Cosa vedere in Garfagnana: borghi, rocche, grotte e laghi della valle del Serchio

Siete mai stati in Garfagnana? Io ci vado spesso, per diletto e per lavoro, e non mi stanco mai. C’è un momento preciso in cui capisco di essere arrivato: quando il rumore della Versilia resta sotto, alle spalle, e davanti si apre questa specie di isola verde incastrata tra le Alpi Apuane grigie e l’Appennino tosco-emiliano. Siamo in provincia di Lucca, con la Lunigiana di là dal crinale e la valle del fiume Serchio che taglia tutto in mezzo. E c’è una cosa che mi prende ogni volta, prima ancora dei castelli: il dialetto. Adoro sentire il garfagnino, che è toscano ma non è il “mio” toscano della costa, cambia di paese in paese e ti dice subito che qui le montagne hanno tenuto le storie separate per secoli.

In questa guida vi porto a vedere la Garfagnana per davvero: i borghi murati, le rocche e le fortezze, la Grotta del Vento e i parchi, i laghi con il loro paese sommerso, cosa si mangia e dove, quando andare e come organizzare un weekend senza correre. Non è una lista buttata lì: è il giro che farei io, da sotto verso l’alto, seguendo il Serchio.

In breve

La Garfagnana è la valle del Serchio a nord di Lucca, 14 comuni tra le Alpi Apuane e l’Appennino. Base ideale: Castelnuovo di Garfagnana. Da non perdere: la Grotta del Vento a Fornovolasco (percorsi da 10 a 25€), la Fortezza delle Verrucole gestita come archeopark medievale (8€), il borgo murato di Castiglione, Barga con il suo Duomo e l’anima scozzese, il Parco dell’Orecchiella, l’Orrido di Botri e i laghi di Vagli e Gramolazzo. Servono 2-3 giorni; ci si muove quasi solo in auto. Stagione top: estate per il trekking, autunno per castagne e foliage.

Dove si trova la Garfagnana e come arrivare

La Garfagnana è l’alta valle del Serchio, nell’angolo nord-occidentale della Toscana. La chiudono due muri di montagna: a ovest le Alpi Apuane, quelle del marmo, con il loro grigio abbagliante, a est l’Appennino tosco-emiliano, più dolce, verde, fatto di boschi e pascoli. In mezzo scorre il Serchio, e attorno al fiume si distende una terra che vale la pena prendersi con calma.

Conviene tenere a mente una cosa, perché aiuta a orientarsi: la Garfagnana è fatta di 14 comuni, riuniti nell’Unione Comuni Garfagnana, e il centro di tutto, anche come base per dormire e ripartire ogni mattina, è Castelnuovo di Garfagnana. Gli altri sono Camporgiano, Careggine, Castiglione di Garfagnana, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano e Villa Collemandina. Nomi che vi diranno poco adesso e che alla fine del viaggio vi suoneranno familiari.

Qui, tra l’altro, c’è il tetto della Toscana: il Monte Prado, 2.054 metri, sull’Appennino al confine con l’Emilia-Romagna, è la vetta più alta della regione. La cima più alta delle Apuane, il Monte Pisanino (1.947 m), è invece tutta in alta Garfagnana. Due montagne diverse che si guardano da una valle sola.

Monte Prado Foto di Pietro Disasso da Pixabay
Monte Prado Foto di Pietro Disasso da Pixabay

Info pratica: in auto si arriva da Lucca risalendo la SS12 e poi la SR445 lungo il Serchio (circa 45 minuti fino a Castelnuovo); da nord si scende dalla Lunigiana. Senza auto c’è la ferrovia Lucca-Aulla, panoramica, che ferma a Castelnuovo, Barga-Gallicano e negli altri paesi della valle: comoda per i borghi sul fondovalle, molto meno per grotte, laghi e parchi, che restano in alto. La Garfagnana, diciamocelo, si gira bene solo con la macchina.

Castelnuovo di Garfagnana, il cuore della valle

Se la Garfagnana ha una capitale, è Castelnuovo di Garfagnana. Di fondazione longobarda, già nel Trecento era un nodo di transito, e nel Cinquecento finì sotto gli Estensi di Ferrara. È il posto giusto da cui partire: ci si dorme, ci si mangia, e da qui ogni strada porta da qualche parte.

Nel centro storico domina la Rocca Ariostesca, la fortezza dove Ludovico Ariosto fu governatore della provincia estense di Garfagnana dal 1522 al 1525. Non un dettaglio da targa: l’uomo che scriveva l’Orlando Furioso si trovò a fare il funzionario tra questi monti, a litigare con i banditi locali. Oggi la Rocca ospita il museo “Il Palazzo di Atlante – Museo Furioso”, un allestimento multimediale e scenografico dedicato proprio al Furioso, riaperto da poco. È il modo più bello per legare il poema a questa valle.

Info pratica: l’ingresso alla Rocca Ariostesca è gratuito; l’esperienza immersiva nella torre, “Astolfo sulla Luna”, costa 7€ (ridotto 4€) e va prenotata, con ingressi a fasce ogni 25 minuti. Orari indicativi: mercoledì-venerdì 11:00-16:00, sabato e domenica 10:00-18:00. Prezzi e orari sono quelli dell’ultima riapertura: verificateli sul sito ufficiale prima di partire, possono cambiare con la stagione.

A pochi minuti, in posizione dominante, c’è la Fortezza di Mont’Alfonso, il complesso monumentale voluto dagli Estensi tra il 1579 e il 1586. Ha più di un chilometro di cinta muraria, sette baluardi, ed è l’esempio più importante di nucleo fortificato di tutta la Valle del Serchio. Oggi è sede del Parco delle Alpi Apuane e ospita mostre ed eventi; ci si arriva anche a piedi da Castelnuovo lungo il “Sentiero dell’Ariosto”. L’area verde attorno alle mura è aperta tutti i giorni e il panorama, dalle Panie all’Appennino, da solo vale la salita.

Le rocche e le fortezze della Garfagnana

Qui ho un debole, lo ammetto. La Garfagnana è terra di confine, e le terre di confine si difendono: per secoli Lucca, gli Estensi e i vari signorotti si sono contesi questi monti a colpi di rocche. Il risultato è che oggi, salendo la valle, inciampi in una fortezza dietro l’altra.

La più bella da vivere è la Fortezza delle Verrucole, sopra San Romano in Garfagnana. Non è il solito castello da guardare e via: è gestita come un archeopark medievale “vivo”, con guide in abiti storici che ti raccontano e ti mostrano com’era la vita del castello nel Duecento, tra accampamenti, mestieri antichi e dimostrazioni pratiche. Ai bambini piace da matti, e a essere onesti diverte parecchio anche gli adulti.

Info pratica: alla Fortezza delle Verrucole la visita guidata costa 8€ (ridotto ragazzi 6-18 anni 5€, bambini 0-5 gratis); l’ingresso parziale senza museo 4€. Gli orari cambiano mese per mese (in piena estate è aperta quasi tutti i giorni 10:00-18:30, in primavera e autunno solo nei weekend): meglio prenotare. Durante l’anno organizzano rievocazioni storiche e serate con le fiaccole, vale la pena controllare il calendario eventi.

Poco distante, su un’altra sponda del Serchio, c’è la Rocca di Camporgiano, costruita nel Quattrocento dagli Estensi. E poi il borgo che da solo vale il viaggio: Castiglione di Garfagnana, un paese fortificato rimasto quasi intatto, l’unico sempre legato a Lucca dal 1371. Qui il consiglio è semplice: entrate da una delle porte storiche, la Porta degli Inferi o la Porta Nuova, e fate il giro seguendo le mura, lungo circa 750 metri, tra i torrioni dell’Orologio, di San Michele e di San Pietro. Le chiese di San Pietro e San Michele e il belvedere sulla valle chiudono il cerchio.

Consiglio: la Rocca di Castiglione è privata e quasi sempre chiusa, ma le mura e il borgo si girano liberamente. Per visitare la Rocca e farsi raccontare le storie giuste, contattate la Pro Loco (tel. 347 2789387): in estate fanno aperture e visite guidate, ed è tutta un’altra cosa rispetto al giro fai-da-te.

C’è poi la Rocca di Cascio, un baluardo a forma di quadrilatero irregolare, che lega il suo nome a una piccola eccellenza gastronomica: la “criscioletta”, una cialda fatta con farina di grano, di mais, acqua e sale, cotta tra due ferri roventi. Se la trovate a una sagra, fermatevi. E per i collezionisti di rocche segnalo anche quelle di Ceserana, Sassi e Trassilico, e le fortificazioni di Piazza al Serchio.

Fortezza / borgoDoveSi visitaBiglietto 2026
Fortezza delle VerrucoleSan RomanoSì, archeopark con guide in costume8€ (ridotto 5€)
Rocca Ariostesca / Museo FuriosoCastelnuovoSì, museo immersivoIngresso libero; torre 7€
Fortezza di Mont’AlfonsoCastelnuovoArea verde sempre; interni per eventiArea verde gratis
Borgo murato di CastiglioneCastiglioneMura libere; Rocca con Pro LocoBorgo gratis

I borghi da non perdere

Se amate i piccoli borghi, la Garfagnana vi riempie il telefono di foto. Il più sorprendente è Barga, e qui devo spendere due parole in più perché è una storia che amo raccontare. Barga è considerata “la più scozzese delle città italiane”: tra fine Ottocento e inizio Novecento mezzo paese emigrò in Scozia, a Glasgow e dintorni, a lavorare nei cantieri e ad aprire fish and chips. Quella gente è tornata, o ha tenuto i legami, e ancora oggi una fetta enorme degli abitanti ha sangue scozzese. Non è folklore: a settembre c’è perfino uno Scottish Festival, e d’estate il Barga Jazz, festival internazionale che nel 2026 festeggia i 40 anni.

Il cuore di Barga è il Duomo di San Cristoforo, la Collegiata romanica in pietra chiara, costruita nel punto più alto del borgo su un prato chiamato l’Arringo, dove un tempo si riuniva il libero Comune. Da lassù si guarda tutta la valle, e nei giorni giusti succede una magia di cui parlo più avanti.

matanna foto R. Capanni
Pascoli della Garfagnana – Foto Roberta Capanni

A pochi chilometri, a Castelvecchio Pascoli, c’è la Casa di Giovanni Pascoli, la villa dove il poeta visse dal 1895 al 1912: oggi è casa-museo e si visita.

Info pratica: la Casa Museo Pascoli costa 7€ (ridotto 5€). Orari da aprile a settembre: martedì 15:30-18:45, da mercoledì a domenica 10:30-13:00 e 15:00-18:45, lunedì chiuso (in inverno orari ridotti). Conviene chiamare prima (0583 766147), gli orari cambiano per festività ed eventi.

Poi ci sono i borghi piccoli, quelli che non finiscono sulle copertine ma che mi fanno tornare. Perpoli, arroccato su un colle terrazzato sopra il Serchio tra Castelnuovo e Gallicano. Sillico, con i suoi edifici rinascimentali che salgono ad anelli concentrici fino alla torre medievale ormai ridotta a rudere. E Sassorosso, che prende il nome dallo sprone di marmo rosso a cui è addossato: è costruito tutto con quella pietra rosata che al tramonto si accende. Se passate di lì verso sera, rallentate.

C’è infine un borgo che è anche un lago, e merita un capitolo a parte: Isola Santa, un grumo di case di pietra affacciato sull’acqua, che vi racconto tra poco.

La natura: grotte, parchi e l’Orrido di Botri

Qui la Garfagnana gioca la sua carta più forte. Sotto la roccia, dentro i boschi, lungo i torrenti, c’è un mondo che vale da solo il viaggio.

La cosa da fare, se ne avete il tempo, è la Grotta del Vento a Fornovolasco, nel cuore del Parco delle Apuane. È un mondo sotterraneo che si visita solo con la guida, e che ti lascia a bocca aperta: il Lago dei Cristalli, la Sala del Ciondolo, il Baratro dei Giganti, il fiume Acheronte, la Sala delle Meraviglie. La temperatura dentro è sempre la stessa, 10,7 gradi, quindi una felpa serve anche a ferragosto. E dato che ci siete, a Fornovolasco si mangiano trote di montagna sublimi: ricordo ancora la prima volta, dopo tre ore di grotta, una trota alla brace che valeva il doppio della fatica.

Info pratica: la Grotta del Vento propone tre percorsi: il 1° di circa un’ora (10€, ridotto 8€), il 2° di due ore (18€, ridotto 15€), il 3° di tre ore fino al Pozzo dell’Infinito (25€, ridotto 20€). È aperta tutti i giorni dell’anno tranne il 25 dicembre; per i singoli non serve prenotare, per i gruppi sì. Info e partenze al numero 0583 722024. Indossate scarpe chiuse: il percorso è umido.

Apuane foto di R. capanni 2020
Apuale – Foto Roberta Capanni

Sull’Appennino, dalla parte opposta, c’è il Parco dell’Orecchiella, riserva naturale gestita dai Carabinieri della Biodiversità. È il posto giusto per una giornata in famiglia: il Centro Visitatori, i recinti faunistici con mufloni, caprioli e l’orso, i sentieri nel bosco. I recinti e i sentieri sono liberi e gratuiti, si paga solo il Centro Visitatori (2€, ridotto 1€), aperto da Pasqua al 1° novembre, tutti i giorni in piena estate e nei weekend in primavera e autunno.

Per chi vuole qualcosa di più avventuroso c’è l’Orrido di Botri, una gola profonda scavata dal torrente, riserva naturale statale ai piedi delle Apuane. Si cammina dentro l’alveo, tra guadi e pareti che si stringono: non è una passeggiata da infradito.

Attenzione: l’Orrido di Botri è accessibile solo da giugno a settembre, dall’ingresso di Ponte a Gaio. Servono casco protettivo e scarpe da trekking, è obbligatorio; il percorso ha numerosi guadi e fondo scivoloso, adatto dagli 8 anni in su. Ingresso 2€, visita guidata 22€ (14€ per i bambini 8-11 anni, casco incluso). In caso di allerta meteo la gola chiude: controllate sempre il sito ufficiale il giorno prima.

E poi ci sono le Apuane vere, quelle da escursionisti. Il Monte Forato, con il suo enorme arco naturale di roccia, campata di 32 metri, regala uno spettacolo raro: in due periodi dell’anno il sole tramonta dietro la montagna, scompare e riappare attraverso il foro, il famoso “doppio tramonto”, che si osserva dal sagrato del Duomo di Barga intorno al 10-11 novembre e al 30-31 gennaio. La Pania della Croce (1.858 m), la “Regina delle Apuane”, è la cima più amata dagli escursionisti, ma è salita impegnativa: sentieri di montagna, tratti esposti, attrezzatura adeguata.

I laghi della Garfagnana, con un paese sotto l’acqua

Che siano naturali o artificiali, in Garfagnana i laghi sono tanti, e ognuno ha la sua storia. Il più famoso è il Lago di Vagli, e non per l’acqua: sul suo fondo c’è un paese intero, Fabbriche di Careggine, sommerso quando negli anni Quaranta si costruì la diga. Quando il lago viene svuotato per i lavori, il borgo riemerge: case di pietra, il cimitero, la chiesa romanica di San Teodoro che tornano alla luce in un paesaggio lunare.

Attenzione: Fabbriche di Careggine non è visibile tutto l’anno, anzi. L’ultima riemersione risale al 1994. Lo svuotamento è atteso da anni, e l’orizzonte oggi indicato è l’estate 2027, ma è solo una previsione: le date annunciate in passato sono già saltate più volte. Se leggete in giro che riemerge “quest’anno”, diffidate e verificate alla fonte: per ora, nel 2026, non c’è alcuno svuotamento confermato.

A Vagli c’è comunque qualcosa da fare anche col lago pieno: il ponte sospeso lungo 132 metri, uno dei più lunghi d’Europa nel suo genere, con un tratto centrale in vetro affacciato sull’acqua. L’accesso costa pochi euro (verificate la tariffa aggiornata con Vaglipark), e per chi ha lo stomaco saldo c’è anche la zipline “Volo dell’Angelo”.

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Garfagnana Lago di Isola Santa –Foto di gavia26210 da Pixabay

Più a nord, il Lago di Gramolazzo, ai piedi del Pisanino, è balneabile d’estate: sponde dolci, campeggio, noleggio canoe, una bella passeggiata sull’acqua. E poi c’è il piccolo lago di Isola Santa, quello del borgo di pietra, forse il più fotografato della valle. Tra le curiosità naturali, il laghetto di Prà di Lama è l’unico di origine naturale, nato da boati e sprofondamenti del terreno nell’Ottocento e poi nel Novecento, con acque che escono a 37 gradi e che da queste parti chiamano miracolose.

Cosa fare in Garfagnana, oltre a guardare

La Garfagnana non è solo da vedere, è da camminare. Il trekking qui è di casa: dalle anella facili dell’Orecchiella ai sentieri seri delle Apuane, passando per i cammini storici. Il più affascinante è la Via del Volto Santo, una variante della Via Francigena che scende dalla Lunigiana a Lucca attraverso questi monti, tappa dopo tappa, pieve dopo pieve.

E poi, proprio alle porte della valle, c’è uno dei ponti più fotografati d’Italia: il Ponte della Maddalena, a Borgo a Mozzano, il “Ponte del Diavolo”, con la sua arcata medievale altissima e asimmetrica che si specchia nel Serchio. È in Media Valle, tecnicamente fuori dai 14 comuni, ma se arrivate da Lucca lo incontrate per primo: fermatevi, ne vale la pena.

Esperienze ed escursioni in Garfagnana

  • Visita guidata alla Grotta del Vento, tra sale e laghi sotterranei.
  • Trekking sulle Alpi Apuane: Pania della Croce, Monte Forato, anello delle Panie.
  • Escursione nell’Orrido di Botri con guida e casco, dentro la gola.
  • Tour dei borghi murati e delle fortezze tra Castelnuovo, Castiglione e San Romano.

Cosa mangiare in Garfagnana

Si mangia bene, e si mangia “vero”. La Garfagnana è un’oasi di biodiversità, con un sacco di coltivatori custodi che hanno salvato sementi e razze antiche, e questo nel piatto si sente. Il simbolo è il farro della Garfagnana IGP, che finisce nelle zuppe e nelle minestre. Poi il formenton 8 file, un granoturco locale con cui si fa la polenta gialla, densa e profumata, da accompagnare a un sugo di selvaggina o a un pezzo di formaggio.

E i formaggi qui sono una cosa seria: il pecorino ottenuto dal latte crudo della pecora garfagnina, una razza locale che la Regione ha salvato dall’estinzione, è di un’altra categoria. Da provare anche il biroldo, un sanguinaccio cotto della tradizione, i fagioli di valle (il giallorino, lo scritto, il fico), le trote di montagna, e in autunno tutto il mondo della castagna: necci, castagnaccio, torta di neccio, la farina che per secoli ha sfamato questa gente. La criscioletta di Cascio, ve l’ho già detta, cercatela alle sagre.

Dove mangiare in Garfagnana

  • Trattoria Bonini (Castelnuovo di Garfagnana): funghi, farro, selvaggina, tartufi e salumi, una garanzia.
  • Il Vecchio Mulino (Castelnuovo): enoteca-bottega storica di Andrea Bertucci, il posto giusto per il biroldo e i salumi del territorio.
  • Osteria Il Pozzo (Pieve Fosciana): farro IGP, pappardelle al sugo di lepre, polenta.
  • Osteria Senso Unico (Castiglione di Garfagnana) e Osteria Le Verrucole (San Romano), per chiudere il giro delle fortezze a tavola.
  • Scacciaguai e L’Altana (Barga), per mangiare nel borgo più scozzese d’Italia.
more di roberta capanni
More in Garfagnana – Foto R. Capanni

Quando andare e quanti giorni servono: itinerari

La domanda che mi fanno sempre è: quanti giorni ci vogliono? Castelnuovo lo vedete in una mattina, ma la Garfagnana intera, tra borghi, grotte, laghi e qualche camminata, chiede almeno 2-3 giorni, un long weekend pieno. Di più se volete fare trekking serio o andare piano, che qui è la cosa giusta da fare.

Sul quando: la primavera e l’estate sono perfette per il trekking, i laghi balneabili e i festival (il Barga Jazz a fine estate). Ma il mio periodo preferito è l’autunno, da ottobre a novembre: il foliage dei boschi, le castagne, le sagre di paese. È la Garfagnana più vera, quella con il fumo dei camini e l’odore di caldarroste. L’inverno è più spoglio e qualche struttura chiude, ma ha il suo fascino, neve sulle Apuane e presepi nei borghi.

GiorniCosa vedere
1 giornoCastelnuovo (Rocca Ariostesca e Mont’Alfonso) + Castiglione di Garfagnana + cena con farro e polenta.
2 giorniAggiungi la Grotta del Vento a Fornovolasco e Barga con il Duomo e Casa Pascoli.
3 giorniAggiungi natura: Parco dell’Orecchiella o Orrido di Botri, e i laghi di Vagli e Gramolazzo con il ponte sospeso.

Dove dormire in Garfagnana

La regola è semplice: scegliete la base in funzione di cosa volete fare, perché la valle è lunga e le strade di montagna rallentano i tempi.

In quale zona dormire

  • Castelnuovo di Garfagnana: la base più comoda e centrale, equidistante da tutto, con servizi e ristoranti. La scelta giusta per la prima volta.
  • Barga e dintorni: per chi vuole il borgo bello e la vita di paese la sera, sul versante delle Apuane.
  • Alta valle (San Romano, Piazza al Serchio, Sillano): agriturismi e silenzio, ideale per Orecchiella, trekking e fuga dal mondo.
  • Versante Apuane (Fornovolasco, Vagli, Careggine): per chi vive di grotte, laghi e montagna e vuole svegliarsi già “dentro” la natura.

Domande frequenti sulla Garfagnana

Dove si trova la Garfagnana?

La Garfagnana è l’alta valle del fiume Serchio, in provincia di Lucca, nella Toscana nord-occidentale, tra le Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano, al confine con la Lunigiana e l’Emilia-Romagna. È formata da 14 comuni, con Castelnuovo di Garfagnana come centro principale.

Cosa vedere in Garfagnana in un giorno?

Con un solo giorno puntate su Castelnuovo di Garfagnana (Rocca Ariostesca e Fortezza di Mont’Alfonso) e sul borgo murato di Castiglione di Garfagnana, chiudendo con una cena tipica a base di farro e polenta. Se preferite la natura, scegliete la Grotta del Vento, che da sola occupa mezza giornata.

Quanti giorni servono per visitare la Garfagnana?

Per un buon assaggio bastano 2-3 giorni, un long weekend: il tempo di vedere i borghi principali, una grotta o un parco e uno dei laghi. Per il trekking sulle Apuane o un giro senza fretta, meglio una settimana.

Quanto costa la Grotta del Vento e quando è aperta?

La Grotta del Vento a Fornovolasco propone tre percorsi: 10€ quello di un’ora, 18€ quello di due ore, 25€ quello di tre ore (con ridotti rispettivamente a 8, 15 e 20€). È aperta tutti i giorni dell’anno tranne il 25 dicembre. Per i visitatori singoli non serve prenotare.

Quando riemerge il paese sommerso di Fabbriche di Careggine?

Il borgo riemerge solo quando si svuota la diga del Lago di Vagli. L’ultima volta è stata nel 1994; lo svuotamento è atteso ma più volte rinviato, e l’orizzonte attualmente indicato è l’estate 2027, comunque non confermato. Nel 2026 non è previsto: diffidate degli annunci non ufficiali.

La Garfagnana è adatta ai bambini?

Sì, moltissimo. La Fortezza delle Verrucole con le guide in costume, il Parco dell’Orecchiella con i recinti degli animali e l’orso, la Grotta del Vento e i laghi balneabili d’estate sono tutte mete che funzionano benissimo con i più piccoli.

Qual è il periodo migliore per andare in Garfagnana?

Primavera ed estate per il trekking, i laghi e i festival; l’autunno (ottobre-novembre) per castagne, foliage e sagre di paese, ed è il periodo più caratteristico. L’inverno è più spoglio ma suggestivo, con la neve sulle Apuane.

Info essenziali

  • Come arrivare: in auto da Lucca lungo il Serchio (SR445, ~45 min fino a Castelnuovo); in treno con la linea panoramica Lucca-Aulla.
  • Come muoversi: auto indispensabile per grotte, laghi e parchi; il treno serve solo i borghi del fondovalle.
  • Quando andare: estate per trekking e laghi, autunno per castagne e foliage.
  • Durata consigliata: 2-3 giorni per i punti salienti, una settimana per il trekking.
  • Base ideale: Castelnuovo di Garfagnana, centrale e ben servita.
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