Ci sono posti che ti entrano dentro prima ancora di capire perché. Isola Santa è uno di questi.
Arrivi dalla SP13 salendo da Castelnuovo di Garfagnana, curva dopo curva tra i castagni, e a un certo punto il lago compare all’improvviso tra gli alberi: uno specchio d’acqua verde smeraldo, quasi irreale, con le sagome delle case in pietra che si riflettono ferme sulla superficie. Ti fermi. Non puoi non farlo.
La storia di un borgo che l’acqua ha trasformato
Isola Santa ha origini medievali. Le prime notizie scritte risalgono al 1260, ma il borgo è sicuramente più antico — nato intorno a un hospitale, un luogo di sosta e cura per i viandanti che percorrevano questi valichi delle Alpi Apuane. Pellegrini, contrabbandieri di sale, mercanti: tutti passavano da qui, lungo la Via Clodia Secunda che collegava la Garfagnana alla costa.
Poi, alla fine degli anni Quaranta, arrivò la diga. La società elettrica Selt Valdarno sbarrò il torrente Turrite Secca per scopi idroelettrici, creando il lago artificiale che oggi rende il borgo così fotogenico. Ma il prezzo fu alto: parte del paese fu sommersa — un antico mulino, un ponte ad arco, alcune abitazioni — e l’innalzamento delle acque rese instabili le case rimaste. Gli abitanti lasciarono uno ad uno. Negli anni Settanta, durante uno svuotamento del bacino, gli ultimi resistenti occuparono il paese in segno di protesta. Ottennero nuove case altrove, e fu il definitivo addio.
Oggi il borgo è abitato solo da chi ha scelto di tornare — e da chi arriva per la prima volta.

Cosa si vede (e si sente)
Il borgo si raggiunge a piedi, scendendo una scalinata in pietra e legno dal parcheggio sulla strada principale. Pochi gradini e sei già in un altro tempo.
Le case sono basse, in pietra grigia, con i tetti di ardesia. Qualcuna è stata restaurata — fa parte di un albergo diffuso aperto tutto l’anno — ma il carattere del luogo è rimasto intatto. Il vicolo principale scende verso il lago e porta alla chiesa di San Jacopo, sconsacrata, con il campanile isolato che fu ricavato da un’antica torre. Sul sagrato, una scultura in marmo — l’Albero del Pellegrino — indica la direzione e la distanza per Santiago de Compostela e per Roma. Un dettaglio minuscolo che racconta secoli di storie.
Quello che colpisce di più, però, non si vede: è il silenzio. Un silenzio pieno, fatto di acqua che si muove appena, del vento tra i castagni, del canto di qualche uccello. Niente musica, niente traffico, niente sottofondo urbano. Solo quel suono che i posti davvero fuori dal tempo sanno fare.
Quando andare e come viverlo al meglio
La primavera e l’autunno sono i momenti migliori. In primavera il lago è pieno e i colori del bosco intorno sono vivissimi; in autunno la luce radente sulle Apuane è straordinaria e i castagni si colorano di sfumature calde. L’estate funziona, ma i weekend di luglio e agosto portano un afflusso di visitatori che spezza un po’ l’incantesimo — meglio arrivare in settimana o nelle prime ore del mattino.
Il borgo si visita in trenta minuti, ma vale la pena rallentare. Portate qualcosa da mangiare e sedetevi in riva al lago. Se avete voglia di camminare, dal borgo partono diversi sentieri: il più noto è il CAI n.9, che in circa due ore porta al paese fantasma di Col di Favilla, a quasi 940 metri di quota — un’altra storia di abbandono e silenzio, ancora più radicale.

Come inserirlo in un itinerario in Garfagnana
Isola Santa funziona benissimo come tappa centrale di un weekend in Garfagnana. Nei dintorni ci sono altre realtà straordinarie: il Lago di Vagli con il paese sommerso di Fabbriche di Careggine (che riemerge durante gli svuotamenti periodici della diga), la Grotta del Vento vicino a Fornovolasco, i borghi medievali di Barga e Castiglione di Garfagnana. La Garfagnana ha un’identità gastronomica fortissima — cercate il farro della Garfagnana IGP, il biroldo (un insaccato tipico), i testaroli e le torte di erbe.
Per una guida dettagliata a Isola Santa — come arrivare, cosa fare, dove dormire e come organizzare la visita — Alberto e Valerio di GliEsploraCose hanno fatto un lavoro molto accurato: gliesploracose.it/isola-santa-garfagnana-guida-completa-2/
Come arrivare
Da Castelnuovo di Garfagnana si percorre la SP13 in direzione Arni per circa 12 km. Isola Santa è segnalata; il parcheggio è lungo la strada principale, il borgo si raggiunge a piedi in pochi minuti.
Da Lucca: circa 1 ora e 15 minuti. Da Pisa: circa 1 ora e 30 minuti. Da Viareggio (Versilia): circa 50-60 minuti attraverso il tunnel del Cipollaio.
Alcuni posti esistono per ricordarti che il mondo ha ancora angoli capaci di sorprenderti. Isola Santa è uno di questi. Andate, e poi diteci se non è così.
