Immersioni e snorkeling a Favignana: siti, zone e permessi

Immagino già l’obiezione: si prende la maschera, si prende il boccaglio, ci si butta. Cosa vuoi che ci sia da sapere per infilare la testa sott’acqua a Favignana?

C’è che le Egadi non sono un mare qualsiasi: sono un’area marina protetta con un regolamento vero, quattro zone diverse e un elenco ufficiale di 77 siti di immersione numerati uno per uno. E che per immergersi con le bombole, anche da soli, anche per mezz’ora, serve un’autorizzazione. Che si chiede online, che costa poco, e che nessuno degli articoli che troverete cercando “immersioni Favignana” si prende la briga di nominare.

Non è pignoleria burocratica. È la differenza tra andarci sapendo cosa si può fare e dove, e trovarsi a spiegare la propria posizione alla Guardia Costiera. Lo dico perché mi sono messa a leggere il disciplinare dell’Area Marina Protetta invece dei soliti elenchi di nomi buttati lì, e ne è uscito un mare molto più organizzato (e molto più interessante) di come lo raccontano.

Quindi seguitemi: qui trovate le zone e cosa potete farci, i siti che valgono davvero con la loro profondità, i tre relitti (uno dei quali non è affatto quello che vi hanno detto), dove si fa snorkeling entrando comodamente da riva, e la parte che nessuno scrive mai, cioè cosa vedrete per davvero là sotto. Se invece state ancora organizzando il viaggio, partite dalla nostra guida all’isola di Favignana.

In breve

L’Area Marina Protetta Isole Egadi elenca 77 siti di immersione ufficiali: 28 a Favignana, 15 a Levanzo, 32 a Marettimo, 2 alle isole minori di Formica e Maraone. Per immergersi con autorespiratore serve un’autorizzazione dell’Ente gestore, che è il Comune di Favignana: si chiede su autorizzazionionline.ampisoleegadi.it o con l’app Blue discovery, e a tariffario vigente costa 10 € al giorno o 75 € per l’anno solare nelle zone B e C.

Tutta Favignana è in zona C tranne il Faraglione, quindi ci si immerge anche da soli, con l’autorizzazione. In zona B serve in più il brevetto di secondo livello. In zona A (costa ovest di Marettimo e isolotto di Maraone) si scende solo in visita guidata con un centro residente, e solo dal 15 aprile al 15 ottobre.

I siti più citati di Favignana sono la Secca del Toro (oltre 40 metri, per esperti), il Palo degli Spirografi e la Grotta di Cala Rotonda. L’immersione più particolare dell’arcipelago però è a Levanzo: il relitto romano di Cala Minnola, con il suo carico di anfore, tra i 27 e i 30 metri. Per lo snorkeling da riva il posto giusto è Cala Rossa; a Marettimo c’è il “miglio blu”, un corridoio di nuoto protetto lungo 1.852 metri.

Le Egadi sono un’area protetta, e questo cambia tutto

L’Area Marina Protetta Isole Egadi è stata istituita con decreto del 27 dicembre 1991 e copre 53.992 ettari di mare. La gestione è affidata al Comune di Favignana, che è anche l’ente a cui si chiedono le autorizzazioni.

Immersioni Favignana Isole Egadi
Immersioni Favignana Isole Egadi

Sul primato tocca fare una precisazione, perché in giro leggerete ovunque “la più grande d’Europa” e la faccenda è meno semplice. L’AMP stessa, in due pagine diverse del proprio sito, si definisce una volta la più grande d’Europa e una volta la più grande del Mediterraneo. Il Ministero dell’Ambiente, che è l’autorità, pubblica gli ettari e basta, senza rivendicare nulla.

Attenzione: l’affermazione “la più grande area marina protetta d’Europa” non regge alla verifica. Esistono aree protette europee enormemente più estese, a partire dalla rete delle Azzorre. Quello che si può dire con tranquillità è che le Egadi sono la più grande area marina protetta d’Italia, ed è già un bel primato: 53.992 ettari sono più di mezza provincia.

Il dato che invece nessuno cita, e che secondo me è il più impressionante, riguarda la posidonia: l’AMP dichiara 12.536 ettari di prateria, definendola la più estesa e meglio conservata del Mediterraneo. La chiama “il polmone del Mediterraneo” e per una volta il superlativo non è marketing, è un ecosistema che regge tutto il resto.

Le quattro zone: cosa potete fare e dove

Qui sta il nocciolo, ed è l’informazione che manca in tutti i pezzi che ho letto sull’argomento. L’AMP è divisa in quattro zone con regole diverse, e la zona in cui si trova un sito determina se ci potete andare da soli, accompagnati, o solo in certi mesi.

ZonaDoveImmersioni
A riserva integraleCosta ovest di Marettimo (tra Punta Mugnone e Punta Libeccio) e isolotto di MaraoneSolo visite guidate con centri residenti a Favignana, dal 15 aprile al 15 ottobre. Immersione individuale vietata
B riserva generaleFaraglione di Favignana, lato ovest di Levanzo, due tratti di Marettimo, isolotto di FormicaConsentite previa autorizzazione, solo con brevetto di secondo livello
C riserva parzialeTutta Favignana tranne il Faraglione, lato est di Levanzo, lato est di MarettimoConsentite previa autorizzazione, anche individuali
D protezioneTratto di mare tra Favignana, Levanzo e MarettimoZona di regolamentazione della pesca professionale, non di interesse subacqueo

Tradotto in pratica: se il vostro viaggio è a Favignana e basta, siete quasi sempre in zona C, quindi vi serve l’autorizzazione ma potete organizzarvi in autonomia. Il Faraglione fa eccezione ed è zona B: lì il secondo livello è obbligatorio.

In tutta l’AMP, in qualunque zona, valgono due divieti che riguardano da vicino chi si immerge: la pesca subacquea è vietata ovunque (e il prelievo di organismi pure, ricci esclusi e solo per i residenti autorizzati), e nelle grotte sommerse non si fanno immersioni notturne. Quest’ultima è una regola che sorprende molti, perché la grotta di notte è esattamente la cosa che verrebbe voglia di fare.

L’autorizzazione: come si chiede e quanto costa

La domanda si fa online sul portale autorizzazionionline.ampisoleegadi.it, che permette anche di pagare e rilascia il titolo in automatico. In alternativa c’è l’app Blue discovery, disponibile per Android e iOS, che serve anche per prenotare i campi boe.

Le tariffe del disciplinare vigente per le immersioni in zona B e C sono queste: 10 € al giorno, 20 € alla settimana, 35 € al mese, 75 € per l’anno. Se invece scendete con un centro, la visita guidata subacquea costa 3 € a testa di contributo all’AMP, di solito già incluso in quello che vi fa pagare il diving. Le autorizzazioni valgono per l’anno solare e scadono comunque il 31 dicembre, quindi quella annuale conviene solo se venite in primavera.

Attenzione: a fine 2025 l’AMP ha prorogato le autorizzazioni in scadenza “nelle more dell’approvazione del disciplinare integrativo anno 2026” da parte del Ministero. Vuol dire che il nuovo disciplinare non risulta ancora approvato e che le tariffe potrebbero cambiare. Prima di partire fate un salto sul portale delle autorizzazioni: è questione di un minuto e vi evita sorprese.

C’è anche un dettaglio che riguarda chi fa snorkeling arrivando da fuori: gli operatori che partono da porti esterni all’area protetta devono riscuotere un contributo d’ingresso di 2,50 € a persona per ogni escursione dentro l’AMP, esclusi i bambini fino a 5 anni. Se prenotate una gita in barca da Trapani o Marsala, quei due euro e mezzo sono lì dentro.

Ultima cosa, che conviene sapere prima e non dopo: chi si immerge senza autorizzazione rischia una sanzione che parte da 25 € e arriva a 1.032 €, con il minimo raddoppiato nelle zone B e C. Considerando che il permesso giornaliero ne costa dieci, direi che il calcolo si fa da sé.

Info pratica: le uscite guidate dei centri non possono imbarcare più di 30 persone per volta, proprio per contingentare le presenze sui siti. In agosto questo significa che i posti finiscono: se avete date fisse, prenotate il diving prima di prenotare il traghetto, non dopo.

I siti di immersione di Favignana, uno per uno

Favignana ha 28 siti ufficiali nell’elenco dell’AMP, tutti in zona C tranne il Faraglione. Vi risparmio la lista completa dei numeri di protocollo e vi metto in tabella quelli che i diving portano davvero, con le profondità che dichiarano.

Immersioni Favignana - Faraglione di Levanzo
Immersioni Favignana – Faraglione di Levanzo

Una precisazione onesta sulla colonna delle profondità: l’AMP non pubblica le profondità dei siti. I numeri qui sotto vengono dai centri di immersione e dai portali subacquei, e vanno presi per quello che sono, cioè indicazioni operative e non dati ufficiali. Dove le fonti divergono l’ho scritto.

SitoZonaProfonditàLivelloAccesso
Grotta di Cala RotondaCcirca 8 mmediobarca
Cala Rossa / Punta MarsalaCcirca 12 mbasebarca
Palo degli SpirografiC15-32 mmedio-avanzatobarca
GaleottaCnon dichiarataprincipiantibarca
Scoglio CorrenteCnon dichiarataespertibarca
Secca del ToroColtre 40 mespertibarca
Secca di AtlantideCcirca 60 mtecnicobarca
FaraglioneBnon dichiaratasecondo livello obbligatoriobarca

Il Palo degli Spirografi è quello che consiglierei a chi ha un Open Water solido e vuole vedere qualcosa di scenografico senza scendere troppo: il nome dice tutto, sono i ciuffi degli spirografi che spuntano dal fondo come piccoli fiori piumati. Occhio però a quel 15-32: i due estremi richiedono brevetti diversi, quindi chiedete al centro a che quota vi porta.

Sulla Secca di Atlantide devo fare l’antipatica. Sessanta metri sono ben oltre il limite ricreativo: è un’immersione tecnica, con decompressione e miscele, e la fonte che la cita non lo specifica. Se leggete quel nome in un elenco di “cose da fare a Favignana” e non avete un brevetto tecnico, quella riga non è per voi.

Levanzo e Marettimo hanno il resto del bottino: 15 siti la prima, 32 la seconda. Marettimo in particolare è l’isola delle grotte, ed è anche l’unica che ha zone A e B in quantità, quindi quella dove le regole contano di più. Il canale che la separa dalle altre due isole scende a 350 metri, e si sente: l’acqua è diversa, più aperta, più blu.

Cosa si prenota online alle Egadi

Il catalogo online delle Egadi è fatto quasi tutto di gite in barca con snorkeling: di immersioni vere ce n’è pochissimo, e i diving di Favignana lavorano soprattutto di persona e per telefono. Le due cose che si prenotano davvero sono queste.

  • Battesimo del mare a Favignana: la prima immersione con l’istruttore, briefing compreso, circa 3 ore. È l’unico prodotto con le bombole prenotabile online sull’isola.
  • Kayak e snorkeling: mezza giornata pagaiando lungo la costa con le soste in acqua, circa 5 ore. Il modo migliore per arrivare alle cale che da terra non si raggiungono.

I tre relitti delle Egadi (e cosa sono davvero)

Nell’elenco ufficiale dell’AMP i relitti immergibili sono tre, e su tutti e tre in giro si legge qualche imprecisione. Li metto in fila.

Il Vickers Wellington Mk 2, a Formica, non è una nave: è un bombardiere bimotore britannico della Seconda guerra mondiale, precipitato in mare. Diverse fonti lo elencano sotto la voce “relitti” accanto alle imbarcazioni senza specificarlo, e uno che si aspetta uno scafo si trova davanti una fusoliera con le ali. Le fonti subacquee lo danno intorno ai 26 metri.

Il relitto della motonave Elphis, sempre a Formica, è quello a cui bisogna fare più attenzione per un motivo che non riguarda la profondità (siamo sui 18 metri) ma la burocrazia: nell’elenco ufficiale risulta in zona A. Che significa niente immersione individuale, solo visita guidata con un centro residente, e solo nella finestra 15 aprile – 15 ottobre. Se qualcuno ve lo propone a marzo in autonomia, sta sbagliando.

Il Klizia, a Marettimo, è il caso più divertente, nel senso che le fonti si contraddicono apertamente. La scheda istituzionale di parks.it lo descrive come “lo scafo di una chiatta appoggiato su un fondo sabbioso a -19 metri”. Le fonti turistiche lo raccontano come una grossa nave da carico affondata negli anni Sessanta e adagiata a 20 metri. Chiatta o nave da carico non è un dettaglio, e nessuna fonte ufficiale dà l’anno dell’affondamento.

Tre relitti, e su tutti e tre le guide che dovrebbero raccontarveli si copiano l’un l’altra senza mai controllare cosa ci sia davvero sul fondo.

Fuori dall’elenco ufficiale gira anche il nome del Carmelo Lo Porto, nave da carico olandese affondata contro lo Scoglio Palumbo nella notte del 23 giugno 1971. Lo Scoglio Palumbo è un sito ufficiale a tutti gli effetti (in zona C, a Favignana), quindi il relitto è raggiungibile, ma non compare nella lista dei siti-relitto dell’AMP: chiedete al vostro centro come lo gestiscono.

L’immersione archeologica di Cala Minnola

Questa è la cosa più bella dell’arcipelago e la si trova raccontata malissimo quasi ovunque, quindi mettiamo ordine, perché sono due storie diverse che vengono continuamente confuse.

Immersioni Favignana - Cala Minnola
Immersioni Favignana – Cala Minnola

La prima è la battaglia delle Egadi, combattuta nel 241 a.C. a nord-ovest di Levanzo, che chiuse la prima guerra punica. Sul fondo ci sono i rostri di bronzo delle navi affondate, recuperati a partire dai primi anni Duemila da un team della Soprintendenza del Mare con la statunitense RPM Nautical Foundation: la Regione Siciliana ne contava 24 nell’agosto 2023, insieme a una trentina di elmi tipo Montefortino. È uno dei siti archeologici subacquei più importanti del Mediterraneo.

Attenzione: il sito della battaglia delle Egadi non è visitabile in immersione. I rostri stanno su un fondale di circa 80 metri: è profondità da ricerca scientifica con mezzi dedicati, non da subacquea ricreativa. Se leggete che “si possono vedere i rostri della battaglia punica”, chi lo scrive sta confondendo due luoghi distanti chilometri.

La seconda storia, quella che invece potete vedere con i vostri occhi, è il relitto romano di Cala Minnola, sulla costa orientale di Levanzo. Nell’elenco ufficiale è il sito numero 43, “Sito Archeologico”, ed è in zona C: quindi accessibile con la normale autorizzazione, anche in immersione individuale.

È una nave oneraria romana del I secolo a.C., messa in luce nel 2005 e trasformata in itinerario culturale subacqueo dalla Soprintendenza del Mare. Giace tra i 27 e i 30 metri ed è ancora carica delle sue anfore vinarie tipo Dressel 1B, un’ottantina, allineate sul fondo come le hanno lasciate. Si vede il ceppo d’ancora in piombo e, su un’anfora, un’iscrizione: PAPIA. Il nome di qualcuno, duemila anni fa.

Info pratica: a Cala Minnola l’AMP ha posizionato 5 boe, a Punta Altarella altre 3, a Capo Grosso 13. Si prenotano con l’app Blue discovery o dagli uffici dell’AMP. Trenta metri con anfore da guardare significa fondo scuro e poco tempo: è un’immersione da fare con un centro che la conosce, non da improvvisare.

Snorkeling a Favignana: dove si entra da riva

Passiamo a chi le bombole non le vuole. Buona notizia: lo snorkeling libero, quello con maschera e boccaglio senza guida, rientra nella balneazione ed è consentito in tutte le zone, senza autorizzazione e senza pagare niente. Il “permesso snorkeling” del tariffario riguarda gli operatori che portano gruppi, non voi che vi tuffate da uno scoglio.

Il posto per eccellenza è Cala Rossa, sulla costa nord-est, quella con l’acqua che ha il colore che avete visto nelle foto e che, per una volta, nelle foto non è truccato. Si entra da riva, su roccia, e il fondale resta basso a lungo: le fonti specializzate danno una profondità massima intorno ai 6 metri nella zona di snorkeling, mentre altri portali parlano di 12 riferendosi però al tratto verso Punta Marsala. Non c’è bagnino.

Buone anche Cala Azzurra, Bue Marino e le calette di ponente come Cala Rotonda e Cala Grande. Per il dettaglio di ognuna, con come arrivarci e dove parcheggiare, abbiamo un pezzo dedicato alle spiagge di Favignana.

Attenzione: ho trovato più di un articolo che infila la Secca del Toro in un elenco di “luoghi per lo snorkeling” a Favignana. La Secca del Toro sta a oltre 40 metri ed è classificata per subacquei esperti. Non è un posto dove si va con maschera e pinne, e presentarlo così accanto a Cala Rossa è un errore che può mettere qualcuno nei guai.

Un’ultima segnalazione che vale il viaggio a Marettimo: il “miglio blu”, un corridoio riservato alla balneazione e al nuoto in mare aperto, lungo esattamente 1.852 metri (cioè un miglio nautico) e largo una cinquantina, segnato da una ventina di boe tra Madonna del Rotolo e Praia Nacche. Dentro quel corridoio vige l’ordinanza della Capitaneria che vieta navigazione e ancoraggio: nuotate senza avere barche intorno, che alle Egadi in agosto è un lusso.

Cosa vedrete davvero sott’acqua

Arriviamo alla parte in cui di solito i pezzi sulle immersioni diventano un catalogo di meraviglie e vi promettono cernie, tartarughe, delfini e magari una foca. Facciamo diversamente: dividiamo per probabilità reale, con i numeri dell’AMP dove esistono.

I numeri di partenza sono ottimi: l’AMP dichiara il 25% delle specie protette o vulnerabili del Mediterraneo, 1.241 specie di invertebrati legate al coralligeno, 315 macroalghe e 110 specie di pesci. Non è un mare qualsiasi, davvero.

ProbabilitàCosa
Vedrete di sicuroCastagnole a nuvole, saraghi, occhiate, salpe che brucano la posidonia, donzelle pavonine, qualche scorfano fermo sul fondo
Dovete cercarloPolpi e murene nelle tane, gronghi, la cernia bruna sui siti più profondi, cicale di mare e aragoste sotto gli aggetti, spirografi (garantiti sul sito che porta il loro nome)
Se siete fortunatiRicciole e dentici di passo sulle secche, tartaruga Caretta caretta, tursiopi e stenelle dalla barca più che in immersione
Praticamente maiLa foca monaca, la cui presenza l’AMP dichiara “recentemente documentata” ma che nessuno incontra facendo un’immersione. Il capodoglio, citato tra le specie protette senza alcun dato di avvistamento

E poi c’è il capitolo che mi interessa di più, perché è quello in cui le schede ufficiali sono rimaste indietro rispetto alla realtà.

Attenzione: troverete scritto ovunque, anche su schede istituzionali, che nelle Egadi si ammirano grandi esemplari di Pinna nobilis, il nacchero di mare. Non fateci troppo affidamento: dal 2016 un’epidemia causata dal protozoo Haplosporidium pinnae ha provocato mortalità dell’80-100% in gran parte del Mediterraneo occidentale, e la specie è oggi classificata in pericolo critico nella Lista Rossa IUCN. Le schede che la descrivono come uno spettacolo garantito sono state scritte prima. Se ne incontrate una viva, guardatela e basta: non toccatela, non toglietele le alghe di dosso, non fatele la foto col flash appiccicato.

La cosa che invece vedrete e che rischiate di dare per scontata è la posidonia. Quei 12.536 ettari di prateria non sono un prato d’erba: sono una pianta con radici, fiori e frutti, che produce ossigeno, tiene insieme il fondale e fa da asilo nido a mezzo Mediterraneo. Quando ci passate sopra pinneggiando piano, con la luce che filtra tra le foglie, è il momento più bello di tutta l’immersione, e non c’è nessuna anfora romana che tenga.

Quando andare e come organizzarsi

La stagione subacquea alle Egadi va grossomodo da maggio a ottobre, con il picco di richieste ad agosto. Il mio consiglio, che poi è il consiglio che vale per tutta la Sicilia, è di puntare a giugno o settembre: l’acqua è già (o ancora) buona, i diving hanno posto, e non dovete litigare per un ombrellone a Cala Rossa. Settembre in particolare ha la termoclina più clemente e il mare più fermo.

Se venite per la zona A di Marettimo ricordate che la finestra è rigida: 15 aprile – 15 ottobre, e solo guidati. Fuori da quelle date, quella parte di mare è chiusa e basta.

Sui centri: a Favignana ne operano diversi, e i più citati negli elenchi ufficiali dell’ente parco sono Egadi Scuba Diving, Diving Center Saracen, Posidonia Blu e Progetto Atlantide, più il Marettimo Diving Center sull’isola grande. Non ho una preferenza da darvi e non ve la invento: quello che vi consiglio è di scrivere a due o tre prima di partire chiedendo esplicitamente su quali siti vi porterebbero e a che profondità, perché la risposta a quella domanda vi dice subito con chi avete a che fare.

E adesso lo s-consiglio, che come sapete non manca mai. Non organizzate le immersioni come riempitivo di una gita in barca. Il catalogo delle escursioni alle Egadi è pieno di minicrociere da Trapani che promettono “snorkeling incluso”: sono belle giornate in mare, ma la sosta in acqua dura venti minuti in una caletta scelta dallo skipper e con altre quaranta persone intorno. Se il mare sotto la superficie è il motivo per cui venite qui, prendetevi un’uscita dedicata. Sono soldi spesi diversamente, non di più.

Info essenziali

  • Autorizzazione: obbligatoria per le immersioni con autorespiratore, su autorizzazionionline.ampisoleegadi.it o app Blue discovery. Non serve per lo snorkeling libero.
  • Costo: 10 € al giorno, 75 € l’anno per zone B e C, a tariffario vigente. Verificate: il disciplinare 2026 non risulta ancora approvato.
  • Brevetti: zona C anche in autonomia; zona B serve il secondo livello; zona A solo guidati, dal 15 aprile al 15 ottobre.
  • Quando andare: da maggio a ottobre, meglio giugno e settembre.
  • Come arrivare: aliscafi e traghetti da Trapani e Marsala, tutti i dettagli nella guida su come arrivare a Favignana.
  • Divieti: pesca subacquea vietata ovunque, niente immersioni notturne nelle grotte sommerse.

Alla fine di questa ricerca la cosa che mi resta non sono i 77 siti né le tariffe, ma il fatto che le Egadi siano uno dei pochi posti dove il mare è stato preso sul serio: diviso in zone, contato, regolamentato, difeso. È il motivo per cui sott’acqua c’è ancora qualcosa da vedere, mentre a poche miglia di distanza non c’è più niente. Le due cose sono lo stesso fatto, e ricordarsene mentre si compila un modulo da dieci euro non fa affatto male.

Domande frequenti su immersioni e snorkeling a Favignana

Serve un permesso per immergersi a Favignana?

Sì. Le Isole Egadi sono un’area marina protetta e per le immersioni con autorespiratore serve un’autorizzazione dell’Ente gestore, cioè il Comune di Favignana. Si richiede e si paga online sul portale autorizzazionionline.ampisoleegadi.it oppure con l’app Blue discovery. A tariffario vigente costa 10 euro al giorno o 75 euro per l’anno solare nelle zone B e C. Lo snorkeling libero con maschera e boccaglio rientra invece nella balneazione e non richiede alcuna autorizzazione.

Quali sono i migliori siti di immersione a Favignana?

L’Area Marina Protetta elenca 28 siti ufficiali a Favignana, tutti in zona C tranne il Faraglione. I più frequentati sono il Palo degli Spirografi (tra 15 e 32 metri), la Grotta di Cala Rotonda (circa 8 metri), Cala Rossa e Punta Marsala (circa 12 metri) e la Secca del Toro, che però supera i 40 metri ed è riservata a subacquei esperti. L’immersione più particolare dell’arcipelago è però a Levanzo: il relitto romano di Cala Minnola, tra 27 e 30 metri.

Dove fare snorkeling a Favignana?

Il posto migliore è Cala Rossa, sulla costa nord-est: si entra da riva su roccia e il fondale nella zona di snorkeling resta intorno ai 6 metri, senza bagnino. Ottime anche Cala Azzurra, Bue Marino, Cala Rotonda e Cala Grande. A Marettimo c’è il miglio blu, un corridoio di nuoto lungo 1.852 metri interdetto a barche e ancoraggi. Evitate invece la Secca del Toro, che alcuni articoli citano tra i luoghi da snorkeling ma sta a oltre 40 metri.

Ci sono relitti da visitare alle Isole Egadi?

Nell’elenco ufficiale dell’AMP i relitti sono tre: il Vickers Wellington Mk 2 a Formica, che non è una nave ma un bombardiere britannico della Seconda guerra mondiale intorno ai 26 metri; la motonave Elphis, sempre a Formica, sui 18 metri ma in zona A e quindi accessibile solo in visita guidata dal 15 aprile al 15 ottobre; e il Klizia a Marettimo, descritto dalla scheda istituzionale come lo scafo di una chiatta a 19 metri, mentre le fonti turistiche lo chiamano nave da carico.

Si possono vedere i resti della battaglia delle Egadi in immersione?

No. I rostri di bronzo della battaglia del 241 avanti Cristo giacciono a nord-ovest di Levanzo su un fondale di circa 80 metri, profondità da ricerca scientifica e non da subacquea ricreativa. Quello che si può visitare è un’altra cosa: il relitto romano di Cala Minnola, sulla costa est di Levanzo, una nave oneraria del primo secolo avanti Cristo con il suo carico di anfore, tra i 27 e i 30 metri, in zona C e quindi accessibile con la normale autorizzazione.

Qual è il periodo migliore per immergersi alle Egadi?

La stagione va da maggio a ottobre, con il picco di richieste ad agosto. I mesi migliori sono giugno e settembre: acqua buona, mare più fermo, diving con disponibilità e isole meno affollate. Se vi interessa la zona A sulla costa ovest di Marettimo tenete presente che è accessibile, solo in visita guidata, esclusivamente dal 15 aprile al 15 ottobre.

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