C’è un tratto di costa siciliana dove la strada, semplicemente, non è mai stata costruita. Sette chilometri di falesie, gariga e calette turchesi tra San Vito Lo Capo e Scopello, che negli anni Ottanta la gente ha difeso marciando a piedi contro le ruspe. È nata così la Riserva dello Zingaro, la prima riserva naturale della Sicilia: un posto dove per vedere il mare più bello devi camminare, e dove il silenzio te lo guadagni passo dopo passo.
In questa guida trovi tutto quello che serve per organizzare la visita senza sorprese: i tre sentieri con lunghezze e difficoltà, le sette cale in ordine e quali sono le più belle, biglietti e orari aggiornati, come scegliere tra l’ingresso nord e quello sud, come arrivare, quando andare per evitare folla e caldo, e l’alternativa in barca per chi il trekking non lo vuole fare. È il pezzo che di solito manca: quello che ti dice davvero come funziona.
In breve
La Riserva dello Zingaro si visita a piedi lungo il sentiero costiero (~7 km, 2-2,5 ore, facile) che collega le sette cale, dalla Capreria (ingresso sud, lato Scopello) alla Tonnarella dell’Uzzo (ingresso nord, lato San Vito Lo Capo). Biglietto circa 5€ (ridotto 3€), solo pagamento elettronico, niente contanti; nessuna prenotazione. Dentro non ci sono bar: porta acqua e scarpe chiuse. Ci si arriva solo in auto (i cani non sono ammessi). Chi non vuole camminare può vedere le cale con una gita in barca da San Vito o Castellammare. Periodo migliore: maggio-giugno e settembre, arrivando presto la mattina.
Indice dell’Articolo
Cos’è la Riserva dello Zingaro
La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è un’area protetta di circa 1.600 ettari che occupa sette chilometri di costa incontaminata tra San Vito Lo Capo e Scopello, nel cuore della Sicilia occidentale. È il tratto di litorale che ha reso famosa questa parte dell’isola: falesie a picco sul mare, una vegetazione mediterranea fittissima e piccole cale di ciottoli bianchi con l’acqua trasparente, raggiungibili solo a piedi o via mare perché qui non passa nessuna strada.
E il fatto che non ci sia una strada non è un caso, è una conquista. Alla fine degli anni Settanta era previsto proprio qui un tracciato costiero che avrebbe sventrato la costa. Il 18 maggio 1980 migliaia di persone marciarono a piedi lungo il sentiero per fermarlo, e vinsero: nel 1981 nacque lo Zingaro, la prima riserva naturale della Sicilia. È una storia che vale la pena ricordare mentre si cammina, perché spiega perché questo posto è così com’è.
Attenzione: nel luglio 2025 un incendio ha colpito parte della riserva, che è stata poi chiusa e riaperta. Le condizioni di alcuni sentieri e gli orari possono aver risentito degli interventi di ripristino: prima di partire verifica sempre lo stato di apertura sul sito ufficiale della Riserva dello Zingaro o con una telefonata all’ente gestore.
I due ingressi: nord o sud, quale scegliere
La riserva ha due soli accessi, uno a ciascuna estremità, e non sono collegati se non dal sentiero stesso: una volta scelto da dove entrare, esci dallo stesso punto (a meno di non attraversarla tutta e organizzarti con due auto).
- Ingresso sud, lato Scopello (Castellammare del Golfo): è il più frequentato e comodo se arrivi da Palermo. La prima cala, la Capreria, è a una ventina di minuti a piedi.
- Ingresso nord, lato San Vito Lo Capo: dista circa 12 chilometri dal centro di San Vito, subito dopo la Tonnara del Secco. La prima cala da questo lato è la Tonnarella dell’Uzzo, tra le più belle.


La scelta è semplice: entra dal lato da cui arrivi. Se hai base a San Vito o vieni da Trapani, ingresso nord; se dormi a Scopello, Castellammare o arrivi da Palermo, ingresso sud. In entrambi i casi non serve attraversare tutta la riserva: le cale più belle sono vicine ai due estremi, quindi anche una mezza giornata basta per godersi il meglio del proprio versante.
Info pratica: i parcheggi si trovano poco prima di entrambi gli ingressi, sono a pagamento e in estate si riempiono in fretta. Il consiglio vale per tutti e due i lati: arriva entro le 9 del mattino, sia per trovare posto sia per camminare prima che il sole picchi.
Biglietti, orari e regole
L’ingresso alla riserva è a pagamento, ma costa poco: il biglietto intero è di circa 5€, il ridotto 3€ (ragazzi, studenti, alcune categorie), con gratuità per i più piccoli, i disabili e i loro accompagnatori. Un dettaglio da ricordare: si paga solo con carta o pagamento elettronico, i contanti non sono accettati. Non serve prenotare, il biglietto si fa direttamente all’ingresso.
Gli orari sono generalmente dalle 7:00 alle 19:00 in estate, con orario ridotto nei mesi invernali; nelle giornate di forte scirocco, allerta meteo o rischio incendi la riserva può chiudere per sicurezza. Trattandosi di dati che cambiano di stagione in stagione (e dopo l’incendio del 2025), conviene sempre ricontrollarli sul sito ufficiale prima di andare.
Attenzione: dentro la riserva NON ci sono bar né punti di ristoro, e le fontane sono poche o assenti. Porta con te acqua in abbondanza (almeno un litro e mezzo a testa in estate) e qualcosa da mangiare. Servono scarpe chiuse da trekking: infradito e ciabatte sono vietati, e sul sentiero roccioso sono davvero una pessima idea. I cani non sono ammessi, nemmeno al guinzaglio, per proteggere la fauna.
I sentieri: costiero, di mezza costa e alto
Nella riserva si cammina, e ci sono tre percorsi principali che si affrontano in base a quanto tempo hai e a quanto sei allenato. Il più famoso, quello che fanno quasi tutti, è il sentiero costiero: pianeggiante, panoramico e con l’accesso a tutte le cale.
| Sentiero | Lunghezza | Tempo | Difficoltà | Cosa vedi |
|---|---|---|---|---|
| Costiero (basso) | ~7 km (sola andata) | 2-2,5 ore | Facile, adatto a tutti | Tutte e sette le cale, il mare, i musei |
| Di mezza costa | ~8,5 km | ~4 ore | Media | Il percorso più panoramico, Borgo Cusenza, la macchia |
| Alto (di crinale) | Lungo e impegnativo | Mezza giornata e oltre | Solo escursionisti esperti | Le vette (Monte Speziale, 914 m), viste dall’alto |
Il consiglio è chiaro: se vuoi il mare e le cale, il sentiero costiero è quello giusto e basta e avanza. Il sentiero di mezza costa e quello alto sono per chi cerca il trekking vero, vanno affrontati con scarpe adeguate, acqua abbondante e nei mesi freschi (mai in piena estate), e regalano panorami dall’alto che dal basso non immagini.
Consiglio: non serve percorrere tutti i 7 km del sentiero costiero per forza. Molti entrano, raggiungono la seconda o terza cala, si fermano a fare il bagno e tornano indietro: è un ottimo modo di vivere la riserva senza trasformarla in una marcia forzata, soprattutto con i bambini.
Le cale e le spiagge dello Zingaro
Sono sette le cale che si affacciano sul sentiero costiero, ognuna con il suo carattere. Le più famose e più belle sono quelle alle due estremità, vicino agli ingressi: sono anche le più facili da raggiungere. Man mano che ci si addentra verso il centro della riserva la gente diminuisce e la pace aumenta.
| Cala | Vicino a | Distanza a piedi | Note |
|---|---|---|---|
| Cala della Capreria | Ingresso sud (Scopello) | ~20 min | La prima da sud, la più frequentata; acqua stupenda |
| Cala del Varo | Sud | ~40 min | Piccola, spesso più tranquilla |
| Cala della Disa | Centro-sud | ~1 ora | Ampia, ciottoli chiari |
| Cala Berretta | Centro | ~1h15 | Tra le più quiete della riserva |
| Cala Marinella | Centro | ~1h30 | Nel cuore della riserva |
| Cala Torre dell’Uzzo | Nord | dall’ingresso nord ~30 min | Vicino alla torre di avvistamento |
| Cala Tonnarella dell’Uzzo | Ingresso nord (San Vito) | ~15-20 min | La prima da nord, tra le più belle in assoluto |
Il fondale è quasi ovunque di ciottoli e sassi, quindi le scarpette da scoglio sono utili anche per fare il bagno. La balneazione è libera: sono spiagge naturali, senza lidi né lettini, ed è proprio questo il bello.

I musei e la Grotta dell’Uzzo
Lo Zingaro non è solo mare. Lungo il sentiero costiero si incontrano diversi piccoli musei etnografici, ricavati nelle vecchie case rurali, che raccontano la vita di questa costa prima che diventasse riserva: il Museo Naturalistico (flora e fauna), il Museo delle Attività Marinare con la riproduzione di una tonnara, il Museo della Civiltà Contadina, il Museo della Manna (la linfa dei frassini, raccolta d’estate) e il Museo dell’Intreccio con gli oggetti in fibre vegetali. Sono visite brevi ma preziose, che spezzano la camminata e danno senso al paesaggio.
Nel settore nord si trova poi la Grotta dell’Uzzo, uno dei siti preistorici più importanti della Sicilia: qui gli scavi hanno documentato una frequentazione umana che va dal Paleolitico al Neolitico. Un dettaglio che allo Zingaro aggiunge la profondità del tempo alla bellezza del posto.
Flora e fauna: la palma nana e l’aquila di Bonelli
La vegetazione dello Zingaro è un piccolo mondo: si contano centinaia di specie vegetali, molte tipiche della gariga costiera, e decine di orchidee selvatiche che fioriscono in primavera. La pianta simbolo è la palma nana (Chamaerops humilis), l’unica palma che cresce spontanea in Europa, che qui forma cespugli fitti lungo i pendii.
Nel cielo, se sei fortunato e alzi lo sguardo, puoi avvistare l’aquila di Bonelli, uno dei rapaci più rari d’Italia, insieme a poiane, falchi e rapaci notturni come l’allocco e il barbagianni. È la ragione per cui lo Zingaro è “orientato”: una riserva pensata per proteggere proprio questo equilibrio tra macchia mediterranea e fauna.
Visitare lo Zingaro in barca
Camminare non è l’unico modo di vivere lo Zingaro, e per certi visitatori nemmeno il migliore. Chi ha poco tempo, viaggia con bambini piccoli, non ama il caldo o ha difficoltà a percorrere sentieri sterrati può vedere le cale dal mare, con una delle tante escursioni in barca che costeggiano tutta la riserva.
I tour partono soprattutto da San Vito Lo Capo e da Castellammare del Golfo, spesso combinati con i faraglioni di Scopello, e prevedono soste bagno davanti alle cale più belle, quelle che da terra richiederebbero ore di cammino. È anche il modo per raggiungere angoli che via sentiero non si vedono affatto.
Esperienze e gite alla Riserva dello Zingaro
- Tour in barca della riserva e dei faraglioni di Scopello: mezza giornata da San Vito Lo Capo o Castellammare, con soste bagno nelle cale.
- Giro in gommone in piccolo gruppo: più flessibile, per avvicinarsi alle grotte e alle cale nascoste.
- Snorkeling nelle acque cristalline davanti alle cale.
- Trekking guidato lungo il sentiero costiero o quelli panoramici, con guida naturalistica.
Come arrivare alla Riserva dello Zingaro
Allo Zingaro si arriva solo in auto: non ci sono autobus diretti agli ingressi, e i due accessi sono in aperta campagna. Ecco le distanze indicative:
- Da San Vito Lo Capo: circa 12 km all’ingresso nord (una ventina di minuti), passando dalla Tonnara del Secco.
- Da Scopello: pochi minuti all’ingresso sud.
- Da Castellammare del Golfo: circa mezz’ora all’ingresso sud.
- Da Trapani: circa un’ora all’ingresso nord.
- Da Palermo: circa un’ora e mezza all’ingresso sud (autostrada A29, uscita Castellammare del Golfo, poi Scopello).
Se sei senza auto, l’unica alternativa pratica è raggiungere San Vito Lo Capo o Castellammare in autobus e da lì affidarti a un taxi, a un transfer o direttamente a un tour in barca. Per questo la riserva si abbina benissimo a una base a San Vito Lo Capo, ed è una delle tappe forti dell’itinerario nella Sicilia occidentale.
Quando andare
Lo Zingaro si può visitare tutto l’anno, ma il periodo cambia molto l’esperienza. La finestra migliore è la mezza stagione: maggio-giugno e settembre, quando il mare è già (o ancora) godibile, il caldo è sopportabile per camminare e la folla è più contenuta.
- Primavera (aprile-giugno): la riserva è nel suo momento più bello, con la macchia in fiore e le orchidee; ideale per i sentieri.
- Luglio-agosto: mare caldo e cale bellissime, ma tanta gente e un caldo che sul sentiero, senza ombra, si fa sentire davvero. Se vieni in questi mesi, entra all’apertura e porta molta acqua.
- Settembre: forse il mese perfetto, con mare caldo e meno affollamento.
- Autunno-inverno: pochissima gente e temperature perfette per il trekking, ma mare meno praticabile e orari ridotti.
In tutte le stagioni la regola d’oro è la stessa: arriva presto la mattina, eviti sia la calca ai parcheggi sia le ore più calde sul sentiero.
Dove dormire vicino alla Riserva dello Zingaro
Non si dorme dentro la riserva (a parte i bivacchi autorizzati nei mesi freddi), quindi la base si sceglie in uno dei paesi ai due estremi. Ecco come cambia a seconda di dove alloggi.
Dove dormire per visitare lo Zingaro: le zone
- San Vito Lo Capo: la base più comoda per l’ingresso nord, con la spiaggia caraibica, i ristoranti e la vita del paese. Ideale per chi vuole unire mare, servizi e riserva.
- Scopello: minuscolo e suggestivo, a due passi dall’ingresso sud e dai faraglioni. Perfetto per chi cerca quiete e atmosfera; poche strutture, da prenotare per tempo.
- Castellammare del Golfo: cittadina vivace con porto e più scelta di alloggi e ristoranti, comoda per l’ingresso sud e per esplorare i dintorni.
Info essenziali
- Dove: costa tra San Vito Lo Capo e Scopello (Castellammare del Golfo), provincia di Trapani.
- Biglietto: ~5€ intero, ~3€ ridotto, solo pagamento elettronico; nessuna prenotazione.
- Orari: in genere 7:00-19:00 (ridotti in inverno); verifica sul sito ufficiale.
- Come arrivare: solo in auto; ingresso nord ~12 km da San Vito, ingresso sud a Scopello.
- Sentiero costiero: ~7 km, 2-2,5 ore, facile; collega le sette cale.
- Da ricordare: niente bar (porta acqua), scarpe chiuse, cani non ammessi.
Domande frequenti
Quanto costa entrare nella Riserva dello Zingaro?
Il biglietto intero costa circa 5€, il ridotto circa 3€, con gratuità per i bambini più piccoli, i disabili e i loro accompagnatori. Si paga solo con carta o pagamento elettronico, i contanti non sono accettati, e non serve prenotare. I prezzi possono cambiare: conviene verificarli sul sito ufficiale prima della visita.
Come si arriva alla Riserva dello Zingaro?
Solo in auto. L’ingresso nord è a circa 12 km da San Vito Lo Capo, quello sud si trova a Scopello (Castellammare del Golfo), a circa un’ora e mezza da Palermo. Non ci sono autobus diretti agli ingressi: chi è senza auto raggiunge San Vito o Castellammare e prosegue in taxi, transfer o con una gita in barca.
Quale ingresso conviene, nord o sud?
Dipende da dove arrivi. Se hai base a San Vito Lo Capo o vieni da Trapani, usa l’ingresso nord (prima cala: Tonnarella dell’Uzzo). Se dormi a Scopello o Castellammare, o arrivi da Palermo, usa l’ingresso sud (prima cala: Capreria). Le cale più belle sono vicine a entrambi gli estremi, quindi non serve attraversare tutta la riserva.
Quanto dura il sentiero costiero dello Zingaro?
Il sentiero costiero è lungo circa 7 chilometri a senso unico e si percorre in 2-2,5 ore di cammino, senza contare le soste bagno. È pianeggiante e facile, adatto anche alle famiglie. Non è obbligatorio farlo tutto: molti raggiungono le prime cale, fanno il bagno e tornano indietro.
Si può fare il bagno nelle cale dello Zingaro?
Sì. Le sette cale sono spiagge libere e naturali, senza lidi né servizi, con acqua trasparente e fondale di ciottoli. Sono ideali per il bagno e lo snorkeling; utili le scarpette da scoglio. Ricorda che dentro la riserva non ci sono bar, quindi porta acqua e cibo.
Ci sono bar o punti di ristoro nella riserva?
No. Lungo il sentiero non ci sono bar né chioschi, ed è una scelta voluta per preservare l’ambiente. Bisogna portare con sé acqua abbondante (almeno un litro e mezzo a testa in estate) e qualcosa da mangiare, e non lasciare rifiuti.
I cani sono ammessi nella Riserva dello Zingaro?
No, i cani non sono ammessi all’interno della riserva, nemmeno al guinzaglio, per tutelare la fauna selvatica protetta. È una regola del regolamento ufficiale, quindi meglio organizzarsi in anticipo se si viaggia con un animale.
Qual è il periodo migliore per visitare lo Zingaro?
Maggio-giugno e settembre sono i mesi ideali: mare godibile, caldo sopportabile per camminare e meno folla. La primavera è perfetta per i sentieri e le fioriture, l’estate per il mare ma con molta gente e caldo intenso, l’autunno e l’inverno per il trekking. In ogni caso conviene arrivare presto la mattina.
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