Ho passato una settimana a Stoccolma con i bambini, o meglio con una bambina sola, la mia, che allora aveva quattro anni e un’idea molto precisa di cosa fosse degno della sua attenzione. Mentre preparavo il viaggio ho girato mezzo internet cercando qualcuno che mi dicesse dove portarla, e ho trovato pochissimo: due righe qua, un elenco là, niente che somigliasse a un’indicazione vera. Così abbiamo improvvisato, che è il modo più faticoso e più divertente di scoprire una città.
Venite con me, allora, che qui c’è tutto quello che avrei voluto leggere prima di partire: le isole dove i bambini stanno una giornata intera senza chiedere di tornare in albergo, i musei che li tengono davvero (e quelli che non li tengono affatto), cosa si paga e cosa no, e due o tre cose molto pratiche che nessuno ti dice e che a Stoccolma cambiano la giornata. Con una premessa onesta: il mio viaggio è di qualche anno fa, e nel frattempo la città si è mossa. Alcune delle cose che avevo amato non ci sono più, ne sono nate altre, e nelle pagine che seguono trovate le une e le altre, verificate una per una.
In breve
Servono 4-5 giorni. Il cuore della vacanza è Djurgården, l’isola verde dove stanno Skansen, il Vasamuseet, Junibacken e il luna park Gröna Lund: da sola vale due giornate. I bambini sotto i 7 anni viaggiano gratis sui mezzi SL con un adulto che ha il biglietto, e dai 7 agli 11 un adulto ne porta gratis fino a sei; nei musei statali l’ingresso è gratuito fino a 18 anni (Vasamuseet, Moderna Museet), a Skansen fino a 15. Le toilette pubbliche costano 10 corone e si pagano con la carta, non con le monete. Ci si muove con metropolitana (Tunnelbana), bus e battelli; il periodo migliore è da maggio a settembre, quando le giornate sono lunghissime e i parchi aperti.
Indice dell’Articolo

Stoccolma con i bambini: cosa sapere prima di partire
Stoccolma è una città costruita da gente che i bambini ce li ha, e si vede: fasciatoi ovunque, spazi gioco gratuiti in ogni quartiere, menù per i piccoli in qualsiasi locale, e nessuno che ti guardi male se tuo figlio urla in un museo. Detto questo, ci sono quattro cose che vi risparmiano metà dei problemi, e le ho imparate tutte sul campo.
Portate sempre un passeggino
Anche per i più grandicelli, portatevi SEMPRE un passeggino. Indipendentemente dalla quantità di energia che dichiarano di avere all’uscita dall’albergo, e dalla fermezza con cui insistono per camminare da soli, arriva inevitabilmente il momento in cui scatta la lagna del “prendimi in braccio, sono stanco”. A Stoccolma arriva prima del previsto, perché le distanze fra un’isola e l’altra sono maggiori di quanto la mappa lasci intuire.
I migliori sono gli ultraleggeri pieghevoli, quelli che potete portare come bagaglio a mano, lasciare ai piedi della scaletta dell’aereo e ritrovare all’arrivo nella stessa posizione. Se state facendo la lista delle cose da mettere in borsa, cosa mettere in valigia è una discussione a sé.
Consiglio: il passeggino a Stoccolma non è solo una comodità, è anche un titolo di viaggio. Sui bus dove si sale dalle porte centrali, chi accompagna un passeggino viaggia senza pagare: è una regola pensata perché ci sia sempre un adulto vicino al bambino, e vale su tutta la rete di superficie. In metropolitana e sui treni, invece, il biglietto serve.
Acqua e merenda sempre a portata di mano
Quando vi avventurate per la città, munitevi di acqua e di qualcosa da mangiare in anticipo. L’urlo feroce di fame o di sete scatta in qualsiasi momento, e non tutti hanno il sangue freddo di entrare in un supermercato pieno di prodotti sconosciuti con scritte incomprensibili e scegliere in trenta secondi qualcosa che soddisfi le necessità di un bambino. I 7-Eleven, che a Stoccolma stanno uno ogni cinquanta metri, sono l’ideale per un rifornimento rapido di acqua, succhi e snack. Non sono molto propensa a sfamare i bambini con roba confezionata, ma in caso di emergenza va bene tutto.
Le toilette si pagano, ma non con le monete
Le toilette pubbliche costano dieci corone, e qui c’è la correzione più importante di tutto l’articolo rispetto a quando ci sono stata io: si pagano con la carta. La Svezia ha smesso di usare i contanti sul serio, e girare con le monetine da 10 SEK in tasca oggi vuol dire trovarsi davanti a una porta che quelle monete non le prende nemmeno. Il Comune sta installando nuove toilette in tutta la città a partire da marzo 2026, e sono tutte a pagamento elettronico. Sono pulite, dotate di fasciatoio, e molte hanno pure la pompa per le biciclette.
Info pratica: nei ristoranti e nei musei le toilette sono gratuite, ma non è che uno si possa infilare in un ristorante solo per usare il bagno, e per entrare in un museo c’è comunque da pagare il biglietto prima. I grandi magazzini restano la soluzione più civile: bagni ampi, puliti e con il fasciatoio, e nessuno che vi chieda cosa ci fate lì.
Quanto costano i bambini a Stoccolma
Molto meno di quanto temiate, ed è la cosa che riequilibra il conto in una città che per il resto è cara. Sui mezzi, la regola di SL è generosa in un modo che in Italia farebbe notizia: i bambini sotto i 7 anni viaggiano gratis se sono in compagnia di qualcuno che ha un biglietto valido, e chi ha più di 18 anni e un biglietto SL può portare con sé gratuitamente fino a sei bambini dai 7 agli 11 anni, tutti i giorni della settimana, tutto l’anno. Sotto i 20 anni, poi, il biglietto è comunque a tariffa ridotta.
Nei musei va anche meglio. Al Vasamuseet e al Moderna Museet i minori di 18 anni non pagano nulla, al Naturhistoriska riksmuseet le esposizioni sono gratuite fino a 18 anni, a Skansen l’ingresso è gratuito da 0 a 15 anni. Attenzione a un dettaglio che fa perdere venti minuti alla cassa: a Skansen il biglietto gratuito del bambino va comunque emesso, e si aggiunge al momento dell’acquisto di quello dell’adulto.
Quello che si paga sono gli adulti, il cibo e l’aereo. Sul cibo tornerò più avanti, perché è il capitolo in cui abbiamo fatto la figura peggiore.
Djurgården, l’isola dove i bambini stanno una giornata intera
Se avete poco tempo e volete sbagliare il meno possibile, andate a Djurgården. È l’isola verde di Stoccolma, un ex terreno di caccia reale che oggi tiene insieme quattro delle cinque cose che a un bambino di questa città piacciono di più. Noi ci siamo tornati tre volte in una settimana, il che dice tutto.
Skansen, il primo museo all’aperto del mondo

Fondato nel 1891 dall’etnologo Artur Hazelius, Skansen è il museo all’aperto più antico del mondo, e in pratica è la Svezia in scala: case, poderi e botteghe portati qui da ogni regione del paese, dal villaggio lappone dell’estremo nord alla fattoria della Scania dell’estremo sud. Ci si arriva con la Tunnelbana rossa in direzione Ropsten, si scende a Karlaplan e si prende il bus n° 44, che ferma subito fuori dalla stazione della metro.
Per un bambino, però, Skansen non è un museo etnografico: è uno zoo con dentro delle case. Ci sono alci, orsi, linci, lupi, ghiottoni e foche, in spazi aperti e senza sbarre (l’ho avvicinato con enorme diffidenza, e vi assicuro che non sembra affatto uno zoo). Poi c’è Lill-Skansen, la sezione per i più piccoli, dove le pecore si possono accarezzare quando ne hanno voglia, in due finestre precise della giornata, alle 11-12 e alle 14-15. E c’è Galejan, un piccolo luna park d’altri tempi con la giostra e i giochi di abilità, dentro il parco stesso.
Quello che ha colpito me, invece, sono i figuranti in costume che “abitano” le case e raccontano come si viveva nell’epoca che rappresentano, in svedese e in inglese, che lì lo parlano tutti benissimo. La mia fanciulla, dal canto suo, ha incontrato per la prima volta uno scoiattolo faccia a faccia e ha considerato quello il momento più alto della giornata. Per vedere tutto ci vuole tempo davvero: mettete in conto una giornata intera, ci sono spazi gioco e punti ristoro a sufficienza per non doversene andare a metà.
Info pratica: a Skansen i bambini da 0 a 15 anni entrano gratis, ma il biglietto gratuito va aggiunto al momento dell’acquisto di quello dell’adulto. Gli orari cambiano molto con la stagione (d’estate 10-18, dalla fine di settembre spesso fino alle 15 nei feriali), quindi controllate il calendario sul sito prima di programmare la giornata. Se volete saltare la fila alla cassa, il biglietto flessibile per Skansen si acquista in anticipo e vale per la data che scegliete.
Gröna Lund, il luna park sull’acqua

Come mamma ero convinta di aver testato la mia pazienza al massimo delle possibilità. Sbagliato. Al Gröna Lund, che è uno dei luna park più antichi d’Europa (fondato nel 1883), è stata messa ulteriormente alla prova. Intendiamoci: è una fonte di puro divertimento, brivido e meraviglia, con attrazioni come il “Fritt Fall”, una caduta libera da ottanta metri che personalmente non farei nemmeno sotto minaccia, e da lassù si gode di un panorama splendido sulla città.
Il punto è un altro: apre alle 11 ed è strapieno in qualsiasi giorno della settimana, quindi per ogni attrazione ci sono almeno quaranta minuti di coda. Ipotizzate di essere già provati dalla stanchezza (girare per Stoccolma è splendido ma non certo riposante), di aver trovato un giorno di sole a picco e di tenere per mano un esserino che non conosce assolutamente i concetti di “pazienza” e “aspettare”, e tirate le vostre somme. Ad ogni modo ne vale la pena. E siccome i più piccoli non possono salire sulle attrazioni più spericolate, vi toccherà girare nelle tazze stile Disneyland e sul brucomela, che vi garantisco va molto più veloce di quanto sembri.
Info pratica: il sistema dei biglietti è cambiato rispetto a quando ci sono stata io, e in meglio. Nell’estate 2026 l’ingresso al parco è gratuito in tutti i giorni di apertura, concerti compresi: si paga solo l’åkband, il braccialetto che dà accesso alle attrazioni, oppure il singolo giro. I bambini da 0 a 3 anni non pagano nulla e salgono gratis su tutte le giostre con un adulto pagante, dai 4 agli 8 anni c’è la tariffa bambino. I prezzi dell’åkband cambiano di giorno in giorno e si vedono solo sul sito ufficiale al momento dell’acquisto, quindi non fidatevi di nessuna cifra letta in giro, compresa quella che c’era qui prima.
Junibacken, dove abita Pippi Calzelunghe
Questa non c’era nel mio racconto originale, ed è la mancanza che mi pesa di più: Junibacken è il posto più svedese che possiate portare un bambino a vedere. È la casa dei personaggi di Astrid Lindgren, quindi di Pippi Calzelunghe, di Emil e di Ronja, ed è tarata su una fascia molto precisa, dagli 0 agli 8 anni. Il pezzo forte è lo Story Train, un trenino sospeso che attraversa le scene dei libri mentre una voce le racconta, ed è compreso nel biglietto d’ingresso. Poi c’è la villa di Pippi in scala, in cui i bambini entrano davvero, e il teatrino con gli spettacoli.
Info pratica: Junibacken è a Galärvarvsvägen 8, sempre a Djurgården, a pochi minuti a piedi dal Vasamuseet. I biglietti partono da 140 SEK e conviene comprarli online, dove costano meno; i bambini sotto i 2 anni entrano gratis ma devono avere comunque il loro biglietto. La libreria si visita anche senza biglietto d’ingresso.
Il Vasamuseet, una nave intera dentro un edificio
L’altra mancanza grave della mia settimana svedese. Il Vasamuseet conserva un vascello da guerra del Seicento affondato nel giorno stesso del suo varo e ripescato intero tre secoli dopo, e la sua forza con i bambini è la più semplice di tutte: è enorme. Non c’è niente da capire, basta alzare la testa. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 18, l’ingresso costa 240 SEK per gli adulti ed è gratuito da 0 a 18 anni.
Cosa prenotare a Stoccolma con i bambini
- Biglietto flessibile per il museo all’aperto di Skansen, valido per la data che scegliete.
- Vasamuseet e Skansen in un colpo solo, con ingresso fast-track: le due cose di Djurgården che nessuno salta, senza fare due code.
- Il giro in autobus anfibio, che a un certo punto entra in acqua: un’ora, e per un bambino è il momento che racconterà a tutti.
- Il tour dell’arcipelago fino a Fjäderholmarna su una nave storica, con la fika a bordo: due ore, ed è il modo più comodo di vedere le isole.
- Junibacken e Gröna Lund si prenotano solo dai rispettivi siti ufficiali: a catalogo non esistono, e non c’è modo di anticipare la fila da altrove.
I musei di Stoccolma che funzionano con i bambini
A Stoccolma ci sono circa settanta musei, quindi capirete che se il soggiorno si limita a una settimana la scelta diventa assai ardua. Io ne avevo selezionati tre pensando soprattutto alla bimba, ricordandomi di quanto mi annoiassi mostruosamente quando da piccola i miei mi trascinavano a vedere quadri e statue che a me sembravano tutti uguali. Due hanno funzionato benissimo. Il terzo, come vedrete, non esiste più.
Naturhistoriska riksmuseet, il museo dove si tocca tutto

Fermata Tunnelbana T-Universitetet. Fondato nientemeno che da Linneo, il Naturhistoriska riksmuseet è semplicemente incredibile. Appena entrati vi accolgono scheletri di dinosauri, un T-Rex compreso, e poi sale e sale dedicate alla flora e alla fauna divise per ecosistemi. Ma la cosa entusiasmante, sia per me che soffro di una forma abbastanza avanzata di sindrome di Peter Pan, sia per mia figlia, sono le postazioni interattive: la sala del clima dove si vede come si formano le turbolenze, e soprattutto il viaggio nel corpo umano, dove ogni apparato è illustrato in modo semplice e si misurano battito, riflessi, vista e udito. Ci sono giochi per riposizionare gli organi in un manichino di plastica, il brivido del buio completo, cose da soffiare, toccare, saltare.
Info pratica: le esposizioni costano 170 SEK per gli adulti e sono gratuite fino a 18 anni. A parte c’è Cosmonova, il cinema a cupola, che costa 160 SEK per gli adulti e 100 per i ragazzi; il biglietto combinato esposizioni più Cosmonova viene 260 SEK per gli adulti e 100 per i ragazzi. Con i bambini piccoli Cosmonova può essere troppo, valutate sul momento.
Moderna Museet, e lo scivolo dal tetto

Il Moderna Museet sta a Skeppsholmen, e ci si arriva col bus n° 65 che parte dalla Stazione centrale. Non sapevo se la piccola avrebbe gradito la mia idea, ed è stata una scelta un po’ egoistica: volevo vederlo assolutamente. Invece si è divertita anche lì, perché forme, colori e accostamenti inusuali suscitano la curiosità di chiunque, figurarsi quella dei bambini. Per quelli un po’ più grandi, diciamo delle elementari, all’ingresso danno dei fogli con giochi, domande e cacce al tesoro.
Quando mi sono trovata davanti ad alcuni Picasso ho preso in braccio l’erede e le ho detto “guarda bene questi quadri, ce ne sono pochi al mondo”. Non mi aspettavo di trovare lì Picasso, Miró, Munch e Kandinsky: è un museo bellissimo ma non uno dei più celebri del mondo, e invece la collezione è di quelle che ti fermano. Poi ci sono le installazioni video e le opere decisamente assurde, di quelle che fanno pensare “potrebbe farlo chiunque”, peccato solo che l’idea sia venuta prima all’artista che ci ha fatto una montagna di soldi. Il bookshop, infine, è favoloso: album da colorare con i capolavori esposti, giocattoli particolari e una miriade di oggetti di design.
Attenzione: dal 21 aprile al 18 ottobre 2026 sulla facciata del museo c’è Stockholm Slides di Carsten Höller, due scivoli a spirale di trentanove metri che scendono dal tetto fino alla strada. Si fanno con il biglietto d’ingresso, quindi per i minorenni sono gratis, ma servono almeno 6 anni compiuti e 1,30 m di altezza, il tappetino è obbligatorio e si prende al piano 1. Chiude quando piove o nevica, e non è un dettaglio da poco in Svezia.
Un’ultima cosa che allora non sapevo e che oggi cambia il conto della giornata: al Moderna Museet l’ingresso costa 170 SEK, 140 il ridotto, è gratuito fino a 18 anni, e il venerdì dalle 18 alle 20 è gratis per tutti.
Il museo del giocattolo non c’è più
E qui devo darvi una notizia che riguarda la terza tappa del mio giro. Il Leksaksmuseet, il museo del giocattolo, allora stava a Södermalm annesso a quello dei trasporti, e ci eravamo arrivati col bus n° 2 dopo esserci persi dietro a una cartina che ne indicava la vecchia sede. Bene: quel museo ha chiuso definitivamente il 13 settembre 2025, dopo essersi spostato a Fisksätra e aver resistito qualche anno. Non cercatelo, non c’è.
Devo dire, con la franchezza che mi costa poco perché lo pensavo già allora, che non è una perdita gravissima: il Leksaksmuseet consisteva in un paio di stanze con vetrine piene di giochi degli anni Sessanta e Settanta che ovviamente non si potevano toccare, ed è il genere di museo che entusiasma i genitori e annoia i figli. Il museo dei trasporti (Spårvägsmuseet), che invece era la parte bella, con i vecchi tram e gli autobus su cui si sale e si fa finta di guidare, esiste ancora e si è trasferito: dal 2022 sta a Hjorthagen, nell’ex area del gasometro. E adesso, uno s-consiglio che vale ancora: al self service di quel museo non mangiate. Fidatevi.
In barca fra i canali e verso l’arcipelago

Stoccolma è costruita su quattordici isole, quindi prima o poi si sale su una barca. Con la piccola avevamo optato per la più breve delle escursioni, il giro del canale storico, perché per una creatura di quattro anni c’è sempre il rischio che l’entusiasmo di andare in barca venga surclassato dalla noia di stare quaranta minuti seduta ferma. È andata bene, nel senso che i “voglio scendere!” sono cominciati solo poco prima del rientro. Non che si veda granché della Stoccolma storica, ma è un giro interessante e le zone verdi sono davvero belle. Ci si imbarca a Stadshusbron, davanti al Municipio, e una voce guida spiega in molte lingue, italiano compreso.
L’altra escursione, quella che allora non avevamo fatto e che oggi metterei prima, è verso Fjäderholmarna, l’isola dell’arcipelago più vicina alla città. Sono trenta minuti di navigazione, e dall’altra parte trovate botteghe di artigianato, ristoranti e uno scoglio dove i bambini possono correre. Con i piccoli è la formula giusta: abbastanza mare da sentirsi in gita, abbastanza poco da non trasformarsi in una traversata.
Info pratica: il traghetto Strömma per Fjäderholmarna parte da Strandvägen (pontile 13) e da Nacka Strand, impiega 30 minuti e costa 170 SEK sola andata, 205 andata e ritorno. I punti di partenza e i prezzi sono cambiati rispetto a qualche anno fa, quindi controllate sempre il pontile prima di incamminarvi. In alternativa c’è il tour guidato su una nave storica con la fika a bordo, che dura due ore e ha il vantaggio di intrattenere i bambini per tutto il tragitto.
Parchi e spazi gioco gratis, che a Stoccolma sono ovunque
Questa è la cosa che mi ha fatto innamorare della città, e non costa niente. Vicino al nostro albergo c’era un grande parco, in corrispondenza del Museo dell’Osservatorio, fermata Rådmansgatan, con un bellissimo spazio giochi gratuito: giochi solidi e puliti, e ragazzini di tutte le età e di tutte le etnie. Sono rimasta incantata a guardare quel mix di bambini, compresa la mia, che giocavano insieme incuranti delle barriere linguistiche.
Non è un caso isolato: a Stoccolma gli spazi gioco pubblici stanno in ogni quartiere, sono curati e sono aperti a tutti. Se avete una giornata storta, o se il meteo vi ha rovinato il programma, il piano B è sempre lo stesso e funziona sempre: cercate il parco più vicino e lasciateli scaricare. La fauna locale, in questo caso i genitori svedesi, ve lo confermerà seduta stante.
Mangiare a Stoccolma con i bambini
Nei ristoranti, sia quelli convenzionali sia i self service dei musei, c’è sempre un menù apposito per bambini, con una scelta discreta. Molti locali consegnano ai piccoli un kit con labirinti, memory da staccare e matite colorate, che è una cortesia intelligente perché per qualche minuto sono troppo impegnati per lagnarsi, sparecchiare e fare la gimcana tra i tavoli. E voi non siete quel genere di genitori che ficca in mano lo smartphone ai figli per tenerli tranquilli, vero?
Poi c’è il nostro caso, che è un caso a parte e che confesso senza vergogna: la mia principessa è campata a pizza e wurstel per una settimana, perché rifiutava tutto il resto. Non so, probabilmente è il tipo di cottura e la presentazione dei piatti, perché mi rifiuto di credere che i polli svedesi abbiano un sapore diverso da quelli italiani, ma tant’è. Con immensa lungimiranza, il primo giorno abbiamo scelto per il pranzo un ristorante italiano. Poteva andare peggio.
Consiglio: se volete provare qualcosa di svedese senza giocarvi la cena, puntate sulla fika, la pausa dolce del pomeriggio, che qui è un’istituzione e non una moda. Un kanelbulle, la brioche alla cannella, lo mangiano anche i bambini più diffidenti, e il rituale ha il pregio di durare venti minuti e non due ore.
Dove dormire a Stoccolma con i bambini
La domanda vera, quando si viaggia con i piccoli, non è quale hotel sia più bello ma quanto tempo si perde ogni mattina per uscire e ogni sera per rientrare. A Stoccolma le distanze si fanno sentire, quindi la zona conta più della stanza.
In quale zona dormire
- Gamla Stan: il centro storico sull’isola, bellissimo e comodo per andare a piedi ovunque. In compenso è pieno di turisti, i vicoli sono strettissimi e il passeggino ci passa a fatica sull’acciottolato.
- Norrmalm, intorno alla Stazione centrale: la scelta più pratica per chi arriva in treno da Arlanda e per chi vuole i grandi magazzini sottocasa. Meno pittoresca, ma con i bambini la praticità vince quasi sempre.
- Södermalm: il quartiere che ha cambiato pelle, ex zona operaia diventata la più vivace della città. Prezzi più umani, tanti localini, e i parchi giochi migliori. È la mia preferita, ma va messo in conto qualche minuto di metro in più.
- Djurgården e dintorni: se il vostro programma è tutto lì, dormire vicino all’isola verde vi risparmia due spostamenti al giorno. È la zona più cara e la più tranquilla.
Quattro indirizzi che con i bambini funzionano
Le abbiamo scelte così: fuori chi sta sotto 8,5 di punteggio o sotto 100 recensioni, e poi capienza sufficiente per una famiglia e qualcosa che le renda diverse dalla catena anonima. Le fasce vengono da due rilevazioni sulle stesse date, una in alta e una in bassa stagione.
- Mälardrottningen Hotel (€): non è un albergo, è uno yacht ormeggiato a Riddarholmskajen, a due passi da Gamla Stan. Camere fino a 6 persone, ed è la più economica delle quattro. Dormire su una nave, per un bambino, è già metà del viaggio.
- Långholmen Hotell (€€): l’ex carcere di Långholmen, chiuso nel 1975 e trasformato in albergo, sull’isoletta verde fra Södermalm e Kungsholmen. Camere fino a 4 persone, e intorno un parco con le spiaggette dove d’estate si fa il bagno.
- Hotel Sven Vintappare (€€€): dodici passi dentro Gamla Stan, in un edificio del 1607 con le stufe di maiolica nelle stanze. Camere fino a 5 persone, colazione e fika quotidiana incluse. Il più bello e il meno pratico, per via dei vicoli.
- Gamla Stan Apartments (€€€ in alta, €€ in bassa): appartamenti nel centro storico che arrivano a 8 posti letto. Con due o tre bambini e la necessità di cucinare qualcosa la sera, è la formula che fa risparmiare davvero.
Quando andare a Stoccolma con i bambini
Da maggio a settembre, senza troppi dubbi. In quei mesi il Gröna Lund è aperto, Skansen fa orario lungo, i battelli per l’arcipelago viaggiano con la frequenza dell’alta stagione e le giornate sono così lunghe che alle dieci di sera c’è ancora luce, il che con i bambini è una benedizione e una maledizione insieme (buona fortuna a mandarli a letto). Giugno e luglio sono i mesi in cui la città vive fuori; a maggio e a settembre si spende meno e c’è meno coda.
D’inverno Stoccolma è bellissima ma è un altro viaggio, con poche ore di luce e freddo vero: si può fare, ma va scelto apposta. Se volete i numeri prima di decidere, il pezzo sul clima di Stoccolma mese per mese ha temperature, ore di luce e precipitazioni in tabella. E se state ancora scegliendo la meta e cercate un confronto, ho raccontato con lo stesso metro Londra con i bambini, mentre per un’estate al caldo c’è quello che a Malta funziona davvero con i bambini e quello che no.
Fare shopping con i bambini: cosa è cambiato

Non si vive solo di cultura e aria pura, e ogni tanto anche il lato consumistico che sonnecchia (si fa per dire) dentro ognuno di noi va soddisfatto. Nella piazza di Sergels Torg c’è Åhléns City, un enorme centro commerciale che si snoda per svariati piani sopra e sottoterra, e poco distante c’è NK, il grande magazzino storico della città. Entrambi ci sono ancora, con i loro bagni puliti e i loro fasciatoi, che con i bambini sono un servizio più prezioso di quanto sembri.
Le due cose che avevo amato di più, però, sono sparite tutte e due, e siccome le avevo raccontate qui è giusto che ve lo dica invece di far finta di niente. Il megastore di giocattoli BR-Leksaker dentro Åhléns non esiste più: il gruppo che possedeva la catena è fallito alla fine del 2018 e tutti gli ottantacinque negozi svedesi hanno chiuso. E Krabat & co, la meraviglia di giochi in legno, case delle bambole e pupazzi che avevamo scovato su Lilla Nygatan a Gamla Stan, ha chiuso i punti vendita fisici nel febbraio 2021. Era caro come il fuoco ed era la migliore alternativa ai soliti giochini di plastica che suonano appena li guardi: mi dispiace davvero.

Resta Gamla Stan, che di negozietti originali ne ha ancora parecchi, un po’ troppo turistici a dire la verità, ma che noi abbiamo debitamente saccheggiato comprando cose assolutamente indispensabili: una renna di peluche con la felpa della Svezia, un elmetto di plastica con le corna da vichingo e una collezione di magneti con il cavallino Dala, che dal frigo di casa mia non se ne sono più andati.
Un’ultima nota pratica che con i bambini conta: la Svezia è fuori dall’euro, si paga in corone e quasi ovunque si paga solo con la carta, contactless. Non cambiate contanti prima di partire pensando che vi servano, perché non vi serviranno. E siccome siamo comunque in Unione Europea, il telefono funziona con la vostra tariffa italiana senza fare nulla.
Sull’assicurazione, invece, la solita domanda merita una risposta onesta. In Svezia la tessera sanitaria europea copre le cure del sistema pubblico, quindi non partite scoperti: quello che la tessera non copre è l’annullamento del viaggio, il bagaglio e le cliniche private. Con un bambino piccolo la voce che pesa davvero è la prima, perché è quella che salta con più facilità, e per questo prima di partire noi diamo un’occhiata a una polizza per il singolo viaggio.
Info essenziali
- Come arrivare: volo su Stoccolma Arlanda, poi treno o bus fino alla Stazione centrale. Il passeggino pieghevole si imbarca sottobordo e si riprende alla scaletta.
- Come muoversi: Tunnelbana, bus e battelli SL. Niente auto, che in città è solo un problema.
- Quando andare: da maggio a settembre; a maggio e settembre meno code e prezzi più bassi.
- Durata consigliata: 4-5 giorni, di cui almeno due su Djurgården.
- Biglietti: Vasamuseet 240 SEK, Naturhistoriska 170 SEK, Moderna Museet 170 SEK, Junibacken da 140 SEK. I minori entrano gratis quasi ovunque, fino a 15 o 18 anni a seconda del museo.
- Pagamenti: corone svedesi, carta ovunque, contanti praticamente inutili.
Domande frequenti su Stoccolma con i bambini
Stoccolma è adatta ai bambini piccoli?
Molto. Fasciatoi ovunque, menù per bambini in qualsiasi locale, spazi gioco gratuiti in ogni quartiere e attrazioni pensate per la fascia prescolare come Junibacken e Lill-Skansen. L’unico limite reale sono le distanze fra un’isola e l’altra, che con un bambino stanco si sentono: il passeggino serve anche ai più grandicelli.
Quanto costano i bambini a Stoccolma fra mezzi e musei?
Quasi nulla. Sui mezzi SL i bambini sotto i 7 anni viaggiano gratis con un accompagnatore che ha un biglietto valido, e un adulto sopra i 18 anni può portare gratis fino a sei bambini dai 7 agli 11 anni, tutti i giorni dell’anno. Nei musei l’ingresso è gratuito fino a 18 anni al Vasamuseet, al Moderna Museet e alle esposizioni del Naturhistoriska, e fino a 15 anni a Skansen.
Quanti giorni servono per Stoccolma con i bambini?
Quattro o cinque. Djurgården da sola vale due giornate piene fra Skansen, il Vasamuseet, Junibacken e il Gröna Lund; una giornata va a Gamla Stan e al giro in barca, una ai musei del centro, e una quarta serve a non correre.
Qual è il periodo migliore per andare a Stoccolma con i bambini?
Da maggio a settembre, quando il Gröna Lund è aperto, Skansen fa orario lungo e i battelli per l’arcipelago viaggiano con la frequenza dell’alta stagione. Maggio e settembre costano meno e hanno meno code di giugno e luglio.
A Stoccolma servono i contanti per le toilette pubbliche?
No, e questa è la cosa più cambiata negli ultimi anni. Le toilette pubbliche costano dieci corone e si pagano con la carta: la Svezia ha smesso di usare i contanti, quindi le monetine in tasca non risolvono più niente. Nei musei e nei ristoranti i bagni restano gratuiti.