Avebury: cosa vedere nel cerchio di pietre, parcheggio e prezzi

Ad Avebury siamo arrivati alle nove del mattino, dopo mezz’ora scarsa di guida dalla nostra base vicino a Swindon, e ci siamo rimasti cinquanta minuti contati. Non è tanto, lo so, ma è quello che succede quando una giornata deve contenere anche Salisbury e Bath, e questo pezzo lo scrivo anche per quello: perché Avebury è quasi sempre la prima tappa di una giornata che ne ha altre due, e chi ci arriva ha in testa un orologio. L’atmosfera che si respira lì dentro, però, è una cosa che non somiglia a niente. Un paese vero, con le sue case, il suo pub e la sua chiesa, dentro un cerchio di pietre alzate quasi cinquemila anni fa. Non un sito archeologico recintato dove si entra e si esce: un posto dove la gente abita.

E c’è una cosa che ho scoperto solo tornato a casa, mettendo in fila le ricevute, che mi sarebbe piaciuto sapere prima: ad Avebury non si paga nessun biglietto d’ingresso. Il cerchio è aperto dall’alba al tramonto e non costa niente. L’unica spesa vera è il parcheggio, e sul mio conto di quella mattina c’è un numero che ancora non mi torna, ve lo racconto più avanti perché è il tipo di cosa che serve a qualcun altro. Qui trovate quanto costa parcheggiare davvero, cosa si vede in un’ora, chi ha rimesso in piedi quelle pietre e chi le aveva buttate giù, cosa c’è nel raggio di un chilometro che è gratis e che quasi nessuno visita, e come ci si arriva anche senza macchina, che da queste parti è una notizia.

In breve

Avebury è un villaggio del Wiltshire, sei miglia a ovest di Marlborough sulla A4361, costruito letteralmente dentro il più grande cerchio di pietre preistorico del mondo: lo dice l’UNESCO, che dal 1986 lo tutela insieme a Stonehenge. Il banco e il fossato racchiudono 11,5 ettari e il cerchio esterno aveva fra le 98 e le 105 pietre. Il cerchio è gratuito e sempre aperto, dall’alba al tramonto: non c’è biglietteria e non c’è tornello. Si paga solo il parcheggio, che costa 8 £ per l’intera giornata e 5 £ dopo le 15, ed è gratis per i soci National Trust ed English Heritage, per le moto e per chi ha il contrassegno disabili. A pagamento sono solo il maniero (14 £, apre alle 11) e il museo Keiller (7 £, apre alle 10), che sono due cose a parte. Per il cerchio bastano 45 minuti-un’ora. Nel raggio di un miglio ci sono Silbury Hill, il più grande tumulo preistorico d’Europa, il West Kennet Long Barrow e il Sanctuary: tutti e tre a ingresso libero. E ad Avebury, unico caso in tutta questa zona, si arriva anche in autobus.

Avebury non è nelle Cotswolds, e conviene saperlo prima

Partiamo da una precisazione che mi sarebbe servita, perché nei racconti di viaggio Avebury finisce quasi sempre appiccicata alle Cotswolds e non ci sta. Avebury è nel Wiltshire, dentro un’altra area protetta che si chiama North Wessex Downs, e con la pietra color miele dei borghi non ha niente a che vedere: qui il sottosuolo è gesso, quello bianco delle colline del sud dell’Inghilterra, ed è il motivo per cui il paesaggio cambia faccia appena si scende. Se contee, distretti e aree protette all’inizio vi sembrano la stessa cosa, ci ho messo un po’ a raccapezzarmi anch’io e ne ho scritto in un pezzo apposta.

Avebury il cerchio e il villaggio
Avebury Wiltshire il cerchio e il villaggio

Perché allora se ne parla insieme? Per una ragione pratica e sacrosanta: sta sulla strada. Chi vola su Bristol e passa qualche giorno fra le Cotswolds ha davanti una fascia meridionale che comprende Avebury, Salisbury, Stonehenge e Bath, tutte a meno di un’ora l’una dall’altra, e quella fascia si fa in una giornata sola. È esattamente quello che abbiamo fatto noi, e nella guida ai borghi trovate come abbiamo incastrato il resto del viaggio. Quindi sì, Avebury va nel vostro itinerario delle Cotswolds. Ma sapendo che quando ci arrivate le avete già lasciate.

DaQuanto ci vuole
Swindoncirca 30 minuti (cronometrati da noi)
Salisbury50-60 minuti (cronometrati da noi)
Marlboroughcirca 15 minuti, sono 6 miglia
Bathcirca 50 minuti
Stonehengecirca 40 minuti
Bourton-on-the-Water, nel cuore delle Cotswoldscirca un’ora e un quarto
Londracirca due ore

Cosa si vede davvero nel cerchio di pietre di Avebury

La prima cosa che spiazza è la scala. A Stonehenge si guarda un monumento da fuori, da dietro un cordone; ad Avebury ci si cammina dentro, e ci vuole un po’ perché l’occhio capisca che quel terrapieno erboso che sale alla vostra sinistra non è una collina ma un’opera fatta a mano. Il banco e il fossato racchiudono 28 acri e mezzo, cioè 11 ettari e mezzo, e hanno quattro ingressi ricavati interrompendo il fossato. English Heritage scrive che oggi il banco è alto fra i 4 e i 5 metri, ma che in origine arrivava a quasi 17 metri sopra un fossato profondo 9. E soprattutto: era di gesso bianco, appena scavato e abbagliante. Quello che vediamo oggi, verde e addolcito, è il fantasma stanco di una cosa che doveva vedersi da chilometri.

avebury passeggiata fra le pietre
Avebury passeggiata fra le pietre

Dentro il banco ci sono tre cerchi di pietre, non uno. Quello esterno, il grande, correva lungo il bordo interno del fossato e aveva fra le 98 e le 105 pietre: le più alte stavano agli ingressi nord e sud, a fare da porta. Poi ce ne sono due più piccoli, allineati grosso modo a nord e a sud, e ognuno aveva qualcosa al centro. Le pietre sono sarsen, un’arenaria durissima, e non sono squadrate: sono state prese come stavano e messe in piedi così, il che le rende tutte diverse una dall’altra. Ci si passa in mezzo, ci si appoggia una mano sopra, e le pecore pascolano fra una e l’altra come se niente fosse.

La pietra più grande di Avebury non c’è più

Al centro del cerchio meridionale c’era il Great Obelisk, la pietra più grande di tutto il complesso: 6 metri e 40 di altezza, con ventinove pietre più piccole disposte in cerchio intorno a distanza regolare di circa 11 metri l’una dall’altra. Venne rimossa dopo il 1725, e oggi il punto in cui stava è segnato da un palo di cemento. Nel cerchio settentrionale è andata anche peggio: delle 27 pietre originarie ne restano due in piedi e due a terra, e al centro ci sono i resti della Cove, tre pietre disposte su tre lati di un quadrato aperto verso nord, che gli abitanti della zona chiamavano Devil’s Brandirons, gli alari del diavolo.

I pali di cemento non sono arredo urbano

Camminando fra le pietre ne incontrate parecchi, tozzi e squadrati, e alla prima occhiata sembrano paletti di servizio. Non lo sono: ognuno segna il punto esatto in cui c’era una pietra che non c’è più, ritrovato scavando. Se li guardate come parte del monumento invece che come un intralcio, il cerchio cambia completamente aspetto, perché all’improvviso si vede quanto era pieno. Ed è anche il modo più veloce per capire che quello che avete davanti è, in buona parte, un vuoto.

Ad Avebury non si paga l’ingresso: si paga il parcheggio

Questa è la cosa più utile di tutto il pezzo, e la scrivo grossa perché io stesso ci sono arrivato con l’idea sbagliata. Un posto che l’UNESCO tutela insieme a Stonehenge, in Italia, ce lo immaginiamo con la biglietteria, la coda e il tornello. Ad Avebury non c’è niente di tutto questo. Il cerchio di pietre è aperto dall’alba al tramonto, tutti i giorni, e non si paga. Ci passa una strada pubblica, ci abita della gente, e voi entrate camminando.

Avebury cerchio di Pietre
Avebury: cosa vedere nel cerchio di pietre, parcheggio e prezzi 6

L’unica spesa obbligata è il parcheggio, che è del National Trust e sta a sud-ovest del paese, sulla A4361, a pochi minuti a piedi dalle pietre. Funziona a pay and display, si paga alla macchinetta o con l’app JustPark, e in alternativa con carta o contanti esatti alla reception nell’Old Farmyard. Il parcheggio è aperto dalle 9 alle 18 e la sosta notturna è vietata. Queste le tariffe attuali:

VeicoloGiornata interaDopo le 15
Auto8,00 £5,00 £
Camper, minibus, furgoni, auto con rimorchio11,00 £7,00 £
Pullman30,00 £20,00 £
Motogratisgratis
Contrassegno disabiligratisgratis
Soci National Trust e English Heritagegratisgratis

Le uniche cose a pagamento, e sono due, stanno fuori dal cerchio: l’Avebury Manor, il maniero con il giardino, che costa 14,00 £ per un adulto (15,40 £ se aggiungete il Gift Aid, che è la donazione fiscale britannica) e apre alle 11; e l’Alexander Keiller Museum, che ne costa 7,00 £ e apre alle 10. Il solo giardino del maniero costa quanto il museo. E ci sono anche visite guidate del cerchio condotte dai volontari, a 6 £ per gli adulti e 3 £ per i bambini, alle 12, alle 13, alle 14 e alle 15: non si prenotano e dipendono da chi c’è quel giorno, quindi si chiede alla reception appena arrivati.

Una riga che invecchia in fretta

Sul sito del National Trust, accanto ai prezzi, c’è scritto che il Governo britannico ha introdotto una riduzione temporanea dell’IVA dal 25 giugno al 1° settembre 2026, e che in quel periodo il prezzo pagato alla cassa poteva essere inferiore a quello pubblicato. Noi ci siamo stati dentro quella finestra. Se leggete questo pezzo dopo, quella riduzione è finita e i prezzi sono quelli pieni: le cifre qui sopra sono le tariffe ufficiali, non lo sconto. In generale, sui prezzi dei siti britannici vale sempre la regola di ricontrollare la pagina ufficiale il giorno prima di partire, perché cambiano più spesso di quanto cambino gli articoli che ne parlano.

Quanto tempo serve per visitare Avebury

Noi ci siamo stati cinquanta minuti, dalle 9:00 alle 9:50, e li abbiamo spesi tutti nel cerchio: le pietre, il terrapieno, la passeggiata fra i megaliti. Non è il modo giusto di visitare Avebury, ma è il modo in cui la visita la maggior parte delle persone, e devo dirvi che per il cerchio è sufficiente. In tre quarti d’ora si fa il giro largo, si sale sul banco per vedere la forma dall’alto, si attraversa il paese e si torna alla macchina senza correre. Se invece volete la giornata piena, il conto è un altro:

Avebury case con tetto in paglia
Avebury case con tetto in paglia
CosaQuanto tempoCi siamo stati
Solo il cerchio e il banco45 minuti-1 orasì, 50 minuti
Cerchio + museo Keillercirca 2 oreno, apre alle 10
Cerchio + museo + maniero e giardinocirca mezza giornatano, apre alle 11
Tutto il paesaggio a piedi (Silbury, West Kennet, il Sanctuary)una giornata interano

Il consiglio operativo che ne ricavo, e che vale se avete la macchina, è questo: o arrivate presto e vi prendete solo il cerchio, oppure arrivate alle dieci e restate fino al pomeriggio. La via di mezzo, cioè arrivare alle nove e mezza e aspettare che aprano le cose, è il peggior uso possibile del vostro tempo. Noi abbiamo scelto la prima strada per infilare nella stessa giornata anche Salisbury e Bath, e la rifarei: alle nove del mattino in quel cerchio non c’è quasi nessuno, e la differenza si sente. È lo stesso motivo per cui a Bibury ci siamo alzati all’alba.

Chi ha buttato giù le pietre, e chi le ha rimesse in piedi

Questa è la parte che mi ha fatto tornare la voglia di studiare, e che nessuno ci racconta mentre siamo lì. Il complesso di Avebury è stato costruito e modificato fra il 2850 e il 2200 avanti Cristo circa, e i monumenti intorno vengono abbandonati verso il 1800. Quindi quando nei miei appunti avevo scritto “oltre quattromila anni fa” ero sotto di mille anni buoni: siamo vicini ai cinquemila. English Heritage lo definisce il più complesso degli henge neolitici sopravvissuti in Gran Bretagna, e l’UNESCO, che dal 1986 lo tutela insieme a Stonehenge sotto un’unica iscrizione, mette la cosa in una frase che vale la pena tradurre per intero: Stonehenge è il cerchio di pietre preistorico architettonicamente più sofisticato del mondo, Avebury è il più grande. Non d’Europa: del mondo. Anch’io avevo in testa il primato europeo, ed era una sottostima.

Poi succede il Medioevo. Le pietre vengono associate al paganesimo e al culto del diavolo, e molte finiscono sepolte o distrutte; più tardi ci pensano l’edilizia e i miglioramenti agricoli a portarne via altre. Di come fosse messo il complesso prima dello scempio sappiamo qualcosa solo grazie alle mappe di due antiquari, John Aubrey nel Seicento e William Stukeley nel Settecento, che passarono di lì e disegnarono quello che vedevano mentre spariva.

E qui arriva il pezzo che non mi aspettavo. L’Avebury che vedete oggi, con le pietre dritte, è in buona parte un restauro degli anni Trenta, e lo ha pagato la marmellata. Alexander Keiller, erede della fortuna della celebre marmellata Keiller di Dundee, comprò il sito, fece demolire le costruzioni che si erano addossate al monumento e fece rialzare molte delle pietre alla fine di quel decennio. Il museo che porta il suo nome sta lì per quello. Ecco: sapere che il cerchio che state fotografando è insieme un monumento neolitico e il progetto personale di un signore della marmellata non lo sminuisce per niente, secondo me. Lo rende una storia in due tempi invece che in uno.

Il cantiere invece del monumento, e questo l’avevo già visto altrove

Di cerchi di pietre preistorici, prima di Avebury, non ne avevo mai visitati. Ma la sensazione che mi ha lasciato quel campo pieno di pali di cemento l’avevo già provata, e in un posto lontanissimo da qui: alle Cave di Cusa, in Sicilia, la cava da cui uscivano le colonne dei templi di Selinunte. Là il lavoro si fermò di colpo durante le guerre puniche, e da allora le colonne sono rimaste dove stavano: alcune quasi staccate dalla roccia, altre appena segnate col compasso, altre già finite e mai partite. Non è un sito archeologico nel senso classico, è un cantiere interrotto, e si guarda in un altro modo. Avebury mi ha fatto lo stesso effetto al contrario: là mancano le colonne che non sono mai arrivate a destinazione, qui mancano le pietre che qualcuno ha portato via. In tutti e due i casi la cosa interessante non è quello che c’è, è il buco.

Cosa c’è intorno ad Avebury, ed è quasi tutto gratis

Questa è la sezione che scrivo con un po’ di rammarico, perché sono cose che noi non abbiamo visto: in cinquanta minuti si fa il cerchio e basta. Ma il paesaggio intorno fa parte della stessa iscrizione UNESCO, sta tutto entro un miglio e mezzo, e English Heritage cura sei siti dentro questo complesso: il cerchio, la West Kennet Avenue, il Sanctuary, Windmill Hill, Silbury Hill e il museo. Se avete la giornata, il consiglio ufficiale è di cominciare dal museo Keiller per capire cosa state guardando, e poi farsi il resto a piedi.

CosaQuanto costaCos’è
Avebury Stone Circlegratis, alba-tramontoil cerchio, con il paese dentro
Silbury Hillgratis, 2 £ di parcheggio per i non sociil più grande tumulo preistorico d’Europa
West Kennet Long Barrowgratis, parcheggio gratuitotomba a camera neolitica del 3650 a.C. circa
The Sanctuarygratisi cerchi in cima a Overton Hill
Alexander Keiller Museum7,00 £, gratis per soci NT ed EHi reperti degli scavi
Avebury Manor e giardino14,00 £, gratis per soci NTil maniero, apre alle 11

Silbury Hill è la cosa più strana di tutte, e la vedete dalla strada senza nemmeno fermarvi: è il più grande tumulo artificiale d’Europa, completato verso il 2400 avanti Cristo, e English Heritage lo paragona per altezza e volume alle piramidi egizie, che sono all’incirca contemporanee. La differenza è che dentro le piramidi c’è qualcuno, e dentro Silbury Hill, a quanto risulta, non c’è nessuna sepoltura. A cosa servisse non lo sa nessuno, e questa non è una formula da guida turistica: è quello che c’è scritto sulla pagina ufficiale.

Il West Kennet Long Barrow è invece una delle tombe a camera neolitiche più grandi e accessibili della Gran Bretagna, costruita intorno al 3650 avanti Cristo, cioè ottocento anni prima del cerchio. Ci vennero sepolte quasi cinquanta persone in un periodo relativamente breve, poi le camere furono bloccate. Si parcheggia gratis nella piazzola segnalata sulla A4 e da lì c’è mezzo miglio di salita a piedi attraverso i campi, quindi mettetevi scarpe adatte e sappiate che sotto la pioggia non è una passeggiata. English Heritage avverte anche che in cima al tumulo, sopra l’ingresso, c’è un salto non protetto: se ci andate con dei bambini, tenetelo presente.

Come arrivare ad Avebury, anche senza auto

In auto è semplice: sei miglia a ovest di Marlborough sulla A4361, e per il parcheggio principale nel navigatore si mette il codice postale SN8 1RD. Chi ha il contrassegno disabili ha invece un’area riservata in High Street, con un codice diverso, SN8 1RF. Se è il vostro primo viaggio al volante da quelle parti, la nostra guida a guidare a sinistra è il pezzo che avrei voluto leggere io prima di partire, perché le strade del Wiltshire sono strette e piene di siepi alte.

E poi c’è la notizia vera, quella che in questo giro di viaggi non ho quasi mai potuto dare: ad Avebury si arriva in autobus. Il 49 della Stagecoach, che collega Swindon, Devizes e Trowbridge, passa dal paese due volte all’ora dal lunedì al sabato e una volta all’ora la domenica; e c’è il 42 della Swindon Bus Company da Calne e da Marlborough. Le stazioni ferroviarie di riferimento sono Swindon e Pewsey. Gli orari si controllano il giorno prima, come sempre, ma qui l’alternativa alla macchina esiste davvero e non è un ripiego.

Uno sconto che non scrive nessuno

Chi arriva ad Avebury in autobus ha 1 £ di sconto sull’ingresso al maniero e al museo, mostrando alla cassa il biglietto o l’abbonamento. Non è una cifra che cambia la vita, ma è il genere di cosa che sta scritta in fondo alla pagina ufficiale e che non ho trovato in nessun articolo italiano. E sommata al fatto che il parcheggio costa 8 £, per due persone che arrivano da Swindon il conto in autobus comincia a starci.

Se non guidate e non volete dipendere dagli orari, l’alternativa è la gita organizzata. Ad Avebury non c’è niente da prenotare sul posto, e lo dico chiaramente: il cerchio è libero, non esistono biglietti d’ingresso e le visite guidate si chiedono alla reception quel giorno stesso. Quello che si prenota sono i tour che partono da altrove, e l’unico che vale la pena segnalare è quello in partenza da Bristol che mette insieme Stonehenge, Avebury, Lacock e Castle Combe, perché è più o meno la nostra giornata fatta da qualcun altro, e Bristol è l’aeroporto su cui atterra chi viene qui dall’Italia. Ce ne sono altri da Bath e da Londra, ma sono giornate lunghissime.

Le avvertenze del sito ufficiale, e una vale più delle altre

Sulla pagina del National Trust, nella sezione su come arrivare, c’è una riga che non mi aspettavo di trovare e che vi riporto tale e quale: non lasciate oggetti di valore in auto, perché i ladri prendono di mira i luoghi turistici come Avebury. Non è una formula generica messa lì per scaricabarile, è un avvertimento specifico scritto dall’ente che gestisce il posto, e in un parcheggio isolato in mezzo alla campagna ha perfettamente senso. Portatevi dietro quello che conta e lasciate il bagagliaio vuoto a vista.

Le altre due sono di buona educazione, ma valgono lo stesso. La prima: non si parcheggia nelle strade del villaggio, e il National Trust lo chiede espressamente, perché Avebury è un paese abitato e non un’area di sosta. La seconda riguarda i cani, che sono i benvenuti quasi ovunque al guinzaglio, cerchio compreso, ma non dentro il maniero e non al caffè. E se vi serve: nel parcheggio c’è uno scooter elettrico per la mobilità ridotta prestato gratuitamente a chi arriva prima, e due settori del cerchio hanno un percorso in piano.

Una nota sulle fonti, perché è giusto dirlo

Le misure archeologiche che avete letto qui sopra, l’altezza del banco, il numero delle pietre, le dimensioni dell’Obelisco, vengono dalle pagine di English Heritage, che però dichiara apertamente che quei testi derivano da una collana di guide pubblicata fra il 2002 e il 2006 e che ha intenzione di aggiornarli. Su un monumento neolitico vent’anni non cambiano granché, ma la ricerca archeologica va avanti e qualche numero potrebbe essere stato rivisto. Ve lo scrivo perché preferisco dirvi da dove viene un dato piuttosto che darvelo come se fosse eterno.

Info essenziali

  • Dove: Avebury, Marlborough, Wiltshire, SN8 1RD, sei miglia a ovest di Marlborough sulla A4361.
  • Quanto costa: il cerchio è gratuito e sempre aperto. Si paga solo il parcheggio, 8 £ tutto il giorno e 5 £ dopo le 15, gratis per moto, contrassegno disabili e soci National Trust ed English Heritage.
  • Orari: cerchio dall’alba al tramonto, parcheggio 9-18, museo Keiller dalle 10, maniero dalle 11.
  • Quanto tempo: 45 minuti-un’ora per il cerchio, mezza giornata con museo e maniero, una giornata intera per tutto il paesaggio a piedi.
  • Senza auto: autobus 49 della Stagecoach da Swindon, due corse l’ora dal lunedì al sabato, con 1 £ di sconto su maniero e museo mostrando il biglietto.
  • Nei dintorni: Silbury Hill, West Kennet Long Barrow e il Sanctuary, tutti a ingresso libero entro un miglio e mezzo.
  • Attenzione: non lasciate valori in auto, non parcheggiate nelle strade del paese, e al West Kennet Long Barrow c’è un salto non protetto in cima al tumulo.
  • Dove dormire: in paese non c’è quasi niente; conviene ragionare su tutta l’area e prendere una base con negozi e ristoranti, come abbiamo fatto noi vicino a Swindon.
  • Quando andare: è un sito all’aperto senza ripari, quindi il tempo decide tutto. Sul meteo di quelle parti c’è la nostra guida al clima inglese.
  • Documenti: per il Regno Unito servono passaporto e autorizzazione elettronica, e come si ottiene sta qui.

Domande frequenti su Avebury

Quanto costa entrare ad Avebury?

Il cerchio di pietre non ha biglietto d’ingresso: è gratuito e aperto dall’alba al tramonto tutti i giorni, perché ci passa una strada pubblica e dentro il cerchio c’è un paese abitato. L’unica spesa obbligata è il parcheggio del National Trust, che costa 8 £ per l’intera giornata e 5 £ dopo le 15, ed è gratuito per le moto, per chi ha il contrassegno disabili e per i soci National Trust ed English Heritage. A pagamento sono solo due cose separate: l’Avebury Manor con il giardino, 14 £ per un adulto, e l’Alexander Keiller Museum, 7 £. Chi arriva in autobus ha 1 £ di sconto su entrambi mostrando il biglietto.

Quanto tempo serve per visitare Avebury?

Per il solo cerchio di pietre bastano 45 minuti o un’ora: si fa il giro largo, si sale sul terrapieno per vedere la forma dall’alto e si attraversa il paese senza fretta. Noi ci siamo stati cinquanta minuti, dalle 9 alle 9:50, e per il cerchio non ci è mancato niente. Serve mezza giornata se volete aggiungere il museo Keiller, che apre alle 10, e il maniero, che apre alle 11. Serve una giornata intera se volete camminare in tutto il paesaggio preistorico intorno, cioè Silbury Hill, il West Kennet Long Barrow e il Sanctuary.

Avebury è nelle Cotswolds?

No. Avebury è nel Wiltshire, dentro l’area protetta del North Wessex Downs, e non fa parte delle Cotswolds né come geografia né come geologia: qui il sottosuolo è gesso bianco, mentre le Cotswolds sono calcare color miele. Se ne parla insieme per una ragione pratica, cioè che sta sulla stessa fascia meridionale di Salisbury, Stonehenge e Bath, tutte a meno di un’ora l’una dall’altra, e che quella fascia si visita comodamente in una giornata partendo da una base nelle Cotswolds o vicino a Swindon.

Qual è la differenza fra Avebury e Stonehenge?

Sono due monumenti dello stesso sito UNESCO ma molto diversi. L’UNESCO li distingue in una frase: Stonehenge è il cerchio di pietre preistorico architettonicamente più sofisticato del mondo, Avebury è il più grande. A Stonehenge si guarda il monumento da fuori, lungo un percorso, con biglietto e orari; ad Avebury si cammina dentro il cerchio, gratis e a qualsiasi ora di luce, e dentro il cerchio c’è un villaggio con le sue case, il pub e la chiesa. Le pietre di Avebury sono inoltre grezze, non lavorate né sormontate da architravi come quelle di Stonehenge.

Dove si parcheggia ad Avebury?

Il parcheggio principale è quello del National Trust, a sud-ovest del villaggio sulla A4361, a pochi minuti a piedi dalle pietre: nel navigatore si cerca il codice postale SN8 1RD. Funziona a pay and display, si paga alla macchinetta o con l’app JustPark, oppure con carta e contanti esatti alla reception nell’Old Farmyard. È aperto dalle 9 alle 18 e la sosta notturna è vietata. Chi ha il contrassegno disabili ha un’area riservata in High Street, codice postale SN8 1RF. Il National Trust chiede espressamente di non parcheggiare nelle strade del villaggio e avverte di non lasciare oggetti di valore in auto.

Si può visitare Avebury senza macchina?

Sì, ed è uno dei pochi posti di questa zona dove si può dire davvero. L’autobus 49 della Stagecoach, che collega Swindon, Devizes e Trowbridge, passa per Avebury due volte all’ora dal lunedì al sabato e una volta all’ora la domenica; c’è anche il 42 della Swindon Bus Company da Calne e da Marlborough. Le stazioni ferroviarie di riferimento sono Swindon e Pewsey. Chi arriva in autobus ha anche 1 £ di sconto sull’ingresso al maniero e al museo. In alternativa esistono gite organizzate di un giorno in partenza da Bristol, da Bath e da Londra.

Cosa c’è da vedere intorno ad Avebury?

Tutto il paesaggio intorno fa parte della stessa iscrizione UNESCO ed è quasi interamente gratuito. Silbury Hill è il più grande tumulo artificiale d’Europa, completato verso il 2400 avanti Cristo, e a quanto risulta non contiene nessuna sepoltura: l’ingresso è libero e il parcheggio costa 2 £ per i non soci. Il West Kennet Long Barrow è una tomba a camera neolitica del 3650 avanti Cristo circa, dove furono sepolte quasi cinquanta persone: è gratuito, il parcheggio nella piazzola sulla A4 pure, e dalla piazzola c’è mezzo miglio di salita a piedi nei campi. Il Sanctuary, sulla cima di Overton Hill, è gratuito anch’esso.

Quante pietre ci sono ad Avebury?

Il cerchio esterno, che corre lungo il bordo interno del fossato, aveva probabilmente fra le 98 e le 105 pietre, e dentro di esso ci sono altri due cerchi più piccoli. Molte pietre oggi non ci sono più: nel Medioevo furono associate al culto pagano e vennero sepolte o distrutte, e altre sparirono con l’edilizia e i lavori agricoli. Il cerchio settentrionale, per esempio, aveva 27 pietre e oggi ne restano due in piedi e due a terra. Nei punti dove una pietra mancante è stata individuata con gli scavi è stato piantato un palo di cemento, quindi girando fra le pietre si vede anche il vuoto. L’aspetto attuale del sito si deve in gran parte ad Alexander Keiller, che alla fine degli anni Trenta comprò il terreno e fece rialzare molte delle pietre abbattute.

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Avebury cosa vedere
Avebury cosa vedere

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