Il marmo e le sculture. I laboratori dai quali è passata l’Arte italiana, quella con la A maiuscola, a cominciare da Michelangelo. L’atmosfera un po’ chiusa, riservata e dal sapore anarchico che si respira in città. La fontana in piazza col suo incredibile gioco idraulico, il duomo, i brividi che si possono provare salendo in jeep sui tortuosi sentieri di montagna che portano in cava. Carrara è una città fuori dai normali tour turistici. Ma forse solo perchè è poco conosciuta.

Sono stato a Carrara per la prima volta di recente, in occasione dell’inagurazione del nuovo Museo CarMi, Museo Carrara e Michelangelo: il taglio del nastro c’è stato proprio il 2 giugno scorso. Dista meno di un’ora di auto da dove abito, eppure né il lavoro né le circostanze mi avevano mai portato prima a far visita alla cittadina toscana.

Carrara, la vista sulle Apuane

Carrara, la vista sulle Apuane

Devo dire che l’impatto è stato buono. Ero stato invitato da IMM, curatori dell’inaugurazione del museo e di una serie di attività collaterali legati al marmo. E, come mio solito, arrivo mezz’ora prima dell’appuntamento. Ovviamente è un pretesto per poter girare un po’ da solo e indisturbato e scattare qualche foto. La prima cosa che è inevitabile notare è la catena montuosa che sovrasta Carrara. E, chiare, le cave di marmo sulle Alpi Apuane. La giornata è limpida, ma c’è qualche nube. Il panorama, dalla città, è splendido.

Arrivo a piedi in via Roma, e anche qui lo spettacolo che mi si mostra è suggestivo. In strada infatti ci sono decine e decine di banchetti. Sopra ad ognuno un pezzo di marmo. Scoprirò in tarda mattinata che quelli sono gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara, impegnati in una settimana di lavori all’aria aperta e divulgazione delle loro arti. Uno spettacolo magnifico. Ragazzi e ragazzi (tanti stranieri, in particolare cinesi) intenti a scolpire e rifinire i loro lavori, con molta gente che ovviamente si ferma ad osservare e fare domande.

 

Poco distante l’ex piazza d’Armi. Da vedere la fontana, tutta realizzata in marmo, e il suo particolare gioco idraulico: una grande sfera in marmo viene tenuta sospesa e fatta girare da un getto d’acqua continuo che proviene dal basso, in un equilibrio perfetto e suggestivo. Spero che la piccola clip renda:

 

 

Carrara, i laboratori di Marmo e il duomo

Inizia il mio tour guidato, e un po’ sfortunato visto che nonostante l’evento fosse organizzato troviamo diverse realtà chiuse allo stuolo di giornalisti, blogger e fotografi venuti apposta da ogni parte d’Italia.

Poco distante dal centro cittadino ci sono due dei laboratori che hanno fatto la storia di Carrara e dell’arte in generale. I Laboratori Nicoli, che operano dalla prima metà del 1800, e gli Studi Lazzerini, celebri tra le altre cose per aver prodotto la statua in marmo nero della modella Naomi Campbell. Nei normali giorni di apertura è possibile fare una visita all’interno (ma sono un po’ restii nel permettere di fotografare i loro lavori, alcuni dei quali comunque sono esposti davanti l’ingresso).

Carrara, il duomo

Sicuramente da visitare è la bella piazza Duomo, al centro della città. Per arrivarci percorriamo qualche stradina tipica di Carrara, tutto molto curato, pulito, con architetture dei palazzi (per chi se ne intende) di grande valore storico e artistico.

In piazza troviamo un simposio di scultura all’aria aperta (a Carrara, in ogni piazza e angolo, trovi comunque una statua in marmo, è inevitabile e affascinante). E ci concediamo una veloce visita al duomo di Sant’Andrea, edificio che risale addirittura al 1035 ma successivamente l’edificio fu almpiato, migliorato e ristrutturato in più occasioni fino alla seconda metà del 1300. Molto bello il rosone centrale che sovrasta il luogo di culto.

Carmi, Museo Carrara e Michelangelo

Arriamo quindi all’evento clou della giornata, la visita in anteprima per la stampa del nuovo museo dedicato al rapporto tra Carrara e Michelangelo. Uno spazio che trova la sua collocazione nella restaurata Villa Fabricotti, un museo dedicato al rapporto del grande artista italiano con la città di Carrara e le sue cave di marmo. Si chiama Carmi, che sta per Museo Carrara e Michelangelo.

 

 La mostra permanente su Michelangelo

 Il Carmi racconta il rapporto tra Carrara, le sue cave di marmo e Michelangelo. Non ci sono opere originali dello scultore

Il nuovo complesso museale è dedicato a Michelangelo ed è articolato su tre livelli. Il piano terra è destinato ad accogliere mostre temporanee mentre è il primo piano, denominato ‘piano nobile’, quello dedicato interamente a Michelangelo con un’esposizione permanente. Completa il percorso espositivo il piano seminterrato dove, oltre agli ambienti destinati alla didattica e uno spazio caffetteria, ci sono le sale dedicate alle produzioni cinematografiche incentrate sull’artista.

 

All’ingresso ad accogliere il visitatore una grande riproduzione in gesso in proprorzioni reali del Mosè di Michelangelo, copia risalente al 1854.

 

E’ il piano nobile il piatto forte del museo. Esposte diverse copie in gesso utilizzate da numerosi artisti passati per Carrara quasi tutti risalenti ai primi anni del 1800. Le sale dedicate a Michelangelo presentano poi diversi pannelli informativi e numeroso materiale multimediale, come monitor che raccontano diversi aspetti della vita dello scultore e del suo rapporto con la città. Suggestiva la riproduzione del celebre David di Michelangelo, proposto al visitatore del museo sotto forma di ologramma.

 

Esposte anche fotografie, mappe, stampe e documenti storici: il percorso museale offre così uno spaccato sul rapporto viscerale e continuativo tra artista e territorio, tra Carrara e il marmo.

 Le mostre temporanee

Il piano pensato per le mostre temporanee al momento ospita una sezione di approfondimento sulla storia della Villa e della famiglia Fabricotti e due esposizioni di gessi. Il seminterrato invece è dedicato ai due film che nel 2017 hanno celebrato il legame tra Michelangelo e la città di Carrara: Il Peccato (opera di Andrei Konchalovsky) e “Michelangelo” (una produzione originale Sky Arte con Enrico Lo Verso), con costumi e foto che fanno percepire la ricerca storica che ha preceduto i due lavori.

 

 Il nome di Michelangelo, assieme a Firenze e Roma, è legato in modo indissolubile a Carrara, dove trascorse complessivamente due anni per frequentare i “maestri del cavar marmi”. Il materiale con cui realizzava le sue opere aveva per lui un’importanza straordinaria. Il rapporto tra Michelangelo e Carrara fu spesso burrascoso e conflittuale ma sempre intenso e fondamentale per le opere dello scultore. Il suo primo viaggio a Carrara è del novembre del 1497, ma è nel suo terzo viaggio, nel 1505, a instaurare quel rapporto speciale con il territorio che segnerà profondamente la sua opera

 

A chi pensa di trovare opere di Michelangelo originali lo dico subito: non ce ne sono. Ce ne saranno, forse, per alcune esposizoni temporanee. Ma per ora, per ammirare il grande artista, bisogna ancora andare a Roma o a Firenze. Però gli appassionati troveranno sicuramente pane per i loro denti.

Il biglietto costa 5 euro. Ma garantisce l’accesso anche al Museo del Marmo e al Cap, il centro di Arti Plastiche.

Carrara, Accademia bella arti e Canova ‘nascosto’

Grazie alla gentilezza della guida che ci accompagna, Anna Fabrizi (che colgo l’occasione di ringraziare con questo post) abbiamo anche la possibilità di fare una veloce visita all’Accademia di Belle Arti di Carrara. L’avevo già vista, senza sapere cosa fosse, quando avevo scoperto per caso gli scultori in strada. Ma l’interno è davvero ricco di sorprese.

Due le cose che mi colpiscono. Una è l’aula conferenze: alle pareti ci sono grosse porzioni di marmo. Sono decine e decine, ognuna diversa dall’altra: è la quasi intera gamma di tonalità (texture) che può assumere il marmo, da quello bianco statario al nero (in molti caso estinto), da quello rosso quello venato d’oro.

L’altra cosa che mi colpisce è che c’è una intera sala che conserva gessi di Canova e che a cose normali è chiusa al pubblico. Si può visitare, mi spiegano, solo se si contatta preventivamente l’Accademia. Se si passa a Carrara conviene fare una telefonata e garantirsi una visita.

Carrara anarchica

Magari è solo una sensazione ma, passeggiando per la città, ti sembra quasi di respirare quell’aria di rivolta e di anarchia che da sempre contraddistingue Carrara. Poi, in piazza Duomo, due conferme. La targa commemorativa per la vita e il pensiero del filosofo Giordano Bruno (posta proprio di fronte alla casa in cui abitò Michelangelo, anche questa indicata con una targa in marmmo). E, proprio lì sotto, il circolo anarchico di Carrara. Ma basta entrare in un bar qualsiasi per sentir parlare solo di ore e condizioni di lavoro, contratti e diritti.

In tutto passo a Carrara mezza giornata, intensa. Ci tornerò, magari ad osservare con più calma i suoi tanti aspetti nascosti.

 

 

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