Cotswolds villages: i borghi delle Cotswolds, quali vedere

Ho letto una ventina di liste dei villaggi delle Cotswolds prima di partire, e alla fine mi sono accorto che erano tutte la stessa lista. Nove paesi, sempre quelli, sempre nello stesso ordine, tutti definiti “il più bello d’Inghilterra”. Nessuna che dicesse la cosa che serve davvero a chi guida: quali di questi paesi stanno a dieci minuti l’uno dall’altro e si mettono insieme in una mattinata, e quali invece sono a un’ora di strade strette e ti mangiano la giornata intera.

Nei Cotswolds villages ci sono stato a fine agosto 2026 con Ornella e i nostri amici Piera e John, e questa è la lista che avrei voluto trovare: ventidue borghi divisi per zona, con il perché di ognuno e quanto tempo ci vuole. Faccio però una cosa che nelle altre liste non ho visto fare, e la faccio subito: vi dico quali ho visto con i miei occhi e quali no. Di questi ventidue ne abbiamo girati dieci, e per quelli trovate i minuti veri, i parcheggi e i giudizi; per gli altri trovate il perché esistono e basta, che è tutto quello che posso onestamente darvi. Il quadro d’insieme della regione, cioè dove sono le Cotswolds e perché le case sono tutte dello stesso colore, sta nella guida generale alle Cotswolds: qui si parla solo di paesi.

In breve

Nelle Cotswolds non esiste un elenco ufficiale di villaggi: sono un centinaio fra village veri e market town, cioè paesi-mercato, sparsi su 2.038 km quadrati. I cinque più famosi sono Bibury, Bourton-on-the-Water, Castle Combe, Chipping Campden e Broadway. Si dividono in quattro zone: il nord attorno a Chipping Campden, il cuore lungo la valle del Windrush con Stow-on-the-Wold e Bourton, l’est verso l’Oxfordshire con Burford, e il sud da Cirencester fino a Castle Combe, che però è già nel Wiltshire. Nel cuore i paesi distano dai 10 ai 30 minuti l’uno dall’altro: in una sola giornata se ne possono vedere sette, ma gli ultimi si vedono di corsa. In un giorno se ne fanno bene tre, in tre giorni una zona intera, in cinque tutte e quattro. I due più affollati sono Bourton-on-the-Water, che fa 300.000 visitatori l’anno con meno di 3.500 residenti, e Bibury.

Quali sono i borghi delle Cotswolds

Non c’è una lista ufficiale, e chi ve la vende come tale se l’è inventata. Le Cotswolds sono un’area di paesaggio protetto, non un comune: dentro i suoi confini stanno un centinaio fra villaggi e paesi, sparsi su 2.038 chilometri quadrati a cavallo di sei contee. Nessuno li ha mai contati in modo definitivo, perché nessuno sa dire dove finisce una frazione di quattro case e comincia un villaggio.

Quello che si può fare, e che ho fatto qui, è scegliere. Ventidue nomi che valgono la strada, divisi per zona, non per bellezza, perché è così che si organizza una giornata quando si guida.

Prima però c’è una distinzione che in italiano non traduce nessuno e che vi cambia il viaggio: village e town non sono la stessa cosa. Il village è il paese da cartolina, spesso senza un negozio e senza un bancomat: Bibury, Snowshill, i due Slaughter. La market town, il paese-mercato, è dove per secoli si è venduta la lana e dove oggi ci sono gli alberghi, i ristoranti, la banca e il benzinaio: Stow-on-the-Wold, Burford, Cirencester, Moreton-in-Marsh, Chipping Campden. Sono meno fotogeniche e sono quelle in cui conviene dormire. Chi prenota tre notti a Bibury perché ha visto le foto scopre poi che per cenare deve prendere la macchina.

BorgoZonaPer cosa valeTempo consigliatoCi siamo stati
Chipping CampdenNordMarket Hall del 1627, la via curva, l’Arts and Crafts2-3 ore, 40 minuti
BroadwayNordUna delle High Street più lunghe d’Inghilterra, la torre2-3 oreSolo in auto
SnowshillNordLa collezione di Charles Wade, il paese di Bridget Jones2 ore, 30 minuti
Stanton e StanwayNordDue paesi intatti, la fontana più alta del mondo a gravità1-2 oreNo
BlockleyNordIl paese di Father Brown, in una valle laterale1 oraNo
Bourton-on-the-HillNordUna salita di case dorate sulla strada per Moreton30 minNo
Moreton-in-MarshNordStazione dei treni per Londra, mercato, Curfew Tower1-2 oreNo
WinchcombeNordSudeley Castle, sette sentieri, Belas KnapMezza giornataNo
Stow-on-the-WoldCuoreLa piazza del mercato, la porta della chiesa fra i tassi2-3 ore, 1 ora
Bourton-on-the-WaterCuoreI cinque ponti sul Windrush, il villaggio in miniatura2-3 ore, 1 ora e 40
Lower SlaughterCuoreIl mulino ad acqua, il fiume Eye, il silenzio1-2 ore, 1 ora e 50 col pranzo
Upper SlaughterCuoreUno dei pochi doubly thankful villages d’Inghilterra30 min, 1 ora e 50 col pranzo
Naunton e Guiting PowerCuoreDue paesi di campagna vera, la colombaia del Seicento1 oraNo
NorthleachCuoreUna delle chiese della lana più belle, le lastre dei mercanti1 oraNo
BiburyCuoreArlington Row del 1380, sul passaporto britannico1-2 ore, 50 minuti
BurfordEstLa High Street in discesa, la chiesa dei Levellers2-3 oreNo
Chipping NortonEstIl Bliss Tweed Mill, la zona di Clarkson’s Farm1-2 oreNo
BamptonEstIl villaggio di Downton Abbey1-2 oreNo
Charlbury e WitneyEstIl bordo orientale, le coperte di Witney1 oraNo
CirencesterSudLa capitale romana Corinium, la cattedrale delle CotswoldsMezza giornataNo
PainswickSudI tassi del cimitero, il Rococo Garden2 ore, 50 minuti
TetburySudAntiquari, le Chipping Steps, Highgrove a due passi2-3 oreNo
Castle CombeSud (Wiltshire)Il villaggio più fotografato, i film1-2 ore, 1 ora e 15
LacockSud (Wiltshire)Paese intero del National Trust, Harry Potter, Fox TalbotMezza giornata, 2 ore e mezza
Malmesbury e Bradford-on-AvonSud (Wiltshire)L’abbazia di Æthelstan, la chiesa sassoneMezza giornataNo

Perché ve lo dico: l’ultima colonna è la ragione per cui questo articolo esiste. Le liste che ho letto prima di partire raccontano tutti e ventidue i paesi con lo stesso tono sicuro, e non è possibile: nessuno li ha visti tutti nello stesso viaggio. Quello che segue è diviso di conseguenza. Dove c’è scritto sì trovate i minuti veri, i parcheggi che abbiamo pagato e cosa ne penso; dove c’è scritto no trovate perché quel paese vale la strada, e mi fermo lì.

I borghi del nord, fra Chipping Campden e Winchcombe

Il nord è la parte più alta e più verticale delle Cotswolds, quella dove la collina cade di colpo sulla valle del Severn. È anche la zona con i paesi più intatti, perché il turismo di giornata da Londra si ferma prima, nel cuore.

Chipping Campden

È la più bella delle market town sulla carta, ma proprio per l’idea delle Cotswold che ci eravamo fatti e i borghi che avevamo già visto, è quella che mi ha entusiasmato meno. Comincio da lì perché è il tipo di riga che nelle liste non si legge mai: fra tutti i villaggi che abbiamo visitato, è forse quello che ci ha emozionato un pizzico meno. Non per bruttezza, per forma: si sviluppa quasi interamente in linea lungo l’ampia High Street, quindi manca del tutto quell’effetto di scoperta a ogni angolo che rende Bibury e Bourton quello che sono. Ci si cammina dentro e in dieci minuti si è già capito tutto.

cotswolds villages Chipping Campden
cotswolds villages il mercato della lana a Chipping Campden

Detto questo, la storia che conserva è di prim’ordine. Al centro c’è la Market Hall del 1627, costruita da Sir Baptist Hicks come riparo per i mercanti di burro, formaggio e soprattutto della pregiata lana locale: è ancora aperta sui quattro lati com’era allora, con il soffitto a travi di legno a vista e il pavimento in lastre levigate dal tempo, ed è oggi protetta dal National Trust. La chiesa di St James è una delle grandi chiese della lana, pagate dai mercanti che con quella lana si erano arricchiti. Passeggiare fra le facciate elisabettiane e giacobiane fa capire il peso economico che questo posto ha avuto, ed è uno spaccato più maestoso e istituzionale che fiabesco.

Chipping Campden
Chipping Campden Cotswold

C’è una seconda ragione per fermarsi, che quasi nessuno racconta: nel 1902 Charles Robert Ashbee spostò qui da Londra la sua Guild of Handicraft, e Chipping Campden diventò per qualche anno la capitale dell’Arts and Crafts movement. Il museo Court Barn, accanto alla chiesa, è la memoria di quella storia. Da qui parte anche il Cotswold Way, i 164 chilometri di sentiero che arrivano fino a Bath.

Il mio consiglio, che è anche un ridimensionamento: dategli quaranta minuti, che è il tempo che ci abbiamo passato noi, e non mezza giornata. È un paese che si capisce in fretta, e le mezze giornate nelle Cotswolds sono poche. Se dovete scegliere fra questo e un’ora in più a Broadway, scegliete Broadway.

Broadway

Qui devo essere trasparente: l’abbiamo solo attraversata in auto, senza scendere, per ragioni di tempo. Non vi darò quindi né parcheggi né soste, ma la vista dalla macchina merita comunque due righe, perché è stata una gioia per gli occhi.

Cotswold Villages Brodway
Cotswold Villages Brodway

La chiamano il gioiello delle Cotswolds e ha una delle High Street più lunghe d’Inghilterra: un viale largo, bordato di antichi ippocastani, con sfilate di cottage, boutique e locali storici costruiti nella pietra calcarea locale. Quel colore dorato, sotto la luce piena, sembrava letteralmente brillare. Anche solo passando a passo d’uomo si percepisce un’eleganza d’altri tempi, raffinata e impeccabile, e ce ne siamo andati con la voglia enorme di tornarci per dedicarle il tempo che merita. Niente a che vedere con il Broadway dei teatri di New York, che è la prima cosa che viene in mente a un italiano: questo è un paese del Worcestershire di poche migliaia di abitanti.

Sopra il paese, in cima a Broadway Hill a 312 metri, sta la Broadway Tower: una follia gotica disegnata da James Wyatt nel 1794 e costruita fra il 1798 e il 1799 dal sesto conte di Coventry per la moglie. Venti metri di torre sul secondo punto più alto delle Cotswolds. Noi non ci siamo saliti e la abbiamo vista solo come sagoma sulla collina, quindi se cercate un giudizio sulla vista dall’alto non sono la persona giusta. Dal 2018 Broadway ha di nuovo la sua stazione, capolinea della ferrovia storica che scende fino a Cheltenham.

Snowshill

Quattro chilometri sopra Broadway, in una piega di collina, e quasi nessuno ci sale. Ci siamo andati apposta, e non per il museo: Snowshill è il paese del Diario di Bridget Jones, quello dei genitori di Bridget, dove all’inizio del film si tiene l’indimenticabile festa di Natale. Ce l’avevamo in programma fin dalla fase di pianificazione per quello, e alla fine è stata mezz’ora di puro divertimento cinematografico in mezzo alla campagna.

Snowshill Cotswolds
Snowshill Cotswolds

Il paese è una vera gemma di tranquillità: una piazzetta piccolissima e molto caratteristica, dominata dalla chiesa in pietra e dal cimitero storico che la circonda, conservato benissimo. Non c’è nient’altro, ed è esattamente il punto. Della Greenwood Cottage, la casa usata nel film, ci si limita a uno sguardo dall’esterno: è privata.

La casa dei genitori di Bridget Jones Snowshill
La casa dei genitori di Bridget Jones Snowshill

Vale anche per Snowshill Manor, che è del National Trust ed è una delle case più strane d’Inghilterra: fra il 1900 e il 1951 l’architetto Charles Paget Wade ci ha ammucchiato una collezione smisurata di mobili, strumenti musicali, attrezzi da lavoro, giocattoli, orologi, biciclette e armature giapponesi, e lui viveva in una costruzione a parte nel giardino. Nei campi lì intorno c’è la lavanda, che è la cosa per cui Snowshill finisce su Instagram.

Stanton, Stanway, Blockley e Bourton-on-the-Hill

Questi quattro non li abbiamo visti, quindi ve li lascio in due righe ciascuno e senza consigli inventati.

Stanton è considerato il villaggio più omogeneo delle Cotswolds, senza una casa fuori posto. Stanway ha una casa giacobiana e una fontana a getto singolo che arriva a oltre 91 metri, la più alta della Gran Bretagna e la più alta al mondo fra quelle alimentate solo dalla gravità: sale poche volte al giorno e solo nei giorni di apertura, che sono pochi, quindi gli orari vanno controllati sul sito ufficiale prima di partire. Blockley sta in una valle laterale cinque chilometri a nord-ovest di Moreton, e la sua chiesa è la St Mary della serie Father Brown. Bourton-on-the-Hill, da non confondere con Bourton-on-the-Water che è tutta un’altra cosa, è una salita di case color miele sulla strada fra Moreton e Broadway.

Cotswolds villages Stanton
Cotswolds Stanton

Moreton-in-Marsh e Winchcombe

Neanche questi due li abbiamo toccati, e anche qui mi fermo ai fatti.

Moreton-in-Marsh non è un paese da cartolina ed è per questo che serve: sta al crocevia della Fosse Way, la strada romana che taglia l’Inghilterra in diagonale e che oggi è la A429, e soprattutto ha la stazione dei treni, con i collegamenti diretti per Londra Paddington sulla Cotswold Line. È la base logica per chi arriva senza macchina.

Moreton in the Marsh
Moreton in the Marsh

Winchcombe vale per due cose: Sudeley Castle, luogo di sepoltura di Catherine Parr, la sesta e ultima moglie di Enrico VIII, e i sentieri, perché qui se ne incrociano sette a lunga percorrenza, Cotswold Way compreso, e il paese fa parte della rete *Walkers are Welcome* dal 2009. Sopra, su Cleeve Hill che con i suoi 330 metri è il punto più alto delle Cotswolds e di tutto il Gloucestershire, c’è Belas Knap, un tumulo funerario neolitico di circa cinquemila anni fa.

Winchcombe
Winchcombe

Il cuore delle Cotswolds: Stow, Bourton e la valle del Windrush

Questa è la zona che tutti chiamano “le Cotswolds” senza rendersi conto che ne stanno vedendo un quarto. È il fondo della conca, il fiume Windrush che passa da un paese all’altro, e i paesi sono tutti a pochi chilometri l’uno dall’altro. È anche la zona che prende la quasi totalità dei pullman, ed è quella a cui abbiamo dedicato la nostra giornata piena.

Bibury

William Morris la chiamò il villaggio più bello d’Inghilterra e da allora nessuno se n’è più liberato. Il motivo è una fila di case: Arlington Row, costruita nel 1380 come magazzino della lana di un monastero e trasformata a fine Seicento in cottage per i tessitori. È del National Trust, è vincolata come Grade I dal 1952, ed è stampata dentro la copertina dei passaporti britannici. Non si visita: ci si vive dentro, sono abitazioni private, e questo è il primo malinteso.

Arlington Row Cotswolds villages Bibury
Arlington Row Cotswolds villages Bibury

Noi ci siamo arrivati alle nove del mattino, dal percorso panoramico della B4425 provenendo da Barnsley, e il consiglio più importante che ho da darvi su tutto questo articolo è proprio questo: arrivate il prima possibile. Appena entrati in paese lo spettacolo si è aperto all’altezza del ponte in pietra sul fiume Coln e ci ha lasciati a bocca aperta, e a quell’ora eravamo fra i pochissimi visitatori. Le facciate nella tipica pietra color miele, incorniciate da rampicanti e fiori, valgono da sole il viaggio.

bibury cotswolds villages
bibury cotswolds villages
Bibury 3
Cotswolds villages: i borghi delle Cotswolds, quali vedere 36

Parcheggio a Bibury, rilevato ad agosto 2026: superato il ponte e svoltando a sinistra, a circa 500 metri, ci sono tre grandi parcheggi a pagamento da 10 £ per l’intera giornata. Il fatto stesso che ce ne siano tre dice quanto il paese si riempia nelle ore di punta. Noi abbiamo tentato la sorte sulla strada principale e abbiamo trovato subito un posto gratuito a cinquanta metri dal centro: il premio alla levataccia. Attenzione perché nei borghi si paga a giornata anche per starci un’ora.

Nel borgo di Bybury
Nel borgo di Bybury

Il secondo malinteso è la dimensione. Bibury ha poco più di seicento abitanti e una strada, e in cinquanta minuti l’abbiamo girato tutto con calma. Davanti ad Arlington Row c’è Rack Isle, il prato dove si stendeva il tessuto dopo la lavatura, oggi riserva del National Trust, e poco più in là la Bibury Trout Farm, fondata nel 1902, che produce circa sei milioni di uova di trota l’anno per ripopolare i fiumi della zona. I sentieri che costeggiano i laghetti e l’allevamento sono la parte che quasi nessuno fa, e sono quella che vi porta fuori dall’inquadratura di tutti. Il rapporto fra la fama del posto e la sua capienza reale è il problema di Bibury, e nel 2017 è arrivato al punto che a un residente hanno vandalizzato l’auto gialla parcheggiata sotto casa, perché rovinava le fotografie.

Bourton-on-the-Water

È il paese più famoso e il più affollato, e i due fatti sono lo stesso fatto. Ed è anche, e ve lo dico senza giri, in assoluto uno dei miei luoghi preferiti di tutto il viaggio. Se Bibury è il gioiello silenzioso incastonato nella natura, Bourton è un borgo vivo, dove la vita scorre con un’energia vivace pur restando immersa nella pace delle Cotswolds.

Burton on the water cotswold Villages
Cotswolds villages: i borghi delle Cotswolds, quali vedere 37

La Venezia delle Cotswold

Ogni nazione ha la sua Venezia: Bruge, Amsterdam, Stoccolma, Ghiethoorn, ma se la nostra città è per tutti termine di paragone un motivo ci sarà!
Anche Questa cittadina prende l’appellativo di Venezia delle Cotswolds per i cinque ponti bassi in pietra che attraversano il Windrush lungo la via principale, costruiti in tre secoli, fra il 1654 e il 1953. Il fiume scorre largo e con un fondale incredibilmente basso, poco più di venti centimetri, e qui succede la scena che non mi aspettavo e che da sola vale la sosta: con l’acqua che arriva appena alle caviglie, è normale vedere gente di ogni età togliersi le scarpe e camminare dentro il fiume. Le fronde dei salici piangenti sfiorano la superficie, le anatre ci scivolano in mezzo, e camminare lungo le sponde sembra davvero di stare dentro un dipinto.

A differenza dei borghi più isolati, Bourton è una cittadina vissuta: le vie sono animate da botteghe artigiane, piccoli bar e sale da tè tradizionali, e si sente il profumo di buono che esce dai locali. Ci abbiamo passato un’ora e quaranta, dalle 10:20 a mezzogiorno, ed è stata rigenerante.

Burton on the water
Burton on the water vista sul fiume
Burton on the water cotswolds
Burton on the water cotswolds

Poi ci sono i numeri, e i numeri sono la cosa da sapere prima di partire: circa 300.000 visitatori l’anno contro meno di 3.500 residenti. In alta stagione i turisti sono più degli abitanti. Le attrazioni sono tutte a pagamento e tutte concentrate in poche centinaia di metri: il Model Village aperto nel 1937, che è una riproduzione in scala del paese ed è a sua volta un edificio tutelato dal 2013, il Cotswold Motoring Museum, Birdland con i suoi pinguini, il labirinto delle libellule.

Sul parcheggio abbiamo avuto la solita fortuna: siamo arrivati alle 10:20 e abbiamo trovato posto gratis in pieno centro, senza girare. Lo scrivo sapendo che è fortuna e non una regola, perché in un paese che fa 300.000 visitatori l’anno il buon senso direbbe il contrario. Ma vale la pena fare un giro prima di infilarsi in un parcheggio a pagamento: nelle Cotswolds il posto gratuito in centro esiste quasi ovunque, solo che è poco e va via presto.

Il Model Village, poi, merita qualche parola in più di quelle che gli danno le guide, perché da fuori sembra il classico plastico per turisti e non lo è. È stato tirato su a partire dal 1936 dai proprietari dell’Old New Inn, la locanda dietro cui si trova, e finito nel 1940: riproduce il centro di Bourton in scala 1:9 esatta com’era nel 1936, un centinaio di edifici costruiti con il calcare delle cave della zona e coperti con lastre di pietra delle Cotswolds in miniatura, cioè con gli stessi materiali delle case vere. Dal 2013 è nella lista del patrimonio nazionale tenuta da Historic England con un vincolo di Grade II, ed è l’unica attrazione del suo genere in Inghilterra ad averlo.

Model Village - Burton on the water
Model Village – Burton on the water ©Mrfinch

E c’è un dettaglio che nessuno racconta prima e che da solo giustifica il giro: dentro il Model Village c’è il Model Village. Dietro la miniatura dell’Old New Inn ne trovate una copia in scala 1:81, che a sua volta ne contiene una in scala 1:729 larga una trentina di centimetri, e dentro quella ce n’è una quarta, dipinta, in scala 1:6.561. Bourton dentro Bourton dentro Bourton, quattro volte, e trovarle tutte diventa un piccolo gioco.

Consiglio: vi dico onestamente come l’ho trovato, perché è la domanda che si fanno tutti. Il Model Village è curioso e interessante, ma tranquillamente evitabile: se avete tempo da spendere a Bourton fatelo, se state facendo il giro dei borghi con le ore contate non è quello che vi cambia la giornata. Il biglietto costa 4,95 £ per gli adulti, 4,50 £ sopra i 60 anni e 4 £ dai 3 ai 13, gratis sotto i tre. Non serve prenotare, si paga all’ingresso e si paga solo con la carta: contanti non ne accettano. Apre alle 10 e chiude alle 17:30 con l’ora legale, alle 15:30 con quella solare, tutti i giorni tranne Natale e Santo Stefano. Con il passeggino non si entra, i passaggi sono troppo stretti. Prezzi e orari rilevati ad agosto 2026: prima di andare controllateli sul sito ufficiale.

Lower Slaughter e Upper Slaughter

Il nome mette i brividi “Macellazione, massacro”, ma non c’entra niente: viene dall’inglese antico slohtre, che vuol dire terreno umido, acquitrino.

Cavalieri nel fiume a Lower Slaughter
Cavalieri nel fiume a Lower Slaughter

Lower Slaughter l’abbiamo visto e ci siamo anche fermati a pranzo, per un totale di quasi due ore. Se Bourton è viva e animata, questo è un’oasi di pace assoluta, rimasta deliziosamente fuori dai percorsi più battuti, e sta a dieci minuti d’auto dal caos di Bourton. Il piccolo fiume Eye attraversa placido il villaggio, dominato da un caratteristico mulino ad acqua dell’Ottocento, The Old Mill, ancora perfettamente funzionante. Ma la cosa che mi è rimasta è un’altra, e non era in programma: passeggiando lungo le sponde abbiamo incrociato diversi cavalieri che risalivano il letto del fiume a cavallo, attraversando i guadi. Un’immagine d’altri tempi che ha reso la sosta la più fiabesca della giornata.

Lower Slaughter cotswolds villages
Lower Slaughter passeggiando lungo il fiume
The Slaughter Country Inn Lower Slaughter
The Slaughter Country Inn Lower Slaughter

Dove abbiamo pranzato

The Slaughters Country Inn, il pub del villaggio. Io ho preso un ottimo pulled pork in salsa piccante con una birra artigianale, e sedersi lì immersi in quell’atmosfera è stato il modo giusto per spezzare la giornata. Il conto per quattro persone è stato di 126 €, circa 110 £, che per la qualità del cibo e per il contesto è una cifra assolutamente onesta. Prezzo rilevato ad agosto 2026.

Upper Slaughter invece non l’abbiamo raggiunto, e neanche la passeggiata lungo l’acqua che unisce i due paesi: era ora di pranzo e siamo ripartiti. Ve lo dico perché la trovate consigliata ovunque come la cosa più bella che si faccia a piedi nella zona, e io non posso confermarvelo. Quello che posso dirvi è perché varrebbe: Upper Slaughter è uno dei pochissimi *doubly thankful villages* d’Inghilterra. Dalla Prima guerra mondiale partirono ventiquattro uomini e una donna, e tornarono tutti; dalla Seconda ne partirono trentasei e ne tornarono trentasei. Non c’è il monumento ai caduti, perché non ci sono stati caduti. Nelle Cotswolds ce ne sono solo altri due così, Little Sodbury e Coln Rogers.

Upper Slaughter
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Stow-on-the-Wold

Sta in cima a una collina di 244 metri, ed è il punto più alto di tutte le Cotswolds. Ha una piazza del mercato enorme, quadrata, circondata da pub e da negozi di antiquariato, e sta al crocevia delle strade principali della zona, Fosse Way compresa. Noi ce lo siamo goduto un’ora, a passo lento, ed è una cittadina deliziosa e piena di carattere.

Stow on the wold
Cotswolds villages: i borghi delle Cotswolds, quali vedere 39
Stow on the wold passeggiata nei vicoli
Cotswolds villages: i borghi delle Cotswolds, quali vedere 40

La cosa che ci si viene a fotografare non è la piazza: è la porta nord della chiesa di St Edward, incassata fra due enormi tassi secolari che le sono cresciuti addosso ai due lati fino a farne una specie di arco vivo. È il punto più affascinante della visita, e trovarcisi davanti è un passaggio strano e quasi mistico: il contrasto fra la luce che filtra sopra il portale di legno e i tronchi contorti dei due alberi crea un effetto che per un istante ti catapulta dentro una fiaba. Su internet la trovate spacciata per l’ispirazione delle Porte di Durin del *Signore degli Anelli*: è una tradizione suggestiva, non una prova storica, ma la porta resta bellissima lo stesso.

Stow on the wold Tolkien door
Stow on the wold Tolkien door

Naunton, Guiting Power e Northleach

Tre paesi del cuore minore che non abbiamo toccato, e che vi lascio come sono.

Naunton ha una colombaia del Seicento in mezzo al prato, uno di quegli edifici agricoli che nessuno guarda e che sono lì da quattrocento anni. Guiting Power ha il *green*, il prato comune, e i cottage attorno: non c’è niente da visitare, ed è esattamente il punto. Northleach ha invece una ragione forte, ed è la chiesa di St Peter and St Paul, che secondo lo storico dell’architettura David Verey è la più bella delle Cotswolds dopo quella di Cirencester: dentro conserva le *brasses*, le lastre commemorative in ottone dei mercanti di lana, ritratti in abiti civili con le mogli e con i piedi appoggiati sulle pecore e sui sacchi di lana che li avevano fatti ricchi. Una porta il nome di John Fortey, morto nel 1459.

I borghi a est, fra Burford e l’Oxfordshire

Il bordo orientale è meno spettacolare e molto meno affollato. È la parte che si attraversa arrivando da Oxford, ed è anche l’unica delle quattro zone in cui non abbiamo messo piede: arrivando da Bristol e stando a sud, l’est ci è rimasto sempre dalla parte sbagliata. Ve la riassumo quindi in blocco, senza consigli che non posso dare.

Burford la chiamano la porta delle Cotswolds perché è la prima che si incontra venendo da est. La sua High Street è una discesa dritta e ripida fiancheggiata da case di pietra, che finisce sul ponte sul Windrush, e a metà strada c’è il Tolsey, l’antico edificio dei mercati. Nella chiesa di St John Baptist c’è una storia della guerra civile che vale il giro: nel maggio del 1649 Cromwell ci rinchiuse 340 soldati Levellers ammutinati e il 17 maggio ne fece giustiziare tre nel cimitero, e le iscrizioni lasciate dai prigionieri si vedono ancora oggi.

Chipping Norton è una *market town* di lavoro, dominata dalla ciminiera del Bliss Tweed Mill, un lanificio del 1872 che sembra una villa palladiana con un camino in mezzo, chiuso nel 1980 e oggi trasformato in appartamenti. È anche la zona di Diddly Squat, la fattoria di Jeremy Clarkson di *Clarkson’s Farm*: noi non ci siamo andati, e chi ci va sappia che il negozio ha code lunghe e giorni di chiusura.

Bampton cotswolds villages
Bampton cotswolds villages

Bampton è il villaggio di Downton Abbey, e non nel senso vago in cui lo sono altri posti: le scene di paese della serie sono girate qui, con la chiesa di St Mary the Virgin che fa la chiesa di Downton e la biblioteca comunale che fa l’ospedale. Il castello no, quello è Highclere, e sta tutt’altra parte dell’Inghilterra: noi ci siamo stati, ed è un’altra storia che vi racconto in le location di Downton Abbey. Charlbury e Witney sono il bordo estremo: Witney è nota da secoli per le coperte di lana, Charlbury ha la stazione sulla linea per Londra. Nessuna delle due è una tappa da programmare.

I borghi del sud, da Cirencester a Castle Combe

Il sud è più largo, più agricolo e meno battuto, e ha una cosa che il nord non ha: i romani. Poi, sconfinando nel Wiltshire, ha i due paesi più fotografati d’Inghilterra.

Painswick

Painswick è stato il nostro primo assaggio delle Cotswolds in assoluto, il pomeriggio dell’arrivo, e ci siamo rimasti cinquanta minuti. È arroccata sul fianco della collina, con vicoli stretti che scendono di traverso, e ci ha dato il primo vero colpo d’occhio sull’architettura tipica del Gloucestershire, con le dimore in pietra color miele.

Painswick
Painswick

La cosa per cui ci si va, e che merita davvero, è il camposanto della parrocchiale di St Mary, quello che chiamano il cimitero dei cento tassi. Rispondo alla domanda che si fa chiunque: no, non è un cimitero come tanti. I tassi sono enormi, secolari, potati in modo che le fronde si chiudano sopra i vialetti formando vere e proprie gallerie verdi: camminarci sotto è un’esperienza suggestiva e particolare, e non somiglia a niente che abbia visto altrove. La tradizione dice che non possano mai essere più di 99, perché il centesimo il diavolo lo strapperebbe via; il Victoria and Albert Museum una volta ne contò 103 e la pianta della chiesa ne segna 100, il che rende la leggenda ancora più divertente.

Painswick cotswolds villages
Painswick cotswolds villages
Painswick cotswolds
Painswick cotswolds

Sopra il paese c’è il Painswick Rococo Garden, disegnato negli anni Quaranta del Settecento da Benjamin Hyett: l’unico giardino rococò sopravvissuto in Inghilterra. Noi non ci siamo entrati, era tardi.

Lacock

Lacock non è un paese, è un set a cielo aperto, ed è quasi interamente di proprietà del National Trust: è per questo che ci girano tutto. Orgoglio e pregiudizio, Downton Abbey, Wolf Hallm Cranford, e soprattutto Harry Potter. Ci siamo arrivati da Swindon in circa quaranta minuti l’ultimo giorno, e ci abbiamo passato due ore e mezza fra villaggio e abbazia, che è il tempo giusto.

Lacock Red Lion
Lacock Red Lion
Lacock
Lacock

Prima una passeggiata senza meta fra vicoli, case a graticcio e vecchie dimore in pietra, poi la caccia ai set con la mappa che danno al Visitor Centre. Il momento è arrivato al numero 20 di Church Street: riconoscerlo è stato un tuffo al cuore, perché è l’esterno della casa dei genitori di Harry a Godric’s Hollow.

Lacock Casa Harry potter
Lacock Casa Harry potter

Poi c’è la Lacock Abbey, antica abbazia convertita in dimora nobiliare, che si raggiunge per un piacevole sentiero attraverso i giardini e il parco botanico. Dentro è emozionante su due fronti: da un lato le sale, la cucina storica e le biblioteche della residenza; dall’altro il chiostro medievale in pietra, che ha fatto da corridoio di Hogwarts, e una sala interna che è la famosa aula di Pozioni del professor Piton. Qui visse William Henry Fox Talbot, uno dei padri della fotografia, la cui famiglia donò la proprietà al National Trust nel 1944.

Lacock abbey la clase di magia del professor Piton
Lacock abbey la clase di magia del professor Piton

Quanto abbiamo speso a Lacock, agosto 2026: l’ingresso è costato circa 80 € complessivi per quattro persone, più le solite 6 £ di parcheggio. Per il pranzo ci siamo fermati al The Red Lion, anche lui apparso in diverse riprese televisive, immerso fra i fiori e con la sua struttura in pietra: 105 € in quattro. Una curiosità che non mi aspettavo: nonostante fossimo in Inghilterra, i prati del parco erano quasi del tutto ingialliti per l’assenza prolungata di pioggia, uno scenario bizzarro che non mi era mai capitato di vedere qui.

Castle Combe

L’ultima tappa del nostro viaggio, e nella mia classifica personale dei borghi più belli della regione conquista a mani basse un posto sul podio. Da Lacock sono quindici minuti, e questo è il dato che ribalta un luogo comune: si legge dappertutto che Castle Combe e Lacock sono lontanissimi da tutto, e in effetti dal cuore delle Cotswolds lo sono, ma fra loro due sono vicinissimi e insieme fanno una mezza giornata comoda. Noi ci abbiamo messo un’ora e un quarto a Castle Combe e siamo poi arrivati all’aeroporto di Bristol in meno di un’ora.

Castle combe
Castle Comb ingresso del villaggio dal ponte

L’atmosfera qui è pura magia: le abitazioni nella tipica pietra color miele, la storica chiesa di St Andrew con il suo orologio medievale, le siepi curate nei minimi dettagli, l’immancabile cabina telefonica rossa che spicca fra le pietre e il ruscello Bybrook che attraversa placido il villaggio. Una via, un ponte, nessuna antenna in vista. La foto di rito la si fa seduti sul muretto del ponte in pietra, con la fila di cottage storici alle spalle a fare da cornice, ed è stata l’ultima cartolina che ci siamo portati via da questo viaggio.

castle comb
Castle Comb scorcio

Ci sono stati girati Doctor Dolittle nel 1967, Stardust, The Wolfman, War Horse di Spielberg e la seconda stagione di Slow Horses.

Parcheggio a Castle Combe: normalmente si lascia l’auto nel parcheggio visitatori situato in alto, sopra il paese, e si scende a piedi in una decina di minuti. Noi, come ci è capitato più volte in questo viaggio, abbiamo trovato un posto gratuito a due passi dalla piazza principale: se lo vedete libero prendetelo, ma non contateci in partenza.

Attenzione alle ricerche: appena a sud del paese c’è il Castle Combe Circuit, un autodromo ricavato da un vecchio campo d’aviazione della RAF. Se cercate il borgo in rete a novembre vi escono i motori. Sono due cose diverse a poche centinaia di metri l’una dall’altra.

Cirencester, Tetbury, Malmesbury e Bradford-on-Avon

Il resto del sud non l’abbiamo girato, e ve lo lascio in sintesi.

Cirencester era Corinium, e alla fine del secondo secolo le sue mura racchiudevano 240 acri: la seconda città più estesa della Britannia romana. Il Corinium Museum conserva una vasta collezione romana, mosaici compresi, e la chiesa di St John Baptist è quella che chiamano la cattedrale delle Cotswolds. È oggi il centro più vivo della zona, con negozi veri e un mercato: se cercate una base con la vita di un paese normale, è questa.

Tetbury è il paese degli antiquari, con la Long Street tutta negozi, il Market House del 1655 e le Chipping Steps, una scalinata di pietra fra le case. È anche il paese di Highgrove, la residenza privata di re Carlo III, e dal 1972, l’ultimo lunedì di maggio, ci si corrono le Woolsack Races, in cui si sale e si scende da Gumstool Hill con un sacco di lana da 27 chili in spalla.

Malmesbury Cotswolds
Malmesbury Cotswolds

Malmesbury ha l’abbazia dove è sepolto Æthelstan, il primo re di tutta l’Inghilterra, morto nel 939, e la storia di Eilmer, il monaco che attorno al 1010 si buttò dalla torre con un aliante rudimentale, volò per oltre 180 metri e si ruppe tutte e due le gambe. Bradford-on-Avon ha la chiesetta sassone di St Laurence, forse fondata attorno al 705 e riscoperta solo nel 1856 dopo secoli d’uso profano.

La nostre due giornate vere: I 10 borghi che abbiamo visitato

Questa è la parte che in tutte le liste manca, e non perché sia difficile: perché bisogna averla fatta. Ai borghi abbiamo dedicato due giornate, e sono due giornate di forma diversa: la prima tutta dentro le Cotswolds, dall’alba al rientro in hotel, la seconda che è il giorno della partenza e finisce all’aeroporto. Ecco tutte e due con gli orari veri, così potete copiarle o correggerle sapendo cosa comportano.

Ora Dove Quanto
GIORNO 1 Il cuore e il nord: Bibury, Bourton, Lower Slaughter, Stow, Snowshill, Broadway, Chipping Campden 10 h 40 porta a porta
08:00 Uscita dall’hotel e colazione 1 ora
09:00-09:50 Bibury 50 min
09:50-10:20 Guida verso Bourton 30 min
10:20-12:00 Bourton-on-the-Water 1 h 40
12:00-12:10 Guida verso Lower Slaughter 10 min
12:10-14:00 Lower Slaughter, con pranzo dalle 13 1 h 50
14:00-14:15 Guida verso Stow 15 min
14:15-15:15 Stow-on-the-Wold 1 ora
15:15-15:35 Guida verso Snowshill 20 min
15:35-16:05 Snowshill 30 min
16:05-16:15 Guida verso Broadway 10 min
16:15-16:45 Broadway, solo attraversata in auto 30 min
16:45-17:00 Guida verso Chipping Campden 15 min
17:00-17:40 Chipping Campden 40 min
17:40-18:40 Rientro alla base 1 ora
GIORNO 2 Il giorno della partenza: Lacock e Castle Combe, poi Bristol Airport 6 h 45 dal check-out alla riconsegna
08:45 Check-out e partenza dall’hotel
08:45-09:15 Colazione a Swindon 30 min
09:15-10:00 Guida verso Lacock 35-45 min
10:00-12:30 Lacock, il villaggio e l’Abbazia 2 h 30
12:30-12:45 Guida verso Castle Combe 15 min
12:45-14:00 Castle Combe 1 h 15
14:00-15:00 Guida verso Bristol Airport 45-55 min
15:30 Riconsegna dell’auto in aeroporto

La lezione, ed è quella che conta. Guardate la colonna di destra: i primi quattro paesi si prendono da soli quasi tutta la giornata, con soste vere fra i cinquanta minuti e le due ore. Poi qualcosa cambia, e gli ultimi tre scendono a trenta, trenta e quaranta minuti. Non è stanchezza: è che Snowshill l’abbiamo inserita in corsa dopo Stow, non era nel programma iniziale, e quell’aggiunta ha compresso le due tappe successive, soprattutto quella di Broadway.

Il risultato è che il paese che avrei voluto vedere di più è quello a cui ho dato meno tempo. Non me ne pento fino in fondo, perché Snowshill valeva la deviazione e le mezz’ore in coda alla giornata erano comunque due paesi visti. Ma se dovessi rifarla, spezzerei questa giornata in due: il cuore la mattina di un giorno, il nord il giorno dopo, dando un’ora piena anche agli ultimi della fila.

La regola che ne ricavo: nelle Cotswolds i tempi di guida non sono il problema, perché fra un paese e l’altro del cuore ci sono dai dieci ai trenta minuti e mai di più. Il problema è che ogni paese chiede almeno tre quarti d’ora per non essere una fotografia e via. Fate il conto al contrario: prendete le ore di luce che avete, dividete per un’ora a paese contando gli spostamenti, e quello è il numero massimo di borghi della giornata. A noi sono venuti cinque, non sette.

Il Giorno 2 invece è di un’altra specie, e la tabella lo fa vedere: check-out alle 8:45, due borghi soli e un aereo da prendere. Ma sono due borghi che stanno a quindici minuti l’uno dall’altro, il salto più corto di tutto il viaggio, e questo ci ha permesso di dare due ore e mezza a Lacock e un’ora e un quarto a Castle Combe senza mai guardare l’orologio. Se rientrate da Bristol tenetevi questa coppia per l’ultimo giorno: da Castle Combe all’aeroporto è meno di un’ora, e la riconsegna dell’auto delle 15:30 ci è entrata comoda.

Quali borghi scegliere se avete un giorno, tre o cinque

La regola è una sola: i borghi si scelgono per vicinanza, non per bellezza. Su queste strade, strette e senza sorpassi, due paesi bellissimi ma in due valli diverse vi costano più di quanto rendano.

Tempo Cosa ci sta dentro
Un giorno da Londra Una zona sola, e tre paesi non quattro. La combinazione più efficiente è il cuore: Bibury presto la mattina, Bourton-on-the-Water e Lower Slaughter, che dista dieci minuti. Sono i tre che a noi hanno reso di più.
Due giorni Cuore più nord, ed è la nostra giornata spezzata in due come andrebbe fatta. Il secondo giorno da Stow si sale verso Snowshill, poi Broadway con un’ora vera e si chiude a Chipping Campden.
Tre giorni Si aggiunge la linea Bibury, Northleach, Burford, che stanno tutte e tre sullo stesso asse fra la valle del Coln e l’Oxfordshire, oppure si scende su Cirencester e Painswick.
Cinque giorni Ci entrano tutte e quattro le zone. Il Wiltshire con Lacock e Castle Combe si tiene per il giorno di partenza se si vola da Bristol: sono sulla strada.

Le coppie che funzionano davvero, e queste le abbiamo provate: Bourton e Lower Slaughter, dieci minuti; Lower Slaughter e Stow, un quarto d’ora; Snowshill e Broadway, dieci minuti; Lacock e Castle Combe, un quarto d’ora e insieme fanno una mezza giornata perfetta. Sulla carta funzionano anche Bourton e i due Slaughter a piedi, Blockley e Moreton, Cirencester e Tetbury.

Le coppie che sembrano vicine sulla mappa e non lo sono: Bibury e Broadway, che stanno alle due estremità della zona; Castle Combe e qualunque cosa nel cuore, a meno che non abbiate la base a sud come l’avevamo noi; Winchcombe e l’est.

Il consiglio che vale l’articolo, se la base è a sud: Lacock e Castle Combe sono un’ora abbondante dal cuore delle Cotswolds e sembrano una deviazione punitiva. Ma da Swindon a Lacock sono trentacinque o quarantacinque minuti, e da Castle Combe all’aeroporto di Bristol meno di un’ora. Noi li abbiamo messi nel giorno della partenza, in rotta verso il volo, e ci sono costati zero tempo in più. Se atterrate a Bristol, fateli l’ultimo giorno.

I borghi più affollati e dove andare invece

Il problema delle Cotswolds non è la folla in generale, è la folla concentrata in tre posti e in quattro ore. Bourton-on-the-Water e Bibury prendono la parte del leone perché sono le due immagini che circolano, e sono anche i due paesi più piccoli in proporzione ai visitatori che ricevono. Castle Combe e Lacock hanno lo stesso problema per via dei film.

La contromisura è banale e funziona: a pochi chilometri da ognuno di questi c’è un paese altrettanto bello dove non c’è nessuno.

Se è pieno Andate qui Distanza
Bourton-on-the-Water Lower Slaughter 10 minuti d’auto, e cambia tutto
Bibury Northleach circa 12 km
Broadway Snowshill o Stanton 4-8 km
Stow-on-the-Wold Naunton o Guiting Power circa 10 km
Castle Combe Malmesbury circa 15 km

I tre posti dove non abbiamo trovato quasi nessuno, e sono il regalo vero di questo articolo. Bibury alle nove del mattino: eravamo fra i pochissimi visitatori davanti ad Arlington Row, e due ore dopo sarebbe stata un’altra cosa. Lower Slaughter a qualunque ora: sta dieci minuti da Bourton, che è il paese più affollato della regione, ed è un’oasi di pace assoluta. Snowshill: quattro chilometri sopra Broadway, e quasi nessuno ci sale.

L’altra contromisura è l’orario, e vale più della scelta del paese. I pullman e le gite di giornata da Londra arrivano a metà mattina e ripartono nel pomeriggio: chi dorme nella zona ha i paesi quasi vuoti prima delle dieci e dopo le cinque, che è poi anche la luce migliore per le fotografie.

Come si visita un borgo delle Cotswolds

Sono paesi piccoli e funzionano con regole loro, che a un italiano non vengono in mente. Come si arriva nella regione e come ci si muove fra una zona e l’altra sta nella guida generale: qui c’è solo quello che riguarda il singolo paese.

Il parcheggio è quasi sempre a pagamento e quasi sempre con un limite di ore. Nei villaggi più piccoli il parcheggio semplicemente non esiste, e si lascia l’auto in uno spiazzo all’ingresso: dentro le vie non si entra, e chi ci prova finisce a fare manovra fra due muretti a secco. Le case di Arlington Row e delle vie più fotografate sono abitazioni private: si guardano dalla strada, non si entra nei giardini.

Quanto abbiamo pagato per parcheggiare, agosto 2026. Bibury: tre parcheggi a 10 £ per l’intera giornata, più i posti gratuiti sulla strada principale se arrivate presto. Lacock: 6 £. Gloucester, su strada vicino alla cattedrale: 6 £ per due ore. Castle Combe: parcheggio visitatori a pagamento sopra il paese, ma si trova anche gratis in centro con un po’ di fortuna. La regola che ne ricavo è che nei borghi si paga a giornata anche per starci un’ora, mentre nelle città si paga a ore e costa poco: a Bath abbiamo speso 6 £ per mezza giornata, un’inezia rispetto ai nostri centri storici.

Gli orari sono la cosa che spiazza di più, e questi sono quelli che abbiamo trovato noi ad agosto 2026. I negozi dei paesi chiudono di solito alle 17:30, e non è una chiusura elastica: alle cinque e mezza abbassano. Fanno eccezione le catene, che nei centri più grandi tirano avanti fino alle 20, il TK Maxx per dirne una. La domenica molti negozi non aprono affatto, con due eccezioni che salvano la giornata, le caffetterie e i negozi di alimentari, e chiudono anche parecchi ristoranti: è la cosa che frega di più chi arriva nel fine settimana.

Nei pub vale la regola di tutti i pub inglesi: le cucine servono fino alle 22 e l’ultima ordinazione di birra è alle 23, con il classico suono della campana per chi a quell’ora è ancora sveglio e in piedi. Vi tolgo però un equivoco che si legge dappertutto: quelle non sono più le undici di legge. L’orario nazionale obbligatorio è stato abolito nel 2005, e da allora ogni locale ha la propria licenza e chiude quando vuole. Le 23 sono rimaste per abitudine, non per obbligo, il che nella pratica vuol dire che ci si può contare quasi sempre, ma il pub del paesino può anche chiudere prima.

Consiglio: il sistema che ci ha salvati per tutto il viaggio è banale e funziona, cioè controllare su TripAdvisor se un locale è aperto prima di muoversi verso di lì. Cinque giorni senza prendere fregature, tranne una. L’ultimo giorno, un martedì, volevamo tornare a fare colazione da Dotty’s a Swindon perché la prima volta ci era piaciuto: TripAdvisor lo dava aperto, siamo arrivati e aveva la saracinesca giù. Abbiamo ripiegato su un locale lì vicino, il Gustoso, dove abbiamo fatto una colazione all’europea molto buona, quindi è finita bene. La lezione però resta: l’app vi dà l’orario dichiarato, non quello vero, e nei paesi piccoli chi apre decide anche di non aprire. Se un locale è l’unica ragione per cui state facendo una deviazione, telefonate.

Info essenziali

  • Quanti sono: nessun elenco ufficiale, un centinaio fra villaggi e paesi-mercato su 2.038 km quadrati e sei contee.
  • Le quattro zone: nord (Chipping Campden, Broadway, Winchcombe), cuore (Stow, Bourton, Bibury), est (Burford, Chipping Norton, Bampton), sud (Cirencester, Painswick, Tetbury), più l’appendice nel Wiltshire con Castle Combe e Lacock.
  • Quanti in un giorno: al massimo cinque, contando un’ora piena a paese più gli spostamenti. Noi ne abbiamo fatti sette e gli ultimi tre li abbiamo visti di corsa.
  • Dove dormire: in una market town, non in un villaggio. Stow-on-the-Wold, Burford, Cirencester, Moreton-in-Marsh e Chipping Campden hanno alberghi, ristoranti e negozi; i villaggi da cartolina spesso no.
  • Parcheggi: nei borghi si paga a giornata, fino a 10 £; nelle città a ore, intorno alle 6 £. Prezzi rilevati ad agosto 2026.
  • Le ore giuste: prima delle dieci e dopo le cinque i paesi si svuotano. I negozi chiudono presto, i pub servono da mangiare solo a fasce.

Domande frequenti sui borghi delle Cotswolds

Quanti borghi ci sono nelle Cotswolds?

Non esiste un elenco ufficiale. Dentro l’area protetta si contano circa un centinaio fra villaggi e paesi-mercato, distribuiti su 2.038 chilometri quadrati e sei contee, ma il confine fra una frazione e un villaggio non è definito da nessuna parte. I nomi che vale la pena conoscere sono una ventina.

Quanti borghi delle Cotswolds si possono vedere in un giorno?

Al massimo cinque, e tre se li volete vedere bene. Noi in una sola giornata ne abbiamo messi in fila sette, dalle nove del mattino alle sei e mezza di sera, ed è fattibile perché gli spostamenti fra un paese e l’altro vanno dai dieci ai trenta minuti. Ma gli ultimi tre li abbiamo visti in trenta o quaranta minuti a testa, che è troppo poco. Il conto giusto è un’ora piena a paese, spostamenti compresi.

Qual è il borgo più bello delle Cotswolds?

I due più celebri sono Bibury, che William Morris definì il villaggio più bello d’Inghilterra per la fila di cottage di Arlington Row del 1380, e Castle Combe, che però è nel Wiltshire e non nelle Cotswolds propriamente dette. Nella mia classifica personale, dopo averne visti dieci, il podio se lo giocano Bourton-on-the-Water e Castle Combe. Chi cerca la stessa bellezza senza la folla trova Lower Slaughter e Snowshill, che sono altrettanto belli e quasi vuoti.

Qual è il borgo delle Cotswolds meno affollato?

Fra quelli che abbiamo visto, Lower Slaughter e Snowshill. Lower Slaughter sta a dieci minuti d’auto da Bourton-on-the-Water, che è il paese più affollato della regione, ed è un’oasi di pace assoluta con il suo mulino e il fiume Eye. Snowshill sta quattro chilometri sopra Broadway e quasi nessuno ci sale. Vale anche l’orario: Bibury alle nove del mattino è praticamente vuota.

Castle Combe e Lacock sono nelle Cotswolds?

Sono nel Wiltshire, al margine meridionale, e dal cuore della regione ci vuole un’ora abbondante di strada. Fra loro due però distano solo un quarto d’ora, quindi insieme fanno una mezza giornata comoda. Se atterrate o ripartite dall’aeroporto di Bristol conviene farli nel giorno del volo, perché sono sulla strada: noi li abbiamo visti così e non ci sono costati tempo in più.

Qual è la differenza fra village e town nelle Cotswolds?

Il *village* è il paese piccolo da cartolina, spesso senza negozi e senza servizi, come Bibury, Snowshill o i due Slaughter. La *market town* è il paese-mercato dove per secoli si è venduta la lana e dove oggi ci sono alberghi, ristoranti e banche: Stow-on-the-Wold, Burford, Cirencester, Moreton-in-Marsh, Chipping Campden. Per dormire conviene sempre una market town.

In quale borgo delle Cotswolds conviene dormire?

In una market town, perché nei villaggi da cartolina spesso non si cena. Stow-on-the-Wold, Burford, Cirencester, Moreton-in-Marsh e Chipping Campden sono le scelte con più servizi. Esiste però anche l’alternativa opposta, che è quella che abbiamo scelto noi: una base fissa fuori dalle Cotswolds, più economica e baricentrica, accettando di perdere i borghi all’alba e la sera.

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Cotswolds villages
Cotswolds villages: i borghi delle Cotswolds, quali vedere 41
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