Guidare a sinistra in Inghilterra: come si fa davvero

La prima volta che ho dovuto guidare a sinistra e mi sono seduto al posto di guida con il volante a destra, non ero al posto di guida. Mi sono seduto al posto del passeggero.

Poi, una volta seduto nel posto giusto, ho fatto la figura che fanno tutti: ho allungato la mano verso destra per cercare la leva del cambio e ho trovato la portiera. Poi sono partito, e per i primi chilometri sono andato avanti in terza marcia senza accorgermene, convinto di essere in quinta. Non è una barzelletta, è successo davvero, e nei viaggi che ho fatto dopo ho scoperto che capita praticamente a chiunque.

Guidare a sinistra è la cosa che spaventa di più chi organizza un viaggio nel Regno Unito, ed è anche quella che nella pratica si risolve in mezza giornata. Il problema vero non è il lato della strada: sono le rotonde che girano dall’altra parte, i limiti scritti in miglia, le stradine di campagna larghe quanto la macchina e le regole del noleggio che non sono quelle di casa nostra. Qui trovate quello che vi serve sapere prima di girare la chiave, dai documenti alle multe che arrivano a casa mesi dopo. Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

In breve

Per guidare nel Regno Unito da turista basta la patente italiana: la patente internazionale non serve. Si tiene la sinistra, si sorpassa a destra e nelle rotonde si dà la precedenza a chi arriva da destra, girando in senso orario. I limiti sono in miglia orarie: 30 mph nei centri abitati (20 mph in Galles), 60 mph sulle strade a carreggiata unica, 70 mph su superstrade e autostrade. Il tasso alcolemico consentito è più alto in Inghilterra e Galles che in Scozia, dove è quasi come il nostro. A Londra si pagano Congestion Charge (18 £) e ULEZ (12,50 £), mentre fuori città quasi tutto è gratuito tranne pochi ponti e tunnel. Per il noleggio servono patente e carta di credito intestate a chi guida, e conviene prenotare il cambio automatico se non avete mai guidato con il volante a destra.

Indice dell’Articolo

Cosa cambia davvero quando si guida a sinistra

La paura di guidare a sinistra nasce da un’idea sbagliata: che si debba ribaltare tutto quello che sappiamo. Non è così. I pedali restano nello stesso ordine, frizione a sinistra, freno al centro, acceleratore a destra, e anche lo schema delle marce è identico al nostro, con la prima in alto a sinistra. Cambiano tre cose sole, e sono queste.

Il volante a destra e il cambio con la sinistra

Voi state seduti a destra e la leva del cambio è alla vostra sinistra. La mano che la manovra è quella meno allenata, e nelle prime ore vi capiterà di mancare l’innesto o di restare in una marcia sbagliata senza rendervene conto. Inoltre, ad aumentare la difficoltà le marce non sono invertite: La prima marcia rimane in alto a sinistra. È esattamente quello che è successo a me la prima volta, con i chilometri passati in terza convinto di essere in quinta. Non è pericoloso, è solo scomodo, e passa da solo.

Guidare a sinistra Cambio
Guidare a sinistra Cambio

Anche le leve di frecce e tergicristalli sono spesso invertite rispetto alle auto continentali: in buona parte delle vetture vendute nel Regno Unito la freccia sta a destra del piantone. Per qualche giorno laverete il parabrezza ogni volta che volete svoltare, e vi assicuro che lo fanno tutti, compresi quelli che dicono di no.

Le rotonde girano dall’altra parte

Questa è la parte che richiede davvero attenzione, e non perché sia complicata: perché il nostro istinto lavora contro di noi. Nel Regno Unito le rotonde si percorrono in senso orario e la precedenza va a chi arriva da destra, esattamente al contrario di casa nostra. L’Highway Code, il codice della strada britannico, lo mette nero su bianco alla regola 185: si dà la precedenza al traffico che arriva da destra, salvo diversa indicazione di segnaletica, marcature o semaforo.

Sulle corsie la logica è speculare alla nostra. Se dovete girare a sinistra, cioè prendere la prima uscita, mettete la freccia a sinistra, entrate nella corsia di sinistra e restate a sinistra fino a uscire. Se andate dritti, scegliete la corsia indicata dalla segnaletica prima di entrare e ci restate. Se dovete girare a destra, cioè fare quasi tutto il giro, freccia a destra e corsia di destra, e la freccia a sinistra si mette solo dopo aver superato l’uscita precedente a quella che vi interessa.
A complicare un po’ c’è il fatto che molte rotonde sono evidenziate solo da segnaletica orizzontale e dal fatto che oggi il navigatore vi dirà che c’è una rotonda.

Nel mio ultimo viaggio nelle Cotswold, il Master in percorrenza delle rotonde l’ho preso nella cittadina di Swingdon in una cosa che il navigatore satellitare chiamava “Magic roundabout”, una grande rotonda con 5 piccole rotonde segnalate solo a terra unite fra loro in una stella di rotonde.

Guidare a sinistra The Magic roudabout
Guidare a sinistra in Inghilterra: come si fa davvero 6

Consiglio: nelle prime rotonde ripetetevi ad alta voce “guardo a destra”. Sembra ridicolo, ma il colpo d’occhio automatico che abbiamo tutti punta dalla parte sbagliata, e la voce è l’unica cosa che lo interrompe. Dopo tre o quattro rotonde non vi serve più.

Le due svolte: la stretta e la larga

Agli incroci la regola si ribalta insieme a tutto il resto. La svolta a sinistra è quella stretta, quella che si fa senza attraversare nessuno, ed è l’equivalente della nostra svolta a destra. La svolta a destra è quella larga: dovete attraversare la corsia opposta e dare la precedenza a chi arriva. È il momento in cui è più facile sbagliare, perché è anche quello in cui, uscendo da una strada vuota, il pilota automatico ci riporta sulla destra.

Il trucco che uso io è banale e funziona: il guidatore sta sempre verso il centro della strada. Se dopo una svolta o l’uscita da un parcheggio vi ritrovate con il vostro fianco vicino al bordo e il passeggero verso la linea di mezzeria, siete dalla parte sbagliata. È un controllo che si fa in un secondo e non richiede di ragionare su destra e sinistra, che nelle prime ore è proprio la cosa che non riesce.

I primi trenta minuti, e poi il terzo giorno

La curva dell’adattamento ha due punti difficili, e il secondo è quello che nessuno racconta. I primi trenta minuti sono goffi ma sicuri, perché siete concentratissimi: state pensando a ogni singola manovra e non sbagliate niente di grave. Il momento delicato arriva dopo, quando la guida è diventata comoda e l’attenzione cala. È lì che l’istinto vecchio torna a galla, di solito in una situazione banale: l’uscita da un distributore isolato, una manovra in un parcheggio vuoto, una strada di campagna senza altre auto che vi ricordino da che parte si sta.

Il consiglio pratico, e vale più di tutti gli altri: attenzione quando non c’è traffico. Con le auto intorno vi bastano gli altri per capire dove state, mentre da soli su una strada vuota nessuno vi corregge.

Guida a sinistra 2
Guidare a sinistra in Inghilterra: come si fa davvero 7

Se viaggiate in due, la cosa migliore che possa fare il passeggero è tenere gli occhi aperti agli incroci e dirlo ad alta voce. Nei nostri viaggi in gruppo funziona così: chi non guida non fa il navigatore, fa la seconda coppia di occhi. E poi ci si dà il cambio, perché guidare concentrati in un paese che non è il vostro stanca più di quanto vi aspettiate.

Cambio automatico o manuale: la domanda da farsi prima di prenotare

Questa è la decisione che vi risparmia metà dei problemi, e va presa quando prenotate, non al banco del noleggio. Se non avete mai guidato con il volante a destra, prendete l’automatico. Toglie di mezzo l’unica cosa davvero nuova, cioè usare la mano sinistra per cambiare, e vi lascia la testa libera per quello che conta: le rotonde, i limiti, la posizione in carreggiata.

C’è un dettaglio che sfugge a molti: nel Regno Unito il cambio manuale è ancora molto diffuso, quindi l’automatico non è lo standard come negli Stati Uniti e va chiesto esplicitamente. Sulle categorie economiche è spesso un’opzione a pagamento o una categoria a sé, e nelle settimane di alta stagione le auto con cambio automatico finiscono per prime. Se lo volete, verificate la disponibilità del cambio automatico per le vostre date con calma da casa, invece di scoprire all’arrivo che è rimasto solo il manuale.

Info pratica: se prendete il manuale e guidate a sinistra per la prima volta, mettete in conto un quarto d’ora di rodaggio nel parcheggio del noleggio prima di immettervi nel traffico. Fare qualche giro fra le corsie vuote, provare la retromarcia e trovare le marce senza guardare vale più di qualsiasi consiglio letto prima di partire.

Il codice della strada britannico: cosa non abbiamo in Italia

Le regole britanniche non sono più severe delle nostre, sono diverse in punti precisi, e sono proprio quei punti a fare la differenza fra un viaggio tranquillo e una busta che arriva a casa quattro mesi dopo.

I limiti di velocità sono in miglia, e in Galles cambiano

Sui cartelli britannici i numeri sono miglia orarie, non chilometri, e nelle auto immatricolate lì il tachimetro ha le miglia in grande e i chilometri in piccolo. Non è un dettaglio da poco: 60 su un cartello significa quasi 97 km/h. Questi sono i limiti per le automobili secondo le tabelle ufficiali del governo britannico.

Tipo di stradaLimiteIn km/h
Centri abitati in Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord30 mphcirca 48
Centri abitati in Galles20 mphcirca 32
Strade a carreggiata unica (single carriageway)60 mphcirca 97
Strade a doppia carreggiata (dual carriageway)70 mphcirca 113
Autostrade (motorway)70 mphcirca 113

Il limite gallese a 20 mph è la cosa che manda più italiani fuori strada, in senso burocratico: è entrato in vigore da qualche anno ed è ancora assente da parecchie guide in circolazione. Se il vostro itinerario tocca il Galles, tenetelo a mente, perché nei paesi si va davvero piano.

Attenzione anche a una cosa che il cartello non dice: sulle strade di campagna a carreggiata unica il limite è 60 mph, ma è il massimo teorico, non un invito. Su una stradina fra due siepi in cui non passano due auto affiancate, 97 km/h è una velocità che non ha alcun senso, e infatti nessuno la tiene.

Le mini-rotonde, che da noi non esistono

Nei paesi e nelle periferie troverete spesso delle mini-rotonde: un semplice cerchio dipinto sull’asfalto, senza aiuola e senza niente in mezzo. Sono rotonde a tutti gli effetti e vanno affrontate come tali, con la precedenza a destra e il senso orario. La regola 188 del codice britannico è esplicita: tutti i veicoli devono girare attorno alle marcature centrali, tranne i mezzi troppo grandi per farlo fisicamente. Tagliare dritto sopra il cerchio dipinto, che è la tentazione di tutti, è un’infrazione.

L’alcol al volante: nel Regno Unito ci sono due limiti diversi

Questa è la cosa che quasi nessuno sa, e che invece conta parecchio se il vostro viaggio comprende una sera al pub. Il Regno Unito non ha un limite unico: la Scozia ha il suo, molto più basso, mentre Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord ne hanno un altro. I valori ufficiali sono pubblicati dal governo britannico e sono questi.

MisurazioneInghilterra, Galles e Irlanda del NordScozia
Aria espirata35 microgrammi ogni 100 ml22 microgrammi ogni 100 ml
Sangue80 milligrammi ogni 100 ml50 milligrammi ogni 100 ml
Urine107 milligrammi ogni 100 ml67 milligrammi ogni 100 ml

Attenzione: il limite scozzese di 50 milligrammi nel sangue è lo stesso italiano, quello inglese di 80 è più alto. Non fatevi ingannare dalla cifra: significa solo che la legge è più permissiva, non che sia una buona idea. Se la serata prevede il pub, il conducente designato è la soluzione che usiamo sempre anche noi, e non è mai stata una rinuncia dolorosa: le birre analcoliche nei pub britannici sono buone davvero.

Telecamere, multe e chi le paga

Gli autovelox britannici sono i box gialli che vedete sui pali, quasi sempre segnalati, e ce ne sono parecchi. Le multe con un’auto a noleggio funzionano come dappertutto: l’autorità risale alla società di noleggio, la società comunica i vostri dati e vi addebita una commissione di gestione, e la sanzione vera arriva dopo, per posta, a casa vostra. Fra il momento dell’infrazione e la busta possono passare mesi.

Il consiglio è quello che ripeto da sempre: le multe che prendete durante il viaggio le dovrete pagare, e pagarle da lontano è più scomodo che prenderle sotto casa. Cercate di non prenderne.

Le strade delle Cotswolds e della campagna inglese

Fin qui abbiamo parlato di regole. Ma la vera differenza fra guidare a sinistra su una superstrada e guidare a sinistra nella campagna inglese è la larghezza dell’asfalto, ed è un capitolo a parte. Nelle Cotswolds, come in tutte le contee rurali, le strade fra un borgo e l’altro sono spesso talmente strette che due auto non ci passano affiancate.

Le single track road e i passing places

Le strade a corsia unica hanno un loro galateo, che è codificato e non lasciato al buon senso. La regola 155 del codice britannico dice cosa fare quando incrociate qualcuno: accostare nella piazzola di sosta alla vostra sinistra, oppure fermarsi di fronte alla piazzola che si trova sulla destra, lasciandola libera per l’altro. Se la piazzola è alle vostre spalle, si fa retromarcia fino a raggiungerla. E c’è una cortesia che è anche una regola: si dà la precedenza a chi sale, perché ripartire in salita è più difficile.

Guida a sinistra single track road Passing places
Guida a sinistra single track road con Passing places

Le piazzole si chiamano passing places e sono segnalate da un cartello. La regola 156 aggiunge la cosa che fa arrabbiare i locali più di qualsiasi altra: nei passing places non si parcheggia, mai, nemmeno per una foto.

Consiglio: quando accostate per far passare qualcuno vi lampeggeranno i fari o alzeranno una mano dal volante. È un ringraziamento, non un rimprovero, ed è la cosa più britannica che vi capiterà sulla strada. Ricambiate e vi troverete benissimo.

Muretti a secco, siepi e specchietti

Il bordo di queste strade non è una banchina: è un muretto a secco di pietra o una siepe alta e compatta, e in molti tratti comincia esattamente dove finisce l’asfalto. Non c’è margine di errore laterale, e non c’è nemmeno visibilità sulle curve, perché la siepe è più alta dell’auto. Si va piano, si sta verso il centro quando la strada è libera e ci si sposta solo quando serve.

È anche il motivo per cui, su queste strade, un’auto piccola è meglio di una grande. La categoria che sembra solo un risparmio al momento della prenotazione è in realtà la scelta giusta per la campagna inglese: passa dove le altre devono fare retromarcia, e i graffi sugli specchietti o alle gomme, sono la voce di danno più comune alla riconsegna.

Il parcheggio nei borghi

Nei paesi più visitati il parcheggio è il problema numero uno, più della guida. I borghi hanno vie strettissime, spesso a senso unico, e i posti auto sono concentrati in pochi car park a pagamento fuori dal centro. Nelle ore centrali della giornata si riempiono, e girare in cerca di un posto in stradine dove non ci si può nemmeno fermare è il modo più veloce per rovinarsi la mattinata. Se state pianificando le tappe, la cosa da guardare non è la distanza ma dove si lascia l’auto in ciascun borgo delle Cotswolds.

Sui bordi delle strade le linee gialle dipinte dicono tutto: una linea gialla singola significa divieto di sosta in certe fasce orarie, indicate su un cartello lì vicino, mentre la doppia linea gialla significa divieto sempre. Sono le stesse ovunque nel Regno Unito e vale la pena impararle il primo giorno.

Noleggiare l’auto nel Regno Unito: cosa serve davvero

Nelle Cotswolds e nella campagna inglese l’auto non è un accessorio: senza, metà dei borghi non si raggiunge, perché i treni collegano le città e non i paesi. Quindi il noleggio è parte del viaggio, e conviene arrivarci preparati.

La patente italiana basta, quella internazionale no

Partiamo dal dubbio più diffuso, perché dopo la Brexit se lo pongono tutti: per guidare in Gran Bretagna da visitatore la patente italiana è sufficiente, e la patente internazionale non è richiesta. Il governo britannico mette a disposizione uno strumento ufficiale per verificare la propria posizione in base al paese che ha rilasciato la patente, ed è la fonte da guardare se avete un caso particolare, per esempio se vi trasferite invece di essere di passaggio.

Il consiglio, però, resta di controllare sempre prima di partire e non dare niente per scontato in base a quello che avete fatto altrove: in Australia, che è un altro paese dove si guida a sinistra, la patente internazionale mi è stata chiesta davvero. Le regole cambiano da uno stato all’altro e cambiano nel tempo, quindi si verifica ogni volta.

Carta di credito, cauzione ed età: quello che vale ovunque

La meccanica del noleggio nel Regno Unito è la stessa del resto del mondo, e non ha sorprese particolari: serve una carta di credito vera intestata a chi guida, non una prepagata e non un bancomat, e su quella carta viene bloccata una cauzione che resta immobilizzata per tutta la durata del noleggio. L’età minima di solito è 21 anni, con un supplemento per i guidatori sotto i 25, e ogni conducente aggiuntivo va dichiarato e pagato.

Su questo non mi ripeto, perché ne ho già scritto per esteso: trucchi, trappole e cose da controllare stanno tutti nella mia guida su come noleggiare una macchina senza brutte sorprese, dal plafond della carta alle cauzioni che variano di centinaia di euro da una compagnia all’altra.

Dove conviene ritirarla

Qui c’è una scelta che vale il viaggio, e la faccio sempre allo stesso modo: se la meta è la campagna, l’auto non si ritira a Londra. Guidare a sinistra per la prima volta nel traffico londinese, fra corsie dei bus, telecamere e zone a pagamento, è il modo peggiore di cominciare, e in più in città l’auto è un peso, perché a Londra ci si muove meglio con la metropolitana.

Le alternative sensate sono due. La prima è ritirare l’auto direttamente in aeroporto e uscire subito verso ovest, evitando il centro. La seconda, che è quella che preferisco, è fare Londra a piedi e con i mezzi, poi prendere un treno fino a una città vicina alle Cotswolds e ritirare lì la macchina: si comincia a guidare in un contesto tranquillo, e si pagano meno giorni di noleggio. Vale la pena confrontare le tariffe fra la sede in aeroporto e quella in città per le vostre date, perché la differenza fra i due ritiri a volte è consistente e a volte è nulla.

Pedaggi, zone a pagamento e il pieno

Buona notizia: nel Regno Unito le autostrade non hanno pedaggio, e si viaggia da un capo all’altro del paese senza pagare niente. Le eccezioni sono poche e localizzate, ma vanno conosciute perché si pagano online e non al casello, e chi non lo sa se le ritrova come sanzione.

Fate attenzione perchè anche in autostrada le corsie di marcia sono invertite: quella più lenta a sinistra e quella di sorpasso a destra.

Congestion Charge e ULEZ a Londra

A Londra si pagano due cose diverse, e si sommano. La Congestion Charge costa 18 £ al giorno se si paga il giorno stesso o in anticipo, e sale a 21 £ se si paga entro la mezzanotte del terzo giorno successivo al transito. Si applica nella zona centrale dalle 7 alle 18 dal lunedì al venerdì e dalle 12 alle 18 nei fine settimana e nei giorni festivi, e non si paga fra Natale e Capodanno.

La ULEZ, la zona a bassissime emissioni, costa 12,50 £ al giorno per i veicoli che non rispettano gli standard ambientali, copre tutti i borough di Londra fino alla M25 esclusa ed è attiva 24 ore su 24, tutti i giorni tranne il 25 dicembre. Le auto a noleggio recenti quasi sempre rispettano lo standard e quindi non pagano, ma è una cosa da chiedere al noleggio invece di darla per scontata. Importi e perimetro si controllano sul sito di Transport for London, che è la fonte ufficiale.

Attenzione: né la Congestion Charge né la ULEZ hanno una sbarra o un casello. Si entra e basta, le telecamere leggono la targa e il pagamento va fatto online entro la scadenza. Chi non paga riceve la sanzione tramite la società di noleggio, con la commissione di gestione in aggiunta. È il tipo di spesa che si scopre a viaggio finito.

Il Dartford Crossing e gli altri passaggi a pagamento

Se girate intorno a Londra sulla M25 a est, incontrate il Dartford Crossing, cioè il ponte e i tunnel sul Tamigi. Anche qui non c’è casello: il Dart Charge costa 3,50 £ per un’automobile, scende a 2,80 £ con un conto prepagato, e si applica fra le 6 e le 22 tutti i giorni, festivi compresi. Il pagamento va fatto entro la mezzanotte del giorno successivo al transito.

Per il resto, nel tragitto tipico verso le Cotswolds non incontrerete pedaggi: si esce da Londra o dall’aeroporto e si guida gratis fino ai borghi.

Il pieno: petrol, diesel e le pompe self

Ai distributori la benzina si chiama petrol ed esce da pompe verdi, il gasolio è diesel ed esce da pompe nere. È l’esatto contrario del codice colore a cui siamo abituati in Italia, e sbagliare carburante su un’auto a noleggio è un danno costoso che l’assicurazione non copre quasi mai. Guardate la scritta, non il colore, e controllate lo sportello del serbatoio prima di infilare la pistola.

Il funzionamento è quasi sempre pay at pump: si fa il pieno e poi si paga alla cassa del negozio annesso, oppure alla pompa con la carta. Con la carta viene bloccato un importo di garanzia che poi si aggiusta sull’importo reale, quindi non spaventatevi se sull’app della banca vedete una cifra tonda che non corrisponde. I prezzi si leggono in penny per litro.

Info pratica: nella campagna i distributori sono radi e parecchi chiudono la sera. Quando si gira fra i borghi conviene non scendere sotto il quarto di serbatoio e fare rifornimento nelle cittadine più grandi o nei supermercati lungo le strade principali, dove peraltro costa meno.

Perché in Inghilterra si guida a sinistra

A questo punto la domanda viene da sé, e la risposta è più antica delle automobili. Tenere la sinistra era la norma quando ci si spostava a cavallo: la maggior parte delle persone è destrimane, e chi viaggiava armato preferiva avere la mano della spada verso chi arrivava in senso opposto. Montare e smontare da cavallo era più comodo dal lato sinistro, cioè dal bordo della strada. Il Regno Unito ha semplicemente continuato a fare quello che si faceva prima, mettendolo per iscritto nella legislazione stradale dell’Ottocento.

A cambiare le cose fu l’Europa continentale, dove nel corso del Settecento e dell’Ottocento si affermò la mano destra, e dove l’età napoleonica prima e la diffusione dell’automobile poi la resero lo standard. L’Italia arrivò tardi a uniformarsi: fino agli anni Venti del Novecento in diverse città italiane si teneva ancora la sinistra, e Milano fu tra le ultime a passare alla destra.

Oggi si guida a sinistra in una settantina di paesi, che sono più o meno un terzo del mondo e circa un terzo della popolazione: oltre al Regno Unito e all’Irlanda ci sono l’India, il Giappone, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica e buona parte del Sud-est asiatico e dell’Africa orientale. Detto altrimenti, imparare a guidare a sinistra non serve solo per una vacanza inglese: è una competenza che vi apre un pezzo consistente di pianeta.

Alla fine della prima giornata non ci pensate più, e vi accorgerete che il problema non era la strada: era l’idea che vi eravate fatti della strada.

Domande frequenti su guidare a sinistra in Inghilterra

Serve la patente internazionale per guidare in Inghilterra?

No. Per un visitatore con patente italiana la patente internazionale non è richiesta: basta la patente in corso di validità. La propria posizione si può verificare sullo strumento ufficiale del governo britannico su gov.uk, utile soprattutto per i casi particolari come chi si trasferisce.

Quanto ci vuole ad abituarsi a guidare a sinistra?

Circa mezz’ora per sentirsi a proprio agio e una giornata piena per non pensarci più. Il momento più delicato non è l’inizio ma il secondo o terzo giorno, quando la guida è diventata comoda e l’attenzione cala: è lì che l’istinto vecchio torna a galla, di solito su una strada vuota o all’uscita da un parcheggio.

Come funzionano le rotonde nel Regno Unito?

Si percorrono in senso orario e la precedenza va a chi arriva da destra, al contrario dell’Italia. Per la prima uscita si entra e si resta nella corsia di sinistra con la freccia a sinistra; per le uscite lontane si tiene la destra e si mette la freccia a sinistra solo dopo aver superato l’uscita precedente a quella desiderata. Le mini-rotonde dipinte sull’asfalto vanno girate attorno, non tagliate.

Quali sono i limiti di velocità in Inghilterra?

I limiti sono in miglia orarie: 30 mph nei centri abitati (circa 48 km/h), 60 mph sulle strade a carreggiata unica (circa 97 km/h) e 70 mph su strade a doppia carreggiata e autostrade (circa 113 km/h). In Galles il limite nei centri abitati è più basso, 20 mph, cioè circa 32 km/h.

Meglio il cambio automatico o manuale per guidare a sinistra?

Meglio l’automatico se non si ha esperienza di guida con il volante a destra: elimina l’unica difficoltà davvero nuova, cioè cambiare marcia con la mano sinistra. Nel Regno Unito il manuale è ancora molto diffuso, quindi l’automatico va richiesto esplicitamente al momento della prenotazione e in alta stagione si esaurisce presto.

Si pagano pedaggi guidando in Inghilterra?

Le autostrade britanniche sono gratuite. Si paga in pochi punti specifici: a Londra la Congestion Charge (18 sterline al giorno, 21 se si paga in ritardo) e la ULEZ (12,50 sterline al giorno per i veicoli non conformi), e sul Tamigi il Dartford Crossing (3,50 sterline per un’auto). In nessuno di questi casi c’è un casello: si paga online entro la scadenza, altrimenti arriva la sanzione.

Quanto si può bere se si guida nel Regno Unito?

Il Regno Unito non ha un limite unico. In Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord il limite è di 80 milligrammi di alcol ogni 100 ml di sangue, mentre in Scozia è di 50, lo stesso valore italiano. Il limite inglese è quindi più permissivo del nostro, ma resta una soglia di legge e non un consiglio.

Le strade delle Cotswolds sono difficili da guidare?

Non sono pericolose ma sono strette: molti collegamenti fra i borghi sono single track road, strade a corsia unica dove si incrocia solo nelle apposite piazzole chiamate passing places. Chi trova la piazzola alla propria sinistra accosta, chi ce l’ha a destra si ferma di fronte, e si dà la precedenza a chi sale. Un’auto piccola è nettamente più comoda di una grande.

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