il solstizio d’estate a Stonehenge
Interrail in Inghilterra

Era nella lista delle cose da fare prima di morire, la “bucket list” come dicono gli abitanti d’oltremanica. E si dà il caso che fossi proprio lì a studiare quando decisi di spuntare dalla suddetta lista il solstizio d’estate a Stonehenge. Tra una già sbarrata “visitare Mont Saint-Michel” e una to-do “vedere le piramidi Egizie” c’era Lei: il sorgere del sole nel sito neolitico druidico più magico e misterioso che esista

Provo a coinvolgere qualcuno dei miei amici e colleghi universitari, ma nessuno sembra interessato. Poi, Maritina, Greca ma d’origine veneziana, entusiasta decide di aggregarsi e quindi, già che ci siamo, perché non prolungare il viaggio di qualche giorno e fare un tour? Un’idea tira l’altra e dieci minuti dopo avevamo investito 50 euro in un biglietto Interrail.
La scusante? Beh, quando ci ricapita di avere meno di 25 anni per poter usufruire delle tariffe dimezzate e di essere in Inghilterra? Ecco.

Senza troppi indugi, e assolutamente senza sapere dove stessimo andando o cosa stessimo facendo, riempiamo uno zainetto con cinque mutande, tre calzini, una canottiera, una felpa e si parte verso sud.

 

Prima tappa: Southampton

Partiamo la mattina presto da Sheffield – dove io studio Comunicazione Interculturale e Maritina Storia – e arriviamo a Southampton dopo pranzo. Optiamo per questa località perché, a giudicare dalla cartina, è evidentemente e inderogabilmente sul mare. E vi assicuro, se vi scorre sangue mediterraneo nelle vene, dopo un anno di pioggerellina inglese fina fina, la mancanza del mare si sente. Parecchio.
Ma forse le nostre aspettative erano troppo alte… ci immaginavamo la Ibiza inglese, e invece è risultata essere una Piombino con sterlina.[fusion_separator style_type=”none” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” sep_color=”” top_margin=”” bottom_margin=”” border_size=”” icon=”” icon_circle=”” icon_circle_color=”” width=”” alignment=”center”][/fusion_separator]
Le pareti in mattoncini rossi testimoniano il passato industriale, e da lontano si vedono i cantieri navali. Girovagando per il centro non si possono ignorare le mura storiche che una volta cingevano la città, di cui Bargate è la porta principale, il “gate”, appunto.

Del resto della città ho un ricordo piuttosto anonimo: chiaramente, la tanto agognata spiaggia non c’era, al suo posto giaceva un porto. Ad onor del vero, abbiamo anche chiesto ai locali dove fosse la spiaggia più vicina, stupite che non ci fossero indicazioni. Le loro reazioni sono state tanto esilaranti quanto prevedibili: un sacco di grasse risate e sorrisi di commiserazione. Per lo meno abbiamo rallegrato la giornata di qualcuno.[fusion_separator style_type=”none” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” sep_color=”” top_margin=”” bottom_margin=”” border_size=”” icon=”” icon_circle=”” icon_circle_color=”” width=”” alignment=”center”][/fusion_separator]

All’alba del primo giorno d’estate, Stonehenge sia!

Sembrava che quei sassi fossero lì ad aspettare turisti, curiosi, druidi, personaggi stravaganti ed hippy di ogni età, genere ed etnia per l’alba del giorno più lungo dell’anno

Riprendiamo il treno e dopo poco arriviamo alla stazione di Salisbury, da dove partono le navette che collegano il centro abitato con il sito archeologico. Abbandoniamo le casine in mattoncini e ci addentriamo nella campagna inglese dalle colline soffici e dai colori miti.

L’autobus si ferma e continuiamo a piedi: una fiumana di gente vestita in modo piuttosto eccentrico che cammina e arranca in un’unica direzione, su per la salita.

Scavalchiamo la collinetta e il cerchio megalitico si apre in tutto il suo splendore. Sembra quasi che quei sassi fossero lì ad aspettarci, pronti ad abbracciare i visitatori: turisti, curiosi, druidi, personaggi stravaganti e hippy di ogni età, genere ed etnia, che, nonostante le apparenti differenze, sono uniti nel celebrare la notte più breve dell’anno e a salutare l’inizio dell’estate, nonché l’alba del giorno più lungo dell’anno.

 

Stonehenge è un sito neolitico che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire, Inghilterra, circa 13 chilometri a nord-ovest di Salisbury. È il più celebre ed imponente cromlech: composto da un insieme circolare di grosse pietre erette, conosciute come megaliti, talora sormontate da elementi orizzontali colossali.

 

Aspettando il Solstizio d’estate a Stonehenge

Maritina e io, estasiate ed euforiche, cerchiamo un tappeto d’erba libero dove poterci sedere. Tutti intorno a noi festeggiano con cassette di birra, bottiglie di alcool; ci uniamo a loro e facciamo amicizia mentre i tamburi celtici salutano le stelle.

Facendo un giro tra la folla assistiamo a un battesimo pagano: due ragazzi sono inginocchiati davanti a un signore dalla barba lunga e folta, il corpo esile coperto da un lungo manto beige e gli occhi scuri e decisi che spuntano da sotto il cappuccio. Con gesti lenti, solenni, mormorando una litania, tocca le fronti dei giovani e dà loro il benvenuto.[fusion_separator style_type=”none” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” sep_color=”” top_margin=”” bottom_margin=”” border_size=”” icon=”” icon_circle=”” icon_circle_color=”” width=”” alignment=”center”][/fusion_separator]

I tamburi rullano sempre più forte in un climax ascendente di urla, canti, rumori che annunciano il sorgere del sole. Un conto alla rovescia adrenalinico per il solstizio d’estate a Stonehenge che dura minuti lunghi come ore, tutto dipende dal sole, il festeggiato che si sta facendo attendere.

 

Stonehenge
Solstizio d’estate a Stonehenge

E poi eccolo, il primo raggio batte sulla pietra centrale e passa attraverso le porte e ci illumina il viso. La folla esplode di felicità, il suono di decine di corni sovrasta le urla e arriva a toccare il sole, che già irrompe e scioglie la brina colorando le pietre di arancio.

 

Stonenge solstizio d'estate
Stonenge solstizio d’estate

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Testimone di questa magia, mentalmente depenno l’alba a Stonhenge dalla lista delle cose da fare. E ho la consapevolezza che questa magica e spirituale sensazione di unione fraterna, in combinazione con questo rilascio di energia positiva, siano percezioni che mi porterò dentro per sempre.

 

 

 

 

 


 

 

 


 

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Una risposta

  1. Articolo interessante, ben scritto. Complimenti all’autrice per la sua tecnica narrativa e sopratutto complimenti per le sue avventure….

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