Isola di Linosa: cosa vedere sull’isola vulcanica delle Pelagie






Se Lampedusa è bianca, Linosa è nera. È il modo più veloce, a Dovevado, per spiegare che cosa sia questa piccola isola dell’arcipelago delle Pelagie: l’esatto rovescio della sorella maggiore. Dove Lampedusa è calcarea, arida e affollata d’estate, Linosa è vulcanica, verde di fichi e capperi, punteggiata di case dai colori accesi e abitata da poco più di quattrocento persone che vivono con i ritmi lenti di una volta. Un cono spento affiorato dal mare, con la sabbia scura e il turchese davanti: un posto che i più nemmeno conoscono, e che chi ci mette piede non dimentica.

In questa guida vi raccontiamo cosa vedere e cosa fare a Linosa: la sua natura vulcanica e i tre crateri spenti, il paese con le case dei pescatori, la Cala Pozzolana di Ponente dove nidificano le tartarughe, le cale e la Piscina naturale, lo snorkeling e le immersioni, e come arrivare su un’isola che si raggiunge solo via mare. È un tassello del nostro racconto sulle Pelagie, dedicato all’isola più segreta delle tre.

In breve

Linosa è la seconda isola delle Pelagie, vulcanica e nera, minuscola (poco più di 5 kmq, circa 430 abitanti) e lentissima. Da vedere: i tre crateri spenti (Monte Vulcano, Monte Rosso, Monte Nero), le case colorate dei pescatori, la Cala Pozzolana di Ponente (l’unica spiaggia di sabbia, dove nidificano le tartarughe Caretta caretta), i Faraglioni e la Piscina naturale. Si fa snorkeling, immersioni tra i migliori del Mediterraneo e trekking sui vulcani. Ci si arriva solo via mare, da Porto Empedocle o da Lampedusa. Bella in giornata da Lampedusa o come rifugio slow di qualche giorno.

Dov’è Linosa e perché è così diversa da Lampedusa

Linosa si trova nel Canale di Sicilia, in provincia di Agrigento, ed è la seconda isola dell’arcipelago delle Pelagie insieme a Lampedusa e allo scoglio di Lampione. Ma con Lampedusa, che dista una quarantina di chilometri più a sud, ha in comune quasi solo il mare. Lampedusa poggia sulla placca africana ed è calcarea, bianca e brulla; Linosa è vulcanica, nata dal mare per l’attività di crateri oggi spenti da circa 2.500 anni. Il risultato è un’isola dal terreno scuro e fertile, verde di vigne, fichi d’India e capperi, dove il nero della roccia lavica incornicia il turchese dell’acqua.

È anche un’isola minuscola e appartata: poco più di 5 chilometri quadrati e circa 430 abitanti, contro i tanti di Lampedusa. Niente aeroporto, niente movida, pochissime auto: qui la vacanza è fatta di silenzio, bagni e passeggiate. Chi cerca i servizi e la vita notturna resta a Lampedusa; chi cerca un’isola vera, lenta e vulcanica, prende il mare e viene a Linosa. Ecco, in sintesi, come si confrontano le due sorelle delle Pelagie.

LampedusaLinosa
Geologiacalcarea, africana, biancavulcanica, nera
Dimensioni~20 kmq~5 kmq
Spiaggesabbia bianca e calequasi tutte rocciose, una di sabbia scura
Come si arrivaaereo o navesolo via mare
Animamondana d’estatelenta e appartata

Cosa vedere a Linosa: i crateri, le case colorate e il paese

La prima cosa da vedere a Linosa è l’isola stessa, cioè la sua natura vulcanica. Il paesaggio è dominato da tre coni spenti: il Monte Vulcano, che con i suoi 195 metri è il punto più alto dell’isola, il Monte Rosso (186 metri), dal caratteristico colore rossastro delle scorie, e il Monte Nero (107 metri), il più scuro. Al centro dell’isola si apre la Fossa del Cappellano, un antico cratere basso e ampio oggi coltivato: uno di quei paesaggi che raccontano quanto la vita, qui, sia nata dalla lava. Salire su questi crateri è una delle esperienze più belle di Linosa, e ne parliamo tra poco.

L’altro volto dell’isola è il suo paese, piccolo e raccolto attorno al porticciolo. È qui che Linosa mostra la sua cifra più fotografata: le case basse dei pescatori dipinte con colori accesi, il rosso, il giallo, l’azzurro, il verde, un tempo per farsi riconoscere dal mare e oggi la firma visiva dell’isola. Passeggiare tra queste vie, all’ora del tramonto, con il profumo di salsedine e la lentezza di un posto dove si conoscono tutti, è già di per sé un motivo per venire. E tutto intorno, i campi terrazzati e i muretti a secco che tengono insieme la terra vulcanica.

Le spiagge e le cale di Linosa: Cala Pozzolana di Ponente

Chi arriva a Linosa cercando lunghe spiagge di sabbia deve cambiare idea: l’isola è vulcanica, e la sua costa è fatta quasi tutta di scogliere e cale rocciose dove ci si cala in acqua profonda e limpidissima. L’unica vera spiaggia di sabbia è la Cala Pozzolana di Ponente, sul versante occidentale: una piccola baia dalla sabbia scura di origine vulcanica, chiusa da un anfiteatro di pareti di pozzolana dai toni rossastri, con un contrasto di colori che da solo vale il viaggio.

La Pozzolana di Ponente non è però solo una spiaggia: è uno dei siti di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta più importanti d’Italia. Ogni estate le femmine risalgono la sabbia di notte per deporre le uova, e negli ultimi anni proprio qui è stato registrato il primo nido stagionale d’Italia. Durante la stagione i nidi vengono recinti e sorvegliati dai biologi e dai volontari (sull’isola opera un centro di recupero delle tartarughe marine): non c’è una prenotazione come alla Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, ma va rispettato lo spazio delimitato attorno ai nidi. Sull’isola ci sono anche altre cale, come la Cala Pozzolana di Levante a sud e i Faraglioni sul versante orientale, spuntoni di roccia nera che emergono dal mare verde smeraldo, accanto alla scenografica Piscina naturale, una vasca d’acqua limpida chiusa dagli scogli e perfetta per lo snorkeling.

Attenzione: alla Cala Pozzolana di Ponente si va per fare il bagno, ma d’estate è una nursery di tartarughe. Se trovate aree recintate o segnalate, teniamocene alla larga: sono i nidi. Non accendete fuochi, non lasciate rifiuti e, di notte in stagione di schiusa, evitate le luci forti verso la spiaggia, che disorientano i piccoli diretti verso il mare. È il modo più semplice per essere ospiti gentili di un posto raro.

Cosa fare a Linosa: snorkeling, immersioni e trekking sui vulcani

A Linosa, come a Lampedusa, il mare è il grande protagonista, ma qui ha un carattere tutto suo. Sott’acqua l’isola è un piccolo mito per chi fa immersioni: i fondali vulcanici, dentro l’Area Marina Protetta Isole Pelagie, scendono a picco in pareti popolate di cernie, barracuda, ricciole e murene, con colori intensi. Il sito più celebre è lo scoglio di Lampione, poco a ovest, uno dei punti sub più rinomati del Mediterraneo, noto anche per gli avvistamenti di squali. Anche solo con maschera e pinne, dalle cale e dalla Piscina naturale, lo snorkeling regala un mare tra i più belli che si possano vedere in Italia.

isola di Linosa
Isola di Linosa Faro

Fuori dall’acqua, l’attività da non perdere è il trekking sui crateri: sentieri facili salgono sul Monte Vulcano, sul Monte Rosso e sul Monte Nero, e dall’alto si abbraccia tutta l’isola con il mare intorno, un colpo d’occhio che ripaga la breve salita. Ottimo anche il giro dei punti panoramici come Punta Beppe Tuccio, tra i posti migliori per il tramonto. Molti scelgono di vivere Linosa in giornata partendo da Lampedusa: se è la vostra idea, l’escursione in barca a Linosa con rientro al tramonto permette di vedere l’isola e i suoi fondali senza pensieri di logistica. Chi invece ha più tempo, e vuole il silenzio vero, farebbe bene a fermarsi almeno una notte.

Come arrivare a Linosa

A Linosa si arriva solo via mare: l’isola non ha aeroporto (solo una piazzola per l’elisoccorso), quindi si parte dalla Sicilia o si fa tappa da Lampedusa. Da Porto Empedocle, il porto vicino ad Agrigento, ci sono due possibilità: la nave di linea (Siremar), che impiega diverse ore ed è spesso notturna, e l’aliscafo (Liberty Lines), attivo in estate, più veloce ma senza veicoli. La stessa nave che collega Lampedusa fa scalo a Linosa, quindi l’isola si può inserire comodamente in un viaggio che tocca entrambe.

Il modo più semplice per molti, però, è arrivarci da Lampedusa: in aliscafo la traversata dura appena una quarantina di minuti, il che rende Linosa perfetta anche per una gita in giornata. In alta stagione le corse sono più frequenti; fuori stagione si diradano parecchio, come tutto quello che riguarda i collegamenti delle Pelagie. Se pianificate la sola traversata tra le due isole, potete anche acquistare in anticipo il biglietto per il collegamento in barca tra Lampedusa e Linosa. Orari, corse e tariffe cambiano ogni stagione: verificateli sempre sui siti ufficiali delle compagnie prima di partire.

Una volta sbarcati, muoversi è facilissimo: Linosa è talmente piccola che si gira quasi tutta a piedi, e per il resto bastano una bici o uno scooter a noleggio. Le auto sono pochissime e non servono: qui le distanze si misurano in minuti di passeggiata.

Consiglio: decidete in anticipo se Linosa è una gita in giornata da Lampedusa o una tappa a sé. In giornata vedete i crateri, il paese e un bagno; ma è dormendoci, con il silenzio della sera e l’alba sull’isola vuota, che Linosa dà il meglio. In entrambi i casi portate scarpe comode per i sentieri sui vulcani, acqua e crema solare: i servizi sono pochi e l’ombra, sulla lava, ancora meno.

Info essenziali

  • Cos’è: la seconda isola delle Pelagie, vulcanica e nera, ~5 kmq e circa 430 abitanti.
  • Da vedere: i tre crateri (Monte Vulcano, Rosso, Nero), le case colorate, Cala Pozzolana di Ponente, i Faraglioni, la Piscina naturale.
  • Cosa fare: snorkeling, immersioni (fondali tra i migliori del Mediterraneo, Lampione), trekking sui vulcani.
  • Come arrivare: solo via mare, da Porto Empedocle (nave o aliscafo estivo) o da Lampedusa (aliscafo ~45 min). Niente aeroporto.
  • Da sapere: alla Pozzolana nidificano le tartarughe: rispettare i nidi recintati. Servizi ridotti, si gira a piedi.

Linosa è la sorella segreta delle Pelagie, ma fa parte di un arcipelago tutto da scoprire: per Lampedusa, la Spiaggia dei Conigli e il resto delle isole trovate tutto nella nostra guida all’isola di Lampedusa.

Domande frequenti su Linosa

Come si arriva a Linosa?

Solo via mare. Da Porto Empedocle (Agrigento) con la nave di linea (Siremar, diverse ore, spesso notturna) o con l’aliscafo estivo (Liberty Lines, più veloce ma senza veicoli). Da Lampedusa l’aliscafo impiega circa 45 minuti, il che rende possibile anche una gita in giornata. Linosa non ha aeroporto: l’unico scalo aereo delle Pelagie è a Lampedusa.

Cosa vedere e cosa fare a Linosa?

I tre crateri vulcanici spenti (Monte Vulcano, Monte Rosso, Monte Nero), il paese con le case colorate dei pescatori, la Cala Pozzolana di Ponente dove nidificano le tartarughe, i Faraglioni e la Piscina naturale. Si fa snorkeling, immersioni tra le migliori del Mediterraneo e trekking sui vulcani.

Linosa ha spiagge di sabbia?

Una sola: la Cala Pozzolana di Ponente, dalla sabbia scura di origine vulcanica. Il resto della costa è fatto di cale rocciose, scogliere e faraglioni, dove il mare è profondo e trasparente. Per i tuffi dagli scogli e lo snorkeling sono comode le scarpe da scoglio.

Si può visitare Linosa in giornata da Lampedusa?

Sì. In aliscafo la traversata da Lampedusa dura circa 45 minuti, quindi Linosa si presta a una gita di un giorno per vedere i crateri, il paese e fare un bagno. Chi però vuole coglierne l’anima lenta e appartata dovrebbe fermarsi almeno una notte. Le corse sono più frequenti in alta stagione.

Si vedono le tartarughe a Linosa?

La Cala Pozzolana di Ponente è uno dei siti di nidificazione della tartaruga Caretta caretta più importanti d’Italia: le uova vengono deposte in estate e i nidi vengono recintati e sorvegliati. Non è garantito vederle, perché nidificano di notte, ma sull’isola opera un centro di recupero delle tartarughe marine.

Linosa o Lampedusa: che differenza c’è?

Sono l’una il rovescio dell’altra. Lampedusa è calcarea, bianca, più grande e mondana d’estate, con la celebre Spiaggia dei Conigli e l’aeroporto. Linosa è vulcanica e nera, minuscola, lenta e appartata, senza aeroporto e con una sola spiaggia di sabbia. Molti le visitano entrambe, usando Lampedusa come base.

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