CouchSurfing: viaggiare low cost e scoprire la vera anima delle città

Oggi vi vogli raccontare cos’è il CouchSurfing. Viaggiare è uno stile di vita, un impulso dal quale non ci si può sottrarre, una ricerca, una chimera. Con la giusta predisposizione d’animo, il viaggiatore s’innamora, s’inebria dell’adrenalina che il viaggio stesso rilascia.

Couchsurfing - Divano
Couchsurfing – Divano

Con lo zaino sulle spalle, il mondo non è un posto mostruoso e pauroso, ma un immenso parco giochi che nasconde grandi lezioni di vita. Viaggiare è il modo migliore per conoscere ed imparare: lingue, culture, religioni, abitudini. E chi meglio di una persona del luogo può insegnare i segreti nascosti della meta del nostro viaggio? Ecco perché, chi ama viaggiare, amerà CouchSurfing.

Cos’è CouchSurfing

Couch Surfing letteralmente significa “fare surf sui divani” e questo già la dice lunga: così come un surfista cavalca l’onda per qualche secondo, il couchsurfer “cavalca” il divano per una manciata di notti. In gergo, colui che ospita si chiama “host” mentre l’ospitato si chiama “surfer”.
Lanciata nel 2004, l’applicazione couchsurfing.org ha collezionato un numero di adepti incredibilmente alto, crescendo esponenzialmente fino ad arrivare, nel gennaio 2018, a 15.000.000 di surfisti.

Couchsurfing come funziona

Couch Surfing è ideale per chi viaggia da solo, e per chi, come me, cambia residenza molto spesso. È un sito che permette di fare amicizia facilmente e di trovare persone con interessi molto simili. Ad esempio, non per generalizzare, ma già il fatto di essere su CouchSurfing dà un’idea della persona: generalmente alla mano, con una grande resilienza e forza d’animo, probabilmente viaggiatore seriale, accanito avventuriero rigorosamente senza una lira.

E se siete interessati ad altri “trucchetti” per viaggiare low-cost ecco qualche consiglio da non sottovalutare: Volare a basso costo ;-)

CouchSurfing - Surfare tra i divani
coachsurfing

La filosofia

Quella che può sembrare a prima vista soltanto una piattaforma è in realtà molto di più: è uno stile di vita.

Una volta entrati nel loop, sarà impossibile sottrarsi e ad ogni nuovo viaggio si avrà voglia di scoprire la città in compagnia di un locale, di qualcuno del posto. Questo è il valore aggiunto del Coachsurfing: distaccarsi dal percorso prestabilito per turisti e guardare la città da una lente diversa: quella di chi in quella città ci vive e ne conosce i più reconditi misteri.
Il vostro host avrà sicuramente mille storie da raccontare, mille aneddoti e mille consigli e raccomandazioni su cosa si deve e NON si deve assolutamente fare in città.

Spesso, quando mi trasferisco in una nuova città, alloggio i primi giorni a casa di un host e tramite Couch Surfing ho creato legami ed amicizie profonde.
Quando mi trasferii a Parigi nel 2013 ricordo che mi ospitò un ragazzo algerino nella banlieue parigina di Choisy-Le-Roi, il suo coinquilino messicano faceva una festa dopo l’altra! Invece, qui a Bruxelles mi sono trovata talmente bene col mio host che ci vediamo quasi ogni settimana per una cena o per andare al mercato domenicale della frutta. E molto spesso ai nostri giri brussellesi ci sono anche i surfisti che sta ospitando in quel frangente. Ad esempio, qualche settimana fa abbiamo portato in giro due gemelle body painters argentine che, accompagnate dal fratello minore, gareggiavano a livello mondiale in pittura del corpo. Date uno sguardo ai loro capolavori su Instagram, le troverete sotto lo pseudonimo di Twinsfrombeyond. Con i loro pennelli i corpi prendono vita e si animano!

Dormire gratis: luogo comune o stile i vita?

Uno dei luoghi comuni più sbagliati della community è quella di avere un posto letto gratis, quindi di iscriversi, di richiedere ospitalità, solo per alloggiare a scrocco. Chiaramente, il concetto di “gratuito” è allettante e fa gola anche ai più timorosi, ma bisogna ricordarsi che non è questo lo scopo. Il buon senso, infatti, dice che non ci si approfitta dell’ospitalità del buon samaritano. Per dimostrare gratitudine basta poco, un piatto di pasta, un kebab, una birra o un caffè, una scatola di biscotti, che so io, qualcosa fatto a mano, anche il più semplice dei gesti sarà sicuramente apprezzato!

Perché qualcuno 
dovrebbe ospitare un estraneo?

In fin dei conti, affermare che viaggia solo chi si sposta fisicamente sarebbe limitante: gli host vedono il mondo passare dal salotto e proprio come i surfer, ognuno impara e insegna al tempo stesso. In questo modo, CouchSurfing è una via a doppio senso, uno scambio reciproco di insegnamenti. Da ogni surfer c’è qualcosa da imparare: la lingua, la cultura, gli usi e i costumi tanto per dirne qualcuno.

Cosa fare e cosa NON fare

CouchSurfing - visiatre le città dormendo sui divani di sconosciuti
  1. Curate il vostro profilo CouchSurfing – cercate di personalizzarlo con fotografie, aneddoti divertenti e quant’altro. Ugualmente importante: quando inviate una richiesta d’alloggio cercate di renderla adatta all’host, inserite un commento spiritoso e magari qualcosa che avete in comune. Ad esempio, piuttosto che scrivere “ciao, arrivo a XYZ mercoledì, mi puoi ospitare?” È meglio scrivere “Ciao, ho visto che ad entrambi piace il reggae e la cucina nepalese, e che entrambi abbiamo visitato il Marocco, ti va di fare due chiacchiere davanti a un tè alla menta?”. Il secondo messaggio è senza dubbio più adatto perché dimostra che avete letto il profilo dell’host e che il vostro interesse a conoscerlo non si limita a una brandina gratis.

  2. Condivisione: come già accennato,viaggiare low-costè tutto su condividere e imparare, un punto d’incontro per due o più culture. Per questo, se surfate, vi consiglio di dare qualcosa di vostro. Le lezioni di cucina tipica sono molto gettonate: gli host adorano assaggiare nuovi piatti e nuove ricette, e solitamente i surfer sono entusiasti di condividere! Io, ad esempio, sono specializzata in spaghetti al pomodoro e omelette al formaggio! Forse l’omelette non è rappresentativa della cultura italiana ma ehi, è difficile da sbagliare per cui: massimo risultato col minimo sforzo. Una perla: usare un croissant come panino, aprirlo e mettere dentro l’omelette , la combinazione dolce + salato manderà in visibilio le papille gustative dei commensali. Aggiungere spezie a piacimento, bacon e/o prosciutto per i non-veg. Così come a tutti piace mangiare, a tutti piace la musica! La danza potrebbe essere già troppo personale, ma tentar non nuoce!

  3. Sicurezza prima di tutto. Sebbene CouchSurfing disponga di un numero verde e di un call center sempre attivo, è meglio prevenire che curare, come dicono gli inglesi “better safe than sorry”.

    Il mondo è un posto magnifico, ma è anche vario, e ahimè, non tutti hanno sempre buone intenzioni. Se da un lato couch surfing insegna a fidarsi dell’altro, a uscire dalla propria confort zone e a mettersi alla prova con una cultura e una lingua diversa, studiandone gli aspetti da una prospettiva diversa; dall’altro lato ci si espone ad un rischio gigante. Non succederà mai niente, ma è bene esserne consapevoli.

    Due consigli: io appena arrivo a casa dell’host invio la posizione ad un amico (nonché co-fondatore di questo blog) così, nel caso qualcosa andasse storto, sa da dove far partire le ricerche! (la miriade di film horror che ho visto ha finito per condizionarmi) Secondo consiglio: se avete una brutta sensazione o non vi sentite al sicuro andatevene, fidatevi di quello che vi dice lo stomaco.


  4. Tenersi lontano da argomenti scomodi. Politica, religione, ed argomenti etici in generale potrebbero scaldare troppo gli animi. Ricordo di un tipo che per uscire da un silenzio imbarazzante esordì con “quindi in Polonia l’aborto è sempre illegale, eh” questo commento apparentemente innocente aprì un furioso dibattito che vide schierate due fazioni, da un lato io e una bulgara pro-choice, dall’altro due antiabortisti polacchi. Non sapendo chi avete davanti è forse meglio tenersi ad argomenti più neutri, così non rischiano scenate con urla e strilla in mezzo al locale…

  5. CouchSurfing NON è un sito per alloggiare gratuitamente, l’host non è l’addetto alle pulizie e casa sua non è un albergo. Il rispetto viene prima di tutto. Ricordate che per permettere a voi di visitare la città low cost vi ha dato le chiavi di casa, mettendo la sua casa e i suoi affetti personali a rischio. Non siete i soli a rischiare: anche chi ospita si mette in gioco in egual misura. Siate gentili, cordiali e riconoscenti.

  6. Adattatevi alle esigenze del vostro host – se si sveglia presto perché deve andare a lavorare, evitate di fare rumore durante la notte. Se lavora da casa, siate consapevoli che sarebbe meglio evitare di fare la doccia cantando o cucinare in mutande.

  7. Siate puliti ed ordinati – cercate un angolino e lasciate lì le vostre cose, evitate di spargerle per la stanza, al vostro host non interessano i vostri calzini.

  8. Rispettate le regole della casa: potete usare la cucina o il computer del salotto? La lavatrice? Mettere cibo nel frigorifero? Attenzione alle esigenze culturali e religiose dell’host, potrebbe essere musulmano e non mangiare maiale o ebreo e mangiare kosher. Non abbiate timore e chiedete cosa preferisce mangiare o bere, sarà ben felice di parlarvene!

  9. CouchSurfing NON è Tinder: se volete rimorchiare scaricate Tinder.

Come funziona?

Il sito è facile da usare. Questo che vedete è il mio profilo: la mia foto di quando ero in Marocco, i feedback ricevuti, una piccola galleria di foto e qualche amico incontrato per strada. La tabella centrale dà qualche informazione generale, tipo da quanto sono iscritta, le lingue che parlo o che vorrei imparare… chi sono, dove vado, cosa cerco, la filosofia di vita e tante altre cose. Al momento vivo in una stanza sette passi x tre (nuova unità di misura) per cui non posso ospitare, ecco perché il mio status verde in alto dice “wants to meet up”: non posso ospitare ma ben venga un caffè!

couchserfing – couch surfing Italia

Come si cerca un host

Una volta che abbiamo creato il profilo, siamo pronti per surfare! Basta inserire nella barra della ricerca dove si vuole andare et voilà! I profili degli host disponibili ci compariranno davanti. Si possono filtrare i profili in base all’età, al genere, alle caratteristiche, alle lingue parlate ecc. Tutto questo affinché si possa condividere del tempo di qualità con una persona con caratteristiche affini alla nostra. Ad esempio, a me che piace l’arte e la natura quando viaggio cerco qualcuno con i miei stessi interessi!

Cosa facciamo stasera?

CouchSurfing risponde anche a questa domanda! Supponiamo che siamo a San Francisco e non sappiamo cosa fare o dove andare, possiamo andare a sbirciare tra gli eventi proposti dai membri di CouchSurfing e, se qualcosa attira l’attenzione, unirci a loro.

Chi surfa divani ha mille storie da raccontare, ogni viaggio una storia diversa, un pezzo di vita che ti si attacca addosso e ti accompagna al prossimo viaggio, al prossimo divano.  CouchSurfing non è soltanto un posto gratuito per dormire: è un abbraccio lungo la strada!

Couchsurfing Italia

Anche la community dei couchsurfer italiana sta crescendo ogni anno sempre di più, soprattutto fra i giovani che vogliono visitare il mondo con budget bassi e facendo couchsurf si può fare!

Quindi… sei pronto per un nuovo viaggio? Scopri CouchSurfing!

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