Siamo arrivati a Saintes-Maries-de-la-Mer quasi per caso, un piccolo villaggio di pescatori affacciato sul Mediterraneo, senza sapere che stavamo mettendo piede in uno dei luoghi più carichi di leggenda di tutta la Provenza. Incuriosito da quello strano nome, ho cominciato a indagare sulle sue origini, e ho scoperto una storia di sante approdate dal mare, di gitani in pellegrinaggio e perfino di Van Gogh che qui piantò il cavalletto. Bastano poche ore per innamorarsene.
In questa guida vi racconto cosa vedere a Saintes-Maries-de-la-Mer: la chiesa fortificata che domina il paese, la cripta della misteriosa Santa Sara, l’arena delle corse camarguesi, le spiagge e il celebre pellegrinaggio dei gitani. È il capoluogo della Camargue, e per me è la sua anima. Se avete più giorni, usatela come tappa dentro un giro più ampio del delta.
In breve
Saintes-Maries-de-la-Mer è il paese sul mare che fa da capoluogo alla Camargue, a una quarantina di chilometri da Arles. Da vedere: la chiesa fortificata di Notre-Dame-de-la-Mer (ingresso libero) con la salita al tetto (pochi euro), la cripta di Santa Sara la Nera patrona dei gitani, l’arena della course camarguaise e il centro bianco di pescatori. Intorno, spiagge sabbiose e il Parco di Pont de Gau. Due appuntamenti clou: il pellegrinaggio gitano del 24-25 maggio e le tele che Van Gogh dipinse qui nel 1888. Si visita in mezza giornata, meglio in auto.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Saintes-Maries-de-la-Mer

Saintes-Maries-de-la-Mer si trova nel cuore della Camargue, direttamente sul mar Mediterraneo, all’estremità meridionale del delta del Rodano. È il capoluogo di questa terra di stagni e saline e, grazie proprio al vasto territorio camarguese, è uno dei comuni più estesi di tutta la Francia. Da Arles, la città-base per visitare la zona, dista una quarantina di chilometri, circa quaranta minuti di auto lungo una strada che attraversa dune e lagune.
Il paese è piccolo e si gira tutto a piedi: un dedalo di case bianche basse, il porto, il lungomare e, al centro, la mole scura della chiesa fortificata che si vede da chilometri di distanza. Già l’arrivo, con i cavalli e i fenicotteri lungo la strada, fa capire che qui non siete in una località balneare qualsiasi.
Cosa vedere a Saintes-Maries-de-la-Mer
Le cose da vedere a Saintes-Maries-de-la-Mer sono concentrate nel piccolo centro storico e ruotano quasi tutte attorno alla chiesa e alla sua leggenda. Ecco cosa non perdere.
La chiesa fortificata di Notre-Dame-de-la-Mer

La chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer è il monumento simbolo del paese: un edificio romanico costruito tra il IX e il XII secolo e fortificato nel Medioevo, tanto da sembrare più una fortezza che un luogo di culto. Serviva davvero a difendere gli abitanti dalle incursioni dal mare, e conserva perfino un pozzo interno per resistere agli assedi. L’ingresso è libero e vale la pena entrare per l’atmosfera raccolta e per gli ex voto dei marinai e dei gitani.
Secondo la leggenda che dà il nome al paese, qui approdarono dopo la crocifissione di Gesù le tre Marie, Maria di Cleofa, Maria Salomè e Maria Maddalena, sospinte dal mare su una barca senza vele né remi dalla Terrasanta, insieme alla loro serva Sara. Da quell’approdo nasce la devozione che ancora oggi anima Saintes-Maries.
La cripta e Santa Sara la Nera

Sotto la chiesa si apre la cripta, il luogo più intenso e affascinante di tutto il paese. Qui, tra decine di candele sempre accese, è custodita la statua di Santa Sara la Nera, la serva delle tre Marie, venerata come patrona del popolo gitano. La statua, dal volto scuro, è ricoperta di mantelli sovrapposti donati nei secoli dai pellegrini. Anche chi non è credente resta colpito da questo angolo buio e ardente, dove la fede popolare si tocca con mano.
Il tetto della chiesa: la salita alla terrazza
Dalla chiesa si può salire fino alla terrazza sul tetto, il cammino di ronda, attraverso una stretta scala a chiocciola di una cinquantina di gradini. Lo sforzo è ripagato da una delle viste più belle della Camargue: da lassù lo sguardo abbraccia i tetti bianchi del paese, il mare da un lato e la distesa infinita di stagni e saline dall’altro. Nelle giornate limpide si capisce a colpo d’occhio cos’è davvero il delta del Rodano.
Info pratica: l’ingresso alla chiesa è gratuito, mentre la salita alla terrazza sul tetto si paga a parte, pochi euro a persona (intorno ai 3-4 €, da versare in loco). La scala è ripida e stretta, non adatta a passeggini o a chi ha problemi di mobilità. Il prezzo esatto non è pubblicato online e può cambiare: verificatelo direttamente al santuario.
L’arena e la course camarguaise



Saintes-Maries ha la sua arena, dove d’estate si tengono le courses camarguaises. All’inizio non ero granché propenso ad assistervi, ma dopo averne vista una devo dire che ci siamo davvero divertiti. Non è una corrida cruenta: è uno spettacolo di abilità in cui giovani vestiti di bianco, con una fascia rossa in vita, i raseteurs, sfidano il toro cercando di strappargli una coccarda fissata tra le corna. Il toro non viene ferito ed è anzi il vero protagonista, spesso più famoso degli uomini. È una tradizione viva e sentitissima in tutta la Camargue.
Il centro, il porto e il lungomare
Oltre ai monumenti, Saintes-Maries si gode passeggiando. Il centro è un intrico di viuzze con case basse imbiancate a calce, botteghe di prodotti camarguesi (sale, salame di toro, tessuti), gelaterie e ristoranti dove provare la gardiane de taureau, lo stufato di toro con il riso della Camargue. Il piccolo porto e il lungomare completano il quadro: è qui che si respira l’anima di villaggio di pescatori che il paese non ha mai perso.
Van Gogh a Saintes-Maries-de-la-Mer
C’è un motivo in più che rende speciale questo paese, almeno per me che di Van Gogh sono un grande ammiratore. Nel giugno del 1888, mentre viveva ad Arles, Vincent Van Gogh venne a Saintes-Maries-de-la-Mer per qualche giorno e rimase folgorato dal mare e dalle barche colorate dei pescatori. Qui realizzò alcuni disegni e dipinti celebri, tra cui le “Barche da pesca sulla spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer” e le vedute del villaggio. Camminare oggi su quella stessa spiaggia, sapendo che il pittore olandese vi cercava i suoi azzurri, è un’emozione che consiglio a chiunque ami l’arte.
Le spiagge di Saintes-Maries-de-la-Mer
Saintes-Maries è anche mare: una lunga costa sabbiosa che alterna spiagge attrezzate e distese selvagge. In centro, davanti al paese, c’è la comoda Plage des Amphores, mentre verso est e verso ovest si aprono chilometri di sabbia più libera. I più avventurosi puntano alla spiaggia di Beauduc, remota e battuta dal vento, paradiso del kite surf, o alle dune dell’Espiguette poco più a ovest. Sono spiagge di natura, non di stabilimenti: portatevi l’occorrente.
Consiglio: se cercate la spiaggia più bella e selvaggia, mettete in conto un po’ di strada sterrata e nessun servizio: a Beauduc e all’Espiguette non trovate bar né ombrelloni. Andateci con acqua, cappello e pranzo al sacco, e godetevi il vento e lo spazio. È la Camargue vera, quella che vale il viaggio.
Il pellegrinaggio dei gitani
Saintes-Maries-de-la-Mer è la capitale spirituale del popolo gitano d’Europa, e il momento in cui questo emerge in tutta la sua forza è il pellegrinaggio del 24 e 25 maggio. Da ogni parte del continente arrivano migliaia di rom e gitani per onorare Santa Sara: la statua della santa viene portata in processione dalla cripta fino al mare, tra canti, chitarre, costumi tradizionali e i cavalieri della Camargue. È una festa intensa, folkloristica e commovente, ma il paese si riempie oltre misura. Un secondo pellegrinaggio, più raccolto, si tiene a fine ottobre in onore di Maria Salomè.
Cosa vedere nei dintorni
Saintes-Maries è il punto di partenza perfetto per esplorare tutta la Camargue. A pochi chilometri c’è il Parco ornitologico di Pont de Gau, il posto migliore per vedere i fenicotteri rosa da vicino. Poco oltre si apre la grande laguna dell’Étang de Vaccarès, cuore della riserva naturale, e più a est la città fortificata di Aigues-Mortes con le sue saline. Tutte queste tappe, insieme all’itinerario completo, le trovate nella mia guida su cosa vedere in Camargue.
Come arrivare e dove dormire
Ci si arriva quasi sempre in auto: da Arles sono una quarantina di chilometri lungo la strada D570, circa quaranta minuti immersi nel paesaggio della Camargue. Chi non guida può prendere il bus di linea che collega Arles a Saintes-Maries. All’ingresso del paese ci sono ampi parcheggi a pagamento, perché il centro storico è in gran parte pedonale.
Dove dormire a Saintes-Maries-de-la-Mer: in quale zona
- Centro del paese: per vivere Saintes-Maries a piedi, tra chiesa, porto e spiaggia. La scelta più comoda e suggestiva, ideale per chi vuole restare almeno una notte.
- Mas e maneggi nei dintorni: le tenute camarguesi immerse negli stagni, spesso con piscina e passeggiate a cavallo. Perfette per chi cerca natura e tranquillità.
- Arles: se preferite una città come base per girare tutta la Camargue, con più scelta di hotel e ristoranti, a mezz’ora di auto.
Cosa fare a Saintes-Maries-de-la-Mer
- Passeggiata a cavallo tra gli stagni con un allevamento locale.
- Gita in barca sul Petit Rhône per avvicinare fenicotteri, cavalli e tori.
- Safari in 4×4 nella Camargue selvaggia partendo dal paese.
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Info essenziali
- Dove si trova: sul mare, nel cuore della Camargue, a ~40 km da Arles.
- Come arrivare: in auto sulla D570 da Arles, o in bus di linea.
- Da vedere: chiesa fortificata (ingresso libero), cripta di Santa Sara, tetto (~3-4 €), arena, spiagge.
- Quando andare: primavera e inizio autunno; 24-25 maggio per il pellegrinaggio gitano.
- Durata consigliata: mezza giornata per il paese, un giorno con spiagge e dintorni.
Domande frequenti su Saintes-Maries-de-la-Mer
Qual è la leggenda di Saintes-Maries-de-la-Mer?
Secondo la tradizione, dopo la crocifissione di Gesù le tre Marie (Maria di Cleofa, Maria Salomè e Maria Maddalena) approdarono qui dalla Terrasanta su una barca senza vele né remi, insieme alla serva Sara. Da questo sbarco nasce il nome del paese e la devozione che lo anima ancora oggi.
Chi era Santa Sara, la patrona dei gitani?
Santa Sara la Nera, detta Sara-la-Kali, era secondo la leggenda la serva che accompagnò le tre Marie nell’approdo a Saintes-Maries. La sua statua dal volto scuro è custodita nella cripta della chiesa ed è venerata come patrona del popolo gitano, che ogni anno le dedica un grande pellegrinaggio.
Cos’è la festa gitana del 24-25 maggio?
È il grande pellegrinaggio dei gitani, che ogni 24 e 25 maggio richiama a Saintes-Maries-de-la-Mer migliaia di rom e gitani da tutta Europa. La statua di Santa Sara viene portata in processione dalla cripta fino al mare, tra canti, chitarre, costumi tradizionali e i cavalieri della Camargue.
Cosa c’entra Van Gogh con Saintes-Maries-de-la-Mer?
Nel giugno 1888, mentre viveva ad Arles, Vincent Van Gogh soggiornò a Saintes-Maries-de-la-Mer e ne rimase affascinato. Qui dipinse opere celebri come le “Barche da pesca sulla spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer” e alcune vedute del villaggio.
Qual è la spiaggia più bella di Saintes-Maries-de-la-Mer?
In centro la più comoda è la Plage des Amphores. Per chi cerca natura selvaggia, le più belle sono la spiaggia di Beauduc, remota e amata dai kite surfer, e le dune dell’Espiguette poco a ovest: spiagge senza servizi, dove serve portarsi tutto l’occorrente.
Come si arriva a Saintes-Maries-de-la-Mer?
Si arriva quasi sempre in auto da Arles, a una quarantina di chilometri sulla strada D570, in circa 40 minuti. In alternativa c’è un bus di linea da Arles. All’ingresso del paese ci sono parcheggi a pagamento, perché il centro è in gran parte pedonale.