Suvereto: cosa vedere nel borgo medievale della Val di Cornia

Cosa vedere a Suvereto è una di quelle domande che, da toscano, mi sono fatto tardi. Ho il mare di queste parti praticamente di casa, eppure per anni ho percorso l’Aurelia diretto altrove, senza mai svoltare verso l’interno. Ho fatto male, e ve lo dico subito così non aspettate quanto ho aspettato io: questo borgo arroccato tra i sughereti merita la deviazione.

Siamo in provincia di Livorno, in Val di Cornia, in quel lembo di Toscana che già profuma di Maremma. Percorrendo l’Aurelia il paesaggio cambia lentamente, e all’altezza di Piombino, salendo verso l’interno, si incontrano i vigneti, le case coloniche diventate tenute, le aziende che fanno vino e olio. Poi la strada sale ancora, e Suvereto si presenta con la sua cinta di mura.

Vista sul panorama delle colline della Val di Cornia da Suvereto - Foto di R. Capanni
Vista sul panorama delle colline della Val di Cornia da Suvereto – Foto di R. Capanni

Dove si trova Suvereto, tra Livorno e la Maremma

Suvereto sta a 90 metri sul livello del mare, su una collina della Val di Cornia, nel cuore della Maremma livornese. È quel territorio di confine dove non si capisce più se sei in Maremma o ancora sulla costa degli Etruschi, e la risposta onesta è: tutte e due le cose insieme.

Il nome racconta già la sua storia. Suvereto deriva dal latino *suber*, la sughera, e nei documenti più antichi il borgo compare come “bosco di sughere”. Le sughere ci sono ancora, insieme alla macchia mediterranea che riveste le colline di Montioni e di Monte Calvi.

Il mare, intanto, è lì a due passi. Dalle mura, in una giornata tersa, si vede il Golfo di Follonica e perfino l’isola d’Elba. Piombino è a una ventina di minuti, e le spiagge della costa livornese si raggiungono in poco tempo. Tornerò più avanti su quanto dista esattamente il mare, perché è una delle cose che chi prenota da queste parti vuole sapere prima di tutto.

Suvereto, uno dei borghi più belli d’Italia

Abbiamo deciso di visitare Suvereto, io e la mia solita compagnia di viaggio, proprio perché fa parte del circuito de “I Borghi più Belli d’Italia”, e da lì volevamo partire per perlustrare tutta la zona. Il borgo ci ha ripagati: oltre a essere tra i borghi più belli, ha anche la Bandiera Arancione del Touring Club, è una Cittaslow e aderisce alle reti Città del Vino e Città dell’Olio.

Sono targhe, certo, ma in un posto come questo si sentono. Si entra sotto la porta della cinta muraria ed è come se qualcuno avesse spostato indietro le lancette. Tutto è tranquillo, le stradine in pietra salgono dolci, e per i palazzi e i vicoli ci si dimentica del tempo. Per cosa è famoso Suvereto? Per questo: per il medioevo rimasto intatto, per il vino e per il modo lento di stare al mondo.

Cosa vedere a Suvereto: il centro storico

Il bello di Suvereto è che si visita a piedi, con calma, in mezza giornata. Il centro storico è raccolto dentro le mura e ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Ecco le cose da vedere assolutamente.

La Rocca Aldobrandesca

Si punta subito in alto, alla Rocca Aldobrandesca, costruita dalla potente famiglia degli Aldobrandeschi nella seconda metà del XII secolo, su strutture fortificate ancora più antiche. Dalla Rocca il panorama nelle giornate di sole è davvero stupendo: le colline, i vigneti, e laggiù il mare. Oggi la Rocca ospita anche un piccolo museo, parte del sistema dei Parchi della Val di Cornia.

Il Palazzo Comunale e la torre dell’orologio

Scendendo si incontra il Palazzo Comunale, di impianto medievale, sormontato dalla torre dell’orologio che un tempo era il campanile civico. Era la campana che chiamava a raccolta l’assemblea degli Anziani, e qui si tocca con mano la storia di cui vi parlo più sotto. L’edificio sorge su strutture ben più antiche, a cui i secoli hanno aggiunto e tolto, ma il fascino è rimasto lo stesso.

Il Palazzo Comunale di Suvereto e la sua loggia - Foto di R. Capanni
Il Palazzo Comunale di Suvereto e la sua loggia – Foto di R. Capanni

Il convento e il chiostro di San Francesco

Sul colle di fronte alla Rocca c’è il convento di San Francesco, fondato nel 1286, con il suo bel chiostro. Ha una storia curiosa: venne chiuso in epoca napoleonica per volere di Elisa Bonaparte, la sorella di Napoleone, all’epoca principessa di Lucca e Piombino. Il chiostro si può visitare, e vale la sosta per il silenzio che ci si respira.

La chiesa di San Giusto

La parrocchiale è la chiesa di San Giusto, uno degli esempi di romanico più interessanti della provincia di Livorno. È dedicata al vescovo Giusto, esule africano arrivato in questo territorio nel VI secolo insieme a Fiorenzo, Regolo e Cerbone, tutti santi e tutti titolari di una chiesa o patroni di una città della zona. La struttura attuale fu terminata nel XII secolo, ma conserva tracce di una fondazione molto più antica.

La chiesa parrocchiale di San Giusto a Suvereto - Foto di R. Capanni
La chiesa parrocchiale di San Giusto a Suvereto – Foto di R. Capanni

C’è poi la chiesa della Madonna di Sopra la Porta, settecentesca, cara ai suveretani, e tante piccole botteghe dedicate ai prodotti del territorio, gli spazi per l’aperitivo serale, una gastronomia con i tavoli sotto un antico passaggio. Suvereto si gira così, perdendosi.

Un po’ di storia: dal bosco di sughere al libero comune

Mi piace sapere dove metto i piedi, e qui la storia è di quelle dense. Il toponimo compare già nel 973, quando di Suvereto si parla come del “bosco di sughere”. Ma la data che conta è il 1201: in quell’anno gli Aldobrandeschi concedono al borgo le libertà comunali, e Suvereto diventa uno dei primi liberi comuni della Maremma. Non era cosa da poco, perché significava darsi diritti oltre che doveri, e governarsi da sé.

Per questo il Palazzo Comunale era così importante, e per questo la torre suonava la campana dell’assemblea. Da queste parti passò anche l’imperatore Enrico VII, e secoli dopo arrivò Elisa Bonaparte. Insomma, un borgo piccolo ma con una storia grande.

Suvereto e il mare: quanto dista la costa

Una delle domande che mi sento fare più spesso su questi borghi dell’interno è: ma quanto dista il mare? Suvereto non è sul mare, è un borgo di collina, e questo è parte del suo fascino. Ma la costa è vicinissima. Il Golfo di Follonica e le spiagge del Piombinese si raggiungono in una ventina di minuti d’auto, e poco più a nord c’è tutta la costa degli Etruschi con la spiaggia di San Vincenzo e i suoi pini.

Il mio consiglio, se venite d’estate, è proprio questo: prendete alloggio da queste parti e fatevi i due mondi. La mattina il mare, il pomeriggio fresco e il vino nei borghi. È il modo migliore per vivere la Val di Cornia.

Cosa mangiare a Suvereto: vino, olio e cinghiale

Qui si mangia e si beve bene, e non lo dico per modo di dire. Il vino è diventato una delle attività principali del territorio, e Suvereto ha la sua DOCG, riconosciuta nel 2011: un rosso importante, a base di Cabernet e Merlot, che nasce proprio su queste colline. Accanto convivono la Val di Cornia DOC e il Rosso della Val di Cornia DOCG. Le cantine in zona sono più di trenta, e molte si visitano.

Poi c’è l’olio extravergine, di gran qualità, e i prodotti di cinghiale, che da queste parti è di casa. Noi ci siamo goduti un bicchiere di rosso del posto insieme a uno strepitoso panino con il salame di cinghiale, seduti all’ombra. Se passate in stagione, cercate anche il carciofo violetto, una piccola specialità locale.

Suvereto, scorcio del borgo - Foto di R. Capanni
Suvereto, scorcio del borgo – Foto di R. Capanni

Eventi e feste a Suvereto

Se potete far coincidere la visita con una delle feste del borgo, fatelo: Suvereto è un paese che ama le sue tradizioni. Il patrono è la Santa Croce, e il 3 maggio si corre il Palio di Santa Croce con la storica Corsa delle Botti, in cui i quartieri si sfidano spingendo per le salite botti da diversi quintali.

Ad agosto è la volta del Palio dell’Imperatore e dei Quartieri, con la rievocazione medievale che illumina il borgo di torce e riempie le strade di figuranti in costume, mercati, mestieri antichi. Sempre d’estate, intorno a San Lorenzo, c’è Calici di Stelle, la notte del vino sotto le stelle. E a dicembre la Sagra del Cinghiale, tradizionalissima, con il corteo storico e i piatti della tradizione.

Le date cambiano ogni anno, quindi prima di partire date un’occhiata al calendario sul sito del Comune di Suvereto, così non rischiate di trovare il borgo in versione feriale quando lo sognavate in festa.

Suvereto, veduta del borgo - Foto di R. Capanni
Suvereto, veduta del borgo – Foto di R. Capanni

Cosa vedere nei dintorni di Suvereto

Suvereto è una base perfetta per girare la Val di Cornia, ed è questo che ne fa un punto d’appoggio ideale. A pochi chilometri ci sono le terme di Sassetta, immerse nei boschi, per chi cerca un’ora di relax dopo la passeggiata. C’è Campiglia Marittima, altro borgo medievale con il suo passato minerario, e c’è Venturina Terme, comoda per chi arriva in treno.

Verso il mare, oltre alla già citata costa di San Vincenzo, si arriva presto a Piombino, che è anche la porta d’imbarco per l’Elba. Per chi ama camminare, infine, c’è il Parco di Montioni, un’area protetta di boschi e antiche cave di allume, e il Monte Calvi, che con i suoi 647 metri è la cima più alta della provincia di Livorno. I sentieri di Suvereto Trekking partono proprio dal borgo.

Informazioni pratiche: come arrivare e dove parcheggiare

Come arrivare in auto. Si percorre la SS1 Aurelia fino all’uscita di Venturina-Piombino, poi si prende la SS398 verso l’interno. Da lì a Suvereto sono circa 8-10 chilometri di strada che sale tra i vigneti.

Come arrivare in treno. La stazione più vicina è quella di Campiglia Marittima, a una decina di minuti d’auto dal borgo (circa 8 km), sulla linea tirrenica. Dalla stazione ci sono autobus per la zona, ma vi consiglio di verificare orari e coincidenze prima di partire, perché qui il treno è comodo per arrivare e l’auto per girare.

Dove parcheggiare. Il centro storico è pedonale, come quasi tutti i borghi di questo tipo, e l’auto si lascia nei parcheggi sotto le mura. C’è un comodo parcheggio gratuito a terrazze lungo Via della Libertà, e un altro spazio in Viale Carducci. Da lì al cuore del borgo sono pochi minuti a piedi, in salita ma dolce.

Quando andare. La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi migliori, con il clima mite e gli appuntamenti enogastronomici. Agosto è il mese delle feste medievali, ma anche il più caldo e affollato. E se amate i sapori forti, dicembre vi regala la Sagra del Cinghiale.

Domande frequenti su Suvereto

Cosa vedere a Suvereto?

Le tappe da non perdere sono la Rocca Aldobrandesca con il suo panorama, il Palazzo Comunale con la torre dell’orologio, il convento e il chiostro di San Francesco e la chiesa romanica di San Giusto. Il tutto si visita a piedi, passeggiando per il centro storico dentro le mura.

Per cosa è famoso Suvereto?

Suvereto è famoso per essere uno dei borghi più belli d’Italia, per il suo centro medievale rimasto intatto e per il vino: ha una sua DOCG e fa parte della rete delle Città del Vino e Cittaslow.

Quanto tempo ci vuole per visitare Suvereto?

Per il centro storico bastano un paio d’ore di passeggiata. Se volete aggiungere una cantina, un pranzo con i prodotti del territorio e una tappa nei dintorni, mettete in conto una giornata intera.

Quanto dista il mare da Suvereto?

Suvereto è un borgo di collina, ma il mare è vicino: il Golfo di Follonica e le spiagge del Piombinese si raggiungono in una ventina di minuti d’auto, e poco più a nord c’è la costa degli Etruschi con San Vincenzo.

Suvereto è in Maremma?

Sì, Suvereto si trova in Val di Cornia, nel cuore della Maremma livornese, in quella fascia di Toscana dove la costa degli Etruschi sfuma nella Maremma vera e propria.

Come arrivare a Suvereto in treno?

La stazione di riferimento è Campiglia Marittima, a circa 8 km dal borgo, sulla linea tirrenica. Dalla stazione si prosegue in autobus o in auto a noleggio; conviene verificare prima gli orari dei collegamenti. Suvereto è di quei posti che non ti aspetti e che ti restano addosso. Io ci sono arrivato tardi, ma come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: voi andateci prima, e fermatevi a Suvereto con calma. Il borgo, il vino e quel medioevo silenzioso sapranno ringraziarvi.

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