L’arcipelago toscano io me lo porto dentro da una vita, anche quando non ci avevo ancora messo piede. Abito in Versilia, e nelle giornate di tramontana, quando l’aria si pulisce e il mare diventa quella lastra di metallo che solo certi inverni sanno regalare, dalla mia costa si vedono le sagome scure delle isole là in fondo. Per anni le ho guardate solo con gli occhi, immaginandomele. Poi, un’estate dopo l’altra, io e Ornella abbiamo cominciato a raggiungerle davvero, con Piera e John, una traversata alla volta. E ogni isola si è rivelata un mondo a sé.
Lo scrivo subito, perché è il senso di questa guida e vale qui più che altrove il mio motto di sempre: l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. L’arcipelago toscano, cioè quelle che molti chiamano semplicemente le isole toscane, non è un posto solo. Sono sette isole diversissime tra loro, alcune che ti accolgono a braccia aperte e altre dove ci si entra col contagocce, su prenotazione, quasi in punta di piedi. Sbagliare destinazione, o presentarsi a un imbarco senza sapere le regole, è il modo più sicuro per rovinarsi la vacanza. Qui ho messo in fila tutto quello che serve sapere prima di partire: quali sono le sette isole, quali si possono visitare e come, come si arriva, quanti giorni servono e come abbinarne più di una, e soprattutto quale scegliere in base al viaggiatore che siete.

In breve
L’arcipelago toscano è formato da sette isole maggiori nel mar Tirreno, tra la Toscana e la Corsica: Elba, Giglio, Capraia, Pianosa, Giannutri, Montecristo e Gorgona. Tre sono ad accesso libero e si raggiungono in traghetto di linea (Elba da Piombino, Giglio da Porto Santo Stefano, Capraia da Livorno); le altre quattro sono protette e contingentate, da prenotare in anticipo (Pianosa e Giannutri si visitano in giornata, Gorgona e Montecristo solo con escursioni guidate del Parco). Tutto l’arcipelago è Parco Nazionale dal 1996, il più grande parco marino d’Europa, e Riserva della Biosfera UNESCO. Per una vacanza di mare scegliete l’Elba (la più grande e completa, ideale per famiglie e prima volta) o il Giglio (mare cristallino e borgo); per natura e trekking Capraia; per una gita diversa Pianosa o Giannutri. All’Elba serve almeno una settimana, alle isole minori bastano pochi giorni o una giornata. Periodo migliore: giugno e settembre.
Indice dell’Articolo
Arcipelago Toscano: dove si trova e cosa lo rende speciale
L’arcipelago toscano è il gruppo di isole sparse nel mar Tirreno settentrionale, davanti alla costa della Toscana, tra la terraferma e la Corsica. Sono sette le isole maggiori, da nord a sud Gorgona, Capraia, l’Elba, Pianosa, Montecristo, il Giglio e Giannutri, a cui si aggiunge una costellazione di isolotti e scogli minori, come Cerboli e Palmaiola nel Canale di Piombino o il solitario Scoglio d’Africa a ovest di Montecristo. Amministrativamente le isole si dividono tra due province: l’Elba, Capraia, Pianosa, Montecristo e Gorgona stanno in provincia di Livorno, mentre il Giglio e Giannutri appartengono alla provincia di Grosseto, nel comune di Isola del Giglio, già un pezzo di Maremma. Sono una delle anime di mare di questa regione: se cercate anche il resto, dalle città d’arte alle colline, trovate tutto nella nostra guida su cosa vedere in Toscana.
C’è una cosa che lega tutte e sette le isole, ed è la ragione per cui sono rimaste così belle: dal 1996 fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d’Europa, con quasi 600 chilometri quadrati di mare protetto e circa 180 di terra. Non è un’etichetta da depliant: è un sistema di tutele che ha protetto fondali, fauna e paesaggi dalla cementificazione che altrove ha rovinato le coste. Dal 2003 l’arcipelago è anche Riserva della Biosfera del programma MAB dell’UNESCO con il nome di “Isole di Toscana”, riconoscimento che mette insieme le sette isole, un’ampia porzione di mare e decine di siti naturali protetti. Tradotto per il viaggiatore: qui si viene per la natura, e la natura qui conta più del turismo.
C’è poi un racconto che mi piace ripetere, a patto di dirlo per quello che è. Si narra che le sette isole siano le perle di una collana di Venere: la dea, sorgendo dal mare, l’avrebbe lasciata cadere, e le perle sparse sull’acqua sarebbero diventate le isole. È un’immagine bellissima, ma onestà vuole che lo precisi: non è un mito antico tramandato dai classici, è una leggenda moderna, di sapore turistico, nata probabilmente nel secolo scorso. La racconto volentieri davanti a un tramonto, non in un libro di storia. Le sette perle, comunque, esistono per davvero, e adesso ve le presento una per una.
Le 7 isole dell’Arcipelago Toscano in breve
Prima di entrare nel dettaglio di ciascuna, ecco il quadro d’insieme che a me sarebbe servito avere sotto gli occhi prima di organizzare i nostri viaggi: ogni isola con la sua estensione, il tipo di accesso, da dove ci si imbarca e per quale tipo di vacanza è più adatta. È la tabella che ho sempre cercato e non ho mai trovato già pronta.
| Isola | Estensione | Accesso | Si parte da | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Isola d’Elba | ~223 km² (la più grande) | Libero | Piombino | Famiglie, prima volta, mare e relax |
| Isola del Giglio | ~21 km² | Libero | Porto Santo Stefano | Mare cristallino, borgo, vita serale |
| Capraia | ~19 km² | Libero | Livorno | Trekking, natura selvaggia, immersioni |
| Pianosa | ~10 km² | Numero chiuso, su prenotazione | Marina di Campo (Elba), Piombino | Natura protetta, snorkeling, silenzio |
| Giannutri | ~2,6 km² | Sbarco regolato, interno con guida | Porto Santo Stefano | Archeologia, sub, gita in giornata |
| Montecristo | ~10 km² | Riserva integrale, pochi permessi/anno | Piombino o P. S. Stefano (escursioni) | Esperienza rara, natura intatta |
| Gorgona | ~2,2 km² (la più piccola) | Solo visita guidata, su prenotazione | Livorno (escursioni) | Visita unica, storia, carcere-isola |
Isola d’Elba, la grande
L’Elba è la regina dell’arcipelago e la terza isola più grande d’Italia dopo Sicilia e Sardegna: oltre duecento chilometri quadrati, sette comuni, circa trentamila abitanti e una varietà di paesaggi che da sola vale un’intera vacanza. Spiagge per ogni gusto, borghi di mare, le miniere, Napoleone, i sentieri di montagna fino al Monte Capanne. È l’isola giusta per chi viene per la prima volta, per le famiglie e per chi vuole tutto a portata di mano. Le ho dedicato due guide complete: una su cosa vedere all’isola d’Elba e una su tutte le spiagge dell’Elba, versante per versante.
Isola del Giglio, il mare cristallino
Seconda per dimensioni tra le minori, il Giglio è l’isola dell’acqua color smeraldo, del Castello arroccato in cima e del porto colorato. È la più mondana tra le piccole, perfetta per chi cerca un mare da cartolina senza rinunciare a un borgo vivo e a qualche locale la sera. Si raggiunge da Porto Santo Stefano, all’Argentario. Tutto, dalle spiagge ai sentieri, nella guida all’isola del Giglio.
Capraia, la selvaggia
Capraia è l’unica isola di origine vulcanica dell’arcipelago e la più lontana dalla terraferma, a un passo dalla Corsica. Niente spiagge sabbiose: scogliere, calette raggiungibili solo via mare, una rete di sentieri che sale fino al Monte Capo e un mare da immersione tra i più belli del Mediterraneo. È l’isola di chi ama camminare e il silenzio. Ne ho scritto nella guida a Capraia.

Pianosa, la pianeggiante a numero chiuso
Pianosa è un caso a parte: piatta come un tavolo, un tempo colonia penale, oggi si visita solo su prenotazione, a numero contingentato, con l’entroterra accessibile solo accompagnati dalla guida del Parco. In cambio offre una natura intatta, fondali da snorkeling spettacolari e un silenzio che altrove non esiste più. Come organizzarsi nella guida all’isola di Pianosa.
Giannutri, l’isola romana
La più meridionale dell’arcipelago, a forma di mezzaluna, custodisce i resti della Villa Romana dei Domizi Enobarbi affacciata sul mare. Lo sbarco è regolato e l’interno si percorre solo sui sentieri tracciati, con la guida: è l’ideale per una gita in giornata tra archeologia, snorkeling e relitti per i sub. Tutti i dettagli nella guida all’isola di Giannutri.
Montecristo, l’inaccessibile
L’isola del tesoro di Dumas è una Riserva Naturale Integrale dal 1971, una delle aree più protette d’Italia: ci si sbarca solo con un numero rigidissimo di permessi all’anno, in escursioni autorizzate dal Parco, e i bagni sono vietati. Non è una meta da vacanza, è un’esperienza rara per pochi. La racconto nella guida all’isola di Montecristo.
Gorgona, l’isola-carcere
La più piccola e la più settentrionale delle sette è anche l’ultima isola-carcere ancora attiva d’Italia: una colonia penale agricola dove i detenuti coltivano la terra e producono persino un vino. Si visita solo con escursioni guidate, su prenotazione con largo anticipo, e sull’isola foto e cellulari sono vietati. Un luogo che non somiglia a nessun altro, come spiego nella guida all’isola di Gorgona.

Quali isole dell’Arcipelago Toscano si possono visitare (e come si prenota)
Ecco il punto su cui vedo più gente fare confusione, e dove un’informazione sbagliata costa una giornata buttata. Non tutte le isole si visitano allo stesso modo. Tre sono ad accesso libero, quattro sono protette e contingentate, ciascuna con le sue regole e i suoi tempi di prenotazione.
Le tre isole ad accesso libero sono l’Elba, il Giglio e Capraia: ci si arriva con il traghetto di linea, ci si sbarca e ci si muove come si vuole, esattamente come in qualsiasi altra località di mare. Sono le isole della vacanza vera e propria, dove fermarsi giorni o settimane.
Le altre quattro vanno affrontate diversamente, e qui la parola d’ordine è una sola: prenotare per tempo sul sito ufficiale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
- Pianosa si visita su prenotazione, da primavera a inizio autunno, a numero contingentato: nell’entroterra si entra solo accompagnati da una guida del Parco, e dal 2024 si può anche visitare l’ex carcere di massima sicurezza con le guide ufficiali.
- Giannutri consente lo sbarco regolato a Cala Spalmatoio, ma l’interno e la villa romana si percorrono solo sui sentieri segnati, accompagnati dalla guida del Parco.
- Gorgona, essendo un carcere, si visita esclusivamente con escursioni guidate organizzate dal Parco, partendo da Livorno: nel 2026 le prenotazioni si sono aperte a fine febbraio per una trentina di date, con un massimo di 100 visitatori al giorno e l’obbligo di prenotare almeno due settimane prima, fornendo i documenti e rinunciando a foto e telefono.
- Montecristo, infine, è la più rigida di tutte: poche giornate l’anno (nel 2026 una ventina, per circa 1.700 persone in tutto), solo con autorizzazione e accompagnamento, senza possibilità di bagno. Le prenotazioni aprono a inizio anno e i posti vanno esauriti in poche ore.
Attenzione: per Montecristo, Gorgona e Pianosa i calendari, i prezzi e le date di apertura delle prenotazioni cambiano ogni anno e i posti sono pochissimi. Nel 2026 le visite a Montecristo si sono aperte il 9 febbraio (140 euro, ridotto per i residenti delle isole) e quelle a Gorgona il 23 febbraio (55 euro, ridotto per i ragazzi). Prima di organizzare qualsiasi cosa, verificate il calendario aggiornato e prenotate sul sito ufficiale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Come arrivare alle isole dell’Arcipelago Toscano
Alle isole si arriva sempre e solo via mare, e il porto di partenza cambia a seconda della destinazione. Vale la pena tenerlo a mente quando si organizza il viaggio, perché si parte da tre zone diverse della costa toscana: Piombino, Livorno e Porto Santo Stefano. Ecco il quadro, porto per porto.
| Isola | Porto di partenza | Compagnie | Durata indicativa |
|---|---|---|---|
| Elba | Piombino | Moby, Toremar, Blu Navy | ~1 ora per Portoferraio (meno con l’aliscafo) |
| Giglio | Porto Santo Stefano | Toremar, Maregiglio | ~1 ora |
| Capraia | Livorno | Toremar (+ Aquavision dall’Elba in estate) | ~2 ore e 45 |
| Pianosa | Marina di Campo (Elba) e Piombino | Toremar, Aquavision | variabile (in giornata) |
| Giannutri | Porto Santo Stefano | Maregiglio | ~1 ora |
| Montecristo | Piombino o Porto Santo Stefano | escursioni del Parco | solo in giornata, su permesso |
| Gorgona | Livorno | escursioni del Parco | solo in giornata, su prenotazione |
Per l’isola d’Elba ci si imbarca a Piombino: è la tratta più servita dell’arcipelago, con traversate frequenti tutto l’anno verso Portoferraio e scali minori a Rio Marina, Cavo e Porto Azzurro, gestite da più compagnie come Moby, Toremar e Blu Navy. In circa un’ora si è sull’isola. Per il Giglio e per Giannutri il porto di riferimento è Porto Santo Stefano, sul Monte Argentario: da qui parte il traghetto per Giglio Porto, con Toremar e Maregiglio, e la motonave per Giannutri, di norma con Maregiglio. Per Capraia e per le escursioni a Gorgona si parte invece da Livorno: per Capraia c’è il traghetto Toremar dal Porto Mediceo, con una traversata di quasi tre ore, mentre in estate Aquavision propone qualche collegamento stagionale dall’Elba. Pianosa si raggiunge soprattutto dall’Elba, con la motonave da Marina di Campo, e con Toremar da Piombino in giornate stabilite; Montecristo, infine, si visita solo con le escursioni autorizzate, che partono in genere da Piombino con scalo all’Elba o da Porto Santo Stefano con scalo al Giglio.
E per arrivare ai porti? Piombino ha la sua stazione (Piombino Marittima) proprio davanti agli imbarchi, raggiungibile in treno da Pisa e Firenze con cambio a Campiglia Marittima; in auto si esce dalla SS1 Aurelia, comoda da Firenze con la superstrada e da Roma o Milano lungo l’autostrada tirrenica. Livorno è ancora più semplice: stazione sulla linea tirrenica, aeroporto di Pisa a una ventina di chilometri, porto in centro città. Porto Santo Stefano si raggiunge scendendo alla stazione di Orbetello-Monte Argentario sulla linea Roma-Grosseto, con il bus per il porto, oppure in auto dalla SS1 Aurelia: da Roma sono poco più di due ore. L’aeroporto più comodo per tutto l’arcipelago è quello di Pisa, con Firenze e Roma come alternative a seconda di dove iniziate il viaggio.
Info pratica: orari, tariffe e numero di corse cambiano molto tra alta e bassa stagione, e per le isole d’Elba e Giglio il prezzo dipende anche dal fatto di imbarcare o no l’auto. Nei fine settimana di luglio e agosto i traghetti per l’Elba si riempiono: prenotate con largo anticipo e verificate gli orari aggiornati sui siti delle compagnie (moby.it, toremar.it, maregiglio.it) prima di partire.

Quanti giorni servono e come combinare più isole
La domanda che ci facciamo tutti quando si guarda la mappa è se si possano vedere più isole in un solo viaggio. La risposta onesta è che dipende da quali, perché le distanze e soprattutto le regole d’accesso cambiano tutto. Ve lo dico come lo ragiono io quando organizziamo le nostre traversate.
L’Elba è un viaggio a sé: è grande, ha sette comuni e decine di spiagge, e merita almeno una settimana per non ridursi a una corsa. Da lì, però, si può rubare una giornata a Pianosa, che si raggiunge proprio da Marina di Campo: è l’abbinamento più naturale, una settimana di mare all’Elba con una gita nell’isola protetta nel mezzo. Chi ha solo un weekend lungo può comunque farsi un assaggio dell’Elba, concentrandosi su una zona sola.
Il Giglio si gode bene in tre o quattro giorni, e da Porto Santo Stefano o dal Giglio stesso si abbina facilmente a Giannutri in giornata: è il classico mini-tour del sud dell’arcipelago, magari tenendo come base l’Argentario, che è terraferma ma a due passi dagli imbarchi. Capraia chiede più impegno per arrivarci, quindi se la scegliete vale la pena fermarsi tre o quattro giorni e viverla con calma tra sentieri e barca; in alta stagione, però, si può anche toccare in giornata dall’Elba con i collegamenti stagionali. Gorgona e Montecristo, infine, non sono mete da soggiorno: sono escursioni di una giornata, da incastonare in una vacanza che ha base altrove, sull’Elba o sulla costa.
Cosa fare tra le isole dell’arcipelago
- Gite ed escursioni in barca per scoprire le calette e le isole raggiungibili solo dal mare.
- Snorkeling e immersioni nei fondali protetti del Parco, tra i più belli del Tirreno.
- Tour in giornata verso le isole minori e visite guidate alle aree protette.
- Trekking sui sentieri di Capraia, dell’Elba e del Giglio.
Dove dormire nell’arcipelago: quale base scegliere
- Isola d’Elba: la base più completa e versatile, con strutture di ogni tipo e prezzo; ideale per una vacanza di mare e per le gite a Pianosa e Montecristo.
- Isola del Giglio: per chi vuole dormire sull’isola del mare smeraldo, tra Giglio Porto, Castello e Campese.
- Monte Argentario (Porto Santo Stefano): terraferma comoda come base per Giglio e Giannutri, con più scelta fuori stagione.
- Capraia: poche strutture nel paese-porto, da prenotare con anticipo perché vanno a ruba.
Quale isola scegliere: trova la tua
Veniamo alla domanda che mi fanno tutti: “Paolo, ma quale isola scelgo?”. La risposta onesta è che dipende da chi siete e da cosa cercate, perché qui ogni isola ha un carattere preciso. Ecco come la vedo io, dopo averle girate.
Se viaggiate in famiglia, con i bambini, o è la vostra prima volta nell’arcipelago, scegliete l’Elba: ha tutto, spiagge per ogni esigenza, servizi, cose da fare anche col mare mosso, e non vi annoierete mai. Se cercate il mare più cristallino e un borgo vivace dove fare anche un po’ di vita la sera, il Giglio è l’isola giusta, con quel suo colore d’acqua che resta negli occhi.
Se siete tipi da trekking, natura selvaggia e silenzio, e il vostro mare ideale è una caletta a picco raggiunta a piedi o in barca, allora è Capraia che fa per voi. Se invece il sogno è una giornata nella natura più protetta, tra fondali da snorkeling e nessuna folla, puntate su Pianosa, mettendo in conto la prenotazione.
Se vi muove la storia e l’archeologia, e vi piace l’idea di una gita in giornata diversa dal solito, Giannutri con la sua villa romana sul mare è una piccola perla. E se cercate l’esperienza più unica e rara di tutte, qualcosa da raccontare per anni, allora sono le due isole più difficili a chiamarvi: Gorgona, con la sua storia di carcere e riscatto, e Montecristo, il regno della natura intatta che pochissimi vedranno mai.

Quando andare nell’Arcipelago Toscano
La stagione delle isole va da fine aprile a ottobre, con il cuore in piena estate. Luglio e agosto sono i mesi del mare più caldo e di tutti i collegamenti attivi, ma anche dell’affollamento, dei traghetti pieni e dei prezzi più alti: se ci andate allora, prenotate tutto con largo anticipo, traghetto compreso.
Il mio consiglio, da chi le isole le ha viste in più stagioni, è puntare su giugno e settembre: il mare è già o ancora caldo, le giornate sono lunghe, i sentieri si camminano senza morire di caldo e c’è molta meno gente. La primavera è splendida per chi viene soprattutto a camminare, con le isole in fiore, mentre in pieno inverno molte strutture e collegamenti minori si fermano, e le isole tornano a essere quel mondo silenzioso che si intravede dalla costa nelle giornate di tramontana. Tenete presente una cosa per le isole protette: le visite guidate a Pianosa, Montecristo e Gorgona seguono calendari stagionali precisi, di solito da primavera a inizio autunno, quindi vanno verificate e prenotate per tempo.

Storia, natura e sapori dell’arcipelago
C’è un filo che attraversa tutte e sette le isole, ed è quello che mi ha fatto innamorare dell’arcipelago più ancora del suo mare. È una storia lunga, fatta di passaggi diversi. Gli etruschi e i romani ci venivano per il ferro dell’Elba, che ha alimentato fornaci e fortune per secoli, e lasciavano ville di villeggiatura come quella dei Domizi Enobarbi a Giannutri. Sull’Elba, nel 1814, arrivò in esilio Napoleone, che in quei pochi mesi da imperatore di un’isola lasciò residenze e strade ancora oggi visitabili. Montecristo regalò a Dumas il nome del suo conte e il mito del tesoro nascosto, mentre le isole più isolate, da Pianosa a Gorgona, sono state per decenni colonie penali: una storia dura che a Gorgona continua ancora, trasformata però in un modello di reinserimento attraverso il lavoro della terra.
La natura, qui, è la vera regina. Il mare dell’arcipelago fa parte del grande corridoio dei cetacei del Mediterraneo, ed è uno dei tratti dove con un po’ di fortuna, durante un’escursione in barca, si avvistano delfini e, più al largo, balenottere. I fondali protetti, le scogliere di Capraia, le secche di Giannutri sono tra i posti più amati da chi fa snorkeling e immersioni in Italia. E poi ci sono i sapori: l’Elba ha il suo vino dolce, l’Aleatico, e una tradizione di cucina di mare e di miniera; persino Gorgona, grazie a un progetto che fa lavorare i detenuti, produce un vino raro e ricercato. Andare nell’arcipelago e fermarsi solo in spiaggia, insomma, è un peccato: queste isole vanno anche ascoltate.
Info essenziali
- Dove si trova: nel mar Tirreno settentrionale, tra la costa toscana e la Corsica; province di Livorno e Grosseto.
- Quante isole: 7 maggiori (Elba, Giglio, Capraia, Pianosa, Giannutri, Montecristo, Gorgona) più isolotti e scogli.
- Come arrivare: in traghetto da Piombino (Elba), Porto Santo Stefano (Giglio e Giannutri) e Livorno (Capraia e Gorgona).
- Accesso libero: Elba, Giglio, Capraia. Su prenotazione: Pianosa, Giannutri, Gorgona, Montecristo.
- Quando andare: da fine aprile a ottobre; meglio giugno e settembre.
- Tutela: Parco Nazionale dal 1996, Riserva della Biosfera UNESCO “Isole di Toscana” dal 2003.
Domande frequenti sull’Arcipelago Toscano
Quali sono le 7 isole dell’Arcipelago Toscano?
Le sette isole maggiori dell’arcipelago toscano sono l’isola d’Elba, l’isola del Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona. L’Elba è la più grande, Gorgona la più piccola e settentrionale, Giannutri la più meridionale. A queste sette si aggiungono numerosi isolotti e scogli minori.
Quante isole conta in tutto l’Arcipelago Toscano?
Le isole maggiori sono sette, ma l’arcipelago comprende anche una serie di isolotti, scogli e secche di varia dimensione, come Cerboli e Palmaiola nel Canale di Piombino e lo Scoglio d’Africa a ovest di Montecristo. Non esiste un conteggio ufficiale univoco di tutti gli elementi minori: di solito si parla delle sette isole principali più una costellazione di scogli.
Quali isole dell’Arcipelago Toscano si possono visitare liberamente?
Le tre isole ad accesso libero sono l’isola d’Elba, l’isola del Giglio e Capraia: si raggiungono con il traghetto di linea e si visitano senza limitazioni. Pianosa, Giannutri, Gorgona e Montecristo sono invece protette e ad accesso regolato, con visite contingentate e in vari casi solo guidate, da prenotare in anticipo sul sito del Parco Nazionale.
Come si prenota la visita a Montecristo?
La visita a Montecristo si prenota online sul sito ufficiale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Le date sono pochissime, una ventina l’anno per circa 1.700 persone in totale, e le prenotazioni aprono a inizio anno (nel 2026 il 9 febbraio): i posti si esauriscono in poche ore. La visita è accompagnata, costa intorno ai 140 euro e non prevede la balneazione. Conviene verificare il calendario aggiornato sul sito del Parco.
Come si visita l’isola di Gorgona?
Gorgona, essendo una colonia penale, si visita solo con escursioni guidate organizzate dal Parco Nazionale, in partenza da Livorno. Le date sono limitate e vanno prenotate online con anticipo (nel 2026 le prenotazioni si sono aperte il 23 febbraio), con un massimo di 100 visitatori al giorno e l’obbligo di prenotare almeno due settimane prima fornendo i documenti. Sull’isola non si possono usare macchine fotografiche e cellulari.
Quanti giorni servono per visitare l’Arcipelago Toscano?
Dipende dall’isola. Per l’Elba serve almeno una settimana, vista la sua grandezza; il Giglio si gode in tre o quattro giorni, abbinabili a una gita a Giannutri; Capraia merita tre o quattro giorni o una gita in giornata dall’Elba; Pianosa, Gorgona e Montecristo si visitano in giornata. Non si vedono tutte e sette in un solo viaggio: di solito se ne sceglie una come base e si aggiunge qualche escursione.
Quali isole toscane si possono visitare in giornata?
In giornata si visitano soprattutto Pianosa e Giannutri (con la prenotazione), oltre alle escursioni guidate a Gorgona e Montecristo organizzate dal Parco. Anche Capraia, in estate, è raggiungibile in giornata dall’Elba con i collegamenti stagionali. Elba e Giglio, invece, danno il meglio con un soggiorno di più giorni.
Qual è l’isola più bella dell’Arcipelago Toscano?
Non c’è una risposta sola, perché ogni isola ha un’anima diversa. L’Elba è la più completa e adatta a tutti, il Giglio ha il mare più cristallino, Capraia è la più selvaggia, Pianosa e Montecristo sono le più incontaminate, Giannutri unisce mare e archeologia, Gorgona è un’esperienza unica. L’isola più bella è quella che corrisponde al viaggio che cercate.
Qual è l’isola dell’Arcipelago Toscano più adatta alle famiglie?
L’isola d’Elba è la scelta migliore per le famiglie e per chi visita l’arcipelago per la prima volta: è la più grande e attrezzata, ha spiagge per ogni esigenza, servizi diffusi e moltissime cose da fare, ed è anche la più facile e veloce da raggiungere, con traghetti frequenti da Piombino tutto l’anno.
A quale regione e a quali province appartiene l’Arcipelago Toscano?
L’arcipelago toscano appartiene alla regione Toscana ed è diviso tra due province. L’isola d’Elba, Capraia, Pianosa, Montecristo e Gorgona sono in provincia di Livorno; l’isola del Giglio e Giannutri sono in provincia di Grosseto, nel comune di Isola del Giglio.
In che mare si trova l’Arcipelago Toscano?
Le isole si trovano nel mar Tirreno settentrionale, nel tratto di mare compreso tra la costa della Toscana e la Corsica, in parte affacciato verso il mar Ligure a nord. Tutta l’area fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Cos’è il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano?
È l’area protetta istituita nel 1996 che comprende le sette isole maggiori e il mare circostante: è il più grande parco marino d’Europa e dal 2003 è anche Riserva della Biosfera MAB dell’UNESCO con il nome di “Isole di Toscana”. Il Parco tutela fondali, fauna, flora e paesaggi, e regola la fruizione delle isole più delicate.
Che differenza c’è tra un’isola e un arcipelago?
Un’isola è una singola porzione di terra circondata dal mare; un arcipelago è un gruppo di più isole vicine, considerate insieme come un unico insieme geografico. L’arcipelago toscano, per esempio, è formato dalle sue sette isole maggiori e dagli isolotti che le accompagnano.