Isola Santa: il borgo sul lago verde della Garfagnana

Ci sono posti che guardi mille volte sulla cartina prima di fermartici davvero. Isola Santa, per chi come me vive in Versilia, è uno di questi: sali dal traforo del Cipollaio, le Alpi Apuane ti si chiudono intorno, e a un certo punto, in fondo alla valle del Turrite Secca, compare un pugno di case di pietra grigia specchiate in un lago verde smeraldo. Non è un miraggio e non è un borgo fantasma: è un paese vero, medievale, nel comune di Careggine, che l’acqua di una diga ha cambiato per sempre senza mai inghiottirlo del tutto.

In questa guida vi racconto Isola Santa com’è davvero: la sua storia, che parte da un ospizio per pellegrini del Duecento e arriva alla diga del 1949; cosa si vede nel borgo e cosa affiora dal lago quando l’acqua si abbassa; quando conviene andare, come arrivare e dove parcheggiare, dove dormire e mangiare dentro le case di pietra restaurate, e cosa vedere nei dintorni, dalla Grotta del Vento al Lago di Vagli. E chiariamo subito un equivoco che gira da anni: Isola Santa non è il paese sommerso che scompare e riappare. Quello è un altro, e ci arriviamo tra poco.

In breve

Isola Santa è un borgo medievale di pietra sulla riva del Lago di Isola Santa, nel comune di Careggine (Garfagnana, provincia di Lucca), ai piedi delle Alpi Apuane. Nato come ospizio per pellegrini nel Duecento, fu parzialmente sommerso dalla diga sul Turrite Secca (1949) e abbandonato negli anni ’70; oggi le case restaurate sono un albergo diffuso. L’ingresso al borgo è libero e bastano circa 30 minuti per il giro, di più con una passeggiata sul lago. Si arriva in auto dalla SP13, a circa 12 km da Castelnuovo di Garfagnana, o dalla Versilia per il traforo del Cipollaio; parcheggio limitato a bordo strada. Migliori stagioni: primavera e autunno per i colori, inverno per vedere affiorare i ruderi sommersi quando l’invaso si abbassa.

Cos’è Isola Santa e perché vale il viaggio

Isola Santa è un piccolo borgo di pietra affacciato su un lago verde nel cuore della Garfagnana, nel comune di Careggine, ai piedi delle Alpi Apuane. Poche case addossate una all’altra, i tetti in ardesia, i vicoli stretti che scendono verso l’acqua: è uno di quei luoghi in cui il fascino non sta in un monumento da fotografare, ma nell’insieme, nel silenzio e nel modo in cui il paese si specchia nel lago.

Il lago è un bacino artificiale di montagna, alimentato dal torrente Turrite Secca, e ha quel colore verde smeraldo tipico delle acque delle Apuane, un verde che cambia con la luce e con le stagioni e che regala riflessi diversi ogni volta che ci torni. La cornice sono i boschi di castagno e le creste calcaree delle Apuane, che qui si fanno ripide e severe. È un posto da slow travel puro: si arriva, si rallenta, si cammina piano e si ascolta. Non a caso lo chiamano spesso “il borgo delle fate” o “il borgo incantato”: etichette da cartolina, certo, ma davanti a quel riflesso capisci da dove arrivano.

Il borgo di Isola Santa specchiato nel lago verde della Garfagnana
Il borgo di Isola Santa specchiato nel lago verde della Garfagnana

La storia: dall’hospitale di San Jacopo alla diga

Isola Santa nasce come luogo di sosta e di cura. I primi documenti che lo citano risalgono al 1260, ma l’insediamento è certamente più antico: era un hospitale, un ospizio dedicato a San Jacopo, dove trovavano riparo pellegrini, viandanti, poveri e contrabbandieri del sale che attraversavano le Apuane lungo la via che collegava la Garfagnana e la Via Clodia Secunda con la costa tirrenica. Il nome stesso mette insieme quelle due anime: la sacralità dell’ospizio e la posizione del nucleo antico, un tempo quasi un’isola tra i corsi d’acqua che scendono dalla montagna.

L’hospitale fu soppresso nel 1580 e l’attuale chiesa di San Jacopo venne edificata nel 1608. Per secoli Isola Santa resta un paese povero e isolato, appeso alla sua strada di montagna. La svolta, quella che ne cambia il volto per sempre, arriva nel 1949: la società elettrica Selt-Valdarno costruisce una diga sul torrente Turrite Secca per sfruttamento idroelettrico e crea il lago. L’acqua sommerge la parte bassa del borgo: un mulino, un ponte ad arco e alcune case finiscono sott’acqua, dove si trovano ancora oggi.

Da quel momento le case superstiti diventano instabili, complici gli sbalzi quotidiani del livello dell’acqua imposti dalla centrale, e il paese si spopola lentamente. Negli anni ’70 gli ultimi abitanti se ne vanno e Isola Santa resta vuota. È il restauro dei decenni successivi, che ha recuperato le case di pietra trasformandole in alloggi, a salvarla dall’abbandono definitivo e a farne la meta che è oggi.

Isola Santa non è il paese che riappare: la differenza con Fabbriche di Careggine

Questo è l’equivoco più comune, e vale la pena chiarirlo bene. Isola Santa viene spesso descritta come “il borgo che scompare e riappare tra le acque del lago”. Non è così: Isola Santa è sempre lì, sempre visibile e sempre visitabile. Solo la sua parte bassa è finita sott’acqua nel 1949, e da allora è rimasta sommersa in modo permanente. Il paese che davvero sparisce e riemerge è un altro, poco lontano, ed è quello che genera la confusione.

Attenzione: Isola Santa non è Fabbriche di Careggine. Fabbriche di Careggine è il borgo completamente sommerso dal Lago di Vagli, a una ventina di minuti di auto, sott’acqua dal 1953. Quello sì riemerge, ma solo quando svuotano la diga per manutenzione: è successo appena quattro volte (1958, 1974, 1983 e l’ultima nell’estate del 1994). Un nuovo svuotamento è annunciato per l’estate 2027, ma è una data già rimandata più volte: da prendere con le pinze. Isola Santa, al contrario, non ha bisogno di nessuno svuotamento: la trovate lì tutto l’anno.

Tenere separate le due storie non è pignoleria: sono due luoghi, due laghi e due vicende diverse. Se cercate il paese fantasma che affiora dall’acqua, la meta è il Lago di Vagli; se cercate il borgo di pietra vivo e specchiato nel verde, siete nel posto giusto qui a Isola Santa. Il bello è che, essendo vicinissimi, potete vederli entrambi nella stessa giornata.

Cosa vedere a Isola Santa

Isola Santa si visita a piedi, con calma, in una mezz’ora scarsa se si fa solo il giro del borgo. Il centro è un intrico di vicoli lastricati che scendono verso il lago tra le case di pietra restaurate: si passeggia, ci si affaccia, ci si ferma a guardare i riflessi. Ecco le cose da non perdere.

  • Il borgo di pietra: i vicoli, le case addossate, le scalinate in pietra e legno. È l’insieme a fare l’atmosfera, più di ogni singolo edificio.
  • La chiesa di San Jacopo: sconsacrata, si incontra lungo il vicolo principale che scende al lago. Non è un museo, ma è il cuore storico del paese, ciò che resta dell’antico hospitale.
  • Il lago e i riflessi: il punto forte di Isola Santa. La sponda offre gli scorci più fotografati, con il borgo e le Apuane specchiati nell’acqua verde. La luce migliore è di prima mattina o nel tardo pomeriggio.
  • I ruderi sommersi che affiorano: quando l’invaso si abbassa, dall’acqua riemergono le fondamenta delle case, il vecchio ponte e i resti sommersi dal 1949. È il vero, piccolo “riappare” di Isola Santa, e regala scorci insoliti.
  • L’imbocco dei sentieri: da Isola Santa partono diversi percorsi di trekking sulle Apuane, verso i pianori e le vette che circondano la valle. Anche solo il tratto lungo il lago è una bella passeggiata.
Le case di pietra e i vicoli del borgo di Isola Santa in Garfagnana
Le case di pietra e i vicoli del borgo di Isola Santa in Garfagnana

Consiglio: attraversate il borgo fino alla sponda opposta e voltatevi indietro. È da lì, con le case allineate sull’acqua e la montagna alle spalle, che Isola Santa dà il meglio di sé. Portate una macchina fotografica vera se potete: al telefono quel verde non rende mai come dal vivo.

Quando andare e il livello dell’acqua

Il periodo migliore per Isola Santa è la mezza stagione: primavera e autunno regalano i colori più belli, l’aria fresca delle Apuane e i riflessi più nitidi sul lago, senza la ressa. L’autunno in particolare, con i boschi di castagno che virano al giallo e al rame, è forse il momento più suggestivo. Ma c’è una variabile in più che qui conta parecchio: il livello dell’acqua.

  • Primavera e autunno: colori, riflessi, clima ideale per camminare. La scelta migliore per la maggior parte dei visitatori.
  • Estate: il borgo è più affollato, soprattutto nei weekend e ad agosto, ma la quota di montagna tiene lontano il caldo della costa. Meglio arrivare presto la mattina.
  • Inverno: pochi visitatori e un’atmosfera sospesa. È anche il periodo in cui, con l’invaso più basso, affiorano più spesso i resti sommersi. Occhio al meteo e al fondo scivoloso.

Essendo un bacino idroelettrico, il livello del lago non è costante: dipende dalla gestione della centrale e dalle stagioni. Quando l’acqua è alta, il borgo si specchia perfettamente; quando si abbassa, emergono le fondamenta e il paesaggio cambia del tutto. Nessuna delle due versioni è “sbagliata”: sono semplicemente due volti diversi dello stesso posto.

Come arrivare e dove parcheggiare

Isola Santa si raggiunge più comodamente in auto. Da Castelnuovo di Garfagnana si prende la SP13 in direzione Arni e in circa 12 km si arriva al borgo, che si trova proprio a bordo strada, in basso rispetto alla carreggiata. Chi arriva dalla Versilia o dalla costa può salire dall’altro versante attraverso il traforo del Cipollaio, una galleria di quasi 1.200 metri lungo la provinciale di Arni: dalla costa sono circa 50-60 minuti di strada di montagna, con curve e panorami.

Info pratica: il parcheggio è ricavato in alcune piazzole lungo la SP13, sopra il borgo, ed è gratuito ma molto limitato: nei weekend e in alta stagione si riempie in fretta. Conviene arrivare la mattina presto. Dal parcheggio si scende al paese a piedi per una scalinata in pietra e legno. In estate può essere attivo un servizio navetta dall’area di sosta al borgo: verificate sul posto perché non è garantito tutto l’anno.

Senza auto si può arrivare con i mezzi, ma serve pazienza con gli orari. La linea di riferimento è la E36 di Autolinee Toscane (Castelnuovo–Arni–Seravezza–Pietrasanta), che passa da Isola Santa: la fermata più vicina al borgo è quella di località Fatonero, a un minuto a piedi. La stazione ferroviaria più comoda è quella di Castelnuovo di Garfagnana, sulla linea Lucca–Aulla. Le corse di montagna sono poche al giorno e cambiano tra periodo scolastico e festivo: controllate sempre gli orari aggiornati sul sito di Autolinee Toscane prima di partire.

Dove dormire e mangiare a Isola Santa

Isola Santa si può vedere in mezza giornata, ma dormirci è tutta un’altra esperienza: quando i visitatori di giornata se ne vanno, il borgo torna al suo silenzio e il lago diventa vostro. La particolarità è che le case restaurate del paese sono diventate un albergo diffuso, quindi si dorme proprio dentro il borgo, nelle vecchie abitazioni di pietra.

Dove dormire a Isola Santa e dintorni

  • Nel borgo: l’Antico Borgo di Isola Santa è l’albergo diffuso che gestisce camere e appartamenti nelle case di pietra restaurate, raggiungibili solo a piedi (una breve salita di scale e sassi). È l’opzione più suggestiva per vivere il borgo al mattino e alla sera, quando è quasi deserto.
  • A Careggine: il paese sopra il lago, comodo come punto d’appoggio per esplorare l’altopiano e il Lago di Vagli.
  • A Castelnuovo di Garfagnana: la cittadina di riferimento della valle, con la scelta più ampia di alloggi e servizi, ideale come base per visitare tutta la Garfagnana.

Per mangiare, nel borgo c’è un ristorante tipico con terrazza sul lago, legato alla stessa gestione dell’albergo diffuso: cucina della Garfagnana, dai funghi porcini alla carne alla griglia, dalla pasta fatta in casa al pesce di lago. Una segnalazione onesta: alcune recensioni recenti l’hanno trovato chiuso in certi periodi, quindi l’apertura sembra variabile e stagionale. Se contate di pranzare o cenare lì, telefonate prima per essere sicuri.

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Cosa vedere e fare nei dintorni

Uno dei motivi migliori per venire a Isola Santa è che sta nel mezzo di una delle zone più belle della Garfagnana: nel raggio di mezz’ora d’auto c’è di che riempire un intero weekend. Ecco cosa mettere in itinerario.

  • Grotta del Vento (circa 20 minuti): una delle grotte turistiche più belle d’Italia, con tre percorsi di visita guidata di lunghezza crescente. È l’attrazione naturalistica più importante della zona.
  • Lago di Vagli e Fabbriche di Careggine (circa 15-20 minuti): il lago con il paese fantasma sommerso di cui parlavamo sopra, il parco avventura e il ponte sospeso. Da vedere anche a lago pieno, per il panorama.
  • Eremo di Calomini (circa mezz’ora): un piccolo santuario incastonato nella roccia, uno degli scorci più scenografici delle Apuane.
  • Careggine e l’altopiano (circa 10-15 minuti): il paese sopra il lago e i suoi panorami sulle Apuane.
  • Castelnuovo di Garfagnana (circa 20 minuti): la capitale della valle, con la Rocca Ariostesca, buona base per esplorare tutto il territorio.
  • Barga (circa 40 minuti): uno dei borghi più belli d’Italia, sull’altro versante della valle del Serchio.

Esperienze e visite in Garfagnana

  • Visita guidata alla Grotta del Vento (tre itinerari: 1, 2 o 3 ore).
  • Trekking ed escursioni sulle Alpi Apuane con guida.
  • Ponte sospeso e parco avventura al Lago di Vagli.

Info pratica: la Grotta del Vento propone tre percorsi guidati con biglietti (prezzi 2026 dal sito ufficiale): 1° itinerario di 1 ora a 10€ (ridotto 8€), 2° itinerario di 2 ore a 18€ (ridotto 15€), 3° itinerario di 3 ore a 25€ (ridotto 20€). È aperta tutti i giorni dell’anno tranne il 25 dicembre; il 1° itinerario è sempre disponibile, mentre 2° e 3° hanno orari più limitati e spesso richiedono prenotazione. Verificate orari e disponibilità sul sito ufficiale della Grotta del Vento o al telefono prima di andare.

Domande frequenti su Isola Santa

Perché si chiama Isola Santa?

Il nome unisce due elementi: la “santità” dell’antico hospitale di San Jacopo, l’ospizio religioso da cui il borgo nacque per accogliere pellegrini e viandanti, e la posizione del nucleo originario, un tempo quasi un’isola tra i corsi d’acqua che scendono dalle Apuane. Il lago artificiale, arrivato solo nel 1949, ha poi reso l’immagine dell'”isola” ancora più letterale.

Isola Santa è abitata?

Il borgo storico fu abbandonato dagli ultimi residenti negli anni ’70, dopo che la diga aveva reso instabili le case. Oggi non è un paese abitato in modo stabile come un tempo: le abitazioni di pietra sono state restaurate e trasformate in un albergo diffuso, quindi Isola Santa è viva soprattutto grazie al turismo e a chi ci soggiorna.

Si può visitare Isola Santa e quanto costa?

Sì, Isola Santa è un borgo aperto e si visita liberamente: non c’è biglietto d’ingresso. Bastano circa 30 minuti per il giro del paese, di più se ci si ferma a passeggiare lungo il lago o si imbocca uno dei sentieri sulle Apuane. Le uniche spese sono eventuali soste al ristorante o il pernottamento nell’albergo diffuso.

Isola Santa è il paese sommerso che riappare?

No, ed è un equivoco molto diffuso. Isola Santa è sempre visibile: solo la sua parte più bassa è finita sott’acqua con la diga del 1949 ed è rimasta sommersa in modo permanente. Il paese che sparisce e riemerge è Fabbriche di Careggine, sommerso dal Lago di Vagli, che riaffiora solo quando svuotano la diga (l’ultima volta nel 1994). Sono due luoghi diversi, vicini ma da non confondere.

Si può dormire a Isola Santa?

Sì. Le case restaurate del borgo formano un albergo diffuso, l’Antico Borgo di Isola Santa, con camere e appartamenti raggiungibili solo a piedi. Dormire nel borgo è il modo migliore per viverlo al mattino presto e alla sera, quando i visitatori di giornata se ne sono andati e resta solo il silenzio del lago. In alternativa si può alloggiare a Careggine o a Castelnuovo di Garfagnana.

Info essenziali

  • Dove: Isola Santa, comune di Careggine (LU), Garfagnana, Alpi Apuane.
  • Come arrivare: in auto dalla SP13, ~12 km da Castelnuovo di Garfagnana; dalla Versilia per il traforo del Cipollaio (~50-60 min). Bus: linea E36 Autolinee Toscane, fermata Fatonero.
  • Parcheggio: piazzole gratuite a bordo strada, limitate: arrivare presto.
  • Ingresso: libero, borgo aperto senza biglietto.
  • Durata visita: circa 30 minuti, di più con passeggiata sul lago o trekking.
  • Quando andare: primavera e autunno per i colori; inverno per i ruderi che affiorano con l’acqua bassa.
  • Dove dormire: albergo diffuso nel borgo, oppure Careggine e Castelnuovo di Garfagnana.
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