Isola di Sal, Capo Verde: cosa vedere e quando andare

Mia zia e mio zio si trasferirono sull’isola di Sal quando lì non c’era nemmeno la corrente elettrica. Uno scoglio salato in mezzo all’Atlantico, fra il Senegal e il Brasile, dove si andava a vivere per scelta e non per vacanza. Ci sono tornata anni dopo, con mia madre, e la prima cosa che ci siamo dette camminando per Santa Maria è stata che l’isola non era più quella: al posto delle case basse e colorate erano arrivati un Casinò e un Hilton, e per due palline di gelato ci hanno chiesto tre euro, più che in Piazza Mazzini a Viareggio.

Sal è l’isola di Capo Verde più facile da raggiungere e la più organizzata per il turismo, e proprio per questo è quella su cui girano più luoghi comuni: che sia solo spiaggia e resort, che si veda in mezza giornata, che ci si vada solo d’estate. In questa guida trovate cosa vedere davvero, in che mesi conviene andare, come arrivare dall’Italia con i voli diretti e la tassa che va pagata online prima di partire, che è la cosa su cui più spesso si legge un’informazione vecchia.

Palme piegate dal vento in controluce sulla spiaggia di Santa Maria, isola di Sal
Isola di Sal, Capo Verde: cosa vedere e quando andare 22

In breve

L’isola di Sal è la porta d’ingresso di Capo Verde: 216 km² piatti e desertici, l’aeroporto internazionale Amílcar Cabral vicino a Espargos e quasi tutti gli alberghi concentrati a Santa Maria, a sud. Le tappe sono cinque: le saline nel cratere di Pedra de Lume, dove si galleggia in un’acqua 26 volte più salata del mare, la grotta della Buracona con il suo Olho Azul, Shark Bay con gli squali limone, il porto di Palmeira e il capoluogo Espargos. Bastano tre o quattro giorni per vederle tutte con calma. Si arriva con volo diretto da Milano Malpensa, Bergamo, Roma Fiumicino e Verona, e prima di partire va fatta la pre-registrazione EASE con la tassa aeroportuale da 3.400 escudi.

Dov’è l’isola di Sal e perché si chiama così

Sal è una delle isole orientali dell’arcipelago di Capo Verde, circa 560 chilometri al largo delle coste dell’Africa occidentale, di fronte al Senegal. È lunga una trentina di chilometri e larga poco più di dieci, per 216 km² complessivi, ed è piatta: il rilievo più alto non arriva ai 410 metri. Quando i portoghesi la avvistarono, il 3 dicembre 1460, la chiamarono infatti Ilha Plana, l’isola piana.

Il nome di oggi arrivò dopo, con la scoperta dei giacimenti di sale nel cratere di Pedra de Lume e nella zona di Santa Maria: per secoli il sale è stato l’unica ragione economica dell’isola, estratto e imbarcato verso il Brasile e l’Europa. Poi è finita l’epoca del sale ed è cominciata quella degli aerei. Il salto è stato brutale: prima del 1960 sull’isola vivevano meno di 3.000 persone, al censimento del 2019 erano quasi 39.700, e nel 2017 il 48,2% di tutti i posti letto di Capo Verde si trovava qui. Quando dico che l’isola non era più quella non è nostalgia da viaggiatrice: è quello che dicono i numeri.

L’isola si legge su tre punti. Espargos è il capoluogo, cresciuto attorno all’aeroporto, ed è dove vive la gente. Santa Maria, all’estremità sud, è il paese di pescatori diventato la capitale turistica dell’isola, con la spiaggia bianca, il pontile e quasi tutti gli alberghi. Palmeira, sulla costa occidentale, è il porto: da lì passa tutto quello che arriva via mare, acqua compresa.

Cosa vedere sull’isola di Sal

Le cose da vedere a Sal sono poche e ben distribuite, e questa è una buona notizia: in tre o quattro giorni si vedono tutte senza correre, dedicando le mattine alle escursioni e i pomeriggi alla spiaggia. Quasi tutte stanno lungo l’unica strada asfaltata che attraversa l’isola da nord a sud, e per questo la formula più diffusa è il giro dell’isola in giornata.

Santa Maria e il pontile dei pescatori

Santa Maria è il posto dove dormirete e anche il primo da vedere. Il centro è una manciata di strade in salita dal mare, con case dipinte di rosa, azzurro e giallo, insegne fatte a mano e una piccola chiesa coloniale bianca e blu che stona in mezzo ai negozi di souvenir. La prima impressione è quella di una rambla spagnola: musicale, colorata, movimentata. Si capisce di non essere nel proprio contesto, ma non sembra ancora di essere in Africa.

La via principale di Santa Maria a Sal, con case colorate, palme e bandiere sui tetti
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La chiesa coloniale bianca e azzurra di Santa Maria, isola di Sal
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L’Africa comincia sul pontile, ed è lì che va fatta la passeggiata che conta. Nel tardo pomeriggio rientrano le barche dei pescatori di tonno, le prede vengono scaricate sulle travi sconnesse del molo e le donne le puliscono lì, in piedi, con i coltelli e i secchi. L’odore è forte, il sangue cola in acqua e le cernie girano sotto il molo aspettando gli scarti: è un mercato del pesce all’aperto che funziona da sempre e non è stato messo in scena per nessuno. È la cosa più bella di Santa Maria e non costa niente.

Le saline di Pedra de Lume e il bagno nel cratere

Le saline di Pedra de Lume stanno dentro il cratere di un vulcano spento, sulla costa nord-orientale, e sono la cosa più singolare dell’isola. Si entra nel cratere attraverso un tunnel scavato nella roccia e ci si ritrova in una conca chiusa da pareti scure, occupata da vasche di evaporazione dai bordi incrostati di bianco. Qui si estraeva il sale che ha dato il nome all’isola, e la teleferica arrugginita che lo portava al mare è ancora in piedi.

Nelle vasche si fa il bagno, o meglio si galleggia: la concentrazione di sale è circa 26 volte quella del mare aperto, e restare a galla non richiede nessuno sforzo. Vale la pena farlo, ma sapendo due cose. La prima è che quel sale è aggressivo con gli occhi, e se avete un graffio ve ne accorgete subito. La seconda è che uscendo si è letteralmente incrostati, quindi la doccia d’acqua dolce non è un vezzo.

Info pratica: l’ingresso alle saline si paga in loco, e il portale ufficiale dell’isola indica un euro per la doccia d’acqua dolce dopo il bagno. La tariffa d’ingresso non è pubblicata su nessun canale ufficiale e in rete circolano cifre diverse: chiedetela al momento, sono comunque pochi euro. Portate ciabatte (il fondo delle vasche è ruvido) e non fate il bagno con la crema solare addosso.

Buracona e l’Olho Azul, l’occhio blu

La Buracona è una piscina naturale scavata nella lava sulla costa nord-occidentale, poco sopra Palmeira, e il suo pezzo forte è l’Olho Azul, l’occhio blu: una cavità sottomarina che si apre sotto la roccia e che, quando il sole ci entra dentro, si accende di un blu elettrico che sembra illuminato da sotto. Non è un effetto continuo, è una questione di ore.

Info pratica: l’occhio blu si vede solo quando il sole è quasi allo zenit, cioè grosso modo fra le 11 e le 13, e solo con il cielo sereno. Prima o dopo si vede una pozza scura e ci si chiede dove sia la meraviglia. L’ingresso costa 3 euro secondo il portale ufficiale dell’isola. Il bagno nelle pozze è possibile ma con vento e mare mosso diventa pericoloso davvero: le onde entrano nella spaccatura senza preavviso.

Shark Bay e gli squali limone

A Shark Bay, sulla costa orientale, una lingua di acqua bassissima e trasparente fa da nursery agli squali limone. Si entra in acqua fino al ginocchio, con le scarpette, e li si guarda passare a pochi metri: sono animali da due metri e mezzo o tre, e sono innocui per l’uomo. L’esperienza dura poco, si fa con una guida e in genere è una tappa del giro dell’isola, non una gita a sé.

Se avete un solo giorno per vedere l’isola, la formula più efficiente è proprio quella che mette insieme le tre cose lontane fra loro: c’è un giro guidato di quattro ore che tocca saline, Blue Eye, il miraggio di Terra Boa e Shark Bay con ingressi inclusi, che è più o meno l’itinerario che fareste da soli spendendo la giornata a organizzarvi i passaggi.

Palmeira, il porto e il miraggio di Terra Boa

Palmeira è il porto dell’isola e vale una sosta breve, il tempo di vedere le barche, i pescatori che riparano le nasse e i murales sulle case basse davanti al molo. Non è una tappa scenografica, è una tappa vera: da qui entra buona parte di ciò che si consuma sull’isola, e guardando i container capite perché a Sal certe cose costano come in Europa.

Sulla strada, all’altezza della piana di Terra Boa, si fa la sosta del miraggio: l’asfalto rovente e l’aria che trema producono l’illusione di una distesa d’acqua che si sposta man mano che avanzate. È un classico delle escursioni ed è anche una lezione di geografia sull’isola, perché quella piana è deserto puro.

Espargos, il capoluogo che quasi nessuno visita

Espargos è a metà isola, a due passi dall’aeroporto, e la maggior parte dei turisti la attraversa in taxi senza fermarsi. È un errore, perché è l’unico posto dell’isola dove si vede la vita capoverdiana senza filtro: i taxi azzurri e gialli parcheggiati sotto le palme, i muri con i manifesti elettorali, le facciate dipinte a mano che fanno da insegna ai negozi. Su una c’è un uomo in abito bianco e cappello panama, su un’altra un rullo, un trapano e la scritta vidros con il numero di telefono: quella era la ferramenta con vetreria del paese.

Le spiagge: Ponta Preta, Kite Beach e la baia di Murdeira

La spiaggia di Santa Maria è la più lunga e la più comoda, sabbia bianca e acqua trasparente davanti agli alberghi, ma il mare qui non è una piscina: è Atlantico aperto, diventa profondo in fretta e ha correnti serie. Si fa il bagno, si nuota anche, ma tenendo d’occhio le bandiere e senza allontanarsi.

Ponta Preta, sulla costa occidentale, è tutta un’altra cosa: quando entra la mareggiata da nord-ovest ci si forma una delle onde più veloci del pianeta, che rompe vicinissima alle rocce. È uno spot per esperti, e infatti ci si disputano gare internazionali di kitesurf. Chi invece vuole imparare va a Kite Beach, sul lato opposto rispetto al paese, dove il fondale è basso, il vento è costante e ci sono le scuole. La baia di Murdeira, a metà strada verso Palmeira, è la più riparata dell’isola e da lì si vede il profilo del Monte Leão, la collina che di lontano somiglia a un leone sdraiato.

Tramonto sulla spiaggia di Santa Maria con il riflesso del sole sulla battigia
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Le tartarughe di Sal e in che mesi si vedono

Capo Verde è uno dei siti di nidificazione più importanti al mondo per la caretta caretta, e le spiagge di Sal sono fra quelle dove le femmine tornano a deporre ogni anno. L’organizzazione che le protegge sull’isola è Project Biodiversity, una onlus capoverdiana con sede a Santa Maria, che secondo i propri dati lavora sul terzo sito di nidificazione al mondo per questa specie.

I mesi contano più di ogni altra cosa. Le femmine risalgono le spiagge a deporre da giugno a ottobre, di notte; i piccoli escono dai nidi e raggiungono il mare da settembre a dicembre. Fuori da quella finestra non c’è niente da vedere, e qualunque escursione prometta tartarughe a febbraio sta promettendo un giro in spiaggia.

Consiglio: Project Biodiversity non organizza escursioni, perché durante la stagione riproduttiva sta sulle spiagge per proteggere le femmine e i nidi. Apre però al pubblico gli scavi dei nidi, in genere da fine agosto a inizio dicembre alle 16:30, e la spiegazione è gratuita. Le uscite notturne per vedere la deposizione le fanno invece le agenzie: sceglietene una che lavori con guide autorizzate e che non usi luci bianche, perché disorientano gli animali.

Se capitate nella finestra giusta, l’uscita serale in gruppo ridotto è quella che vale: si cammina al buio con la guida e si aspetta, e non c’è nessuna garanzia, che è esattamente come dovrebbe essere. Le agenzie dell’isola propongono l’osservazione notturna delle tartarughe con partenza da Santa Maria nei mesi di deposizione.

Cosa fare a Sal oltre alla spiaggia

Sal si vive bene anche stando fermi, ma le attività che hanno senso prenotare sono quattro o cinque, e cambiano parecchio a seconda della stagione: d’inverno l’isola è un parco giochi per il vento, d’estate e in autunno è il mare e sono le tartarughe.

Le escursioni che vale la pena prenotare

Quando andare a Sal: clima, vento e mare

A Sal si va tutto l’anno, ed è vero: le medie stanno fra i 22 e i 27 gradi in ogni mese, i giorni di sole sono più di 350 all’anno e in dodici mesi cadono circa 75 millimetri di pioggia, quanto una giornata di temporale in Italia. Quello che cambia da stagione a stagione non è il caldo, è il vento, e nessuno ve lo dice abbastanza.

Gli alisei soffiano costanti da nord-est e nei mesi invernali sono forti. È la ragione per cui Sal è una delle capitali mondiali del kitesurf, ed è anche la ragione per cui una vacanza al mare a gennaio può risultare deludente: io ci sono capitata in un periodo ventoso e non ho messo piede in acqua una volta, con la felpa addosso in pieno giorno. Non è il clima a essere sbagliato, è l’aspettativa.

PeriodoVentoMareCosa succede
Dicembre-marzoal massimo, alisei fortifresco e mossoalta stagione del kitesurf e gare a Ponta Preta
Aprile-giugnoin caloin miglioramentoil periodo più equilibrato per una vacanza al mare
Luglio-settembredeboleil più caldo dell’announica finestra di pioggia; le tartarughe depongono
Ottobre-novembrein ripresaancora caldoschiuse dei nidi, isola meno affollata

Se dovete scegliere una finestra sola, è quella fra aprile e giugno: il vento si è calmato, l’acqua è già gradevole, non è ancora arrivata l’umidità di fine estate. Se invece ci andate per il vento, il vostro periodo è esattamente quello che gli altri evitano. Vale la pena incrociare le date con le altre mete della stagione, per esempio nella nostra guida su dove andare in vacanza a marzo o su dove trovare il mare caldo a novembre.

Come arrivare a Sal dall’Italia

Sull’isola c’è l’aeroporto internazionale Amílcar Cabral (sigla SID), il più trafficato di Capo Verde, e dall’Italia ci sono voli diretti da quattro aeroporti: Milano Malpensa, Milano Bergamo, Roma Fiumicino e Verona, operati da easyJet, Neos e Cabo Verde Airlines a seconda della stagione. Il volo diretto dura intorno alle sei ore.

L’alternativa è lo scalo a Lisbona con TAP, che è la via più flessibile fuori stagione e apre anche la possibilità di spezzare il viaggio: se vi fermate un paio di giorni in Portogallo, tanto vale usarli bene, e la nostra guida per visitare Lisbona in un tour del Portogallo serve proprio a quello. Il mio primo viaggio verso Sal fu però esattamente il contrario di un piano: treno in ritardo da Viareggio, navetta presa per un soffio, coincidenza a Lisbona raggiunta di corsa attraverso mezzo aeroporto con le hostess che urlavano il numero del gate. Se prenotate coincidenze strette, mettete in conto che possa succedere anche a voi: qualche accorgimento per partire in aereo senza stress vale più di un’ora di margine.

Dall’aeroporto a Santa Maria ci sono circa 17 chilometri, che in taxi si fanno in una ventina di minuti. Espargos invece è a due passi dalla pista, e ci si arriva anche a piedi.

Documenti, tassa EASE e cosa sapere prima di partire

Per i cittadini italiani il visto per Capo Verde non serve fino a 30 giorni di soggiorno: è stato abolito nel 2019, e le pagine che parlano ancora di 25 euro da pagare alla frontiera sono vecchie di anni. Serve il passaporto in corso di validità, e serve invece un’altra cosa, che è quella che fa perdere tempo a chi non la conosce.

Tutti i visitatori non residenti che arrivano in aereo devono fare la pre-registrazione EASE sul portale del governo capoverdiano e pagare la tassa di sicurezza aeroportuale, che vale 3.400 escudi, cioè poco meno di 31 euro al cambio fisso con l’euro. La registrazione va fatta almeno cinque giorni prima della partenza e chiede i dati del passaporto, il volo di arrivo e l’indirizzo della prima notte.

Attenzione: dal 2026 chi non paga online e salda la tassa allo sportello della polizia di frontiera ne paga il doppio, 6.800 escudi invece di 3.400. Sono una sessantina di euro a testa buttati per non aver aperto un sito cinque giorni prima, e su una famiglia di quattro persone la differenza è oltre un centinaio di euro. Verificate sempre importi e procedura sul portale ufficiale prima di partire, perché è materia che cambia.

Altre due cose pratiche. La moneta è l’escudo capoverdiano, agganciato all’euro da un cambio fisso (1 euro = 110,265 escudi) stabilito nel 1999: questo vuol dire che non dovete inseguire il tasso di cambio, ma anche che a Sal i prezzi non sono quelli che vi aspettate dall’Africa, perché quasi tutto arriva via nave. E il fuso: Capo Verde sta due ore indietro rispetto all’Italia d’inverno e tre d’estate, perché lì l’ora legale non esiste.

Sulla salute, la struttura sanitaria dell’isola è limitata e i casi seri si trasferiscono altrove, quindi l’assicurazione di viaggio qui non è una formalità come in Europa: la tessera sanitaria europea non vale nulla fuori dall’Unione, e un’evacuazione sanitaria dall’Atlantico si paga tutta. Se volete capire cosa cambia davvero fra una polizza e l’altra, abbiamo scritto una recensione onesta dell’assicurazione Heymondo con quello che copre e quello che non copre.

Come muoversi sull’isola di Sal

L’isola è piccola e la spina dorsale è una sola strada asfaltata, quindi muoversi è semplice. Il mezzo locale è l’aluguer, il furgoncino collettivo che parte quando è pieno e non quando dice l’orario: collega Santa Maria, Espargos e Palmeira e costa 1 o 2 euro a tratta. È il modo più economico e anche il più divertente per spostarsi, a patto di non avere fretta.

I taxi sono azzurri e gialli, hanno tariffe fisse sulle tratte principali e dall’aeroporto a Santa Maria costano indicativamente 10-15 euro. Per le escursioni ai punti isolati, tipo Buracona o Pedra de Lume, si contratta il prezzo di andata e ritorno con l’attesa inclusa: mettetevi d’accordo prima di salire.

Il noleggio auto a Sal esiste ma funziona in modo diverso da quello a cui siamo abituati: i comparatori internazionali non hanno inventario su Capo Verde, quindi non provate a prenotare da casa. Le agenzie stanno in loco, se ne trovano a Santa Maria e negli hotel, e l’auto si prende sul posto. Detto onestamente: per tre o quattro giorni di visita, fra aluguer, taxi ed escursioni organizzate, l’auto non serve.

Dove dormire sull’isola di Sal

La risposta breve è Santa Maria, e non per pigrizia: è lì che stanno la spiaggia, i ristoranti, le agenzie di escursioni e quasi tutte le strutture dell’isola. Ma dentro Santa Maria la differenza fra una zona e l’altra è reale, e vale la pena sceglierla invece di subirla.

In quale zona dormire a Sal

  • Centro di Santa Maria: il paese vero, a piedi da ristoranti, mercato e pontile. La scelta giusta per chi vuole uscire la sera e non dipendere dai taxi.
  • Fronte spiaggia a Santa Maria: alberghi più grandi affacciati sulla sabbia, comodi con i bambini. Costa di più e si è un po’ più isolati dalla vita del paese.
  • Fuori paese, verso Murdeira e i grandi resort: strutture all-inclusive con navetta. Comode se cercate solo piscina e relax, scomode se volete vedere l’isola.
  • Espargos: quasi nessun turista dorme qui, ma è l’opzione più economica e la più autentica, e si è a due passi dall’aeroporto per un volo all’alba.

Le strutture qui sotto le abbiamo selezionate con un criterio dichiarato: tutte a Santa Maria, tutte sopra una soglia di punteggio e di numero di recensioni, con quattro profili d’uso diversi e fasce di prezzo confrontabili su due rilevazioni, una in alta e una in bassa stagione. Non ci abbiamo dormito noi, e infatti non ve lo raccontiamo: quello che leggete sono i dati verificati di ciascuna.

Dove dormire a Santa Maria: quattro indirizzi

  • Damfjord Boutique Hotel (€): piccolo hotel a conduzione familiare di tredici camere nel centro di Santa Maria, a cinque minuti a piedi dalla spiaggia. Costa praticamente uguale in alta e in bassa stagione, che su quest’isola è una rarità.
  • Surfactivity Guest House (€): guest house in stile capoverdiano nata come base per surfisti, in zona Tanquinho Norte a dieci minuti dal centro, fino a dieci posti letto. La scelta di chi viene per il vento e vuole organizzarsi le uscite dal posto in cui dorme.
  • Branco Suites (€€): camere e appartamenti fino a cinque posti a pochi passi dalla spiaggia e dall’area pedonale, alcuni con cucina attrezzata. Comodo per una famiglia che non vuole mangiare fuori tutte le sere.
  • Hotel Morabeza (€€€): il quattro stelle storico dell’isola, aperto nel 1967 da una famiglia belga che lo gestisce ancora, direttamente sulla spiaggia di Santa Maria con 121 camere e tre piscine. È il posto dove l’isola turistica è cominciata.

Il “no stress”: cosa aspettarsi davvero da Sal

No stress a Capo Verde non è uno slogan per turisti, o meglio: lo è diventato, ma parte da qualcosa di vero. Lo trovate scritto ovunque, sulle insegne dei negozi di Santa Maria, sui menu, sui braccialetti venduti per due soldi, e vuol dire una cosa precisa: le cose si fanno con calma, nessuno corre dietro a nessuno.

In pratica significa questo: in un ristorante dalle tavolette arancioni abbiamo aspettato due ore un piatto di riso con verdure, e quando abbiamo chiesto quanto mancasse il cameriere ha risposto, senza ombra di ironia: “che dovete fare? Mica dovete lavorare”. Ai tavoli intorno, inglesi, norvegesi, tedeschi e italiani si guardavano increduli, sull’orlo di una crisi di nervi per un pranzo che tardava, pur non avendo in programma nulla se non andare in spiaggia. Noi ingannavamo l’attesa giocando a dadi, perché la flemma locale la conoscevamo già.

Consiglio: non programmate una giornata con due cose da fare e un orario da rispettare in mezzo. Se avete un’escursione alle nove, la sera prima cenate presto e non contate su un pranzo veloce prima del rientro: a Sal il tempo lo decide il posto, non voi. È anche la ragione per cui l’isola piace: basta smettere di contare i minuti.

L’altra cosa da mettere in conto è che Sal non è una meta economica. Ristoranti italiani, pizza e crêpes ci sono ovunque, i prezzi del centro turistico sono europei e per due palline di gelato pagherete come in una città italiana di mare. Il contrasto con quello che si vede a poche centinaia di metri, nelle strade dove le case basse e colorate resistono ancora, è forte e non va nascosto: fa parte di quello che siete andati a vedere.

Casa coloniale abbandonata con l'intonaco scrostato a Santa Maria, isola di Sal
Isola di Sal, Capo Verde: cosa vedere e quando andare 39

Ci siamo perse nelle stradine a cercare la Capo Verde di anni prima, e qualcosa è rimasto: un cortile dove arrostivano pollo speziato e la gente lo comprava e lo mangiava in piedi, bambini dietro un pallone, donne sedute in semicerchio a cucire, uomini che sistemavano le reti. Quella parte lì il turismo non l’ha ancora toccata. Andateci, ma andateci a piedi e senza fretta, che è poi l’unico modo in cui questa isola si lascia guardare.

Un uomo con un bambino in braccio guarda il mare seduto sul pontile di Santa Maria
Isola di Sal, Capo Verde: cosa vedere e quando andare 40

Un’ultima nota pratica che vale più di tante raccomandazioni: mettete in valigia una felpa e un giubbino leggero, anche se andate su un’isola atlantica a latitudine tropicale. Il vento qui è padrone, la sabbia entra ovunque e la sera si sente. Se volete un metodo per non dimenticare niente, il nostro pezzo su come fare e cosa mettere in valigia è tarato proprio su questo tipo di viaggi.

Immagine da salvare su Pinterest con due facciate colorate e la scritta Capo Verde
Isola di Sal, Capo Verde: cosa vedere e quando andare 41

Info essenziali

  • Come arrivare: volo diretto per l’aeroporto Amílcar Cabral (SID) da Milano Malpensa, Bergamo, Roma Fiumicino e Verona, circa sei ore; in alternativa scalo a Lisbona con TAP.
  • Documenti: passaporto valido, nessun visto fino a 30 giorni, pre-registrazione EASE obbligatoria almeno cinque giorni prima con tassa da 3.400 escudi.
  • Quando andare: aprile-giugno per il mare, dicembre-marzo per il vento e il kitesurf, giugno-ottobre per le tartarughe.
  • Durata consigliata: tre o quattro giorni per l’isola, una settimana se la si usa come base di vacanza.
  • Come muoversi: aluguer collettivo a 1-2 euro, taxi con tariffe fisse (10-15 euro dall’aeroporto a Santa Maria), noleggio auto solo in loco.
  • Valuta e fuso: escudo capoverdiano a cambio fisso (1 euro = 110,265 escudi); due ore indietro sull’Italia d’inverno, tre d’estate.

Un’ultima raccomandazione prima di chiudere le valigie: essendo Capo Verde fuori dall’Unione europea, la tessera sanitaria non vi copre e il telefono non naviga in roaming. Chi viaggia spesso da queste parti risolve con una polizza di viaggio singola che copra anche annullamento e bagaglio e con una eSIM con traffico dati per Capo Verde da attivare prima di partire, che costa molto meno di una bolletta in roaming extra-UE.

Domande frequenti sull’isola di Sal

Quanti giorni servono per visitare l’isola di Sal?

Tre o quattro giorni bastano per vedere tutte le tappe principali: saline di Pedra de Lume, Buracona, Shark Bay, Palmeira ed Espargos. Una settimana ha senso se si usa Sal come base di vacanza, alternando escursioni, spiaggia e sport acquatici.

Quando andare all’isola di Sal?

Da aprile a giugno per il mare, perché il vento cala e l’acqua è già gradevole. Da dicembre a marzo per il kitesurf, quando gli alisei sono al massimo. Da giugno a ottobre per le tartarughe che depongono, con le schiuse da settembre a dicembre.

Serve il visto per andare a Capo Verde?

No: per i cittadini italiani il visto è stato abolito nel 2019 per soggiorni fino a 30 giorni. Serve però la pre-registrazione EASE sul portale del governo capoverdiano, con il pagamento della tassa di sicurezza aeroportuale da 3.400 escudi, da fare almeno cinque giorni prima della partenza.

Quanto costa la tassa di ingresso a Capo Verde?

La tassa di sicurezza aeroportuale costa 3.400 escudi capoverdiani, poco meno di 31 euro al cambio fisso con l’euro. Dal 2026 chi la paga allo sportello all’arrivo invece che online ne paga il doppio, 6.800 escudi.

Si può fare il bagno all’isola di Sal?

Sì, ma tenendo presente che è Atlantico aperto: il fondale scende in fretta e le correnti sono forti. La spiaggia di Santa Maria è la più comoda, la baia di Murdeira la più riparata. Nei mesi ventosi, da dicembre a marzo, il mare è spesso mosso e fresco.

Che moneta si usa a Capo Verde?

L’escudo capoverdiano, legato all’euro da un cambio fisso di 110,265 escudi per un euro. Gli euro si accettano in molti esercizi turistici, ma il resto arriva quasi sempre in escudi.

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Una risposta

  1. L’articolo rende bene l’idea di quella che è oggi Capo Verde, con i suoi abitanti, i turisti e il suo mutare…. che purtroppo ha coinvolto anche il clima, oramai influenzato da correnti fredde e piovose. Rimane comunque una bellissima esperienza a due che rimarrà nel cuore, grazie Laura.

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