Cappella di Sant’Agata a Pisa

La Torre di Pisa, il lungarno, piazza dei Miracoli, piazza dei Cavalieri. E ancora l’Università, le sedi delle scuole di alta formazione Normale e Sant’Anna. Sono molti i luoghi famosi della città di Pisa, la città della Torre Pendente. Ma oggi vi racconto di una piccola grande meraviglia, una delle costruzioni più antiche della città toscana: la Cappella di Sant’Agata a Pisa, che risale all’epoca medievale.

La Cappella di Sant’Agata a Pisa, esterno

Ho lavorato per più di due anni a Pisa e ancora oggi spesso torno in città, per lavoro e interessi personali. E ad affascinarmi non sono solo i monumenti più famosi, che comunque sono sempre molto belli da vedere. Adoro ad esempio le piccole e tortuose stradine del centro storico, quelle che di dipanano da Corso Italia. Ma, passeggiando per la città, mi ha sempre incuriosito un edificio, o meglio il suo tetto appuntito.

Si tratta della Cappella di Sant’Agata a Pisa.

Per lungo tempo però il luogo è rimasto chiuso al pubblico, oggetto di un lungo e complicato restauro conservativo. Il 5 febbraio 2022 la cappella è stata finalmente riaperta alle visite, con una solenne cerimonia a cui ha preso parte l’Arcivescovo Metropolita Giovanni Paolo Benotto, il sindaco di Pisa Michele Conti e diverse altre autorità.

Quindi, ora, torna finalmente a disposizione dei pisani e dei visitatori che hanno voglia di scoprire qualcosa di diverso della città tanto bistrattata dal Sommo poeta, Dante Alighieri. Ad attirare la mia curiosità, in particolare, la doppia forma con cui si presenta ad un visitatore. La pianta e quindi le mura ottagonali. E la punta piramidale. Ma anche quel suo colore caratteristico, che da sul rosso e che, specie in primavera, si staglia sul verde del prato circostante.

Cappella di Sant’Agata a Pisa

L’edificio è ha caratteristica pianta centrale a forma ottagonale con pareti perimetrali e copertura piramidale di laterizio. E’ la sua copertura a piramide, dall’esterno, a destare curiosità. I vertici dell’ottagono sono segnati da otto paraste, anch’esse in laterizio, le cui basi sono costituite da corsi regolari di pietra da taglio.

Tutte e otto le pareti del perimetro sono caratterizzate da una struttura principale di archi a tutto sesto in laterizio, che sono poi direttamente connesse alle paraste. Sotto, alla base, sono inseriti dei tamponamenti.

Cappella di Sant’Agata a Pisa

Là dove al perimetro manca il tamponamento, è quello l’ingresso della cappella, rivolta verso l’abside della chiesa di San Paolo a Ripa.

Anche dall’esterno si possono vedere, sulle quattro pareti più vicine a quella di ingresso, la trifora con archetti a tutto sesto e sottili colonnine in marmo decorate in modo diverse tra loro. Sopra la trifora poi si apre un piccolo oculo, che ritroviamo anche nelle pareti alla stessa altezza, come unica apertura verso l’esterno.

Cappella di Sant’Agata a Pisa

La parte in alto delle otto pareti è conclusa da una serie di otto archetti ciechi per ogni lato. La cornice di gronda è invece coperta da un manto di coppi su cui si imposta la copertura, come detto di forma piramidale.

Cappella di Sant’Agata a Pisa, interno della copertura piramidale

Quest’ultima è realizzata da elementi pieni in laterizio priva di manto di copertura, e coronata da una colonnina in marmo che porta una croce doppia in ferro.

Il pavimento interno è in cotto a quadrettatura, orientata a 45 gradi rispetto alla soglia dell’entrata.

Cappella di Sant’Agata a Pisa, la storia

Della cappella di origine medievale non è certa né la data di costruzione né l’autore. Non esiste infatti nessuna iscrizione che riveli l’anno di edificazione: ne sull’edificio né nella storiografia a noi nota. La tradizione locale però racconta che la chiesa sia stata fatta edificare nella seconda metà dell’XI secolo dai canonici di San Paolo. Questi infatti, al ritorno dalla presa di Palermo del 1063, avrebbero importato proprio dalla Sicilia il culto di Sant’Agata.

Per la tradizione quindi sono stati i monaci vallombrasani (noti sopratutto, oltre che per le caratteristiche di fede, per l’Abazia di Vallombrona) delle vicina chiesa di San Paolo a Ripa a costruirla. Del resto la cappella era proprio collegata agli altri edifici mediavali che si trovano accanto. I monaci rappresentavano una congrega dedita a amore per la libertà e ricerca della verità: per farlo si sono attenuti alla Regola di San Benedetto, vivendo un esistenza in ritiro e in silenzio

Il culto di Sant’Agata arrivò a Pisa probabilmente con la liberazione di Catania dai Saraceni: la prima attestazione certa è nel privilegio con cui il papa Onorio II il 21 luglio 1126 estese all’arcivescovo di Pisa l’uso del pallio nella solennità di sant’Agata, il 5 febbraio.

Per quella festività e nei due giorni seguenti il cranio della Santa veniva esposto: ancora oggi si trovanella chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno: l’evento suscitava ancora alla fine dell’Ottocento grandi emozioni, specie nelle madri in fase di allattamento. L’importanza del culto è testimoniata anche dall’oratorio ottagonale a lei intitolato, eretto nell’ambito del complesso monastico intorno alla metà del XII secolo.

La cappella doveva essere il centro di un chiosco che le girava tutto attorno. Purtroppo, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e in particolare del 1943, mandarono distrutto il chiostro di cui la cappella, appunto, occupava il centro (lo si evince dalle mappe storiche). I primi documenti che l’attestano sono del 1132.

Il chiostro distrutto dai bombardamenti non è mai stato ricostruito e oggi hanno lasciato spazio ad un’area destinata a verde pubblico.

La pianta ottagonale

A Pisa, a pianta ottagonale, è anche la chiesa di San Sepolcro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (ora di Malta). Se ne attesta la presenza fin dal 1138.

La forma dei due edifici riprende sia il Templum Domini, come i crociati chiamarono la Cupola della Roccia sulla spianata del tempio a Gerusalemme, sia l’edicola sopra il sepolcro di Cristo. A questi due edifici si aggiunge il Battistero, iniziato nel 1152, che ripete le misure e il numero di sostegni dell’Anastasis di Gerusalemme, il luogo della sepoltura e della resurrezione di Cristo.

Per cui a Pisa, cosa che non accade in nessun’altra città, si possono ammirare ancora tre edifici strettamente legati a Gerusalemme, eretti probabilmente a opera dell’architetto Diotisalvi, che mostrano come i rapporti con la Terra Santa, spesso visti in un’ottica esclusivamente commerciale, investivano in realtà ambiti molto più vasti, ossia anche culturali e religiosi.

Gli affreschi della Cappella di Sant’Agata a Pisa

Sulle superfici particolarmente pregiate della cappella pisana, e in particolare sulle colonne in marmo delle trifore, sul colonnino posto sulla sommità della cuspide e sulle superfici in laterizio si suppone fossero presenti decorazioni ad affresco. Per questo in quella parti l’intervento di restauro è stato più delicato e ha reso possibile individuare la reale consistenza delle decorazioni dell’intera cappella, ridotto purtroppo a piccoli lacerti di affresco. Questi, oggi, sono concentrati solo sulle superfici degli archi delle trifore, negli archetti ciechi e nelle ghiere degli archi.

Interno della Cappella di Sant’Agata a Pisa

Tra le decorazioni ritrovate sono particolarmente significative quelle sotto gli archetti ciechi: si tratta di piccoli frammenti di affresco di pregevole fattura, che rappresentano dei volti in fondo ocra. Quest’ultime, anche se solo frammenti, sono una bella testimonianza storica e artistica dell’epoca medievale in cui si pensa siano state fatte.

Il restauro della Cappella di Sant’Agata a Pisa

La cappella è di proprietà del Comune di Pisa. Prima del restauro, partito del 2020 e terminato nei primi mesi del 2022, la zona era impraticabile.

Le mura erano fatiscenti, sia dentro che fuori. L’interno spesso completamente allagato e ricettacolo di riufiti vari. Grazie ai lavori, finanziati da Fondazione Pisa e Comune di Pisa (in tutto 348mila euro) oggi questo piccolo gioiello mediavale è tornato a mostrare il originario splendore, o quasi.

Poco distante dalla cappella si trova anche la Chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia, anche questa in completo stato di abbandono. Anche per questa dovrebbe partire, nell’arco di non molto tempo, un importante progetto di recupero e restauro: si parla di 900 mila euro di finanziamento. Probabilmente invece, attorno alla Cappella, a breve sarà costruita una cancellata, per evitare che qualche malintanzionato possa rovinare di nuovo questa bella costruzione.

5 febbraio 2022: arcivescovo e sindaco nel giorno della riapertura al pubblico

Il progetto di restauro (chè stato preceduto da una ricerca della facoltà di Architettura dell’Università di Firenze) è consistito i particolre in opere di consolidamento e conservazione, delle pareti perimetrali come della copertura, degli interni come delle parti meccaniche delle finistre. Del resto, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, era dagli anni ’70 del secolo scorso che nessuno ci metteva più mano.

5 febbraio 2022: arcivescovo e sindaco nel giorno della riapertura al pubblico

Nel restaurare la cappella Sant’Agata c’è stata anche una piccola riorganizzazione degli spazi interni. Eì stato spostato, ad esempio, l’altare in marmo . I restauratori lo hanno rimesso nella posizione originaria, rispetto al restauro del 1964 che lo aveva visto spostare.

Anche la lapide in marmo, appesa alla sinistra dell’altare, ora è incassata sul filo della pavimentazione. I frammenti di archi sono stati staccati dalla parete, per essere ricollocati su un apposita struttura indipendente, all’interno dello spazio della cappella. Un modo per renderli fruibili anche all’occhio meno esperto, come il mio.

L’edificio è visitabile grazie ai volontari dell’associazione culturale Il Mosaico che nella visita illustrano anche i lavori di restauro. L’ingresso è contingentato fino alla capienza massima.

Orari e giorni delle visite

Da sabato 26 marzo 2022 apertura della cappella di Sant’Agata ogni ultimo sabato del mese a cura de “Il Mosaico”

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