Matera è una città che si legge male dalle foto. Nelle immagini sembra un unico presepe di pietra, compatto e piatto; dal vivo è un anfiteatro scavato dentro un burrone, dove ogni tetto è il pavimento di qualcun altro e ogni spostamento è una scala. È il motivo per cui tanti ci arrivano con una lista di monumenti in mano e passano il primo pomeriggio a capire dove si trovano, invece che a guardare.
Questa guida prova a risolvere quel problema prima che si presenti. Prima di tutto il resto ti diamo la mappa mentale della città, che sono tre pezzi e non venti; poi cosa vedere in ciascuno, quanto costano davvero i biglietti, quante scale devi mettere in conto e come si arriva dall’altra parte del canyon, che è il punto da cui i Sassi si vedono per quello che sono. Se stai organizzando un giro più ampio, questa città è il capitolo centrale di cosa vedere in Basilicata.
In breve
Matera si divide in tre parti: la Civita, lo sperone alto con la Cattedrale, e i due Sassi che le stanno ai lati, il Sasso Barisano a nord, più restaurato e pieno di locali, e il Sasso Caveoso a sud, più scavato e più simile a com’era. Di fronte, oltre il torrente Gravina, c’è il Parco della Murgia Materana, da cui si vede la città intera. Le cose da vedere a pagamento costano poco singolarmente, dai 3 € del Palombaro Lungo agli 8 € della Casa Grotta, e il cumulativo delle tre chiese rupestri costa 6 €. Un giorno pieno basta per i due Sassi e la Civita; con due giorni si aggiungono la Murgia e i musei. Metti scarpe da camminata: qui il dislivello è il vero protagonista.
Indice dell’Articolo
Capire Matera in due minuti: Civita, Barisano, Caveoso
Quasi tutte le guide elencano venti luoghi senza dire dove stanno, e il risultato è che si cammina a caso. Matera invece ha una struttura semplice, fatta di tre pezzi che si vedono a occhio nudo dal primo belvedere.
La Civita è lo sperone di roccia al centro, il punto più alto: è il nucleo originario, quello dove sta la Cattedrale e dove abitavano i benestanti. Ai suoi due lati si aprono i due Sassi, che sono i quartieri scavati.
Il Sasso Barisano, a nord-ovest, guarda verso il paese ed è il più restaurato: qui stanno gran parte degli alberghi in grotta, dei ristoranti e delle botteghe. È quello che sembra un borgo.

Il Sasso Caveoso, a sud, guarda il canyon ed è rimasto più com’era: case grotta una sopra l’altra, chiese scavate nella roccia, meno vetrine. È quello che sembra un presepe.

Sopra ai Sassi, in piano, c’è la città moderna, con Piazza Vittorio Veneto che fa da soglia tra i due mondi: ci si arriva in macchina, e da lì si scende a piedi.
Di là dal torrente Gravina, infine, c’è il Parco della Murgia Materana, con i belvedere da cui si guarda Matera di fronte. Non è una tappa qualsiasi: è il punto in cui capisci la città.
Consiglio: la prima cosa da fare appena arrivi non è entrare da qualche parte, è affacciarti da un belvedere e riconoscere i tre pezzi. Piazzetta Pascoli e il Belvedere Luigi Guerricchio sono i due punti più comodi, entrambi a due passi da Piazza Vittorio Veneto. Dieci minuti lì ti fanno risparmiare due ore di disorientamento.
I Sassi: cosa sono davvero, e perché ci si commuove
I Sassi non sono un centro storico pittoresco: sono il quartiere in cui, fino agli anni Cinquanta, quindicimila persone vivevano in grotte scavate nella calcarenite, spesso in un solo vano, insieme agli animali, senza acqua corrente né fognature, con una mortalità infantile che era tra le più alte d’Europa.
Nel 1952 lo Stato decise lo sfollamento: gli abitanti furono trasferiti d’autorità nei nuovi rioni costruiti fuori, e i Sassi rimasero vuoti per decenni. Da “vergogna nazionale”, come furono chiamati in Parlamento, sono diventati Patrimonio UNESCO nel 1993 e Capitale Europea della Cultura nel 2019. È una delle inversioni di destino più nette che una città italiana abbia mai fatto, e sapere questo cambia completamente cosa vedi mentre cammini.
Il posto dove questa storia si capisce meglio è Casa Noha, il bene FAI che non espone oggetti ma proietta un racconto multimediale sulle pareti stesse della casa. Se hai tempo per una cosa sola prima di iniziare il giro, fai quella: costa 7 € e dura una mezz’ora, e dopo tutto il resto ha un senso diverso.
Cosa vedere nel Sasso Caveoso
È il più scenografico dei due e quello dove sopravvive meglio l’idea di com’era. Si scende da Piazza Vittorio Veneto o da via Ridola e ci si trova dentro un anfiteatro di case grotta.
La Casa Grotta di Vico Solitario è la ricostruzione di un’abitazione tipica con gli arredi originali: il letto alto, la cisterna, la mangiatoia per il mulo nella stessa stanza. È piccola e si visita in venti minuti, ma è la cosa che rende concreto tutto il discorso.
Le due chiese rupestri da vedere qui sono Santa Maria de Idris, incastrata dentro il masso che domina il Caveoso e collegata alla cripta di San Giovanni in Monterrone con i suoi affreschi bizantini, e Santa Lucia alle Malve, che fu il primo insediamento femminile benedettino della città.
Sopra al tutto c’è la chiesa di San Pietro Caveoso, l’unica affacciata sul canyon e non scavata nella roccia, con la piazza da cui si guarda dritto la Murgia.
Cosa vedere nel Sasso Barisano
Il Barisano è il lato che ha ricevuto più restauri: ha i portali scolpiti nella pietra, le facciate rimesse a nuovo, i ristoranti e quasi tutti gli alberghi ricavati nelle grotte. È il più comodo da girare la sera.
Qui la visita principale è San Pietro Barisano, la più grande chiesa rupestre di Matera, con il suo sottochiesa e le nicchie usate un tempo per la scolatura dei corpi: impressiona, ed è meno affollata delle altre.
Poco più su c’è il complesso rupestre della Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, due chiese scavate su livelli diversi che ospitano mostre temporanee, e il MUSMA, il museo della scultura contemporanea sistemato dentro Palazzo Pomarici: opere moderne dentro gli ipogei, che è un accostamento che a Matera funziona meglio che altrove.
Cosa vedere nella Civita e nella città di sopra
Sullo sperone centrale sta la Cattedrale di Matera, romanico-pugliese fuori e barocca dentro, con il presepe in pietra del Cinquecento e il campanile che si vede da ogni punto della città. La piazza davanti è uno dei belvedere migliori sui due Sassi.
Nella città moderna, a pochi passi, ci sono il Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale con il celebre telo di Carlo Levi, e il Museo Ridola, archeologico, oggi chiuso per lavori di rinnovamento. Vale un passaggio anche Piazza del Sedile e, per chi ha una mezza giornata in più, il Castello Tramontano, incompiuto e un po’ fuori mano.
Matera sotterranea: il Palombaro Lungo
Sotto Piazza Vittorio Veneto, cioè sotto i piedi di chiunque si fermi a prendere un caffè, c’è una cisterna alta quindici metri scavata nella roccia e intonacata a cocciopesto: il Palombaro Lungo, che riforniva d’acqua la città e che fu scoperto solo negli anni Novanta, durante i lavori di risistemazione della piazza.
Si visita in una mezz’ora, costa 3 € ed è la visita col miglior rapporto tra stupore e prezzo di tutta Matera. Non si prenota: si compra il biglietto all’ingresso, in piazza.
La Murgia e il belvedere di fronte ai Sassi
Questa è la parte che quasi tutte le guide citano e nessuna spiega. Il Belvedere di Murgia Timone è il punto da cui sono state scattate le fotografie di Matera che hai in mente, ed è dall’altra parte del canyon: significa che non ci si arriva passeggiando.

Le strade sono tre. A piedi, scendendo al torrente Gravina e risalendo dall’altro lato: è un’escursione vera, con dislivello, da mettere in conto per mezza giornata e non da fare a mezzogiorno d’agosto. In auto, girando intorno al canyon: si arriva in una ventina di minuti dalla città. Oppure con un’escursione organizzata, che è la soluzione più semplice se non hai la macchina, e la più sensata al tramonto, quando la città si accende di fronte a te: c’è un tour del Parco della Murgia Materana con i Sassi al tramonto che risolve trasporto e orario insieme.
Dentro il parco, oltre ai belvedere, ci sono più di cento chiese rupestri sparse e i villaggi neolitici trincerati. La più famosa è la Cripta del Peccato Originale, con il ciclo di affreschi longobardi dell’VIII secolo che le è valso il soprannome di “Cappella Sistina rupestre”: sta fuori città, si visita solo su prenotazione, a gruppi e a fasce orarie fisse.
Attenzione: la Cripta del Peccato Originale non si raggiunge a piedi dai Sassi e non si entra senza prenotazione. Il prezzo del biglietto non è pubblicato sul sito ufficiale e in rete circolano cifre diverse tra loro: chiedilo al momento di prenotare, al numero del centro visite, invece di fidarti di quello che leggi in giro (compresi noi).
Quanto costa entrare: i biglietti di Matera
Matera è una città in cui le singole visite costano poco e si sommano. Questi sono i prezzi rilevati sui siti ufficiali di ciascun luogo a luglio 2026: cambiano nel tempo, quindi valgono come ordine di grandezza e vanno riverificati prima di partire.
| Cosa | Intero | Note |
|---|---|---|
| Palombaro Lungo | 3,00 € | biglietto in loco, in Piazza Vittorio Veneto |
| Chiese rupestri, cumulativo 3 chiese | 6,00 € | 1 chiesa 3 € · 2 chiese 5 €: il cumulativo conviene |
| Casa Noha (FAI) | 7,00 € | chiusa il mercoledì; gratis per gli iscritti FAI |
| Casa Grotta di Vico Solitario | 8,00 € | comprende anche la chiesa rupestre di Sant’Agostino |
| Palazzo Lanfranchi | 10,00 € | cumulativo con le altre sedi del Museo Nazionale 15 €, valido 2 giorni |
| Cripta del Peccato Originale | non pubblicato | solo su prenotazione, prezzo da chiedere al centro visite |
Due avvertenze che valgono più della tabella. La prima: la Casa Grotta costa 8 €, non 3 €, come si legge ancora su moltissimi siti che riportano un tariffario vecchio di anni. La seconda: non esiste un biglietto unico di Matera. Circolano formule cumulative parziali, come quella delle chiese rupestri o quella del Museo Nazionale, ma nessuna carta copre tutto: chi te la vende sta rivendendo altro.
Le visite guidate da prenotare a Matera
- Il tour dei Sassi con guida locale, che include l’ingresso a una casa grotta e a una chiesa rupestre: è il modo più rapido per orientarsi il primo giorno.
- L’escursione al Parco della Murgia con i Sassi al tramonto, per arrivare dall’altra parte del canyon senza auto.
- Il giro serale, quando i Sassi sono illuminati e la temperatura è umana.
Matera a piedi: scale, dislivello e scarpe
È l’informazione che manca in quasi tutte le guide e che si scopre sul posto, di solito nel modo peggiore. A Matera non esiste un percorso pianeggiante. I Sassi sono un anfiteatro: si scende dalla città moderna verso il fondo e si risale, più volte al giorno, su scalinate irregolari e su basolato di pietra levigata dal tempo.
Cosa comporta, in concreto. Servono scarpe chiuse con una suola che tenga: la pietra dei Sassi è scivolosa, e lo è molto di più se ha piovuto. Le distanze sulla mappa non dicono niente: duecento metri in pianta possono voler dire due rampe di scale e dieci minuti. E d’estate il calcare restituisce il calore accumulato fino a sera, quindi le ore centrali di luglio e agosto sono da evitare per camminare: meglio la mattina presto e il tardo pomeriggio.
Info pratica: se viaggi con un passeggino, con qualcuno che fa fatica a camminare o con problemi di mobilità, i Sassi nella loro interezza non sono percorribili. Restano accessibili la città moderna, Piazza Vittorio Veneto, il Palombaro Lungo, la zona della Cattedrale e i belvedere, che da soli valgono già il viaggio. Per il resto esistono i servizi navetta e le ape calessino che scendono nei Sassi: sono la soluzione realistica, non un ripiego turistico.
Matera in un giorno o in due: due itinerari
In un giorno. Mattina: belvedere di Piazzetta Pascoli per inquadrare la città, poi Casa Noha per capire la storia, quindi discesa nel Sasso Caveoso con la Casa Grotta e le chiese rupestri di Santa Maria de Idris e Santa Lucia alle Malve. Pranzo in zona Ridola. Pomeriggio: Palombaro Lungo, Cattedrale e Civita, poi il Sasso Barisano con San Pietro Barisano, chiudendo con l’aperitivo quando si accendono le luci. È una giornata piena e camminata: è fattibile, ma non aggiungerci altro.
In due giorni. Il primo giorno come sopra, con più calma e con l’aggiunta del MUSMA o di Palazzo Lanfranchi. Il secondo giorno alla Murgia: belvedere di Murgia Timone la mattina, oppure la Cripta del Peccato Originale con prenotazione, e il resto della giornata nei dintorni. Se ti resta mezza giornata, da Matera si raggiungono in fretta Altamura e Gravina in Puglia, già in Puglia.
Dove mangiare a Matera
La cucina qui è quella contadina lucana, e i piatti che vale la pena cercare sono precisi: il pane di Matera IGP, cotto in forma alta e con la crosta scura, che si conserva per giorni; i peperoni cruschi, essiccati e fritti un istante finché diventano croccanti; la cialledda, il piatto del pane raffermo con acqua, olio, pomodoro e cipolla; le orecchiette con le cime di rapa; e i formaggi del Pollino e della Murgia.
Dove mangiare, per tipo di sosta
- Via Ridola e dintorni: la zona con più trattorie a due passi dal Caveoso, comoda per la sosta di metà giornata.
- Sasso Barisano: i ristoranti nelle grotte, quelli con la sala scavata nella roccia. Cari, scenografici, da cena e non da pranzo.
- La città di sopra: dove mangiano i materani, con i prezzi della città e non quelli dei Sassi.
- I forni: per il pane di Matera IGP prendilo in un forno del centro e fattelo tagliare, non comprarlo confezionato nei negozi di souvenir.
Dove dormire a Matera
Qui la domanda non è quale hotel, ma se dormire in una grotta oppure no, perché è la scelta che decide com’è la vacanza. Le camere scavate nella roccia sono un’esperienza vera e a Matera sono la norma, non un’eccezione: hanno però caratteristiche che è meglio conoscere prima, cioè poca o nessuna luce naturale, umidità più alta, e l’accesso quasi sempre su scale, con le valigie da portare a mano.
Dove dormire a Matera: in quale zona
- Sasso Barisano: la zona con più alberghi in grotta, ristoranti sotto casa e la sera più viva. La scelta giusta se vuoi l’esperienza completa e non ti spaventano le scale.
- Sasso Caveoso: più silenzioso e più scenografico, meno servizi. Per chi vuole svegliarsi davanti al canyon.
- Città moderna, intorno a Piazza Vittorio Veneto: la scelta pratica, a pochi minuti a piedi dai Sassi ma senza scale con i bagagli e con l’auto raggiungibile. Ideale con bambini o con poca mobilità.
- Campagna intorno a Matera: masserie e agriturismi a pochi chilometri, con parcheggio e piscina, per chi si muove in auto e vuole spendere meno.
Dove dormire a Matera: quattro indirizzi
Non abbiamo dormito in tutte, quindi non te le raccontiamo come esperienze nostre: sono strutture scelte per la posizione rispetto ai Sassi e per un giudizio degli ospiti alto e costruito su centinaia di recensioni, non su una manciata. A Matera nei fine settimana e nei ponti si riempie tutto: qui prenotare in anticipo conta più che altrove.
- Sextantio Le Grotte della Civita (€€€): l’albergo diffuso che ha inventato il genere, camere nelle grotte della Civita illuminate a candela, senza televisione. È l’esperienza estrema del dormire nella roccia.
- Palazzo Viceconte (€€€): palazzo storico vicino alla Cattedrale, con la terrazza panoramica sui Sassi. L’alternativa per chi vuole la vista senza la grotta.
- Caveoso Hotel (€€): nel Sasso Caveoso, posizione centrale per la parte più scenografica della città, con centinaia di recensioni alle spalle.
- Masseria Torre Spagnola (€€): masseria in campagna a pochi chilometri dal centro, con parcheggio. La scelta di chi arriva in auto e non vuole scale con i bagagli.
Come arrivare a Matera
C’è un dato che spiazza chi organizza il viaggio in treno: Matera non è servita dalla rete ferroviaria nazionale. Non ci sono Frecce né Intercity che arrivano in città.
Le strade praticabili sono queste. Da Bari, con le Ferrovie Appulo Lucane, un’ora e mezza circa di treno regionale: è il modo più semplice per chi vola su Bari, che è anche l’aeroporto di riferimento. In autobus, con le linee dirette dalle principali città italiane, che spesso sono più comode del treno. In auto, che resta il mezzo più flessibile se vuoi anche la Murgia e i dintorni, tenendo presente che il centro storico e i Sassi sono a traffico limitato: l’auto si lascia nei parcheggi della città alta e da lì si scende a piedi.
Quando andare a Matera
I mesi migliori sono aprile, maggio, settembre e ottobre: si cammina bene, la luce è buona per le fotografie e la città non è satura. Luglio e agosto sono caldissimi, e il calcare peggiora la sensazione: se ci vai in quel periodo, organizza tutto sulla mattina presto e sulla sera. L’inverno ha il vantaggio dei Sassi vuoti e il rischio della pietra bagnata, che è davvero scivolosa.
Se puoi scegliere, il 2 luglio è la festa della Madonna della Bruna, con il carro trionfale di cartapesta che alla fine viene assaltato e fatto a pezzi dalla folla: è la cosa più identitaria che Matera abbia, ma è anche il giorno in cui la città è più piena in assoluto.
Info essenziali
- Come arrivare: niente treni nazionali. Da Bari con le Ferrovie Appulo Lucane (circa 1h30), in autobus o in auto.
- Quanto tempo serve: un giorno pieno per Civita e i due Sassi, due giorni per aggiungere Murgia e musei.
- Quando andare: aprile-maggio e settembre-ottobre. Luglio e agosto solo la mattina presto e la sera.
- Biglietti: Palombaro Lungo 3 €, cumulativo tre chiese rupestri 6 €, Casa Noha 7 €, Casa Grotta 8 €, Palazzo Lanfranchi 10 €. La Cripta del Peccato Originale solo su prenotazione.
- Da sapere: è tutto scale e pietra scivolosa, servono scarpe chiuse con suola che tenga. Non esiste un biglietto unico della città.
Domande frequenti su cosa vedere a Matera
Quanti giorni servono per visitare Matera?
Un giorno pieno basta per la Civita e i due Sassi, camminando parecchio. Con due giorni si aggiungono il Parco della Murgia, i musei e una visita che richiede prenotazione come la Cripta del Peccato Originale, e si respira.
Qual è la differenza tra Sasso Barisano e Sasso Caveoso?
Il Barisano è il più restaurato: alberghi in grotta, ristoranti e botteghe, e sembra un borgo. Il Caveoso è rimasto più com’era, con le case grotta e le chiese rupestri affacciate sul canyon, e sembra un presepe. In mezzo ai due c’è la Civita, lo sperone con la Cattedrale.
Quanto costa visitare i Sassi di Matera?
Camminare nei Sassi è gratis. Si pagano le singole visite: 3 € il Palombaro Lungo, 6 € il cumulativo delle tre chiese rupestri, 7 € Casa Noha, 8 € la Casa Grotta, 10 € Palazzo Lanfranchi. Non esiste un biglietto unico che comprenda tutto.
Si possono visitare i Sassi senza guida?
Sì, i Sassi sono quartieri aperti e ci si cammina liberamente. Una guida serve soprattutto il primo giorno per orientarsi e per capire la storia dello sfollamento, che è ciò che dà senso a quello che si vede.
Come si arriva al belvedere di fronte ai Sassi?
Il Belvedere di Murgia Timone è dall’altra parte del torrente Gravina: ci si arriva a piedi scendendo nel canyon e risalendo, che è un’escursione di mezza giornata, oppure in auto in una ventina di minuti girando intorno, oppure con un’escursione organizzata.
Matera è adatta a chi ha difficoltà a camminare?
I Sassi nella loro interezza no: sono scale e pietra irregolare. Restano accessibili la città moderna, Piazza Vittorio Veneto, il Palombaro Lungo, la Cattedrale e i belvedere. Per scendere nei Sassi esistono i servizi navetta e le ape calessino.
Matera ha la stazione dei treni?
Non della rete nazionale: nessuna Freccia o Intercity arriva a Matera. Si arriva da Bari con le Ferrovie Appulo Lucane, in autobus dalle principali città o in auto.
Qual è il periodo migliore per visitare Matera?
Aprile, maggio, settembre e ottobre: clima adatto a camminare e città non satura. In luglio e agosto il calcare accumula calore e le ore centrali sono pesanti; d’inverno i Sassi sono vuoti ma la pietra bagnata è scivolosa.
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