendita online ufficiale: i siti che sembrano quello del Parlamento e vi vendono l’ingresso sono rivenditori, e quello che comprate è un tour di terze parti, non il biglietto della casa.

2. Serve un documento d’identità fisico, e la patente non vale. Carta d’identità o passaporto, in originale e di carta: la foto sul telefono non basta e la patente non è accettata. Non è un capriccio del custode, è scritto nelle norme sul trattamento dei dati di chi accede al palazzo, pubblicate nel Monitorul Oficial n. 456 del 31 maggio 2018.

3. I tour della terrazza e dei sotterranei sono sospesi. Sulla pagina ufficiale c’è scritto momentan indisponibil accanto a tour terrazza, tour sotterranei e tour terrazza più sotterranei. Oggi si fa solo il tour standard. Non c’è una data di riapertura annunciata.

Il terzo punto merita una riga in più, perché è quello che vi fa arrivare alla cassa e chiedere una cosa che non esiste. Fra le guide italiane che abbiamo letto ce n’è una che pubblica ancora il listino completo dei tour sospesi, prezzi compresi, terrazza panoramica inclusa. Se ci arrivate con quella in mano, alla cassa vi guardano e vi vendono il tour standard.

Il resto delle regole è severo ma sensato: presentarsi 15 minuti prima, controllo di sicurezza su persone e bagagli, vietato entrare con liquidi, vietato staccarsi dal gruppo, abbigliamento decoroso. La prenotazione è obbligatoria: da 1 a 9 persone si fa per telefono almeno 24 ore prima, ai numeri +40 733 558 102 e 103; da 10 persone in su solo via email a cic.vizite@cdep.ro, con tre giorni di anticipo. Si visita tutti i giorni dalle 9 alle 17.

Consiglio: mettetevi scarpe comode e valutate bene se portarci chi fa fatica a camminare. Il regolamento vieta ai visitatori l’uso degli ascensori: il percorso di visita si fa tutto a piedi, per le scale, in un edificio che si alza per 86 metri fuori terra. È l’informazione che non trovate da nessuna parte e che cambia la giornata a chi viaggia con i genitori anziani o con un passeggino.

Se preferite andare sul sicuro con la lingua e con l’orario, c’è anche la strada del tour guidato con ingresso incluso, che è quello che comprate quando prenotate online: costa più del biglietto secco della cassa, e in cambio vi toglie la telefonata in rumeno e la fila.

Il primato del Palazzo del Parlamento, verificato sul registro

Su cinque guide italiane che abbiamo letto, quattro scrivono che il Palazzo del Parlamento è il secondo edificio più grande del mondo dopo il Pentagono. Una lo chiama addirittura “secondo palazzo parlamentare più pesante del mondo, subito dopo il Pentagono”, che è una frase in cui non torna niente, visto che il Pentagono non è un palazzo parlamentare. Quattro versioni diverse dello stesso primato in cinque articoli sono la firma della copiatura.

Siamo andati a leggere il registro dei primati. Il Guinness World Records attribuisce a questo edificio due titoli, e nessuno dei due è quello che leggete in giro.

  • Heaviest building, l’edificio più pesante, omologato nel 1984. La formulazione del Guinness è però prudente: dice che il palazzo si ritiene sia il più pesante del mondo, non che lo è. È costruito con 700.000 tonnellate di acciaio e bronzo, un milione di metri cubi di marmo, 3.500 tonnellate di cristallo e 900.000 metri cubi di legno.
  • Largest socialist state palace, il più grande palazzo di stato socialista, 1989: 340.000 metri quadrati, 1.100 stanze, 270 metri per 240, 86 metri di altezza fuori terra e altri 92 metri di livelli sotterranei, più parcheggi per 20.000 automobili. È una categoria ritagliata, non una classifica mondiale degli edifici.

Il Pentagono, in tutte e due le schede del registro, non compare mai. Quindi il primato esiste, ma è un altro, ed è giusto attribuirlo a chi lo certifica invece di ripeterlo per sentito dire.

Dallo stesso registro esce il dettaglio più bello di tutta la storia, e nessuno lo racconta: il progetto lo firmò Anca Petrescu, architetto di venticinque anni, alla guida di un gruppo di oltre cinquecento persone. Venticinque anni, e le fu messo in mano il cantiere più grande d’Europa.

Lipscani e il centro storico

Il centro storico di Bucarest è un quadrilatero piccolo, quasi tutto pedonale, che sta fra Calea Victoriei, il boulevard Brătianu e il fiume Dâmbovița. La via che gli dà il nome è Strada Lipscani, e chi ci arriva aspettandosi un centro storico all’italiana resta spiazzato: qui gli edifici belli e quelli fatiscenti stanno uno accanto all’altro, e a volte sono lo stesso edificio.

Le cose da vedere, camminando, sono tre. La Curtea Veche, cioè quel che resta del palazzo dei principi di Valacchia, con la chiesetta che è la più antica della città. L’Hanul lui Manuc, la vecchia locanda con il cortile a ballatoi di legno, che oggi è un ristorante e si attraversa liberamente. E la chiesa di Stavropoleos, minuscola, del Settecento, con un chiostro dietro che è il posto più silenzioso del centro. Il monastero è attivo, quindi la visita segue gli orari delle funzioni: se trovate chiuso, tornate mezz’ora dopo.

Consiglio: Lipscani ha due vite completamente diverse. Di giorno è un quartiere che si visita, con i cantieri di restauro e le librerie. Dalle nove di sera in poi diventa la zona dei locali di tutta Bucarest, con la musica fino a tardi. Se dormite lì dentro, sceglietevi bene la strada, o mettete in valigia i tappi per le orecchie.

Calea Victoriei: l’Ateneo, il Palazzo CEC e il Museo Nazionale d’Arte

Se dovete scegliere una sola strada di Bucarest, è questa. Calea Victoriei taglia il centro da sud a nord e mette in fila quasi tutti i palazzi che i rumeni costruirono fra fine Ottocento e gli anni Trenta, quando Bucarest guardava a Parigi e voleva somigliarle.

L’Ateneul Român è la sala da concerto con la cupola, ed è il monumento che vale di più in rapporto a quello che costa: 15 lei, meno di tre euro, per entrare a vedere la sala e l’affresco circolare che racconta la storia della Romania. Qui però ci sono due avvertenze che nessuno scrive, e sono importanti proprio in questo periodo.

Ateneo Român, due cose da sapere prima di andarci

La biglietteria è chiusa fino al 4 settembre 2026. La Filarmonica George Enescu scrive che nell’intervallo fra il 1° luglio e il 4 settembre 2026 la Casa de bilete di Strada Constantin Esarcu è chiusa. In quel periodo i biglietti si comprano solo all’ingresso degli artisti, in Strada Benjamin Franklin 1, sul lato destro, e solo in contanti. Chi arriva nei primi giorni di settembre e cerca la biglietteria principale la trova sbarrata.

Gli orari di visita cambiano ogni mese. L’Ateneo è prima di tutto una sala da concerto: si visita solo fuori dagli orari di prove e concerti, e la Filarmonica pubblica il calendario mese per mese. Controllatelo il giorno prima, non la settimana prima.

Poco più giù c’è il Palazzo CEC, la vecchia cassa di risparmio con la cupola di vetro, che è forse l’edificio più fotografato della città. E davanti, dentro l’ex palazzo reale, sta il Museo Nazionale d’Arte della Romania, che è il museo più importante di Bucarest e quello che consigliamo se ne dovete fare uno solo: ci sono la galleria d’arte europea e quella di arte rumena antica, con le icone e i tesori dei monasteri, e si visitano anche la Sala del Trono, la Sala da pranzo reale e la Scala dei Voivodi.

Piața Revoluției e la Bucarest di Ceaușescu

A metà di Calea Victoriei si apre Piața Revoluției, e qui conviene fermarsi cinque minuti a guardarsi intorno con la storia in testa, perché altrimenti sembra solo un piazzale.

Il palazzo con il balcone è l’ex sede del Comitato Centrale del Partito Comunista. Da quel balcone, il 21 dicembre 1989, Nicolae Ceaușescu tenne il discorso in cui la folla cominciò a fischiare e lui si fermò a metà frase, con un’espressione che il mondo intero vide in diretta. Il giorno dopo scappò dal tetto in elicottero. Tre giorni più tardi era morto.

Bucarest cosa vedere Piazza della Rivoluzione
Bucarest cosa vedere: le tappe, i prezzi 2026 e cosa è cambiato 6

Della Bucarest precedente alla dittatura, però, buona parte non c’è più. Per costruire il Palazzo del Parlamento e il boulevard che gli arriva davanti fu demolito un intero quartiere storico, con chiese, monasteri e migliaia di case. Alcune chiese furono salvate spostandole fisicamente su rotaie, di qualche decina di metri, e nascondendole dietro palazzoni: si può ancora vederne qualcuna, incastrata in cortili dove nessuno la cerca.

I musei di Bucarest: prezzi, orari e giorni di chiusura

Qui arriva la parte che negli altri articoli non c’è. Abbiamo cercato i listini alla fonte, e per due musei siamo riusciti anche a risalire all’atto che fissa le tariffe, cioè a un dato che non invecchia in silenzio.

MuseoInteroRidottiChiuso
Museo del Villaggio (Muzeul Satului)40 lei20 lei pensionati, 10 lei studentilunedì e martedì l’esposizione all’aperto
Museo Nazionale d’Arte (MNAR)32 lei16 lei e 8 leilunedì e martedì
Museo delle Collezioni d’Arte32 lei16 lei e 8 leimercoledì e giovedì
Ateneul Român15 leigratis per persone con disabilitàdurante prove e concerti
Museo Nazionale di Storia (MNIR)vedi sotto lunedì e martedì
Prezzi verificati sulle pagine ufficiali il 12 agosto 2026. MNAR: tariffe fissate dall’Ordinul Ministrului Culturii n. 3140 del 31 luglio 2025. Museo del Villaggio: Ordinul Ministrului Culturii n. 2889 del 21 maggio 2025.
Bucarest cosa vedere Museo nazionale di Storia rumena
Bucarest cosa vedere Museo nazionale di Storia rumena

Due dritte che valgono soldi veri. Al Museo Nazionale d’Arte, al Museo Zambaccian e al Museo Theodor Pallady il primo mercoledì del mese si entra gratis; al Museo delle Collezioni d’Arte, che ha giorni di chiusura diversi, il primo martedì. E al Museo del Villaggio il lunedì e il martedì il biglietto costa la metà, ma è giusto sapere perché: sono i giorni in cui la maggior parte delle case-monumento resta chiusa, quindi vedete il parco e non gli interni. Non è un’offerta, è uno sconto proporzionato a una visita ridotta.

Al Museo del Villaggio serve anche un’avvertenza sugli ingressi. Le porte principali sono su Șoseaua Kiseleff, ai numeri 28 e 30. Le porte “Miorița” e “Transilvania”, quelle che danno sul parco, d’estate restano chiuse dal lunedì al venerdì e aprono solo il sabato e la domenica dalle 10 alle 18: se arrivate a piedi dal parco in un giorno feriale, girate intorno. L’ultimo biglietto si fa 60 minuti prima della chiusura, e la guida costa 250 lei in rumeno o 350 in inglese, francese e russo.

Il Museo Nazionale di Storia è un cantiere da più di vent’anni, e il suo listino online è del 2022

Il Museo Nazionale di Storia della Romania, sulla Calea Victoriei, è aperto ma non è il museo che vi immaginate: il restauro dell’edificio è cominciato più di vent’anni fa e si è fermato per strada, e oggi il museo stesso invita a visitare “le tre grandi esposizioni permanenti”, cioè il Tesoro Storico, la copia della Colonna Traiana e il Lapidarium. Tre, su un patrimonio di centinaia di migliaia di pezzi che restano nei depositi. Si entra dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17:15.

Sul prezzo siamo onesti: non siamo riusciti a farci dare il listino aggiornato. La pagina del sito ufficiale che si chiama “tariffe” risponde regolarmente, ma dentro c’è un avviso del 2022 che annuncia il biglietto a 5 lei per un periodo di quell’anno. Chi cerca il prezzo e si fida della prima pagina che si apre pubblica una cifra vecchia di quattro anni. Noi preferiamo dirvi di chiederlo alla cassa.

Restano fuori da questa tabella, e lo diciamo invece di riempire con numeri copiati, il Museo del Contadino Rumeno e le terme Therme: per entrambi il prezzo d’ingresso non ci è risultato pubblicato in una pagina che potessimo verificare. Il Museo del Contadino Rumeno ha anche cambiato indirizzo internet, e chi lo linka lo manda ancora al vecchio dominio.

I parchi e l’Arco di Trionfo

Bucarest è una capitale verde più di quanto si dica. Il Parcul Regele Mihai I, che tutti continuano a chiamare Herăstrău, è un parco enorme intorno a un lago, con i battelli, i ristoranti sull’acqua e il Museo del Villaggio dentro il suo perimetro: è il posto giusto per il pomeriggio che segue una mattina di monumenti. Il Cișmigiu, invece, sta in pieno centro, è più vecchio e più romantico, con i viali alberati e il laghetto delle barche.

Bucarest cosa vedere Arco di Trionfo
Bucarest cosa vedere Arco di Trionfo

Fra i due, sulla Șoseaua Kiseleff, c’è l’Arcul de Triumf. Somiglia molto a quello di Parigi e la somiglianza è voluta, perché nasce nella stagione in cui Bucarest costruiva la propria versione dei boulevard parigini. Si può salire sulla terrazza, ma le aperture sono saltuarie e legate agli eventi: qui non ci sentiamo di darvi un orario fisso, perché non ne abbiamo trovato uno pubblicato in modo stabile.

Il terremoto del 1977 e gli edifici con il bollino rosso

Questa sezione non la troverete in nessuna guida su Bucarest, e secondo noi è quella che un viaggiatore ha più diritto di sapere.

Il 4 marzo 1977 un terremoto violentissimo colpì la Romania e Bucarest fu la città più danneggiata: crollarono decine di palazzi, molti dei quali proprio nel centro elegante costruito fra le due guerre. Da allora la città convive con il problema degli edifici che non hanno mai avuto un consolidamento, e la cosa importante è che non è una faccenda di memoria storica: è una classificazione amministrativa in vigore oggi.

Il Comune di Bucarest ha un’amministrazione dedicata, l’AMCCRS, che si occupa del consolidamento degli edifici a rischio sismico. Classifica gli immobili in quattro classi di rischio, dalla prima alla quarta, pubblica gli elenchi e segue i cantieri uno per uno. Il programma nazionale di consolidamento riguarda oltre 6.000 edifici.

Sono i palazzi che in città vedete con un bollino rosso sul portone. Non sono in periferia: fra i cantieri seguiti dall’amministrazione comunale ce n’è uno in Strada Lipscani, cioè nella via principale del centro storico, quella dove si esce la sera e dove molti affittano l’appartamento per il weekend.

Consiglio: non è un motivo per non venire a Bucarest, ed è bene dirlo chiaro. È un motivo per guardare il portone dell’edificio in cui state per dormire e, se avete un dubbio, chiedere alla struttura. L’elenco è pubblico e lo tiene il Comune: è un’informazione che potete verificare da soli, cosa che in molte altre città non potreste fare.

Quanto costa Bucarest: cambio, prezzi e tassa di soggiorno

In Romania si paga in lei (al plurale lei, al singolare leu), non in euro, anche se il paese è nell’Unione Europea. Al cambio di riferimento della Banca Centrale Europea dell’11 agosto 2026, 1 euro vale 5,2401 lei. Teneteci il conto a mente, perché è il numero con cui abbiamo convertito tutti i prezzi di questo articolo, ed è anche quello su cui abbiamo trovato l’errore più diffuso: una delle guide italiane più lette converte con un cambio intorno a 4,76 lei per euro, che è fuori mercato di circa il 6 per cento. Chi ci fa i conti sopra sbaglia la spesa.

La tassa di soggiorno di Bucarest è cambiata nel 2026, e nessuno lo scrive

Dal 2026 Bucarest applica una tassa di promozione turistica di 10 lei a notte per persona, poco meno di due euro, come somma fissa. È la novità: fino al 2025 era una percentuale sul costo del pernottamento, il 2 per cento nel 2023 e nel 2024, scesa all’1 per cento nel 2025. Il regolamento la mette in capo alle strutture ricettive di ogni tipo, dagli hotel agli ostelli agli appartamenti, e obbliga esplicitamente anche le piattaforme di intermediazione come Booking e Airbnb a raccoglierla.

L’effetto pratico è che il passaggio da percentuale a cifra fissa ha ribaltato i pesi: chi dorme in ostello oggi paga in proporzione molto di più di prima, chi sta in un hotel di lusso molto meno. Fonte: delibera del Consiglio Generale del Municipio di Bucarest n. 516 del 2025, che istituisce la tassa per l’anno 2026.

Sui cambiavalute c’è una regola che vale la pena conoscere prima di trovarsi davanti al banco. Il modulo che vi consegnano, il buletin de schimb valutar, è un documento a regime speciale, in tre copie, con serie e numero prestampati: pretendetelo sempre. E soprattutto: se vi accorgete che il tasso applicato non è quello esposto in vetrina, avete diritto di chiedere l’annullamento dell’operazione entro 24 ore. È il tipo di informazione che nessuna guida scrive e che risolve il problema classico del turista sul marciapiede.

Consiglio: cambiate in città e mai in aeroporto, controllate che il tasso esposto sia quello scritto sul modulo prima di firmare, e tenete lo scontrino finché non siete usciti dal negozio. Le case di cambio sono obbligate a informare correttamente il cliente e la vetrina fa fede.

Come arrivare dall’aeroporto e come muoversi a Bucarest

L’aeroporto è l’Henri Coandă, sigla OTP, a Otopeni, una ventina di chilometri a nord della città. Per arrivare in centro ci sono tre strade.

  • Il bus 100, che ha sostituito il vecchio 783: arriva a Piața Unirii passando per Băneasa, Piața Presei, Piața Victoriei e Piața Romană. Sono 26 chilometri e circa 65 minuti. Costa la tariffa normale, cioè 3 lei: non c’è nessun sovrapprezzo aeroportuale, ed è la differenza con quasi tutte le capitali europee.
  • Il treno fino a Gara de Nord. Il collegamento esiste e funziona, con una quarantina abbondante di corse al giorno: se leggete in giro che è stato sospeso, si trattava di interruzioni temporanee per lavori, non della chiusura del servizio.
  • Il taxi, che a Bucarest si ordina in modo particolare e conviene sapere come.

Il taxi in aeroporto: la regola ufficiale, non l’aneddoto

Nell’area arrivi, al livello 1 sulla destra dopo il ritiro bagagli, ci sono dei terminali touchscreen: si ordina il taxi da lì, toccando lo schermo, e vi viene assegnata una vettura. Le tariffe esposte stanno fra 2,29 e 3,50 lei al chilometro, cioè fra 44 e 67 centesimi.

Le due regole che l’aeroporto stesso raccomanda sono semplici e vanno seguite alla lettera: salite soltanto sul taxi che avete ordinato, e conservate il ticket della prenotazione anche dopo essere scesi, perché è il documento con cui si fa qualsiasi reclamo. Chi vi ferma dentro il terminal offrendovi una corsa non è il taxi che avete ordinato.

In città i mezzi sono economici e funzionano. Ecco le tariffe, che abbiamo trovato identiche sulle due fonti ufficiali, l’autorità dei trasporti di Bucarest-Ilfov e l’azienda di superficie.

Titolo di viaggio (superficie)PrezzoIn euro
Corsa da 90 minuti3 leicirca 0,57 €
24 ore8 leicirca 1,53 €
72 ore20 leicirca 3,82 €
7 giorni30 leicirca 5,72 €
Metropolitana, corsa singola5 leicirca 0,95 €
Tariffe rilevate il 12 agosto 2026 su TPBI e STB.

La cosa più comoda è che si paga con la carta contactless direttamente al validatore, anche dal telefono o dall’orologio, senza commissioni e alla tariffa normale. In metropolitana il contactless funziona ai tornelli in una quarantina di stazioni. Quindi per una vacanza di due o tre giorni non serve comprare nessuna tessera: salite e appoggiate la carta.

L’aumento della metropolitana che tutti danno per fatto, e che non c’è stato

Nella primavera del 2026 Metrorex aveva deliberato un forte aumento dei biglietti della metropolitana, dal 1° maggio: la corsa singola sarebbe passata da 5 a 7 lei, con rincari fino al 40 e 50 per cento su abbonamenti e carnet. Il rincaro è stato prima rinviato di sessanta giorni dal ministero, poi annullato del tutto nel giugno 2026. Quindi la corsa costa ancora 5 lei. Se trovate scritto 7, è un articolo che ha copiato i titoli di gennaio senza seguire la storia fino in fondo.

Attenzione anche all’errore opposto: gira ancora la cifra di 2,5 lei per la corsa con carta contactless, ed è un residuo di un listino vecchio. Oggi il prezzo è lo stesso del biglietto normale.

Un’ultima onestà: sui titoli integrati che valgono su superficie e metropolitana insieme, le due fonti ufficiali pubblicano al momento listini diversi fra loro. Non scegliamo per voi una cifra che non possiamo garantire: quei titoli chiedeteli alla biglietteria, dove il prezzo è quello che vi battono.

Le gite in giornata da Bucarest

Bucarest è una base comoda, e a un paio d’ore di strada cominciano i Carpazi. Le mete classiche sono quattro, e su una di queste abbiamo trovato l’informazione che vale l’intero paragrafo.

Sinaia: il Castello di Peleș chiude, e le date 2026 sono già pubblicate

Il Museo Nazionale Peleș ha annunciato due chiusure per pulizia generale e conservazione preventiva, e cadono in pieno nel periodo in cui la maggior parte degli italiani ci va:

  • Castello Peleș chiuso dal 2 novembre al 1° dicembre 2026
  • Castello Pelișor chiuso dal 28 settembre al 3 novembre 2026

Tradotto: fra il 28 settembre e il 1° dicembre trovate chiuso almeno uno dei due castelli, e fra il 2 e il 3 novembre sono chiusi tutti e due. Se avete in programma Sinaia in autunno, guardate il calendario prima di comprare il treno.

Altre due avvertenze dallo stesso ente: l’accesso ai castelli avviene in ordine di arrivo dentro la fascia oraria del biglietto, e i biglietti a visita programmata non si possono riprogrammare. Il museo dichiara inoltre di non essere responsabile della vendita dei biglietti online e alle stazioni SelfPay: se comprate da un rivenditore, il vostro interlocutore è il rivenditore.

Le altre tre. Il Palazzo Mogoșoaia, a una quindicina di chilometri, è la gita più corta e la più tranquilla, con il parco sul lago. Brașov e il Castello di Bran sono la giornata lunga, quella che tutti chiamano il castello di Dracula: se la fate, sappiate che di Vlad Țepeș, in quel castello, c’è pochissimo. Il Monastero di Snagov, su un’isola del lago a nord della città, custodisce la tomba che la tradizione attribuisce proprio a Vlad; è un’attribuzione tramandata, non una certezza documentata, e ve la raccontiamo per quello che è.

Su tutte e tre il trasporto pubblico è scomodo o incerto, ed è l’unico caso in cui su Bucarest vi consigliamo davvero l’escursione organizzata: la giornata che mette insieme Snagov e la miniera di sale risolve il problema del come arrivarci, e le terme alle porte della città sono la carta da giocare se vi capita una giornata di pioggia.

Esperienze e visite guidate a Bucarest

Una nota di trasparenza sul catalogo: a Bucarest le esperienze prenotabili sono quasi tutte gite fuori città, verso i castelli, i monasteri, le miniere di sale e le terme. In città il prodotto vero è uno solo, il tour del Palazzo del Parlamento. Non è un limite del catalogo, è com’è fatta questa destinazione: il centro si gira benissimo da soli e a piedi.

Dove dormire a Bucarest

La zona giusta per due o tre notti è il quadrilatero fra Piața Universității e il centro storico: si è a piedi da tutto, la metropolitana è sotto casa e i mezzi per l’aeroporto passano lì. L’unica accortezza è quella che abbiamo già detto sopra, cioè la vita notturna di Lipscani: più vi allontanate di due o tre isolati dalle strade dei locali, meglio dormite.

Quattro indirizzi in centro

  • Universitate Residence: appartamento proprio su Piața Universității, per chi vuole il massimo della centralità e fare tutto a piedi.
  • Metropole Apartments Old City: struttura alberghiera dentro la città vecchia, la soluzione più semplice per chi non vuole gestire il check-in di un appartamento.
  • Studio Old Town: monolocale nel centro storico, taglio giusto per una coppia e per due notti.
  • Downtown Forest Boutique: piccola struttura di taglio boutique, sempre in zona centrale, per chi cerca qualcosa di più curato.

Non troverete qui fasce di prezzo, e la ragione è che non possiamo garantirle: le tariffe di Bucarest cambiano molto fra infrasettimanale e fine settimana. Vi diciamo che tipo di struttura sono e dove stanno, il prezzo controllatelo per le vostre date. E ricordatevi di aggiungere al conto i 10 lei a notte a testa della tassa di soggiorno.

Quando andare a Bucarest

Bucarest sta in pianura, lontana dal mare e dalla montagna, e questo le dà un clima continentale netto: estati calde e afose, inverni freddi. I mesi migliori sono quelli di mezzo, da metà settembre a fine ottobre e da aprile a giugno, quando si cammina bene tutto il giorno e i parchi sono nel loro momento migliore.

Se venite in autunno, tenete conto di due cose che abbiamo scritto qui sopra e che riguardano proprio quella finestra: la biglietteria dell’Ateneo riapre il 4 settembre, e i castelli di Sinaia chiudono a rotazione fra fine settembre e inizio dicembre. Sono i due appuntamenti che vale la pena incastrare bene prima di prenotare.

Sui cani randagi, che è la domanda che ci sentiamo fare più spesso su questa città, la risposta onesta è che la Bucarest degli anni Duemila non c’è più, ma che un numero ufficiale non esiste: l’ente comunale che se ne occupa dichiara apertamente che non esiste un censimento dei cani senza padrone a Bucarest. Gli unici dati certi sono quelli delle catture, che negli ultimi anni si assestano intorno ai duemila-duemilaquattrocento cani all’anno, con oltre duemila cuccioli dati in adozione nel solo 2025. Quindi diffidate di chiunque vi dia una cifra tonda sul numero di cani in strada: non ha una fonte istituzionale dietro.

Bucarest in breve

  • Moneta: leu rumeno (RON). 1 euro = 5,2401 lei, cambio BCE dell’11 agosto 2026.
  • Documenti: la Romania è nell’Unione Europea, per gli italiani basta la carta d’identità valida per l’espatrio.
  • Telefono: siamo in UE, vale il roaming compreso nel vostro piano. Non serve nessuna SIM locale.
  • Tassa di soggiorno: 10 lei a notte a persona, dal 2026.
  • Mezzi: 3 lei per 90 minuti in superficie, 5 lei la metropolitana, contactless al validatore.
  • Sicurezza: la scheda della Farnesina sulla Romania è aggiornata al 23 marzo 2026, vale la pena leggerla prima di partire.

Domande frequenti su Bucarest

Quanti giorni servono per visitare Bucarest?

Due giorni pieni bastano per il centro: il Palazzo del Parlamento e Lipscani il primo, Calea Victoriei, i musei e i parchi il secondo. Con un terzo giorno si aggiunge una gita fuori città, verso Sinaia, Brașov o il lago di Snagov.

Quanto costa visitare il Palazzo del Parlamento?

Il tour standard costa 85 lei per gli adulti, 55 per gli studenti fra i 19 e i 26 anni con tessera e 40 per i ragazzi dai 7 ai 18, prezzi rilevati alla biglietteria ufficiale il 12 agosto 2026. I bambini fino a 6 anni accompagnati e le persone con disabilità entrano gratis. I tour della terrazza e dei sotterranei al momento sono sospesi.

Si possono comprare online i biglietti del Palazzo del Parlamento?

No. La biglietteria ufficiale è in Str. Izvor 2-4 e i biglietti si acquistano solo di persona; la prenotazione si fa per telefono almeno 24 ore prima, o via email per i gruppi da 10 persone in su. I siti che vendono l’ingresso online sono rivenditori e quello che comprate è un tour guidato di terze parti.

Serve un documento per entrare al Palazzo del Parlamento?

Sì, ed è obbligatorio: carta d’identità o passaporto in originale, in formato fisico. La patente di guida non è accettata e la foto sul telefono non basta. La regola è nelle norme pubblicate nel Monitorul Oficial n. 456 del 31 maggio 2018.

Come si arriva dall’aeroporto di Bucarest al centro?

Con il bus 100, che ha sostituito il vecchio 783, fino a Piața Unirii: circa 65 minuti, alla tariffa normale di 3 lei senza sovrapprezzo aeroportuale. In alternativa c’è il treno fino a Gara de Nord, oppure il taxi, che si ordina dai terminali touchscreen nell’area arrivi.

Quanto costano i mezzi pubblici a Bucarest?

La corsa da 90 minuti in superficie costa 3 lei, il biglietto da 24 ore 8 lei, quello da 72 ore 20 lei e quello da 7 giorni 30 lei; la corsa singola in metropolitana costa 5 lei. Si paga anche con la carta contactless direttamente al validatore, senza commissioni. L’aumento della metropolitana a 7 lei, previsto nel 2026, è stato annullato nel giugno di quell’anno.

C’è la tassa di soggiorno a Bucarest?

Sì. Dal 2026 è di 10 lei a notte per persona, come somma fissa, e sostituisce la vecchia percentuale sul costo del pernottamento, che era il 2 per cento nel 2023 e l’1 per cento nel 2025. La riscuotono le strutture ricettive e anche le piattaforme come Booking e Airbnb.

Il Palazzo del Parlamento è il secondo edificio più grande del mondo dopo il Pentagono?

No, non secondo il registro dei primati. Il Guinness World Records gli attribuisce due titoli: l’edificio più pesante del mondo, omologato nel 1984 e dichiarato con la formula prudente “si ritiene che sia”, e il più grande palazzo di stato socialista, del 1989, con 340.000 metri quadrati e 1.100 stanze. In nessuna delle due schede il Pentagono viene nominato.

Il Castello di Peleș è aperto in autunno 2026?

Solo in parte. Il Castello Peleș è chiuso dal 2 novembre al 1° dicembre 2026 e il Castello Pelișor dal 28 settembre al 3 novembre 2026, entrambi per pulizia generale e conservazione preventiva. Fra il 2 e il 3 novembre sono chiusi tutti e due.

Bucarest è pericolosa?

La scheda della Farnesina sulla Romania, aggiornata al 23 marzo 2026, resta il riferimento da leggere prima di partire. Sui cani randagi, il tema su cui circolano più leggende, l’ente comunale competente dichiara che non esiste un censimento dei cani senza padrone in città: le uniche cifre certe sono quelle delle catture, intorno ai duemila-duemilaquattrocento cani all’anno.

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