Assisi e dintorni: prima tappa di una tre giorni in Umbria

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Una vacanza di tre giorni alla scoperta di Assisi e dei suoi dintorni nella Valle dell’Umbria settentrionale. Da Bettona a Bevagna, da Montefalco a Rasiglia, passando per Spello e perdendosi nella magia delle Fonti del Clitunno. Ecco il racconto del primo giorno, dove abbiamo fatto dapprima tappa nella città di San Francesco e poi visita alle Sorgenti del Clitunno e alle acque della cittadina di Rasiglia, anche nota come piccola Venezia

Lo so, lo so: i veri viaggiatori, quelli con la “V” maiuscola, non partono mai nei momenti “consacrati” alle ferie dei turisti. Se c’è un periodo dell’anno da evitare come la peste per visitare le mete più gettonate del Bel Paese, questo è il mese d’agosto. Figuriamoci poi la settimana che precede la tanto temuta ricorrenza del ferragosto.   

Eppure, sebbene mi sia sempre attenuta a questa regola non scritta – ma inviolabile tra coloro che vivono il viaggio come filosofia di vita e non come pausa dalla routine quotidiana – mi sono ritrovata a partire proprio lo scorso fine settimana.
Insieme a Marco, il mio compagno, ci siamo regalati tre giorni per andare a trovare una coppia di amici che abitano a Bettona, un meraviglioso paesino di origine etrusca – di diritto inserito tra i Borghi Più Belli d’Italia – arroccato proprio sul colle che fronteggia la città di Assisi.
Eravamo rassegnati a imbatterci in orde di turisti inferociti, invece non è stato così. Nonostante le tantissime persone che come noi hanno scelto di scoprire questi paesi e le loro meraviglie, abbiamo potuto godere comunque di una tranquillità quasi surreale.
Sarà dipeso forse dalla sacralità – religiosa e paesaggistica – che permea questi luoghi, o da un nuovo e più consapevole modo di fruire il mondo che ci circonda e che ancora non conosciamo, ma la nostra gita in Umbria è stata un’esperienza piacevolissima e rilassante. Alla faccia di agosto e dei suoi temutissimi vacanzieri.


Giorno #1 – Prima tappa:
Assisi e la Basilica di San Francesco

Assisi - Umbria

 

Partiamo venerdì mattina da Viareggio in direzione Perugia. La giornata si preannuncia carica di mille aspettative. Siamo entrambi reduci da un periodo lavorativo molto intenso e questi tre giorni in Umbria ci appaiono come un’oasi nel deserto.
Arriviamo ad Assisi che sono già le undici. La Basilica di San Francesco si erge imponente e austera sulla collina difronte a noi. Non possiamo non fermarci lungo la strada per ammirarla dal basso: nel canto senza sosta delle “sorelle” cicale – come le avrebbe chiamate Francesco – mi domando quante persone prima di me, devoti pellegrini o comuni viaggiatori, si siano soffermati proprio al bordo di questa curva.
Dopo la foto di rito, rimontiamo in macchina e “riprendiamo il cammino”.

Seguendo le indicazioni del navigatore e dei tanti cartelli che incontriamo sulla via, raggiungiamo il piazzale sottostante il complesso francescano e lasciamo la macchina ad un grande parcheggio sotterraneo. Vi si può accedere con il Telepass: una gran comodità.

La Basilica Inferiore di San Francesco

San Francesco - Basilica Inferiore

Il sagrato della Basilica Inferiore di San Francesco

Dal parcheggio alla basilica, il percorso da fare a piedi è poco sebbene in salita, ma il contesto sacro del luogo ce lo rende quasi “leggero” nonostante il caldo del mezzogiorno di agosto.
Dopo appena cinque minuti di camminata, ecco che l’ampio sagrato della Basilica Inferiore si apre davanti ai nostri occhi. Illuminato dal sole abbagliante, sembra ancora più immenso. Ci avviciniamo all’entrata passando all’ombra dei portici che lo costeggiano su entrambi i lati. Se avete bisogno di una pausa ristoratrice, a metà del loggiato di destra si trovano le toilette. Vi si accede per 60 centesimi: sono molto pulite e ci sono anche delle vending machine che distribuiscono acqua fresca e altri generi di prima necessità: credetemi, quelle due bottigliette da mezzo litro ci sono sembrate quasi un miracolo.

Il passaggio dalla luce del giorno alla fresca penombra degli interni è estremamente piacevole. Molte le persone ma tutte si muovono in silenzio e rispetto. La basilica – che sembra quasi “inginocchiarsi” sulla tomba del santo che si trova proprio nella cripta sotto la sua pavimentazione – è ad una sola navata e ha la forma del “tau”. Non si può non rimanere impressionati dalla ricchezza degli affreschi: non un solo centimetro di superficie ne è privo. Meravigliosa, nel transetto di destra, la Maestà del Cimabue che contiene una delle raffigurazioni più veritiere del Santo. Ma davvero impressionanti sono le quattro vele che si trovano sopra l’altare maggiore, affrescate presumibilmente intorno al 1300 con un ciclo di pitture allegoriche.  Splendido, sempre dietro l’altare maggiore, il coro di legno che termina sulla sinistra con una scaletta che sale verso il piazzale della Basilica Superiore. Ciò che mi ha maggiormente colpito, è il senso di “accoglienza”. Spesso, anzi quasi sempre, questi “mastodonti” della fede, tendono a respingere e non ad accogliere le persone. Qui è diverso: nonostante sia una delle mete più importanti della fede cattolica – la più visitata in Italia dopo San Pietro a Roma – tutta la Basilica è completamente fruibile, senza alcuna limitazione se non quella del decoro. Al portone d’ingresso infatti vengono forniti degli scialli usa e getta in finto tessuto a coloro che entrano in canottiera, minigonna o pantaloncini corti.

La Basilica Superiore di San Francesco

Assisi - Basilica Superiore

La Basilica Superiore di San Francesco

La Basilica Superiore è incredibilmente emozionante. Gli affreschi di Giotto sono una meraviglia per gli occhi e per lo spirito. E questo vale anche se non si è credenti: le vere opere d’arte non parlano la lingua di nessuna religione pregata dall’uomo, ma hanno un loro indiscusso linguaggio di perfezione e bellezza che si rivolge direttamente all’anima di chiunque le osservi. La sacralità intrinseca di questi affreschi, prescinde il messaggio religioso e didascalico per il quale furono realizzati. E non si può non ammirarli in devozionale silenzio.

E l’emozione è maggiore se si pensa che gli affreschi delle volte furono polverizzati durante il terremoto del 1997 che mise in ginocchio l’Umbria intera. In un tempo brevissimo, in soli due anni, sono stati completamente restaurati e riportati al loro antico splendore. La Basilica è stata riaperta già nel 1999, e questo, per una volta, è un miracolo fatto dall’uomo.

Assisi

Il grande piazzale davanti alla Basilica Superiore. Sulla sinistra, l’entrata al Bosco di San Francesco


Pranzo luculliano e post-pranzo nel Bosco di San Francesco d’Assisi

Assisi -FAI Bosco di San Francesco

Entrata a Bosco di San Francesco

Commossi, ma anche un pochino affamati – ebbene sì – ci mettiamo in cerca di un ristorantino in cui sederci e rifocillarci. Percorriamo il corso che si snoda proprio dal sagrato della Basilica Superiore e dopo poco centinaia di metri ci sediamo all’Osteria da Santu Mangione (il nome è già tutto un programma). Ordiniamo quello non può certo essere definito un menù leggero – tagliata alle erbe e cinghiale alle olive – innaffiando il tutto con una bottiglia di Sagrantino, vino perfetto per una cena invernale con temperature prossime allo zero, ma non esattamente l’ideale per il pranzo del 10 di agosto.
E così appagati (abbiamo mangiato bene) ma decisamente “alticci” decidiamo di smaltire il postprandiale, facendo una passeggiata nella Selva di San Francesco, il boschetto a cui si accede dal piazzale della Basilica Superiore ed oggi uno dei Luoghi del Cuore del FAI. Il costo della passeggiata è di 5 euro a persona, e scende letteralmente fino a valle. In fondo vi si trova il “Terzo Paradiso”, un’opera di Michelangelo Pistoletto. Avremmo voluto arrivare fino là, ma il gran caldo e gli eccessi del pranzo ci hanno consentito di percorrere solo il primo tratto. Ci siamo arresi al panorama della vallata del Subasio che si gode dalla seconda panchina.


Giorno #1 – Seconda tappa:
le Fonti del Clitunno

Fonti del Clitunno - Spoleto

Fonti del Clitunno

E così, dopo una pausa contemplativa al fresco del Bosco di San Francesco, ci dirigiamo in direzione Spoleto a Campello del Clitunno per visitare le famosi sorgenti. Il tragitto in macchina per raggiungere le Fonti del Clitunno è breve, una mezz’ora circa. Si tratta di un piccolo parco, in cui l’aspetto naturalistico (prevalente) sembra aver trovato un equilibrio magico con la storia e l’arte.
Fonti del ClitunnoÈ qui infatti che nasce il “sacro fiume Clitunno” come lo definiva il sommo Virgilio, un ambiente lacustre che in epoca romana arrivava fino al Tevere e permetteva di raggiungere Roma attraverso un complesso di canali.
Ed è qui che ancora oggi gli altissimi pioppi neri e i salici piangenti lambiscono con i loro rami limpidi specchi d’acqua, ruscelli e cascatelle gorgoglianti.
Quando Lord Byron lo visitò durante il suo Grand Tour in Italia, ne rimase talmente affascinato da menzionare queste “rive erbose” nei suoi scritti.
Data l’esiguità del luogo, la passeggiata tra i laghetti e i ponticelli per ammirare le polle d’acqua limpidissima non richiede molto tempo, in un’oretta circa si gira tutto il parco, ma se avete voglia di un luogo dove rilassarvi, beh, potete passarci anche un’intera giornata. Il costo del biglietto di entrata è di tre euro. C’è anche un ristorante e un bar in cui fare uno spuntino o mangiare un gelato.


 

Giorno #1 – Terza tappa:
Rasiglia, la piccola Venezia umbra

Rasiglia - Umbria

Rasiglia – la “piccola Venezia” Umbra

Rasiglia umbriaSi sono fatte ormai le quattro del pomeriggio, la stanchezza comincia a farsi sentire, ma noi non ci arrendiamo. Risaliamo in auto e torniamo verso Foligno, su, in direzione Colfiorito, per raggiungere Rasiglia, un piccolo borgo montano nella valle del Menotre, composto da un pugno di case i cui muri sono letteralmente lambiti da ruscelli e cascatelle che hanno origine da tre fonti di acqua purissima e formano vere e proprie vie d’acqua sorgiva.
Rasiglia, o come l’hanno ribattezzata i suoi 30 abitanti – e il numero non è affatto indicativo – “miracolo Rasiglia”, è anche nota come la “piccola Venezia umbra”, in grado di attirare migliaia di turisti, italiani e stranieri.
Il motivo di questo successo? Sicuramente l’unicità del luogo, la sua bellezza senza paragoni, la meraviglia che ti lascia a bocca aperta non appena cominci a percorre le sue stradine e ti imbatti nelle sue acque precipitose.
Rasiglia è annoverata dal FAI quale sito archeologico industriale del tessile. Grazie infatti ad un importante lavoro di recupero, quasi tutti i luoghi e gli elementi necessari alla produzione dei manufatti tessili, dalla tosatura alla realizzazione del prodotto finito, si trovano in un perfetto stato di conservazione.
Forse è proprio questa grande cura dei luoghi e delle tradizioni da parte della comunità tutta, che rende Rasiglia così preziosa. Preziosa e poetica: attaccati sui muri delle case, del mulino, sui parapetti dei ponticelli e sugli argini dei corsi d’acqua, ci sono tantissimi cartelli che riportano citazioni, frasi e poesie sull’acqua e sul mestiere della tessitura. Da Petrarca a Tagore, da Leopardi a Ayuryeda, una forma di storytelling molto semplice ed economico – a volte non importa spendere tantissimi soldi per creare la “giusta atmosfera” – ma di sicuro impatto emozionale.

 


 

Lasciamo Rasiglia dopo un’oretta e mezza. Siamo ormai arrivati a fine giornata: Roberta e Silvano ci aspettano a Bettona, dove saremo ospiti del loro Bed & Breakfast ricavato all’interno della Residenza d’Epoca Malatesta – IV Palazzo Baglioni. Ci rimangono altri due giorni pieni di meraviglie umbre… ma questa è un’altra storia che racconterò nel prossimo diario di viaggio

 

 

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By | 2018-08-20T14:36:40+00:00 agosto 22nd, 2018|Assisi, Provincia di Perugia|1 Comment

About the Author:

Multitasking per vocazione, appassionata non pentita di progetti di comunicazione, raccontatrice di storie urbane e instancabile camminatrice museale. La mia voglia di partire nasce sempre da una suggestione che mi colpisce improvvisa mentre ascolto una canzone, guardo un film, leggo un libro: da sola, in coppia o con le amiche, l’importante per me è partire sempre per un nuovo viaggio!

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