Ogni anno, a settembre, organizzo con i miei fidati compagni di avventure un viaggio on the road, e un anno la scelta è caduta su un tour della Scozia in auto di sette giorni alla scoperta delle Highlands. Un viaggio on the road è sempre un’esperienza avvincente ma anche stancante, e se si decide di farlo in compagnia l’affiatamento e la stessa idea di viaggio sono indispensabili. Io e Ornella, per queste occasioni, abbiamo una coppia di amici, John e Piera, che sono compagni di strada perfetti.
Di solito la meta la scegliamo insieme durante il viaggio di ritorno da un altro viaggio, e così, mentre rientravamo dal Portogallo, la “pallina della roulette” si è fermata sulla Scozia. John era curioso ma scettico: “Mi volete portare a vedere dei prati verdi?”. È stato uno dei più bei viaggi che abbiamo fatto insieme, tanto che l’anno dopo siamo tornati, questa volta verso le Orcadi e il nord. In questa guida vi racconto giorno per giorno il nostro itinerario, con le tappe, le distanze, dove abbiamo dormito e mangiato e tutti gli avvertimenti pratici, perché l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. Per una visione d’insieme di tutto il Paese trovate invece la nostra guida su cosa vedere in Scozia.

L’itinerario in sintesi e come ci siamo arrivati
Il nostro viaggio è partito da Edimburgo e vi ha fatto ritorno dopo sette giorni, percorrendo circa 1.700 km in auto nel cuore delle Highlands. In breve, queste sono state le tappe:
- Giorno 1: Edimburgo
- Giorno 2: Rosslyn Chapel e il Fife, fino a St Andrews
- Giorno 3: le distillerie e il Loch Ness
- Giorno 4: l’isola di Skye ed Eilean Donan
- Giorno 5: Inverness e lo Speyside
- Giorno 6: Glenfinnan, Glencoe e Glen Etive
- Giorno 7: da Oban a Edimburgo passando per Stirling
Si raggiunge la Scozia con molti voli low cost: da Pisa, l’aeroporto più vicino a noi, Ryanair vola sia a Edimburgo sia a Glasgow, e abbiamo speso circa 110 euro a persona andata e ritorno con un bagaglio in cabina e uno in stiva. Non fate il nostro errore, però: ammaliati dalla quantità di bagagli che potevamo portare, non abbiamo considerato che avremmo poi dovuto quasi noleggiare un furgone al posto di un’auto. Viaggiate leggeri. Abbiamo scelto Edimburgo come base di partenza perché l’obiettivo del tour era visitare il Fife, le Highlands e l’isola di Skye. Una sola raccomandazione prima di cominciare, valida per tutti: ricordatevi che in Scozia si guida a sinistra, e che dopo la Brexit servono passaporto ed ETA (ne riparlo nelle informazioni pratiche in fondo).

Giorno 1: Edimburgo, la capitale
Il primo giorno l’abbiamo dedicato a Edimburgo, la capitale della Scozia. Avendo un solo giorno, ci siamo concentrati sul Royal Mile con i suoi palazzi, la St Giles’ Cathedral, e in cima il Castello di Edimburgo, che domina la città dalla sua rocca.




Un’altra attrazione della città è l’Holyrood Palace, la residenza della famiglia reale quando si trova a Edimburgo: sia gli interni sia i giardini meritano la visita. Da non perdere anche Calton Hill, il parco su una delle alture che circondano la città, da cui si gode una vista a 360 gradi fino al mare.







Edimburgo e Harry Potter
Un primo assaggio delle location di Harry Potter lo abbiamo avuto al Greyfriars Kirkyard, l’antico cimitero che nei film rappresenta il luogo dove “Colui-che-non-deve-essere-nominato” riottiene il suo corpo. Leggendo i nomi sulle lapidi si scopre che molti hanno familiarità con i personaggi della saga, fino alla celebre tomba di Thomas Riddell, da cui la Rowling avrebbe tratto il nome di Voldemort.



Se gli esterni di Diagon Alley nei film sono quelli del Leadenhall Market di Londra, è alla zona del Grassmarket, con le sue ripide strade e i palazzi a mattoni scuri intervallati da facciate gialle, blu e rosse, che la scrittrice si sarebbe ispirata per il mercato dei maghi.

Per dormire a Edimburgo abbiamo scelto una zona fuori dal centro, a Leith, in un appartamento sul mare (i Grand Harbour Apartments). Una base ideale soprattutto avendo l’auto, ma ci hanno detto ben servita anche dai mezzi pubblici. Appartamenti belli e con ogni comfort: abbiamo speso circa 100 euro a notte per quattro persone, con due bagni. Edimburgo è una città che si presta a una o due notti come base prima di salire verso nord.



Giorno 2: Rosslyn Chapel e il Fife, fino a St Andrews
Prima di dirigerci a nord abbiamo fatto una piccola deviazione verso sud, perché non potevamo perderci una delle location più affascinanti in fatto di cinema: la Rosslyn Chapel.
Rosslyn Chapel
Nella cappella di Rosslyn si svolge una delle scene chiave del Codice Da Vinci. Consiglio vivamente di visitarla, perché più che una cappella la definirei una cattedrale in miniatura, piena di stranezze: nonostante il suo completamento risalga al 1450, sulle colonne e sui fregi compaiono foglie di tabacco, mais e agave, particolari che secondo alcuni sosterrebbero che William St. Clair si fosse spinto in America prima dei viaggi di Colombo. Vi assicuro che la visita vi lascerà parecchie domande, tra inquietudine e mistero. La cappella si trova a Roslin, una decina di chilometri a sud di Edimburgo, e il biglietto si aggira intorno alle 10 sterline: come sempre, verificate prezzi e orari aggiornati sul sito ufficiale.



Alla scoperta del Fife
Avevo letto molto di questa zona e ha rispecchiato tutte le nostre aspettative: villaggi di pescatori dalle case multicolori, campi di grano e orzo che confinano con il mare, scorci mozzafiato. Il primo villaggio è stato Elie, con il faro e le sue spiagge. Poi Anstruther, dove oltre alla bellezza del piccolo borgo è impossibile perdersi il più rinomato fish and chips della costa est. Quindi Crail, un vecchio villaggio di pescatori dal porticciolo incorniciato da edifici tradizionali e piccoli negozi.




St Andrews, dove è nato il golf
Il Fife è disseminato di campi da golf, uno degli sport nazionali scozzesi, e il nostro percorso non poteva mancare il luogo dove questo sport è nato. Il campo di St Andrews non è un semplice campo: è IL campo da golf per eccellenza. L’Old Course è il più antico e iconico del mondo, con il ponte Swilcan e l’Hell Bunker riconosciuti ovunque, eppure, nonostante lo status, resta un campo pubblico, aperto a tutti, anche se per giocare si prenota con sei mesi di anticipo. È stata un’emozione calpestare quel terreno che in certi punti sembrava moquette e farsi una foto sul ponticello della diciottesima, il più fotografato dai golfisti di tutto il mondo. St Andrews è anche una cittadina molto elegante, dove si percepisce il livello dei suoi frequentatori.




Per la notte avevamo scelto Aberfeldy, un villaggio all’interno del Tay Forest Park, alle porte delle Highlands. Un luogo dal passato industriale legato alla lavorazione della lana, con i suoi mulini ad acqua sul fiume Tay, e naturalmente alla distillazione del whisky. Avremmo voluto cominciare i nostri assaggi, ma all’arrivo la distilleria del paese, una delle più note di Scozia, era già chiusa. Ci saremmo rifatti, eccome.




Giorno 3: le distillerie e il Loch Ness
Anche quella che doveva essere una tappa di trasferimento ci ha riservato paesaggi da far venire le lacrime agli occhi. Il nostro incontro ravvicinato con i migliori whisky scozzesi non è tardato: a pochi chilometri dalla partenza ci siamo fermati a Blair Athol per visitare una delle distillerie più caratteristiche della Scozia. Non avevo mai bevuto whisky, tantomeno alle 10 del mattino, ma l’occasione era di quelle imperdibili.



Ripreso il viaggio siamo entrati nel Cairngorms National Park, tra foreste secolari, costeggiando il Loch Ericht fino a Dalwhinnie, sede di una delle distillerie più famose delle Highlands: alle 11 eravamo già al secondo whisky. La distilleria di Dalwhinnie è splendida, un edificio bianco che risplende in un paesaggio verde intenso. Da qui, verso Fort Augustus, abbiamo costeggiato il Loch Laggan, siamo passati sotto al Ben Nevis, la montagna più alta di Scozia, e poi il Loch Lochy.


Intorno alle 14 abbiamo raggiunto Fort Augustus, all’estremità meridionale del famosissimo Loch Ness, là dove inizia anche il Canale Caledoniano che attraversa la Scozia da Inverness a Oban.
Dove abbiamo dormito sul Loch Ness
Arrivati a Fort Augustus cercavamo l’alloggio prenotato, ma il navigatore ci portava proprio sul lago e davanti a noi c’era solo un’abbazia del Cinquecento. Chiedendo in giro abbiamo scoperto, con grande stupore, che il nostro appartamento era proprio lì dentro, dentro l’abbazia. È stato uno degli alloggi più suggestivi che abbia mai trovato in tutti i nostri viaggi: un’abbazia riconvertita in appartamenti, con piscina, campi da tennis, campo da cricket e sala biliardo. Una meraviglia a prezzi accessibili, circa 100 euro al giorno per una casa su due piani con due camere e due bagni. Se seguite il nostro itinerario, ve lo consiglio come base per esplorare la zona.








Urquhart Castle e l’alba sul lago
Ripresa l’auto, ci siamo diretti verso Urquhart Castle, una meraviglia sulle sponde del Loch Ness. Oltre alla sua storia importante, è una delle location di Highlander, il film che negli anni Ottanta fece epoca: qui fu girata la scena della morte del personaggio di Sean Connery. L’atmosfera è magica e siamo rimasti più di un’ora a contemplarla. Il biglietto, gestito da Historic Environment Scotland, si aggira sulle 12-15 sterline e in alta stagione conviene prenotare: controllate sul sito ufficiale. Il giardino del nostro appartamento confinava direttamente con il lago, ed è inutile dire quanto sia stato suggestivo alzarsi all’alba per ammirare tanta bellezza: la nebbiolina sulla superficie, il sole nascente che incendiava tutto, e io seduto sulla panchina davanti a casa, circondato da conigli e anatre. Nessie non si è visto, ma il risveglio aveva un che di fiabesco. Per approfondire questo angolo di Scozia trovate la nostra guida sul lago di Loch Ness.





Giorno 4: l’isola di Skye ed Eilean Donan
Di buon’ora siamo partiti per l’isola di Skye. Una premessa onesta: uno dei limiti della Scozia è che le strade non sono molte e, per quanto ben tenute, costringono spesso a lunghi giri sulle stesse vie, ritrovandosi davanti paesaggi già visti. Skye è collegata alla terraferma da un grande ponte, lo Skye Bridge, gratuito, che regala una bella vista sulla baia. Il tempo non era dei migliori, ma facendo come i locali abbiamo bandito l’ombrello: la Scozia ha molto più fascino con il suo tradizionale tempo piovigginoso che con il sole.


Talisker e l’Oyster Shed
La prima tappa di Skye è stata la distilleria Talisker e un posto dove mangiare scovato prima della partenza, The Oyster Shed. Quando dicono “shed”, baracca, è proprio una baracca dove i pescatori locali portano ostriche, salmone e capesante appena pescate, cucinate sul posto. La Talisker è l’unica distilleria dell’isola ma tra le più importanti di Scozia: si trova proprio sul mare, e i profumi della torba che brucia misti all’aria salmastra sono l’essenza di questo famoso whisky. Abbiamo fatto i nostri consueti assaggi e, visto che l’ora lo permetteva, abbiamo scelto quello che chiamano “flight”, la verticale che si fa con i vini: tre whisky in sequenza.





Neist Point e Portree
Dopo pranzo ci siamo diretti verso il faro di Neist Point, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. Il percorso che attraversa Skye fino al faro ha un fascino incredibile: piccole strade nella brughiera, greggi di pecore, scorci indescrivibili. Dopo oltre mezz’ora siamo arrivati al punto più a ovest dell’isola, e una breve camminata su prati che sembravano di gommapiuma ci ha portati in cima alla scogliera, dove ci siamo fermati a contemplare il faro e a farci, da buoni italiani, un caffè con la macchinetta portatile. Il tempo scorreva inesorabile, e con rammarico devo dire che un solo giorno non basta per Skye: non siamo riusciti ad arrivare al The Storr né alle Fairy Pools, le Cascate delle Fate. Sulla via del ritorno verso Fort Augustus siamo passati per il pittoresco villaggio di Portree, attraversando l’isola lungo una strada panoramica stretta tra le montagne, con piccole fattorie e greggi che rientravano agli ovili. È stato fermandoci sulla sommità di una collina che abbiamo avuto la sensazione dell’infinito.







Eilean Donan al tramonto
Rientrando verso Fort Augustus non potevamo non fermarci a vedere quello che è considerato uno dei castelli più suggestivi al mondo. Eilean Donan sorge su una piccola isola sul Loch Duich, collegata alla terraferma da un ponte di pietra. Location di moltissimi film, da Highlander (la partenza del clan MacLeod per la battaglia) fino all’immancabile Harry Potter, abbiamo avuto la fortuna di visitarlo al tramonto, senza pioggia, con un’atmosfera davvero magica. Il biglietto è di circa 13 sterline, ma l’esterno, quello da cartolina, si fotografa gratis.

Giorno 5: Inverness e lo Speyside
Il quinto giorno ci siamo diretti verso Inverness e lo Speyside, la regione che concentra la maggior parte delle oltre 130 distillerie di whisky scozzesi. Dopo una sosta a Inverness, città molto carina e capitale delle Highlands, abbiamo puntato sulle distillerie dello Speyside.

La distilleria Macallan
Abbiamo visitato Glen Moray, che ha conservato il suo fascino industriale, e Glen Grant, immersa in un enorme giardino con un whisky shop che sembra una gioielleria. Ma quella da non perdere è la Macallan, che produce uno dei whisky più famosi al mondo. Da fuori sembra la casa dei Teletubbies, piccole colline verdi che fanno da tetto a una struttura interamente sotto il livello del terreno. Dentro, la sorpresa: spazi immensi e modernissimi, pareti di vetro composte da tutte le bottiglie prodotte, una reception degna di un hotel a cinque stelle e, al piano superiore, la zona degustazioni. Lì ci siamo concessi l’ennesimo “flight”, tra cui una selezione prodotta in poche migliaia di bottiglie e una speciale a gradazione altissima da diluire a piacere con l’acqua dei torrenti vicini. Una grande parete di vetro divideva l’area dei visitatori da quella di produzione, con gli enormi alambicchi di rame. Se il whisky vi appassiona, trovate di più nella nostra guida al whisky tour in Scozia.






Lungo il percorso, una sosta doverosa alla fabbrica degli shortbread più famosi al mondo, i Walker: sono tra i nostri biscotti preferiti, e dopo i numerosi assaggi ne abbiamo fatto incetta da portare a casa, a prezzi davvero convenienti.
Giorno 6: Glenfinnan, Glencoe e Glen Etive
Abbiamo lasciato con tristezza il nostro alloggio sul Loch Ness per affrontare una tappa che ci avrebbe portati sulle location di alcuni film che amiamo: Harry Potter e 007 Skyfall. Immersi nelle foreste, costeggiando i laghi, siamo arrivati a Glenfinnan.
Il viadotto di Glenfinnan e il treno di Harry Potter
Glenfinnan è storicamente famosa per una delle battaglie giacobite per il trono di Scozia, ma i moltissimi turisti, giapponesi in testa, erano lì per il viadotto ferroviario. È quello di una delle scene più celebri della saga, il treno che porta i piccoli maghi a Hogwarts: sia il viadotto sia il treno a vapore, che ogni giorno in stagione fa il percorso tra Fort William e Mallaig, si trovano proprio qui. L’Hogwarts Express era in stazione, rosso come nei film, con i carrelli pieni di valigie d’epoca e le scope degli apprendisti maghi sulla banchina. Il viadotto in sé non è diverso da molti altri che ho visto nei miei viaggi, ma l’ambientazione e la suggestione lo rendono speciale, e qui ho potuto far volare il drone, cosa rara in un viaggio dal vento sempre sostenuto. Una nota pratica: quel treno a vapore è il Jacobite, opera in stagione (in genere da inizio giugno a ottobre) e si prenota con largo anticipo perché va a ruba; il punto panoramico sul viadotto, invece, è libero e gratuito.



Glencoe e Glen Etive, sulle tracce di Skyfall
Il Glencoe è un’immensa vallata circondata dalle montagne che lascia senza fiato: percorrendolo in auto sembra di essere nel mezzo di un trek in alta quota, con una natura sconfinata a fare da cornice. Un luogo che consiglio vivamente, e in cui ci siamo ripromessi di tornare per fare uno dei tanti percorsi a piedi. Anche qui sono state ambientate scene di Harry Potter, compresa la zona della casa di Hagrid. E come molti, mi sono chiesto dove fosse il Skyfall dove James Bond porta M a nascondersi: cercando in rete avevo scoperto che era da queste parti, così ci siamo inoltrati nella stretta valle del Glen Etive, una gola con un fiumiciattolo al centro, fino a trovare, dopo una ventina di minuti, il luogo della locandina del film. Un vento gelido e cinque gradi ci hanno ricordato che, pur essendo estate, eravamo nelle Highlands, ma l’emozione di cercare l’inquadratura giusta valeva il freddo.




Per la notte avevamo scelto un posto davvero fuori mano (sapendo dov’era forse non l’avrei scelto), ma è stata un’esperienza unica. Il Taychreggan Hotel è un piccolo angolo di paradiso sulle rive del Loch Awe, nella regione dell’Argyll: enormi vetrate sul lago, la pioggia e la bruma alle finestre, il caminetto acceso e il solito whisky in mano. Persino la sala da pranzo era suggestiva, una vecchia rimessa per i carri con grandi finestre vista lago, e le camere in stile inglese sembravano uscite da un film d’epoca.



Giorno 7: da Oban a Edimburgo passando per Stirling
Dopo un breve tragitto siamo arrivati a Oban, cittadina portuale da cui partono i traghetti per le isole, molto frequentata dai turisti. È sede dell’omonima distilleria, famosa in tutto il mondo, e ci ha dato l’occasione per l’ultimo assaggio di ottimo Scotch e per qualche acquisto prima del rientro.


Prima dell’aeroporto abbiamo fatto due soste curiose nei pressi di Falkirk. La prima alla Falkirk Wheel, un imponente ascensore idraulico per barche che collega l’Union Canal con il canale Forth and Clyde, posti a quote diverse: non avevo mai visto nulla del genere ed è stato sorprendente. La seconda ai Kelpies, due enormi teste di cavallo in acciaio, omaggio ai cavalli da tiro che hanno fatto la storia dell’industria e dell’economia scozzesi. Riconsegnata la nostra Vauxhall Mokka (la Opel Mokka, per gli italiani), abbiamo scoperto di aver percorso 1.700 chilometri in sette giorni scorrazzando per le terre di Scozia.


Informazioni pratiche per il viaggio in Scozia
Metto qui di seguito alcune informazioni utili per chi volesse fare questo viaggio. Se vi servono altri dettagli, scrivetemi pure nei commenti.
Documenti: passaporto ed ETA
Dopo la Brexit le regole d’ingresso sono cambiate. Oggi al cittadino italiano serve il passaporto valido, la sola carta d’identità non basta più, e in più l’ETA, l’autorizzazione elettronica di viaggio da richiedere online prima di partire tramite l’app o il sito ufficiale gov.uk. È legata al passaporto, vale due anni e ha un costo intorno alle 20 sterline che conviene verificare sul sito ufficiale perché può cambiare. Richiedetela con un po’ di anticipo.
Meteo e temperature
Il meteo in Scozia cambia di continuo. A settembre, quando siamo andati noi, è stato molto variabile: come mi disse un signore in un pub, qui si possono avere tutte e tre le stagioni in un giorno, l’estate non è contemplata. Le temperature andavano dai 18 gradi di una giornata di sole ai 4 della notte, con una media diurna che non ha mai superato i 16. Nonostante la pioggia, l’ombrello non lo porta nessuno: lo usano solo i turisti, quindi non fatevi riconoscere. Una buona giacca antipioggia basta, anche perché il vento costante vi asciuga in fretta.
Guidare in Scozia
Ricordatevi che si guida a sinistra, quindi preparatevi. La difficoltà più grande, però, non è quella: molte strade locali e turistiche sono a una sola corsia, con frequenti piazzole lungo la carreggiata per consentire l’incrocio delle auto. Ci si ferma nella piazzola sulla propria sinistra per dare la precedenza, e non ci si parcheggia mai. La patente italiana è valida per il noleggio.
Dove dormire
Per il tipo di viaggio che facciamo, preferisco appartamenti e cottage: più comodi e con maggiore libertà, e in Scozia c’è solo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo scelto strutture molto belle a prezzi accessibili, intorno ai 100 euro a notte per quattro persone. Il consiglio è di ragionare per zone-base (Edimburgo, le Highlands intorno a Loch Ness, Skye) e prenotare con anticipo, che in alta stagione fa una grande differenza sul prezzo.
Cosa mangiare
Ho mangiato davvero bene, sia al ristorante sia a casa: carne buonissima (l’Angus è una garanzia) e pesce strepitoso. Inoltre, facendo la spesa nei supermercati, i prezzi dei generi di prima necessità sono sorprendentemente bassi per essere Gran Bretagna. Se volete approfondire, abbiamo una guida dedicata a cosa mangiare in Scozia.
Cosa comprare
Prima di tutto il whisky, e poi i prodotti tessili come il tweed e il cashmere, che si trovano con facilità. Attenzione però: se gli alimentari costano poco, su tutto il resto i prezzi sono elevati, quindi a meno che non sia qualcosa di davvero introvabile, segnatevelo e valutate di acquistarlo con calma una volta a casa.

Domande frequenti sull’itinerario in Scozia
Quanti giorni servono per un itinerario in Scozia?
Sette giorni sono il taglio ideale per un primo viaggio on the road che metta insieme Edimburgo, le Highlands, Loch Ness e l’isola di Skye senza correre troppo. Con meno tempo conviene ridurre le tappe, per esempio fermandosi alle Highlands e rinunciando a Skye, piuttosto che spostarsi ogni giorno.
Quanti chilometri si percorrono in un tour della Scozia di una settimana?
Il nostro itinerario di sette giorni, partito e tornato a Edimburgo, ha totalizzato circa 1.700 km. Le distanze sembrano brevi sulla mappa ma le strade delle Highlands sono lente e spesso a corsia unica, quindi mettete sempre in conto più tempo del previsto per ogni spostamento.
Conviene noleggiare l’auto per girare la Scozia?
Sì, per un itinerario come questo l’auto è il mezzo migliore, perché permette di raggiungere distillerie, castelli e villaggi fuori dalle rotte dei bus. Si guida a sinistra, la patente italiana è valida e l’unica accortezza in più sono le strade a corsia unica. In alternativa esistono treni ScotRail, bus Citylink e tour organizzati.
Da dove partire per un tour della Scozia?
La base di partenza più comoda è Edimburgo, ben collegata con l’Italia da voli low cost e ottima per cominciare prima di salire verso le Highlands. In alternativa si può atterrare a Glasgow. Noi siamo partiti da Edimburgo proprio per visitare il Fife, le Highlands e Skye.
Quando è il periodo migliore per un on the road in Scozia?
Maggio, giugno e settembre offrono il miglior equilibrio tra luce, paesaggi, prezzi e folla. Noi siamo andati a settembre e ci siamo trovati benissimo, pur con un tempo molto variabile. In ogni stagione vestitevi a strati e portate l’antipioggia.