Il messaggio è arrivato quindici minuti prima che aprissero il gate. Eravamo a Bruxelles, volo delle 22:30 per Pisa, quattro persone in prenotazione e la valigia già pesata, e l’app Ryanair mi ha comunicato che il volo era cancellato. Nel giro di un’ora ho capito due cose: che il voucher da 50 euro che mi offrivano non aveva niente a che vedere con quello che mi spettava per legge, e che quasi nessuno, in quella sala d’imbarco, lo sapeva.
Da lì è cominciata una storia che vi racconto più avanti, e che alla fine si è chiusa bene. Ma il motivo per cui ho riscritto questa guida da capo è un altro: sui rimborsi Ryanair circolano più leggende che informazioni, e alcune di quelle leggende vi possono costare il diritto stesso a essere risarciti. Qui trovate quando vi spetta un rimborso e quando invece vi spetta una compensazione, che non sono la stessa cosa; come si chiedono l’uno e l’altra, passo per passo; entro quando dovete muovervi, che è il punto su cui ho visto sbagliare più gente; e che cosa cambia adesso che l’Europa ha appena riscritto le regole. Se invece state ancora mettendo insieme il viaggio, prima di questa guida viene la mia guida definitiva su come organizzare un viaggio, dove il capitolo sugli imprevisti nasce esattamente da serate come quella che sto per raccontarvi.
Attenzione: il 13 luglio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera finale alla riforma del regolamento sui diritti dei passeggeri, dopo tredici anni di trattative. La soglia delle tre ore è stata salvata e gli importi restano quelli di sempre, ma arrivano obblighi nuovi per le compagnie. Non si applica ancora: trovate cosa cambia e da quando nell’ultima sezione.
In breve
Ryanair rimborsa il biglietto in quattro casi: volo cancellato, ritardo superiore a 5 ore, riprogrammazione di almeno 5 ore e lutto. Il rimborso del biglietto è però cosa diversa dalla compensazione pecuniaria europea, che vale 250, 400 o 600 euro secondo la distanza e si somma al rimborso. La compensazione spetta per cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso e per ritardo di 3 ore o più all’arrivo, salvo circostanze eccezionali che il vettore deve dimostrare. Le due pratiche si aprono su moduli diversi nell’area myRyanair. In Italia conviene muoversi entro 6 mesi dal disservizio: è il termine che indicano le condizioni di trasporto Ryanair stesse. Se non partite, potete chiedere indietro le tasse aeroportuali entro un mese.
Indice dell’Articolo
Quando hai diritto al rimborso Ryanair
Partiamo dalla regola generale, che è dura e conviene conoscerla subito: le condizioni di trasporto Ryanair stabiliscono che le somme pagate per l’acquisto di un volo, servizi aggiuntivi compresi, non sono rimborsabili. Il rimborso è l’eccezione, non la norma. Le eccezioni però ci sono, sono scritte nero su bianco, e sono quattro.
| Situazione | Hai diritto al rimborso? | Cosa ottieni |
|---|---|---|
| Volo cancellato dalla compagnia | Sì | Rimborso integrale, oppure riprotezione su altro volo |
| Ritardo superiore a 5 ore | Sì, se rinunci al viaggio | Rimborso della tratta non effettuata |
| Volo riprogrammato di 5 ore o più | Sì | Rimborso, oppure cambio gratuito |
| Lutto in famiglia | Sì, con documentazione | Credito di viaggio, non contanti |
| Rinunci tu al viaggio | No | Solo le tasse aeroportuali, se le hai pagate |
Notate l’ultima riga, perché è la più fraintesa. Se siete voi a non partire, il biglietto non torna indietro. Ryanair lo scrive senza giri di parole: non rimborsa chi non viaggia, perché il posto prenotato è rimasto vuoto lo stesso. Quello che potete recuperare sono le tasse, e ne parlo più avanti.
Rimborso e compensazione non sono la stessa cosa
Questo è il fraintendimento numero uno, quello che a Bruxelles ha fatto accettare a mezza sala un voucher da cinquanta euro. Il rimborso è la restituzione di quello che avete pagato. La compensazione è una somma in più, forfettaria, che l’Europa vi riconosce come indennizzo per il disagio. Non si escludono: nei casi in cui spettano entrambe, le prendete entrambe.
La compensazione, che nei documenti trovate come “compensazione pecuniaria”, nasce dal regolamento europeo 261/2004 e non dipende da quanto avete pagato il biglietto. Dipende solo dalla distanza della tratta. Potete aver speso venti euro in offerta e avere comunque diritto a duecentocinquanta.
| Distanza della tratta | Compensazione |
|---|---|
| Fino a 1.500 km | 250 € |
| Voli interni all’Unione europea oltre 1.500 km | 400 € |
| Altre tratte tra 1.500 e 3.500 km | 400 € |
| Tutte le altre tratte oltre 3.500 km | 600 € |
C’è un dettaglio che ho visto sbagliare anche in guide fatte da chi dovrebbe saperne: un volo interno all’Unione europea resta a 400 euro per quanto sia lungo. Non arriva mai a 600. La fascia da 600 euro riguarda le tratte extra-UE oltre i 3.500 chilometri, e con Ryanair è una circostanza rara. Sui voli che facciamo di solito, quelli europei, la partita si gioca tra i 250 e i 400 euro.
Attenzione anche alla riduzione del cinquanta per cento: se la compagnia vi offre un volo alternativo che vi porta a destinazione entro poche ore da quando dovevate arrivare, la compensazione può essere dimezzata. I margini sono due ore sulle tratte fino a 1.500 km e tre ore su quelle intracomunitarie più lunghe. È legittimo, ed è anche il motivo per cui accettare la prima riprotezione che vi propongono non sempre è la scelta più conveniente.
Volo cancellato: le tre opzioni e la trappola dell’assistenza
Quando Ryanair cancella un volo vi mette davanti a tre strade: il rimborso, la riprotezione su un volo alternativo alla prima occasione utile o in una data che scegliete voi, oppure il cambio gratuito sulla stessa tratta con orari diversi. Fin qui è quello che vi dicono tutti.
Quello che quasi nessuno vi dice, e che invece Ryanair scrive esplicitamente nelle sue pagine, è che se scegliete il rimborso, oppure un volo alternativo in una data successiva a vostro piacimento, perdete il diritto all’assistenza. Niente pasti, niente albergo, niente trasporto. È una conseguenza logica, se ci pensate, ma è anche una decisione che vi trovate a prendere di notte, stanchi, con il telefono all’undici per cento di batteria, e senza che nessuno vi spieghi il conto.
Attenzione: prima di prenotare per conto vostro un albergo o un mezzo alternativo, contattate la compagnia. Ryanair dichiara che se vi ha offerto assistenza e voi avete deciso autonomamente, potreste non vedervi rimborsare nulla di quello che avete speso. Se invece l’assistenza non riesce a fornirvela, allora rimborsa le spese ragionevoli, ma solo dietro ricevuta. Quindi: chiedete prima, conservate tutto dopo.
Sul preavviso, poi, la regola è precisa e vale la pena impararla a memoria. La compensazione non vi spetta se vi hanno avvisato con almeno quattordici giorni di anticipo. Tra i quattordici e i sette giorni prima non spetta soltanto se vi hanno anche offerto un volo alternativo che parte non più di due ore prima e arriva meno di quattro ore dopo l’orario previsto. Sotto i sette giorni, l’alternativa deve partire non più di un’ora prima e arrivare meno di due ore dopo. Le due condizioni, il preavviso e l’offerta di riprotezione, sono cumulative: se vi hanno solo avvisato senza offrirvi niente di adeguato, la compensazione resta dovuta. E l’onere di dimostrare se e quando vi hanno avvisato è della compagnia, non vostro.
Volo in ritardo: le soglie che contano davvero
Sul ritardo le soglie sono tre e servono a cose diverse. Confonderle è facile, e il risultato è che si chiede la cosa sbagliata al momento sbagliato.
- 2 o 3 ore: scatta l’assistenza. Due ore sulle tratte fino a 1.500 km, tre ore su quelle intracomunitarie oltre i 1.500 km e sulle altre tra 1.500 e 3.500 km. Vi spettano pasti e bevande proporzionati all’attesa, due comunicazioni gratuite, e se serve pernottare anche l’albergo e il trasporto per raggiungerlo.
- 3 ore all’arrivo: scatta la compensazione. Gli stessi 250, 400 o 600 euro del volo cancellato. Non è scritto nel regolamento del 2004: ce l’ha messo la Corte di giustizia europea con la sentenza Sturgeon del 2009, poi confermata nel 2012.
- 5 ore: scatta il diritto al rimborso. A quel punto potete rinunciare al viaggio e farvi restituire il biglietto.
Sulla soglia delle tre ore c’è un particolare tecnico che vale soldi veri, e che vi consiglio di segnarvi. Il ritardo si misura all’arrivo, non alla partenza, e il momento dell’arrivo non è l’atterraggio: è quando si apre almeno uno dei portelloni dell’aereo. Lo ha stabilito la Corte di giustizia nel 2014, nel caso Germanwings. Sembra un cavillo, ma tra il tocco delle ruote sulla pista e il portellone che si apre passano spesso venti minuti, e se il vostro ritardo è di due ore e cinquanta quei venti minuti sono la differenza tra zero e duecentocinquanta euro. Quindi guardate l’orologio quando vi alzate dal posto, non quando sentite le ruote.
Consiglio: mentre siete ancora in aeroporto, fotografate il tabellone con il ritardo indicato e conservate la carta d’imbarco. Se vi consegnano voucher pasto, fotografate anche quelli: sono la prova che il disservizio c’è stato e che la compagnia lo ha riconosciuto. Sono i cinque minuti meglio spesi di tutta la vicenda, perché a distanza di mesi ricostruire quello che è successo è molto più difficile di quanto sembri.
Cosa è successo a me a Bruxelles
Torno al mio caso, perché è la prova di quasi tutto quello che ho scritto sopra.
Il caso: Bruxelles-Pisa cancellato al gate
Volo delle 22:30 da Bruxelles a Pisa, prenotazione per quattro persone. La cancellazione arriva sull’app quindici minuti prima dell’apertura del gate. L’offerta immediata della compagnia: un voucher da 50 euro. Le alternative reali: un volo il giorno dopo, già completo, con prezzi che partivano da 400 euro a persona, e uno due giorni dopo dall’altro aeroporto di Bruxelles. Abbiamo rifiutato il voucher, noleggiato un’auto da Bruxelles a Pisa per 2.300 euro, siamo partiti a mezzanotte e siamo arrivati a Pisa alle 11:30 del mattino dopo. Poi abbiamo presentato la richiesta tramite un servizio specializzato in risarcimenti aerei. Il risarcimento riconosciuto è stato di 2.300 euro: ha coperto per intero il costo del noleggio.
Quello che voglio farvi notare non è la cifra, ma la proporzione. Ci hanno offerto cinquanta euro. Il danno reale era quarantasei volte tanto. Non c’era malafede nel voucher, era semplicemente la prima cosa che il sistema propone in automatico a chi non chiede altro, e la maggior parte dei passeggeri la accetta perché è mezzanotte e vuole solo andare a dormire. L’ho scritto altre volte e lo ripeto qui: l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. La mia serve a dirvi che il primo numero che vi mettono davanti non è quasi mai il numero giusto.
Una precisazione onesta, però, perché non voglio vendervi un’illusione: noi ci siamo rivolti a un servizio esterno e ha funzionato, ma quei servizi trattengono una percentuale, che può essere alta. Se la vostra pratica è lineare, presentarla da soli costa zero e non è complicato. Nella sezione su cosa fare se Ryanair dice no trovate come regolarvi.
Come chiedere il rimborso Ryanair, passo per passo
Qui c’è una cosa che spiazza chi cerca il rimborso per la prima volta: su Ryanair non esiste un menu “rimborsi” da cui partire. La procedura nasce dalla mail che vi mandano quando il volo salta.
- Aprite la mail (o la notifica) con cui il servizio clienti vi comunica la cancellazione e cliccate il link del rimborso che trovate lì dentro.
- Se la mail non la trovate più, entrate in Le mie prenotazioni dal vostro account myRyanair e recuperate la prenotazione da lì.
- Scegliete tra rimborso, riprotezione e cambio gratuito, ricordando quello che avete letto sopra sull’assistenza.
- Il rimborso arriva sul Portafoglio Ryanair entro 24 ore.
- Dal portafoglio, chiedete il trasferimento sul metodo di pagamento originale: arriva entro 5 giorni lavorativi.
Attenzione: il passaggio dal Portafoglio Ryanair alla vostra carta non è automatico, va richiesto a mano. Se non lo fate, i soldi restano parcheggiati lì. È il punto in cui si perdono più rimborsi in assoluto: la gente vede l’accredito sul portafoglio, pensa di aver finito, e si ritrova un credito che non ha mai chiesto. Il rimborso torna comunque solo sullo strumento di pagamento che avete usato per comprare, senza eccezioni.
Se avete prenotato tramite un’agenzia online e non direttamente sul sito Ryanair, la faccenda si allunga: prima dovete passare dalla verifica cliente, perché la compagnia vuole accertarsi di rimborsare voi e non l’intermediario. È una delle ragioni per cui, quando si vola low cost, comprare dal sito della compagnia vi semplifica la vita nel momento in cui qualcosa va storto.
Come chiedere la compensazione europea
La compensazione è una pratica separata e si apre da un modulo suo, dentro l’area myRyanair. Chiedere il rimborso non fa partire la compensazione, e viceversa: se vi spettano entrambe dovete presentare due richieste. Esiste anche un terzo modulo, distinto dagli altri due, per farsi rimborsare le spese che avete anticipato voi, quindi pasti, albergo e trasporti.
Serve un account myRyanair intestato al passeggero. Se state facendo la pratica per vostra moglie o per un amico, va usato il suo account, non il vostro: è un dettaglio che blocca un sacco di richieste sul nascere. Per le spese anticipate servono le ricevute dettagliate, e il pagamento viene accreditato sul conto di uno dei passeggeri della prenotazione, con possibile richiesta di prova di titolarità.
Sui tempi, mettiamo ordine tra i numeri che girano. Le condizioni di trasporto dicono che Ryanair ha 30 giorni per rispondere, e che prima di rivolgervi a terzi dovete presentare il reclamo personalmente e direttamente a loro. Le 24-96 ore che leggete in giro sono un’altra cosa: è il tempo che la compagnia dichiara di impiegare per stabilire la causa del disservizio, non per pagarvi. E i dieci giorni lavorativi riguardano il modulo generico di domande e feedback, non la pratica europea.
Quando non ti spetta niente: le circostanze eccezionali
La compensazione salta se la compagnia dimostra che il disservizio è dipeso da circostanze eccezionali che non avrebbe potuto evitare nemmeno adottando tutte le misure ragionevoli. La parola chiave è “dimostra”: non basta che lo dica, deve provarlo, e la Corte di giustizia europea ha interpretato questa esimente in modo molto più stretto di quanto le compagnie lascino intendere.
- Non sono circostanze eccezionali i guasti tecnici inerenti al normale esercizio dell’aereo, e nemmeno un guasto improvviso non dovuto a manutenzione carente. Lo ha stabilito la Corte nel caso Wallentin-Hermann contro Alitalia e poi nel caso van der Lans contro KLM.
- Non lo è nemmeno lo sciopero del personale della compagnia, né quello selvaggio né quello regolarmente indetto dal sindacato. Sono le sentenze Krüsemann del 2018 e Airhelp contro SAS del 2021. Questo è il punto che le compagnie contestano più spesso e su cui i passeggeri rinunciano più facilmente: se vi dicono che non vi pagano perché c’era sciopero del loro personale, insistete.
- Lo sono, in genere, gli eventi davvero esterni: condizioni meteo incompatibili con il volo, decisioni di controllo del traffico aereo, scioperi di aeroporto o dei controllori, un passeggero indisciplinato che costringe a dirottare, un oggetto sulla pista che danneggia un pneumatico. Anche in questi casi, però, l’esonero non è automatico: il vettore deve comunque provare di aver fatto il possibile per limitare il ritardo.
Una cosa che resta vera in ogni caso, e che vale la pena ricordare quando siete bloccati in aeroporto: anche in presenza di circostanze eccezionali l’assistenza vi è comunque dovuta. Salta la compensazione, non i pasti e non l’albergo.
Se non parti: tasse aeroportuali e volo non utilizzato
Capita: un imprevisto, un cambio di programma, una riunione che si sposta. Il biglietto Ryanair, l’abbiamo detto, non torna indietro. Ma una parte di quello che avete pagato non è tariffa: sono tasse governative, e quelle si possono chiedere indietro.
La richiesta va presentata per iscritto entro un mese dalla data del volo, con una procedura dedicata nell’area riservata. Due avvertenze pratiche. La prima: avete diritto al rimborso solo se quelle tasse le avete effettivamente pagate in fase di prenotazione, e le tariffe più economiche in genere non le includono. Si controlla nella scomposizione del prezzo quando prenotate. La seconda: nella tabella dei supplementi attualmente in vigore non risulta alcuna commissione amministrativa su questo rimborso. La vecchia trattenuta da venti euro che si trova ancora citata in molte guide non compare nelle condizioni vigenti.
Consiglio: se perdete l’andata, non date per scontato di aver perso anche il ritorno. Ryanair opera punto a punto e ogni tratta è un segmento a sé: il volo di rientro resta valido. È il contrario di quello che fanno storicamente molte compagnie tradizionali, ed è il motivo per cui in tanti buttano via un biglietto ancora buono. Prima di ricomprare, controllate.
Chiudo con l’annullamento volontario, perché è la domanda che mi fanno più spesso. No, non esiste un diritto di ripensamento con rimborso. Esiste una finestra di ventiquattro ore dalla prenotazione, ma serve a correggere errori come una data sbagliata o una tratta invertita, e comunque la differenza di tariffa la pagate. Modificare un volo costa una tariffa di cambio per passeggero e per tratta, più l’eventuale differenza di prezzo, e se la nuova tariffa costa meno la differenza non ve la restituiscono. Le uniche eccezioni che portano a un credito di viaggio, non a contanti, sono il lutto e la malattia grave documentata, entrambi con richiesta da presentare prima della data del volo.
Entro quando devi muoverti: i 6 mesi che nessuno ti dice
Se dovete ricordare una sola cosa di tutta questa guida, ricordate questa. Quasi tutte le guide italiane sui rimborsi aerei scrivono che avete due anni di tempo per chiedere la compensazione. È un’informazione che rischia di costarvi il diritto.
Il termine dei due anni viene dalla Convenzione di Montreal, che però riguarda le azioni di risarcimento del danno. La compensazione europea è un’altra cosa: ha natura indennitaria, e la Corte di cassazione, con un’ordinanza del febbraio 2024, ha stabilito che non è soggetta al termine biennale di Montreal. Il problema è che la Cassazione ha detto quale termine non si applica senza indicare con chiarezza quale si applichi, e da lì la giurisprudenza è divisa: c’è chi sostiene i sei mesi del codice della navigazione e chi arriva alla prescrizione ordinaria.
In questa incertezza, la cosa più utile che posso dirvi è che Ryanair stessa, nelle sue condizioni di trasporto, indica sei mesi come termine per i tribunali italiani, salvo atti interruttivi. Che quei sei mesi siano o no il termine corretto lo diranno i giudici; il punto pratico è che se aspettate un anno e mezzo fidandovi delle guide che parlano di due anni, la compagnia vi opporrà la prescrizione e vi toccherà litigarci sopra.
Consiglio: muovetevi entro sei mesi dal disservizio, ed è risolto. Se vi accorgete che il termine si avvicina e la pratica è ancora aperta, mandate una raccomandata A/R di messa in mora: è un atto interruttivo, fa ripartire il termine e vi costa pochi euro. È lo strumento più semplice e più sottovalutato di tutta la materia.
Se Ryanair dice no: cosa puoi fare davvero
Il reclamo diretto è un passaggio obbligato: va presentato personalmente alla compagnia, che ha trenta giorni per rispondere. Se la risposta non arriva, o arriva negativa, si apre il secondo tempo. E qui bisogna sapere due cose che nelle guide non trovate quasi mai.
La prima riguarda ENAC. L’Ente nazionale per l’aviazione civile è l’organismo che vigila sull’applicazione del regolamento europeo, e ci si può presentare reclamo gratuitamente, da soli, tramite modulo online, dopo che sono passate sei settimane dal reclamo alla compagnia senza risposta. Ma attenzione a cosa aspettarsi: ENAC non può obbligare la compagnia a pagarvi. La sua attività ha finalità sanzionatoria amministrativa, non serve a soddisfare la vostra richiesta di denaro. È utile, ed è giusto farlo perché le sanzioni sono l’unico deterrente vero, ma se pensate che sia la strada per incassare state sbagliando strada.
La seconda è più delicata. Dal febbraio 2023, prima di andare in giudizio in Italia, è necessario esperire un tentativo di conciliazione, davanti a un organismo di risoluzione alternativa delle controversie oppure sulla piattaforma ConciliaWeb dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Non è un consiglio: è una condizione di procedibilità. Se saltate quel passaggio e andate direttamente dal giudice, la causa è improcedibile. Ho controllato parecchie guide concorrenti mentre preparavo questo pezzo e non l’ho trovato scritto in nessuna.
Resta la strada delle società specializzate in risarcimenti, quella che abbiamo usato noi. Funzionano, e se la pratica è complicata o non avete voglia di seguirla vi tolgono un pensiero. Ma valutate il conto: trattengono una percentuale che può arrivare alla metà di quello che incassate. Se il vostro caso è lineare, un volo cancellato con meno di quattordici giorni di preavviso e nessuna circostanza eccezionale in ballo, il modulo lo compilate in un quarto d’ora e vi tenete tutto. Noi ci siamo rivolti a loro perché la nostra pratica valeva 2.300 euro di spese documentate ed era tutt’altro che lineare.
Cosa cambia con la riforma europea del 2026
Dopo tredici anni di negoziati, l’Unione europea ha riscritto le regole. L’accordo politico è stato raggiunto il 15 giugno 2026, il Parlamento europeo lo ha approvato in terza lettura il 7 luglio con 646 voti favorevoli, e il 13 luglio 2026 è arrivato il via libera finale del Consiglio.
Il punto su cui si è litigato di più era la soglia delle tre ore: il Consiglio voleva alzarla, il Parlamento l’ha difesa, e l’ha spuntata il Parlamento. La soglia resta a tre ore e gli importi restano 250, 400 e 600 euro. Chi vi ha detto che dal 2026 sarebbe stato tutto più difficile aveva letto una proposta, non il risultato.
- La compagnia deve contattarvi lei. Entro quattro giorni dalla fine del viaggio deve mandarvi per via elettronica le istruzioni su come chiedere la compensazione, e non può obbligarvi ad avere un account o un’app.
- Nove mesi per chiedere, trenta giorni per rispondere. Il vettore deve pagare, oppure motivare il rifiuto invocando le circostanze eccezionali, entro trenta giorni.
- Moduli standard in tutta l’Unione per rimborso e compensazione.
- Reinstradamento entro tre ore, anche su un altro vettore o con un altro mezzo di trasporto. Se la compagnia non ve lo offre, potete provvedere da soli e chiedere il rimborso, entro un tetto che secondo il comunicato del Consiglio arriva al 400% del prezzo del biglietto.
- Fine della cancellazione per no-show: se non vi presentate all’andata, la compagnia non può più annullarvi il ritorno.
- Assistenza rafforzata, con pernottamento fino a tre notti, e il bambino sotto i quattordici anni seduto accanto all’adulto che lo accompagna senza sovrapprezzo.
- Elenco delle circostanze eccezionali scritto per la prima volta nel testo, ma dichiaratamente aperto, non tassativo. Le voci citate riguardano eventi esterni: calamità naturali, guerra, meteo, passeggeri indisciplinati, scioperi di aeroporto, navigazione aerea e handling. Lo sciopero del personale della compagnia non compare, e la giurisprudenza che oggi lo esclude non risulta ribaltata.
Attenzione: tutto questo non è ancora in vigore. Al momento in cui scriviamo il regolamento non risulta pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, e l’applicazione è prevista dodici mesi dopo la pubblicazione, quindi verosimilmente nella seconda metà del 2027. Fino ad allora vale il regolamento 261/2004 come lo conoscete, che peraltro la riforma modifica e non abroga. Le informazioni su questo punto derivano dai comunicati ufficiali di Parlamento e Consiglio: il testo giuridico definitivo va letto in Gazzetta quando uscirà.
Detto tutto questo, e chiuse le tabelle e i numeri, resta la sostanza: viaggiare low cost conviene ancora, e continuo a farlo. Ma conviene sapendo che il prezzo basso non compra solo un posto a sedere, compra anche una probabilità più alta che qualcosa vada storto. Quella sera a Bruxelles ho imparato che la differenza tra chi torna a casa arrabbiato e chi torna a casa risarcito non sta nella fortuna: sta nel sapere cosa chiedere, a chi, ed entro quando.
Info essenziali
- Rimborso del biglietto: volo cancellato, ritardo oltre 5 ore, riprogrammazione di 5 ore o più, lutto.
- Compensazione europea: 250 € fino a 1.500 km, 400 € intra-UE oltre 1.500 km e altre tratte 1.500-3.500 km, 600 € oltre 3.500 km extra-UE.
- Soglie del ritardo: 2-3 ore per l’assistenza, 3 ore all’arrivo per la compensazione, 5 ore per il rimborso.
- Preavviso della cancellazione: nessuna compensazione se vi avvisano almeno 14 giorni prima.
- Dove si chiede: area myRyanair, moduli separati per rimborso, compensazione e spese anticipate.
- Tempi: 24 ore per l’accredito sul portafoglio, 5 giorni lavorativi per il trasferimento sulla carta (da richiedere a mano), 30 giorni per la risposta al reclamo.
- Entro quando muoversi: 6 mesi dal disservizio, interrompibili con raccomandata A/R.
- Se non partite: tasse governative rimborsabili entro 1 mese; il volo di ritorno resta valido.
Domande frequenti sul rimborso Ryanair
Quando si ha diritto al rimborso Ryanair?
Ryanair rimborsa il biglietto in quattro casi: volo cancellato, ritardo superiore a 5 ore, volo riprogrammato di almeno 5 ore e lutto in famiglia con documentazione. In tutti gli altri casi, comprese le rinunce volontarie, le somme pagate non sono rimborsabili. Se il volo è stato cancellato o è arrivato con almeno 3 ore di ritardo, oltre al rimborso puoi avere diritto anche alla compensazione europea di 250, 400 o 600 euro.
Come chiedere il rimborso Ryanair se non parto?
Se rinunci al viaggio la tariffa non viene rimborsata, ma puoi chiedere la restituzione delle tasse governative presentando richiesta scritta entro un mese dalla data del volo, tramite la procedura dedicata nell’area myRyanair. Hai diritto al rimborso solo se quelle tasse erano effettivamente incluse nel prezzo pagato: le tariffe più economiche spesso non le comprendono.
È possibile chiedere il rimborso di un biglietto Ryanair?
Sì, ma solo nei casi previsti. La regola generale delle condizioni di trasporto Ryanair è che le somme pagate non sono rimborsabili: il rimborso è l’eccezione e riguarda cancellazione del volo, ritardo oltre 5 ore, riprogrammazione di 5 ore o più e lutto. Se non parti per scelta tua, recuperi solo le tasse aeroportuali.
Come annullare un volo Ryanair e chiedere il rimborso?
Non esiste un diritto di ripensamento con rimborso. La finestra di 24 ore dalla prenotazione serve a correggere errori come una data sbagliata o una tratta invertita, e comunque va pagata l’eventuale differenza di tariffa. Modificare il volo costa una tariffa di cambio per passeggero e per tratta più la differenza di prezzo. Lutto e malattia grave documentata danno diritto a un credito di viaggio, non a contanti, con richiesta da presentare prima della data del volo.
Quanto rimborsa Ryanair per un volo cancellato?
Il rimborso copre l’intero prezzo del biglietto per le tratte non effettuate. A questo si aggiunge la compensazione europea, che non dipende da quanto hai pagato ma dalla distanza: 250 euro fino a 1.500 km, 400 euro per i voli interni all’Unione europea oltre 1.500 km e per le altre tratte tra 1.500 e 3.500 km, 600 euro oltre i 3.500 km fuori dall’Unione. La compensazione spetta se ti hanno avvisato con meno di 14 giorni di preavviso e non ci sono circostanze eccezionali dimostrate.
Quando spetta il rimborso Ryanair per ritardo di 3 ore?
Con 3 ore o più di ritardo all’arrivo hai diritto alla compensazione di 250, 400 o 600 euro secondo la distanza, salvo circostanze eccezionali. Il ritardo si misura all’arrivo e non alla partenza, e il momento dell’arrivo coincide con l’apertura del portellone dell’aereo, non con l’atterraggio. Sotto le 3 ore restano dovute solo l’assistenza e le eventuali spese, non la compensazione.
Esiste un modulo per il rimborso Ryanair?
Sì, e sono moduli distinti nell’area myRyanair: uno per il rimborso del biglietto, uno per la compensazione europea e uno per il rimborso delle spese anticipate come pasti, albergo e trasporti. Presentare una richiesta non fa partire automaticamente le altre. Serve un account myRyanair intestato al passeggero: per un familiare va usato il suo account, non il tuo.
Entro quanto tempo bisogna chiedere il rimborso a Ryanair?
Le condizioni di trasporto Ryanair indicano sei mesi come termine per i tribunali italiani, salvo atti interruttivi. Molte guide parlano di due anni, ma quel termine deriva dalla Convenzione di Montreal e riguarda il risarcimento del danno, non la compensazione europea: la Cassazione lo ha escluso nel 2024 senza indicare un termine sostitutivo univoco. Conviene quindi muoversi entro sei mesi dal disservizio; se il termine si avvicina, una raccomandata A/R di messa in mora lo interrompe.