Le spiagge dello sbarco in Normandia: le 5 spiagge, mappa e itinerario

Avevo sempre desiderato vedere le spiagge dello sbarco in Normandia. Quei luoghi li conoscevo solo dai documentari, e il 6 giugno 1944, il giorno che sui libri di storia si chiama D-Day, era per me una data e poco più. Poi, durante il mio tour della Normandia, ho deciso di dedicare il tempo necessario a percorrere quella lunga costa dove americani, inglesi e canadesi sbarcarono per liberare l’Europa dal nazismo. La prima cosa che mi ha colpito è stata proprio la bellezza di quei luoghi: pare impossibile che panorami così sereni abbiano visto una delle battaglie più sanguinose della Seconda Guerra Mondiale.

In questa guida vi porto con me lungo tutte e cinque le spiagge dello sbarco, da ovest a est: Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword. Vi racconto cosa resta da vedere oggi, i musei e i memoriali con i prezzi aggiornati, la mappa per orientarsi, come arrivare e quanto tempo serve, dove ho dormito e quando conviene andare. È il pezzo che avrei voluto trovare io prima di partire, perché, come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

In breve

Le spiagge dello sbarco in Normandia sono cinque e si allineano da ovest a est lungo la costa del Calvados e della Manche: Utah e Omaha (dove sbarcarono gli americani), Gold (inglesi), Juno (canadesi) e Sword (inglesi e francesi). Da non perdere il cimitero americano di Colleville, la Pointe du Hoc, il porto artificiale di Arromanches e il Mémorial de Caen. Ci si muove in auto: da Parigi sono circa 3 ore in autostrada, la base migliore è Bayeux o Caen. Bastano un giorno per l’essenziale, due o tre per vederle con calma. I siti all’aperto e i cimiteri sono gratuiti; i musei costano tra 8 e 21 €.

Quali sono le 5 spiagge dello sbarco in Normandia

Le spiagge dello sbarco in Normandia sono cinque, e il 6 giugno 1944 vennero indicate con altrettanti nomi in codice. A ciascuna fu assegnato un contingente alleato preciso: gli americani sbarcarono a Utah e a Omaha, gli inglesi a Gold e a Sword, i canadesi a Juno. Le trovate tutte lungo un unico tratto di costa di poco più di ottanta chilometri, collegate da una comoda strada litoranea che le percorre una dopo l’altra. Ho preparato una tabella per avere subito il quadro, prima di scendere nel dettaglio di ognuna.

SpiaggiaChi vi sbarcòComune / zonaCosa vedere oggi
Utah BeachStati UnitiSainte-Marie-du-Mont (Manche)Musée du Débarquement, Sainte-Mère-Église, chilometro zero
Omaha BeachStati UnitiColleville-sur-Mer (Calvados)Cimitero americano, Overlord Museum, Pointe du Hoc
Gold BeachRegno UnitoArromanches-les-Bains (Calvados)Porto artificiale di Mulberry, Arromanches 360, batterie di Longues-sur-Mer
Juno BeachCanadaCourseulles-sur-Mer (Calvados)Juno Beach Centre, bunker e mezzi
Sword BeachRegno Unito e FranciaOuistreham (Calvados)Grand Bunker, Mémorial de Caen a pochi km

Dove si trovano: la mappa dello sbarco in Normandia

Le spiagge dello sbarco si trovano nel nord-ovest della Francia, sulla costa della Normandia, per la maggior parte nel dipartimento del Calvados e, per la sola Utah, in quello della Manche. Il modo più semplice per visitarle è seguirle da est a ovest o, come ho fatto io, prendere la strada litoranea a partire da Ouistreham, dove il canale che scende da Caen incontra il mare, e risalirle una a una. Guardando la mappa si capisce subito la logica dell’operazione Overlord: un fronte unico, spezzato in cinque settori, con i porti di Cherbourg e Le Havre come obiettivi.

Mappa delle spiagge dello sbarco in Normandia
La mappa dello sbarco in Normandia: i cinque settori da Utah a Sword

Su una guida avevo letto che da quelle spiagge transitarono oltre quattro milioni di soldati nei sei mesi successivi al 6 giugno, e che circa centomila persero la vita nei combattimenti. Oggi tutto questo è custodito dai musei che raccontano lo sbarco e da ciò che ancora testimonia quell’evento: bunker, fortificazioni, cimiteri e i resti dei porti artificiali. Andiamo a vederle una per una, da ovest a est.

Utah Beach e Sainte-Mère-Église

Utah è la spiaggia più a ovest, l’unica nel dipartimento della Manche. Qui sbarcarono gli americani con l’obiettivo di tagliare in due le forze tedesche e conquistare il porto di Cherbourg. Nella notte precedente lo sbarco, migliaia di paracadutisti furono lanciati nell’entroterra, e a Sainte-Mère-Église è rimasta celebre la statua del paracadutista impigliato con il paracadute al campanile della chiesa, a ricordo del soldato John Steele che vi restò appeso durante l’assalto.

La statua del paracadutista sul campanile di Sainte-Mère-Église
Il paracadutista appeso al campanile di Sainte-Mère-Église

Sempre a Sainte-Mère-Église si trova la prima pietra miliare della Voie de la Liberté, il chilometro zero da cui partì la liberazione dell’Europa: una colonna che segna l’inizio del percorso seguito dalle truppe alleate fino al Lussemburgo. Chi vuole approfondire la storia dei paracadutisti trova qui l’Airborne Museum, uno dei musei più curati di tutta la zona.

Il chilometro zero della Voie de la Liberté a Sainte-Mère-Église
Il chilometro zero della Libertà a Sainte-Mère-Église

Info pratica: l’Airborne Museum di Sainte-Mère-Église costa 11,50 € per gli adulti e 7,50 € per i ragazzi dai 6 ai 16 anni, gratis sotto i 6. Il Musée du Débarquement di Utah Beach, a Sainte-Marie-du-Mont, costa 10 € (ridotto 7,50 € per gli studenti, 6,50 € per i bambini). Gli orari si allungano in estate: prezzi e aperture cambiano con la stagione, verificate sempre sul sito ufficiale prima di partire.

Pointe du Hoc

Tra Utah e Omaha, arroccata su una falesia alta una trentina di metri, la Pointe du Hoc è per me uno dei luoghi più impressionanti dell’intera costa. Qui i tedeschi avevano piazzato una poderosa batteria di cannoni con cui tenevano sotto tiro entrambe le spiagge americane. Convinti che il promontorio fosse inespugnabile, furono sorpresi dall’assalto di un commando di Rangers che scalò la parete a picco con corde e scale sotto il fuoco nemico. Fu una delle imprese più leggendarie del D-Day.

I bunker tedeschi della Pointe du Hoc
I bunker della Pointe du Hoc, ancora segnati dai bombardamenti

Camminando tra i crateri delle bombe e i resti delle postazioni difensive, ancora perfettamente visibili, si respira la violenza di quei giorni più che in qualsiasi museo. L’accesso al sito e al Visitor Center è gratuito, gestito dall’American Battle Monuments Commission.

Attenzione: dal 2026 fino a circa metà 2027 la Pointe du Hoc è interessata da un grande cantiere di conservazione contro l’erosione della falesia. L’accesso resta garantito, ma alcune aree o passaggi possono essere temporaneamente chiusi: controllate lo stato dei lavori sul sito ufficiale prima di andarci, per non trovare sorprese.

Omaha Beach, il simbolo dell’operazione Overlord

Se dovessi indicare una sola spiaggia da cui iniziare, direi Omaha, la più conosciuta e la più tragica. Si trova a Colleville-sur-Mer e il soprannome che si è guadagnata, Bloody Omaha, dice tutto: qui i tedeschi opposero una resistenza feroce dall’alto delle scogliere e la prima ondata americana fu falcidiata. Vederla oggi, larga e silenziosa con la bassa marea che scopre centinaia di metri di sabbia, mentre si prova a immaginare cosa accadde in quelle stesse ore, è un’esperienza che resta.

Omaha Beach, la spiaggia dello sbarco in Normandia
Omaha Beach, la Bloody Omaha

Il cimitero americano di Colleville-sur-Mer

Proprio dietro la spiaggia, su un promontorio affacciato sul mare, si estende il cimitero americano di guerra, con le sue quasi diecimila croci bianche allineate su un prato verde curatissimo. Devo dire la verità: ho sentito una malinconia profonda visitando quel luogo. Sarà stata la suggestione, ma raramente un posto mi ha trasmesso una sensazione così forte. L’ingresso e il parcheggio sono gratuiti, e vale la pena fermarsi anche solo per il silenzio.

Il cimitero americano di Omaha Beach a Colleville-sur-Mer
Il cimitero americano di Colleville-sur-Mer, sopra Omaha Beach
Le croci bianche del cimitero americano in Normandia
Le quasi diecimila croci bianche del cimitero americano

I musei di Omaha Beach

A pochi passi dalla spiaggia trovate due musei che raccontano quel giorno. Il Musée Mémorial d’Omaha Beach, a Saint-Laurent-sur-Mer, conserva uniformi, armi, mezzi e oggetti personali originali, oltre a testimonianze video dei soldati sopravvissuti. Poco distante, a Colleville, l’Overlord Museum espone una grande collezione di veicoli e mezzi corazzati dello sbarco. Sono due tagli diversi e complementari sulla stessa battaglia.

Info pratica: il Musée Mémorial d’Omaha Beach costa 7,90 € (ridotto 5,90 € per gli studenti, 4,60 € per i bambini dai 7 ai 15 anni). L’Overlord Museum costa 9,90 € (ridotto 7,50 €, gratis sotto i 7 anni). A differenza dei siti all’aperto e del cimitero, questi musei hanno un biglietto d’ingresso: nessuno dei due è gratuito, al contrario di quanto si legge in giro.

Uscendo dal museo e guardando di nuovo la spiaggia, mi è tornata in mente una frase letta all’ingresso: qui non si visita un luogo di vacanza, ma un cimitero a cielo aperto travestito da spiaggia. Difficile dirlo meglio.

Gold Beach e il porto artificiale di Arromanches

Gold fu attaccata dalle forze inglesi e, superata la prima fase, divenne il cuore logistico dell’intera invasione. Fu qui, ad Arromanches-les-Bains, che gli alleati costruirono uno dei due porti artificiali chiamati Mulberry: una cosa che ancora oggi lascia a bocca aperta. L’attracco fu realizzato in meno di due settimane e arrivò a movimentare più traffico dei porti di Le Havre e Cherbourg messi insieme. Su questa spiaggia transitarono oltre due milioni e mezzo di soldati, mezzo milione di veicoli e quattro milioni di tonnellate di materiali.

I resti del porto artificiale Mulberry ad Arromanches
I resti del porto artificiale di Mulberry ad Arromanches-les-Bains

Ancora oggi, con la bassa marea, si vedono i giganteschi cassoni di cemento del molo galleggiante affiorare dall’acqua davanti alla cittadina. Ad Arromanches un piccolo museo, il Musée du Débarquement, racconta la storia di questa impresa ingegneristica, mentre il cinema circolare Arromanches 360 proietta un breve e intenso filmato d’archivio a trecentosessanta gradi.

Info pratica: il Musée du Débarquement di Arromanches costa 12,90 € (ridotto 8,30 €, pass famiglia 37 €) e include l’audioguida. Il cinema Arromanches 360 costa 7 € (ridotto 6 €). Entrambi seguono orari stagionali e chiudono in genere a gennaio: controllate il calendario sul sito ufficiale.

Le batterie di Longues-sur-Mer

A due passi da Arromanches, tra Gold e Omaha, si trova uno dei siti che mi ha colpito di più: la batteria tedesca di Longues-sur-Mer, l’unica del Vallo Atlantico ad avere ancora i cannoni originali dentro le casematte. Camminare tra quei bunker affacciati sul mare, con la stazione di osservazione ancora in piedi sull’orlo della scogliera, è come entrare dentro un documentario. L’accesso al sito all’aperto è gratuito.

Le batterie tedesche di Longues-sur-Mer
Alle batterie tedesche di Longues-sur-Mer

Juno Beach

Tra Courseulles-sur-Mer e Saint-Aubin-sur-Mer si stende Juno, la spiaggia assegnata ai canadesi. Anche qui lo scontro fu durissimo: nella prima ora di combattimento, si racconta che un soldato su due perse la vita. Oggi Juno è ricordata dal Juno Beach Centre, l’unico museo della costa interamente dedicato al ruolo del Canada nello sbarco e nella guerra, con un percorso moderno e coinvolgente e la possibilità di visitare un bunker tedesco proprio sotto la spiaggia.

Juno Beach, la spiaggia dei canadesi
Juno Beach, la spiaggia assegnata ai canadesi

Info pratica: il Juno Beach Centre di Courseulles-sur-Mer costa 9 € per il solo museo e 13,50 € con la visita guidata al bunker (ridotti rispettivamente 7 € e 11,50 €, gratis sotto gli 8 anni). Gli orari sono stagionali, con aperture più lunghe da maggio ad agosto.

Sword Beach

Sword è la più orientale delle cinque spiagge, la prima che si incontra arrivando da Caen, e fu teatro dello sbarco delle truppe inglesi e di un contingente francese. Si trova a Ouistreham, dove il canale navigabile che scende dalla città incontra il mare. Qui vale la pena visitare il Grand Bunker, il Musée du Mur de l’Atlantique: un’ex torre di comando tedesca alta cinque piani, rimasta con gli arredi e la strumentazione dell’epoca, dalla quale si domina tutta la baia.

Sword Beach, la più orientale delle spiagge dello sbarco
Sword Beach, dove sbarcarono inglesi e francesi (foto: TeaMeister / VisualHunt, CC BY)

Info pratica: il Grand Bunker di Ouistreham costa 8,50 € per gli adulti e 6,50 € per i bambini dai 6 ai 12 anni, gratis sotto i 6. È chiuso qualche settimana tra gennaio e febbraio: come sempre, un controllo al sito ufficiale prima di partire evita brutte sorprese.

Lo sbarco in Normandia dal lato tedesco

Se pensate che il D-Day abbia lasciato sul terreno solo vittime alleate, vi consiglio una tappa che quasi nessuno racconta: il cimitero militare tedesco di La Cambe. Se nel cimitero americano di Colleville riposano circa novemila soldati, in quello tedesco ne riposano oltre ventimila. È un luogo cupo e diverso, con le sue lastre scure allineate nel prato e i tumuli sormontati da croci basaltiche, e serve a ricordare che di là dal mito eroico dello sbarco c’è, semplicemente, la guerra e i suoi morti da entrambe le parti.

Il cimitero militare tedesco di La Cambe in Normandia
Il cimitero tedesco di La Cambe, dove riposano oltre ventimila soldati

L’accesso al cimitero di La Cambe è gratuito, come lo è quello americano di Colleville. Metterli entrambi nell’itinerario, a poca distanza l’uno dall’altro, dà alla visita un equilibrio che nessun museo da solo riesce a restituire.

Il Mémorial de Caen: da dove partire

Il mio consiglio, prima di mettere piede sulle spiagge, è iniziare da Caen e dal suo Mémorial, il grande Museo della Pace. È il museo che dà la cornice a tutto il resto: un percorso multimediale che ripercorre le cause della Seconda Guerra Mondiale, l’occupazione, il D-Day e la battaglia di Normandia che ne seguì. Caen fu una città martire, quasi rasa al suolo dai bombardamenti alleati, e il fatto che oggi ospiti proprio il museo dedicato alla pace è un cortocircuito che fa riflettere.

A Caen, punto di partenza per le spiagge dello sbarco
A Caen con Ornella, prima di partire verso le spiagge

Info pratica: il Mémorial de Caen costa 20,80 € per gli adulti (ridotto 18,50 € per ragazzi, over 65 e insegnanti), con gratuità sotto i 10 anni e per i veterani. È il museo più completo e più grande della zona: mettete in conto almeno due o tre ore di visita e valutate l’acquisto online, spesso leggermente scontato.

Come arrivare alle spiagge dello sbarco in Normandia

Il modo migliore per raggiungere e visitare le spiagge dello sbarco è l’auto, perché i siti sono distribuiti su una fascia di costa lunga e i mezzi pubblici non li collegano bene tra loro. Ecco le opzioni principali per arrivare in zona.

  • In auto da Parigi: circa 250-270 km, tra le 3 e le 3 ore e mezza lungo l’autostrada A13 in direzione Rouen-Caen. Da Caen alle spiagge bastano poi 30-60 minuti.
  • In treno: dalla stazione di Paris Saint-Lazare si arriva a Bayeux in circa due ore, la base ideale per Omaha, Gold, Longues e i cimiteri. Per la zona di Utah e Sainte-Mère-Église la stazione di riferimento è Carentan, sulla linea per Cherbourg. Da lì, però, servono un taxi, un bus locale o un tour per muoversi.
  • Con un tour organizzato da Parigi: la soluzione più comoda se non si guida, con visite guidate che uniscono le spiagge, i cimiteri e i musei in giornata.

Personalmente resto un convinto sostenitore del noleggio auto: dà la libertà di fermarsi dove si vuole e di gestire i tempi. Se non l’avete mai fatto all’estero, vi rimando ai miei trucchi per noleggiare una macchina senza brutte sorprese, perché anche qui l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. Per confrontare le tariffe di più compagnie in un colpo solo io uso DiscoverCars.

Tour e visite guidate delle spiagge dello sbarco

  • Tour in giornata da Parigi alle spiagge dello sbarco, con guida e trasporto inclusi.
  • Visite guidate dei siti del D-Day partendo da Bayeux o Caen, ideali per chi non ha l’auto.
  • Tour tematici sul cimitero americano, Omaha e la Pointe du Hoc con storici del territorio.

Quanti giorni servono: itinerari da 1, 2 e 3 giorni

Quanto tempo dedicare alle spiagge dello sbarco dipende da quanto volete approfondire. Io le ho girate in due giornate piene, ma si può fare sia in meno sia in più. Vi lascio tre itinerari a seconda del tempo che avete, costruiti con il mio metodo dei cerchi: individuo le cose da vedere e cerco un alloggio il più possibile baricentrico, così da non passare la giornata in auto.

  • In un giorno (l’essenziale): partenza al mattino, Mémorial de Caen o direttamente Arromanches con il porto artificiale, poi la batteria di Longues-sur-Mer, Omaha Beach con il cimitero americano e chiusura alla Pointe du Hoc. È intenso ma fattibile con base a Bayeux.
  • In due giorni (il completo): il primo giorno il settore centrale (Sword, Juno, Gold, Arromanches, Longues); il secondo Omaha con cimitero e musei, Pointe du Hoc, Utah e Sainte-Mère-Église. È il mio consiglio per chi vuole capire davvero senza correre.
  • In tre giorni (l’approfondito): si aggiunge il Mémorial de Caen con calma, il cimitero tedesco di La Cambe, i musei che si erano saltati e magari una puntata sui borghi della costa, come Barfleur, uno dei più belli di Francia.

Dove dormire per visitare le spiagge dello sbarco

La scelta della base logistica fa la differenza, perché permette di raggiungere le spiagge in pochi minuti e di rientrare senza lunghi trasferimenti. Le tre zone migliori sono Bayeux, Caen e Arromanches.

Dove dormire vicino alle spiagge dello sbarco: le zone

  • Bayeux: la base più pratica in assoluto, piccola e piena di fascino, con la sua cattedrale e il celebre arazzo. È baricentrica rispetto a Omaha, Gold, Longues e i cimiteri, e ha la stazione dei treni.
  • Caen: la città più grande e servita, ideale se si arriva in treno e se si vuole abbinare il Mémorial e il settore orientale (Sword, Ouistreham).
  • Arromanches e la costa: per chi vuole dormire davanti al mare e ai resti del porto artificiale, tra bed and breakfast e piccoli alberghi affacciati sulla spiaggia.

Io ho scelto una soluzione fuori dagli schemi e non potrei esserne più contento: il Château Saint Pierre a Saint-Pierre-du-Mont, un maniero del Cinquecento diventato fattoria con camere, a trecento metri dalla Pointe du Hoc. È di proprietà di Jean e Marie, due allevatori di mucche che ci hanno accolti come amici; Marie ci ha raccontato che durante la guerra il maniero era usato dal comando tedesco. Al mattino ci ha portato in tavola i prodotti fatti da lei con il latte appena munto, e abbiamo fatto colazione a un unico grande tavolo con gli altri ospiti arrivati da mezza Europa. Sono le cose che trasformano un pernottamento in un ricordo.

Consiglio: a cena, se siete nella zona di Grandcamp-Maisy, andate al Restaurant de la Marée: ho mangiato delle crudité di mare splendide e un piatto di affumicati da urlo. In una terra affacciata sulla Manica, il pesce è quasi sempre la scelta giusta.

Quando andare alle spiagge dello sbarco

Il mio periodo preferito è giugno, e non solo per la bella stagione e per la Normandia più verde che si possa immaginare. È in questo mese che il D-Day viene ricordato: ogni anno, intorno al 6 giugno, sulle spiagge e nei cimiteri si tengono cerimonie di commemorazione dell’anniversario dello sbarco del 1944. Negli anni degli anniversari tondi, come è stato per l’ottantesimo nel 2024, gli eventi sono imponenti e richiamano capi di Stato e veterani da tutto il mondo; negli altri anni sono più raccolti, ma sempre presenti e toccanti.

Se cercate tranquillità, la primavera e l’inizio dell’autunno regalano luce bellissima e pochi turisti, con la sola incognita del meteo normanno, notoriamente capriccioso. L’estate è la stagione più affollata ma anche la più comoda per gli orari lunghi dei musei. In ogni caso, portate sempre una giacca antivento: sulla costa il tempo cambia in fretta.

Le spiagge dello sbarco sono spesso una tappa di un viaggio più ampio in Normandia. Da Barfleur noi abbiamo raggiunto Cherbourg e poi Mont-Saint-Michel, ma quella è un’altra storia. E se la Francia vi ha già conquistati, date un’occhiata alla mia guida alla Provenza o, per chi passa da Parigi, ai consigli per vedere la Torre Eiffel senza code.

Info essenziali

  • Come arrivare: in auto da Parigi (autostrada A13, circa 3 ore); in treno a Bayeux o Caen, poi auto o tour.
  • Come muoversi: auto a noleggio, è la scelta migliore per collegare le cinque spiagge.
  • Quando andare: giugno per le commemorazioni; primavera e autunno per la tranquillità.
  • Durata consigliata: 1 giorno per l’essenziale, 2-3 giorni per una visita completa.
  • Ingressi: siti all’aperto e cimiteri gratuiti; musei da 8 a 21 €.
  • Base logistica: Bayeux (la più comoda), Caen o Arromanches.

Domande frequenti sulle spiagge dello sbarco in Normandia

Dove si trovano le spiagge dello sbarco in Normandia?

Si trovano nel nord-ovest della Francia, lungo la costa della Normandia, in gran parte nel dipartimento del Calvados e, per Utah Beach, nella Manche. Le cinque spiagge si allineano su circa 80 km di costa, da Sainte-Marie-du-Mont a ovest fino a Ouistreham a est.

Quali sono le 5 spiagge dello sbarco?

Da ovest a est sono Utah e Omaha (dove sbarcarono gli americani), Gold (inglesi), Juno (canadesi) e Sword (inglesi e francesi). A ciascuna, il 6 giugno 1944, fu assegnato un nome in codice e un contingente alleato.

Come arrivare alle spiagge dello sbarco da Parigi?

In auto da Parigi sono circa 250-270 km, tra le 3 e le 3 ore e mezza lungo l’autostrada A13. In treno si arriva a Bayeux o Caen da Paris Saint-Lazare in circa due ore, poi servono un’auto a noleggio o un tour per raggiungere le spiagge. Esistono anche tour organizzati in giornata da Parigi.

Quanti giorni servono per visitare le spiagge dello sbarco?

Basta un giorno per vedere l’essenziale (Arromanches, Omaha, il cimitero americano e la Pointe du Hoc), ma con due giorni si visitano tutte e cinque le spiagge con calma. Con tre giorni si aggiungono il Mémorial de Caen, i musei e i borghi della costa.

Quanto costano gli ingressi ai musei dello sbarco?

I siti all’aperto (Pointe du Hoc, Longues-sur-Mer) e i cimiteri americano e tedesco sono gratuiti. I musei hanno un biglietto: circa 8-13 € per quelli sulle singole spiagge (Utah, Overlord, Arromanches, Juno, Grand Bunker) e 20,80 € per il più grande, il Mémorial de Caen.

Qual è la spiaggia dello sbarco più importante da visitare?

Omaha Beach è la più famosa e simbolica, per la durezza dello scontro e per il cimitero americano di Colleville che la sovrasta. È il punto da cui conviene iniziare, insieme alla vicina Pointe du Hoc.

Si possono visitare le spiagge dello sbarco in un giorno?

Sì, in un giorno si vede l’essenziale concentrandosi sul settore centrale: Arromanches con il porto artificiale, la batteria di Longues-sur-Mer, Omaha Beach con il cimitero americano e la Pointe du Hoc. Per vederle tutte e cinque senza correre servono però almeno due giorni.

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3 risposte

  1. Sarebbe stato utile verificare i nomi delle località prima di pubblicare un articolo, ce ne sono parecchi a caso, da Lungues invece che Longues, a Sainte Marie Eglise invece di Sainte Mere Eglise e via andare. Sarebbe stato anche meglio non raccontare che Pointe du Hoc era la sede di una batteria così importante per contrastare lo sbarco, dato che quella batteria era stata smantellata prima e i cannoni erano stati ritirati in posizione più arretrata. Non occorre essere esperti, c’è scritto sulle guide turistiche. Ma ormai è così, il web è il posto dove chiunque abbia abbastanza coraggio può pontificare su qualsiasi cosa.

    1. Buongiorno, la ringrazio di aver letto con attenzione il mio articolo sullo sbarco. È stato davvero un viaggio che mi ha lasciato dentro sensazioni forti.
      Grazie per aver evidenziato i refusi presenti che ho provveduto a correggere.
      In merito a Pointe du Hoc, il mio racconto si basa sulle informazioni dateci dalla guida che ci ha accompagnato e ho provveduto a verificare anche su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Pointe_du_Hoc.
      Lungi da me travisare la storia, il nostro blog non ha questo obiettivo, bensì quello di raccontare solo esperienze personali di viaggio anche attraverso suggestioni, leggende e racconti di chi abita in quelle zone.
      Anche il Videogioco Call of Duty 2 (non proprio un libro di storia, lo so), comincia il D-Day con l’attacco a Pointe du Hoc e uno scontro a fuoco a Saint Pierre du Mont (dove abbiamo soggiornato) :)
      Se ha informazioni untili per coloro che volessero intraprendere questo itinerario, non esiti a inviarcele che provvederò a integrare il mio articolo.

  2. Ciao Paolo,sono appena rientrato dal mio secondo viaggio fatto sulle 5 spiagge del D-Day e credo che ce ne sarà anche un terzo perchè per ignoranza mia,ho tralasciato parecchie batterie naziste da visitare tipo: Azeville, Crisbecq e Quineville.
    Vorrei precisare che lo sbarco riferito al gioco che menzioni,non è a Point du hoc ma sulla spiaggia di Omaha. Comunque detto questo,rimangono sempre posti di un certo fascino.
    Saluti da David di Viareggio

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