Dove dormire a Venezia: le zone e quanto costano davvero

A Venezia ci ho dormito, in San Marco, e la cosa che mi porto dietro non è una vista o un palazzo: è l’ora in cui la città cambia proprietario. Verso le sei di sera i gruppi rientrano verso Piazzale Roma e la stazione, i campi si svuotano, e per qualche ora Venezia torna una città normale in cui la gente porta a spasso il cane. La mattina presto succede la stessa cosa al contrario. Chi viene in giornata quelle due finestre non le vede: paga il viaggio, cammina nella calca dalle undici alle cinque e riparte convinto che Venezia sia quella. È il motivo per cui questa pagina esiste, perché la domanda vera non è quale hotel prenotare, è se dormirci o no e in quale parte della laguna.

Qui dentro trovate le zone spiegate una per una, ma soprattutto trovate i numeri: due rilevazioni sulle stesse strutture, una nel fine settimana clou del Carnevale e una a metà gennaio, che dicono di quanto raddoppiano i prezzi e in quali sestieri; l’imposta di soggiorno con le tariffe reali del Comune, che cambia fra centro storico, isole e terraferma e non compare nel prezzo che vedete sulle piattaforme; lo stato aggiornato del contributo di accesso, che oggi non si paga e per l’anno prossimo non è stato deciso; e la parte che nessuno scrive, cioè quanto pesa davvero una valigia su un ponte a gradini. Se il viaggio è più largo della città, abbiamo anche le sette zone del Veneto e come girarle in treno.

In breve

  • Il centro storico si divide in sei sestieri: San Marco, Castello, Cannaregio, Dorsoduro, San Polo e Santa Croce. Fuori dal centro ci sono le isole (Giudecca, Lido, Murano, Burano) e la terraferma, cioè Mestre e Marghera.
  • Fuori dai grandi eventi i sestieri costano quasi uguali. Su un campione di oltre cinquecento strutture, a metà gennaio la differenza fra il sestiere più caro e il più economico è del diciotto per cento: la scelta si fa sulla logistica, non sul prezzo.
  • A Carnevale invece cambia tutto: sulle stesse strutture San Marco e Castello raddoppiano, Mestre sale di un quarto. Il Carnevale 2027 va dal 23 gennaio al 9 febbraio.
  • Mestre costa poco più della metà del centro storico ed è a dieci minuti di treno, ma vi fa perdere le due ore in cui Venezia vale la pena.
  • Due tasse, e sono cose diverse. L’imposta di soggiorno si paga per notte in struttura e in terraferma scende del trenta per cento; il contributo di accesso riguarda chi entra in giornata, dal 27 luglio 2026 non si applica e chi pernotta ne è comunque esente.
  • Il criterio che conta con la valigia non sono i minuti, sono i ponti: a Venezia si arriva a piedi da Santa Lucia o da Piazzale Roma, e ogni ponte è una scala in salita e una in discesa.

Indice dell’Articolo

Conviene dormire a Venezia o in terraferma?

È la prima domanda e va sciolta subito, perché tutto il resto dipende da qui. La risposta breve è che dormire in centro storico costa quasi il doppio della terraferma e vale la pena lo stesso, ma solo se avete intenzione di sfruttare le ore in cui la città si svuota. Se il vostro programma prevede di uscire alle nove e rientrare alle sette di sera, state pagando il doppio per dormire in un posto che vedete solo con gli occhi chiusi.

Il numero, per una volta, è preciso. Abbiamo confrontato le stesse strutture in due fine settimana dello stesso inverno, e a metà gennaio la mediana di due notti in due persone è di 412 euro in San Marco contro 230 euro a Mestre: la terraferma sta al cinquantasei per cento del centro. Nel fine settimana clou del Carnevale il divario si allarga ancora, perché il centro raddoppia e Mestre no: 856 euro contro 357, cioè il quarantadue per cento.

Su un soggiorno di due notti in due, quindi, dormire a Mestre invece che in San Marco fa risparmiare qualcosa come 180 euro in bassa stagione e 500 a Carnevale. In cambio si perdono le due finestre buone, si aggiungono due passaggi in treno al giorno e si rinuncia all’idea di rientrare in camera nel pomeriggio. È un baratto che ha senso in tre casi: se siete in famiglia e il risparmio si moltiplica per quattro, se arrivate in auto, e se Venezia è una tappa dentro un giro più largo del Veneto invece che la meta del viaggio.

Il consiglio: se dovete tagliare il budget e non volete rinunciare alla città della sera, il taglio più intelligente non è la zona ma il numero di notti. Due notti in centro storico rendono più di tre notti in terraferma, perché è la sera e la mattina presto la cosa che state comprando, non il letto.

Le zone di Venezia: sei sestieri, le isole e la terraferma

Venezia non si divide in quartieri ma in sestieri, e sono sei da quando esiste la città: San Marco, Castello e Cannaregio sul lato che guarda il bacino e la laguna nord, Dorsoduro, San Polo e Santa Croce dall’altra parte del Canal Grande. È una divisione che trovate scritta negli indirizzi, perché a Venezia le case non hanno via e numero civico come altrove: hanno il sestiere e un numero progressivo che vale per tutto il sestiere. Un indirizzo come «Castello 4765» è un indirizzo completo, e questo è anche il motivo per cui le mappe dei navigatori qui sbagliano più spesso che altrove.

Attorno al centro storico ci sono poi le isole, che sono un’altra cosa ancora, e la terraferma. Chi prenota lo fa quasi sempre senza sapere in quale delle tre categorie sta finendo, e sono categorie che cambiano il viaggio molto più del numero di stelle.

Dove dormire a Venezia: in quale zona

  • San Marco: il cuore monumentale e il sestiere con più offerta in assoluto. Centralissimo e rumoroso, il più caro nei giorni di punta e il più esposto ai flussi. Per chi viene poco e vuole tutto a piedi.
  • Castello: il sestiere più grande, che dietro Riva degli Schiavoni diventa residenziale e silenzioso. La zona di via Garibaldi e dell’Arsenale è la Venezia che vive. Fuori dai grandi eventi è il più economico dei sei.
  • Cannaregio: si arriva a piedi dalla stazione senza prendere il vaporetto, e questo da solo ne fa la scelta più comoda per chi viene in treno. Ci sono il Ghetto e le fondamenta dei bacari.
  • Dorsoduro: musei, università, Zattere. Il sestiere con l’atmosfera più giovane e quello che rincara meno di tutti nei giorni di grande afflusso.
  • San Polo e Santa Croce: il mercato di Rialto, i campi popolari, e in Santa Croce l’unico pezzo di Venezia dove arrivano le auto, cioè Piazzale Roma. Comodi per chi arriva in macchina o in autobus.
  • Giudecca, Lido e le isole: costano meno e si dorme benissimo, ma ogni rientro serale dipende da una corsa di vaporetto. Scelta consapevole, non ripiego.
  • Mestre e la terraferma: la metà del prezzo, dieci minuti di treno, camere più grandi e l’auto che si parcheggia. Si perde la città della sera.

I sei sestieri del centro storico, uno per uno

Le descrizioni che seguono tengono insieme due cose che di solito viaggiano separate: com’è il posto e quanto è lontano dai due punti da cui ci si arriva con i bagagli, cioè la stazione di Santa Lucia e Piazzale Roma. Il secondo criterio è quello che vi ricorderete il primo giorno.

San Marco: tutto a piedi, e si paga

È il sestiere con l’offerta più ampia della città, e nel nostro campione è anche quello con più strutture sopra la soglia di qualità: centotredici, contro le quaranta scarse di San Polo. Da qui Piazza San Marco, il Palazzo Ducale, il Teatro La Fenice e Rialto sono tutti raggiungibili a piedi in pochi minuti, e la sera non dovete rientrare da nessuna parte perché siete già arrivati.

dormire a venezia San Marco
dormire a venezia San Marco

I difetti sono due, e sono seri. Il primo è che San Marco è anche l’imbuto in cui si riversa tutto il turismo giornaliero, quindi dalle undici alle cinque camminate in fila indiana. Il secondo è che è il sestiere che rincara di più nei giorni di punta: nella nostra rilevazione la mediana passa da 412 a 856 euro per due notti, cioè più del doppio. Dalla stazione si arriva in vaporetto o con una mezz’ora di cammino e parecchi ponti, e questo è un punto a sfavore se viaggiate carichi.

Castello: il più economico, e dietro l’angolo c’è la città vera

Castello è il sestiere più esteso e ha due anime nettamente diverse. La fascia lungo Riva degli Schiavoni è ancora zona monumentale, con gli alberghi affacciati sul bacino; ma bastano tre calli verso l’interno e si entra nella Venezia dove la gente stende i panni, con via Garibaldi, i giardini della Biennale e l’Arsenale. Nel nostro campione è il sestiere più economico dei sei fuori stagione, con una mediana di 380 euro.

dormire a venezia castello arsenale
dormire a venezia castello arsenale

Il rovescio della medaglia è che a Carnevale è anche quello che rincara di più in assoluto, con un aumento mediano del centoundici per cento sulle stesse strutture. Vale la pena saperlo: Castello conviene quando non c’è nulla in città, non quando c’è tutto.

Cannaregio: si arriva dalla stazione senza vaporetto

Se arrivate in treno e volete la soluzione più semplice, Cannaregio è la risposta: comincia appena fuori dalla stazione di Santa Lucia e si sviluppa lungo le fondamenta verso Rialto, quindi si raggiunge a piedi trascinando la valigia su pochissimi ponti. Ci trovate il Ghetto ebraico, che è il più antico d’Europa, e la Fondamenta della Misericordia con la maggiore concentrazione di bacari della città, cioè le osterie da cicchetti.

dormire a Venezia Cannaregio
dormire a Venezia Cannaregio

Una precisazione che va contro quello che si legge in giro: Cannaregio non è il sestiere economico. Nella nostra rilevazione di metà gennaio la sua mediana, 400 euro, è praticamente identica a quella di San Marco. Diventa conveniente nei giorni di punta, quando rincara del settantasei per cento contro il centonove di San Marco, cioè circa duecento euro in meno per due notti. La differenza, insomma, non è di zona ma di data.

Dorsoduro: quello che regge meglio i giorni di folla

Dorsoduro è il sestiere dei musei e degli studenti: ci sono le Gallerie dell’Accademia, la Collezione Peggy Guggenheim, Punta della Dogana e la lunga passeggiata delle Zattere affacciata sul canale della Giudecca, che è il posto dove i veneziani vanno a prendere il sole d’inverno. Campo Santa Margherita è il centro della vita serale universitaria, il che vuol dire anche rumore fino a tardi su quel lato.

dormire a Venezia Punta della Dogana
dormire a Venezia Punta della Dogana

Il dato che lo distingue è la tenuta: a Carnevale rincara del quarantatré per cento, cioè meno della metà rispetto a San Marco e Castello. Se dovete prenotare in un fine settimana di grande afflusso e non volete rinunciare al centro storico, è statisticamente il sestiere che vi tratta meglio.

San Polo: Rialto, il mercato e le prime ore del mattino

Il più piccolo dei sestieri e il più baricentrico: da San Polo si va a piedi ovunque, e ci si sveglia accanto al mercato di Rialto, che è vivo dalle sette del mattino e chiude a metà mattinata. Chi dorme qui vede la parte di Venezia che lavora, quella dei carrelli che scaricano dalle barche, e la vede solo perché ci ha dormito.

dormire a Venezia Rialto
dormire a Venezia Rialto

È anche il sestiere con l’offerta più ristretta, quaranta strutture nel nostro campione contro le centotredici di San Marco, e nella rilevazione di gennaio risulta il più caro dei sei con 448 euro di mediana. Poca offerta e prezzi alti vanno insieme: qui prenotare in anticipo conta più che altrove.

Santa Croce: la porta d’ingresso di chi arriva in auto

Santa Croce ha una caratteristica che nessun altro sestiere ha: ci arrivano le automobili. Piazzale Roma, con i garage e il capolinea degli autobus, sta qui, e così il ponte di Calatrava che porta alla stazione. Per chi arriva in macchina o in pullman è il sestiere che riduce al minimo il tratto con i bagagli, ed è anche il più comodo per chi riparte all’alba.

In cambio la zona attorno a Piazzale Roma è la meno bella della città, con un traffico di trolley continuo. Basta però allontanarsi verso San Giacomo dell’Orio, che è uno dei campi più belli e più veneziani che ci siano, per cambiare completamente atmosfera restando a dieci minuti dal parcheggio.

Giudecca, Lido e le isole: cosa vuol dire dormire sull’acqua

Dormire su un’isola della laguna viene quasi sempre presentato come una questione di gusto, e non lo è: è una scelta con una conseguenza precisa, cioè che ogni rientro serale dipende da una corsa di vaporetto. Finché ci sono le corse è un lusso, perché attraversare il bacino di notte con la città illuminata alle spalle è una delle cose più belle che si possano fare a Venezia. Quando le corse si diradano diventa un vincolo che decide a che ora finisce la vostra serata.

La Giudecca è la più praticabile delle tre: sta di fronte alle Zattere, il canale si attraversa in pochi minuti e le corse sono frequenti. È tranquilla, residenziale, ci si trova il Redentore del Palladio e un pezzo di Venezia con pochissimi turisti. Nella nostra rilevazione ha la mediana più bassa del centro allargato, 360 euro contro i 380-448 dei sestieri, ma il campione è piccolo: sette strutture sopra la soglia di qualità, contro le centotredici di San Marco. Poca offerta significa che si esaurisce prima.

dormire a Venezia Giudecca
dormire alla Giudecca Venezia

Il Lido è un’altra cosa ancora: è un’isola lunga undici chilometri con le strade, le auto e le spiagge, a venti minuti di vaporetto da San Marco. D’estate e durante la Mostra del cinema è una destinazione a sé; d’inverno, invece, i numeri dicono che chiude. Cercando strutture con almeno 8,5 di voto e cento recensioni, a metà gennaio ne resta una sola in tutta l’isola, e nel fine settimana di Carnevale quattro: senza filtri di qualità l’inventario esiste (venticinque strutture), ma quello con recensioni consolidate praticamente sparisce. Abbiamo verificato allargando il raggio di ricerca a quattro e a sei chilometri, e il risultato non cambia.

Murano e Burano, infine, hanno un’offerta minuscola: tre strutture sopra soglia ciascuna nel nostro campione. Dormirci è un’esperienza vera, soprattutto a Burano quando se ne vanno tutti e restano le case colorate e il silenzio, ma va prenotato con largo anticipo e va messo in conto che la sera, dopo l’ultima corsa utile, l’isola è vostra e basta.

Dormire a Mestre: dove esattamente, e quanto si risparmia

Quasi tutte le guide consigliano Mestre come alternativa economica, e quasi nessuna dice dove. È un problema serio, perché Mestre non è un punto sulla mappa ma una città di ottantamila abitanti, e la differenza fra dormire a duecento metri dalla stazione e dormire in periferia è tutta la comodità che stavate comprando. Fra l’altro i due articoli in prima pagina che un avvertimento lo danno si contraddicono fra loro: uno dice di evitare la zona della stazione, l’altro di evitare l’area industriale e Marghera.

dormire a  Mestre
dormire a Mestre

Le zone che funzionano sono due. La prima è la fascia attorno alla stazione di Venezia Mestre, che è quella di via Ca’ Marcello e via Piave: da lì il treno per Santa Lucia impiega circa dieci minuti e ne passano di continuo, quindi la sera si rientra senza pensarci. La seconda è il centro di Mestre attorno a Piazza Ferretto, che è una piazza pedonale con i negozi e i ristoranti, a un quarto d’ora a piedi dalla stazione oppure due fermate di tram: si dorme in una città vera invece che in un dormitorio, e si cena a prezzi di terraferma.

Sul risparmio i numeri sono netti. La mediana di due notti a metà gennaio è di 230 euro a Mestre contro i 412 di San Marco, e nel fine settimana di Carnevale 357 contro 856. Ma il dato più interessante è un altro: Mestre rincara di un quarto quando il centro raddoppia. Sulle stesse trentotto strutture confrontate in entrambe le date, l’aumento mediano è del ventiquattro per cento, contro il centonove di San Marco. Più la data è affollata, più la terraferma conviene.

Attenzione: «Mestre» sulle piattaforme comprende anche Marghera e le zone lungo la tangenziale, dove il prezzo scende ancora ma sparisce il vantaggio che vi ha portati lì, cioè il treno ogni pochi minuti. Prima di prenotare, cercate l’indirizzo esatto su una mappa e misurate quanto dista dalla stazione di Venezia Mestre o da una fermata del tram: se non sono dieci minuti a piedi, quel risparmio ve lo rimangiate in taxi.

Quanto costa dormire a Venezia, zona per zona

I prezzi che si leggono in giro sono quasi sempre dei «a partire da» senza una data attaccata, e a Venezia una cifra senza data non vuol dire niente. Per questa pagina abbiamo fatto una cosa diversa: due rilevazioni sullo stesso campione di strutture, entrambe su due notti in due persone, entrambe nello stesso inverno, a poche settimane di distanza. Una nel fine settimana clou del Carnevale, l’altra a metà gennaio, quando in città non c’è niente. Il campione conta oltre cinquecento strutture con almeno 8,5 di voto e cento recensioni, attribuite al sestiere in base all’indirizzo reale.

ZonaMetà gennaioFine settimana di CarnevaleRincaro mediano
San Marco412 €856 €+109%
San Polo448 €756 €+75%
Santa Croce412 €668 €+89%
Cannaregio400 €644 €+76%
Dorsoduro400 €612 €+43%
Castello380 €740 €+111%
Giudecca360 €606 €+62%
Mestre230 €357 €+24%
Mediana per due notti, due persone. Rilevazioni sulle stesse strutture nei due periodi.

La tabella dice due cose che cambiano il modo di scegliere. La prima è che fuori dagli eventi i sestieri costano quasi uguali: fra il più caro e il più economico ballano sessantotto euro su due notti, cioè il diciotto per cento, che su una vacanza è poco. Se venite a metà gennaio o in un fine settimana qualunque di novembre, la domanda «quale sestiere costa meno» ha una risposta che non vale la pena inseguire: conviene scegliere sulla logistica, cioè su quanti ponti dovete fare con la valigia e su quante volte prenderete il vaporetto.

La seconda è che nei giorni di punta le distanze si aprono: da 606 a 856 euro, cioè il quarantuno per cento fra Giudecca e San Marco. Lì la scelta della zona diventa una scelta di soldi, e nella tabella si legge anche quali sestieri reggono meglio: Dorsoduro rincara del quarantatré per cento, cioè meno della metà di San Marco e Castello.

Vale anche la pena notare quanto sia diversa l’ampiezza dell’offerta. San Marco ha centotredici strutture sopra soglia, Cannaregio centodue, Castello novantotto; poi si scende a Santa Croce con cinquantanove, Dorsoduro con quarantatré, San Polo con quarantuno, fino alle sette della Giudecca. Nei sestieri piccoli il posto giusto si esaurisce mesi prima, e questo conta più del prezzo di listino.

Il Carnevale 2027 e le date in cui i prezzi raddoppiano

Il Carnevale di Venezia 2027 si tiene dal 23 gennaio al 9 febbraio: la data l’ha annunciata il sindaco nel comunicato di chiusura dell’edizione precedente, e regge il controllo di calendario, perché il martedì grasso del 2027 cade il 9 febbraio. Sono diciotto giorni, come nel 2026. Il tema dell’edizione non è ancora stato annunciato: nel 2026 fu presentato a gennaio, poche settimane prima dell’avvio, quindi è normale che a settembre non ci sia.

dormire a Venezia Carnevale
dormire a Venezia per il Carnevale

Non tutti i diciotto giorni sono uguali. Il calendario recente si organizza su tre blocchi: il fine settimana di prologo, con il corteo acqueo sul Canal Grande la prima domenica, il fine settimana intermedio, e la settimana grassa finale, che è quella che concentra tutto. Nel 2026 il programma comprendeva la Festa delle Marie, la sfilata della maschera più bella in Piazza San Marco e uno spettacolo serale all’Arsenale con biglietto, replicato per nove sere. ⚠️ Il Volo dell’Angelo e lo Svolo del Leon, che tutte le guide danno per certi, non compaiono nei programmi delle ultime edizioni: non davano per scontato di ritrovarli.

Sui prezzi l’effetto è quello della tabella qui sopra, e va letto al contrario di come si legge di solito: non è che a Carnevale «Venezia costa tanto», è che costa tanto in alcuni sestieri e quasi normale in altri. Castello passa da 380 a 740 euro, San Marco da 412 a 856, mentre Dorsoduro si ferma a 612 e Mestre a 357. Sulla stessa struttura, cioè, la differenza fra scegliere bene e scegliere male in quei giorni vale più di duecento euro su due notti.

Il consiglio sui conti: se il Carnevale non è il motivo del viaggio, spostatevi di due settimane e prendete la stessa camera a metà prezzo. Se invece è proprio quello che venite a vedere, prenotate con mesi di anticipo e guardate Dorsoduro e la Giudecca prima di San Marco: nella nostra rilevazione l’inventario disponibile in centro storico si riduce di oltre un terzo nel fine settimana clou, e quello che resta è la parte cara.

Nei giorni di maggiore affollamento il Comune adotta anche misure di gestione dei flussi pedonali: le ordinanze delle ultime edizioni prevedono sensi unici pedonali, delimitazione di aree e limitazione degli accessi nelle zone a rischio, attivabili all’occorrenza. Non è un contingentamento fisso con un tetto di ingressi, ma può cambiarvi il percorso di rientro la sera, e se dormite dall’altra parte del Canal Grande rispetto a dove state guardando gli eventi, quel dettaglio si sente.

L’imposta di soggiorno: quanto è e quanto cambia per zona

Questa è la voce che manca in tutti i preventivi, perché non è compresa nel prezzo che vedete sulle piattaforme: si paga alla struttura, di solito al check-in, e il gestore rilascia quietanza. Il turista è il soggetto passivo, ma chi la versa al Comune è la struttura. Su una famiglia di quattro persone per tre notti diventano decine di euro che nessuno aveva messo in conto.

Il meccanismo del Comune di Venezia non è una tariffa unica: c’è una tariffa base, che è quella del centro storico in alta stagione, e sopra ci sono le riduzioni. Per gli alberghi in centro storico e alla Giudecca si va da 1,00 euro a persona per notte in un albergo a una stella fino a 5,00 euro in un cinque stelle, con 3,50 euro per i tre stelle e 4,50 per i quattro. I bed and breakfast e gli alloggi turistici pagano da 2,00 a 5,00 euro secondo la classificazione regionale, i campeggi da 0,10 a 0,50.

Dove dormiteRiduzioneEsempio: hotel 4 stelle
Centro storico e Giudeccatariffa piena4,50 € a persona a notte
Isole della laguna (Lido, Murano, Burano)−20% (solo −10% per i 5 stelle)3,60 €
Terraferma (Mestre, Marghera)−30%3,10 €
Dal 1° al 31 gennaio, ovunque−30% in più3,10 € in centro storico
Riduzioni sulla tariffa base dell’imposta di soggiorno del Comune di Venezia. Le riduzioni sono cumulabili e si applicano una dopo l’altra.

Tre cose da sapere e che valgono soldi. La prima: si paga per un massimo di cinque pernottamenti consecutivi, dalla sesta notte non si paga più, e se cambiate struttura basta mostrare al nuovo gestore la quietanza del precedente. La seconda: i bambini sotto i dieci anni non compiuti sono esenti, e dai dieci ai sedici si paga metà tariffa. La terza è la più curiosa: la bassa stagione fiscale di Venezia dura un mese solo, dal 1° al 31 gennaio, e in quel mese l’imposta scende del trenta per cento. Dal 1° febbraio è di nuovo alta stagione, Carnevale compreso.

Attenzione, un’eccezione che ribalta il conto: la riduzione per zona non si applica alle locazioni turistiche, cioè agli appartamenti affittati con la formula dell’articolo 27 bis della legge regionale. Un appartamento in locazione turistica a Mestre paga la stessa imposta di uno in San Marco, da 3,00 a 5,00 euro a persona a notte secondo la categoria catastale dell’immobile. Se scegliete la terraferma per risparmiare, il tipo di struttura conta quanto la zona.

Un’ultima nota, perché in rete si legge spesso il contrario: le tariffe non sono aumentate di recente. Confrontando gli opuscoli ufficiali, gli importi in euro sono identici a quelli in vigore dal 2021, voce per voce. Quello che è cambiato nel 2025 è il regolamento, non il listino. Gli importi aggiornati e le esenzioni complete stanno sul sito del Comune di Venezia, ed è la fonte da controllare prima di partire.

Il contributo di accesso: chi lo paga e cosa deve fare chi dorme in città

Il contributo di accesso è la cosa più fraintesa di Venezia, e la confusione nasce dal fatto che viene chiamato «tassa d’ingresso» come se riguardasse tutti. Non è così: riguarda chi entra in città per la giornata e non ci dorme. Se avete prenotato un alloggio nel Comune di Venezia, non lo pagate.

Serve però sapere com’è andata, perché è una misura sperimentale che cambia ogni anno. Nel 2026 si è applicata dal 3 aprile al 26 luglio, per sessanta giornate non consecutive, quasi tutte fine settimana e ponti, nella fascia oraria dalle 8:30 alle 16:00, al costo di 5 euro pagando entro il quartultimo giorno precedente e di 10 euro pagando dopo. Chi veniva controllato senza titolo rischiava una sanzione da 25 a 150 euro.

Al momento in cui scriviamo, però, il contributo non si applica: la sperimentazione 2026 è terminata il 26 luglio e il portale del Comune scrive che per visitare Venezia non serve alcun adempimento, né pagamento né dimostrazione dell’esenzione. E per il 2027 non è stato deliberato nulla: alla domanda diretta, le pagine ufficiali rispondono che spetta agli organi di governo del Comune decidere se applicarlo negli anni successivi. Chi sta prenotando adesso per il Carnevale, quindi, non può ancora sapere se in quei giorni si pagherà.

Due dettagli che contano lo stesso, perché il meccanismo tornerà con ogni probabilità. Il primo: chi pernotta è esente ma deve avere un titolo, cioè un voucher con QR code oppure una dichiarazione sostitutiva. Non è automatico, e il Comune scrive che il cliente si rivolge alla propria struttura ricettiva per ottenere le istruzioni: in pratica lo emette l’albergo, ma è il turista che se lo deve portare addosso. Il secondo: il perimetro è la sola Città antica. Le isole minori, cioè Murano, Burano, Torcello e il Lido, nel 2026 erano escluse, e la terraferma non è mai stata compresa.

Attenzione, due fonti ufficiali si contraddicono: sui residenti in Veneto, la pagina informativa del Comune li elenca fra gli esenti che devono comunque registrarsi sul portale, mentre il portale del contributo e il comunicato dell’amministrazione dicono che sono esenti sia dal pagamento sia dalla registrazione e che basta il documento d’identità. Non scegliamo per voi: sono entrambe pagine ufficiali e sono entrambe online. Se siete in quella condizione, il controllo va fatto sul portale del contributo di accesso nei giorni precedenti alla partenza.

Con la valigia: perché a Venezia contano i ponti e non i minuti

Tutti gli articoli su dove dormire a Venezia vi danno i minuti a piedi, e tutti quei minuti sono presi da un navigatore. Il problema è che a Venezia il tempo di percorrenza non misura la fatica: ogni ponte è una scala in salita e una in discesa, e con un trolley da venti chili una passeggiata di dodici minuti e sei ponti è un’altra cosa rispetto a una di venti minuti in piano. Il pentimento più comune sulla prenotazione veneziana nasce qui, non dal prezzo.

spostarsi a Venezia
spostarsi a Venezia con le valige

Il criterio giusto, quindi, è un altro: contate i ponti fra il vostro alloggio e il punto da cui arrivate. E il punto da cui arrivate non è Piazza San Marco, è uno di questi due: la stazione di Santa Lucia se venite in treno, Piazzale Roma se venite in auto o in autobus. I due punti sono vicini fra loro, collegati dal ponte di Calatrava, e stanno entrambi all’estremità nord-occidentale della città, cioè il più lontano possibile da San Marco.

Ne discende una gerarchia che nelle guide non trovate quasi mai. Cannaregio e Santa Croce sono i sestieri che si raggiungono con meno ponti dai due punti di arrivo, e per questo sono i più comodi con i bagagli. San Polo e Dorsoduro stanno a metà strada. San Marco e Castello sono i più lontani, e conviene arrivarci in vaporetto anche se a piedi «sono solo trenta minuti». Il vaporetto, dal canto suo, non risolve del tutto: bisogna comunque salire e scendere dal pontile e coprire l’ultimo tratto a piedi, che è quello dove stanno i ponti più stretti.

Il consiglio: quando avete l’indirizzo esatto della struttura, prima di confermare apriteci sopra una mappa e seguite il percorso a piedi da Santa Lucia o da Piazzale Roma contando i ponti che attraversa. È un minuto di lavoro e vi dice più di dieci recensioni. Ricordate anche che a Venezia gli indirizzi sono sestiere più numero civico, quindi cercate anche il nome della calle o del campo: il solo numero manda i navigatori dall’altra parte del sestiere.

Arrivare tardi o ripartire all’alba: cosa è aperto di notte

Questa è la sezione che cambia il verdetto sulle zone, e in prima pagina non la scrive nessuno: due articoli su sei dicono che «i vaporetti funzionano fino a tarda sera», senza un orario. Il punto è che a Venezia il servizio notturno esiste davvero, ed è organizzato su tre linee che coprono aree diverse. Sapere quali cambia completamente il giudizio su Giudecca, Lido e isole.

La linea N è la notturna principale e fa un percorso che tiene insieme quasi tutto quello che serve: San Marco e San Zaccaria, il canale della Giudecca con le fermate di Zitelle, Redentore e Palanca, poi Zattere, Tronchetto, Piazzale Roma e Ferrovia, quindi tutto il Canal Grande fino al Lido. Le prime corse partono attorno alle 23:30 e il servizio arriva fino alle cinque e mezza del mattino, con una frequenza di circa venti minuti nella prima parte della notte e di mezz’ora dall’una e mezza in poi. Chi dorme alla Giudecca o al Lido, quindi, la sera rientra: non è vero che deve scappare a mezzanotte.

Murano ha una linea notturna sua, la NMU, che collega Fondamente Nove ogni mezz’ora fra le 23:40 circa e le 04:45. Le isole della laguna nord sono servite dalla NLN, che tocca Murano Faro, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Torcello, Burano e Punta Sabbioni fra le 23:20 e le 04:25: ⚠️ ma diverse fermate sono solo a richiesta e vanno prenotate al numero verde almeno venti minuti prima. Se dormite a Burano o a Torcello, quella telefonata è la differenza fra rientrare e non rientrare.

Sull’aeroporto la situazione è meno comoda di quanto sembri, e c’è un dettaglio che vale il prezzo di un taxi. Il bus per Marco Polo è il più affidabile: dall’aeroporto le corse vanno dalle 04:10 all’01:10, e da Piazzale Roma verso l’aeroporto dalle 04:40 alle 00:45, al costo di 10 euro per la sola andata. Il servizio acqueo Alilaguna, che è di un operatore privato e costa 18 euro, dall’aeroporto opera fino a mezzanotte e venti, con l’ultima corsa che tocca San Zaccaria dopo l’una. ⚠️ Ma nella direzione opposta l’ultima partenza dalla Ferrovia è alle 21:15: chi ha un volo in tarda serata non può contarci, e deve passare dal bus.

Chi dorme a Mestre, infine, ha due strade: il treno, che impiega una decina di minuti, e gli autobus per Piazzale Roma, che ci mettono circa un quarto d’ora e costano 1,50 euro. L’ultima corsa dell’autobus da Piazzale Roma verso Mestre parte attorno all’01:30 nei giorni feriali, e questa è la vera risposta alla domanda «se dormo a Mestre, a che ora devo scappare?». La risposta è: molto più tardi di quanto pensiate.

Attenzione, gli orari qui sopra vengono dai PDF ufficiali del gestore e non dalle pagine descrittive, perché su questo argomento il sito ACTV è messo male: diverse pagine italiane rispondono «accesso negato», e la pagina inglese dedicata al servizio notturno è un testo del 1996 con allegati orari del 2015, ancora online. Gli orari cambiano con la stagione, quindi prima di prenotare un volo serale o un rientro notturno vale la pena riaprire il PDF della linea che vi serve sul sito di ACTV.

Biglietti dei vaporetti: quanto costano e quale conviene

Il conto dei trasporti pesa sul budget quanto una notte in più, e va fatto insieme alla scelta della zona: se dormite in un posto da cui camminate, non vi serve nessun abbonamento; se dormite su un’isola, vi serve eccome.

TitoloPrezzoNote
Corsa singola, 75 minuti9,50 €Rete unica: vale anche su bus, tram e People Mover. Non vale da e per l’aeroporto
24 ore25,00 €Comprende anche i treni regionali dentro il comune, Mestre inclusa
48 ore35,00 €
72 ore45,00 €Versione Rolling Venice per chi ha da 6 a 29 anni: 27 € più 6 € di carta
7 giorni65,00 €
Bus o tram in terraferma, 75 minuti1,50 €Non è valido in navigazione
Tariffe lette sul listino ACTV e sulla pagina di acquisto di Venezia Unica, che coincidono.
Vaporetto a Venezia
spostarsi col Vaporetto a Venezia

Tre cose non ovvie. La prima: il pass da 24 ore comprende i treni regionali dentro il comune, quindi anche la tratta Mestre-Santa Lucia, mentre la descrizione dei pass da 48, 72 ore e 7 giorni non menziona questa integrazione. La seconda: l’1,50 euro che si legge in giro come «prezzo del vaporetto con la tessera» non esiste, è il biglietto degli autobus e del tram, e in navigazione non è valido. La terza riguarda i bagagli: si portano gratis tre colli entro certe misure, e per ogni collo in più si paga un biglietto intero, cioè altri 9,50 euro. Chi arriva con la valigia grande e prende il vaporetto dovrebbe controllare le misure prima, non al tornello.

L’acqua alta: quando succede davvero e cosa è cambiato con il MOSE

È la cosa che tutti associano a Venezia d’inverno, e su cui in questa pagina i competitor tacciono tutti. Partiamo dalla stagione, che è la domanda vera di chi sta prenotando: secondo le statistiche del Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune, circa il settanta per cento degli eventi si concentra fra ottobre, novembre e dicembre, con novembre nettamente in testa. Nell’archivio storico delle maree oltre i 110 centimetri, che copre quasi centocinquant’anni fino all’entrata in funzione del MOSE, luglio e agosto contano zero eventi. Chi viene d’estate non ha alcun motivo di pensarci.

Acqua alta Venezia
Acqua alta Venezia

Poi ci sono le quote, e servono a capire che «acqua alta» non è una cosa sola. La soglia convenzionale è 80 centimetri, ed è la quota a cui compaiono problemi nei punti più bassi, cioè Piazza San Marco: un’altra pagina dello stesso Comune indica 82 centimetri come quota a cui l’acqua in piazza diventa percettibile, e visto che i due numeri ufficiali non coincidono ve li diamo entrambi. A 100 centimetri è allagato il cinque per cento del suolo pubblico, a 110 circa il dodici, a 140 il cinquantanove per cento della città. Il Ponte di Rialto comincia ad allagarsi a 105 centimetri, la stazione ferroviaria, che è il punto più alto, a 135.

Il MOSE è operativo dall’ottobre 2020 e viene sollevato quando la marea prevista supera i 110 centimetri. Ed è qui che sta il punto che nessuno spiega a chi prenota: fra gli 80 e i 110 centimetri il MOSE non si alza, e Piazza San Marco in quella fascia si bagna comunque. Non è un difetto nascosto, è il progetto: per l’insula di San Marco esiste un’opera separata, che punta a tenere la piazza asciutta fino a 110 centimetri, cioè fino alla quota in cui subentrano le barriere. Da fonte ufficiale quell’opera non risulta completata, e l’ultimo aggiornamento pubblico che siamo riusciti a trovare riguarda la sola prima fase.

In pratica, per chi dorme in città da ottobre a dicembre: le passerelle sono in servizio dal 15 settembre al 30 aprile e garantiscono il passaggio a piedi asciutti fino a 120 centimetri, e il Comune pubblica l’atlante dei percorsi rialzati sestiere per sestiere. Le sirene avvisano con un codice sonoro che dice la quota prevista: un suono prolungato per 110 centimetri, due suoni crescenti per 120, tre per 130, quattro per 140 e oltre. Sopra i 95 centimetri il trasporto pubblico di navigazione modifica le tratte, ed è la cosa che vi riguarda più direttamente se dormite alla Giudecca o al Lido.

Sul come scegliere l’alloggio va detta una cosa onesta: nessuna fonte ufficiale pubblica una raccomandazione su piani terra, piani rialzati o zone da preferire per chi prenota. I consigli del tipo «chiedete un piano alto» che girano in rete non vengono dal Comune. Quello che è ufficiale è la geografia: San Marco è il punto più basso della città e la zona della stazione il più alto, e le quote altimetriche sono pubblicate sestiere per sestiere. Il resto lo potete dedurre da soli, sapendo che si tratta di poche ore attorno al massimo di marea e non di giornate intere.

Il consiglio: le previsioni di marea sono pubbliche e si consultano su comune.venezia.it/maree, con il bollettino aggiornato e i dati in tempo reale delle stazioni di rilevamento. Il Centro Maree ha anche un’app gratuita, hi!Tide, e un canale Telegram di avvisi. Se venite fra ottobre e dicembre, guardatelo la sera prima: gli eventi si concentrano nelle ore della mattina, quindi di solito basta spostare la sveglia di due ore invece di rinunciare al programma.

Se arrivate in auto: dove si lascia, e quanto costa davvero

A Venezia l’auto arriva fino a Piazzale Roma e al Tronchetto, e poi si ferma. Il punto che ribalta il confronto fra centro storico e terraferma è che il parcheggio è una voce di budget, non un dettaglio di servizio: tre notti in garage possono costare quanto una notte d’albergo, e nessuno dei sei articoli in prima pagina lo mette nel conto.

Dove24 orePostiNote
Autorimessa Comunale, Piazzale Roma35 €1.906Tariffa unica non frazionabile. Serale 15 € nella fascia 17-05
Tronchetto29 €3.48329 € anche per ogni 24 ore successive. Veicoli oltre 225 cm: 29 € ogni 12 ore
Garage San Marco, Piazzale Roma45 €900Altezza massima 2,10 m. Moto 20 €. Piano terra +10 €
San Giuliano, Mestre12 €633Prime 3 ore gratis una volta al giorno
Park Costa, Mestre12 € (da 6 a 24 ore)3052 €/ora fino a 6 ore. Non ammessi veicoli a GPL
Parcheggi scambiatorigratis (due a 1 €)tredici struttureIl biglietto del bus o del tram non è incluso
Tariffe lette sui siti dei gestori. Nessuno dei tre garage principali dichiara la data di validità del proprio listino.

Tre cose da sapere prima di prenotare un posto auto. La prima: nessuno dei tre garage principali fa uno sconto per la prenotazione online. Prenotare dà il posto garantito e la corsia veloce, non un prezzo minore, e se leggete il contrario è un’informazione vecchia. La seconda: non esistono tariffe scalari per più giorni, la giornaliera si ripete piatta, quindi quattro notti al Garage San Marco fanno 180 euro. La terza: a Carnevale non risulta pubblicata nessuna tariffa speciale; le uniche due date con regime diverso sono il Redentore e il 31 dicembre, e agiscono per sottrazione, perché in quei giorni la tariffa serale scontata viene sospesa.

Fatto questo conto, la scelta si semplifica parecchio. Se restate due o tre notti e volete il centro storico, il Tronchetto è la soluzione più economica fra quelle in città. Se invece dormite in terraferma, il parcheggio smette di essere un problema: a San Giuliano si sta a 12 euro al giorno con le prime tre ore gratuite, e negli scambiatori si sta a zero. Sommato alla differenza sulla camera, è il vero argomento a favore di Mestre per chi viaggia in macchina. Se l’auto vi serve solo per arrivare, il resto del Veneto si gira in treno benissimo, e a Venezia l’auto è soltanto un costo fermo.

Attenzione: al Lido si può arrivare in auto, ma solo con il ferry boat della linea 17, che parte dal Tronchetto e non da Piazzale Roma. Il passaggio costa 13 euro per un’auto fino a 4 metri, 21 euro fino a 4,50 e 26 euro oltre, e la tariffa non comprende il conducente e i passeggeri, che pagano il proprio biglietto a parte. Non esiste il biglietto di andata e ritorno.

Dove dormire a Venezia: le strutture, zona per zona

Le strutture qui sotto vengono dallo stesso campione con cui abbiamo costruito la tabella dei prezzi: sono tutte sopra 8,5 di voto con almeno cento recensioni, e le abbiamo controllate in entrambe le rilevazioni, quella di gennaio e quella di Carnevale. Le fasce di prezzo sono relative alla zona, non alla città: un simbolo di euro in San Marco e uno a Mestre indicano due cifre molto diverse, perché quello che stiamo dicendo è dove sta ciascuna struttura rispetto alle sue vicine.

Dove dormire a Venezia: hotel, b&b e appartamenti

In centro storico

  • Casa sulla Laguna Castello (€): in Calle Drio Erizzo, nel Castello interno, cioè nella parte residenziale dietro Riva degli Schiavoni. È la fascia bassa del sestiere più economico della città, ed è il voto più alto di tutto il nostro campione veneziano.
  • Albergo San Marco (€): l’indirizzo è Piazza San Marco 877, quindi state letteralmente dentro la piazza, e nonostante questo la tariffa lo colloca nella fascia bassa del suo sestiere. Ha oltre duemila recensioni, il che a Venezia vuol dire che è lì da molto tempo.
  • Hotel Casa Verardo Residenza d’Epoca (€€): in Campo Santi Filippo e Giacomo, in Castello ma a pochi minuti da Piazza San Marco. È una residenza d’epoca in un palazzo con l’ingresso sull’acqua, per chi vuole la posizione centrale senza stare sul flusso principale.
  • Carnival Palace Hotel (€€): sulla Fondamenta di Cannaregio, cioè sul canale, a pochi minuti a piedi dalla stazione e senza ponti impegnativi. È la scelta comoda per chi arriva in treno, e ha più di cinquemila recensioni.
  • Palazzo Veneziano (€€€): sulla Fondamenta delle Zattere, in Dorsoduro, affacciato sul canale della Giudecca. È la fascia alta del sestiere che nella nostra rilevazione rincara meno di tutti nei giorni di punta.

Sull’isola della Giudecca

  • Al Redentore di Venezia Apartments (€): sulla Fondamenta Ponte Lungo, appartamenti con angolo cottura a pochi passi dal Redentore. Si sta di fronte alle Zattere e si attraversa il canale in pochi minuti di vaporetto, con l’avvertenza che vale per tutte le isole: la sera si rientra secondo l’orario delle corse.

In terraferma, a Mestre

  • Leonardo Royal Hotel Venice Mestre (€): in via Ca’ Marcello, cioè nella fascia della stazione di Venezia Mestre, quella da cui il treno per Santa Lucia impiega una decina di minuti. È la scelta puramente logistica, ed è anche quella che nella nostra rilevazione rincara di più a Carnevale fra le strutture di terraferma: se prenotate per quei giorni, guardatela per tempo.
  • Hotel Al Vivit (€€): in Piazza Ferretto, la piazza pedonale del centro di Mestre, con i negozi e i ristoranti sotto casa invece del piazzale della stazione. Fra le nostre rilevazioni la sua tariffa si muove pochissimo, anche nel fine settimana di Carnevale.

Quante notti servono, e come scegliere se ci state due giorni

Gli articoli su dove dormire descrivono i sestieri come se doveste innamorarvi di un quartiere, e ha senso solo se restate una settimana. La maggior parte delle persone fa un fine settimana, e in un fine settimana la scelta è un compromesso fra tre cose: quanto camminate con la valigia, quante volte prendete il vaporetto, e quanto pagate. Messa così, la decisione diventa semplice.

  • Una notte sola: dormite vicino al punto da cui arrivate e da cui ripartite, quindi Cannaregio se venite in treno, Santa Croce se venite in auto. Su una notte il tempo speso a spostarsi con i bagagli pesa come una percentuale enorme del viaggio.
  • Due notti, che è il caso più comune: qui conviene il centro storico e conviene spendere. È l’unico modo di avere le due mattine presto e la sera, cioè la ragione per cui state dormendo a Venezia invece che a Mestre. Castello e Dorsoduro danno il miglior rapporto fra prezzo e posizione.
  • Tre o quattro notti: si può alternare. Due notti in centro e le altre alla Giudecca o al Lido cambiano completamente il tipo di giornata, e il costo medio scende.
  • Una settimana o più, o un viaggio che comprende il Veneto: la base in terraferma comincia ad avere senso, perché il risparmio si moltiplica per il numero di notti e perché da Mestre i treni per Padova, Vicenza e Verona partono senza passare da Venezia.
  • In famiglia con bambini: contate che sotto i dieci anni non compiuti non pagano l’imposta di soggiorno, ma contate anche i ponti, perché con un passeggino ogni ponte va sollevato di peso. Cannaregio e Santa Croce sono i sestieri più praticabili.

Un’ultima cosa sul metodo, che vale per Venezia più che altrove: prenotate prima le date, poi la zona. La differenza fra un fine settimana qualunque e il Carnevale, sulla stessa camera, è più grande della differenza fra il sestiere più caro e quello più economico. Chi sceglie prima il quartiere e poi la data sta ottimizzando la variabile sbagliata.

Info essenziali

  • Zone: sei sestieri in centro storico (San Marco, Castello, Cannaregio, Dorsoduro, San Polo, Santa Croce), le isole (Giudecca, Lido, Murano, Burano) e la terraferma (Mestre, Marghera).
  • Quanto costa: fuori stagione i sestieri stanno tutti attorno ai 380-450 euro per due notti in due, Mestre a 230. Nei giorni di grande afflusso il centro raddoppia e la terraferma no.
  • Imposta di soggiorno: si paga in struttura, fino a 5 euro a persona per notte in centro storico, con sconto del 20% sulle isole e del 30% in terraferma. Massimo cinque notti, gratis sotto i dieci anni non compiuti.
  • Contributo di accesso: riguarda chi viene in giornata, non chi dorme in città. Al momento non si applica e per il 2027 non è stato deliberato nulla.
  • Come si arriva all’alloggio: dalla stazione di Santa Lucia o da Piazzale Roma, a piedi o in vaporetto. Corsa singola 9,50 euro, pass da 24 ore 25 euro.
  • Auto: si lascia a Piazzale Roma (35 euro al giorno), al Tronchetto (29) o in terraferma (12 euro a San Giuliano, gratis negli scambiatori).
  • Quando: il Carnevale 2027 va dal 23 gennaio al 9 febbraio. L’acqua alta si concentra fra ottobre e dicembre, con novembre in testa, ed è praticamente assente in estate.

Domande frequenti su dove dormire a Venezia

Qual è la zona migliore dove dormire a Venezia?

Dipende da come arrivate e da quanto restate, non dall’atmosfera del quartiere. Se venite in treno, Cannaregio è la più comoda perché si raggiunge a piedi dalla stazione con pochi ponti. Se venite in auto, Santa Croce, che è il sestiere di Piazzale Roma. Se volete la posizione centrale e non badate al prezzo, San Marco. Se cercate il compromesso migliore fra prezzo e posizione, Castello e Dorsoduro: il primo è il più economico dei sei fuori stagione, il secondo è quello che rincara meno nei giorni di grande afflusso.

Dove dormire a Venezia spendendo poco?

La risposta scontata è Mestre, che nelle nostre rilevazioni costa il 56% del centro storico in bassa stagione e il 42% nel fine settimana di Carnevale, con il treno per Santa Lucia che impiega dieci minuti. Ma c’è una risposta meno ovvia: fuori dai grandi eventi i sei sestieri costano quasi uguali, con appena il 18% fra il più caro e il più economico, quindi il centro storico non è irraggiungibile come sembra. Il risparmio vero, in centro, si fa scegliendo la data e non la zona.

Se dormo a Venezia devo pagare il contributo di accesso?

No: il contributo riguarda chi entra in città per la giornata e non ci pernotta. Chi dorme in una struttura del Comune di Venezia è esente, ma nelle giornate in cui la misura è attiva deve avere un titolo che lo dimostri, cioè un voucher con QR code o una dichiarazione sostitutiva, e lo si ottiene rivolgendosi alla propria struttura. Da sapere: la sperimentazione del 2026 si è chiusa il 26 luglio e da allora il contributo non si applica, mentre per il 2027 le fonti ufficiali dicono che non è stato deliberato nulla.

Quanto costa la tassa di soggiorno a Venezia?

Si arriva a 5 euro a persona per notte in un cinque stelle del centro storico, con 4,50 per i quattro stelle e 3,50 per i tre. Non è compresa nel prezzo che vedete sulle piattaforme e si paga alla struttura. Sulle isole della laguna scende del 20% e in terraferma del 30%, quindi un quattro stelle fa 4,50 euro in centro, 3,60 al Lido e 3,10 a Mestre. Si paga per un massimo di cinque notti consecutive, i bambini sotto i dieci anni non compiuti sono esenti e dai dieci ai sedici si paga metà. Attenzione a un’eccezione: gli appartamenti in locazione turistica non hanno lo sconto di zona, quindi a Mestre pagano come in centro.

Conviene dormire a Mestre per visitare Venezia?

Conviene se restate molte notti, se siete in famiglia, se arrivate in auto o se Venezia è una tappa di un giro più largo del Veneto: il risparmio è di circa 180 euro su due notti in due persone rispetto a San Marco, e a Mestre il parcheggio costa una frazione di quello di Piazzale Roma. Non conviene se restate una o due notti, perché quello che state comprando dormendo in centro sono le ore in cui la città si svuota, cioè la sera dopo le sei e la mattina presto. Se scegliete Mestre, sceglietela vicino alla stazione o in Piazza Ferretto: gli autobus per Piazzale Roma girano fino all’una e mezza di notte.

Quanto costa dormire a Venezia durante il Carnevale?

Circa il doppio, ma non dappertutto. Confrontando le stesse strutture nel fine settimana clou del Carnevale e a metà gennaio, San Marco passa da 412 a 856 euro per due notti in due e Castello da 380 a 740, mentre Dorsoduro si ferma a 612 e la Giudecca a 606. Mestre rincara solo del 24%. Nel fine settimana di punta si riduce anche l’inventario disponibile in centro storico, di oltre un terzo, e quello che resta è la parte cara. Il Carnevale 2027 va dal 23 gennaio al 9 febbraio.

L’acqua alta è un problema se dormo a Venezia?

Dipende dal mese. Circa il 70% degli eventi si concentra fra ottobre, novembre e dicembre, con novembre nettamente in testa, mentre nell’archivio storico luglio e agosto non ne registrano nessuno. Il MOSE viene sollevato sopra i 110 centimetri di marea prevista, ma Piazza San Marco, che è il punto più basso della città, si bagna già attorno agli 80: in quella fascia le barriere non si alzano. Le passerelle sono in servizio dal 15 settembre al 30 aprile e garantiscono il passaggio fino a 120 centimetri, e le previsioni si consultano sul sito del Comune. Nessuna fonte ufficiale, però, dà indicazioni su quale piano o quale zona scegliere quando si prenota.

I vaporetti funzionano di notte?

Sì. La linea notturna N collega San Marco, la Giudecca, il Canal Grande, Piazzale Roma, la Ferrovia e il Lido dalle 23:30 circa fino alle cinque e mezza del mattino, ogni venti minuti nella prima parte della notte e ogni mezz’ora dall’una e mezza. Murano ha la linea NMU e le isole della laguna nord la NLN, che però ha diverse fermate solo a richiesta, da prenotare al numero verde almeno venti minuti prima. Per l’aeroporto, invece, attenzione: il bus va dalle 04:40 alle 00:45 da Piazzale Roma, mentre il servizio acqueo Alilaguna verso l’aeroporto parte dalla Ferrovia l’ultima volta alle 21:15.

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Dormire a Venezia
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