Isola del Giglio: cosa vedere tra Castello, Campese e le spiagge più belle

C’è un momento preciso, quando il traghetto lascia Porto Santo Stefano e punta verso il largo, in cui l’Isola del Giglio smette di essere un nome sulla cartina e diventa una montagna di granito che cresce davanti agli occhi. Isola del Giglio cosa vedere fu la domanda che mi feci io la prima volta, con Ornella accanto sul ponte e Piera e John che fotografavano il faraglione di Campese ancora lontano. Pensavamo a un’isola di sole spiagge, e invece ci siamo ritrovati a salire fino a un borgo medievale chiuso dentro le mura, a bere un bianco coltivato a picco sul mare e a tornarci una seconda volta apposta.

Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: in questa guida vi porto a scoprire il Giglio con calma, dal porto colorato al castello in cima all’isola, da Campese alle calette di granito, con tutti i consigli pratici su traghetti, auto e periodo migliore. È la seconda isola più grande dell’Arcipelago Toscano dopo l’Elba, e merita molto più della mezza giornata che in tanti le concedono. Se invece cercate il quadro dell’arcipelago intero, vi rimando alla nostra guida sull’Isola d’Elba, la sorella maggiore di queste acque.

Dov’è l’Isola del Giglio e com’è fatta

Il Giglio sta in provincia di Grosseto, in piena Maremma, proprio di fronte al promontorio dell’Argentario: il traghetto da Porto Santo Stefano impiega all’incirca un’ora. È un’isola di granito, montuosa e verde, con la vetta del Poggio della Pagana che tocca i 496 metri. Non aspettatevi una pianura: qui si sale e si scende sempre, e questo è esattamente il suo bello.

La cosa da capire subito è che il Giglio vive su tre paesi soltanto, ognuno con un carattere suo: Giglio Porto sul mare, dove si sbarca; Giglio Castello in cima, il borgo medievale; e Giglio Campese sul versante opposto, la grande baia delle vacanze. Una strada e una linea di bus li collegano tutti e tre, e in pochi minuti si passa dal porto alla montagna al tramonto sul mare. Il Comune comprende anche l’isola di Giannutri, più a sud, ma quella è un’altra escursione.

Giglio Porto: l’arrivo e le case color pastello

Isola del Giglio cosa vedere a Giglio Porto. È la prima immagine dell’isola, ed è una bella immagine: un mezzo cerchio di case dipinte di rosa, giallo e terracotta che si specchiano nell’acqua, le barche dei pescatori, i ristoranti sul molo. Qui si arriva, qui si riparte, e qui conviene fermarsi a mangiare il pesce appena sbarcato prima di salire verso il resto dell’isola.

isola del giglio cosa vedere
Isola del Giglio Porto

Sopra il paese vigila la Torre del Saraceno, una delle torri di avvistamento che difendevano l’isola dalle incursioni dei pirati. E pochi sanno che il Giglio era abitato già in epoca romana: alla località I Castellari restano i ruderi di una villa romana con la sua peschiera, segno che il fascino di queste acque non l’abbiamo scoperto noi.

Una parola, qui, va detta con misura. È davanti a Giglio Porto che la notte del 13 gennaio 2012 naufragò la Costa Concordia, contro gli scogli delle Scole: trentadue persone persero la vita. Il relitto fu raddrizzato nel settembre 2013 e rimosso dall’isola nell’estate del 2014, per poi essere smantellato a Genova negli anni successivi. Oggi il mare davanti al porto è di nuovo limpido e non resta nulla da “vedere”, ed è giusto così. Lo ricordo qui non come attrazione, ma perché di quei giorni i gigliesi vanno ricordati per una cosa sola: spalancarono le case e accolsero i naufraghi nella notte. Quello sì, è il Giglio.

Giglio Castello: cosa vedere nel borgo medievale

Se c’è un motivo per cui dico a tutti di non liquidare il Giglio come “un’isola da spiaggia”, quel motivo è Giglio Castello. Il borgo se ne sta arroccato a 405 metri d’altezza, in cima all’isola, chiuso dentro una cinta di mura medievali: ci si arriva in bus dal porto in un quarto d’ora scarso, e quando varcate la porta vi sembra di entrare in un altro tempo.

È un labirinto di vicoli stretti, archi di pietra, scalinate e case di granito addossate le une alle altre, costruito così apposta per difendersi dai pirati. Lo domina la Rocca Aldobrandesca (la trovate citata anche come Rocca Pisana: è lo stesso edificio, di origine aldobrandesca e poi passato sotto Pisa), e al centro c’è la chiesa di San Pietro Apostolo, che custodisce due tesori inattesi per un’isola così piccola: un crocifisso d’avorio attribuito al Giambologna e la reliquia del braccio di San Mamiliano, il patrono dell’isola.

Salite all’ora del tramonto, se potete: dalle mura lo sguardo corre fino all’Argentario e, nelle giornate limpide, fino al Monte Amiata. E fermatevi a cena in uno dei localini del borgo, perché è quassù che il Giglio dà il meglio anche a tavola.

Isola del Giglio cosa vedere: Campese e la baia e il faraglione

Sul versante nord-occidentale dell’isola si apre Giglio Campese, la baia più ampia e la località balneare per eccellenza. La riconoscete da due sentinelle: il Faraglione, un monolite di granito che spunta dall’acqua a un’estremità della baia, e la torre medicea cinquecentesca all’altra. In mezzo, la spiaggia più grande del Giglio, di sabbia scura e ferrosa, che al tramonto si accende di rosa.

isola del giglio campese
Isola del Giglio Campese

Campese è il posto giusto se cercate i servizi: stabilimenti, noleggio di pedalò e canoe, diving, ristoranti. È anche il punto di partenza più comodo per le immersioni e per il giro dell’isola in barca. Dal porto ci si arriva in bus in un quarto d’ora circa.

Le spiagge dell’Isola del Giglio

Le spiagge vere e proprie al Giglio sono poche e una diversa dall’altra, perché la costa è quasi tutta di roccia e scogliera. Ve le riassumo come le racconto agli amici, con il pregio e il difetto di ciascuna.

  • Campese: la più grande, l’unica spiaggia “comoda” con tutti i servizi, ottima per le famiglie. Sabbia scura, acqua che digrada dolce.
  • Cannelle: sabbia chiara e mare turchese, a sud di Giglio Porto. Si raggiunge a piedi, in bus o con il taxi-boat; è la più “cartolina” dell’isola.
  • Arenella: a nord del porto, piccola e graziosa, con una passerella e un fondale basso adatto ai bambini. Ci si arriva in auto, scooter, bus (poi una camminata) o via mare.
  • Caldane: la perla selvaggia, sabbia dorata e niente servizi. Si raggiunge solo a piedi, con un sentiero di una ventina di minuti dalle Cannelle, oppure via mare. Portatevi acqua e ombra.

Per il resto, il Giglio si gode soprattutto dagli scogli e dalle calette che si scoprono in barca. Se le isole le amate per le spiagge, vi piacerà anche la nostra guida alle spiagge dell’Isola d’Elba: tutto un altro genere di costa, lì.

Cosa fare all’Isola del Giglio oltre alle spiagge

Qui casca l’asino di tante guide, che dell’isola raccontano solo il bagno. Il Giglio, invece, è un piccolo paradiso per chi cammina e per chi va sott’acqua.

Trekking e sentieri. L’isola è attraversata da una rete fitta di sentieri tra la macchia mediterranea, i vigneti terrazzati e gli affioramenti di granito. Il più bello, secondo me, è quello che scende fino al faro del Capel Rosso, all’estremità sud: una quarantina di minuti di cammino con il mare aperto davanti e, nelle giornate terse, la sagoma di Giannutri all’orizzonte. Andateci la mattina presto o nel tardo pomeriggio, non sotto il sole di mezzogiorno.

isola del giglio trekking
Isola del Giglio: cosa vedere tra Castello, Campese e le spiagge più belle 4

Diving e snorkeling. I fondali del Giglio sono tra i più limpidi dell’arcipelago, e non a caso uno dei primi risultati quando si cerca l’isola è un centro immersioni. Si scende su pareti di granito, praterie di posidonia e qualche relitto storico al largo. Anche solo con maschera e pinne, dalle scogliere, lo spettacolo è assicurato.

Il granito. Vi sembrerà strano metterlo tra le “cose da vedere”, ma il granito è l’anima di quest’isola: ci sono costruite le case, le mura del Castello, e restano le tracce delle vecchie cave da cui per secoli si è estratta la pietra. Camminando lo notate ovunque, ed è una di quelle cose che, una volta capite, vi cambiano lo sguardo sul paesaggio.

L’Ansonaco e la tavola: il Giglio nel bicchiere

Non lasciate il Giglio senza aver assaggiato il suo vino. L’Ansonaco (l’Ansonica dell’isola) è un bianco dal carattere deciso, frutto di una viticoltura eroica: le vigne crescono su terrazze a picco sul mare, sostenute da muretti a secco, dove ogni grappolo si raccoglie a mano e a fatica. Rientra nella DOC Ansonica Costa dell’Argentario, ma al Giglio è una cosa quasi domestica, fatta da poche famiglie.

Tra i vigneti cercate i palmenti: sono vasche scavate nel granito, vecchie di secoli, dove un tempo l’uva si pigiava e si vinificava sul posto. Si coltiva anche un po’ di Aleatico, da passito, e il pesce dell’isola è tutelato da un presidio Slow Food. La schiaccia, il pesce alla griglia, un bicchiere di Ansonaco al tramonto: ecco la cena che vi consiglio, magari proprio su a Giglio Castello.

Come arrivare e come muoversi all’Isola del Giglio

Al Giglio si arriva solo via mare, dal porto di Porto Santo Stefano, all’Argentario. Le compagnie sono Maregiglio e Toremar, la traversata dura all’incirca un’ora e in alta stagione le corse sono frequenti (anche una dozzina al giorno), mentre fuori stagione si riducono a poche. Gli orari e le tariffe cambiano di mese in mese: controllate sempre i siti ufficiali delle compagnie prima di partire e, d’estate, prenotate per tempo.

Sull’isola un servizio di bus di linea collega Giglio Porto, Giglio Castello e Campese con corse regolari, anche serali in estate. Ci sono pochi taxi (meglio prenotarli) e, nei mesi caldi, un taxi-boat che porta alle calette raggiungibili solo via mare.

E veniamo alla domanda che mi fanno tutti: conviene portare l’auto? La mia risposta è no, salvo casi particolari. L’isola è piccola e il bus copre l’essenziale; soprattutto, nei periodi di punta dell’estate vige il divieto di sbarco dei veicoli per i non residenti, con obbligo di soggiorno minimo e autocertificazione. Le date precise del divieto vengono fissate ogni anno con un’ordinanza del Comune, quindi verificatele prima di prenotare il traghetto: rischiate di trovarvi con l’auto bloccata sulla terraferma. Per qualche giorno di mare, lasciatela a Porto Santo Stefano e godetevi l’isola a piedi e in bus.

Quando andare e quanto tempo serve

Il Giglio dà il meglio da maggio a settembre, quando i servizi sono tutti attivi e il mare è caldo. I mesi che preferisco, però, sono quelli di spalla: maggio, giugno e settembre, con il clima mite, i prezzi più umani e senza la ressa di agosto (quando, oltretutto, scatta il divieto auto). Luglio e agosto sono pieni e vivaci, ma vanno organizzati con anticipo.

Quanto tempo serve? In una giornata si vede l’essenziale, ma è una corsa. Il mio consiglio, per godersela davvero, è di fermarsi due o tre giorni: uno per il porto e le spiagge, uno per Giglio Castello e un sentiero, uno per il mare in barca o un’escursione a Giannutri. È un’isola piccola, ma è fatta apposta per rallentare.

Domande frequenti sull’Isola del Giglio

Quanto tempo serve per visitare l’Isola del Giglio?

In una sola giornata si vedono Giglio Porto, una spiaggia e una salita veloce a Giglio Castello, ma è di corsa. Per goderla con calma, tra paesi, spiagge e un sentiero, contate due o tre giorni.

Come si arriva all’Isola del Giglio?

Solo in traghetto, da Porto Santo Stefano (Argentario), con le compagnie Maregiglio e Toremar. La traversata dura circa un’ora. Orari e tariffe variano con la stagione: verificate i siti ufficiali e in estate prenotate in anticipo.

Conviene portare l’auto all’Isola del Giglio?

In genere no. L’isola è piccola e si gira bene con il bus di linea, e nei periodi di punta dell’estate c’è il divieto di sbarco dei veicoli per i non residenti, con regole fissate ogni anno dal Comune. Per pochi giorni, conviene lasciare l’auto a Porto Santo Stefano.

Cosa vedere assolutamente all’Isola del Giglio?

Le tre tappe imperdibili sono Giglio Castello (il borgo medievale in cima all’isola), Giglio Porto con le sue case colorate e la baia di Giglio Campese con il faraglione. Aggiungete una spiaggia e, se potete, il sentiero del faro del Capel Rosso.

Qual è la spiaggia più bella dell’Isola del Giglio?

Campese è la più grande e attrezzata, ideale per le famiglie. Cannelle è la più fotografata, con sabbia chiara e mare turchese. Caldane è la più selvaggia e si raggiunge solo a piedi o via mare.

Si gira l’Isola del Giglio a piedi?

I tre paesi sono collegati dal bus di linea, perché tra porto, castello e Campese ci sono salite impegnative. Le spiagge e i sentieri, invece, si raggiungono volentieri a piedi: l’isola è piccola e fatta per camminare.

Cos’è il vino Ansonaco dell’Isola del Giglio?

È il vino bianco tipico dell’isola, ottenuto dall’uva Ansonica coltivata su terrazze a picco sul mare, una viticoltura “eroica”. Cercate anche i palmenti, le antiche vasche di granito dove si pigiava l’uva, e provatelo a cena con il pesce.

Cosa è successo alla Costa Concordia all’Isola del Giglio?

La nave da crociera Costa Concordia naufragò davanti a Giglio Porto la sera del 13 gennaio 2012, causando 32 vittime. Il relitto fu raddrizzato nel 2013, rimosso dall’isola nel 2014 e smantellato negli anni seguenti. Oggi non resta nulla da vedere e il luogo va trattato con rispetto.

Qual è il periodo migliore per andare all’Isola del Giglio?

Da maggio a settembre, con i servizi tutti attivi. I mesi migliori sono quelli di spalla, maggio, giugno e settembre, per clima mite, meno folla e nessun divieto auto. Luglio e agosto sono pieni e vanno organizzati con anticipo.

Per cosa è famosa l’Isola del Giglio?

Il Giglio è famoso prima di tutto per il mare: acque cristalline e fondali tra i più limpidi dell’Arcipelago Toscano, amati da chi fa snorkeling e immersioni. È nota anche per il borgo medievale di Giglio Castello, arroccato dentro le mura, e per il suo vino, l’Ansonaco, coltivato a terrazze sul mare. Al grande pubblico, purtroppo, il nome dell’isola resta legato al naufragio della Costa Concordia del 2012: una pagina dolorosa che i gigliesi hanno attraversato con grande dignità, accogliendo i naufraghi nella notte.

Il Giglio, da portare a casa

Il Giglio non è l’isola dei grandi numeri: è quella che ti entra dentro piano, tra una salita al Castello e un bicchiere di Ansonaco guardando il mare. Noi ci siamo arrivati per le spiagge e siamo ripartiti con la voglia di tornarci fuori stagione, quando i gigliesi se la riprendono tutta per loro. Se amate le isole toscane, dopo il Giglio vi consiglio di salire un gradino e scoprire l’Isola d’Elba con i suoi borghi: una di queste è Marina di Campo, e tra spiagge e paesi c’è da riempire un’intera estate.

Come al solito, partite informati e lasciate spazio all’imprevisto: è lì che nascono i viaggi che poi si raccontano.

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