Isola di Gorgona: come visitarla, cosa vedere e il carcere-isola

Da bambino, dalla spiaggia della mia Versilia, nelle giornate di tramontana limpida si vedeva all’orizzonte una sagoma di terra sospesa sul mare, lontana, davanti a Livorno. Quella è l’Isola di Gorgona, la più piccola e la più settentrionale dell’Arcipelago Toscano, e per anni è rimasta per me esattamente quello: un profilo lontano, un’isola che si guarda e non si tocca. Perché Gorgona, a differenza di tutte le altre, è davvero un’isola che non si tocca a piacimento: è l’ultima isola-carcere d’Italia, una colonia penale ancora attiva, e ci si mette piede solo in un modo, con le visite guidate autorizzate.

Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: e Gorgona è il posto dove questo conta più che mai, perché non si improvvisa nulla. Niente barca propria, niente sbarco libero, niente bagno quando ti pare. In questa guida vi racconto cos’è davvero Gorgona, come si visita e come si prenota, come ci si arriva e cosa si vede, con tutti i paletti pratici da sapere prima. Se invece cercate il quadro di tutto l’arcipelago, vi rimando alla nostra guida su cosa vedere all’Isola d’Elba e nell’Arcipelago Toscano.

Dov’è l’isola di Gorgona e perché è un’isola diversa da tutte

Mettiamo subito qualche punto fermo. Gorgona è l’isola più settentrionale dell’Arcipelago Toscano e anche la più piccola: poco più di due chilometri quadrati. Galleggia nel Mar Ligure a circa 35 chilometri da Livorno, di cui amministrativamente fa parte: Gorgona è infatti una frazione del Comune di Livorno. Quindi, attenzione a non fare confusione: non è Elba, è territorio livornese, e fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dal 1996.

isola di Gorgona Torra vecchia
Isola di Gorgona Torre Vecchia

È un’isola montuosa e verdissima, coperta quasi interamente da macchia mediterranea: rosmarino, mirto, lentisco, leccio. Il punto più alto, Punta Gorgona, sfiora i 254 metri. Ci vive perfino una piccola pianta che non cresce in nessun altro posto al mondo, il *Limonium gorgonae*. Da lontano è un cono di verde che spunta dal mare; da vicino è un concentrato di natura intatta, e il motivo per cui è rimasta così intatta ha un nome preciso: il carcere.

Perché la cosa che rende Gorgona unica non è solo la natura. È il fatto che da oltre un secolo e mezzo è una colonia penale agricola, l’ultima isola-prigione ancora funzionante in Italia. Ed è proprio questa convivenza, un carcere dentro un parco nazionale, a renderla uno dei luoghi più particolari di tutta la Toscana.

L’unica via per visitarla: niente accesso libero

Qui sta il cuore di tutto, e ve lo dico chiaro subito perché cambia completamente il modo di organizzarsi: a Gorgona non si va liberamente. Non si può prendere la barca e sbarcare, non si può andare in giornata col proprio mezzo, non si può girare per l’isola da soli. L’unico modo per metterci piede è la visita guidata organizzata e autorizzata, in gruppo e su prenotazione.

Il motivo è semplice: è un carcere attivo. L’accesso è regolato dall’Ente Parco d’intesa con l’Amministrazione Penitenziaria, e le visite sono accompagnate da guide ambientali autorizzate. Il numero di visitatori è contingentato: il Parco fissa un tetto giornaliero (storicamente intorno al centinaio di persone al giorno), ma i posti su ogni singola partenza sono molto più pochi, perché si va in gruppi piccoli. Tradotto: i posti finiscono in fretta, e bisogna muoversi per tempo.

So che sembra complicato, ma è proprio questa selezione all’ingresso ad aver tenuto Gorgona fuori dal turismo di massa. Ci si va per il silenzio, la natura e una storia che non si trova da nessun’altra parte, non per l’ombrellone.

Come prenotare la visita, passo per passo

Visto che la prenotazione è l’unico modo per entrare, vale la pena spiegarla bene, perché è diversa da qualsiasi altra escursione.

  • Si prenota in anticipo. Bisogna riservare il posto con un buon margine: per le visite individuali servono in genere un paio di settimane di preavviso, perché i nominativi vanno comunicati prima allo sbarco. Per i gruppi organizzati l’anticipo è ancora maggiore.
  • Servono i dati di tutti i partecipanti. Trattandosi di un istituto penitenziario, i nominativi e gli estremi del documento di ogni visitatore vengono inviati alla Polizia Penitenziaria per l’autorizzazione allo sbarco. Tenete a portata di mano un documento d’identità valido, che dovrete portare con voi il giorno della visita.
  • Cellulari e macchina fotografica restano a terra. Questo è il dettaglio che quasi nessuno racconta e che invece spiazza tutti: sull’isola non si possono portare telefoni né apparecchi fotografici, vengono consegnati prima dello sbarco. Stesso discorso per gli animali, che non sono ammessi. Mettetevelo in conto: a Gorgona si guarda con gli occhi, non con lo schermo del cellulare.
  • Si prenota tramite i canali ufficiali. Le visite si organizzano attraverso l’Ente Parco e le guide autorizzate; più operatori vendono l’escursione, ma il riferimento per calendario, regole e disponibilità resta il sito ufficiale dell’isola e del Parco. Verificate sempre lì, perché le condizioni cambiano di stagione in stagione.

Come si arriva a Gorgona: il traghetto da Livorno

A Gorgona si arriva via mare, e solo da Livorno. Il collegamento è affidato a un servizio di linea che opera per conto di Toremar, e la traversata dura circa un’ora e un quarto. Tenete però presente una cosa, perché è l’informazione che gira più sbagliata in rete: per anni la corsa storica era un giorno fisso a settimana, e tanti vecchi articoli parlano ancora del martedì. Oggi non è più così: i collegamenti sono concentrati in genere su lunedì e sabato, con qualche partenza in più nei fine settimana e nei festivi durante la bella stagione.

Isola di Gorgona
Isola di Gorgona

Le visite, infatti, sono stagionali: si svolgono soprattutto da primavera a inizio autunno, quando il calendario del Parco apre le date. Fuori stagione le corse si diradano fin quasi a sparire. Per questo non fissatevi su un giorno: controllate il calendario aggiornato sul sito ufficiale prima di programmare la gita, perché giorni, orari e disponibilità cambiano ogni anno. E un’ultima cosa: a bordo non si imbarcano auto, sull’isola ci si muove solo a piedi.

Cosa si vede davvero in una visita a Gorgona

Una visita a Gorgona è una gita di una giornata intera: si parte da Livorno la mattina presto e si rientra nel pomeriggio. È soprattutto una camminata: si mettono insieme qualcosa come sei chilometri, con un dislivello attorno ai duecentocinquanta metri, su un percorso di difficoltà medio-facile ma che richiede gambe e scarpe adatte. Ecco cosa si incontra lungo il cammino.

Si sbarca al piccolo porticciolo, l’unico approdo, dominato dalle due torri che raccontano la storia dell’isola: la Torre Vecchia, di epoca pisana, e la Torre Nuova, costruita poi sotto il Granducato di Toscana, la cosiddetta torre medicea. Da qui parte la salita verso il Belvedere, da cui lo sguardo abbraccia il mare aperto e, nelle giornate limpide, le altre isole dell’arcipelago. Si attraversano la lecceta e la macchia profumata, si passa accanto al piccolo cimitero e ai resti delle antiche fortificazioni, e si scopre il volto agricolo dell’isola: gli orti, gli uliveti e soprattutto la vigna, di cui vi racconto tra poco, perché è una storia a sé. È un itinerario che mescola natura, archeologia e vita carceraria in un modo che non ha eguali.

Visita classica o “progetto sociale”: due modi di conoscere l’isola

Non tutte le visite sono uguali, e questa è una distinzione che vale la pena conoscere prima di prenotare. C’è la visita classica, condotta dalle guide ambientali del Parco, tutta incentrata sulla natura, sui panorami e sulla storia dell’isola. E c’è una formula più particolare, una visita a carattere sociale, in cui l’accompagnamento coinvolge anche le persone legate al percorso di reinserimento della colonia penale: un modo per capire da vicino cos’è davvero il “carcere senza sbarre” e il lavoro che vi si svolge.

È un’esperienza diversa, più intensa, che tocca corde inaspettate. Le modalità e la disponibilità cambiano da stagione a stagione e da operatore a operatore, quindi anche qui il consiglio è lo stesso: chiedete in fase di prenotazione quale tipo di visita state acquistando.

Il vino Gorgona, fatto dai detenuti

Se c’è una cosa che ha reso celebre quest’isola ben oltre la Toscana, è il suo vino. Dal 2012 la famiglia Frescobaldi, in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria, segue una piccola vigna sull’isola, un paio di ettari affacciati sul mare, dove a coltivare le viti e a vinificare sono gli stessi detenuti, affiancati dagli agronomi e dagli enologi dell’azienda. Ne nasce un bianco, Gorgona, da uve Vermentino e Ansonica (negli anni è arrivata anche una versione rossa), prodotto in poche migliaia di bottiglie ed entrato tra i vini più ricercati e cari d’Italia.

Ma il punto non è il prezzo. Il punto è cosa rappresenta: un progetto di reinserimento vero, in cui chi sta scontando una pena impara un mestiere che potrà spendere fuori, una volta libero. È il simbolo perfetto di cos’è oggi Gorgona, un luogo dove la pena prova a trasformarsi in futuro. Berne un bicchiere, dopo aver visto l’isola, ha tutto un altro sapore.

Il carcere e chi vive sull’isola oggi

Veniamo alla domanda che tutti si fanno: ma a Gorgona ci sono ancora i detenuti? Sì. La Casa di Reclusione di Gorgona è una colonia penale agricola attiva, l’ultima isola-carcere d’Italia, nata nel 1869 e tuttora funzionante come sezione distaccata del carcere di Livorno. Ci vivono alcune decine di detenuti, in genere a fine pena, che trascorrono qui l’ultima parte della condanna lavorando: agricoltura, allevamento, la vigna. È il modello del “carcere senza sbarre”, fatto di responsabilità e lavoro più che di celle, ed è considerato uno degli esempi più riusciti di pena rieducativa in Italia.

E i civili? Gorgona, di fatto, è popolata quasi solo dalle persone legate alla colonia penale: detenuti, agenti, personale. I residenti “veri e propri”, quelli che chiameremmo gli abitanti dell’isola, sono pochissimi, una presenza minima. Per questo Gorgona dà quella sensazione di sospensione: un’isola verde e silenziosa, abitata ma quasi vuota, dove la vita scorre con regole tutte sue.

Cosa portare, e si può fare il bagno?

Partiamo dalla domanda secca: a Gorgona non si va per fare il bagno. La balneazione è in generale non consentita, sia perché è area di un istituto penitenziario sia perché buona parte del mare intorno è zona protetta. Negli ultimi tempi si discute di aprire alcune piccole aree alla balneazione, ma è una situazione in evoluzione e tutt’altro che scontata: non partite pensando a una giornata di mare, perché Gorgona è altro.

Cosa mettere nello zaino, allora? Visto che è una camminata di una giornata intera con servizi ridotti: acqua a sufficienza e qualcosa da mangiare, scarpe comode da trekking per i sentieri, cappello e crema solare perché l’ombra è poca, una giacca leggera per il vento sul Belvedere. E ricordate cosa non potete portare: niente telefono, niente macchina fotografica, niente animali. Il documento d’identità, invece, è obbligatorio. Sull’isola non si pernotta: la visita comincia e finisce in giornata.

Quando andare

La stagione utile è quella delle visite, da primavera a inizio autunno, quando il Parco apre il calendario e i collegamenti da Livorno sono attivi. I periodi migliori, come quasi sempre da queste parti, sono la tarda primavera e i primi di settembre: clima ideale per camminare, isola al massimo del verde e meno concorrenza per accaparrarsi i pochi posti disponibili. Tenete presente che le date si esauriscono in fretta, soprattutto nei fine settimana, quindi appena decidete prenotate, senza rimandare.

Domande frequenti sull’Isola di Gorgona

Come si visita l’isola di Gorgona?

Solo con una visita guidata autorizzata, in gruppo e su prenotazione. Non è consentito sbarcare liberamente né girare per l’isola da soli, perché Gorgona è una colonia penale ancora attiva. Le visite sono organizzate dall’Ente Parco con guide ambientali, in numero contingentato.

Come si prenota la visita a Gorgona?

Si prenota in anticipo tramite i canali ufficiali del Parco e le guide autorizzate, comunicando i dati di tutti i partecipanti, che vengono inviati alla Polizia Penitenziaria per l’autorizzazione allo sbarco. Serve un documento d’identità valido. Per le visite individuali si prenota di norma con un paio di settimane di anticipo, di più per i gruppi.

Quanto costa andare a Gorgona?

Il costo della visita comprende il traghetto andata e ritorno da Livorno, il ticket d’ingresso all’area protetta e la guida, e si aggira indicativamente sulle alcune decine di euro a persona, con tariffe ridotte per i bambini. Gli importi variano per giorno, stagione e operatore: vanno verificati sul sito ufficiale al momento della prenotazione.

Come si raggiunge l’isola di Gorgona?

Via mare, solo da Livorno, con un servizio di linea che opera per conto di Toremar: la traversata dura circa un’ora e un quarto. Le corse sono concentrate in genere su lunedì e sabato, con qualche partenza in più nei festivi durante la stagione delle visite. Non esiste un collegamento il martedì come riportano vecchi articoli: controllate sempre il calendario aggiornato sul sito ufficiale.

L’isola di Gorgona è abitata?

Sì, ma in modo particolare: è popolata quasi soltanto dalle persone legate alla colonia penale, cioè i detenuti, gli agenti e il personale. I residenti civili veri e propri sono pochissimi. È un’isola abitata ma quasi vuota, dove la vita ruota intorno al carcere agricolo.

C’è ancora il carcere a Gorgona? Quali detenuti ci vanno?

Sì, la Casa di Reclusione di Gorgona è attiva: è l’ultima isola-carcere d’Italia, una colonia penale agricola nata nel 1869. Ci vivono alcune decine di detenuti, in genere a fine pena, che lavorano nell’agricoltura, nell’allevamento e nella vigna in un modello di “carcere senza sbarre” pensato per il reinserimento.

Si può fare il bagno a Gorgona?

In generale no. La balneazione non è consentita, sia perché si tratta di un’area penitenziaria sia perché gran parte del mare intorno all’isola è zona protetta. Si parla di aprire piccole aree al bagno, ma è una situazione in evoluzione: Gorgona non è una meta balneare e va visitata con altre aspettative.

Si possono portare cellulare e macchina fotografica sull’isola?

No. Sull’isola non sono ammessi telefoni cellulari né apparecchi fotografici, che vanno consegnati prima dello sbarco, trattandosi di un istituto penitenziario. Non sono ammessi nemmeno gli animali. È invece obbligatorio avere con sé un documento d’identità valido.

Cos’è il vino Gorgona?

È un vino prodotto sull’isola dal 2012 grazie a un progetto della famiglia Frescobaldi con l’amministrazione penitenziaria: a coltivare la piccola vigna e a vinificare sono gli stessi detenuti. È un bianco da uve Vermentino e Ansonica, prodotto in poche migliaia di bottiglie ed entrato tra i vini più ricercati d’Italia. Nasce come progetto di reinserimento lavorativo.

Quanto dura la visita e qual è il periodo migliore per andare?

La visita è una gita di una giornata intera, con partenza al mattino da Livorno e rientro nel pomeriggio, e comprende una camminata di circa sei chilometri di difficoltà medio-facile. Il periodo migliore è la tarda primavera o l’inizio di settembre, quando il clima è ideale e i posti, comunque limitati, sono un po’ meno contesi che in piena estate.

Gorgona, da portare a casa

Gorgona non somiglia a nessun’altra isola dell’arcipelago. Non ci vai per la spiaggia, non ci vai quando vuoi, non ci porti nemmeno il telefono. Ci vai per camminare in un silenzio quasi irreale, per capire come un carcere possa diventare un luogo di riscatto, per bere un bicchiere di vino fatto da chi sta provando a ricostruirsi una vita. È un’esperienza che lascia il segno, di quelle che ti cambiano un po’ il modo di guardare le cose.

Se state esplorando l’Arcipelago Toscano, mettetela in programma con un po’ di anticipo e abbinatela a una vacanza più lunga sulle isole maggiori: date un’occhiata a Marina di Campo sull’Elba e alla nostra guida alle spiagge dell’Isola d’Elba. E quando da una spiaggia della costa toscana vedrete quel profilo lontano all’orizzonte, saprete che lassù, su quell’isola verde, c’è un mondo intero che la maggior parte della gente non vedrà mai.

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