ETA Regno Unito: come si richiede, quanto costa e i documenti

ETA Regno Unito: è la sigla che mi sono trovato davanti mentre preparavo il viaggio di agosto, e ammetto che sulle prime mi ha messo addosso quella piccola ansia da burocrazia che a una certa età si conosce bene. Visto? Modulo? Consolato? Niente di tutto questo. Mi sono seduto al computer con il passaporto in mano, ho seguito le istruzioni una per una, e in mezz’ora l’autorizzazione era nella mia casella di posta. L’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: se state leggendo questa pagina con lo stesso sospetto con cui l’ho aperta io, mettetevi comodi, perché è molto più semplice di come sembra.

In questa guida vi spiego che cos’è davvero l’ETA, chi deve richiederla e chi no, quanto costa oggi (attenzione, perché in giro si legge ancora la cifra vecchia), quali documenti servono per entrare nel Regno Unito e come si compila la domanda passo per passo. Vale per l’Inghilterra, per la Scozia, per il Galles e per l’Irlanda del Nord, quindi tanto per un weekend a Londra quanto per un giro lento fra i borghi di campagna.

In breve

Per entrare nel Regno Unito da turista i cittadini italiani devono avere l’ETA, l’autorizzazione elettronica di viaggio. Costa 20 sterline, si richiede sul sito gov.uk o con l’app UK ETA, la risposta arriva di solito entro un giorno (a me è arrivata in mezz’ora) e la validità è di due anni o fino alla scadenza del passaporto, con viaggi illimitati fino a sei mesi ciascuno. Serve il passaporto: la carta d’identità non è più accettata per il turismo. L’ETA vale per Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord, Jersey, Guernsey e Isola di Man, e ne serve una a testa, neonati compresi.

Che cos’è l’ETA e chi deve richiederla

L’ETA, cioè l’Electronic Travel Authorisation, è un’autorizzazione elettronica collegata al passaporto che il Regno Unito chiede ai visitatori dei paesi che non hanno bisogno del visto, e quindi anche a noi italiani. Non è un visto e non è un timbro: è un permesso digitale che viaggia insieme al numero del vostro passaporto, senza che vi venga incollato niente sulle pagine.

Serve per il turismo e per i soggiorni brevi, fino a un massimo di sei mesi per volta. Serve per tutto il Regno Unito, quindi anche se atterrate a Edimburgo invece che a Londra, e vale pure per Jersey, Guernsey e l’Isola di Man. Chi cerca l’ETA Inghilterra e chi cerca l’ETA Regno Unito sta cercando la stessa identica cosa: l’autorizzazione è una sola e non cambia da nazione a nazione.

Una precisazione che vale la pena mettere subito, perché è scritta nero su bianco sul sito del governo britannico e nessuno la legge: avere l’ETA non garantisce l’ingresso. Alla frontiera decide sempre l’ufficiale, e l’autorizzazione è la condizione per imbarcarsi, non un lasciapassare automatico. Detto questo, con un viaggio turistico normale e un biglietto di ritorno in tasca non ho mai visto nessuno avere problemi.

Chi non ha bisogno dell’ETA

Non tutti devono farla. Restano fuori:

  • i cittadini britannici e irlandesi, compresi i doppi cittadini;
  • chi ha già uno status di immigrazione nel Regno Unito, per esempio il settled status o il pre-settled status ottenuti con l’EU Settlement Scheme;
  • chi ha un visto o un permesso per lavoro o studio, perché in quel caso al posto dell’ETA c’è l’eVisa;
  • chi è in transito senza passare i controlli di frontiera britannici.

Anche i neonati e i bambini devono averla

Attenzione: l’ETA è personale e ne serve una per ogni persona che viaggia, neonati e bambini compresi. Non esiste l’autorizzazione di famiglia e non basta quella del genitore. Se partite in quattro, sono quattro domande e quattro volte 20 sterline: mettetelo nel conto del viaggio, perché è una voce di spesa che tutti si dimenticano.

Cosa è cambiato dal 25 febbraio 2026

L’ETA per i cittadini europei è obbligatoria dal 2 aprile 2025, ma per un po’ è esistito un margine di tolleranza. Quel margine è finito: dal 25 febbraio 2026, come ha comunicato il Consolato Generale d’Italia a Londra, il possesso dell’autorizzazione è strettamente obbligatorio, e chi arriva senza deve avere un permesso digitale valido, ETA oppure eVisa.

La differenza pratica è che adesso il controllo non avviene più solo alla frontiera. Le compagnie aeree e i vettori verificano i documenti prima della partenza, con controlli automatici sugli archivi dell’Home Office, e possono negare l’imbarco a chi non è in regola. Tradotto: non è più una cosa che si rimedia atterrando e facendo la faccia dispiaciuta al banco della polizia di frontiera. Se non ce l’avete, sull’aereo non vi fanno salire, e il volo lo avete pagato lo stesso.

Consiglio: fatela quando comprate il volo, non la settimana prima di partire. L’autorizzazione dura due anni, quindi non si “consuma” e non c’è nessun vantaggio ad aspettare. Io me la sono tolta di mezzo la sera stessa in cui abbiamo chiuso i biglietti, e per tutti i mesi successivi non ci ho più pensato.

Se avete anche il passaporto britannico

Caso particolare ma non rarissimo, e se vi riguarda è meglio saperlo prima. I doppi cittadini italo-britannici non hanno bisogno dell’ETA, perché i cittadini britannici ne sono esenti, ma devono viaggiare con un passaporto britannico valido oppure con un Certificate of Entitlement. In assenza di quello, dal 25 febbraio 2026 l’imbarco può essere rifiutato. L’Home Office ha dato ai vettori una guida temporanea per accettare documentazione alternativa, compresi i passaporti britannici scaduti purché rilasciati dal 1989 in poi, ma è una toppa e non una regola su cui costruire un viaggio. Se avete il doppio passaporto e quello britannico è scaduto da un pezzo, muovetevi per tempo.

Documenti per andare in Inghilterra: serve il passaporto, non la carta d’identità

Questa è la domanda che mi fanno più spesso, e la risposta è secca: per andare in Inghilterra da turisti serve il passaporto. La carta d’identità, anche quella elettronica, non è più un documento valido per l’ingresso da quando il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea. Non c’è margine di interpretazione e non dipende dalla compagnia aerea.

Eta regno unito
ETA Regno Unito

Il passaporto deve essere valido per tutto il tempo che restate nel Regno Unito. Non vi chiedono i sei mesi di validità residua che pretendono altri paesi, ma deve coprire l’intero soggiorno. E siccome l’ETA si aggancia al numero del passaporto, un documento in scadenza vi accorcia anche la validità dell’autorizzazione: ci torniamo più avanti.

I casi in cui la carta d’identità vale ancora

Le eccezioni esistono, sono poche e riguardano chi ha un legame stabile con il Regno Unito, non chi ci va in vacanza. La carta d’identità nazionale è ancora accettata per chi:

  • ha il settled status o il pre-settled status con l’EU Settlement Scheme;
  • ha un EU Settlement Scheme family permit;
  • ha un frontier worker permit;
  • è un S2 Healthcare Visitor.

Se non rientrate in nessuna di queste categorie, e per un viaggio di piacere quasi certamente non ci rientrate, la risposta resta una sola: passaporto.

La vostra situazione Cosa vi serve
Turista italiano, vacanza o weekend Passaporto + ETA
Bambino o neonato al seguito Passaporto + ETA propria
Settled o pre-settled status Nessuna ETA, basta il documento con cui è registrato lo status
Visto di lavoro o di studio Nessuna ETA, vale l’eVisa
Doppio cittadino italo-britannico Nessuna ETA, ma passaporto britannico valido o Certificate of Entitlement

La patente, se pensate di guidare

Se il vostro è un viaggio on the road, e nelle campagne inglesi è praticamente obbligatorio muoversi in auto, la patente italiana basta: non serve il permesso internazionale. Del noleggio, delle strade strette fra i muretti a secco e di come ci si abitua alla guida a sinistra parliamo in un pezzo a parte, perché è un capitolo suo e merita spazio.

Quanto costa l’ETA

L’ETA costa 20 sterline a persona, e il pagamento si fa nel momento in cui si invia la domanda. Non è rimborsabile: se sbagliate qualcosa e la domanda viene respinta, quelle 20 sterline non tornano indietro.

Qui però bisogna fare attenzione, perché è il punto su cui in rete si trovano più informazioni sbagliate. Il prezzo è cambiato più di una volta da quando il sistema è nato, e moltissimi articoli in italiano, anche di testate grosse, riportano ancora la cifra precedente di 16 sterline. Non è malafede, è semplicemente roba scritta un anno fa e mai più toccata. La cifra buona è quella che trovate sul sito ufficiale nel momento in cui compilate la domanda: se leggete un numero diverso da quello che vi chiede la pagina di pagamento, fidatevi della pagina di pagamento.

I siti che ve la fanno pagare di più

Attenzione: cercando su Google “ETA Regno Unito” escono parecchi siti di intermediari che offrono di fare la pratica per voi a 60, 70, anche 90 euro. Sono legali e non sono truffe, ma vi vendono un servizio che non serve: fanno esattamente la stessa domanda che potete fare voi in un quarto d’ora, sulla stessa piattaforma. Il sito del governo britannico lo scrive chiaramente: non si ottiene una risposta più veloce passando da un altro sito o da un’altra app. L’unico indirizzo da usare è gov.uk, e l’unica app è quella che si chiama UK ETA.

Come si richiede l’ETA, passo per passo

Il procedimento è lungo ma semplice, e questa è la definizione più onesta che mi viene. Non c’è un passaggio difficile, non c’è niente da interpretare, non serve nessun documento esotico: ci sono solo parecchie schermate da riempire, una dopo l’altra, e bisogna avere la pazienza di leggerle. Mettete in conto un quarto d’ora, venti minuti se siete lenti a scrivere, e fatelo con calma e non fra una cosa e l’altra.

Cosa serve avere sottomano

Prima di aprire la pagina, procuratevi tutto quello che vi verrà chiesto, perché se vi alzate a metà per cercare qualcosa rischiate di dover ricominciare:

  • il passaporto con cui viaggerete, quello vero e non una fotocopia o una scansione, e possibilmente quello con il chip elettronico (il simbolino sulla copertina), perché è quello che rende tutto più liscio;
  • una carta di credito o di debito, oppure Apple Pay o Google Pay;
  • una foto del passaporto e una foto del viso della persona per cui state facendo la domanda;
  • un indirizzo email che controllate davvero, perché la risposta arriva lì.

Info pratica: il passaporto va tenuto fisicamente in mano per tutta la compilazione, non basta ricordarsi il numero. Vi verranno chiesti dati che stanno in pagine diverse del documento, e ogni cifra va copiata giusta: un errore nel numero del passaporto vi fa buttare la domanda e i soldi.

App o sito ufficiale

Le strade sono due e portano allo stesso posto. C’è l’app UK ETA, che si scarica gratis dal Play Store e dall’App Store, e c’è il modulo online sul sito gov.uk. Io ho usato la App e mi sono trovato benissimo, ma la scelta dipende da cosa dovete fare.

L’app ha un vantaggio: se il passaporto ha il chip elettronico, il telefono lo legge da solo appoggiandolo sopra al documento, e i dati si compilano senza che li dobbiate battere a mano. Il trucco è togliere la custodia sia dal passaporto sia dal telefono e centrare bene la parte alta del telefono con il centro del documento. Se il chip non si fa leggere, l’app recupera comunque i dati dalla foto del passaporto, ma a quel punto controllate voi che siano giusti, perché un dato sbagliato lì dentro significa domanda respinta.

Il sito conviene in due casi: se non potete o non volete installare l’app, e soprattutto se dovete fare la domanda per qualcuno che in quel momento non è con voi. Con l’app si può richiedere l’ETA per un’altra persona solo se ce l’avete accanto, perché bisogna fotografarle il viso; per tutti gli altri casi, si passa dal modulo online.

Una volta terminato il procedimento e confermata l’approvazione, non dovete scaricare o stampare niente. L’ETA Regno Unito sarà caricata e associata direttamente al vostro passaporto

Quanto tempo ci vuole davvero

Il sito ufficiale dice che la risposta arriva di solito per email entro un giorno, ma che può richiedere fino a tre giorni lavorativi. È il numero prudente, quello che l’amministrazione scrive per non promettere niente. Nella realtà, la mia è arrivata in mezz’ora.

Prendetela per quello che è: un caso singolo e non una garanzia. La regola sensata resta quella di non giocare d’azzardo con i tempi altrui, e cioè richiederla appena avete il volo. Ma se state leggendo questo pezzo con il viaggio fra tre giorni e il cuore in gola, sappiate che con ogni probabilità fate ancora in tempo.

Quanto dura l’ETA e quante volte si può usare

Questa è la parte che consola. L’ETA non è un permesso per un viaggio solo: una volta ottenuta consente viaggi multipli nel Regno Unito, ciascuno con una permanenza massima di sei mesi, per un periodo di due anni oppure fino alla scadenza del passaporto a cui è collegata, a seconda di quale delle due cose arriva prima.

Il che significa due cose molto pratiche. La prima è che se avete in mente più di un salto oltremanica nei prossimi due anni, la spesa si spalma e le 20 sterline diventano poca cosa. La seconda, e qui bisogna ragionare un attimo, è che se il vostro passaporto scade fra otto mesi, l’ETA vi durerà otto mesi e non due anni. Se siete in quella situazione e sapete già che tornerete, può valere la pena rinnovare prima il passaporto e poi chiedere l’autorizzazione: si paga una volta sola invece che due.

Info pratica: l’ETA è legata al passaporto, non a voi. Se cambiate passaporto, l’autorizzazione vecchia non si trasferisce e ne va richiesta una nuova. Ricordatevelo se fra un viaggio e l’altro rinnovate il documento: è la dimenticanza più facile di tutte, perché l’ETA non è un foglio che vi trovate in mano e vi ricorda di esistere.

Gli errori da non fare

Metto in fila le cose su cui ho visto inciampare la gente, o su cui ho rischiato di inciampare io. Sono tutte banali, ed è proprio per questo che si sbagliano.

  • Partire con la carta d’identità. Capita ancora, soprattutto a chi in Inghilterra ci andava spesso prima della Brexit e ha l’automatismo in testa. Serve il passaporto, punto.
  • Copiare male il numero del passaporto. È l’errore che costa i soldi, perché la domanda respinta non si rimborsa. Controllate due volte prima di confermare.
  • Farla su un sito che non è gov.uk. Pagate tre o quattro volte tanto per lo stesso identico risultato.
  • Dimenticare i bambini. Ne serve una a testa, sempre, anche per chi ha due mesi.
  • Ridursi all’ultimo. Il rischio non è la frontiera, è il banco del check-in: oggi il controllo lo fa il vettore prima della partenza.
  • Fidarsi del prezzo letto in un articolo. Compreso il mio: la cifra la conferma la pagina di pagamento del sito ufficiale, nel momento in cui state pagando.

Tutto qui. È una di quelle pratiche che fa più paura da lontano che da vicino: mezz’ora di attenzione una volta sola, e poi per due anni potete andare e tornare senza pensarci più.

Prima di partire: le altre cose da sistemare

Sistemata l’autorizzazione, restano due questioni che nel Regno Unito hanno una risposta diversa dal resto d’Europa e che conviene chiudere prima di partire.

La prima è il telefono. Dalla Brexit il Regno Unito è fuori dal roaming europeo, quindi la vostra tariffa “resto d’Europa” lì non vale e i gestori italiani applicano condizioni proprie, che vanno lette. La soluzione più comoda per un viaggio breve è una eSIM: si attiva prima di partire, si paga solo il traffico che serve e si evita la sorpresa in bolletta. Noi ci troviamo bene con Saily, che copre il Regno Unito e si installa in pochi minuti dal telefono.

La seconda è la copertura sanitaria. La tessera sanitaria europea nel Regno Unito non funziona più come funzionava prima, e su questo è meglio informarsi bene invece che affidarsi al ricordo di com’era: ne abbiamo parlato per esteso nella guida su cosa copre e come si sceglie un’assicurazione sanitaria di viaggio.

Info essenziali

  • Dove si richiede: sito gov.uk oppure app ufficiale UK ETA, nessun altro indirizzo.
  • Quanto costa: 20 sterline a persona, non rimborsabili.
  • Quanto ci vuole: 15-20 minuti per compilarla; risposta di solito entro un giorno, fino a 3 giorni lavorativi.
  • Quanto dura: 2 anni o fino alla scadenza del passaporto, con viaggi multipli fino a 6 mesi ciascuno.
  • Documento richiesto: passaporto valido per tutta la permanenza. La carta d’identità non è accettata per il turismo.
  • Dove vale: Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord, Jersey, Guernsey, Isola di Man.

Domande frequenti sull’ETA per il Regno Unito

Quanto costa l’ETA per il Regno Unito?

L’ETA costa 20 sterline a persona e il pagamento non è rimborsabile, nemmeno se la domanda viene respinta. Diffidate degli articoli che riportano cifre diverse: il prezzo è cambiato più volte e molte fonti italiane non sono aggiornate. La cifra buona è quella che vi mostra la pagina di pagamento su gov.uk.

Quanto tempo ci vuole per ottenere l’ETA?

Il sito ufficiale indica di solito una risposta per email entro un giorno, con un massimo di 3 giorni lavorativi. Nella pratica arriva spesso molto prima: la mia, richiesta prima del viaggio di agosto 2026, è arrivata in mezz’ora. Conviene comunque richiederla appena comprati i biglietti.

Serve il passaporto per andare in Inghilterra o basta la carta d’identità?

Per un viaggio turistico serve il passaporto, valido per tutta la durata del soggiorno. La carta d’identità, anche elettronica, non è più accettata dopo la Brexit. Fanno eccezione solo casi particolari, come chi ha il settled o il pre-settled status, un EU Settlement Scheme family permit, un frontier worker permit o è un S2 Healthcare Visitor.

Quanto dura l’ETA e quanti viaggi consente?

Dura due anni oppure fino alla scadenza del passaporto a cui è collegata, se questa arriva prima, e consente viaggi multipli con permanenze fino a sei mesi ciascuna. Se cambiate passaporto, va richiesta una nuova ETA.

I bambini devono avere l’ETA?

Sì. L’ETA è personale e serve per ogni persona che viaggia, neonati e bambini compresi. Non esiste un’autorizzazione cumulativa per la famiglia e quella di un genitore non copre i figli.

L’ETA vale anche per la Scozia, il Galles e l’Irlanda del Nord?

Sì, l’autorizzazione è unica e vale per tutto il Regno Unito, quindi Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, oltre a Jersey, Guernsey e all’Isola di Man. Non ne servono di diverse a seconda della nazione in cui atterrate.

Avere l’ETA garantisce l’ingresso nel Regno Unito?

No. Il sito del governo britannico precisa che l’ETA non garantisce l’ingresso: la decisione finale spetta sempre all’ufficiale di frontiera. L’autorizzazione è la condizione necessaria per imbarcarsi, non un lasciapassare automatico.

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