Bolgheri: cosa vedere, il viale dei cipressi e le cantine

A Bolgheri ci sono stato una volta, e me ne sono andato senza aver assaggiato niente.

Non per snobismo: perché non si può. Arrivi, parcheggi, fai il giro del borgo in quaranta minuti, ti chiedi dove sia tutto il resto, e scopri che il resto sta dentro cancelli che si aprono solo se hai telefonato prima. È la cosa che quasi nessuno vi dice, ed è il motivo per cui la maggior parte delle persone torna a casa da Bolgheri avendo visto i cipressi e comprato una bottiglia in enoteca. Che va benissimo, ma è meno di quello che si poteva fare.

Qui trovate quello che avrei voluto sapere prima di partire: se il castello si visita davvero e a quali condizioni, quali cantine aprono al pubblico e quanto costano, perché il Sassicaia non è fra queste, dove si parcheggia visto che nel borgo in auto non si entra, e la verità sul Viale dei Cipressi, che è meno romantico di quanto sembri dalle foto. Se state costruendo il viaggio più largo, il quadro è nella nostra guida su cosa vedere sulla Costa degli Etruschi.

In breve

Bolgheri è una frazione di Castagneto Carducci (Livorno) di circa 150 abitanti: il borgo si gira a piedi in meno di un’ora. Ci si arriva dall’Aurelia, uscita La California da nord o Donoratico da sud, percorrendo i 5 km del Viale dei Cipressi. Il castello non è visitabile all’interno, è privato e abitato: si entra solo nella cantina storica del 1796, con degustazione a 50 € su prenotazione, dal lunedì al venerdì. Da vedere: il viale, la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, la casa d’infanzia di Carducci con la lapide, Largo Nonna Lucia e il cimitero con la sua tomba. Nessuna cantina si visita senza prenotare e quasi tutte chiudono nel fine settimana; le degustazioni vanno da 20 a 100 € a persona. ⛔ La Tenuta San Guido, quella del Sassicaia, non apre al pubblico. Nel borgo non si entra in auto e i camper sono vietati: si parcheggia nelle aree prima della porta.

Dov’è Bolgheri e cosa aspettarsi davvero

Bolgheri non è un paese, è una frazione di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, con poco più di 150 abitanti e un centro storico che sta dentro un pugno di vicoli lastricati. Non c’è un secondo giro da fare: la porta, la piazza, la chiesa, due strade, e sei di nuovo alla porta.

Lo dico subito perché è la sorpresa che spiazza tutti, e perché nessuno dei pezzi che trovate in giro gestisce l’aspettativa. Bolgheri non è una giornata: il borgo si esaurisce in quaranta minuti, un’ora e mezza se vi fermate all’enoteca e salite al cimitero. Il resto della giornata lo fate fuori dalle mura, ed è lì che si decide se il viaggio è riuscito: il viale, la Via Bolgherese con le tenute, il mare a meno di dieci chilometri.

La combinazione che funziona è borgo più viale più una cantina prenotata più pranzo. Se togliete la cantina, e senza prenotazione la togliete per forza, vi restano un’ora di borgo e una strada bellissima.

Il Viale dei Cipressi: la verità sulla passeggiata romantica

È il motivo per cui la maggior parte delle persone arriva fin qui, ed è effettivamente straordinario: quasi 5 chilometri rettilinei fra due file di cipressi, dall’Oratorio di San Guido sull’Aurelia fino alla porta del borgo.

Bolgheri cosa vedere
Bolgheri cosa vedere Il viale dei cipressi

Sul numero dei cipressi vi do entrambe le cifre che circolano, perché le fonti non concordano e sceglierne una sarebbe fingere: 2.400 secondo Wikipedia, 2.540 secondo Visit Tuscany, che è il portale della Regione. Non sono stati piantati per Carducci, come si legge spesso: li volle il conte Guido Alberto della Gherardesca nell’Ottocento, al posto dei pioppi che c’erano prima. Semmai è vero il contrario, cioè che nel 1908 un della Gherardesca fece erigere un obelisco al poeta all’imbocco del viale. La strada fu asfaltata nel 1954, e nel 1951 era stata set di *Quo Vadis*.

Attenzione: il Viale dei Cipressi è una strada provinciale aperta al traffico, a doppio senso, senza marciapiede e senza pista ciclabile. Percorrerlo a piedi o in bici è legale e si fa, ma si cammina sull’asfalto a fianco delle auto. Nei fine settimana d’estate, con i bambini piccoli, è una cosa a cui pensare due volte. Se volete farlo a piedi andateci la mattina presto: c’è meno traffico e la luce è molto migliore per le foto.

E poi c’è la cosa che non ho trovato scritta da nessuna parte, cioè dove ci si ferma per fotografarlo. Non in mezzo: la carreggiata è stretta, non ci sono piazzole, e la fila di auto ferme in mezzo al viale è esattamente il problema che rende quel posto meno bello di quanto potrebbe. I due punti giusti sono i capi:

  • All’imbocco sud, all’Oratorio di San Guido, sull’Aurelia: è da lì che si scatta la foto classica, con l’oratorio in primo piano e il viale che si perde a cannocchiale.
  • All’estremità nord, dai parcheggi di Bolgheri: si fotografa il viale in discesa, con il borgo alle spalle.

L’Oratorio di San Guido, che è il punto di partenza, è del 1703 e lo fece costruire la famiglia della Gherardesca in onore di un antenato eremita. Ha una pianta ottagonale, è piccolo, ed è normalmente chiuso: si guarda da fuori.

Il Castello di Bolgheri si può visitare? La risposta onesta

Questa è la prima domanda che si fanno tutti, e la risposta completa non ce l’ha nessuno dei principali siti nei quali cercherete sul web

Bolgheri cosa vedere il castello della Gherardesca
Bolgheri cosa vedere il castello della Gherardesca

L’interno del castello non si visita: è proprietà privata ed è tuttora un’abitazione. Quello che vedete, ed è comunque bello, è la facciata in mattoni rossi con la torre merlata sopra la porta d’ingresso e lo stemma della Gherardesca. Il complesso è documentato dal 1158 ed è stato feudo dei Conti della Gherardesca.

Però c’è un modo legittimo di entrarci, e lo dico perché in giro non lo scrive nessuno: l’azienda vitivinicola del castello fa visitare la cantina storica del 1796, che sta dentro le mura. Non è il salotto della famiglia, ma è il castello.

Cosa Dettaglio
Visita cantina storica edificata nel 1796 + degustazione guidata di tre rossi
Prezzo 50 € a persona
Giorni lunedì-giovedì 9-13 e 14.30-17.30 · venerdì 9-13 e 14.30-16.30 · sabato e domenica chiuso
Prenotazione obbligatoria, minimo 2 persone
Limiti sconsigliata sotto i 12 anni per motivi di sicurezza; animali non ammessi
Lingue italiano e inglese

Notate la riga che conta: chiude proprio sabato e domenica, cioè quando ci va la gente. È il primo esempio di una regola che a Bolgheri vale quasi ovunque, e a cui arrivo fra due sezioni.

Cosa vedere nel borgo di Bolgheri

Dentro le mura, in ordine di come li incontrate.

  • La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, in Piazza Teresa appena dentro la porta: è la testimonianza architettonica più antica del borgo, rimaneggiata più volte e con l’aspetto attuale che risale al restauro del 1902. Custodisce affreschi.
  • Piazza Alberto e la casa di Carducci: sulla facciata c’è la lapide che dice “Qui trascorse la fanciullezza Giosuè Carducci dal 1838 al 1848”, e si vedono ancora i segni degli spari legati alle tensioni politiche che costrinsero la famiglia ad andarsene. ⛔ La casa non si visita: si guarda la lapide dalla strada, e basta.
  • Largo Nonna Lucia, con la panchina-statua dedicata alla nonna del poeta e la cornice per le fotografie.
  • L’olivo del 1723, che è lì da prima di tutta questa storia.
  • Il cimitero monumentale, appena fuori le mura: piccolissimo, gratuito e sempre accessibile. Dentro c’è la tomba di Lucia Galleni, la nonna Lucia, morta nel dicembre 1842, con incisi i versi che Carducci le dedicò. È il posto più commovente di Bolgheri ed è quello dove non si ferma quasi nessuno.
Bolgheri La statua di Nonna Lucia
Bolgheri La statua di Nonna Lucia
Luogo Si visita? Costo
Castello, interno No, privato e abitato
Castello, cantina storica del 1796 Sì, solo su prenotazione, lun-ven 50 €
Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo Sì (orari non pubblicati) gratis
Oratorio di San Guido Solo dall’esterno gratis
Casa Carducci, Piazza Alberto No, solo la lapide gratis
Cimitero e tomba di Nonna Lucia gratis
Borgo, vicoli e piazze Sì, a piedi gratis

Info pratica: per la chiesa non esistono orari pubblicati da nessuna parte, e l’apertura è di fatto legata alle funzioni. Se ci tenete a vedere gli affreschi, il modo è telefonare alla parrocchia dei Santi Jacopo e Cristoforo allo 0565 762014. Preferisco dirvi che il dato non c’è, piuttosto che copiare un orario da un altro sito e mandarvi davanti a una porta chiusa.

Carducci a Bolgheri: cosa è vero e cosa no

Su questo si sono stratificate quattro leggende, e vale la pena scioglierle perché la storia vera è migliore.

Intanto una cosa che da versiliese mi diverte sempre: Carducci a Bolgheri non ci è nato. È nato a Valdicastello, frazione di Pietrasanta, cioè a pochi chilometri da dove abito io, il 27 luglio 1835. A Bolgheri ci arrivò a tre anni, nel 1838, perché suo padre Michele faceva il medico condotto, e ci restò fino ai tredici, nel 1848. Dieci anni di infanzia, poi la famiglia se ne andò e lui non ci tornò più a vivere.

E poi c’è la poesia, *Davanti San Guido*, quella dei “cipressi che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar”. Sull’accento, tra parentesi: si dice Bólgheri, sdrucciolo, e la poesia lo conferma.

  • Non la scrisse camminando fra i cipressi: li vide dal finestrino del treno, nell’agosto del 1874, sulla linea Roma-Pisa.
  • Nel 1874 ne scrisse solo le prime diciannove strofe. La finì nel 1886, dodici anni dopo, durante un soggiorno in Cadore, e la pubblicò nelle Rime nuove nel 1887.
  • Non è una cartolina paesaggistica: è una poesia sull’infanzia perduta. I cipressi personificati lo invitano a fermarsi, lui rifiuta e tira dritto verso Bologna.
  • I cipressi non furono piantati per lui, ed erano lì da prima.

Il poeta più celebrato d’Italia guarda dal treno il posto dove è stato bambino, e non scende. Ci mette dodici anni a finire di raccontarlo.

Un’ultima nota che chiude il cerchio: Castagneto, il comune di cui Bolgheri è frazione, si chiama Castagneto Carducci dal 1907, ribattezzato in suo onore.

Le cantine di Bolgheri: quali si visitano, quanto costano, quando sono chiuse

Ed eccoci al punto per cui la maggior parte delle persone viene fin qui, compreso me quella volta, e che è anche il punto in cui quasi tutti sbagliano i conti.

I vigneti di Bolgheri
I vigneti di Bolgheri

A Bolgheri nessuna cantina si visita passando. Serve sempre la prenotazione, spesso con giorni di anticipo, e la maggior parte chiude nel fine settimana. Il range reale, per una visita con degustazione, va da 20 a 100 € a persona.

Attenzione: la Tenuta San Guido, quella del Sassicaia, non fa visite al pubblico. Non è una questione di posti esauriti: sul sito ufficiale non esiste alcuna sezione visite o degustazioni, e l’accesso è riservato agli operatori del settore. Se trovate qualcuno che vi vende un “tour del Sassicaia”, nella quasi totalità dei casi vi sta vendendo una degustazione altrove. Il modo legittimo di bere quelle bottiglie è l’Osteria Enoteca San Guido, ai piedi del viale, che è di proprietà della tenuta e ha in carta quasi tutte le annate dal 1990 in poi.

Quelle che invece aprono, con i dati che sono riuscito a verificare sulle loro pagine:

Tenuta Si visita Prezzo Da sapere
Michele Satta Sì, mar-sab alle 11 e alle 15 20 / 40 / 90 € l’unica con il listino pubblico completo: 30 minuti e 3 vini a 20 €, 90 minuti e 4 vini a 40 €, 120 minuti e 5 vini a 90 €
Castello di Bolgheri Sì, lun-ven 50 € cantina storica del 1796, minimo 2 persone, sconsigliata sotto i 12 anni
Ornellaia Sì, solo su appuntamento non pubblicato visita in cantina e barricaia con le opere della Vendemmia d’Artista
Guado al Tasso (Antinori) Sì, su prenotazione non pubblicato due format, più la bottega e l’osteria in tenuta
Grattamacco Sì, su prenotazione non pubblicato esiste anche una verticale su quattro annate storiche
Le Macchiole Sì, solo visite private su appuntamento non pubblicato no animali, no minori di 12 anni
Tenuta San Guido (Sassicaia) No chiusa al pubblico

Dove ho scritto “non pubblicato” è perché sui siti ufficiali il prezzo non c’è, e non ho intenzione di riportare cifre che girano sui blog: su una degustazione da tre cifre, sbagliare il numero è peggio che non darlo. Si telefona.

Degustazioni prenotabili online a Bolgheri

Se non volete gestire telefonate e minimi di due persone, alcune cantine della zona vendono la visita direttamente online, con conferma immediata. Sono l’alternativa pratica alla prenotazione diretta, non un sostituto delle tenute storiche qui sopra.

Dove mangiare a Bolgheri

Qui faccio una distinzione che nelle liste che girano non fa nessuno, e che serve parecchio se avete parcheggiato e state andando a piedi: una parte dei ristoranti “di Bolgheri” non è a Bolgheri, sta sulla Via Bolgherese o all’Aurelia, a chilometri di distanza.

Dentro il borgo, a piedi

  • Enoteca Ristorante Tognoni, Strada Lauretta 5: è l’enoteca storica del borgo, pareti interamente a scaffali e una delle collezioni di vino toscano più importanti d’Italia, con servizio al bicchiere anche sulle annate importanti. Se dovete scegliere un solo posto, è questo.
  • Bolgheri Bistrot, Strada Giulia 14: ristorante e wine bar, cucina toscana con materie prime del territorio.
  • La Bottega di Elena per la cucina tradizionale (cinghiale, ribollita, pappa al pomodoro), Il Macello per la carne, Bolgheri Green per il vegetariano.

Fuori dalle mura, ma vale la deviazione

  • Osteria Enoteca San Guido, ai piedi del viale: è della Tenuta San Guido, e ha in carta le etichette di gran parte delle cantine di Bolgheri più quasi tutte le annate di Sassicaia dal 1990.
  • Osteria Magona, sulla Via Bolgherese: nata nel borgo, oggi si trova in un casale fuori. Segnalata dalla Guida Michelin, carne selezionata da Dario Cecchini.

Come arrivare a Bolgheri e il problema del parcheggio

  • In auto: dall’Aurelia SS1, uscita La California se venite da nord, Donoratico se venite da sud. Poi si imbocca la Bolgherese, che è il viale, e sono 5 km fino al borgo.
  • Da Castagneto Carducci: un quarto d’ora per la Via Bolgherese, che è la strada delle cantine e come panorama vale il viale.
  • In treno: Bolgheri non ha stazione, la più vicina è Donoratico sulla linea tirrenica. ⚠️ E qui la nota che serve davvero: da Donoratico non c’è un autobus per Bolgheri. Servono un taxi, un’auto a noleggio o una bicicletta. Senza mezzo proprio questa gita è complicata, ed è meglio saperlo prima di comprare il biglietto.

Nel borgo in auto non si entra. È un reticolo di vicoli lastricati dentro le mura, di fatto pedonale, e la circolazione è per residenti e mezzi di servizio. L’auto si lascia prima della porta: arrivando dal viale si svolta a destra poco prima dell’ingresso, e una strada in pendenza porta alle aree di sosta. Le tre aree sono quella di Via dei Colli, quella davanti all’ex campo sportivo e il grande sterrato dell’ex campo sportivo in Viale San Guido, che è il più capiente e sta a circa quattrocento metri dal centro.

Attenzione: i camper non possono entrare in paese e la Polizia Municipale controlla e multa. E non superate il parcheggio proseguendo verso la porta: si finisce in uno spazio dove non si gira. Sulle tariffe della sosta non vi do cifre di proposito: quelle che circolano vengono da articoli di stampa locale di qualche anno fa e non concordano nemmeno sul periodo in cui la sosta è a pagamento. So che è a pagamento nella stagione estiva e gratuita fuori stagione; per l’importo esatto dell’anno in cui ci andate, il riferimento è il Comune di Castagneto Carducci.

Quando andare, e quando non andarci

Bolgheri è piccola e negli ultimi anni è diventata molto famosa, con tutto quello che ne consegue. Nei fine settimana di luglio e agosto il borgo è pieno, i parcheggi vanno in saturazione entro metà mattina e localmente si discute da tempo di sovraturismo enogastronomico.

La finestra buona è aprile-maggio o settembre-ottobre, infrasettimanale. Ha anche un vantaggio pratico non da poco: le cantine aprono dal lunedì al venerdì, quindi andarci in settimana è l’unico modo per far coincidere la visita al borgo con una degustazione. Se ci andate di domenica d’agosto, avrete la versione peggiore di Bolgheri: piena di gente e con tutto chiuso.

In ogni caso, arrivate prima delle dieci o dopo le sei di sera. E la luce sul viale, la mattina presto, è un’altra cosa.

Cosa vedere nei dintorni

  • Castagneto Carducci, il comune capoluogo, a un quarto d’ora: borgo vero, più grande, con la rocca e il panorama sul mare.
  • L’Oasi WWF del Padule di Bolgheri: circa cinquecento ettari, ed è il primo rifugio faunistico privato d’Italia, istituito nel 1959. Si visita in periodi e con modalità stabiliti dall’oasi, quindi va verificato prima.
  • La Via Bolgherese: non è un luogo ma una strada, quella che collega Bolgheri a Castagneto passando davanti alle tenute. Da fare piano.
  • Il mare, a meno di dieci chilometri: Marina di Bibbona e Marina di Castagneto, pinete e sabbia.
  • Scendendo lungo la costa, il Golfo di Baratti con la necropoli di Populonia e San Vincenzo.

Info essenziali

  • Dove: frazione di Castagneto Carducci (Livorno), a 5 km dall’Aurelia lungo il Viale dei Cipressi.
  • Come arrivare: uscite La California o Donoratico. In treno stazione di Donoratico, ma senza bus per Bolgheri.
  • Quanto tempo serve: 40 minuti per il borgo, mezza giornata col viale e il cimitero, una giornata con una cantina e il pranzo.
  • Costi: borgo, chiesa e cimitero gratis; degustazioni da 20 a 100 € a persona; sosta a pagamento in stagione.
  • Da sapere: borgo pedonale, camper vietati, cantine solo su prenotazione e quasi tutte chiuse nel fine settimana.

Domande frequenti su Bolgheri

Il Castello di Bolgheri si può visitare?

L’interno no: è proprietà privata ed è tuttora un’abitazione, quindi si ammira solo dall’esterno. Si può però visitare la cantina storica del 1796 dentro il castello, con degustazione guidata di tre rossi, a 50 € a persona, solo su prenotazione e per un minimo di due persone, dal lunedì al venerdì.

Si può visitare la cantina del Sassicaia?

No. La Tenuta San Guido, che produce il Sassicaia, non è aperta al pubblico e sul sito ufficiale non esiste alcuna sezione dedicata a visite o degustazioni. Chi vende un tour del Sassicaia propone quasi sempre una degustazione altrove. Le annate si trovano in carta all’Osteria Enoteca San Guido, che è di proprietà della tenuta.

Si può entrare in auto a Bolgheri e dove si parcheggia?

No, il borgo è di fatto pedonale e riservato a residenti e mezzi di servizio, e i camper sono vietati e sanzionati. L’auto si lascia nelle aree di sosta prima della porta: Via dei Colli, l’area davanti all’ex campo sportivo e il grande sterrato dell’ex campo sportivo in Viale San Guido, a circa 400 metri dal centro. La sosta è a pagamento nella stagione estiva.

Si può percorrere il Viale dei Cipressi a piedi o in bicicletta?

Sì, è una strada provinciale pubblica. Va però saputo che è aperta al traffico nei due sensi e non ha né marciapiede né pista ciclabile, quindi si cammina sull’asfalto accanto alle auto. Meglio la mattina presto, quando c’è meno traffico e la luce è migliore.

Quanto è lungo il Viale dei Cipressi e quanti cipressi ha?

È lungo quasi 5 chilometri e va dall’Oratorio di San Guido, sull’Aurelia, alla porta del borgo. Sul numero le fonti divergono: circa 2.400 secondo Wikipedia, 2.540 secondo Visit Tuscany.

Quanto tempo serve per visitare Bolgheri?

Il borgo si gira in meno di un’ora: sono circa 150 abitanti e pochi vicoli. Con il Viale dei Cipressi e il cimitero di Nonna Lucia si arriva a mezza giornata, e con una cantina prenotata e il pranzo si riempie la giornata.

Le cantine di Bolgheri sono aperte il sabato e la domenica?

Quasi tutte no, ed è la sorpresa più frequente. Le visite si fanno in genere dal lunedì al venerdì o dal martedì al sabato, sempre su prenotazione. Chi vuole abbinare borgo e degustazione deve andarci in settimana.

Quanto costa una degustazione a Bolgheri?

Il range reale va da 20 a 100 € a persona. Michele Satta è l’unica con il listino pubblico completo, da 20 € per trenta minuti e tre vini fino a 90 € per la selezione lunga; la cantina storica del Castello di Bolgheri costa 50 €. Diverse tenute non pubblicano il prezzo e vanno contattate direttamente.

Giosuè Carducci è nato a Bolgheri?

No, è nato a Valdicastello di Pietrasanta, in Versilia, nel 1835. A Bolgheri visse dai tre ai tredici anni, dal 1838 al 1848, perché il padre era il medico condotto. La poesia Davanti San Guido non la scrisse tra i cipressi: li vide dal treno nel 1874 e la completò nel 1886.

Come si arriva a Bolgheri in treno?

La stazione più vicina è Donoratico, sulla linea tirrenica, ma da lì non esiste un collegamento in autobus per Bolgheri: servono un taxi, un’auto a noleggio o una bicicletta.

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Bolgheri: cosa vedere, il viale dei cipressi e le cantine 6
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