Camargue: cosa vedere, itinerario e consigli pratici

La Camargue ha un posto speciale nel mio cuore, e non lo dico alla leggera: di bei posti, dai tropici ai paesaggi alpini, ne ho visti parecchi. Ci arrivai quasi per caso, durante uno dei miei viaggi in Provenza con Ornella. Non avevo programmato nulla, ma tutti quelli che incontravamo ci dicevano la stessa cosa: dovete andare in Camargue. Così una mattina siamo partiti da Arles, dove alloggiavamo, e ci siamo infilati lungo le strade che tagliano gli stagni e le dune. Bastano pochi chilometri e il paesaggio cambia pelle: branchi di cavalli bianchi al galoppo, fenicotteri rosa fermi nell’acqua bassa, una natura che sembra ancora quella di mille anni fa.

In questa guida vi racconto cosa vedere in Camargue senza correre: le tappe da non perdere, la fauna che la rende unica, un itinerario di uno o due giorni, quando andare e come muoversi. È il delta del Rodano, il più grande dell’Europa occidentale, e merita di essere assaporato con calma. Se poi volete fermarvi sul capoluogo, ho dedicato un pezzo a parte a Saintes-Maries-de-la-Mer, il villaggio dei pescatori e dei gitani. La Camargue è a due passi da Arles ed è la porta naturale per il resto della Provenza.

In breve

La Camargue è il delta del Rodano, tra Arles e il mar Mediterraneo, in Provenza (dipartimento delle Bocche del Rodano). Si visita bene in 1-2 giorni, meglio in auto. Tappe imperdibili: Saintes-Maries-de-la-Mer, il Parco ornitologico di Pont de Gau per i fenicotteri (8,50 €), la laguna dell’Étang de Vaccarès, Aigues-Mortes con le mura medievali e le saline rosa (trenino 14 €), la Digue à la Mer con il faro di Gacholle. Simboli: fenicotteri rosa, cavalli bianchi, tori neri e i gardian a cavallo. Periodo migliore: aprile-maggio e settembre-ottobre; d’estate caldo e zanzare.

Dove si trova la Camargue

Mappa di dove si trova la Camargue
Dove si trova la Camargue, nel delta del Rodano

La Camargue è la grande zona umida formata dal delta del Rodano, chiusa tra i due bracci del fiume (il Grande e il Piccolo Rodano) e il mar Mediterraneo. Amministrativamente si trova in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, quasi tutta nel dipartimento delle Bocche del Rodano, con una fetta che sconfina nel Gard. Il centro geografico e sentimentale è Arles, che ne è la porta d’ingresso: da lì in mezz’ora di auto si è già dentro il paesaggio di stagni e saline.

Con i suoi 150.000 ettari è il più esteso delta fluviale dell’Europa occidentale, protetto come Parco naturale regionale e riconosciuto Riserva della biosfera dall’UNESCO. Non aspettatevi le colline di lavanda della Provenza da cartolina: qui il paesaggio è piatto, aperto, fatto di acqua, canneti, sale e cielo. È un’altra Provenza, e proprio per questo vale il viaggio.

Attenzione: Camargue e Provenza non sono la stessa cosa. La Provenza è la grande regione storica; la Camargue è una sotto-regione naturale, il delta, che ne fa parte geograficamente ma ha un’identità tutta sua, fatta di lagune, riso, sale e allevamenti di tori e cavalli. Chi cerca la lavanda deve spostarsi più a nord, verso Valensole.

Cosa vedere in Camargue: le tappe imperdibili

Le cose da vedere in Camargue stanno tutte in un fazzoletto di territorio, ma sono sparse tra stagni e strade sterrate: conviene metterle in fila su una mappa prima di partire. Ecco quelle che, dopo averle viste con i miei occhi, vi consiglio di non perdere.

Saintes-Maries-de-la-Mer

Monumento ai cavalieri a Saintes-Maries-de-la-Mer
Il monumento ai cavalieri di Camargue a Saintes-Maries-de-la-Mer

È il cuore della Camargue e il suo unico vero paese sul mare: un villaggio bianco di pescatori dominato dalla chiesa fortificata di Notre-Dame-de-la-Mer, meta del celebre pellegrinaggio dei gitani. Qui si arriva percorrendo una strada che attraversa dune e stagni, e già il tragitto è uno spettacolo. Merita almeno mezza giornata, tra la chiesa, la cripta di Santa Sara e l’arena della course camarguaise. Gli ho dedicato una guida a parte: cosa vedere a Saintes-Maries-de-la-Mer.

Il Parco ornitologico di Pont de Gau

Fenicotteri rosa in Camargue
I fenicotteri rosa, simbolo della Camargue

Se volete vedere i fenicotteri rosa da vicino, è qui che dovete andare. Il Parc ornithologique de Pont de Gau, a pochi chilometri da Saintes-Maries, è un’oasi di 60 ettari attraversata da sentieri ben segnalati e capanni di osservazione. Prendendo uno di quei sentieri, Ornella ed io abbiamo trovato postazioni fatte apposta per ammirare la fauna residente: fenicotteri, aironi porporini, cavalieri d’Italia, e con un po’ di fortuna anche cavalli allo stato brado poco lontano. È il modo più facile e sicuro per portare a casa le foto che sognate.

Info pratica: ingresso 8,50 €, ridotto 5 € per i bambini dai 4 ai 12 anni e per i visitatori con disabilità, gratis sotto i 4 anni. Aperto tutti i giorni (tranne il 25 dicembre) dalle 9 alle 18 da aprile a settembre, dalle 10 alle 17 da ottobre a marzo. Per la visita individuale non serve prenotare, i biglietti si fanno all’ingresso. Verificate sempre orari e tariffe aggiornati sul sito ufficiale.

L’Étang de Vaccarès e la Réserve Naturelle

È la grande laguna al centro della Camargue, il cuore della Riserva Naturale Nazionale. L’Étang de Vaccarès e gli stagni intorno sono il regno degli uccelli acquatici: qui la natura comanda e l’uomo si limita a guardare da bordo strada o dai capanni. Ci si affaccia lungo la strada che costeggia la riva orientale, con soste continue per il birdwatching. Portatevi il binocolo, perché la vista corre lontano e i fenicotteri stanno spesso in mezzo all’acqua.

La Digue à la Mer e il faro di Gacholle

La Digue à la Mer è l’argine che separa gli stagni dal mare aperto, un lungo rettilineo di terra battuta perfetto da percorrere a piedi o in bicicletta, con l’acqua da tutte e due le parti. All’estremità c’è il faro di Gacholle, che noi abbiamo raggiunto in auto seguendo la strada D36B: arrivati lì si può visitare una piccola mostra permanente sulla fauna del litorale. È uno di quei posti dove capisci quanto la Camargue sia ancora selvaggia, con il vento che non smette mai e nessun bar dietro l’angolo.

Aigues-Mortes e le saline

La città fortificata di Aigues-Mortes in Camargue
Aigues-Mortes, la città fortificata di Luigi IX
Le mura medievali di Aigues-Mortes
Le mura medievali di Aigues-Mortes, percorribili in cima

Dopo aver assaporato la natura, siamo risaliti in auto verso la città fortificata di Aigues-Mortes. È un gioiello medievale: la fece costruire Luigi IX, il futuro San Luigi, nel Duecento come porto per partire verso le Crociate, e ancora oggi è racchiusa in una cinta di mura perfettamente conservata che si può percorrere in cima, con la massiccia Torre di Costanza a fare da sentinella. Fuori dalle mura si aprono le celebri saline, con le vasche che d’estate si tingono di rosa. Si visitano anche con un trenino turistico che porta fino ai cumuli di sale, la camelle.

Info pratica: la visita alle Salins d’Aigues-Mortes col trenino (Petit Train, circa 1h15) costa 14 € per gli adulti e 10 € per i bambini dai 5 ai 13 anni; in alternativa c’è la visita a piedi (9,60 €) o in bici (22,30 €). In alta stagione conviene prenotare online. Le mura e la Torre di Costanza hanno invece un biglietto a parte, gestito dai monumenti nazionali francesi. Controllate orari e prezzi aggiornati sui siti ufficiali prima di partire.

Salin-de-Giraud e le vasche rosa

All’estremità sud-orientale della Camargue, Salin-de-Giraud è il grande centro delle saline industriali. Da qui si raggiunge un punto panoramico sulle vasche di evaporazione, dove il sale forma montagne bianche accecanti e l’acqua vira a un rosa surreale. Poco lontano si arriva alla spiaggia selvaggia di Piémanson, chilometri di sabbia senza nulla intorno. È la Camargue più estrema e meno turistica, quella che piace a chi cerca gli spazi vuoti.

Consiglio: le vasche diventano rosa soprattutto in piena estate, quando il sole concentra il sale e prolifera la microalga che colora l’acqua. Andateci nel tardo pomeriggio: con la luce bassa il contrasto tra il bianco del sale e il rosa dell’acqua è al massimo, ed è anche l’ora migliore per le foto senza il riverbero di mezzogiorno.

Arles, la porta della Camargue

Non è dentro la Camargue, ma ne è l’ingresso naturale ed è la base ideale per dormire. Arles è una città romana straordinaria, con l’anfiteatro e il teatro antico, ed è la città di Van Gogh, che qui dipinse alcune delle sue tele più famose. Noi alloggiavamo lì e ogni mattina partivamo verso gli stagni. Se avete un giorno in più, dedicatelo ad Arles: chiude il cerchio tra la natura della Camargue e la grande storia della Provenza.

Fenicotteri, cavalli bianchi e tori: la fauna della Camargue

La Camargue è famosa soprattutto per i suoi tre simboli viventi. Sono loro il vero motivo per cui questa terra ti resta addosso, e vederli nel loro ambiente vale più di qualsiasi monumento.

I fenicotteri rosa

Il fenicottero rosa è l’emblema della Camargue, e questo è l’unico luogo in Francia dove si riproduce regolarmente, nella zona delle saline di Salin-de-Giraud. Li si vede tutto l’anno, ma sono più numerosi in primavera ed estate. Il loro colore nasce dall’alimentazione: mangiano piccoli gamberetti ricchi di pigmenti, gli stessi che tingono di rosa l’acqua delle saline. Per osservarli da vicino, il posto più sicuro resta il Parco di Pont de Gau.

I cavalli bianchi

Cavalli bianchi della Camargue
Camargue a cavallo, Photo credit: T. Zumbiehl on Foter.com / CC BY-NC-SA
Cavalli bianchi della Camargue in spiaggia
I cavalli bianchi della Camargue in spiaggia

I cavalli della Camargue sono una razza antichissima, piccola e robusta, che vive in semilibertà negli stagni. Curiosità che pochi sanno: nascono con il mantello scuro, quasi nero, e diventano bianchi solo da adulti, dopo qualche anno. Vederne un branco attraversare l’acqua al galoppo, con gli schizzi che si alzano nella luce, è una di quelle immagini che non si dimenticano. Molti allevamenti (le manade) propongono passeggiate a cavallo tra gli stagni.

I tori neri e i gardian

Tori neri della Camargue
I tori neri allevati allo stato brado in Camargue
Course camarguaise, la corrida non cruenta
La course camarguaise: i raseteurs sfidano il toro senza ferirlo

Il terzo simbolo è il toro nero di Camargue, allevato allo stato brado per le courses camarguaises, gli spettacoli locali in cui giovani vestiti di bianco sfidano l’animale senza ferirlo. A custodire tori e cavalli sono i gardian, i cowboy della Camargue, che vivono nelle caratteristiche case bianche col tetto di canna. È una cultura viva, non una messa in scena per turisti, e la si respira ovunque nei paesi del delta.

Itinerario in Camargue: 1 o 2 giorni

La Camargue si può assaggiare in una giornata o godere con calma in due. Il mio consiglio, se potete, è di dedicarle almeno due giorni: è così varia che meriterebbe anche tre o quattro. Ecco come organizzare le tappe partendo da Arles, che resta la base più comoda.

DurataItinerario consigliato
1 giornoMattina: Parco di Pont de Gau per i fenicotteri, poi Saintes-Maries-de-la-Mer (chiesa, cripta, centro). Pomeriggio: Étang de Vaccarès lungo la strada degli stagni, quindi Aigues-Mortes con le mura al tramonto.
2 giorniGiorno 1: Pont de Gau e Saintes-Maries-de-la-Mer con calma, spiaggia e passeggiata a cavallo. Giorno 2: Étang de Vaccarès, Digue à la Mer e faro di Gacholle, poi Salin-de-Giraud con le vasche rosa e infine Aigues-Mortes con le saline.

Consiglio: la prima cosa che vi consiglio, come abbiamo fatto noi, è di passare dall’ufficio del turismo appena arrivati e prendere tutte le mappe: la Camargue è fatta di strade secondarie e sentieri, e avere sott’occhio le distanze aiuta a incastrare le tappe senza perdere tempo. L’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

Quando andare in Camargue

Il periodo migliore per visitare la Camargue è la primavera, tra aprile e maggio, e l’inizio dell’autunno, tra settembre e ottobre: temperature miti, tanti uccelli e meno folla. La primavera regala anche i fenicotteri nel pieno della stagione riproduttiva. Se venite il 24 e 25 maggio troverete il grande pellegrinaggio dei gitani a Saintes-Maries, suggestivo ma con il paese preso d’assalto.

Attenzione: l’estate in Camargue significa caldo forte e, soprattutto, zanzare. In una zona umida come questa sono inevitabili, specie all’alba e al tramonto, che sono anche le ore migliori per la fauna. Mettete in valigia un buon repellente: non è un dettaglio, è la differenza tra godersi il tramonto sugli stagni e scappare in auto dopo cinque minuti.

Come arrivare e come muoversi

Per visitare la Camargue l’auto è praticamente indispensabile: le distanze tra una tappa e l’altra sono ampie e i mezzi pubblici scarsi. La base logica è Arles, raggiungibile in treno da Marsiglia, Nîmes o Avignone; gli aeroporti più vicini sono quelli di Marsiglia, Nîmes e Montpellier, dove noleggiare l’auto. Da Arles a Saintes-Maries-de-la-Mer sono una quarantina di chilometri, circa mezz’ora.

Chi non guida può contare sul bus di linea che collega Arles a Saintes-Maries, ma per gli stagni e le saline resta scomodo. Un’ottima alternativa, sulle brevi distanze, è la bicicletta: la Camargue è piatta e ci sono percorsi ciclabili bellissimi, come quello sulla Digue à la Mer. Un avvertimento pratico che vi risparmierà un problema: trattandosi di territori ancora allo stato naturale, non trovate bar o fast food dietro l’angolo, quindi partite con acqua e qualcosa da mangiare.

Cosa fare in Camargue: le esperienze da prenotare

  • Passeggiata a cavallo tra gli stagni con un allevamento locale (le manade).
  • Safari fotografico in 4×4 nella Camargue selvaggia, tra tori, cavalli e fenicotteri.
  • Gita in barca sul Rodano o nelle lagune per avvicinare la fauna dall’acqua.
  • Giro in bicicletta sulla Digue à la Mer fino al faro di Gacholle.

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Dove dormire in Camargue

Dove dormire in Camargue: in quale zona

  • Arles: la scelta più comoda come base, con hotel di ogni fascia, ristoranti e la città da visitare la sera. Ideale per chi si muove in auto verso gli stagni ogni giorno.
  • Saintes-Maries-de-la-Mer: per stare dentro la Camargue, sul mare, a due passi dalla spiaggia e dalla vita del paese. La più suggestiva, si riempie in alta stagione.
  • Mas e agriturismi nel delta: le tenute tradizionali immerse negli stagni, spesso con piscina e maneggio. La vera esperienza camarguese, perfetta per chi cerca silenzio e natura.

Info essenziali

  • Dove si trova: delta del Rodano, tra Arles e il Mediterraneo, in Provenza (Bocche del Rodano).
  • Come arrivare: in auto da Arles; aeroporti di Marsiglia, Nîmes o Montpellier.
  • Quando andare: aprile-maggio e settembre-ottobre; d’estate caldo e zanzare.
  • Durata consigliata: 1 giorno per l’essenziale, 2-3 giorni per assaporarla.
  • Da non perdere: fenicotteri a Pont de Gau, Saintes-Maries, Aigues-Mortes e le saline.

Domande frequenti sulla Camargue

Cosa vedere assolutamente in Camargue?

Le tappe imperdibili sono Saintes-Maries-de-la-Mer con la chiesa fortificata, il Parco ornitologico di Pont de Gau per i fenicotteri, la laguna dell’Étang de Vaccarès, Aigues-Mortes con le mura medievali e le saline rosa, e la Digue à la Mer con il faro di Gacholle. A completare il quadro, i cavalli bianchi e i tori neri del delta.

Qual è la differenza tra la Camargue e la Provenza?

La Provenza è l’ampia regione storica del sud della Francia; la Camargue è una sotto-regione naturale al suo interno, il delta del Rodano. La Camargue ha un paesaggio di stagni, saline e allevamenti di tori e cavalli, molto diverso dalle colline di lavanda e dai borghi tipici della Provenza dell’entroterra.

Quanti giorni servono per visitare la Camargue?

Basta un giorno per vedere l’essenziale (fenicotteri, Saintes-Maries e Aigues-Mortes), ma con due giorni si gode con calma anche degli stagni, delle saline e delle spiagge selvagge. Chi ama la natura e la fotografia può dedicarle tranquillamente tre o quattro giorni.

Qual è il periodo migliore per andare in Camargue?

I mesi migliori sono aprile-maggio e settembre-ottobre, con clima mite, tanti uccelli e poca folla. I fenicotteri si vedono tutto l’anno. D’estate fa caldo e ci sono molte zanzare, quindi serve un buon repellente.

Come ci si muove in Camargue, serve l’auto?

Sì, l’auto è praticamente indispensabile perché le distanze sono ampie e i mezzi pubblici scarsi. C’è un bus da Arles a Saintes-Maries-de-la-Mer, ma per stagni e saline resta scomodo. Sulle brevi distanze la bicicletta è un’ottima alternativa, perché il territorio è pianeggiante.

Perché il sale e l’acqua delle saline sono rosa?

L’acqua delle vasche di evaporazione diventa rosa per la presenza di una microalga e di piccoli crostacei ricchi di pigmenti carotenoidi, gli stessi che colorano le piume dei fenicotteri. Il colore è più intenso in piena estate, quando il sale si concentra. Il sale raccolto, invece, è bianco.

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7 risposte

  1. La Camargue è rimasta nel cuore anche a me, mi sono piaciuti paesaggi naturali, le cittadine piccole e colorate, ma soprattutto mi ha colpito l’aria tranquilla che si respirava. Come dici tu, ottimo è prendere la macchina e girarla alla scoperta di angoli nascoste, di cavalli e di piccole osterie dove mangiare.

  2. Ho trascorso tre vacanze in Camargue e leggere questo post mi ha riportato in quei luoghi meravigliosi. Oltre ad acqua e snack consiglierei anche repellente per insetti e anti zanzare. ?

  3. Anch’io, con mio marito, mia sorella e mio cognato, abbiamo visitato la Camargue qualche anno fa e ne conservo un ottimo ricordo. Abbiamo alloggiato in uno dei tanti Mas, tipici di questa zona, proprio a qualche chilometro da Saintes Maries, a contatto diretto con la natura e con la fauna straordinaria. Punto di partenza eccellente per visitare tutta la Camargue e le più belle città della Provenza come Arles, Orleans, Nimes, Avignone e tanti caratteristici villaggi che s’incontrano lungo le strade solitarie ed assolate, piene di campi di girasole. Ultima ma non minore chicca sono i campi di lavanda, di cui conservo un indelebile ricordo sia visivo che olfattivo. Insomma, mille cose ancora potrei raccontare…Consiglio vivamente questa meta per un viaggio all’insegna della cultura, della natura, della serenità e del relax.

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