Sassetta: il borgo della Val di Cornia e le terme del Bagno del Re

Il telefono che non prendeva bene. È la prima cosa che ricordo del weekend che ho passato alle Terme di Sassetta, ed è anche la prima cosa che mi ha fatto rilassare davvero. Niente notifiche, niente Aurelia da percorrere di corsa: solo il bosco intorno e l’acqua calda. Da toscano queste terme le avevo sempre sentite nominare, ma le ho scoperte tardi, e come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. Quindi ve lo racconto, così ci andate prima voi.

Siamo in Val di Cornia, in provincia di Livorno, su una collina a 330 metri di altitudine. Sassetta è un borgo piccolissimo, poco più di cinquecento abitanti, uno dei comuni più minuti della Toscana. Il nome viene dal latino *saxum*, la roccia, con un diminutivo: “piccola roccia”. Ed è esattamente quello che è, un pugno di case di pietra arroccate sopra i boschi.

Le indicazioni per le Terme di Sassetta immerse nel bosco
Le indicazioni per le Terme di Sassetta immerse nel bosco

Dove si trova Sassetta

Sassetta sta nell’entroterra della costa degli Etruschi, a pochi chilometri da Suvereto e dalle spiagge del Livornese. È un borgo di bosco più che di mare: tutto intorno si stende il Parco Forestale di Poggio Neri, e le strade che salgono fin quassù attraversano castagneti e lecci.

Questa è la sua fortuna. In mezz’ora si è al mare, ma il paese vive di un’altra atmosfera, fatta di silenzio, di funghi e castagne, e di quelle acque calde che hanno reso Sassetta nota ben oltre i suoi confini.

Cosa vedere a Sassetta: il borgo

Il centro storico si gira a piedi in poco tempo, ed è proprio la sua piccolezza a renderlo prezioso. Vicoli lastricati, case in pietra, scorci che si aprono sui boschi.

Il monumento principale è il Castello Montalvo, la “Vecchia Rocca” che si incontra arrivando, dietro la chiesa. Ha una storia che racconta bene queste terre di confine: il borgo, citato già nel 1115, fu a lungo conteso, controllato dai pisani tramite i conti Della Gherardesca e tenuto in feudo dalla famiglia Orlandi, gli “Orlandi della Sassetta”. Quando nel Cinquecento passò sotto Firenze, il vecchio castello pisano venne demolito, e arrivò la famiglia di origine spagnola dei Ramirez de Montalvo, giunta in Toscana al seguito di Eleonora di Toledo, la moglie di Cosimo I de’ Medici. Il castello che vedete oggi è la loro residenza.

Vale una sosta la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, la parrocchiale, che conserva un fonte battesimale del Quattrocento con lo stemma degli Orlandi e una piccola mostra di arte sacra nella cappella annessa. Il patrono è San Rocco, e si festeggia il 16 agosto, quando il borgo si anima come solo i paesi piccoli sanno fare.

Il Parco Forestale di Poggio Neri

Se amate camminare, qui siete nel posto giusto. Il Parco Forestale di Poggio Neri è un bosco pubblico di circa 700 ettari che abbraccia il paese, con qualcosa come 37 chilometri di sentieri da fare a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Lungo uno dei percorsi c’è una piccola meraviglia, il Museo del Bosco: un museo all’aperto dedicato agli antichi mestieri della foresta, con le carbonaie ricostruite, la capanna del carbonaio, gli attrezzi e le vecchie fonti recuperate. È il modo migliore per capire come si viveva quassù, di castagne e di carbone. Da Sassetta parte anche uno dei sentieri per salire il Monte Calvi, i 646 metri della cima più alta della provincia di Livorno, lungo un’antica strada lastricata che collega il borgo a Campiglia.

Le Terme di Sassetta: un weekend di puro relax

E veniamo al motivo per cui ero salito fin qui. Le Terme di Sassetta coincidono con La Cerreta, un podere biodinamico con albergo diffuso e centro termale, immerso nei boschi a pochi chilometri dal paese. Non è uno stabilimento in centro, è una campagna intera trasformata in luogo di benessere.

Le acque sgorgano dalla terra a circa 51°C, costanti tutto l’anno. Sono acque salso-solfato-calciche, di quelle che fanno bene alle vie respiratorie, alla pelle, alle ossa e ai muscoli. Si ritrovano in documenti del XIII secolo, dove alcuni le identificano con il leggendario “Bagno del Re“, e già etruschi e romani conoscevano queste sorgenti. Al nostro arrivo le terme si sono presentate per come sono state concepite: una visione antica con un fare moderno, costruite in pietra di fiume e legno dei castagni.

Le Terme di Sassetta, La Cerreta - Foto di Marco Bartoli
Le Terme di Sassetta, La Cerreta – Foto di Marco Bartoli

Le piscine sono tre, due all’esterno e una al coperto, a temperature diverse, intorno ai 34-38 gradi. Poi c’è la camera sudatoria in pietra, la bio sauna aromaterapica, le docce emozionali e cromoterapiche, il classico percorso Kneipp con l’acqua calda e fredda alternata, e una bella area relax con i lettini. Io ho aggiunto anche un massaggio, che era incluso nel pacchetto che avevo scelto.

La sensazione, a Sassetta, è di essere immersi nel relax. Il parco intorno, le camere ricavate in vecchie case coloniche di pietra perfettamente restaurate, le acque che, devo dire, sono davvero rilassanti. Si mangia bene e genuino al ristorante del podere, e si beve un ottimo vermentino della Val di Cornia, che si può anche comprare.

A cosa fanno bene le acque

Non serve avere un disturbo per godersi queste terme: il relax serve a tutti, e qui lo abbiamo trovato. Le acque salso-solfato-calciche della Cerreta sono comunque indicate per l’apparato respiratorio, per la pelle e per l’apparato osteomuscolare. Gentilezza e discrezione, bellezza della natura e acqua calda: la cura, qui, è tutto l’insieme.

Come si accede: day spa o soggiorno

Alle Terme della Cerreta si può andare in due modi. C’è la formula day spa, per qualche ora o per l’intera giornata, su prenotazione e a fasce orarie. Oppure ci si ferma a dormire nell’albergo diffuso, nei casali del podere, con i trattamenti compresi: è quello che ho fatto io, ed è il modo per assaporare davvero il “benessere diffuso” del posto. I prezzi cambiano spesso e secondo la stagione, quindi conviene verificarli al momento direttamente sul sito della struttura.

Cosa mangiare a Sassetta

La cucina di Sassetta è quella del bosco, sostanziosa e sincera. Il piatto identitario è il cinghiale alla sassetana, ma qui si vive di castagne e marroni, di funghi, di zuppe. Se capitate in ottobre trovate le sagre, quella della zuppa, quella delle torte e delle castagne, quella della polenta, con il Palio degli Asini a chiudere la festa.

Da bere, il vino della Val di Cornia DOC, bianco o rosso, e l’olio extravergine di queste colline. Roba semplice e buona, che dopo una camminata nel Poggio Neri o un pomeriggio in piscina termale ha tutto un altro sapore.

Le case coloniche restaurate del podere La Cerreta
Le case coloniche restaurate del podere La Cerreta

Cosa vedere nei dintorni di Sassetta

Sassetta è una base comoda per girare tutta la Val di Cornia. A due passi c’è Suvereto, con la sua Rocca Aldobrandesca e il centro medievale, un altro dei borghi da non perdere. Verso il mare si scende presto a San Vincenzo e alle sue spiagge, e poco più a nord c’è Castagneto Carducci con il viale dei cipressi di Bolgheri.

Per chi cammina, oltre al Monte Calvi e al Poggio Neri, tutta questa fascia di colline è una rete di sentieri tra bosco e vigne, con il mare sempre lì, a portata d’occhio dalle alture. Sassetta, in fondo, è una tessera di tutti i luoghi della Costa degli Etruschi: un buon punto da cui partire per scoprirli con calma.

Le Terme di Sassetta nel verde
Le Terme di Sassetta nel verde

Informazioni pratiche: come arrivare e quando andare

Come arrivare in auto. Si percorre la SS1 Aurelia fino all’uscita di Donoratico, poi si sale lungo la strada provinciale per una decina di chilometri fino a Sassetta. È una bella strada che si inerpica nel bosco.

Come arrivare in treno. La stazione più vicina è quella di Campiglia Marittima, in località Venturina Terme, sulla linea tirrenica; da lì si prosegue in auto. Per le terme della Cerreta, trattandosi di un podere isolato nei boschi, l’auto è praticamente indispensabile.

Dove parcheggiare. Il borgo è minuscolo e in gran parte pedonale: l’auto si lascia ai margini del centro e si entra a piedi, tanto in pochi minuti si è già dappertutto.

Quando andare. L’autunno è la stagione più bella, con il foliage del Poggio Neri, le castagne e le sagre di ottobre. Ma le terme si godono tutto l’anno, e anzi d’inverno, con l’acqua calda e il bosco intorno, hanno una marcia in più.

Domande frequenti su Sassetta e le sue terme

A cosa fanno bene le Terme di Sassetta?

Le acque della Cerreta sono salso-solfato-calciche e sgorgano a circa 51°C. Sono indicate per l’apparato respiratorio, per la pelle e per ossa e muscoli. Ma non serve un disturbo per frequentarle: il relax fa bene a chiunque.

Cosa portare alle terme di Sassetta?

Il costume, le ciabatte da piscina e l’accappatoio (spesso forniti nei pacchetti, ma meglio verificare). Per il resto, voglia di rallentare: il telefono quassù prende poco, ed è parte del bello.

Si può andare alle terme solo per qualche ora?

Sì, c’è la formula day spa per qualche ora o per la giornata intera, su prenotazione. In alternativa ci si ferma a dormire nell’albergo diffuso del podere. I prezzi variano con la stagione, conviene controllarli sul sito della struttura.

Dove si trova Sassetta?

Sassetta è un borgo della Val di Cornia, in provincia di Livorno, a 330 metri di altitudine nell’entroterra della costa degli Etruschi, vicino a Suvereto. Le terme si trovano poco fuori dal paese, nel podere La Cerreta immerso nei boschi.

Cosa vedere a Sassetta?

Il centro storico medievale con il Castello Montalvo e la chiesa di Sant’Andrea, il Parco Forestale di Poggio Neri con il suo Museo del Bosco e le carbonaie, e naturalmente le terme. È un borgo da vivere con calma, in una giornata.

Come arrivare a Sassetta?

In auto dalla SS1 Aurelia, uscita Donoratico, poi una decina di chilometri di strada nel bosco. La stazione ferroviaria più vicina è Campiglia Marittima; da lì si prosegue in auto. Sassetta è uno di quei posti dove non succede niente, ed è proprio per questo che ci si torna. Un borgo piccolo, un bosco grande e un’acqua calda che scorre da secoli. Se cercate un weekend per staccare davvero, fidatevi di un toscano che c’è arrivato tardi: salite a Sassetta, e lasciate che il telefono non prenda.

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