C’è un pezzo di costa toscana dove la sabbia non è la regola ma l’eccezione, e la gente ci torna lo stesso da centosessant’anni. Castiglioncello è un promontorio che entra in mare a una ventina di chilometri a sud di Livorno: lecci e pini fino allo scoglio, calette larghe venti metri incastrate fra due punte, e ogni tanto una lingua di sabbia ambrata che a luglio si riempie prima delle nove.
La cosa che quasi nessuno racconta è come è cominciata. Non da un albergo e nemmeno da una ferrovia: da un critico d’arte che aveva ereditato ottocento ettari e ci portava gli amici pittori a dipingere. Qui sotto trovate il mare baia per baia, con i nomi veri e gli accessi, e poi il borgo: il castello, il museo gratuito dentro un tempietto etrusco finto e le curve dove hanno girato Il sorpasso.
In breve
Castiglioncello è una frazione di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, sulla Costa degli Etruschi. La costa alterna scogliera e piccole spiagge: la più grande è la Baia del Quercetano, sabbia ambrata sotto il centro; poi la Caletta, la spiaggia libera della Crepatura e la scogliera di Punta Righini, quasi tutta libera. Rosignano Marittimo ha la Bandiera Blu 2026 proprio per Castiglioncello. In paese: il Castello Pasquini, il Museo archeologico nazionale a ingresso gratuito e il lungomare Alberto Sordi. Si arriva in treno sulla linea tirrenica (fermano solo i regionali) o dall’Aurelia. Le Spiagge Bianche non sono qui: sono a Rosignano Solvay e Vada, 10 chilometri più a sud.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Castiglioncello e com’è fatta la costa
Castiglioncello è una frazione del comune di Rosignano Marittimo, provincia di Livorno, e sta all’estremità meridionale dei Monti Livornesi, nel punto in cui le colline smettono di essere colline e si buttano in acqua. È questo che le dà la forma: non una spiaggia lunga e dritta come la Versilia, ma una successione di promontori e rientranze, con la pineta che arriva fino al bordo della scogliera.
Chi arriva aspettandosi chilometri di sabbia resta spiazzato, e vale la pena dirlo subito. La maggior parte della costa qui è roccia, spesso piatta e comoda, con piattaforme naturali e artificiali su cui si sta benissimo distesi. La sabbia c’è, ma è concentrata in due o tre punti, e sono esattamente i punti dove a metà agosto si concentra anche tutto il resto.
Il paese sta sopra, sul promontorio, e il mare gli gira intorno su tre lati. Questo vuol dire che la passeggiata lungo la costa, il lungomare Alberto Sordi, non è un trasferimento: è la cosa da fare. Si cammina sopra l’acqua per tutto il tratto tra la Baia del Quercetano e Punta Righini, e da lassù si vede il fondale cambiare colore a fasce.
Attenzione: Castiglioncello e Rosignano Solvay sono lo stesso comune ma due mondi diversi, e la confusione è quotidiana. Le Spiagge Bianche, quelle caraibiche per via degli scarichi dello stabilimento chimico, stanno a Rosignano Solvay e Vada, circa 10 chilometri più a sud. A Castiglioncello la sabbia è ambrata e il fondo è scuro di roccia. Se cercavate il bianco, siete nel posto sbagliato di venti minuti d’auto.
Il mare di Castiglioncello: le spiagge una per una
Le spiagge di Castiglioncello sono quattro o cinque a seconda di come le si conta, tutte raggiungibili a piedi dal centro. Le metto in fila da nord a sud, con quello che serve sapere prima di scendere: che tipo di fondo, se c’è spiaggia libera e da dove ci si arriva.
Baia del Quercetano, la spiaggia principale
È la spiaggia grande, quella che sta nelle foto. Una mezzaluna di sabbia ambrata a grana media chiusa fra due promontori, con gli stabilimenti che si alternano a tratti di libera e il fondale che si mescola di sabbia e roccia e cala abbastanza in fretta. Ci si arriva scendendo una scalinata che parte a due passi dalla piazza del paese, il che spiega perché sia sempre la più piena: è l’unica spiaggia di Castiglioncello che si raggiunge senza pensarci.

Vale un pezzo per conto suo, e infatti gliel’abbiamo dedicato: nella guida alla Baia del Quercetano ci sono gli accessi, la differenza fra i bagni e le libere e la faccenda dei divieti temporanei di balneazione, che è la cosa che conviene davvero sapere prima di caricare l’ombrellone in macchina.
La Caletta, la seconda spiaggia di sabbia
Poco più a sud, la Caletta è l’altra spiaggia sabbiosa del promontorio, più piccola e con l’aria più da paese. Anche qui una parte è in concessione e una parte no. È la scelta di chi trova il Quercetano ingestibile ad agosto e non ha voglia di fare chilometri: si sposta di dieci minuti a piedi e trova la stessa acqua con un terzo delle persone.

La Crepatura, la spiaggia libera
Subito sotto la Caletta si apre la spiaggia libera della Crepatura, ad accesso libero e senza servizi. È il posto per chi arriva con l’asciugamano e basta: niente noleggio, niente bar, niente docce. In compenso c’è spazio, e nessuno che vi dica dove mettervi.

Punta Righini, la scogliera
Punta Righini è il promontorio a sud della Baia del Quercetano, ed è la parte di Castiglioncello che assomiglia meno a una località balneare e di più alla costa livornese vera: roccia, acqua profonda subito, e la sensazione di essere in mare aperto stando seduti su un sasso. È quasi interamente libera, con un solo stabilimento, e resta molto meno affollata delle spiagge di sabbia anche nei giorni pesanti. Ci si arriva a piedi dal lungomare Alberto Sordi.

Consiglio: se venite ad agosto e volete la sabbia, la questione non è quale spiaggia scegliere ma a che ora arrivare. Chi conosce la costa toscana lo fa da sempre: si scende presto, si sta fino alle undici, si risale in paese quando il sole picchia e si torna verso le cinque, quando i pullman ripartono e la baia si svuota. Se invece vi va bene lo scoglio, Punta Righini vi risolve il problema a qualsiasi ora.
La Pineta Marradi
Non è una spiaggia ma è il posto dove si finisce comunque: la pineta che borda l’abitato verso il mare, con l’ombra vera e le panchine, ed è dove si riesce a stare quando in spiaggia non si sta più. Nell’elenco delle aree di balneazione compare come “Pineta Marradi”, ed è utile saperlo perché è così che la trovate scritta nelle ordinanze del Comune quando c’è qualcosa da segnalare sull’acqua.
Stabilimenti, spiagge libere e qualità dell’acqua
Buona parte della battigia migliore di Castiglioncello è in concessione: gli stabilimenti sono una ventina fra la Baia del Quercetano, la Caletta e il tratto verso Punta Righini, alcuni prenotabili online per la giornata, e sono in gran parte bagni storici a gestione familiare, non catene. Le spiagge libere ci sono e non sono briciole, ma stanno negli spazi tra una concessione e l’altra: chi vuole essere sicuro di trovare posto sulla sabbia libera arriva presto, chi vuole l’ombrellone garantito prenota.
Sull’acqua il dato ufficiale è buono: nel 2026 Rosignano Marittimo ha ottenuto la Bandiera Blu proprio per Castiglioncello (insieme a La Mazzanta), e il porto turistico Marina Cala de’ Medici ha la sua per gli approdi. Il riconoscimento della FEE guarda la qualità delle acque insieme a servizi e gestione ambientale, e non è scontato su una costa che ha uno stabilimento chimico a dieci chilometri.
Detto questo, la Bandiera Blu è una fotografia della stagione, non una garanzia sul singolo giorno. Dopo le piogge forti può capitare che il Comune firmi un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione su uno o più tratti, in attesa che i valori rientrino: è successo anche qui, e la ragione tecnica è quasi sempre il dilavamento dopo un temporale. Se piove il giorno prima, un controllo prima di partire non è paranoia.
Il borgo dei macchiaioli: Diego Martelli e il Castello Pasquini
Qui viene la parte che rende Castiglioncello diversa da qualsiasi altra località della costa. Alla metà dell’Ottocento questo promontorio non era niente: macchia, poche case, una torre. Poi Diego Martelli, critico d’arte fiorentino e mecenate, eredita dal padre una tenuta di ottocento ettari che va dalla marina alle colline, e invece di farci una speculazione ci fa una comune di pittori.
Dall’estate del 1861 la Villa Martelli ospita i macchiaioli: Giuseppe Abbati, Silvestro Lega, Giovanni Boldini, e più tardi Giovanni Fattori, che dal 1867 ci torna di continuo. Non è un dettaglio da targa: è il momento in cui la pittura italiana smette di stare in studio ed esce a dipingere la luce vera. Telemaco Signorini firma Pascoli a Castiglioncello, Raffaello Sernesi Marina di Castiglioncello, Fattori dipinge la signora Martelli e Diego a cavallo. La “scuola di Castiglioncello” prende il nome da qui, da un posto che all’epoca non aveva nemmeno un albergo.

Tra Otto e Novecento la proprietà passa al barone Fausto Lazzaro Patrone, che ci costruisce sopra il Castello Pasquini in stile neomedievale e apre i primi stabilimenti balneari: è lui a trasformare la comune di pittori in una località di villeggiatura. E qui c’è il dettaglio che mi diverte di più di tutta la storia: quando nel 1910 arriva la ferrovia, la stazione viene costruita neomedievale anche lei, per assomigliare al castello. Un paese che si è inventato un finto Medioevo e poi ci ha adeguato pure il fabbricato viaggiatori.
Castiglioncello non è un borgo antico diventato balneare: è una tenuta privata diventata un paese, con l’arte prima del turismo.
Oggi il Castello Pasquini è pubblico ed è il centro della vita culturale del paese: il parco si attraversa liberamente, e d’estate il palco grande ospita il Castiglioncello Festival. L’edizione 2026, organizzata dal Comune di Rosignano Marittimo con la Fondazione Armunia e LEG, è andata in scena dal 24 luglio al 24 agosto con quattordici appuntamenti fra musica, teatro e comicità. Se pianificate le vacanze qui a luglio o agosto, vale la pena guardare il cartellone prima di scegliere le date: capita di trovarsi il concerto sotto casa senza saperlo.
Il Museo archeologico nazionale e la necropoli etrusca
Prima dei pittori, qui c’erano gli Etruschi. Tra il 1903 e i primi anni Dieci, scavando per urbanizzare il promontorio, salta fuori una necropoli estesa, databile fra la fine del IV e il I secolo a.C., nell’area dell’attuale piazza della Vittoria e nel parco del castello. Per raccogliere i corredi viene costruito un museo apposta, tra il 1912 e il 1914, su progetto di Giuseppe Castellucci.
L’edificio è la cosa più curiosa del paese: un tempietto circolare con le decorazioni esterne in cemento policromo, costruito nel Novecento a imitazione di un edificio sacro etrusco, in mezzo alla macchia mediterranea e con il mare davanti. Dentro ci sono i corredi tombali, tra cui un’urna in alabastro di Velia Cerinei del II secolo a.C. Il museo è stato chiuso nel 1972, con la collezione trasferita a Firenze, e ha riaperto nell’estate del 2011 con i materiali originali e un allestimento rifatto.
Info pratica: il Museo archeologico nazionale di Castiglioncello è in via del Museo 8 e l’ingresso è gratuito. Dal 1° luglio al 10 settembre apre da martedì a domenica, 17-20; dall’8 aprile al 30 giugno il sabato 16:30-19:30 e la domenica 10-13; da novembre a marzo resta chiuso, tranne la prima domenica del mese (10-13). Sono orari corti e serali: se ci tenete, mettetelo in agenda invece di sperare di passarci davanti aperto. Telefono 0586 724288.
Castiglioncello al cinema, dal Sorpasso in poi
Nel 1962 Dino Risi gira Il sorpasso con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, e una parte del film passa di qui, tra le curve dell’Aurelia sul Romito e la marina. Da quel momento Castiglioncello diventa il posto dove il cinema italiano va in vacanza, e per un paio di decenni la villeggiatura qui ha lo stesso peso mondano che altrove ha il lusso: ci sono gli attori, ci sono i registi, ci sono le case.
Del set non è rimasto niente da visitare, e chi vi promette il tour dei luoghi del film vi sta vendendo una passeggiata. Quello che è rimasto è il paesaggio: la strada a picco, le curve, i pini che si aprono sull’acqua. Se il film ve lo ricordate, il tratto di Aurelia verso Livorno lo riconoscete da solo. E la passeggiata a mare intitolata ad Alberto Sordi dice abbastanza di che rapporto abbia questo paese con quella stagione.
Cosa fare a Castiglioncello oltre alla spiaggia
Le giornate qui si organizzano da sole tra mare, passeggiata e paese, ma un paio di cose meritano di essere programmate. Sull’acqua l’attività che funziona meglio è quella che sfrutta la conformazione della costa: dalle calette si esce in pagaia e si vedono le rientranze che da terra non si raggiungono.
- Il lungomare Alberto Sordi: la passeggiata sopra la scogliera fra la Baia del Quercetano e Punta Righini. Si fa in ciabatte e al tramonto è un’altra cosa.
- Kayak e SUP trasparenti: si parte proprio dal Quercetano ed è l’unico modo di vedere il fondale della baia senza maschera. C’è un’uscita di un’ora con kayak e SUP dal fondo trasparente, che è anche l’unica esperienza prenotabile online che parta davvero da qui.
- Il parco del Castello Pasquini: ombra vera a due passi dal centro, e d’estate il palco del festival.
- Il museo archeologico: mezz’ora, gratis, e vi cambia l’idea di cosa c’era qui prima degli ombrelloni.

Una nota onesta sulle escursioni organizzate: Castiglioncello non ha un catalogo di esperienze suo. Quasi tutto quello che compare prenotando online parte da Livorno o da Pisa, ed è pensato per chi scende dalle navi da crociera. Se cercate gite in barca, degustazioni o visite guidate, la base logistica realistica è Livorno, a venti minuti; qui restano il mare, la passeggiata e il paese, che poi sono il motivo per cui si viene.
Come arrivare a Castiglioncello e dove parcheggiare
Castiglioncello è uno dei pochi posti di mare in Toscana dove il treno è davvero un’alternativa all’auto, e non un ripiego. La stazione è sulla linea tirrenica Genova-Pisa-Roma e sta dentro il paese: si scende e si è a piedi dalla spiaggia. L’unica accortezza è che ci fermano solo i treni regionali, quindi chi arriva da lontano cambia a Livorno o a Pisa. Le stazioni vicine sono Rosignano, a un paio di chilometri, e Cecina, a diciassette.
In auto si arriva dall’Aurelia, la SS1, con l’uscita per Castiglioncello. Il parcheggio è la parte scomoda: gli stalli vicino alla piazza e alle discese per il mare sono pochi, in alta stagione quasi tutti a pagamento e presi entro la mattina. La strategia che funziona è la stessa di tutti i promontori: si parcheggia più lontano di quanto si vorrebbe e si cammina dieci minuti, invece di girare per quaranta a caccia di un posto che non c’è.
Dove dormire a Castiglioncello
Dormire a Castiglioncello ha un vantaggio pratico enorme: il paese è piccolo e tutto sta dentro dieci minuti a piedi, quindi la scelta della zona conta meno che altrove. Conta invece se volete essere sulla passeggiata o in mezzo al verde, perché sono due vacanze diverse.
Dove dormire a Castiglioncello: in quale zona
- Il centro e via Diego Martelli: il cuore del paese, a piedi da piazza, ristoranti e dalla scalinata per il Quercetano. La scelta più comoda in assoluto per chi arriva in treno.
- Il lungomare e la zona di Punta Righini: più silenziosa, con la scogliera sotto casa e la passeggiata come uscita serale. Qualche minuto in più per la sabbia.
- La campagna dietro il promontorio: ulivi, vigne e piscina, con l’auto obbligatoria. È la scelta di chi vuole spazio e non vuole sentire il paese ad agosto.
Le strutture qui sotto le abbiamo scelte con un criterio dichiarato: sopra 8,5 di punteggio e almeno cento recensioni, tipologie diverse fra loro, e tutte verificate una per una sull’indirizzo, perché su questa costa le ricerche restituiscono con facilità strutture che stanno in un altro paese.
Dove dormire a Castiglioncello: hotel, pensioni e agriturismi
In centro, a piedi da tutto
- Villa Martini: quattro stelle in via Diego Martelli, cioè la strada intitolata al mecenate dei macchiaioli, a pochi passi dal centro e dalla discesa al mare. Camere fino a quattro posti.
- Albergo Pensione Bartoli: piccolo albergo a gestione familiare sulla stessa via, con giardino, parcheggio privato gratuito e la spiaggia della Caletta a quattrocento metri. La soluzione semplice e vicinissima al Quercetano.
- Hotel Tirreno: tre stelle in via Marconi, nel giro breve fra piazza e mare, camere fino a quattro persone. Uno degli alberghi storici del paese.
In campagna, con l’auto
- Casale Del Mare: agriturismo in strada vicinale Spianate, fra vigne e oliveti, con piscina e terrazza; sistemazioni fino a otto persone, quindi la soluzione per famiglie numerose o due coppie.
Castiglioncello e il resto della Costa degli Etruschi
Castiglioncello è l’estremità nord della Costa degli Etruschi, e la cosa comoda è che da qui in giù la costa cambia carattere ogni dieci chilometri: si passa dalla scogliera alla sabbia bianca di Rosignano e Vada, poi ai tomboli di Cecina, alle pinete di Marina di Bibbona e di Marina di Castagneto, fino a Baratti e alla necropoli di Populonia. In un’ora di macchina si attraversano quattro tipi di spiaggia diversi.
Se state usando Castiglioncello come base, la giornata fuori più sensata è verso l’interno: Bolgheri e Castagneto Carducci stanno a mezz’ora, e il contrasto tra il promontorio e le colline del vino è la cosa che rende questa costa più interessante di quanto sembri da una cartina.
Info essenziali
- Dove: frazione di Rosignano Marittimo (LI), Costa degli Etruschi, una ventina di chilometri a sud di Livorno.
- Come arrivare: stazione sulla linea tirrenica, solo treni regionali; in auto dall’Aurelia SS1.
- Spiagge: Baia del Quercetano e Caletta (sabbia), Crepatura (libera), Punta Righini (scogliera, quasi tutta libera).
- Quando andare: giugno e settembre per il mare senza folla; luglio e agosto per il festival, mettendo in conto le code al parcheggio.
- Da non perdere: il lungomare Alberto Sordi al tramonto e il museo archeologico, che è gratuito.
Domande frequenti su Castiglioncello
Com’è il mare a Castiglioncello, ci sono spiagge di sabbia?
Sì, ma sono la minoranza. La costa di Castiglioncello è in gran parte scogliera, spesso piatta e comoda; la sabbia si concentra nella Baia del Quercetano e alla Caletta, con la spiaggia libera della Crepatura poco sotto. Il fondale si mescola di sabbia e roccia e degrada abbastanza in fretta.
Ci sono spiagge libere a Castiglioncello?
Sì. Punta Righini è quasi interamente libera, con un solo stabilimento, e c’è la spiaggia libera della Crepatura sotto la Caletta. Anche alla Baia del Quercetano e alla Caletta i tratti liberi si alternano alle concessioni, ma in alta stagione si riempiono presto.
Le Spiagge Bianche sono a Castiglioncello?
No. Le Spiagge Bianche si trovano a Rosignano Solvay e Vada, circa 10 chilometri più a sud, nello stesso comune di Rosignano Marittimo. A Castiglioncello la sabbia è ambrata e la costa è prevalentemente rocciosa.
Come si arriva a Castiglioncello in treno?
La stazione di Castiglioncello è sulla linea tirrenica Genova-Pisa-Roma e si trova dentro il paese, a piedi dalle spiagge. Fermano però solo i treni regionali: chi arriva da lontano cambia a Livorno o a Pisa. Rosignano dista 2 chilometri e Cecina 17.
Cosa vedere a Castiglioncello in un giorno?
La mattina il mare, alla Baia del Quercetano o sulla scogliera di Punta Righini; nel pomeriggio il parco del Castello Pasquini e il Museo archeologico nazionale, che è gratuito e apre in orario serale d’estate; al tramonto la passeggiata del lungomare Alberto Sordi.
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