Oasi Zegna: tutta da provare

Si chiama Oasi Zegna e sono 102 chilometri di boschi protetti nelle Alpi Biellesi.
Siamo tra Trivero Valdilana e la Valle Cervo. Tutto è nato per un sogno, quello di Emenegildo Zegna che ha visto “oltre”. Negli anni ’30 il famoso imprenditore tessile realizzò un ampio progetto di valorizzazione del paesaggio attorno al Lanificio, fondato nel 1910, seguendo la strada che lui stesso aveva tracciato.

L’approccio era la comunità, partendo dalla costruzione di una strada, la 232, intorno alla quale si è sviluppata l’Oasi Zegna.

Immagini della gallery dell’Oasi Zegna

Un’oasi aperta a tutti

l’Oasi Zegna nel 2014 ha ottenuto il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano ed è un territorio ad accesso libero di 1.420 ettari di boschi e in 170 ettari di pascoli. Un paradiso dove si pososno vivere mille avventure e ritrovarsi e dove si deve, almeno una volta, capitare.

Qui le cose si fanno sul serio e proteggere la natura è il primo obiettivo. Il progetto Zegna Forest per esempio controlla lo stato del bosco, provvede all’abbattimento preventivo, alle nuove piantumazioni.

Prendersi cura non è un atto dovuto, è sempre spontaneo, nasce dal cuore, con slancio e generosità. Continueremo a piantare alberi, non sarà un gesto solitario, ma un gesto corale”. Le parole di Anna Zegna, presidente di Fondazione Zegna, spiegano lo spirito di un progetto straordinario nato nel 2020 che è nato tra le montagne della Valdilana.

Immagini della gallery Oasi Zegna

Cosa offre l’Oasi Zegna

Rododendri in fioriture di stagione, narcisi, ginestre sono le tre tipologie di maggior presenza nell’Oasi. Uno spettacolo che incanta chi decide di venire a vivere quest’’oasi. La conca dei rododendri è praticamente un giardino tra le montagne. Qui dal 2014 è stato creato un padiglione in vetro e acciaio realizzato per il progetto di arte pubblica “ALL’APERTO” promosso dalla Fondazione Zegna.

Vivere la natura a 360 gradi nel rispetto delle sue esigenze, imparando che viviamo in simbiosi. Natura e relax, natura e proposte peer farla vivere anche all’uomo “moderno” così poco abituato al suo contatto. Ed ecco allora ogni genere di approccio. Dalla meditazione alle passeggiate a cavallo, dalla soddisfazione della gola alla Forest Therapy fino ai concerti per connettere uomo e natura.

Immagini della gallery dell’Oasi Zegna- Santuario di San Bernardo

Passeggiate e panorami

Il santuario di San Bernardo è uno dei punti più panoramici dell’Oasi Zegna a 14000 metri.  Una bella passeggiata che si può fare anche in mountain bike. Il panorama è superbo con lo sguardo che spazia a 360 gradi, dall’Appennino Ligure alle Alpi fino alla Pianura Padana. Consigliamo di parcheggiare in località Stavello.
Da non dimenticare che qui c’è una vista spettacolare sul Monte Rosa. Consigliato fare una sosta golosa all’AgriChiosco.

Alta Valesessera: la natura selvaggia e il Bosco del Sorriso

L’Alta Valesessera è l’area più selvaggia dell’Oasi Zegna. Qui ci sono  cervi, caprioli (e dal raro coleottero protetto Carabus olympiae) e si può fare trekking e divertirsi con  la mountain bike. C’è un percorso che parte dal Bocchetto Sessera (dove si può parcheggiare anche il  camper) e s’inoltra nella Alta Valesessera.

Si arriva al Bosco del Sorriso, progettato dall’esperto di bioenergetica Marco Nieri. Neri ha studiato le painte della zona e ha messo cartelli che mostrano gli effetti che ogni specie ha sull’uomo. La passeggiata di quasi 5 chilometri è facile  con aree relax dove fermarsi a riposare e leggere sui grandi libri in legno di cedro, con incise favole ispirate al bosco, meraviglia per i bambini.   

Foto della gallery Oasi Zegna

Estate divertimento ma anche lo sci in inverno

A 1100 metri, in Alta Valsessera, aperto da giugno a ottobre e animato da feste ed eventi tutta estate, C’è 24 i posti letto. In tavola, polenta e piatti tipici, dolci e pane fatto in casa. Il Rifugio Piana del Ponte si raggiunge percorrendo a piedi o in bici un sentiero per lo più in discesa, partendo dal Bocchetto Sessera, lungo il tracciato segnalato F10, che costeggia il torrente Sessera e arriva alla Piana del Ponte in 35 minuti di cammino. Per rinfrescarsi all’arrivo, vicino al rifugio si può fare il bagno al torrente,  in tre piccole piscine naturali.   

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