Il Giappone è, con ogni probabilità, il paese più rassicurante in cui possiate mettere piede. La criminalità è quasi un ricordo, ti dimentichi il portafoglio su una panchina e te lo riportano, i treni arrivano al secondo, l’acqua si beve dal rubinetto e non serve nemmeno un vaccino per entrarci. È il posto dove la testa ti dice, giustamente, che non può succederti niente. Ed è proprio per questo che l’assicurazione di viaggio per il Giappone quasi nessuno la considera: sembra la meta dove serve meno di tutte. Il punto è che a rovinarti il viaggio, in Giappone, non è il pericolo. È il conto dell’ospedale, che è eccellente e carissimo e lo paghi tutto tu, ed è il fatto che, mentre stai male, davanti a te potresti non trovare nessuno che parli inglese.
In Giappone io non ci sono ancora stato, e ve lo dico subito così mettiamo le cose in chiaro: questa non è la cronaca di un mio viaggio. Ma da tre anni l’assicurazione la stipulo per ogni viaggio che conta, e il Giappone è il caso da manuale di come la sensazione di sicurezza possa fregarti, perché confonde “non mi rubano niente” con “sono protetto”, che sono due cose diverse. In questo articolo vi spiego se l’assicurazione serve davvero, cosa deve coprire una polizza sanitaria e di viaggio per il Giappone, e quanto costa mettersi al riparo, senza raccontarvi la favola dell’obbligo che per gli italiani non esiste.
In breve
L’assicurazione di viaggio NON è obbligatoria per entrare in Giappone da turista italiano: si entra senza visto fino a 90 giorni, serve solo il passaporto valido. La Farnesina però la raccomanda apertamente, e il motivo è concreto: in Giappone le prestazioni mediche, pronto soccorso compreso, sono a pagamento, non esiste reciprocità con l’Italia e le cifre sono alte. In più c’è una barriera linguistica reale, perché fuori dalle grandi città è difficile trovare medici che parlino inglese: per questo l’assistenza in italiano 24 ore su 24 qui vale più che altrove. Serve una polizza con massimale sanitario alto o illimitato, rimpatrio incluso, assistenza in italiano e copertura per annullamento e interruzione, utile per terremoti e tifoni che possono far saltare il viaggio. Heymondo, sul livello Premium, copre le spese mediche in modo illimitato in tutto il mondo, Giappone compreso, con rimpatrio illimitato e centrale in italiano. Il preventivo con lo sconto del 10% si fa in due minuti.
Indice dell’Articolo
L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per il Giappone?
Rispondo subito, perché è la domanda che porta più confusione: no. Per entrare in Giappone da turista italiano l’assicurazione di viaggio non è obbligatoria. Si entra senza visto per soggiorni fino a 90 giorni ogni 180: serve il passaporto valido per l’intero periodo del soggiorno, e la Farnesina precisa che non è richiesta una validità residua minima. Vi chiederanno il biglietto aereo di ritorno e, ai controlli, impronte e foto, ma nessuno vi chiederà una polizza. Il Giappone, su questo, non è come Cuba, dove l’assicurazione è un requisito d’ingresso vero e proprio.
La scheda di Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri, però, la raccomanda in modo esplicito e ripetuto: scrive che i costi dell’assistenza sanitaria sono molto elevati e che è “consigliato sottoscrivere una assicurazione sanitaria”. Quando la Farnesina insiste così tanto su una raccomandazione, di solito è perché ha visto abbastanza connazionali nei guai da sapere come va a finire. C’è da aggiungere una nota di attualità, ma senza allarmismi: nel 2025 il governo giapponese ha annunciato l’intenzione di introdurre in futuro dei requisiti assicurativi all’ingresso, per arginare i conti sanitari non pagati dai turisti. Al momento è un annuncio, non una legge in vigore: per ora, ripeto, per l’italiano non c’è nessun obbligo.
Un’ultima precisazione per sgombrare il campo da un equivoco comune. Prima di partire vi conviene compilare il Visit Japan Web, la pre-registrazione online per immigrazione e dogana che vi fa passare più in fretta i controlli. Non è un visto e non è un’assicurazione: è una comodità burocratica, un’altra cosa rispetto alla polizza. Non fatevi dire che “serve per legge l’assicurazione per il Visit Japan Web”, perché non è così.
Quanto costa curarsi in Giappone senza assicurazione
Qui la faccenda diventa concreta, ed è il vero motivo di tutto l’articolo. Il Giappone ha una sanità di altissimo livello, forse una delle migliori al mondo. Il problema non è la qualità, è il conto. Il Giappone è fuori dall’Unione Europea, quindi la Tessera Sanitaria Europea non vale nulla, e tra Italia e Giappone non c’è un accordo che vi faccia curare gratis come a casa. Lo mette nero su bianco la Farnesina: “Le prestazioni mediche, incluse quelle di pronto soccorso, sono a pagamento”. Tradotto: come turista pagate il cento per cento, dal primo euro.
C’è poi un meccanismo che sorprende chi arriva dall’Europa, ed è quello che fa davvero la differenza. In Giappone gli ospedali, di norma, chiedono il pagamento anticipato, e negli ultimi anni molte strutture sono diventate riluttanti ad accettare stranieri senza copertura, proprio per il problema dei conti non saldati. In più, e questo è il punto che quasi nessuna guida spiega, la maggior parte degli ospedali giapponesi non fattura direttamente alla vostra assicurazione estera: pagate voi sul momento, vi fate rilasciare la ricevuta e poi chiedete il rimborso alla compagnia. È una differenza enorme rispetto ai posti dove la centrale paga al posto vostro, e cambia il tipo di polizza che vi conviene, come vedremo.

Sui numeri sono onesto, perché è un tema serio e non voglio spararvi cifre a effetto: un tariffario ufficiale dei costi per il turista non esiste, e chi vi mette in pagina la cifra tonda del ricovero se l’è quasi sempre inventata. Quello che è certo, ed è documentato, è che i costi sono “molto elevati”, parola della Farnesina, e che il rimpatrio sanitario dall’altra parte del mondo, in caso di problema grave, è tra le spese più care in assoluto e resta a carico vostro. Una buona notizia c’è: in caso di emergenza l’ambulanza si chiama gratis, con il numero 119. Ma l’ambulanza ti porta in ospedale, non ti paga le cure: quelle restano il conto di cui stiamo parlando.
La barriera linguistica: il rischio che nessuno mette in conto
Questo è il motivo, tutto giapponese, per cui in un articolo sull’assicurazione non posso passare oltre. In Giappone l’inglese è poco diffuso, e negli ospedali lo è ancora meno. Non lo dico io per fare colore: lo scrive la Farnesina, che avverte delle “difficoltà a reperire medici e personale paramedico in grado di parlare lingue straniere, inglese compreso”. Provate a immaginarlo: state male, siete al pronto soccorso di una città di provincia, e non c’è nessuno con cui riusciate a spiegarvi. In quel momento non vi serve solo una polizza che paghi, vi serve qualcuno, dall’Italia, che parli per voi.
Ecco perché per il Giappone l’assistenza in italiano 24 ore su 24 non è un dettaglio da brochure, è forse la voce più importante di tutte. Una centrale operativa che risponde nella vostra lingua a qualsiasi ora, con nove ore di fuso, che chiama l’ospedale, fa da interprete, vi indirizza verso la struttura giusta e gestisce le pratiche, in Giappone vale quanto il massimale. È la differenza tra un imprevisto che si risolve e un incubo in una lingua che non capite.
Terremoti, tifoni e il viaggio che può saltare
Il secondo grande motivo per assicurarsi in Giappone non riguarda la vostra salute, ma il vostro viaggio. Il Giappone è, testuale dalla Farnesina, un “Paese ad alto rischio sismico”: convive con i terremoti da sempre ed è il posto più preparato al mondo ad affrontarli, ma i terremoti ci sono. Il 1° gennaio 2024 la penisola di Noto è stata colpita da un sisma forte, con una magnitudo che le varie agenzie hanno stimato tra 7,1 e 7,6 a seconda dell’ente, seguito da onde di tsunami. Non è un motivo per non andarci, sia chiaro: è un motivo per avere alle spalle un’assistenza e un rimpatrio che funzionino.
Poi ci sono i tifoni, ed è qui che entra in gioco una copertura a cui si pensa poco. La Farnesina segnala che da giugno a ottobre i tifoni interessano frequentemente il Giappone, con picco tra agosto e settembre, spesso accompagnati da frane e alluvioni. Per un viaggiatore il rischio più concreto non è il pericolo di vita, è che il viaggio salti: voli cancellati, treni ad alta velocità fermi, giorni di programma persi. È esattamente il caso in cui una copertura per annullamento e interruzione del viaggio ti ripaga quello che hai perso, invece di lasciartelo sul groppone.
Da sapere prima di partire: nella stagione dei tifoni tenete d’occhio le allerte. La Farnesina consiglia di installare le app ufficiali di allarme, come “Safety Tips” e “NHK World”, che avvisano su terremoti, tsunami e tifoni anche in inglese. Non è materia assicurativa, ma di buon senso: sapere in anticipo che sta arrivando un tifone vi permette di riprogrammare, e a quel punto la copertura annullamento fa il resto.
Fuji, sci e le attività da assicurare
Il Giappone non è solo città. Tante persone ci vanno per la natura, e alcune di queste esperienze cambiano il tipo di copertura che vi serve.
- La scalata del Monte Fuji. I 3.776 metri del Fuji sono alla portata di molti, ma restano una montagna: sopra una certa quota il mal di montagna è una possibilità concreta, con mal di testa, nausea e affanno. La stagione ufficiale di salita è breve, in piena estate, indicativamente da inizio-metà luglio a inizio settembre, e fuori da quel periodo la montagna non è attrezzata. Se il Fuji è nel vostro programma, mettetelo in conto.
- Lo sci. Il Giappone ha una delle neve migliori del mondo, in Hokkaido e sulle Alpi Giapponesi. Sci e snowboard, come ovunque, sono attività in cui ci si fa male, e molte polizze base le considerano “a rischio”: vanno verificate a parte.
- Il caldo, se andate d’estate. Non è un dettaglio: la Farnesina segnala che tra giugno e ottobre, nelle aree urbane come Tokyo e Osaka, si toccano picchi oltre i 40 gradi, con umidità altissima. Il colpo di calore è un problema sanitario vero, con allerte ricorrenti: se visitate le città in piena estate, è un rischio da non sottovalutare.
Cosa deve coprire una polizza per il Giappone
Messi in fila i rischi, la lista della spesa viene da sé. Non tutte le assicurazioni di viaggio vanno bene per il Giappone, e prendere la più economica tanto per averla è un errore. Ecco a cosa guardare, in ordine di importanza.
- Massimale sanitario alto, o meglio illimitato. È la voce numero uno, perché le cure sono tutte a carico vostro e in Giappone non sono economiche. Un massimale da 30.000 euro qui è poco: puntate almeno a un milione, e dove potete scegliete l’illimitato.
- Assistenza 24 ore su 24 in italiano. Per il Giappone è quasi alla pari con il massimale, per via della barriera linguistica. Serve una centrale che risponda in italiano a qualsiasi ora, faccia da interprete con l’ospedale e vi indirizzi: è ciò che trasforma un guaio in una lingua incomprensibile in un problema gestibile.
- Rimpatrio sanitario incluso e senza tetto. Dall’altra parte del mondo il volo-ambulanza verso l’Italia è tra le spese più alte in assoluto, e la Farnesina ricorda che è a carico vostro. Deve esserci, e possibilmente illimitato.
- Un buon massimale con rimborso, dato che spesso si anticipa. Visto che molti ospedali giapponesi non fatturano direttamente alle compagnie estere, contate di anticipare la spesa e farvi rimborsare: una polizza con un massimale alto e una centrale che vi assiste nella pratica di rimborso è ciò che rende sopportabile questo meccanismo.
- Annullamento e interruzione del viaggio. Con la stagione dei tifoni e la possibilità di eventi sismici, una copertura che vi ripaghi il viaggio saltato o interrotto ha in Giappone un senso più forte che altrove. Di solito è un’opzione da aggiungere: valutatela.
- Copertura delle attività che farete davvero. Scalata del Fuji, sci, trekking: verificate che siano comprese nel livello scelto, perché sono le voci che le polizze base tagliano più spesso.
Perché scelgo Heymondo per il Giappone
Arrivo alla polizza che uso io da tre anni, e ve la dico da persona onesta, non da venditore. Per il Giappone Heymondo ha le caratteristiche che in quella lista contano davvero: sul livello Premium le spese mediche sono illimitate in tutto il mondo, e “tutto il mondo” comprende il Giappone, senza i tetti ridotti che alcune polizze applicano fuori dall’Europa. C’è il rimpatrio sanitario illimitato, non ci sono limiti d’età, e soprattutto c’è la cosa che in Giappone pesa più di ogni altra: l’assistenza in italiano, una centrale operativa vera raggiungibile a qualsiasi ora, che davanti alla barriera linguistica giapponese fa la differenza tra cavarsela e no.
Sono onesto anche sui limiti, perché è un tema serio. In Giappone, come vi ho detto, molti ospedali chiedono di pagare sul momento e non fatturano alle compagnie estere: quando il pagamento diretto non è possibile, si anticipa la spesa e la si recupera con il rimborso, e in questo la centrale vi assiste, ma il meccanismo è quello, con qualsiasi compagnia. Aggiungo che sul bagaglio Heymondo è debole e che l’annullamento non è compreso di serie, va aggiunto a parte: e per il Giappone, con i tifoni, l’annullamento vale la pena valutarlo davvero. Se volete il quadro completo, con pregi e difetti, l’ho messo nero su bianco nella recensione dedicata a Heymondo. Ma per la copertura che in Giappone conta di più, quella sanitaria illimitata con assistenza in italiano e rimpatrio, se scegliete il livello Premium di Heymondo con le spese mediche illimitate partite con la parte più pesante messa in sicurezza.
Quanto costa un’assicurazione di viaggio per il Giappone
Il prezzo dipende da quanti giorni state via, dalla vostra età e dal livello che scegliete, quindi qualsiasi cifra secca sarebbe una bugia. L’ordine di grandezza però è chiaro: per due settimane in Giappone parliamo di qualche decina di euro, contro un rischio sanitario che, come avete visto, si misura in migliaia. Rispetto al costo di un viaggio in Giappone, tra volo intercontinentale, hotel e Japan Rail Pass, la polizza è una delle righe più piccole del preventivo, e l’unica che vi copre le spalle sulla voce più cara di tutte.
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Quando andare in Giappone (e quando comprare la polizza)
Una nota pratica, perché si lega al momento in cui si compra l’assicurazione. Le due stagioni regine del Giappone sono la primavera, con la fioritura dei ciliegi tra fine marzo e aprile, e l’autunno, con il foliage di novembre: clima mite e paesaggi da cartolina, ed è quando ci va la maggior parte dei viaggiatori. L’estate, da giugno a settembre, è calda, umida e in piena stagione dei tifoni, quindi la meno comoda; l’inverno è la stagione dello sci in Hokkaido e sulle Alpi Giapponesi.
Sul quando comprare la polizza la regola è semplice e vale sempre: si stipula quando prenotate il volo, non il giorno della partenza. Se scegliete anche l’opzione annullamento, siete protetti già da prima di muovervi, e la copertura decorre dalla data in cui la acquistate, non da quella di partenza. In un Paese dove un tifone può cancellarvi il volo, comprarla all’ultimo significa rinunciare proprio alla parte che potrebbe servirvi.
Prima di partire: le cose da sistemare
Al di là della polizza, ci sono alcune accortezze che in Giappone fanno la differenza.
- Salvate il numero della centrale della vostra assicurazione e chiamatela prima di farvi curare. Con la barriera linguistica è ancora più importante che altrove: la centrale può indirizzarvi verso una struttura adeguata e fare da interprete. Portate con voi anche i dati della polizza, salvati sul telefono.
- Attenzione ai farmaci: alcuni comuni in Italia in Giappone sono vietati. Non è materia assicurativa ma legale, e va presa sul serio. La Farnesina avverte che è severamente vietato importare medicinali con principi attivi non ammessi: rientrano in questa lista alcuni antidolorifici a base di codeina, i decongestionanti con pseudoefedrina e certi stimolanti. Se seguite una terapia o volete portare medicine oltre una piccola scorta, verificate la procedura ufficiale (il cosiddetto Yakkan Shoumei) settimane prima e portate con voi la ricetta.
- Compilate il Visit Japan Web prima di partire. Vi fa passare più in fretta immigrazione e dogana. È una comodità, non un obbligo, ed è cosa diversa dall’assicurazione.
- Installate le app di allerta. “Safety Tips” e “NHK World” avvisano di terremoti, tsunami e tifoni anche in inglese: qualche minuto di preavviso, in Giappone, conta.
Domande frequenti sull’assicurazione di viaggio per il Giappone
L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per il Giappone?
No, per il turista italiano non è obbligatoria: si entra in Giappone senza visto fino a 90 giorni, con il solo passaporto valido, e in frontiera nessuno chiede una polizza. La Farnesina la raccomanda però con forza. Nel 2025 il governo giapponese ha annunciato l’intenzione di introdurre in futuro requisiti assicurativi all’ingresso, ma al momento è un annuncio, non una legge in vigore.
La tessera sanitaria europea vale in Giappone?
No. Il Giappone è fuori dall’Unione Europea, quindi la Tessera Sanitaria Europea (TEAM) non ha alcun valore e non esiste un accordo che copra le cure al turista. La Farnesina scrive che le prestazioni mediche, pronto soccorso compreso, sono a pagamento: come turista pagate il cento per cento, ed è il motivo principale per cui conviene una polizza con un massimale alto.
Quanto costa curarsi in Giappone senza assicurazione?
La sanità giapponese è eccellente ma le cure sono interamente a carico del turista, e gli ospedali chiedono spesso il pagamento anticipato. Non esistono tariffari pubblici affidabili, quindi diffidate delle cifre tonde che circolano online: la Farnesina si limita a definire i costi molto elevati. In più molti ospedali non fatturano direttamente alle assicurazioni estere, quindi di norma si anticipa e si chiede il rimborso.
Perché in Giappone conta tanto l’assistenza in italiano?
Perché la barriera linguistica è reale: la Farnesina avverte della difficoltà di trovare medici e personale sanitario che parlino inglese. Se vi ammalate, avere una centrale che risponde in italiano 24 ore su 24, fa da interprete con l’ospedale e vi indirizza verso la struttura giusta vale quanto il massimale, e trasforma un guaio in una lingua incomprensibile in un problema gestibile.
Heymondo copre il Giappone?
Sì. Sul livello Premium le spese mediche di Heymondo sono illimitate in tutto il mondo, Giappone compreso, con rimpatrio illimitato e assistenza in italiano, che in Giappone è la voce che pesa di più per via della barriera linguistica. Tenete presente che molti ospedali giapponesi non fatturano direttamente alle compagnie estere, quindi spesso si anticipa la spesa e la si recupera con il rimborso, con qualsiasi assicurazione.
Qual è il periodo migliore per andare in Giappone?
La primavera, per la fioritura dei ciliegi tra fine marzo e aprile, e l’autunno, per il foliage di novembre, con clima mite. L’estate, da giugno a settembre, è calda, umida e in stagione dei tifoni, mentre l’inverno è il periodo dello sci in Hokkaido e sulle Alpi Giapponesi. La Farnesina segnala nelle città picchi estivi oltre i 40 gradi, con rischio di colpi di calore.