Courmayeur ha un problema di reputazione, e il problema è che tutti sanno già cos’è prima di arrivarci: la stazione sciistica dei ricchi, la Cortina del Monte Bianco, il paese delle vetrine e delle pellicce. Poi ci si mette venti minuti a piedi lungo via Roma e ci si accorge che sotto quella patina c’è un villaggio di montagna vero, con una chiesa del Settecento, una torre medievale incastrata fra le case e un museo che conserva i diari degli uomini che hanno inventato l’alpinismo.

La seconda cosa che conviene sapere è che a Courmayeur si viene due volte, e sono due viaggi diversi. D’estate il paese è la porta di due valli che si aprono a forbice sotto le Grandes Jorasses, e si cammina; d’inverno il baricentro si sposta sugli impianti e sulle terme, e mezzo paese fa una vita diversa. In questa guida trovate le cose da vedere una per una, i prezzi che ho verificato sui siti ufficiali (compreso quello della Skyway, che in giro è quasi sempre sbagliato per difetto), come si arriva senza auto e una sezione sull’inverno, che è la stagione principale di questo posto e che quasi nessuno racconta.
In breve
Courmayeur si vede bene in due giorni: il primo per il centro storico (via Roma, la chiesa di San Pantaleone, il Museo Alpino Duca degli Abruzzi, 5 € l’ingresso) e la salita con lo Skyway Monte Bianco fino a Punta Helbronner a 3.466 m (59 € andata e ritorno in bassa stagione, 63 € dal 1° al 30 agosto); il secondo per la Val Ferret e la Val Veny, le due valli laterali dove si cammina. Il Giardino botanico Saussurea, alla stazione intermedia del Pavillon, è gratuito per chi ha il biglietto della funivia. La stagione invernale degli impianti va dal 28 novembre 2026 all’11 aprile 2027. Si arriva in autobus da Aosta, Torino e Milano senza bisogno dell’auto.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Courmayeur e come ci si arriva
Courmayeur sta all’estremità occidentale della Valle d’Aosta, a 1.224 metri di quota, nell’ultimo tratto di valle prima del confine francese. È l’ultimo paese italiano prima del traforo del Monte Bianco, che lo collega a Chamonix in una ventina di minuti, e questa posizione spiega tutto il resto: il turismo, l’alpinismo, la ricchezza e anche il traffico dei tir che d’estate incolonna la statale.
In auto si arriva dall’autostrada A5 fino al casello di Courmayeur, che è l’ultimo. Da Aosta sono quaranta minuti scarsi, da Torino circa due ore, da Milano due ore e mezza. Chi arriva da nord passa dal tunnel, aperto tutto l’anno; chi volesse passare dal Colle del Gran San Bernardo deve invece ricordarsi che il valico chiude in autunno e riapre a inizio estate, con date che l’ANAS decide ogni anno e che quindi non conviene dare per scontate.
La cosa che non trovate quasi mai scritta è che a Courmayeur si arriva benissimo senza auto, e per una volta non è un ripiego. Il paese è servito da autobus di linea diretti da Aosta, da Torino e da Milano, con fermata al centro, e una volta arrivati non serve più niente: il centro storico è pedonale e si gira a piedi in mezz’ora, gli impianti partono dal paese e le due valli laterali d’estate hanno le navette. Chi vuole spingersi oltre confine ha anche il collegamento in autobus con Chamonix attraverso il traforo.
Consiglio: se venite in auto e vi fermate più di un giorno, informatevi sul parcheggio prima di prenotare l’alloggio. Il centro è a traffico limitato e in alta stagione, fra Natale e l’Epifania e nelle settimane di agosto, trovare posto vicino a via Roma è una piccola impresa. Molte strutture hanno il loro posto auto, e vale la pena chiederlo esplicitamente invece di scoprirlo all’arrivo.
Il centro storico a piedi: via Roma, la chiesa e la torre
Il cuore di Courmayeur è via Roma, la strada pedonale che attraversa il paese da un capo all’altro. È la via delle vetrine, dei bar storici e della passeggiata serale, e in effetti la prima impressione è quella di una vetrina lunga trecento metri. Ma è anche la strada su cui si affacciano le cose più antiche del paese, e basta alzare gli occhi sopra le insegne per vedere le facciate in pietra e i tetti in lose delle case originali.
A metà strada si apre la piazza con la chiesa di San Pantaleone, ricostruita nel Settecento sopra un edificio molto più antico e riconoscibile dal campanile in pietra grigia. Accanto, quasi nascosta fra le case, c’è la Tour Malluquin, una torre medievale che è il pezzo di architettura più vecchio del centro e che quasi tutti superano senza notarla. Sulla piazza, davanti alla chiesa, stanno le statue dedicate alle guide alpine di Courmayeur, e non sono un monumento generico: portano i nomi di persone precise, gente come Giuseppe Petigax ed Emile Rey, che qui sono ricordati come altrove si ricordano i condottieri.
Questa è la chiave per capire Courmayeur. Non è un paese diventato turistico per la neve: è il paese che ha inventato il mestiere della guida alpina sul versante italiano del Monte Bianco. La Società delle Guide di Courmayeur, fondata nel 1850, è tra le più antiche del mondo, e per un secolo intero da qui sono partite le spedizioni che hanno aperto le vie sulle montagne di mezzo pianeta.
Il Museo Alpino Duca degli Abruzzi
Il museo sta dentro la Casa delle Guide, in Strada per il Villair 2, ed è la visita che consiglierei di non saltare anche a chi pensa di non interessarsi di alpinismo. Fu inaugurato nel 1929 e raccoglie attrezzature, fotografie e diari delle spedizioni, con al centro il materiale di Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, e della sua spedizione verso il Polo Nord del 1899. Vedere le corde di canapa, gli scarponi chiodati e le giacche di lana con cui quella gente saliva a settemila metri rimette in ordine parecchie idee su cosa significhi oggi “affrontare la montagna”.
Info pratica: il Museo Alpino Duca degli Abruzzi costa 5 € l’intero e 3 € il ridotto (6-14 anni, over 65 e gruppi di almeno 20 persone). L’orario è 9:00-12:30 e 16:00-19:00, con il giorno di chiusura che cambia secondo la stagione: chiuso il mercoledì a maggio, il martedì fra giugno e novembre, aperto tutti i giorni nei mesi di alta stagione. Si entra al massimo in dieci alla volta, quindi in giornate di pioggia può esserci da aspettare. Le informazioni aggiornate sono sul sito della Società Guide Alpine di Courmayeur, che lo gestisce.
Skyway Monte Bianco: la salita a Punta Helbronner
È il motivo per cui la maggior parte delle persone arriva fin qui, ed è una di quelle cose che meritano la fama. Lo Skyway Monte Bianco parte da Pontal d’Entrèves, poco fuori Courmayeur, e in due tronconi porta a Punta Helbronner, a 3.466 metri, con le cabine rotanti che girano su sé stesse durante la salita in modo che tutti vedano tutto. In cima si esce su una terrazza circolare che guarda il Dente del Gigante, le Grandes Jorasses e, dall’altra parte, il massiccio del Monte Bianco con la Francia sotto.

La stazione intermedia è il Pavillon du Mont Fréty, ed è una tappa a sé, non un semplice cambio di cabina: c’è il giardino botanico, ci sono i sentieri che scendono a valle a piedi e c’è la vista sulla conca di Courmayeur. Chi soffre la quota o viaggia con bambini piccoli può fermarsi lì e godersi comunque una giornata piena, spendendo meno della metà.
Sui prezzi conviene fare attenzione, perché è il punto in cui in rete si trovano le informazioni più vecchie: diverse guide danno ancora cifre di qualche anno fa, e ho letto più di una pagina che parla di 52 € per la salita completa. Il listino ufficiale in vigore dice altro, e la differenza non è di pochi spiccioli.
| Biglietto | Bassa stagione | Alta stagione |
|---|---|---|
| Andata e ritorno Courmayeur-Punta Helbronner | 59 € | 63 € |
| Andata e ritorno Courmayeur-Pavillon | 25 € | 27 € |
| Sola andata Courmayeur-Punta Helbronner | 46 € | 49 € |
| Sola andata Courmayeur-Pavillon | 18 € | 20 € |
| Famiglia (2 adulti + 2 ragazzi 8-23 anni) | 177 € | 177 € |
Due cose che fanno risparmiare davvero. La prima è che l’alta stagione coincide con il mese di agosto e con la settimana fra Natale e Capodanno: spostare la visita anche solo di pochi giorni, a fine agosto o ai primi di settembre, fa scendere il prezzo e svuota la terrazza in vetta. La seconda è che esiste una tariffa early booking per chi prenota con almeno una decina di giorni di anticipo, che sulla salita completa in bassa stagione taglia il costo in modo consistente. Se avete già deciso la data, il biglietto andata e ritorno per la Skyway si prenota in anticipo e si evita la coda alle casse, che nei giorni di bel tempo di agosto è la parte peggiore della giornata.
Attenzione: in vetta la permanenza è limitata e si sta a 3.466 metri, con temperature che restano sotto zero anche in luglio e con un terzo di ossigeno in meno rispetto al livello del mare. Salire in maglietta perché a valle c’erano ventotto gradi è l’errore classico: serve una giacca vera anche ad agosto. E se avvertite mal di testa o fiato corto, la cosa giusta da fare è scendere al Pavillon, non resistere.
Val Ferret e Val Veny: le due valli sotto il Monte Bianco
Da Courmayeur si aprono due valli laterali che corrono ai piedi del massiccio, una a destra e una a sinistra, e sono il vero motivo per cui vale la pena fermarsi più di un giorno. Si somigliano poco, e sceglierle a caso è un peccato.

La Val Ferret è quella più dolce e più frequentata: un fondovalle quasi pianeggiante, prati, torrente, rifugi raggiungibili senza essere alpinisti, e sopra la testa la parete delle Grandes Jorasses, che è uno degli spettacoli verticali più impressionanti delle Alpi. È la valle giusta per chi vuole camminare senza soffrire, per chi ha bambini e per chi cerca la fotografia da cartolina. D’estate la strada è chiusa alle auto private nel tratto finale e funziona la navetta, il che la rende anche una delle poche gite alpine possibili senza macchina. Il percorso più bello non è il fondovalle ma il sentiero in quota che percorre la balconata, che tiene il Monte Bianco di fronte per tutto il tempo.
La Val Veny è più selvaggia e più severa. Ci si arriva dall’altro lato, si sale fra i ghiaioni e i resti delle morene, e il paesaggio è quello dell’alta montagna vera, con il ghiacciaio del Miage e il suo lago che è una delle cose più particolari di tutta la valle: un lago glaciale che cambia forma di anno in anno, incastrato fra le pietre. È la valle di chi cammina sul serio e di chi vuole capire come funziona un ghiacciaio guardandolo da vicino.
In fondo alla Val Veny, in un punto che sembra scelto apposta, sta il Santuario di Notre-Dame de Guérison, aggrappato alla roccia sopra la strada e affacciato sul ghiacciaio della Brenva. È un luogo di pellegrinaggio antico, pieno di ex voto lasciati da chi è tornato vivo dalla montagna, e si visita solo nella stagione estiva. Anche per chi non ha alcun interesse religioso, quella parete coperta di targhe di ringraziamento racconta il rapporto fra questa gente e il Monte Bianco meglio di qualsiasi museo.
Il Giardino botanico Saussurea, il più alto d’Europa
Alla stazione intermedia del Pavillon, a 2.173 metri, c’è un giardino botanico alpino con circa novecento specie di piante di alta quota, raccolte in un anfiteatro naturale con il Monte Bianco alle spalle. È una di quelle visite che sulla carta sembrano un riempitivo e che invece funzionano, soprattutto in luglio quando le fioriture sono al massimo e il contrasto fra i fiori minuscoli e la parete di ghiaccio dietro è esattamente il motivo per cui si viene in montagna.

Il dato che nessuno mette in evidenza, e che invece cambia il conto della giornata, è che l’ingresso è gratuito per chi ha il biglietto dello Skyway: basta presentarlo allo chalet all’ingresso. Diverse guide lo elencano come una visita a pagamento da sommare al resto, ma chi sale con la funivia il giardino ce l’ha già incluso, e sarebbe un peccato saltarlo perché si pensa di dover pagare due volte.
Info pratica: il Giardino botanico alpino Saussurea è aperto dal 20 giugno al 20 settembre e si raggiunge solo con lo Skyway, scendendo alla stazione del Pavillon. Fuori da quelle date è chiuso, quindi chi sale in ottobre o in inverno troverà la stazione intermedia ma non il giardino. Date e informazioni aggiornate sul sito della Fondazione Saussurea.
Courmayeur d’estate: camminare sotto il Monte Bianco
D’estate Courmayeur smette di essere una stazione sciistica e diventa una base per camminare, e il ventaglio è largo abbastanza da comprendere sia chi fa due ore in piano sia chi passa una settimana sui sentieri. Da qui passa il Tour du Mont Blanc, il trekking ad anello che gira intorno al massiccio attraversando Italia, Francia e Svizzera: la tappa italiana è una delle più belle e si può fare anche solo per un giorno, salendo a uno dei rifugi della Val Ferret e tornando indietro.
Per chi vuole qualcosa di più della camminata, la scelta naturale è affidarsi alle guide alpine, che qui sono un’istituzione e non un servizio turistico improvvisato: si va dall’escursione sul ghiacciaio con ramponi e imbrago fino alle vie ferrate attrezzate. È il modo per mettere piede su un ghiacciaio vero senza essere alpinisti, e per capire dal vivo cosa vuol dire un crepaccio.
Chi invece cerca il panorama senza la fatica ha il Monte Chétif, la montagna che sovrasta il paese e da cui si vede tutta la conca dall’alto, e la zona dei laghi alpini nei dintorni, come il Lago d’Arpy, che si raggiunge con una salita alla portata di chiunque abbia due gambe allenate.
Cosa fare a Courmayeur
- Escursione sul ghiacciaio del Monte Bianco con guida alpina (circa 2 ore, attrezzatura inclusa).
- Escursione al Lago d’Arpy e al Col Croce (giornata intera, 6 ore).
- Via ferrata panoramica ad alta quota, per chi non ha paura del vuoto.
- Skyway con pranzo alpino in quota, la formula comoda per chi vuole fare della salita la giornata intera.
- La visita al centro storico e al Museo Alpino si fa da soli, senza prenotare niente: non esiste un prodotto da acquistare e non serve.
Courmayeur d’inverno: cosa fare oltre a sciare
Qui sta la parte che di solito manca, e manca proprio dove servirebbe di più: l’inverno è la stagione principale di Courmayeur, eppure quasi tutte le guide che si trovano in rete sono scritte pensando a luglio. La stagione degli impianti 2026-2027 va dal 28 novembre 2026 all’11 aprile 2027, con gli impianti aperti dalle 8:45 alle 17:00 nei giorni feriali e dalle 8:25 nei fine settimana e nei periodi di festa. La funivia che sale dal paese resta invece in funzione fino a mezzanotte, il che permette di salire a cena in quota e tornare giù la sera.
Sul comprensorio dico l’essenziale: piste esposte in gran parte a nord, quindi neve che tiene bene, un dislivello importante e una fama consolidata nel freeride, cioè lo sci fuori dalle piste battute, che qui si fa con le guide e non da soli. È uno dei posti in cui il fuoripista non è un vezzo ma una specialità, e proprio per questo è anche uno dei posti in cui improvvisare è più pericoloso.

La domanda vera però è un’altra, ed è quella che si fa chi viene a Courmayeur in inverno senza sciare, che sono molti più di quanti si creda: cosa si fa qui se non si mettono gli sci? La risposta è che si fanno parecchie cose, e alcune sono più belle dello sci stesso. Si cammina con le ciaspole in Val Ferret, dove il fondovalle innevato è pianeggiante e alla portata di chiunque, e la neve fresca sotto le Grandes Jorasses in una mattina di sole è un’immagine che vale il viaggio da sola; le ciaspolate guidate sul Monte Bianco durano un paio d’ore e non richiedono alcuna esperienza. Si sale con lo Skyway anche d’inverno, e anzi l’aria di gennaio è più trasparente di quella di agosto. Si va alle terme di Pré-Saint-Didier, che sono a pochi chilometri. E si passeggia per via Roma la sera, che d’inverno è quando il paese è più sé stesso.
Attenzione: le tariffe degli skipass per la stagione 2026-2027 non risultano ancora pubblicate: sul sito ufficiale sono online quelle della stagione precedente. Per questo qui non trovate una cifra: preferisco non scriverne nessuna piuttosto che darvene una vecchia di un anno, come capita di leggere in giro. Le tariffe aggiornate escono di solito in autunno sul sito di Courmayeur Mont Blanc Funivie.
Le terme di Pré-Saint-Didier
A cinque chilometri da Courmayeur, nel paese di Pré-Saint-Didier, ci sono le terme più conosciute della Valle d’Aosta: acqua calda naturale, vasche esterne all’aperto con il vapore che sale mentre intorno è tutto innevato, e la vista sul Monte Bianco dalla vasca. È l’abbinamento classico con una giornata sugli sci o con una giornata di brutto tempo, ed è anche la cosa che più spesso si prenota in anticipo, perché l’ingresso è contingentato.
Sul prezzo devo essere onesto e dire come stanno le cose: le tariffe sono dinamiche, cioè cambiano secondo il giorno e la fascia oraria che si sceglie, e vanno da un minimo che si trova nei feriali di bassa stagione a cifre sensibilmente più alte nei fine settimana e sotto le feste. Chi vi dà un prezzo secco per l’ingresso feriale sta copiando un dato da un altro blog, perché quel prezzo unico non esiste. La prenotazione è obbligatoria e l’ingresso è riservato ai maggiori di 14 anni, che è l’informazione più importante per chi viaggia con i figli e rischia di scoprirlo davanti alla porta.

Aggiungo una cosa che di norma non si scrive: per le terme non trovate qui alcun link per prenotare, perché sui portali di esperienze con cui lavoriamo questo stabilimento non ha un prodotto acquistabile. Si prenota dal sito ufficiale della struttura e basta.
Cosa vedere nei dintorni di Courmayeur
Courmayeur si presta bene a essere una base, perché sta a un capo della valle e l’autostrada rimette in fila tutto il resto in poco tempo. Dolonne è a un ponte di distanza, praticamente una frazione dall’altra parte del torrente, ed è il villaggio che Courmayeur era prima del turismo: vicoli stretti, fienili, case in pietra addossate. Ci si va a piedi in un quarto d’ora e in mezz’ora si è girato tutto, ma è il posto in cui si capisce meglio com’era questa valle un secolo fa.

Entrèves, ai piedi della stazione di partenza dello Skyway, è l’altro borgo antico della zona ed è quello dove conviene fermarsi a mangiare. Scendendo lungo la valle si arriva a Pré-Saint-Didier con le sue terme, a La Salle e a Morgex, dove si produce uno dei vini di montagna più alti d’Europa. E in poco più di mezz’ora si è ad Aosta, che è una città romana quasi intatta e merita una giornata a sé.
Chi ha più giorni a disposizione trova nel resto della regione i castelli, il Gran Paradiso e il Cervino: li abbiamo messi in fila, con i tempi di spostamento e i prezzi, nella guida completa alla Valle d’Aosta.
Dove dormire a Courmayeur
La scelta della zona qui conta meno che in una città, perché il paese è piccolo, ma non è indifferente: cambia quanto camminate con gli sci in mano e quanto vi costa la stessa camera.
Dove dormire a Courmayeur: in quale zona
- Centro, intorno a via Roma: si esce a piedi la sera, si è vicini alla funivia del paese, ed è la zona più cara. La scelta giusta per chi arriva senza auto.
- Dolonne e la sponda opposta: a pochi minuti a piedi dal centro, più tranquilla e in genere più conveniente, con il vantaggio di essere sul lato da cui partono alcuni impianti.
- Entrèves e La Palud: ai piedi dello Skyway, a un paio di chilometri dal centro. Comoda per chi viene soprattutto per la funivia e per le valli, meno per chi vuole la passeggiata serale.
- Fondovalle verso Pré-Saint-Didier e Morgex: qualche chilometro più in basso, prezzi più bassi e serve l’auto, ma si è vicini alle terme.
Le strutture qui sotto le abbiamo scelte con un criterio dichiarato: solo alloggi con almeno 8,5 di valutazione e più di cento recensioni reali, scegliendo tipologie diverse fra loro invece di quattro hotel uguali.
Dove dormire a Courmayeur: hotel, appartamenti e agriturismi
- Hotel Chalet Joli: piccolo albergo a due stelle con camere fino a quattro posti, la formula più semplice per chi vuole l’hotel senza le tariffe delle strutture di lusso del centro.
- Residence Le Grand Chalet: residence a quattro stelle con unità fino a sei ospiti, adatto a due famiglie che viaggiano insieme o a un gruppo che vuole cucinare in casa.
- Maison Francey: appartamento da sei posti, la struttura con il maggior numero di recensioni fra quelle selezionate, per chi preferisce la casa all’albergo.
- Agriturismo Le Reve: agriturismo con camere da due persone, la scelta di carattere per una coppia che vuole stare fuori dal giro delle vetrine.
Quando andare a Courmayeur
Non esiste una stagione giusta in assoluto, esistono quattro Courmayeur diverse, e la scelta dipende da cosa volete portarvi a casa.
| Periodo | Cosa si trova | Per chi |
|---|---|---|
| Dicembre-marzo | Impianti aperti, ciaspole, terme, paese vivo la sera. Prezzi al massimo sotto le feste | Sciatori e chi vuole l’atmosfera invernale |
| Aprile-maggio | Fine stagione e poi chiusure: impianti fermi, sentieri ancora innevati in quota | Il periodo da evitare, salvo le terme |
| Giugno-luglio | Valli aperte, fioriture, giardino botanico dal 20 giugno, meno gente di agosto | Chi cammina e chi fotografa |
| Agosto | Tutto aperto ma affollato, e la Skyway costa la tariffa di alta stagione | Famiglie vincolate alle ferie |
| Settembre-ottobre | Aria limpida, larici che ingialliscono, prezzi giù, valli ancora percorribili | Il periodo migliore per chi può scegliere |
Info essenziali
- Come arrivare: autostrada A5, uscita Courmayeur; autobus diretti da Aosta, Torino e Milano; traforo del Monte Bianco da Chamonix.
- Quando andare: settembre per camminare, dicembre-marzo per la neve. Aprile e maggio sono i mesi da evitare.
- Durata consigliata: due giorni pieni, tre se si vogliono fare entrambe le valli con calma.
- Quota: 1.224 m il paese, 3.466 m Punta Helbronner. Serve una giacca anche in estate.
- Da non dimenticare: prenotare lo Skyway nei giorni di bel tempo di agosto, e le terme sempre.
Domande frequenti su Courmayeur
Quanto costa salire con lo Skyway Monte Bianco?
Il biglietto andata e ritorno da Courmayeur a Punta Helbronner costa 59 € in bassa stagione e 63 € in alta stagione (27 dicembre-4 gennaio e 1°-30 agosto). Fino alla stazione intermedia del Pavillon si spende 25 € o 27 €. Esiste una tariffa famiglia da 177 € per due adulti e due ragazzi fra gli 8 e i 23 anni, e una tariffa scontata per chi prenota con almeno dieci giorni di anticipo.
Cosa si può fare a Courmayeur senza sciare?
Parecchio: le ciaspolate in Val Ferret sul fondovalle pianeggiante, la salita con lo Skyway (che d’inverno ha l’aria più limpida), le terme di Pré-Saint-Didier a cinque chilometri, il Museo Alpino Duca degli Abruzzi e la passeggiata serale per via Roma. Courmayeur funziona bene anche per chi non mette gli sci ai piedi.
Quanti giorni servono per visitare Courmayeur?
Due giorni pieni bastano: uno per il centro storico e la salita allo Skyway, uno per la Val Ferret o la Val Veny. Con tre giorni si fanno entrambe le valli senza correre e si aggiunge una gita ad Aosta o alle terme di Pré-Saint-Didier.
Qual è il periodo migliore per andare a Courmayeur?
Settembre e i primi di ottobre per chi cammina: aria limpida, larici gialli, valli ancora percorribili e prezzi più bassi di agosto. Da dicembre a marzo per la neve, con la stagione degli impianti 2026-2027 aperta dal 28 novembre 2026 all’11 aprile 2027. Aprile e maggio sono i mesi peggiori, con gli impianti chiusi e i sentieri in quota ancora innevati.
Come si arriva a Courmayeur senza auto?
Con gli autobus di linea diretti da Aosta, Torino e Milano, che fermano in paese. Una volta arrivati non serve la macchina: il centro è pedonale, gli impianti partono dal paese e d’estate le navette servono la Val Ferret, dove la strada è comunque chiusa alle auto private nel tratto finale.
Val Ferret o Val Veny: quale scegliere?
La Val Ferret se volete camminare in piano sotto le Grandes Jorasses, se avete bambini o se siete senza auto, perché d’estate c’è la navetta. La Val Veny se cercate l’alta montagna vera, il ghiacciaio del Miage e il suo lago, e non vi spaventa un ambiente più severo. In fondo alla Val Veny c’è anche il Santuario di Notre-Dame de Guérison, visitabile solo d’estate.
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