Cosa vedere a Pisa: la guida oltre la Torre pendente

A Pisa, di solito, ci danno mezza giornata. Li scaricano a frotte dai pullman con i vetri scuri davanti a Piazza dei Miracoli, foto alla Torre con la mano che finge di reggerla, un giro veloce dentro il Duomo e via, di nuovo in autostrada verso Firenze. È un peccato, perché quella corsa lascia fuori quasi tutta la città vera. Pisa non è solo la sua Torre: è una città universitaria con mille anni di storia addosso, una passeggiata sull’Arno che vale da sola il viaggio, musei che altrove sarebbero attrazioni di punta e un orto botanico che è il più antico del mondo per data di fondazione.

In questa guida vi racconto cosa vedere a Pisa per davvero: Piazza dei Miracoli con la Torre, il Duomo, il Battistero e il Camposanto, ma anche Piazza dei Cavalieri, i Lungarni, la Chiesetta della Spina, il murale di Keith Haring, i musei che quasi tutti saltano e i dintorni. E poi la parte pratica che spesso manca: quanto costano i biglietti, come arrivare dall’aeroporto, dove mangiare la cecìna e quanto tempo serve, a seconda che abbiate mezza giornata, un giorno o un weekend intero.

In breve

Il cuore di Pisa è Piazza dei Miracoli, con la Torre pendente, la Cattedrale, il Battistero e il Camposanto Monumentale: la salita alla Torre costa intorno ai 20€ (minimo 8 anni, prenotazione consigliata), la Cattedrale è gratuita con un coupon a orario, gli altri monumenti hanno biglietti combinati. Ma la città vera è di là d’Arno: Piazza dei Cavalieri e la Scuola Normale, i Lungarni con Santa Maria della Spina e Palazzo Blu, Borgo Stretto, il murale Tuttomondo di Keith Haring, l’Orto Botanico del 1543. Pisa si vede in mezza giornata se vi fermate alla Torre, in un giorno pieno per la città, in due se aggiungete musei e dintorni. Dall’aeroporto al centro bastano cinque minuti con la navetta PisaMover.

Piazza dei Miracoli: la Torre, il Duomo, il Battistero e il Camposanto

Piazza dei Miracoli a Pisa con la Torre pendente e il Duomo
Piazza dei Miracoli, con la Torre pendente, il Duomo e il Battistero

Cominciamo dal pezzo che tutti conoscono, ma con una precisazione che i pisani tengono molto a fare: non si chiama Piazza dei Miracoli, si chiama Campo dei Miracoli. “Piazza” la dicono i turisti, per chi è di Pisa è il Campo, e l’espressione “Piazza dei Miracoli” la dobbiamo addirittura a Gabriele d’Annunzio. È un prato verde enorme su cui galleggiano quattro capolavori di marmo bianco: la Torre, la Cattedrale, il Battistero e il Camposanto. Dal 1987 è tutto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ed è uno dei rari posti in Italia dove il cliché regge alla prova dei fatti: è davvero bellissimo.

La Torre di Pisa è il campanile della Cattedrale, e pende perché il terreno cedette già durante la costruzione, nel 1173. La salita è un’esperienza curiosa: 251 gradini lungo una scala a chiocciola che sembra spingerti ora da una parte ora dall’altra, fino al loggiato in cima da cui si domina tutta la piazza. È a numero chiuso, con ingressi a orario, quindi conviene prenotare; non è ammessa sotto gli 8 anni e va lasciato tutto al guardaroba, niente zaini in cima.

Info pratica: la salita alla Torre costa intorno ai 20€ a persona (più la prevendita se si prenota online) e di solito comprende anche l’ingresso alla Cattedrale. Gli altri monumenti, Battistero, Camposanto e Museo delle Sinopie, si visitano con biglietti combinati: si sceglie un solo monumento, due o tutti, con prezzi che salgono di pochi euro alla volta. La Cattedrale è gratuita ma serve un coupon a orario da ritirare in biglietteria. Le tariffe cambiano spesso e d’estate gli orari si allungano fino a sera: verificate sempre prima sul sito ufficiale dell’Opera della Primaziale Pisana.

Il Duomo e la Torre pendente di Pisa illuminati di notte
Il Duomo e la Torre pendente nella luce della sera

La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è una delle grandi chiese romaniche d’Europa: la facciata a loggette, l’interno a cinque navate, il pulpito di Giovanni Pisano, il mosaico absidale con il Cristo Pantocratore che Cimabue contribuì a realizzare. Il Battistero, il più grande d’Italia, nasconde un segreto che vale la fila: l’acustica. La doppia cupola genera un’eco lunghissima e a intervalli regolari un addetto intona qualche nota per dimostrarlo. Vale la pena salire al loggiato per la vista sulla piazza dall’alto.

Il Camposanto Monumentale è la sorpresa che quasi nessuno si aspetta. È un chiostro lunghissimo costruito, dice la leggenda, sulla terra santa portata dal Golgota, e custodisce un ciclo di affreschi immenso. Il più celebre è il Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco, danneggiato dall’incendio del 1944 e finalmente ricollocato sulla parete dopo un lungo restauro: è uno di quei capolavori che da soli giustificano il biglietto. Accanto, il Museo delle Sinopie conserva i disegni preparatori di quegli stessi affreschi.

Consiglio: andate a Piazza dei Miracoli molto presto, appena aprono. Verso le otto del mattino il prato è quasi vuoto, la luce dell’alba accende il bianco del marmo sul verde e si fanno le foto senza decine di braccia alzate sullo sfondo. A metà mattina arrivano i pullman e la piazza si riempie: l’ora conta più del giorno.

Piazza dei Cavalieri e la Pisa della Normale

La facciata decorata del Palazzo della Carovana in Piazza dei Cavalieri a Pisa
Piazza dei Cavalieri, con il Palazzo della Carovana sede della Scuola Normale

A pochi minuti dal Campo, dentro il tessuto medievale della città, si apre Piazza dei Cavalieri, e qui si capisce subito che Pisa è una cosa diversa dalla cartolina. È stata per secoli il centro del potere politico cittadino, e oggi è il cuore della Pisa universitaria. Il palazzo che domina la piazza è il Palazzo della Carovana, ridisegnato da Giorgio Vasari, con la facciata coperta di graffiti chiaroscurati e le statue dei granduchi medicei: dentro c’è la sede della Scuola Normale Superiore, una delle istituzioni accademiche più prestigiose d’Europa.

La piazza nasce come quartier generale dei Cavalieri di Santo Stefano, l’ordine fondato da Cosimo I de’ Medici per combattere la pirateria nel Mediterraneo: a fianco del palazzo c’è la loro chiesa, Santo Stefano dei Cavalieri, anch’essa vasariana, che custodisce stendardi strappati ai turchi e una natività del Bronzino. Ma l’edificio che fa venire i brividi è il Palazzo dell’Orologio: incorpora la Torre della Muda, la “torre della fame” in cui nel 1289 fu lasciato morire il conte Ugolino della Gherardesca con i figli e i nipoti. È la pagina dell’Inferno di Dante, quella del “fiero pasto”, e stare sotto quella torre con quei versi in testa fa un certo effetto.

I Lungarni: Santa Maria della Spina e Palazzo Blu

La Chiesa di Santa Maria della Spina sul Lungarno Gambacorti a Pisa
Santa Maria della Spina, il gioiello gotico affacciato sull’Arno

Se c’è una cosa che a Pisa non va saltata, sono i Lungarni. Le sponde dell’Arno, con i palazzi color pastello che si riflettono nell’acqua, sono la passeggiata più bella della città, e regalano scorci che ricordano un po’ Firenze ma con un’aria più ariosa e meno affollata. Sul Lungarno Gambacorti si incontra un gioiello in miniatura del gotico pisano, la Chiesa di Santa Maria della Spina: minuscola, tutta cuspidi e tabernacoli, abbarbicata sul parapetto del fiume. Si chiama “della Spina” perché un tempo custodiva una spina della corona di Cristo. In estate apre anche all’interno in alcuni orari, ed è gratuita: vale la pena controllare e infilarsi dentro.

Attenzione: c’è una scaramanzia universitaria che a Pisa conoscono tutti. Si dice che lo studente che incrocia con lo sguardo la Chiesa della Spina prima di un esame venga bocciato. Stesso destino, raccontano, per chi guarda i cavalli dell’ippodromo di San Rossore. Se passate in treno lungo l’Arno e siete superstiziosi, sapete dove tenere lo sguardo.

Poco più avanti, sempre sul lungarno, colpisce la facciata azzurra di Palazzo Blu, un edificio settecentesco che deve il nome proprio alla tonalità insolita. È sede della fondazione omonima e ospita una collezione permanente, dalle tele di Artemisia e Orazio Gentileschi alle opere di Benozzo Gozzoli, oltre alle grandi mostre temporanee che sono il vero motivo per entrarci. L’ingresso alla collezione permanente è spesso gratuito, mentre le mostre si pagano: dipende da cosa è in corso, quindi conviene dare un’occhiata al programma di Palazzo Blu prima di andare.

L'Arno a Pisa al tramonto con i palazzi dei Lungarni riflessi nell'acqua
I Lungarni di Pisa al tramonto, la passeggiata più bella della città

Subito dopo si arriva al Ponte di Mezzo, il ponte principale della città, che regala una delle viste più belle sull’Arno e sulle sue sponde simmetriche. Fermatevi nel mezzo: è il punto da cui ogni anno parte il Gioco del Ponte, la sfida storica in costume che spacca Pisa in due, mezzogiorno contro tramontana.

Pisa di là d’Arno: Borgo Stretto, Corso Italia e lo shopping

Vicoli e portici del centro storico di Pisa

Attraversato il Ponte di Mezzo verso nord si entra nella Pisa più viva, quella di tutti i giorni. Borgo Stretto è l’arteria pedonale per eccellenza: sotto i suoi portici e loggiati medievali il tempo sembra essersi fermato, è il vero salotto cittadino, pieno di caffè storici e negozi. Vale una sosta la facciata romanico-gotica di San Michele in Borgo, su cui si leggono ancora antiche iscrizioni goliardiche degli studenti.

Dalla parte opposta del fiume, Corso Italia è invece la strada dello shopping che collega Ponte di Mezzo alla stazione: catene, marchi, tanta gente. È qui, tra una vetrina e l’altra, che si capisce che Pisa non vive di solo turismo. E se amate i viaggi, cercate L’Orsa Minore, una piccola libreria storica interamente dedicata al viaggio: guide, mappe, mappamondi, oggettistica. Il proprietario sa consigliare esattamente il libro giusto per la prossima partenza, ed è il genere di posto che da solo ti fa venire voglia di tornare a Pisa.

Tuttomondo di Keith Haring e i musei da non saltare

Il murale Tuttomondo di Keith Haring sulla parete della chiesa di Sant'Antonio Abate a Pisa
Tuttomondo, l’ultimo grande murale pubblico di Keith Haring (1989)

A pochi passi dalla stazione, sulla parete laterale della chiesa di Sant’Antonio Abate, c’è una delle cose più sorprendenti di Pisa: Tuttomondo, il grande murale che Keith Haring dipinse nel 1989. Trenta figure colorate che si incastrano come pezzi di un puzzle a rappresentare la pace e l’armonia: è l’ultima grande opera pubblica realizzata dall’artista prima della morte, e l’unica che pensò per essere permanente. Si guarda gratis, dalla strada, ed è la dimostrazione che Pisa non è solo Medioevo.

Pisa ha poi due musei che altrove sarebbero celebri e qui rischiano di passare inosservati. Il Museo Nazionale di San Matteo, in un convento medievale sul lungarno, conserva una raccolta straordinaria di pittura e scultura pisana e toscana, dal Polittico di Simone Martini alla Madonna del Latte di Andrea Pisano, fino a un San Paolo di Masaccio. Costa pochissimo, intorno ai 5€, ed è quasi sempre semivuoto: trovate gli orari aggiornati sul sito del Museo Nazionale di San Matteo, ricordando che il lunedì è chiuso.

Attenzione: molte vecchie guide danno il Museo dell’Opera del Duomo come “chiuso per restauro”. Non è più vero: ha riaperto nel 2019 dopo un lungo intervento, con un nuovo allestimento su tre piani che raccoglie le statue originali della Cattedrale e del Battistero, tra cui le opere dei Pisano. È uno dei modi migliori per capire Piazza dei Miracoli dall’interno.

L’Orto Botanico e le Mura: la Pisa che quasi nessuno racconta

Qui entriamo nella Pisa che le guide veloci ignorano sempre, ed è un peccato perché sono due delle cose più belle. La prima è l’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa: fondato nel 1543, è il più antico orto botanico universitario del mondo per data di fondazione. Un fazzoletto di verde nascosto a due passi dal Campo, con serre storiche, vasche di ninfee, alberi monumentali e un silenzio che dopo la folla della Torre è una benedizione. L’ingresso costa pochi euro ed è uno dei rifugi più sottovalutati della città: orari e biglietti aggiornati sul sito dell’Orto e Museo Botanico.

La seconda è il camminamento sulle Mura di Pisa. Le mura medievali della città, tra le più antiche d’Europa ancora in piedi, sono percorribili in quota per circa tre chilometri: si cammina sopra la città, con un punto di accesso proprio in Piazza del Duomo, da cui si guarda la Torre da un’angolazione che dal basso non avrete mai. È un’esperienza ancora poco battuta, a pagamento, con un biglietto attorno ai pochi euro (esiste anche la formula serale): conviene verificare orari e tariffe su Mura di Pisa prima di salire.

Consiglio: sia l’Orto Botanico sia il camminamento sulle Mura sono perfetti per spezzare la giornata nelle ore centrali, quando Piazza dei Miracoli è nel pieno della calca. Sono a pochi minuti a piedi dal Campo e vi restituiscono la città lenta, quella che la mezza giornata in pullman non vede mai.

Cosa vedere a Pisa e dintorni

Pisa è anche un’ottima base per girare un angolo di Toscana che ha pochi rivali, e per chi cerca cosa vedere a Pisa e dintorni le opzioni sono tante, tutte vicine.

  • Lucca: a mezz’ora di treno, la città dalle mura rinascimentali intatte, da percorrere a piedi o in bici. È l’escursione classica, e i due centri si combinano benissimo in una giornata.
  • Il litorale: Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone, dove l’Arno incontra il mare. Spiagge, stabilimenti storici e tramonti che valgono la breve corsa dalla città.
  • Il Parco di San Rossore: l’antica tenuta presidenziale, una distesa di pinete, dune e canali che arriva fino al mare, perfetta per una passeggiata o un giro in bici nella natura.
  • La Certosa di Calci: a una quindicina di chilometri, un monastero monumentale del Trecento che ospita anche il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, con la grande galleria dei cetacei e l’acquario: una gita ideale con i bambini.
  • Volterra e San Miniato: la prima per l’alabastro e le origini etrusche, la seconda per il tartufo bianco, con la celebre mostra mercato d’autunno. Un po’ più lontane, da mettere in conto se restate qualche giorno.

Quanto tempo serve: Pisa in mezza giornata, un giorno o due

Dipende da quanto volete andare sotto la superficie. Ecco come ragionarci, dalla toccata e fuga alla visita vera.

  • Mezza giornata: è il minimo, e basta giusto per Piazza dei Miracoli, la Torre vista da fuori (o salita se prenotata) e uno dei monumenti del Campo. L’esperienza “mordi e fuggi”, quella dei pullman.
  • Un giorno: il formato giusto per la città. Piazza dei Miracoli al mattino presto, poi Piazza dei Cavalieri, i Lungarni con Santa Maria della Spina e Palazzo Blu, Borgo Stretto, il murale di Keith Haring, con una pausa per la cecìna a metà giornata.
  • Due giorni: si aggiungono i musei (San Matteo, Museo dell’Opera, Palazzo Blu), l’Orto Botanico, il camminamento sulle Mura e una mezza giornata nei dintorni, tra Calci, il litorale o una puntata a Lucca.

Come arrivare a Pisa, dove dormire e dove mangiare

Pisa è una delle città toscane più facili da raggiungere, anche perché ha un aeroporto a un chilometro dal centro. Ecco le cose pratiche da sapere prima di partire.

Info pratica: dall’aeroporto Galileo Galilei al centro si arriva in cinque minuti con la navetta automatica PisaMover, che collega lo scalo alla stazione di Pisa Centrale (biglietto di pochi euro). In treno Pisa è ben collegata: Firenze in circa un’ora, Lucca e Livorno in una ventina di minuti. Se arrivate in auto, ricordate che il centro è in ZTL: la soluzione più comoda è il parcheggio scambiatore di Via Pietrasantina, gratuito per le auto, con navetta a basso costo verso Piazza dei Miracoli.

A tavola Pisa è schietta e popolare. Lo street food da non perdere è la cecìna, la torta di ceci cotta nel forno a legna, che qui si mangia anche dentro un panino o sopra la pizza. Poi i piatti della tradizione: il bordatino alla pisana (una zuppa di cavolo nero, fagioli e farina di mais), il baccalà alla pisana in umido e, per i golosi, la torta coi bischeri, dolce di cioccolato, riso, pinoli e canditi.

Dove mangiare a Pisa

  • Il Montino: l’istituzione cittadina per la cecìna e lo “spuma e cecina”, lo street food pisano per eccellenza, a due passi da Borgo Stretto.
  • Osteria dei Cavalieri: cucina toscana di sostanza vicino a Piazza dei Cavalieri, una delle tavole storiche del centro.
  • Trattoria Sant’Omobono e Trattoria dal Campano: trattorie di tradizione per chi cerca i piatti pisani veri, dal bordatino al baccalà.

Dove dormire a Pisa: in quale zona

  • Zona Piazza dei Miracoli: per chi vuole la Torre fuori dalla finestra e una passeggiata serale nel Campo senza folla. Più tranquilla e residenziale.
  • Centro storico e Lungarni: la scelta migliore per l’atmosfera, con ristoranti e passeggiata sull’Arno a portata di mano. Ideale se vi fermate una notte sola.
  • Zona stazione e Corso Italia: comoda per chi arriva in treno o riparte presto e per chi cerca soluzioni più economiche.

Sul quando andare, la primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi migliori: clima mite e meno folla. Ma se potete scegliere, puntate su giugno, il mese pisano per eccellenza: il 16 c’è la Luminara di San Ranieri, con i lungarni illuminati da decine di migliaia di lumini, il giorno dopo la Regata storica, e l’ultimo sabato del mese il Gioco del Ponte. È Pisa al suo massimo.

Cosa fare a Pisa

  • Biglietto salta-fila per la Torre di Pisa e i monumenti di Piazza dei Miracoli.
  • Visita guidata della città, dal Campo dei Miracoli ai Lungarni.
  • Tour in barca sull’Arno per vedere Pisa dall’acqua.
  • Escursione in giornata da Pisa a Lucca o alle Cinque Terre.

Domande frequenti su Pisa

Cosa vedere a Pisa in un giorno?

In un giorno si vede tutta la Pisa essenziale: la mattina presto Piazza dei Miracoli con la Torre, il Duomo, il Battistero e il Camposanto; poi Piazza dei Cavalieri, i Lungarni con Santa Maria della Spina e Palazzo Blu, una passeggiata in Borgo Stretto e il murale Tuttomondo di Keith Haring vicino alla stazione. Con una pausa per la cecìna a metà giornata.

Quanto costa salire sulla Torre di Pisa?

La salita alla Torre costa intorno ai 20€ a persona (più l’eventuale prevendita online) e di solito comprende anche l’ingresso alla Cattedrale. La visita è a numero chiuso con ingressi a orario, quindi conviene prenotare; non è ammessa sotto gli 8 anni. Verificate sempre la tariffa aggiornata sul sito dell’Opera della Primaziale Pisana.

La Cattedrale di Pisa è gratis?

Sì, l’ingresso alla Cattedrale (il Duomo) è gratuito, ma serve un coupon a orario da ritirare alle biglietterie in piazza; è incluso gratuitamente se si acquista un qualsiasi altro biglietto dei monumenti. Gli altri monumenti del Campo (Battistero, Camposanto, Museo delle Sinopie) si pagano con biglietti singoli o combinati.

Cosa vedere a Pisa oltre la Torre pendente?

Tantissimo: Piazza dei Cavalieri con la Scuola Normale, i Lungarni e la Chiesa di Santa Maria della Spina, Palazzo Blu, Borgo Stretto, il murale Tuttomondo di Keith Haring, il Museo di San Matteo, l’Orto Botanico del 1543 e il camminamento sulle Mura medievali. Pisa è una vera città d’arte universitaria, non solo una piazza.

Come arrivare dall’aeroporto di Pisa al centro?

Con la navetta automatica PisaMover, che collega l’aeroporto Galileo Galilei alla stazione di Pisa Centrale in circa cinque minuti, al costo di pochi euro. Dalla stazione il centro e Piazza dei Miracoli si raggiungono a piedi in una ventina di minuti o con i bus urbani.

Quanto tempo serve per visitare Pisa?

Mezza giornata basta solo per Piazza dei Miracoli. Per la città vera serve un giorno intero, che permette di vedere anche i Lungarni, Piazza dei Cavalieri e il centro. Con due giorni si aggiungono i musei, l’Orto Botanico, le Mura e una gita nei dintorni.

Cosa vedere nei dintorni di Pisa?

Nei dintorni di Pisa, tutti vicini: Lucca con le sue mura a mezz’ora di treno, il litorale di Marina di Pisa e Tirrenia, il Parco naturale di San Rossore, la Certosa di Calci con il Museo di Storia Naturale e, più lontane, Volterra e San Miniato.

La Torre pendente di Pisa, simbolo della città

Info essenziali

  • Come arrivare: aeroporto Galileo Galilei + navetta PisaMover (5 min) fino a Pisa Centrale; treni da Firenze (1h), Lucca e Livorno (20 min); in auto, parcheggio scambiatore di Via Pietrasantina (centro in ZTL).
  • Biglietti chiave: salita alla Torre ~20€ (Cattedrale inclusa, min 8 anni); Cattedrale gratis con coupon; altri monumenti con biglietti combinati. Verificare su opapisa.it.
  • Quando andare: primavera e inizio autunno; giugno per la Luminara di San Ranieri (16/6) e il Gioco del Ponte.
  • Durata: mezza giornata per il Campo, un giorno per la città, due con musei e dintorni.
  • Da non perdere: Piazza dei Miracoli all’alba, i Lungarni, l’Orto Botanico e il Camposanto con il Trionfo della Morte.

Pisa è molto più della sua Torre, e basta poco per accorgersene: appena ci si allontana dal prato del Campo e si scende verso l’Arno, la città cambia faccia e diventa un posto vero, universitario, vivo. La prossima volta che ci passate, non datele mezza giornata. Concedetele un giorno intero, e lasciatevi sorprendere da tutto quello che c’è oltre la pendenza più famosa del mondo.

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2 risposte

  1. Grazie per i bell’articolo, anche se… Campo dei miracoli è quello di Pinocchio. La nostra è piazza del Duomo, anche se è più conosciuta come Piazza dei Miracoli. Ma Campo, proprio, no.

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