La Costa degli Etruschi, per me che il mare ce l’ho di casa in Versilia, è sempre stata la Toscana che comincia appena più a sud: quella in cui scendi e cambia tutto, la sabbia si fa dorata, l’aria sa di macchia mediterranea e, dietro la prima fila di pini, ti aspettano borghi di pietra, necropoli etrusche, vecchie miniere e alcuni dei vini più famosi al mondo. Per anni l’ho attraversata di corsa, diretto altrove. Poi ho imparato a fermarmi, e qui provo a mettere ordine in quello che ho scoperto, perché l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.
Questa è la guida d’insieme: cos’è e dove si trova la Costa degli Etruschi, i borghi da non perdere, le spiagge, i luoghi degli Etruschi e delle miniere, i parchi, i vini e qualche consiglio pratico, con un itinerario di due o tre giorni in fondo. È un territorio che fa parte della Toscana da scoprire con calma, e che merita molto più di una toccata e fuga.
Dove si trova la Costa degli Etruschi
La Costa degli Etruschi è il tratto di litorale toscano che si stende, grosso modo, da Livorno a nord fino al promontorio di Piombino a sud, tutto in provincia di Livorno, con l’arcipelago toscano davanti e le colline della Val di Cornia, della Val di Cecina e della Maremma alle spalle. In mezzo si incontrano, scendendo, Castiglioncello e Rosignano, Vada e Cecina, Bibbona e Marina di Castagneto, fino a San Vincenzo e alla zona di Baratti.
È una costa varia: lunghe spiagge di sabbia fine, tratti di pineta protetta, qualche promontorio roccioso a nord e, appena ti allontani dall’acqua, un entroterra di borghi medievali, vigne e antiche miniere. Il bello, per chi viaggia come piace a me, è proprio questo: in mezza giornata passi dal bagno al mare a un calice di Bolgheri all’ombra di un cipresso, o a una galleria scavata nella roccia per estrarre il ferro.
Perché si chiama Costa degli Etruschi
Il nome non è un’invenzione turistica. Qui, su questo mare, c’era Populonia, l’unica grande città etrusca costruita direttamente sulla costa. Gli Etruschi la scelsero per lavorare il ferro che arrivava dall’Elba, e ne fecero un centro potente, di cui restano le necropoli affacciate sul Golfo di Baratti. Camminare tra quelle tombe, col mare a pochi passi, è una di quelle esperienze che ti restano addosso: la storia, qui, non è in un museo, è sotto i pini.
I borghi della Costa degli Etruschi
Se dovessi convincere qualcuno a non passare tutte le vacanze in spiaggia, lo porterei a vedere i borghi. Sono il cuore vero di questa terra, e quasi tutti si visitano in mezza giornata.
Bolgheri
Bolgheri è il nome che conoscono tutti, ed è giusto così. Ci si arriva percorrendo il celebre viale dei cipressi, quei “cipressi alti e schietti” che vanno “di San Guido in duplice filar”, cantati da Giosuè Carducci che qui passò l’infanzia. Il borgo, piccolissimo e raccolto dietro il suo castello, è oggi una delle capitali del vino italiano: è la patria del Sassicaia e dei grandi rossi della denominazione Bolgheri DOC. Una sosta, una passeggiata e un bicchiere: difficile chiedere di meglio.

Castagneto Carducci
A pochi chilometri, arroccato sulla collina, c’è Castagneto Carducci, che al poeta deve il nome e parte della sua fama. È un borgo di vicoli stretti e scorci sul mare, con il castello della famiglia Della Gherardesca a dominarlo. Sotto, verso la costa, si stende la sua Marina, una delle zone balneari più frequentate del litorale.
Suvereto
Suvereto è il borgo che mi ha rapito più di tutti. Bandiera arancione del Touring, è un dedalo di pietra serena, con la Rocca aldobrandesca in cima e i localini dove la sera si beve bene e si mangiano i piatti della tradizione. Lontano dalla calca della costa, è il posto giusto per una serata lenta.
Campiglia Marittima
Anche Campiglia Marittima sta in collina, e racconta un’altra anima di questa terra: quella mineraria. Dalla sua rocca lo sguardo arriva fino al mare, e nei dintorni si visita il Parco Archeominerario di San Silvestro, di cui parlo più avanti.
San Vincenzo
E poi San Vincenzo, che è un po’ il centro balneare di questa costa: dodici chilometri di sabbia dorata, il Parco di Rimigliano con le sue spiagge libere nella pineta, e un paese vivo dove mangiare ottimo pesce guardando l’Elba. Gli ho dedicato una guida a parte, perché di cose da dire ne ha parecchie.

I borghi dell’entroterra
Se avete tempo e voglia di allontanarvi dalla costa, le colline alle spalle nascondono una manciata di paesi piccoli e autentici, dove il turismo arriva col contagocce: Bibbona con la sua macchia, Sassetta tra i boschi di castagni, e poi Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo e Riparbella, sui rilievi della Val di Cecina. Sono borghi da una sosta lenta, un pranzo in trattoria e un panorama che dalla collina arriva fino al mare.
Il ferro, dagli Etruschi alle miniere
C’è un filo che lega tutta questa costa, e si chiama ferro. Cominciò proprio con gli Etruschi di Populonia, che fondevano qui il minerale arrivato dall’Elba: lo si capisce ancora oggi camminando nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia, tra le necropoli, l’acropoli e i sentieri che salgono tra il mare e la storia. Per me, sulla Costa degli Etruschi, è la tappa che vale il viaggio.
Ma la storia non finisce con gli Etruschi. Nell’entroterra di Campiglia Marittima c’è il Parco Archeominerario di San Silvestro, una valle dove per secoli si è scavato per estrarre rame, argento e piombo: si visita la Miniera del Temperino, percorrendo le gallerie, e si sale alla Rocca di San Silvestro, un intero borgo medievale di minatori abbandonato e riportato alla luce dagli archeologi. È un luogo che mette i brividi e che racconta, meglio di qualsiasi libro, come si viveva e si lavorava su queste colline.

Le spiagge della Costa degli Etruschi
Veniamo al mare, che è la ragione per cui la maggior parte di voi scende fin qui. La Costa degli Etruschi alterna lunghe spiagge sabbiose e tratti più rocciosi. Da nord a sud, le zone che vale la pena conoscere:
- Livorno e Calafuria: a sud della città, lungo la via del Romito, scogliere e calette tuffate nel blu, amate dai livornesi.
- Castiglioncello e Rosignano: scogliere, calette e le celebri (e discusse) sabbie bianche di Rosignano Solvay.
- Vada e Cecina: chilometri di sabbia fine e fondali bassi, ideali per le famiglie. Le “spiagge bianche” di Vada hanno un mare quasi caraibico.
- Marina di Castagneto e Donoratico: pinete e stabilimenti, nel cuore del litorale.
- San Vincenzo e il Parco di Rimigliano: sabbia dorata, sei chilometri di spiaggia libera protetta dalle dune.
- Golfo di Baratti e la Sterpaia: sabbia scura ricca di ferro, eredità degli Etruschi, e pinete che arrivano quasi all’acqua, fino al parco della Sterpaia verso Piombino.
Un dato che conta per chi sceglie dove portare i bambini: la provincia di Livorno è da anni la più premiata della Toscana per le Bandiere Blu, e diversi di questi comuni le ottengono ogni stagione. Comodo, per organizzarsi, il portale ufficiale del territorio, che mette a disposizione una mappa delle spiagge libere con l’indicazione dell’affollamento: utile per scegliere dove andare nelle giornate di punta. La spiaggia “più bella” dipende dai gusti: chi cerca la sabbia fine e i servizi va a Vada o San Vincenzo, chi ama la scogliera sceglie Castiglioncello e Calafuria, chi vuole storia e natura insieme punta su Baratti.
Parchi e oasi: la Costa degli Etruschi per chi ama la natura
Una cosa che ho imparato è che questa costa non è solo spiaggia: dietro le dune c’è un sistema di parchi e oasi che vale una vacanza a sé. I parchi della Val di Cornia, Rimigliano e la Sterpaia, proteggono chilometri di pineta e di costa tra San Vincenzo e Piombino. Più a nord, i Tomboli di Cecina sono due fasce di bosco litoraneo bellissime per una passeggiata all’ombra, e la Macchia della Magona, sopra Bibbona, è un’oasi di lecci e sentieri.
Per chi ama il birdwatching, poi, qui c’è pane per i denti: l’Oasi WWF del Padule di Bolgheri, una delle più antiche d’Italia, e l’Oasi LIPU del Lago di Santa Luce, dove si avvistano decine di specie di uccelli acquatici. Portatevi il binocolo: il numero di uccelli che si vedono in queste zone umide sorprende sempre.
Enoturismo: le cantine di Bolgheri e della Val di Cornia
Non si capisce davvero questa costa senza parlare di vino, e oggi visitarne le cantine è un’esperienza alla portata di tutti. La fascia tra Bolgheri e Castagneto ha reso celebri nel mondo i Supertuscan, a partire dal Sassicaia della Tenuta San Guido e dall’Ornellaia, lungo la cosiddetta strada del vino. Molte aziende offrono visite e degustazioni su prenotazione: il mio consiglio è chiamare prima, soprattutto in alta stagione. Più a sud, intorno a Suvereto e Campiglia, la Val di Cornia DOC regala rossi importanti e un buon Vermentino, spesso in cantine più piccole e familiari, dove il produttore ti versa il bicchiere di persona. Per me, qui, il vino è paesaggio quanto il mare.
Esperienze: terme, famiglia e l’imbarco per l’Elba
La Costa degli Etruschi sa accontentare tutti. Chi cerca relax trova le terme: quelle di Venturina, con la sua piscina di acqua calda naturale, e quelle immerse nel bosco di Sassetta, di cui ho raccontato a parte un weekend di relax. Chi viaggia con i bambini ha a Donoratico il Cavallino Matto, il più grande parco divertimenti della Toscana costiera, tra pineta e attrazioni.
E chi vuole spingersi oltre ha Piombino, all’estremità sud: non solo il borgo affacciato sul mare, ma soprattutto il porto da cui partono i traghetti per l’Isola d’Elba, a un’ora di navigazione. Tante volte abbiamo usato la Costa degli Etruschi come trampolino per l’arcipelago: un paio di giorni di terraferma e poi via, verso l’isola.
Esperienze all’aperto: trekking, bici e mare
Per chi non sa stare fermo, questa costa è una palestra a cielo aperto. Ci sono sentieri di trekking che corrono tra la macchia e il mare, come la Via dei Cavalleggeri da Cala Moresca alla Buca delle Fate, nel promontorio di Populonia, e i percorsi dei parchi costieri. Per chi va in mountain bike o in bici da strada, le colline della Val di Cornia e della Val di Cecina offrono anelli di ogni livello, e il territorio è attraversato da itinerari cicloturistici che collegano i borghi. E poi c’è il mare, per lo snorkeling tra le calette di Calafuria e la vela davanti all’arcipelago.
Come arrivare e come muoversi
In auto la spina dorsale è la SS1 Aurelia (e la sua variante a scorrimento veloce), che da Livorno scende fino a Piombino con le uscite per ogni località. Da nord si arriva con l’autostrada A12 fino al suo termine, poi sull’Aurelia.
In treno la linea Tirrenica ferma a Livorno, Rosignano, Cecina, Castagneto-Donoratico, San Vincenzo e Campiglia Marittima, comoda per raggiungere le località principali senza auto; per i borghi in collina serve poi un autobus o un passaggio.
L’aeroporto di riferimento è quello di Pisa. Una volta qui, però, l’auto resta il modo migliore per muoversi tra mare, borghi e colline con libertà, secondo il mio amato metodo del viaggio fai-da-te.
Quando andare
Il mare si gode da maggio a settembre. Se potete scegliere, vi consiglio giugno e settembre: acqua calda, giornate lunghe e molta meno folla rispetto al cuore dell’estate. I borghi, le cantine e i parchi, invece, sono bellissimi anche in primavera e in autunno, quando la costa si svuota e i colori della vendemmia accendono le colline.
Un itinerario di 2-3 giorni sulla Costa degli Etruschi
Se avete un weekend lungo, ecco come lo organizzerei io, col mio metodo dei cerchi, tenendo una base centrale (San Vincenzo o Castagneto vanno benissimo).
- Giorno 1, il nord e il mare: mattina a Livorno con la Terrazza Mascagni e le scogliere di Calafuria, pomeriggio di bagno alle spiagge bianche di Vada o a Cecina.
- Giorno 2, i borghi e il vino: il viale dei cipressi e Bolgheri, una visita in cantina, poi Castagneto Carducci e, nel pomeriggio, Suvereto o il Parco Archeominerario di San Silvestro a Campiglia.
- Giorno 3, gli Etruschi e il mare grande: mattina a San Vincenzo e al Parco di Rimigliano, pomeriggio al Golfo di Baratti tra spiaggia e necropoli di Populonia, con eventuale puntata a Piombino.
Domande frequenti sulla Costa degli Etruschi
Cosa si intende per Costa degli Etruschi?
È il tratto di litorale toscano in provincia di Livorno che va da Livorno fino al promontorio di Piombino. Comprende le località di mare (Castiglioncello, Vada, Cecina, San Vincenzo, Baratti) e i borghi dell’entroterra (Bolgheri, Castagneto Carducci, Suvereto, Campiglia Marittima), con parchi, miniere e cantine.
Dove si trova la Costa degli Etruschi?
In Toscana, lungo la costa della provincia di Livorno, tra l’arcipelago toscano e l’entroterra della Val di Cornia e della Val di Cecina. La principale via di accesso è la SS1 Aurelia.
Perché si chiama Costa degli Etruschi?
Perché qui sorgeva Populonia, l’unica grande città etrusca costruita sul mare, legata alla lavorazione del ferro dell’Elba. Le sue necropoli si visitano ancora oggi nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia.
Quali sono i borghi più belli della Costa degli Etruschi?
I più amati sono Bolgheri, con il viale dei cipressi, Castagneto Carducci, Suvereto e Campiglia Marittima. Più nell’interno ci sono i borghi tranquilli della Val di Cecina, come Bibbona, Sassetta, Montescudaio e Guardistallo.
Qual è la spiaggia più bella della Costa degli Etruschi?
Dipende dai gusti: per la sabbia fine e i fondali bassi sono famose Vada e San Vincenzo (con il Parco di Rimigliano), per la scogliera Castiglioncello e Calafuria, per storia e natura insieme il Golfo di Baratti.
Quando andare sulla Costa degli Etruschi?
Per il mare da maggio a settembre, con giugno e settembre come mesi migliori per evitare la folla. Borghi, cantine e parchi sono splendidi anche in primavera e in autunno. Alla fine, la Costa degli Etruschi è questo: un mare che cambia colore a ogni curva, borghi che profumano di storia e di vino, miniere che raccontano millenni di lavoro e una Toscana ancora a misura d’uomo. Prendetevi il tempo di scendere dall’Aurelia e di fermarvi. Come sempre, poi raccontatemi com’è andata.