Le arcate del Convento do Carmo sono la cosa che mi è rimasta più impressa di Lisbona, e sono anche la più strana che abbia visto in una capitale europea: una chiesa gotica senza tetto, con il cielo al posto delle volte. Non è una rovina antica lasciata andare per pigrizia. È una rovina precisa: la mattina di Ognissanti del 1755 il terremoto ha buttato giù mezza città, e quella chiesa Lisbona ha deciso di non ricostruirla più.
È il motivo per cui i monumenti di Lisbona non si capiscono elencandoli. Le liste che trovate in giro mettono in fila il Mosteiro dos Jerónimos e l’acquario come se fossero la stessa cosa, e soprattutto non vi dicono le due informazioni che vi servono davvero il giorno in cui siete lì: quanto costano e quando sono chiusi. Qui li ho divisi per quello che li tiene insieme sul serio, cioè quel terremoto, e ho messo i prezzi e i giorni di chiusura presi uno per uno dai siti ufficiali. Se invece cercate i quartieri e come si incastrano, sta tutto in Lisbona cosa vedere; se avete già i giorni contati, l’ordine delle giornate è in Lisbona in 3 giorni.
In breve
I monumenti di Lisbona che valgono il biglietto sono il Mosteiro dos Jerónimos (18 €) e la Torre de Belém (15 €), entrambi patrimonio UNESCO e chiusi il lunedì, il Castelo de São Jorge (17 €, aperto tutti i giorni), il Convento do Carmo (7 €, chiuso la domenica), la Sé (7 €, chiusa la domenica), il Panteão Nacional (10 €) e il Palácio da Ajuda (15 €, chiuso il mercoledì). La Lisboa Card costa 31 € per 24 ore e si ripaga già con due ingressi grandi, ma su Jerónimos e Torre de Belém obbliga a prenotare. L’Elevador de Santa Justa, che quasi tutte le guide elencano ancora, è chiuso.
Indice dell’Articolo
Prima del 1755: i monumenti che il terremoto ha risparmiato
Il terremoto del 1755 ha fatto a Lisbona quello che nessun’altra capitale europea ha subito in epoca moderna: ha cancellato il centro, e con il centro chiese, palazzi, archivi e biblioteche. Quello che è arrivato fino a noi si è salvato per due ragioni, e quasi mai per merito: o stava lontano dall’epicentro, come tutta la zona di Belém, o stava in alto sulla collina, come il castello. Sono questi i monumenti più antichi che potete ancora visitare, e non è un caso che siano quasi tutti sul fiume o sopra la città.
Mosteiro dos Jerónimos, il capolavoro manuelino
Se dovete sceglierne uno solo, è questo. Il Mosteiro dos Jerónimos è il monumento in cui il Portogallo ha messo i soldi delle spezie: fu costruito a partire dal 1501 con il quinto delle rendite dei commerci con l’Oriente, e lo stile manuelino che lo decora è il modo portoghese di raccontare quei viaggi in pietra, con le corde, le sfere armillari, i nodi marinari e le croci dell’Ordine di Cristo che salgono lungo le colonne. Dentro la chiesa ci sono le tombe di Vasco da Gama e di Luís de Camões, e nel chiostro a due piani si capisce perché l’UNESCO l’ha messo in lista insieme alla Torre de Belém nel 1983.

Una cosa che conviene sapere prima: il biglietto vale per il chiostro, mentre la chiesa ha un ingresso e orari suoi. Molti arrivano, vedono la fila per la chiesa e pensano che sia quella del monastero, o viceversa.
Info pratica: il chiostro dei Jerónimos costa 18 € ed è aperto da martedì a domenica 9:30-17:30, con ultimo ingresso alle 17:00 e le biglietterie che però chiudono alle 16:30. La chiesa apre da martedì a sabato 10:30-17:00 e la domenica solo dalle 14:00. Chiuso il lunedì, oltre che il 1° gennaio, la domenica di Pasqua, il 1° maggio, il 13 giugno e il 25 dicembre. Prezzi e orari verificati sul sito dell’ente che lo gestisce, Museus e Monumentos de Portugal, dove conviene ricontrollarli prima di partire.
Torre de Belém, la sentinella sul Tago
La Torre de Belém è il monumento che finisce su tutte le cartoline, ed è più piccola di come ve la immaginate: fu costruita fra il 1514 e il 1520 come torre di guardia all’ingresso del porto, in mezzo al fiume, e solo il cambio del corso del Tago l’ha avvicinata alla riva dove la vedete oggi. Vale i 15 € del biglietto se vi interessa salire e vedere il fiume dalle terrazze, molto meno se cercate le sale: dentro è essenzialmente una torre militare, con pochi ambienti e una scala a chiocciola strettissima, dove si sale e si scende a turni. Da fuori, comunque, si fotografa meglio che da dentro.

Anche la Torre chiude il lunedì e segue lo stesso calendario dei Jerónimos, comprese le chiusure del 13 giugno, che a Lisbona è Sant’Antonio ed è la festa della città. È il classico giorno in cui uno si organizza per stare a Belém e trova tutto sbarrato.
Castelo de São Jorge, la collina da cui si guarda tutto
Il castello sta sul punto più alto della città e ci sono passati tutti: fenici, romani, visigoti, mori, e infine i portoghesi che nel 1147 lo presero con l’assedio. Del castello medievale restano le mura, le torri e i cammini di ronda, e dentro il recinto si visitano anche gli scavi archeologici. Ma la ragione per cui ci si sale è un’altra, e non è un monumento: è la vista. Da lassù la Baixa si legge come una scacchiera, e si capisce a colpo d’occhio quello che a piedi non si vede, cioè che Lisbona è fatta di colline separate da valli.
Info pratica: il Castelo de São Jorge costa 17 € ed è l’unico dei grandi monumenti di Lisbona aperto sette giorni su sette. Dal 1° marzo al 31 ottobre apre 9:00-21:00 con ultimo ingresso alle 20:30, dal 1° novembre 9:00-18:00 con ultimo ingresso alle 17:30. Attenzione a una cosa che il biglietto non dice: i cammini di ronda e le torri chiudono prima del resto, in estate fra le 18:00 e le 21:00 a seconda della luce, in inverno alle 17:30. Dati dal sito ufficiale, castelodesaojorge.pt.
La Sé, la cattedrale che ha resistito a tutto
La Sé è del 1147, è la chiesa più antica della città e ha l’aria di una fortezza perché in origine lo era davvero, con le due torri quadrate e le merlature. Ha attraversato tre terremoti e li porta addosso: dentro si vede il romanico originale e il gotico dei rifacimenti, e nel chiostro sono ancora in corso gli scavi che hanno tirato fuori resti romani, visigoti e islamici, cioè le tre città che stavano lì prima.
Qui però c’è una novità che quasi nessuna guida ha aggiornato, e vale la pena dirla chiaramente: la Sé non è più a ingresso libero per i turisti. Oggi la visita si fa con un biglietto unico da 7 €, che comprende il Coro Alto, il camminamento fra le torri campanarie e il Museu do Tesouro, e resta invece libero e gratuito lo spazio riservato alla preghiera. Chi ha la Lisboa Card paga 5 €. La cattedrale è chiusa la domenica e nei giorni di precetto, quando le visite turistiche si fermano del tutto: gli orari aggiornati stanno su sedelisboa.pt.
Sant’Antonio da Padova o da Lisbona? La chiesa rimessa in piedi con le elemosine
A venti metri dalla Sé, scendendo verso la Baixa, c’è un monumento che quasi nessuna lista mette e che invece vale la deviazione di due minuti: la chiesa di Sant’Antonio. Sì, quel Sant’Antonio, quello che noi chiamiamo da sempre da Padova: era nato a Lisbona nel 1195, di nome faceva Fernando de Bulhões, ed è partito da qui da giovane per finire i suoi anni in Veneto. I portoghesi lo chiamano infatti Santo António de Lisboa, e la chiesa sta esattamente nel punto in cui la tradizione colloca la casa in cui nacque: sotto l’altare si scende in una piccola cripta ricavata in quello che si considera il sito della casa natale.

Anche questa il 1755 se l’è portata via, e il modo in cui è tornata su racconta di Lisbona più di qualunque targa. Mentre Pombal rifaceva la Baixa con i soldi dello Stato e il piano dei suoi ingegneri, Sant’Antonio l’hanno ricostruita i lisbonesi a spese loro: i bambini giravano per le strade con le statuine del santo chiedendo um tostãozinho para o Santo António, un soldino, ed è con quelle monete che sono state pagate le pietre. Il progetto è attribuito a Mateus Vicente de Oliveira, lo stesso architetto della Basílica da Estrela, e sulla facciata si vede bene il passaggio d’epoca, con il barocco che sta già cedendo il posto alle linee neoclassiche.
Info pratica: nella chiesa si entra gratis, ma è una parrocchia viva e non un museo, quindi se volete guardarvela con calma evitate gli orari delle messe. Accanto, al 22 del Largo de Santo António da Sé, c’è il Museu de Lisboa – Santo António, l’ex Museu Antoniano, con gli ex voto, le stampe e le immagini devozionali del santo: costa 3 €, apre da martedì a domenica 10:00-13:00 e 14:00-18:00 e chiude il lunedì e nei giorni festivi, quindi si abbina bene alla Sé, che invece chiude la domenica. Verificate orari e biglietto sul sito dei Museus de Lisboa prima di andarci.
Un’ultima cosa sul calendario, perché è la stessa che trovate più sotto fra le chiusure: il 13 giugno qui non è un giorno come gli altri. È la festa del patrono, i monumenti statali chiudono, e tutta la collina fra la Sé e Alfama si riempie di archi di carta, sardine sulla griglia e bancarelle. Se ci capitate, la città che vedrete non è quella che avevate programmato, ed è un buon affare.
Aqueduto das Águas Livres, il monumento su cui si cammina
Questo è il monumento che i turisti saltano ed è quello che consiglio di più a chi torna a Lisbona una seconda volta. L’acquedotto fu costruito nella prima metà del Settecento per portare l’acqua in città, e resistette al terremoto del 1755 senza un danno, mentre intorno crollava tutto. L’arcata che attraversa la valle di Alcântara è lunga 941 metri, ha 35 archi e quello centrale, alto poco più di 65 metri, è l’arco ogivale in pietra più alto del mondo. La parte bella è che ci si cammina sopra: si entra dalla Calçada da Quintinha e si percorre l’arcata a piedi, sospesi sopra la città, con la visita libera a 4 € o quella guidata a 6 €. È gestito dal Museu da Água, che pubblica orari e prezzi su epal.pt, e chiude il lunedì e nei giorni festivi.

Il Convento do Carmo, il monumento lasciato a metà apposta
Il Convento do Carmo era la chiesa gotica più grande di Lisbona. Il terremoto la prese in pieno mentre era gremita per la messa di Ognissanti, e le volte vennero giù. Quando la città si rialzò, quella chiesa non fu ricostruita: le arcate rimasero in piedi, vuote, e sono ancora lì. Oggi il convento annesso ospita il Museu Arqueológico do Carmo, con reperti romani e visigoti, ma la cosa che vale il biglietto è proprio la navata a cielo aperto, con gli archi gotici che incorniciano il cielo di Lisbona.
Consiglio: andateci nel tardo pomeriggio, quando la luce entra bassa e passa fra le arcate. È l’unico posto di Lisbona in cui il terremoto non è una storia che vi raccontano, è una cosa che state guardando. E tenete presente che il Carmo, al contrario di quasi tutti gli altri, è chiuso la domenica: costa 7 €, apre da lunedì a sabato, 10:00-18:00 da novembre ad aprile e 10:00-19:00 da maggio a ottobre, con ultimo ingresso una ventina di minuti prima. Orari e biglietti sul sito del Museu Arqueológico do Carmo.
Dopo il 1755: la Baixa pombalina, dove il monumento è la città
Qui viene la parte che mi ha sorpreso di più. Nella Baixa non c’è un monumento da visitare con il biglietto: il monumento è il quartiere. Dopo il terremoto il marchese di Pombal fece ricostruire il centro da zero con un piano regolatore, strade dritte ad angolo retto, edifici tutti della stessa altezza e facciate uniformi. Era il 1758, ed è considerato il primo grande intervento di urbanistica antisismica d’Europa: dentro i muri delle case c’è la gaiola pombalina, un’intelaiatura di legno pensata per reggere le scosse. Camminandoci non si vede, ma è lì.

La griglia si apre sul fiume con la Praça do Comércio, che è la piazza dove stava il palazzo reale spazzato via dallo tsunami, e si chiude in alto con il Rossio, dove vale la pena entrare nella stazione anche senza prendere un treno: la facciata è neomanuelina con l’ingresso a doppio ferro di cavallo, e dentro il salone è coperto di azulejos. Fra le due piazze passa la Rua Augusta, con l’arco monumentale che la chiude verso il fiume.

A Lisbona il terremoto non è un episodio della storia della città: è il criterio con cui si legge tutto quello che si vede.
L’altra Lisbona monumentale: Ottocento e Novecento
Fuori dai due blocchi principali c’è una terza Lisbona, più recente, che quasi tutte le liste ignorano e che invece riempie bene una seconda visita.
- Panteão Nacional, cioè la chiesa di Santa Engrácia: ci vollero tre secoli per finirla, tanto che in portoghese obras de Santa Engrácia è ancora oggi il modo di dire per un lavoro che non finisce mai. Dentro riposano Amália Rodrigues, la voce del fado, e Eusébio. Costa 10 €, chiude il lunedì, e dalla terrazza si vede il Tago dall’alto.
- Palácio Nacional da Ajuda, la reggia ottocentesca rimasta incompiuta e riaperta con la Sala do Tesouro Real: 15 €, e attenzione al giorno, perché chiude il mercoledì ed è l’unico a farlo.
- Padrão dos Descobrimentos, la prua di pietra sul fiume a Belém, del 1960: il biglietto completo da 10 € comprende il miradouro in cima, la mostra e il film, mentre con 5 € si vede solo la mostra. Non esiste un biglietto per il solo panorama, quindi chi vuole salire paga i 10 €.
- Basílica da Estrela, la grande cupola bianca sulla collina di fronte: bellissima da vedere, ma non pubblica orari né tariffe su nessun canale ufficiale, quindi le cifre che girano sui blog per la salita alla cupola non ve le riporto. Passate e verificate sul posto.
- I due ponti: il 25 de Abril, sospeso e rosso, quello che tutti dicono somigli al Golden Gate, e il Vasco da Gama, che con i suoi oltre 17 chilometri sembra non finire mai. Non si visitano, ma sono monumenti quanto gli altri e cambiano lo skyline da qualunque punto li guardiate.

Visite guidate e ingressi ai monumenti di Lisbona
- Belém e Mosteiro dos Jerónimos con i biglietti inclusi, tour a piedi di tre ore in piccolo gruppo: è il modo più semplice di non fare la coda ai Jerónimos.
- Le mura, Alfama e tre punti panoramici, due ore attorno alla collina del castello.
- Il tour a piedi del centro fra storia e vita quotidiana, tre ore, buono come primo giorno.
- L’ingresso al Mosteiro de São Vicente de Fora, il monastero con i chiostri rivestiti di azulejos che quasi nessuno mette in lista.
- Il biglietto per il Museo del Tesoro Reale, dentro il Palácio da Ajuda.
- Il Castelo de São Jorge no: il suo biglietto non si compra su nessuna piattaforma, solo sul sito ufficiale del castello o alla biglietteria.
Cosa è chiuso e cosa si vede solo da fuori
Questa è la sezione che mi sarebbe servita di più prima di partire, e che non ho trovato da nessuna parte. A Lisbona in questo momento ci sono monumenti famosissimi che continuano a comparire negli elenchi di cose da vedere e che non si possono visitare.
Il caso più clamoroso è l’Elevador de Santa Justa, l’ascensore in ferro nel cuore della Baixa. Dopo l’incidente dell’Ascensor da Glória del settembre 2025 il Comune ha fermato tutti gli impianti storici simili, e oggi risultano chiusi Santa Justa e le funicolari della Glória, della Bica e do Lavra. L’unico rimesso in servizio è il Funicular da Graça, dal 30 aprile 2026. Lo trovate scritto sia sul sito di Carris, che è l’operatore e quindi la fonte da credere, sia nell’elenco delle attrazioni temporaneamente chiuse pubblicato dal negozio ufficiale della Lisboa Card. Il belvedere in cima resta comunque raggiungibile a piedi dal Largo do Carmo, che è il modo in cui ci si arriva adesso.
Attenzione: non sono chiusi solo gli elevadores. Nell’elenco ufficiale delle chiusure temporanee compaiono anche il Museu Nacional do Azulejo, il Museu Nacional de Arte Antiga, il Museu Nacional de Arqueologia, il Museu Nacional do Traje e il Museu Nacional do Teatro e da Dança. Sono cinque musei nazionali, e il primo è quello che sta su quasi tutte le liste di Lisbona: controllate prima di incamminarvi, perché le riaperture non hanno una data pubblicata.
Quanto costano i monumenti di Lisbona
Qui sotto i prezzi interi verificati uno per uno sui siti ufficiali, con il giorno di chiusura e cosa succede se avete la Lisboa Card. I prezzi dei monumenti statali hanno una riduzione del 50% per chi ha più di 65 anni, per la fascia 13-24 anni e per le famiglie con almeno un adulto e un minore.
| Monumento | Intero | Giorno di chiusura | Con la Lisboa Card |
|---|---|---|---|
| Mosteiro dos Jerónimos | 18 € | lunedì | gratis, ma con prenotazione obbligatoria |
| Castelo de São Jorge | 17 € | nessuno | gratis |
| Torre de Belém | 15 € | lunedì | gratis, prenotazione obbligatoria e posti contingentati |
| Palácio Nacional da Ajuda | 15 € | mercoledì | gratis |
| Panteão Nacional | 10 € | lunedì | gratis |
| Padrão dos Descobrimentos | 10 € (5 € solo mostra) | nessuno | gratis |
| Sé de Lisboa | 7 € | domenica e giorni di precetto | ridotto a 5 € |
| Museu Arqueológico do Carmo | 7 € | domenica | ridotto a 5 € |
| Aqueduto das Águas Livres | 4 € (6 € con guida) | lunedì e festivi | sconto del 50% |
La Lisboa Card conviene davvero?
La Lisboa Card la emette l’ente del turismo della città e costa 31 € per 24 ore, 51 € per 48 ore e 62 € per 72 ore, con la versione per bambini dai 4 ai 15 anni a 21, 28 e 35 €. Comprandola online sul negozio ufficiale c’è uno sconto del 5%, e il voucher va poi convertito nella tessera fisica a uno degli sportelli Askme in città.
Il conto è più semplice di quanto sembri. Con la card entrate gratis ai Jerónimos, alla Torre de Belém, al Castelo de São Jorge, al Panteão e all’Ajuda: vuol dire che bastano due ingressi grandi per ripagarla, perché Jerónimos e Castelo insieme fanno già 35 € contro i 31 € della card da 24 ore. Se in due giorni fate i quattro monumenti principali arrivate a 60 € di biglietti contro i 51 € della card da 48 ore, e ci guadagnate anche gli sconti sugli altri.
Attenzione: la Lisboa Card vi dà l’ingresso, non vi salta la fila. Su Mosteiro dos Jerónimos e Torre de Belém la prenotazione è obbligatoria, e per la Torre i posti riservati a chi ha la card sono contingentati ogni giorno: bisogna prima ritirare la tessera fisica e poi prenotare con il suo numero, quindi non è una cosa che si improvvisa la mattina stessa. E occhio a un equivoco che gira spesso: la gratuità dei 52 giorni all’anno di cui parlano molte guide non è per i turisti, è riservata a chi risiede in Portogallo e si ottiene solo alla biglietteria fisica con la carta d’identità portoghese.
I giorni di chiusura che rovinano il programma
Se c’è una cosa che vi salva la giornata è questa, ed è anche la ragione per cui l’ordine delle visite a Lisbona non si decide sulla mappa ma sul calendario. I giorni di chiusura non sono tutti uguali e non sono nemmeno tutti il lunedì.
- Lunedì: chiudono Mosteiro dos Jerónimos, Torre de Belém, Panteão Nacional e l’Aqueduto das Águas Livres. È il giorno peggiore per programmare Belém.
- Domenica: chiudono il Museu Arqueológico do Carmo e la Sé, che sospende le visite turistiche anche negli altri giorni di precetto.
- Mercoledì: chiude il Palácio Nacional da Ajuda, che è l’unico a chiudere in mezzo alla settimana.
- Martedì: chiude il MAAT, il museo di arte, architettura e tecnologia sul lungofiume di Belém.
- 13 giugno: è Sant’Antonio, il patrono, e i monumenti statali chiudono. Vale anche per il 1° gennaio, la domenica di Pasqua, il 1° maggio e il 25 dicembre.
Vi parlo per esperienza, ed è proprio il caso di dirlo: l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. Un pomeriggio buttato davanti a un portone chiuso lo si evita con cinque minuti di calendario prima di partire.
Monumenti Lisbona: Come metterli in un itinerario
I monumenti di Lisbona stanno in tre punti distinti, e questo decide tutto il resto. A Belém, sei chilometri a ovest del centro, ci sono Jerónimos, Torre e Padrão, e ci vuole mezza giornata piena: si arriva in tram, con la linea 15E, o in treno da Cais do Sodré. Sulla collina del castello stanno il Castelo, la Sé e, scendendo, Alfama. Nella Baixa e nel Chiado c’è il Carmo, e da lì si passa alla città ricostruita. Panteão, Ajuda e acquedotto sono i tre fuori percorso, da tenere per una seconda visita o per il giorno in cui piove.
Se avete tre giorni e volete l’ordine già pronto, con le giornate montate in modo da non finire davanti a un museo chiuso, l’ho scritto in Lisbona cosa vedere in 3 giorni. Se invece state ancora decidendo dove alloggiare e quali quartieri girare, partite da Lisbona cosa vedere, che è la guida generale della città.
Domande frequenti sui monumenti di Lisbona
Quali sono i monumenti più importanti di Lisbona?
Il Mosteiro dos Jerónimos e la Torre de Belém, che sono patrimonio UNESCO dal 1983, il Castelo de São Jorge sulla collina, il Convento do Carmo rimasto senza tetto dopo il terremoto del 1755, la Sé, il Panteão Nacional, il Palácio Nacional da Ajuda e il Padrão dos Descobrimentos. A questi si aggiunge la Baixa pombalina, che è un monumento urbanistico e non un edificio singolo.
Quanto costano i biglietti dei monumenti di Lisbona?
I prezzi interi vanno dai 4 € dell’Aqueduto das Águas Livres ai 18 € del Mosteiro dos Jerónimos. In mezzo ci sono il Castelo de São Jorge a 17 €, la Torre de Belém e il Palácio da Ajuda a 15 €, il Panteão Nacional e il Padrão dos Descobrimentos a 10 €, la Sé e il Convento do Carmo a 7 €. Sui monumenti statali c’è la riduzione del 50% per gli over 65, per la fascia 13-24 anni e per le famiglie.
La Lisboa Card conviene?
Sì, se visitate almeno due monumenti grandi al giorno. La card costa 31 € per 24 ore e comprende l’ingresso gratuito a Mosteiro dos Jerónimos, Torre de Belém, Castelo de São Jorge, Panteão Nacional e Palácio da Ajuda: solo Jerónimos e Castelo insieme fanno 35 €. Su Jerónimos e Torre de Belém però la prenotazione è obbligatoria e i posti riservati ai possessori della card sono contingentati.
Quanto costa il biglietto della Torre de Belém?
L’ingresso intero alla Torre de Belém costa 15 €, con riduzione del 50% per over 65, per i ragazzi fra 13 e 24 anni e per le famiglie. La Torre è chiusa il lunedì e apre da martedì a domenica dalle 9:30 alle 17:30. Con la Lisboa Card si entra gratis, ma serve prenotare in anticipo perché i posti riservati sono limitati.
Che giorno chiudono i monumenti di Lisbona?
Non c’è un giorno unico, ed è la trappola più comune. Il lunedì chiudono Mosteiro dos Jerónimos, Torre de Belém, Panteão Nacional e l’acquedotto; la domenica chiudono il Convento do Carmo e la Sé; il mercoledì chiude il Palácio Nacional da Ajuda; il martedì chiude il MAAT. Il Castelo de São Jorge e il Padrão dos Descobrimentos invece sono aperti tutti i giorni.
L’Elevador de Santa Justa si può visitare?
No. Dopo l’incidente dell’Ascensor da Glória del settembre 2025 sono fermi l’Elevador de Santa Justa e le funicolari della Glória, della Bica e do Lavra: l’unico rimesso in servizio è il Funicular da Graça, dal 30 aprile 2026. Molte guide lo elencano ancora fra i monumenti da visitare: la fonte da controllare è il sito di Carris. Il belvedere in cima resta raggiungibile a piedi dal Largo do Carmo.
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