San Miniato, le sue bellezze e il suo tartufo

Certe volte si viaggia tanto ma non si conosce bene ciò che di bello abbiamo vicino. Io, fiorentina doc, pur abitando da tanti anni nella provincia di Pisa ho sempre come punto di riferimento Firenze, invece, nella zona in cui abito ci sono posti magnifici.

Uno di questi è il paese, pardon la città, di San Miniato al confine tra Pisa e Firenze. San Miniato al tedesco, così era chiamata, è una deliziosa città che sembra un paese. Fino agli anni ’25 era inclusa nella provincia di Firenze e, infatti, la sua architettura ricorda più la parte fiorentina (e volendo senese con quei palazzi in mattoni rossi).

Panorama dal Piazzale della cattedrale foto R. capanni

Un paese sul crinale di tre colline

San Minato si sviluppa sul crinale delle colline. Siamo sulla Francigena toscana.Non è un paese circolare ma lungo che si sviluppa su tre colli  e ricco di chiese e di storia. In questa zona già vivevano i Longobardi. Un luogo da vedere camminando lentamente, ammirando il superbo panorama di colline dove vigne, olivete e boschi si susseguono. Siamo sulla Francigena toscana e molto oggi ruota intorno a queste vie ritrovate.

Città dicevamo e guai a chiamarlo paese perché gli abitanti si arrabbiano. Oggi vi parlerò di San Miniato Alto perché esiste anche la parte più moderna, San Miniato Basso.  

San Miniato fu elevata al rango di città nel 1622 divenne anche sede vescovile e infatti è difficile trovare un luogo con così tante chiese.

Duomo – Foto R. Capanni

Passeggiare per questo borgo vuol dire anche non dimenticare di mangiare piatti a base  della sua specialità cioè il tartufo bianco. Su queste colline, infatti, si sviluppa il fungo ipogeo più ricercato tanto che, in alcuni periodi, il tartufo bianco di Alba è incrementato da quello di San Miniato.

Cosa vedere a San Miniato

Ma prima di parlare di tartufo vi consiglio di procedere fare questo percorso:

Se siete saliti dalla località la Catena entrerete in paese e dopo circa 1 chilometro troverete le indicazioni per un parcheggio sulla destra. Se trovate posto lungo la strada è meglio, altrimenti dovrete fare una ripida salita perché questa città si trova su un crinale molto stretto.

Luogo di chiese e di conventi incontrerete l’ex monastero di Santa Chiara. Un edificio in mattoni rossi dall’aspetto sobrio risalente al XIV secolo, istituito nel 1785 come scuola femminile oggi sede del conservatorio. C’è una chiesa visitabile dove, sull’altare maggiore, si trova una splendida tavola di Jacopo da Empoli.

Scorcio con Torre di Matilde di Canossa. – Foro R. Capanni

Voi andate dritto verso il paese (non si può far altro) e godetevi gli scorci che si affacciano sui vicoli stretti che scendono ripidi giù per la collina: sono i vicoli carbonari utili un tempo negli attacchi dei nemici.

Sulla vostra sinistra vedrete un palazzo in chiaro stile fiorentino, è Palazzo Grifoni è un prezioso esempio di architettura civile toscana di età rinascimentale, edificato intorno alla metà del XVI sec. Visitabile ma come sempre con orari ed è gradita la prenotazione.

Verso la cattedrale

Godetevi il paese passeggiando e dirigetevi verso la cattedrale di  Santa Maria Assunta e di San Genesio. Prima di entrare sotto l’arco, segnalo che  sulla sinistra c’è una piccola gelateria che fa un gelato buonissimo.

palazzo grifoni – Foto R. Capanni

La cattedrale è una chiesa di origini antiche la cui costruzione iniziò nel XII secolo e che si apre su un ampio piazzale dove in estate vengono fatte varie manifestazioni. San Miniato, infatti, ama il teatro in maniera viscerale e ci sono importanti associazioni conosciute a livello nazionale che operano da qui. (Il Teatrino di Quaranthana, la sede del Centro Fotografia dello Spettacolo, il Centro Cinema Paolo e Vittorio Taviani – erano di qui -e il Centro Internazionale di Scrittura Drammaturgica).

Per accedere al piazzale della cattedrale si passa davanti al seminario vescovile con la sua facciata affrescata. Fu costruito a ridosso della mura della città ed è molto bello da vedersi. Dalla parte opposta si affaccia il palazzo vescovile e sotto ci sono ancora le vecchie botteghe artigiane, risalenti al 1300, dove si può vedere chi lavora il legno o altri oggetti.

Panorama dalla Torre Federiciana – Foto R. Capanni

Da qui per arrivare alla cattedrale ci son due possibilità: o salire la ripida scala o fare la via più comoda che supera il dislivello con una specie di ponte da cui godrete di un panorama che vale davvero la pena vedere. Qui c’è anche l’hotel Miravalle nella Piazzetta del Castello.

Puntate verso la Torre per vedere mezza Toscana

Dopo aver ammirato la Cattedrale e la superba veduta vi consiglio di incamminarvi verso la Torre Federiciana. Questa va proprio vista perché è il punto più alto e, nelle giornate terse si vede una buona fetta della Toscana, Alpi Apuane comprese.

Il nome San Miniato al Tedesco lo si deve a Federico II di Svevia che qui fece costruire la rocca e ci mise  il suo vicario per la Toscana. Ma perché l’Imperatore scelse proprio San Miniato? Perché era comoda per riscuotere le gabelle, cioè le tasse, perché si trova a 20 leghe da Firenze, 20 da Siena, 20 da Lucca.

Infatti, per chi volesse visitare queste città fare base a San Miniato è decisamente comodo. Tra le altre la campagna intorno è bellissima.

Tornando alla visita, una volta conquistata la vetta (la passeggiata però è ben ombreggiata e piacevole) vi troverete davanti ad una torre alta e visitabile cosa che consiglio perché si comprende bene come era controllato il territorio “a vista”. Ovviamente gli scalini sono tanti!

Come dicevo a San Miniato ci sono molte chiese come quella barocca del Santissimo crocifisso. Potrete anche vedere la famosa Torre di Matilde così chiamata perchè una leggendan vuole che qui abbia visto la luce Matilde di canossa.

La città di origine di Napoleone

Napoleone Bonaparte venne a San Miniato in cerca delle sue origini nobili.  Passò un paio di volte perché i Buonaparte di Aiaccio avevano lontane origini in questa città e qui c’era un ramo della famiglia e un palazzo ancora oggi presente.  Senza non avrebbe potuto accedere all’accademia militare francese.

Torre- Foto R. Capanni

La patria del tartufo Bianco e non solo

San Miniato è la patria del tartufo. In questa terra ricca (dalla metà degli anni ’50 si è sviluppata nella parte bassa tra Ponte a Egola ( comune di San Miniato) e Santa Croce, il distretto conciario più importante a livello italiano. Ma di cose interessanti ce ne sono molte. Qui veniva coltivato il tabacco per il famoso sigaro Toscano.

Il prezioso fungo è una delle risorse ancora oggi più importanti. Tante le sagre che si sviluppano nel territorio e nelle frazioni a partire dal tartufo marzuolo di Cigoli (altro posto da vedere c’è un santuario mariano). Segue Balconevisi dove in ottobre vi si svolge un curioso Palio dei paperi e naturalmente sagra del tartufo.  Tra novembre e dicembre invece c’è la famosa Mostra Mercato del tartufo  Bianco di San Miniato che dura per ben cinque fine settimana con mostra mercato ed eventi. Ma il tartufo qui si gusta tutto l’anno. Da provare “papaveri e papere sulla strada verso La serra, in paese Pepenero, L’Upupa, La Taverna dell’Ozio.

A San Miniato ci sono altre cose gustose e tipiche come o carciofi, il pomodoro grinzoso, l’olio ( qui c’è la varietà piccola della Mignola)  e un vitigno antico come il Tempranillo, portato dai pellegrini che insieme al Sangiovese toscano e a della Malvasia Nera e agli internazionali danno vini per tutti i gusti ottimi sulla carne che qui è perfetta.

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