Interrail nell’Inghilterra del Sud: Salisbury e Plymouth #Day 2

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Il sole è alto nel cielo, i tamburi giacciono sull’erba e sotto di essi la brina si scioglie. Il silenzio intorno è frastagliato solo da un brusio di voci che ora parlano quasi sussurrando per non svegliare il cielo, per non disturbare le ruvide pietre di Stonehenge mentre riposano indisturbate.
Il sole ci ha zittiti mettendo fine alla festa, a noi non resta che ripercorrere il prato a ritroso in una stanca, ciondolante e disordinata fila indiana. Vicino a me, i pellegrini druidi sbadigliano senza coprirsi la bocca, i giocolieri trascinano gli attrezzi, le coperte vengono riavvolte e riposte negli zaini. Nessuno ha voglia di parlare, tutto è stato detto. Silenziosamente montiamo sulla navetta e raggiungere il centro abitato più vicino: Salisbury.

Leggi il racconto del Day 1: Interrail nell’Inghilterra del sud. Day 1 – Solstizio d’estate a Stonehenge

Arrivate in stazione ci incamminiamo verso la cattedrale con l’intenzione di andare a vedere la Magna Charta. Ma la nostra attenzione viene boicottata da un invitante profumo che esce da un ristorante piuttosto piccolo, buio, quasi nascosto, con appese alle finestre tende a quadri bianchi e rossi che ricordano la piccola casa in marzapane delle favole. Ci affacciamo e una signora sorridente ci fa accomodare vicino alla finestra. Ordiamo la colazione all’inglese extra large composta da uova, fagioli, toast al formaggio, pomodori e pancakes – vegetariana per me, con bacon per Maritina. Bontà divina!

Qui, per onor di cronaca, dovrei aprire una breve parentesi sulla cena del giorno prima. Infatti, sebbene non abbia foto della succulenta colazione, ho la prova inconfutabile della mia poca italianità e anche di una certa mancanza di stile. Orbene, la mattina della partenza dovetti cucinare qualcosa da portar via e in quel momento l’unica cosa che trovai fu della pasta. Stop. Non avendo niente con cui condirla mi avvalsi di alcune bustine di ketchup ed il risultato finale è quello qui riportato in fotografia.

A mia difesa posso dire che, ad oggi, non mangio (quasi) più pasta e ketchup. Ma pizza e ketchup sì (e anche pizza e maionese). Lo so, lo so, ma che ci posso fà?
Comunque, tralasciamo le mie strane abitudini e torniamo a Salisbury…

 

Entriamo nella maestosa e bellissima cattedrale, che, come Wikipedia ricorda, custodisce una delle quattro copie della Magna Charta ovvero un documento legislativo medievale che mette i puntini sulle “i” ed i trattini sulle “t” su complicate e intricate questioni di diritto feudale.
Uscite dalla cattedrale e dopo aver imitato la statua, ci siamo sdraiate sul prato e abbiamo schiacciato un pisolino.

 

Dopo un sonnellino, un caffè e un viaggio in treno, arriviamo a Plymouth. Ci dirigiamo subito all’ostello della gioventù e prenotiamo due letti in camerata. Molliamo gli zaini e andiamo a scoprire la città. Rimaniamo colpite dall’unicità del faro, Smeaton’s Tower: non una comune ed anonima colonna di cemento ma bensì dipinto a strisce bianche e rosse! La torre di Smeaton svetta sulla baia e si staglia verso il cielo in contrasto con il verde del prato e l’azzurro del mare.

Un fatto curioso ed ironico e che il posto odierno del faro non è quello di origine. Infatti, il faro a righe sostituisce un altro faro che al largo di Plymouth segnalava ai marinai la presenza di scogli pericolosi (Eddystone Rocks). Ahimè, il suddetto faro bruciò in un incendio (ecco perché ironico: un incendio in mezzo al mare!) e il faro a righe andò a sostituirlo. Dopo un secolo e poco più si accorsero che l’acqua stava erodendo gli scogli su cui il faro posava e, per evitare il crollo, fu smontato e collocato sulla collina di Plymouth Hoe. Da lì domina la città ed il porto.

Di Plymouth ricordo che è stato bello camminare nelle viette al tramonto, lungo i canali, guardare i gabbiani e respirare l’aria marina in un’atmosfera rilassata.

Comunque, stanche morte, siamo andate a letto presto.


Interrai nell’Inghilterra del Sud

Leggi il racconto del Day 1:  Solstizio d’estate a Stonehenge


Salisbury e Plimuth

 

 

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By | 2018-04-26T08:37:49+00:00 aprile 25th, 2018|Salisbury|1 Comment

About the Author:

Vegetariana e caffeinomane, coltivo da anni un'intensa passione per i biscotti, i popcorn, i bei libri e le arti. Dopo una laurea in Lingue e un Master in Comunicazione Interculturale ho viaggiato e lavorato tra Europa e Africa. In Danimarca ho lavorato in una fattoria con 120 cavalli, in Marocco ho vissuto in una scuola e fatto snowboard sulle dune del Sahara, ho attraversato la Transilvania in autostop sulle tracce di Dracula, in Grecia mi sono addormentata su un traghetto e sono sbarcata sull'isola sbagliata, a Parigi ho assaporato la vita bohémien scoprendone gli angoli più remoti e nascosti, e tante altre avventure...

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