A Ferrara la bicicletta non è un’attività da prenotare: è il modo in cui la città si muove. Ci si accorge subito arrivando, perché il rumore che manca nelle strade del centro è quello delle auto, e al suo posto ci sono campanelli, ruote sui mattoni e gente di ogni età che pedala con la borsa della spesa appesa al manubrio. Non è folklore da depliant, è la vita di tutti i giorni di una città piatta come un tavolo, con il centro quasi interamente a traffico limitato.
Per chi arriva da fuori questo si traduce in una cosa concreta: noleggiare una bici a Ferrara cambia la giornata più che in qualsiasi altra città d’arte italiana. Non tanto per i monumenti, che sono tutti vicini e si raggiungono a piedi, quanto per quello che si apre intorno, a partire dai 9 chilometri di mura che si percorrono sul terrapieno senza incrociare una macchina. Qui vi dico cosa fare con una bici a Ferrara, dove trovarla e quali percorsi valgono la pedalata.
In breve
Il percorso simbolo è l’anello delle Mura estensi: 9 km sul terrapieno, quasi tutti su sterrato battuto in mezzo al verde, un’ora e mezza con calma e senza un metro di salita. Si noleggia una bici in stazione e in centro a partire da 7-8 euro al giorno, e molti alberghi le prestano gratis agli ospiti. Fuori città partono la ciclovia Destra Po, 125 km lungo l’argine fino al mare, la Burana verso Bondeno (19 km alberati) e i percorsi del Delta verso Comacchio. Periodo migliore: primavera e autunno, perché l’estate in pianura padana è afosa.
Table of Contents
Perché a Ferrara si gira in bicicletta
Per tre ragioni che si sommano. La prima è la geografia: siamo in pianura padana, e a Ferrara non esiste una salita degna di questo nome, quindi la bici è alla portata di chiunque, compresi i bambini e chi non pedala da vent’anni. La seconda è urbanistica: il centro storico è in gran parte zona a traffico limitato o pedonale, quindi non c’è quasi traffico con cui contendersi la strada. La terza è culturale, ed è quella che si sente di più: qui in bici ci va tutta la città, non i turisti, e questo cambia il modo in cui si viene guardati mentre si pedala.
Il risultato è che i tempi di spostamento crollano. Le distanze del centro sono già brevi a piedi, ma con la bici le tappe più lontane, come Palazzo Schifanoia o il MEIS, diventano questione di tre o quattro minuti, e soprattutto avanza il tempo per l’unica cosa che a piedi non entrerebbe mai in una giornata: il giro completo delle mura.
Il giro delle mura: 9 chilometri sul terrapieno
È il percorso simbolo di Ferrara ed è gratuito. La cinta muraria è quasi interamente conservata e si percorre sul terrapieno, cioè sulla sommità del rilevato di terra addossato alle mura, in mezzo a un parco lineare che gira attorno a tutta la città: nove chilometri di anello, senza dislivello, quasi sempre su fondo sterrato battuto e con lunghi tratti all’ombra. In bicicletta si fa in un’ora e mezza andando piano e fermandosi a guardare, in poco più di mezz’ora se si pedala e basta.

Ci si sale da numerosi punti lungo il perimetro, e la cosa più comoda è agganciare l’anello dal tratto più vicino a dove si alloggia, senza cercare un ingresso ufficiale. Se dovessi indicare un solo tratto, però, direi quello a nord, lungo corso Ercole I d’Este: è il più largo, il più alberato e il meno frequentato, e costeggia proprio la parte di città disegnata da Biagio Rossetti alla fine del Quattrocento.
Consiglio: fatelo nel tardo pomeriggio, un’ora prima del tramonto. La luce bassa entra fra gli alberi del terrapieno, la città sotto si accende e incrociate soprattutto ferraresi che corrono o portano a spasso il cane, non turisti. È il momento in cui quel percorso smette di essere un’attrazione e torna a essere un pezzo di città.
Una precisazione utile: il terrapieno è condiviso con i pedoni e con chi corre, e in alcuni tratti il fondo è sconnesso dalle radici. Non è un percorso da bici da corsa: qualsiasi city bike va benissimo, una bici con le gomme sottili molto meno.
Le mura di Ferrara: cosa sono e perché sono ancora lì
Vale la pena sapere sopra cosa si sta pedalando, perché queste mura sono una delle ragioni per cui Ferrara è patrimonio dell’umanità. La cinta che si percorre oggi è in gran parte quella rinascimentale, ampliata proprio per contenere l’Addizione Erculea, cioè il raddoppio della città verso nord voluto da Ercole I d’Este e progettato da Biagio Rossetti: le mura non sono un residuo medievale rimasto in piedi per caso, sono parte dello stesso disegno urbanistico che ha fatto definire Ferrara la prima capitale moderna d’Europa. Se volete il quadro completo, con il Castello, i palazzi e il Ghetto, c’è la città del Rinascimento vista a piedi.
Lungo il percorso si riconoscono i baluardi, cioè i bastioni sporgenti a punta di lancia costruiti quando l’artiglieria da fuoco rese obsolete le torri rotonde. Restano anche i due baluardi della grande fortezza pentagonale che il papa fece costruire tra il 1608 e il 1618 dopo il passaggio di Ferrara allo Stato Pontificio, e che venne rasa al suolo dopo l’Unità d’Italia, come successe a molte fortezze papali. Il fatto che la cinta sia sopravvissuta quasi intera, mentre altre città italiane hanno demolito le proprie nell’Ottocento per far posto ai viali, è una delle fortune di Ferrara.
Da toscano che vive a poca distanza da Lucca, l’altra grande città italiana rimasta dentro le sue mura, mi sento di dire che sono due esperienze diverse e vale la pena farle entrambe. La passeggiata lucchese è un salotto alberato pieno di gente, larga e urbanissima; il terrapieno ferrarese è più lungo, più selvatico e molto più solitario, e in certi tratti sembra di pedalare in campagna pur essendo a trecento metri dal Castello.
Il centro storico in bici: dove sì e dove conviene scendere
Nel centro di Ferrara si pedala praticamente ovunque, ma ci sono zone in cui la bici conviene portarla a mano, e non per divieti quanto per buon senso. Via Mazzini e via Vignatagliata, nel quadrilatero dell’ex ghetto, sono strette e affollate; Via delle Volte è suggestiva proprio perché è un budello buio con il fondo in mattoni, e pedalarci significa non guardarla. Anche Piazza Trento Trieste, davanti alla Cattedrale, è di quelle che si attraversano a passo d’uomo.

La regola pratica che funziona è la stessa che uso io: bici per gli spostamenti lunghi, cioè verso Schifanoia, il MEIS, le mura e la stazione, piedi dentro il quadrilatero medievale. Se invece volete la città a piedi e basta, l’itinerario completo di una giornata è raccontato in un giorno a Ferrara tappa per tappa.
Attenzione: a Ferrara le biciclette spariscono, ed è un problema noto che i ferraresi conoscono benissimo. Usate sempre il lucchetto anche per una sosta breve, legate il telaio a qualcosa di fisso e non fidatevi dei portabici incustoditi vicino alla stazione. Se noleggiate, chiedete che vi diano un antifurto e verificate cosa prevede il contratto in caso di furto: è la domanda che nessuno fa e che poi costa cara.
Dove noleggiare una bicicletta a Ferrara
Noleggiare è semplice ed economico, e i punti principali stanno tutti fra la stazione e il centro. Le tariffe che ho verificato partono da circa 7-8 euro al giorno per una city bike, che per quello che se ne ricava è tra i soldi meglio spesi di una gita a Ferrara.

- In stazione: c’è un punto di noleggio in Piazzale Stazione, con tariffa giornaliera intorno ai 7 euro, ed è la soluzione più comoda per chi arriva in treno da Bologna e vuole partire pedalando.
- Officine Ricicletta, a due passi dalla stazione: parco mezzi ampio e di varie tipologie, comprese bici per bambini e rimorchi.
- Todisco Bike, corso Porta Po 102: noleggio a circa 8 euro al giorno, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, che è un dettaglio non banale perché diversi noleggi chiudono nel pomeriggio.
- Il vostro albergo: parecchie strutture del centro storico prestano le biciclette gratis agli ospiti. Chiedetelo quando prenotate, perché spesso non è scritto da nessuna parte e vi risparmia il noleggio.
Esiste anche un servizio di bici pubbliche gestito dalla società di mobilità cittadina, con alcune postazioni e un centinaio di mezzi, a cui si accede con la tessera regionale. Sul bike sharing a flusso libero, quello che si sblocca dall’app, conviene invece verificare sul momento quale operatore è attivo: negli ultimi anni il servizio ha cambiato gestore e nome più di una volta, e le informazioni che si trovano in rete sono spesso ferme a un fornitore che non opera più.
Fuori città: la Destra Po, la Burana e la strada verso Comacchio
Qui si passa dal giro cittadino al cicloturismo vero, perché la provincia di Ferrara è una delle zone d’Italia più adatte a pedalare per giorni: tutto piatto, argini ovunque, traffico scarso.
- Ciclovia Destra Po: il percorso principale, circa 125 km lungo l’argine destro del fiume, da Stellata fino al mare. Si può fare a tappe, prendendone anche solo un tratto in giornata e tornando in treno.
- Ciclovia Burana: 19 km quasi interamente su pista, alberati, lungo il canale da Ferrara verso Bondeno. È la gita fuori porta più semplice e la più adatta a chi ha mezza giornata.
- Verso Comacchio e i Lidi: il tratto Mesola-Lidi di Comacchio-Comacchio misura circa 56 km, e l’anello di Comacchio con l’Argine degli Angeli ne fa quasi 54. Sono percorsi da giornata piena, in gran parte su strade secondarie poco trafficate e con alcuni tratti sterrati.
Una precisazione onesta su una domanda che si legge spesso: non esiste una ciclabile unica e continua che colleghi Ferrara a Comacchio. Si arriva al mare componendo pezzi diversi, la Destra Po e i percorsi del Parco del Delta, per un totale che a seconda della variante scelta va da una sessantina di chilometri a molto di più. È una pedalata da giornata intera per chi ha gambe allenate, non una gita pomeridiana, e conviene mettere in conto il rientro in treno. Se il Delta vi interessa come meta e non come percorso, ne abbiamo scritto in Comacchio e le sue valli.
Info pratica: sui treni regionali dell’Emilia-Romagna la bicicletta si porta con un supplemento dedicato e nelle carrozze attrezzate, che però hanno posti limitati e d’estate si riempiono. Se il vostro piano è andare in bici e tornare in treno, verificate prima gli orari dei convogli che accettano le bici, perché non sono tutti, e sui treni ad alta velocità le regole sono diverse e più restrittive.
Quando andare a Ferrara in bicicletta
Primavera e autunno, come per tutta la città. Aprile, maggio, settembre e ottobre danno temperature giuste e giornate lunghe abbastanza da permettere il giro delle mura dopo una giornata di visite. L’estate in pianura padana è la stagione peggiore: caldo, umidità alta e zero vento, con il terrapieno che offre ombra ma non refrigerio, e se proprio ci capitate conviene pedalare presto la mattina o dopo le sei di sera.
L’inverno ha un fascino suo, con la nebbia che sale dai fossati e la città che si svuota, ma è freddo umido e il fondo del terrapieno diventa fangoso dopo la pioggia. In quel caso il giro delle mura si fa a piedi, sul tratto asfaltato, e la bici si lascia perdere.
Info essenziali
- Giro delle mura: 9 km ad anello sul terrapieno, gratuito, senza dislivello, un’ora e mezza con calma.
- Noleggio: da 7-8 euro al giorno fra stazione e centro; molti alberghi prestano le bici agli ospiti.
- Fondo: sterrato battuto sulle mura, adatto a city bike e mountain bike, non a bici da corsa.
- Percorsi fuori città: Destra Po 125 km, Burana 19 km, area di Comacchio 54-56 km.
- Quando: aprile-maggio e settembre-ottobre; estate afosa, inverno umido.
Domande frequenti su Ferrara in bicicletta
Quanto è lungo il giro delle mura di Ferrara?
L’anello delle mura estensi misura circa 9 chilometri e si percorre sul terrapieno, senza dislivello e quasi sempre su fondo sterrato battuto. In bicicletta serve un’ora e mezza andando con calma, poco più di mezz’ora pedalando senza soste. È gratuito e si può agganciare da numerosi punti del perimetro.
Dove si noleggia una bicicletta a Ferrara?
I punti principali stanno fra la stazione ferroviaria e il centro storico, con tariffe che partono da circa 7-8 euro al giorno per una city bike. C’è un noleggio in Piazzale Stazione, le Officine Ricicletta vicino alla stazione e Todisco Bike in corso Porta Po. Molti alberghi del centro prestano inoltre le biciclette gratuitamente ai propri ospiti.
Si può andare da Ferrara a Comacchio in bicicletta?
Sì, ma non esiste una ciclabile unica e continua: il percorso si compone usando la ciclovia Destra Po e i tracciati del Parco del Delta. A seconda della variante si va da una sessantina di chilometri in su, quindi è una pedalata da giornata intera. Il tratto Mesola-Lidi di Comacchio-Comacchio misura circa 56 km e l’anello di Comacchio con l’Argine degli Angeli quasi 54.
Serve una bici particolare per il giro delle mura?
No, va bene qualsiasi city bike o mountain bike. Il fondo del terrapieno è sterrato battuto e in alcuni tratti sconnesso dalle radici degli alberi, quindi le bici da corsa con gomme sottili sono sconsigliate. Il percorso è condiviso con pedoni e podisti, quindi si tiene un’andatura tranquilla.
Si può portare la bicicletta sul treno per Ferrara?
Sui treni regionali dell’Emilia-Romagna sì, con un supplemento dedicato e nelle carrozze attrezzate, che hanno però posti limitati e in estate si riempiono. Non tutti i convogli accettano le biciclette e sui treni ad alta velocità le regole sono più restrittive: conviene verificare gli orari prima di partire.
Ferrara in bicicletta è adatta ai bambini?
Sì, ed è una delle mete italiane migliori per pedalare in famiglia: non ci sono salite, il centro storico è quasi tutto a traffico limitato e il giro delle mura è separato dalle auto. Diversi noleggi dispongono di bici per bambini, seggiolini e rimorchi.
Se usi Pinterest condividi questa immagine
