Non c’è solo la Galizia, alla fine della terra. Anche la Bretagna ha il suo Finisterre, anzi lo porta scritto nel nome del dipartimento, il Finistère, e ha non una ma due punte spettacolari dove il continente si sbriciola nell’Atlantico. Io e Ornella le abbiamo viste tutte e due, in quel nostro on the road tra i fari e le brughiere della Bretagna, e vi dico subito che sono due emozioni diverse: la Pointe du Raz, selvaggia e drammatica, battuta da un vento che ti leva le parole di bocca; e la Pointe Saint Mathieu, dove un faro, le rovine di un’abbazia e un memoriale ai marinai stanno tutti insieme sull’orlo della scogliera.
In questa guida vi porto in tutte e due, con quello che abbiamo imparato sul posto: cosa vedere, come arrivarci, dove parcheggiare e dove dormire alla fine del mondo bretone. E qualche accortezza per non farvi sorprendere dal tempo, che qui cambia idea cinque volte in un pomeriggio.
In breve
Il Finisterre bretone sono le due punte estreme del Finistère, in Bretagna. La Pointe du Raz (Cap Sizun, a sud, vicino Quimper) è la più spettacolare: scogliere di 70 metri, la statua di Notre-Dame des Naufragés e un panorama da “fine del mondo”. La Pointe Saint Mathieu (vicino Brest e Le Conquet, a nord) unisce un faro che si può salire (163 gradini), le rovine di un’abbazia e il memoriale dei marinai. Le due punte distano circa 2 ore d’auto l’una dall’altra. Alla Pointe du Raz si parcheggia alla Maison de site (8 €) e si arriva alla punta a piedi in 15-20 minuti o con la navetta.
Indice dell’Articolo
Il Finisterre bretone: due capi alla fine della terra
Il nome dice tutto. Il dipartimento all’estremo ovest della Bretagna si chiama Finistère, dal latino *Finis Terrae*, la fine della terra: esattamente come il Finisterre spagnolo della Galizia. Ma mentre in Spagna la “fine del mondo” è una sola, il capo di Fisterra alla fine del Cammino di Santiago, qui in Bretagna le punte estreme sono due, e stanno agli angoli opposti di questa costa frastagliata.
A sud, sul Cap Sizun vicino a Quimper, c’è la Pointe du Raz, la più famosa e la più drammatica. A nord, a pochi chilometri da Brest e dal borgo di Le Conquet, c’è la Pointe Saint Mathieu, con il suo faro e la sua abbazia in rovina. Tra l’una e l’altra ci sono circa 120 chilometri, due ore di strada: non si vedono in una mattinata, ma in un viaggio in Bretagna vale la pena metterle tutte e due in programma, perché raccontano due volti diversi dello stesso oceano.
Attenzione: non confondete il Finisterre bretone con quello spagnolo. Sono due “fini della terra” diverse: quella di Bretagna, di cui parliamo qui, e quella della Galizia, il Finisterre alla fine del Cammino di Santiago. Stesso nome, stessa suggestione, ma due Paesi e due viaggi distinti.
Pointe du Raz, la punta più spettacolare
Se dovete vederne una sola, vedete questa. La Pointe du Raz è un promontorio di granito che si spinge nell’oceano come la prua di una nave, con scogliere alte circa 70 metri a picco sul mare. Sotto, lo stretto del Raz de Sein ribolle di correnti tra le più temute dai naviganti, forti fino a sei nodi: quando il vento ci si mette contro, il mare qui diventa una cosa viva e furiosa. Non a caso i bretoni la chiamano semplicemente *le bout du monde*, la fine del mondo.
All’estremità della punta veglia la statua di Notre-Dame des Naufragés, Nostra Signora dei Naufraghi: un gruppo in marmo di Carrara alto sei metri, scolpito da Cyprien Godebski e posato nel 1904, che raffigura la Vergine mentre sorregge un marinaio naufrago. Poco distante c’è la torre del semaforo della Marina, che sorveglia questo tratto di mare pericoloso. Molti la scambiano per un faro: in realtà è un ex faro riconvertito, e non si visita.
Attenzione: alla Pointe du Raz non c’è un faro da salire. Il faro che vedete in mare, davanti alla punta, è il Phare de la Vieille, costruito su uno scoglio e non visitabile. La torre sulla terraferma è il semaforo della Marina. Se volete salire su un faro, quello è alla Pointe Saint Mathieu (più avanti in questa guida).

Quello che colpisce, oltre al panorama, è il vento e il movimento del mare. Quando ci siamo stati noi, la marea e le raffiche disegnavano sull’acqua strisce di schiuma che si muovevano come cose vive. Portatevi una giacca a vento seria e scarpe che tengano: i sentieri sono esposti, e qui il vento non è un modo di dire.

Consiglio: arrivate nel tardo pomeriggio e fermatevi al tramonto. La luce radente sull’oceano trasforma la punta, e quando i pullman ripartono la brughiera si svuota. Se però il vento d’ovest è troppo forte, ripiegate sulla vicina Pointe du Van: è più riparata e altrettanto bella, con molta meno gente.
La Baie des Trépassés e la Pointe du Van
Tra la Pointe du Raz e la vicina Pointe du Van si apre una grande spiaggia sabbiosa dal nome inquietante: la Baie des Trépassés, la baia dei defunti. Sul perché di quel nome ci sono tre versioni, e tutte fanno parte del fascino del posto: la più probabile è linguistica (una deformazione del bretone *Boë an Aon*, “la baia del fiume”); un’altra vuole che le correnti del Raz vi depositassero i corpi dei naufraghi; la più antica racconta che da qui partivano verso l’Île de Sein le salme dei druidi. Oggi, molto più prosaicamente, è anche uno spot amato dai surfisti.
La Pointe du Van, poco a nord, è la sorella tranquilla della Pointe du Raz: meno esposta ai venti d’ovest, più selvaggia, con la piccola cappella di Saint-They aggrappata alla scogliera. Nei giorni di tempesta è il piano B perfetto.

Come visitare la Pointe du Raz
La Pointe du Raz è un Grand Site de France dal 2004: significa che negli anni Ottanta il vecchio “villaggio commerciale” che sorgeva proprio sulla punta è stato demolito e arretrato di quasi un chilometro, restituendo alla landa il suo aspetto originario. Oggi si lascia l’auto alla Maison de site e si raggiunge la punta a piedi o in navetta.
Info pratica: il parcheggio alla Maison de site costa 8 € al giorno per auto (30 € camper), attivo indicativamente da fine marzo a inizio novembre; fuori stagione è gratuito. Dal parcheggio alla punta sono circa 800 metri, 15-20 minuti a piedi su sentiero pianeggiante, oppure c’è la navetta a 1 €. Tariffe e orari cambiano di stagione: verificateli sul sito ufficiale del turismo, toutcommenceenfinistere.com.
Da Quimper alla Pointe du Raz sono circa 50 chilometri, un’ora scarsa d’auto. Da Brest, se venite da nord, siete sui 100 chilometri e un’ora e mezza. Il periodo migliore va da maggio a settembre, con le giornate lunghe e la landa fiorita; luglio e agosto sono i mesi di massimo afflusso, ed è quando il parcheggio è a pagamento e la navetta in funzione.
Pointe Saint Mathieu: il faro e l’abbazia
L’altra punta, la Pointe Saint Mathieu, è tutta un’altra atmosfera. Noi ci siamo arrivati al tramonto, dopo giornate passate tra la Côte de Granit Rose e Roscoff, e il colpo d’occhio è stato da lacrime agli occhi: la grande stele del memoriale dei marinai stagliata contro un cielo di nuvole nere squarciate dal rosso del sole, e subito dietro il faro, le rovine dell’abbazia e la scogliera. Qui non c’è un solo monumento, ce ne sono quattro tutti insieme sull’orlo dell’oceano.

Le rovine dell’abbazia di Saint-Mathieu de Fine-Terre sono il cuore scenografico del posto. La tradizione bretone ne fa risalire le origini addirittura a San Tanguy, ma l’abbazia benedettina documentata è più tarda, a partire dall’XI secolo, con rimaneggiamenti dal romanico al gotico. La leggenda vuole che custodisse le reliquie dell’apostolo San Matteo, portate via mare dall’Egitto da marinai bretoni: una bella storia, che le fonti però trattano appunto come leggenda, non come fatto storico. Le rovine, con le loro arcate gotiche aperte sul cielo e sul mare, si visitano liberamente.

Accanto all’abbazia svetta il faro di Saint-Mathieu, del 1835, alto 37 metri, costruito in parte con le pietre dell’abbazia stessa. E questo, a differenza di quello della Pointe du Raz, si può salire: sono 163 gradini, e ve lo dico per esperienza, dopo pranzo si sentono tutti. Ma la vista dalla cima ripaga la fatica: un panorama a 360 gradi sulla costa dell’Iroise, le rovine, il memoriale e, nelle giornate limpide, le isole di Molène e Ouessant al largo.

Info pratica: la salita al faro di Saint-Mathieu si paga con un biglietto combinato che include il piccolo museo dell’abbazia (indicativamente 5 € intero, 3,50 € ridotto, 2,50 € bambini, dati 2025). Il faro apre a stagioni e giorni alterni, con orari più ampi in luglio e agosto: verificate prima sul sito degli Amici di Saint-Mathieu, phares-iroise.bzh. Le rovine dell’abbazia all’aperto sono invece a ingresso libero.
Il quarto elemento è il memoriale dei marinai morti per la Francia: una stele alta 17 metri in pietra scura, opera dello scultore bretone René Quillivic, inaugurata nel 1927 e sormontata dal busto di una donna in lutto con la cuffia bretone. Sotto, in un antico corpo di guardia, un cenotafio del 2005 completa quello che oggi è il Memoriale nazionale dei marinai. Poco distante c’è anche la cappella di Notre-Dame-de-Grâce, l’antica chiesa del borgo.
Le Conquet e la brughiera
Dalla Pointe Saint Mathieu conviene seguire la scogliera fino a Le Conquet, un borgo di pescatori che sembra il set di un film sui pirati: case bretoni in pietra, vicoli ripidi che scendono al porto, barche e reti. È un posto che consiglio senza riserve.

A Le Conquet ci siamo fermati per una seconda colazione da Les Boucaniers, una crêperie nel centro del paese, e mi è rimasto impresso un dettaglio: quando ho chiesto caffè e brioche, la proprietaria mi ha detto che la brioche dovevo andarla a comprare nella pasticceria di fronte. “Dobbiamo vivere tutti”, mi ha spiegato con un sorriso. Ecco, la Bretagna è anche questo.
Lungo la strada verso il borgo, poi, capita di vedere branchi di cavalli al pascolo proprio in riva al mare, sulla brughiera battuta dal vento. E se avete tempo, da Le Conquet partono i traghetti per le isole dell’Iroise, Molène (mezz’ora di mare) e Ouessant (poco più di un’ora): un mondo a parte, per chi vuole spingersi ancora più in là.

Cosa fare nel Finisterre bretone
- Salita al faro di Pointe Saint Mathieu e visita alle rovine dell’abbazia.
- Passeggiata sul sentiero costiero GR34 alla Pointe du Raz e alla Pointe du Van.
- Traghetto da Le Conquet per le isole di Molène e Ouessant.
- Escursioni e tour da Brest e Quimper alla scoperta del Finistère.
Dove dormire e come arrivare

Uno dei sogni di questo viaggio era dormire alla fine del mondo, e alla Pointe Saint Mathieu l’abbiamo realizzato: abbiamo alloggiato all’Hostellerie de la Pointe Saint-Mathieu, a due passi dal faro. Un edificio in pietra tradizionale, ma dentro camere bellissime con richiami allo stile marinaresco bretone, e un ristorante dove abbiamo cenato con il più classico dei menu di qui: ostriche di ogni forma e una quantità industriale di *moules frites*, le cozze con le patatine. Accoglienza, panorama, cucina: tutto top.
Al mattino, uscendo, la brughiera era avvolta in una nebbiolina che nascondeva e attutiva tutto, mentre il tempo cambiava di continuo. In Bretagna succede: le foto di uno stesso giorno sembrano scattate in stagioni diverse.

Dove dormire nel Finisterre bretone: in quale zona
- Pointe Saint Mathieu / Le Conquet: per il nord del Finistère e le isole dell’Iroise, con la chicca di dormire accanto al faro.
- Brest: la città più comoda come base per il nord, servizi e collegamenti.
- Audierne e il Cap Sizun: la zona giusta per essere a due passi dalla Pointe du Raz e dalla Baie des Trépassés.
- Quimper: bella base per il sud del Finistère, a un’ora dalla Pointe du Raz.
Per arrivare, l’aeroporto di riferimento è quello di Brest. Da Brest alla Pointe Saint Mathieu (Plougonvelin) sono una ventina di chilometri, mezz’ora scarsa. La Pointe du Raz, più a sud, si raggiunge meglio da Quimper. In Bretagna l’auto è quasi indispensabile per muoversi tra le punte e i borghi della costa: i due capi, ricordatelo, distano circa due ore l’uno dall’altro.
Info essenziali
- Dove: Finistère, Bretagna occidentale (Francia). Pointe du Raz a sud (Cap Sizun), Pointe Saint Mathieu a nord (presso Brest).
- Come arrivare: aeroporto di Brest; auto indispensabile. Le due punte distano circa 2 ore l’una dall’altra.
- Pointe du Raz: parcheggio Maison de site 8 €, poi 15-20 min a piedi o navetta 1 €.
- Pointe Saint Mathieu: faro salibile (163 gradini, ~5 €), abbazia in rovina a ingresso libero.
- Quando andare: da maggio a settembre; portate sempre una giacca a vento.
Domande frequenti sul Finisterre bretone
Dove si trova la Pointe du Raz?
La Pointe du Raz si trova sul Cap Sizun, all’estremo ovest della Bretagna, nel dipartimento del Finistère, a circa 50 km (un’ora d’auto) da Quimper. È uno dei punti più occidentali della Francia continentale.
Qual è la differenza tra il Finisterre bretone e quello spagnolo?
Sono due “fini della terra” diverse. Il Finisterre bretone è in Bretagna (Francia): sono le punte del Finistère, come la Pointe du Raz e la Pointe Saint Mathieu. Il Finisterre spagnolo è in Galizia, il capo di Fisterra alla fine del Cammino di Santiago. Stesso significato del nome, due luoghi distinti.
Si può salire sul faro della Pointe du Raz?
No. Alla Pointe du Raz non c’è un faro visitabile: la torre sulla punta è un semaforo della Marina e il faro che si vede in mare, La Vieille, non è accessibile. Il faro che si può salire è quello della Pointe Saint Mathieu, con 163 gradini.
Quanto costa e come si visita la Pointe du Raz?
La Pointe du Raz è ad accesso libero, ma il parcheggio alla Maison de site costa circa 8 € al giorno (gratuito in bassa stagione). Dal parcheggio si raggiunge la punta in 15-20 minuti a piedi oppure con una navetta a 1 €.
Quanto distano la Pointe du Raz e la Pointe Saint Mathieu?
Circa 120 chilometri, due ore d’auto: sono agli estremi opposti del Finistère occidentale, la prima a sud sul Cap Sizun, la seconda a nord vicino a Brest.
Quando è il periodo migliore per visitare il Finisterre bretone?
Da maggio a settembre, con le giornate più lunghe e la landa fiorita. Il clima resta oceanico e molto ventoso in ogni stagione: mettete sempre in valigia una giacca impermeabile.
28 risposte
Bellissimi paesaggi, luoghi di contrasti, di poesia naturale. Se già avevo intenzione di visitare la costa bretone, questo articolo mi ha motivato ancora di più!
Vero, io ho diviso la costa nord della Francia in due viaggi distinti: Il primo in Normandia e l’altro in Bretagna. Caratteristiche diverse ma molto affascinanti entrambi.
Che spettacolo, la Brughiera l’ho sempre considerato un posto magico, seguirò i tuoi consigli anche per dove poter alloggiare.
ti confermo che a volte era da lacrime agli occhi
Un luogo meraviglioso che tu hai saputo descrivere magnificamente. E’ bello vivere determinate esperienze anche solo leggendo quelle degli altri. Grazie
Ti ringrazio tanto. Cerco sempre situazioni che possano dare emozioni e se non le racconti dopo… e come se non ci fossi stato!
Era una Delle mete in lista x quest’estate, poi si è optato per la Puglia. Nell’articolo e belle foto
grazie, tienilo sempre in lista che merita! Se poi vuoi qualche indicazione non hai che da chiedere, ;)
È uno di quei posti che pensi di vedere solo nei film…e invece dal vivo sono ancora più belli!!!
Delle foto meravigliose!!! Un borgo da sogno, il faro che si affaccia sull’oceano? Sublime!
Nicoletta
http://lavieestbellebynicoletta.com
GRazie Nicoletta, è proprio così!
un reportage davvero bellissimo e accurato.
la natura viene valorizzata giustamente in questo luogo
Grazie :)
Spettacolare è dir poco. Io sono stata al massimo fino ad Angers e nelle valli della Loira ma non mi sono mai spostata troppo .. e ora mi mangio le mani! Che foto meravigliose questo posto, spero tanto un giorno di poterci venire pure io
Noi Vannes, Anger e la Loira l’abbiamo fatti nello stesso viaggio rientrando a Parigi. chiaro che il nostro tour era di 12 giorni
Che bei posti hai visitato! Mi ha colpito molto il Borgo dei Pirati e l’Abbazia. Luoghi che danno tanto senso di avventura e magia! Che meraviglia
Posto incantevole, in piu’ e’ stata una buona occasione per mettere Battisti a palla. :)
Certo, ogni occasione è buona per Battisti ;)
Che posto meraviglioso! Il Borgo dei Pirati mi è piaciuta tantissimo anche solo dalle tue parole. Che posti stupendi.
grazie :)
Bellissimi paesaggi! Chissà quante cose si possono scrivere è raccontare affacciandosi da una delle finestrelle dei fari..? Ps: on the road…in auto o in moto ?
…In pulmino, eravamo sei persone. Noleggiato all’aeroporto di Beauvais. Abbiamo attraversato rapidamente la Normandia, fatta l’anno precedente, e il nostro viaggio è iniziato dove l’altro era terminato: a Mont Saint Michel.
I fari sono una mia passione, sogno di dormirci da sempre, penso che presto prenderò spunto da questo itinerario!
Grazie, :)
Mi hai fatto innamorare. A parte che dormire in un farò è uno dei miei sogni, quelle casette in pietra e la brughiera coi cavalli lasciano senza fiato. Ma dimmi, esiste la crêpe bretonne?
Non va chiamata crepe, si potrebbero offendere! La Galette Bretonne, una specie di Crepe di grano saraceno con prosciutto, formaggio e un uovo cotto al centro.
Un po’ di anni fa una mia amica mi aveva raccontato di aver soggiornato in un faro spagnolo e avevo trovato questa cosa estremamente affascinante. Poi non so come, me ne sono completamente dimenticata . Oggi leggendo il tuo post sul tuo soggiorno bretone in quel meraviglioso faro mi è tornata la voglia. Devo assolutamente metterlo nelle 101 cose da fare almeno una volta nella vita.
Vero! Prima di arrivare a Pointe SAint Mathieu abbiamo fatto anche tutta la costa di granito Rosa, e lì di fari ti levi la voglia!