Isola di Marettimo: cosa vedere, sentieri e come arrivare

Marettimo è l’isola delle Egadi che non somiglia alle altre due. Favignana è piatta e ci si gira in bicicletta, Levanzo è minuscola e si visita in mezza giornata. Marettimo è una montagna caduta in mare a venti miglia dalla costa: seicentottantasei metri di quota, sentieri che salgono ripidi tra il timo e la roccia, e un paese di case bianche dove d’inverno restano trecento persone. Non ci sono automobili, e non è una scelta di stile: non ci sono proprio le strade per farle passare.

In questa guida trovate quello che serve per organizzarla davvero: come arrivare e quante ore avete a terra se venite in giornata, il Castello di Punta Troia con orari e biglietto verificati, i sentieri con dislivelli e difficoltà reali, il giro dell’isola in barca, cosa dice l’area marina protetta e cosa aspettarsi da un’isola dove il bancomat è uno solo. Se state costruendo un viaggio nell’arcipelago, partite dalla nostra guida all’isola di Favignana.

In breve

Marettimo è la più occidentale e la più montuosa delle Egadi: 12,3 km², vetta a 686 metri, nessuna automobile, l’ottanta per cento del territorio protetto. Ci si arriva solo in aliscafo, con sette corse al giorno da Trapani in alta stagione, e in giornata si sta a terra circa dieci ore, abbastanza per una vera escursione. Da vedere: il Castello di Punta Troia (aperto, biglietto 5 euro, con dentro il Museo delle Memorie Carcerarie), le Case Romane, le grotte marine che si visitano solo dal mare e i sentieri verso Monte Falcone e Punta Libeccio. Portate contanti e scarpe vere: sull’isola c’è un solo bancomat e i sentieri sono di montagna, non passeggiate.

Perché Marettimo non somiglia alle altre Egadi

La differenza si vede prima ancora di sbarcare. Mentre l’aliscafo si avvicina, l’isola si alza dall’acqua come un blocco unico di calcare e dolomia, con le pareti che cadono a picco e i sentieri che si intuiscono appena. Gli antichi greci la chiamavano Hierà Nèsos, l’isola sacra, e gli arabi Gazìrat Malìtimah. Il nome che porta oggi viene da lì.

I numeri raccontano il resto: dodici chilometri quadrati e trecento, appena, di abitanti d’inverno, che diventano circa settecento d’estate. Nessuna strada carrabile degna di questo nome, quindi nessuna automobile e nessun noleggio: a Marettimo o si cammina o si va in barca. È anche il motivo per cui l’isola ha resistito a quel tipo di turismo che ha cambiato altre isole minori: qui non si può arrivare e girare senza fatica.

Il mare attorno fa parte dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, la più estesa d’Europa, e il tratto occidentale dell’isola è riserva integrale. Ne parliamo più avanti, perché sapere dove ci si può immergere e dove no cambia la giornata.

Come arrivare a Marettimo

Si arriva solo via mare, con gli aliscafi di Liberty Lines o con la nave, che è molto più lenta. In alta stagione da Trapani ci sono sette corse al giorno, la prima alle 8 del mattino e l’ultima alle 21. Esistono collegamenti anche da Favignana (nove corse), da Levanzo (sei) e da Marsala (due).

Sulla durata della traversata trovate scritto tutto e il contrario di tutto, dai quaranta minuti alle due ore e quarantacinque. La ragione è semplice e nessuno la spiega: non è una corsa sola. L’aliscafo che parte da Trapani a volte va dritto a Marettimo, a volte fa scalo a Favignana e a Levanzo, e la nave è tutta un’altra cosa.

MezzoPercorsoDurata indicativa
AliscafoTrapani direttocirca un’ora
AliscafoTrapani con scali a Favignana e Levanzofino a un’ora e mezza
Aliscafoda Favignana o da Levanzocirca mezz’ora
NaveTrapanicirca tre ore

I “quaranta minuti” che circolano nelle guide sono quasi certamente la Trapani-Favignana, spacciata per la traversata intera. Stessa cosa per il presunto collegamento diretto Marsala-Marettimo in mezz’ora: le due corse da Marsala esistono davvero, ma servono nello stesso viaggio anche Favignana e Levanzo, quindi non sono un diretto.

Attenzione

Le durate qui sopra sono indicative, e lo diciamo apertamente: Liberty Lines pubblica solo gli orari di partenza, non quelli di arrivo, quindi nessuno può dichiarare una durata ufficiale per singola corsa. Se il tempo esatto vi serve, lo si vede prenotando su una data reale sul sito della compagnia. Verificate anche gli orari aggiornati prima di partire: sono stagionali, e nel giugno 2026 lavori nel porto di Levanzo hanno limitato gli scali ad alcuni tipi di mezzo, il che può cambiare qualche corsa.

Quante ore servono, e se si può fare in giornata

Sì, si può fare in giornata, e non di corsa. Questo è il conto che nessuna guida fa, ed è quello che serve per decidere.

Partendo da Trapani con la prima corsa delle 8 si sbarca poco dopo le nove, e l’ultimo rientro per Trapani lascia Marettimo alle 19:25: fanno circa dieci ore sull’isola. Da Favignana il conto è quasi identico, con la partenza delle 8:40 e lo stesso rientro serale. Da Marsala la finestra si stringe a sette ore e mezza.

Dieci ore sono tante: bastano per il giro dell’isola in barca al mattino e una camminata nel pomeriggio, oppure per salire al castello con calma e fare il bagno. Non bastano per l’anello lungo di Monte Falcone, che di ore ne chiede sette e mezza da solo. Se volete camminare sul serio, fermatevi a dormire: è anche il modo per vedere il paese la sera, quando le gite in giornata sono ripartite e l’isola torna sua.

Il paese, gli scali e i servizi dell’isola

Il paese si stringe attorno a due approdi, lo Scalo Nuovo, dove attracca l’aliscafo, e lo Scalo Vecchio, il porticciolo dei pescatori. In mezzo, case bianche a un piano, vicoli stretti, qualche bar e una manciata di ristoranti. Si attraversa tutto in dieci minuti.

Le cose pratiche che nessuno scrive e che su un’isola così contano parecchio:

  • Il bancomat è uno solo, e chi ha un conto postale può appoggiarsi all’ufficio postale. Portate contanti: è il consiglio che danno tutti sull’isola, e su un posto da trecento residenti d’inverno è un servizio che va considerato fragile.
  • La farmacia c’è, e c’è la guardia medica.
  • Non ci sono automobili né noleggi: niente scooter, niente biciclette a nolo come a Favignana. Ci si muove a piedi o via mare, con i taxi boat.
  • L’acqua sui sentieri non si trova, salvo una sorgente alle Case Romane. Si sale con le borracce piene, sempre.

Il Castello di Punta Troia

È l’immagine di Marettimo: una fortezza aggrappata a un promontorio roccioso a nord dell’isola, sospesa sul mare. E qui arriva l’informazione che nessuna guida dà, perché tutte lo nominano e nessuna dice come si visita: il castello è aperto, si entra con 5 euro e non serve prenotare. Lo gestisce il Comune di Favignana, che tiene aperto tutti i giorni della settimana.

GiorniOrarioBiglietto
Lunedì-giovedì10:00-16:005 €
Venerdì-domenica10:00-18:005 €

Due cose che il Comune non pubblica e che quindi non scriviamo a caso: non è indicata una data di chiusura stagionale, e non esiste un tariffario di riduzioni o gratuità. Se andate a fine autunno o vi serve sapere se ci sono ingressi ridotti, si chiede al numero indicato dal Comune per informazioni e prenotazioni, il 338 5365899. L’esterno del castello, va detto, è visitabile sempre: sono gli interni ad avere un orario, perché serve il personale.

isola di Marettimo Il castello
isola di Marettimo Il castello

Dentro ci sono due cose che valgono la salita. Il Museo delle Memorie Carcerarie, che racconta il periodo in cui il castello fu prigione borbonica, e l’Osservatorio sulla Foca Monaca dell’area marina protetta, nato per il monitoraggio di una specie che nel Mediterraneo è quasi scomparsa. Attenzione a un dettaglio che non dice nessuno: l’Osservatorio ha orari suoi, più stretti di quelli del castello, quindi capita di trovare aperta la fortezza e chiuso l’osservatorio. Se vi interessa quello, conviene telefonare prima.

Il carcere non è un dettaglio pittoresco, ed è la parte che resta addosso. Dal 1795 il castello diventa prigione, e per farci stare i detenuti viene svuotata la grande cisterna scavata nella roccia: una fossa profonda circa sette metri, dentro la quale i reclusi venivano calati da botole aperte nel soffitto. Si va avanti così per quasi cinquant’anni, finché nel 1844 Ferdinando II di Borbone, dopo un’ispezione, abolisce il bagno penale. Dopo l’Unità il castello diventa un semaforo militare, poi viene abbandonato alla fine della Seconda guerra mondiale, e ha riaperto restaurato, come museo, solo nel 2011.

Sull’età dell’edificio le fonti si accavallano, e non perché sbaglino: sono fasi diverse dello stesso muro. Il nucleo è una torre di avvistamento saracena del IX secolo, nel XII secolo Ruggero II rafforza le difese delle Egadi, e la fortezza che si vede oggi è il rifacimento spagnolo del 1568-1571, di cui restano forma e volumi originali. Chi la definisce “castello normanno” e chi la data al Seicento stanno guardando due strati diversi dello stesso edificio.

Gli orari che trovate su Google sono quasi tutti vecchi

Questo merita un avviso serio, perché riguarda le prime posizioni dei risultati. Cercando gli orari del castello, in cima esce da anni una pagina intitolata “dal 1° luglio nuovi orari d’ingresso”: quella pagina si riferisce all’estate del 2017, e annuncia un’apertura 10-18 tutti i giorni che oggi non è più quella. Circola parecchio anche il biglietto da 4 euro, che era il prezzo del 2023. Gli orari e il prezzo che trovate qui sopra sono quelli della scheda del Comune di Favignana, aggiornata a giugno 2026: è l’unica fonte da controllare prima di partire, perché è l’ente che gestisce il castello.

Come si sale al castello: due strade diverse

Questa è la ragione per cui in rete trovate scritto che al castello si arriva in trenta minuti, in un’ora e in un’ora e mezza, con difficoltà che va da “facile” a “impegnativa”. Non si contraddicono davvero: descrivono due accessi diversi, e nessuno lo dice.

  • Dal paese a piedi: circa tre chilometri e mezzo di sentiero sterrato, in più punti dissestato, che il Comune quantifica in un’ora e mezza di cammino. Il castello sta a 116 metri sul mare, ma il percorso è un saliscendi lungo la costa, non una salita regolare.
  • Dalla spiaggia di Scalo Maestro, arrivando in barca: un quarto d’ora di salita su un sentiero lastricato, e siete al castello.

Sulla difficoltà del sentiero le valutazioni in rete vanno da “media” a “impegnativa”, e le tracce delle app di trekking danno dislivelli che vanno dai quattrocento metri in su, incompatibili fra loro. Noi ci atteniamo a quello che scrive chi gestisce il castello, che è anche il più netto: il Comune di Favignana lo sconsiglia esplicitamente a chi non è abituato a percorrere tratti di montagna e a chi ha bambini al seguito. Nessuna guida riporta questa frase, ed è la più importante di tutte. Aggiungeteci che il tratto finale è ripido e scivoloso, con strapiombi, e che l’ombra lungo il percorso è quasi inesistente.

Sapere che esistono due vie cambia la pianificazione di chi viene in giornata: chi ha prenotato il giro in barca può chiedere lo sbarco sotto il castello e risparmiarsi tre ore di cammino, chi invece vuole camminare deve mettere in conto una mattinata intera e partire presto, perché al caldo quel sentiero è punitivo.

Fate il conto con l’orario dell’aliscafo

È il calcolo che non fa nessuno e che manda a monte la visita. Il castello chiude alle 16:00 dal lunedì al giovedì e alle 18:00 dal venerdì alla domenica, e la salita a piedi dal paese chiede un’ora e mezza all’andata. Vuol dire che se arrivate a Marettimo con una corsa del primo pomeriggio, a piedi non ci arrivate in tempo, in nessun giorno della settimana. Chi viene in giornata e vuole entrare deve prendere una delle prime corse del mattino, oppure salire dal mare.

Le Case Romane e la chiesetta bizantina

Le Case Romane sono il secondo luogo che tutte le guide nominano e nessuna spiega. Sono i resti di un presidio militare romano, costruito in posizione dominante sopra il paese, a cui si è addossata più tardi una piccola chiesa bizantina. Sono la prova che quest’isola, oggi periferica, per secoli è stata un punto di controllo del canale di Sicilia, che da qui si sorveglia fino alla costa tunisina.

Isola di Marettimo le case romane
Isola di Marettimo le case Romane ©isoladimarettimo.com

Ci si arriva con una mulattiera lastricata che parte dal paese, ed è la camminata più accessibile dell’isola. Accanto ai ruderi c’è l’unica sorgente segnalata di Marettimo, il che spiega anche perché il presidio fosse proprio lì.

I sentieri di Marettimo

Marettimo è un’isola da trekking, non da passeggiate, e vale la pena dirlo chiaramente: qui i sentieri sono di montagna, con dislivelli veri, tratti esposti e pochissima ombra. Servono scarpe con la suola buona e acqua, molta più di quella che portereste al mare.

SentieroTempoDifficoltàNote
Case Romane e Monte Falcone~2 orefacilemulattiera lastricata, sorgente alle Case Romane, vetta a 686 m
Faro di Punta Libeccio~2 orefacilesentiero segnato, discesa possibile verso Cala Nera
Punta Semaforo~3 orefacilepineta e tornanti, poi la cresta
Castello di Punta Troia~1 ora e mezzaimpegnativosterrato ripido, strapiombi, finale scivoloso
Punta Basano~1 oraimpegnativoa sud oltre il cimitero, esposto

Chi cammina davvero ha anche l’anello completo, quello che unisce Case Romane, Monte Falcone, Portella Madonnuzza e il Castello di Punta Troia prima di rientrare in paese. Sono poco più di quattordici chilometri con circa 1.200 metri di dislivello, classificato per escursionisti esperti, con una giornata intera da mettere in conto tra cammino e soste. Le tracce parlano di oltre cinque litri d’acqua a testa: il versante è esposto a sud e l’ombra non c’è.

Il consiglio

Se venite per camminare, evitate luglio e agosto e puntate su maggio, giugno o la seconda metà di settembre. Non è una questione di folla ma di sole: su questi sentieri, senza ombra e senza acqua, il caldo di agosto non è un fastidio, è un rischio. E partite all’alba, che tra l’altro è il momento in cui si vede meglio la costa tunisina all’orizzonte.

Il giro dell’isola in barca e le grotte

Metà della bellezza di Marettimo si vede solo dal mare, ed è per questo che il giro dell’isola non è una gita facoltativa ma la cosa da fare per prima. La costa è un susseguirsi di grotte marine: la Grotta del Cammello, quella del Tuono, la Grotta del Presepe, la Perciata, la Bombarda. Alcune si attraversano in barca, in altre si entra a nuoto.

Il giro completo dura circa quattro ore e si fa con i pescatori dell’isola, in mattinata o nel pomeriggio, con le soste bagno comprese. Si prenota sul posto, al molo o per telefono, e in alta stagione conviene farlo il giorno prima. Non pubblichiamo un prezzo perché gli operatori non espongono un listino ufficiale online: si chiede al momento della prenotazione, ed è una domanda che si fa in trenta secondi.

Un dettaglio che vale il costo del giro: chiedete se possono lasciarvi sotto il Castello di Punta Troia. Da lì alla fortezza c’è un quarto d’ora di salita invece di un’ora e mezza.

Le cale e il mare

A Marettimo non ci sono spiagge di sabbia. Ci sono cale di ciottoli e scogliere, e quasi tutte le più belle si raggiungono a piedi con una camminata o direttamente in barca. Le più note sono Cala Bianca, che è l’icona dell’isola, la Praia dei Nacchi, Cala Nera, il Cretazzo e le pozze davanti allo Scalo Vecchio, dove fanno il bagno anche gli isolani.

Qui le riassumiamo, perché alle cale e alle spiagge di Marettimo abbiamo dedicato una guida a parte, più approfondita. Nel frattempo, se cercate fondali, la nostra guida a immersioni e snorkeling alle Egadi spiega come funziona l’area marina protetta in tutto l’arcipelago.

Le regole dell’area marina protetta

Tutte le guide citano l’area marina protetta come un vanto, nessuna spiega cosa comporta. Comporta parecchio, e a Marettimo più che altrove, perché il tratto di mare a ponente dell’isola è zona A, riserva integrale.

  • La balneazione in zona A è consentita, ed è un’eccezione: quasi ovunque in Italia in riserva integrale non si può nemmeno fare il bagno.
  • Le immersioni in zona A si fanno solo accompagnati, in un periodo definito della stagione, con i centri autorizzati del comune e un numero massimo di subacquei per guida. L’immersione individuale è vietata.
  • Nelle zone meno vincolate si può scendere anche da soli, ma con brevetto adeguato o autorizzazione.
  • La pesca subacquea è vietata in tutta l’area marina protetta, senza eccezioni.

Le regole esatte, zona per zona, e le autorizzazioni si chiedono agli uffici dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, che ha sede a Favignana. Se avete in mente di immergervi, fatelo prima di partire: qui non si improvvisa.

Quando andare, e Marettimo fuori stagione

La stagione piena va da maggio a ottobre, con luglio e agosto affollati e caldissimi. Il periodo migliore, se dovessimo sceglierne uno solo, è settembre: mare ancora caldo, sentieri praticabili, molta meno gente.

D’inverno Marettimo è un’altra isola, e va detto con onestà: i residenti scendono attorno ai trecento, le corse degli aliscafi si riducono, buona parte delle strutture chiude e il mare grosso può isolare l’isola per giorni. Non esiste un elenco ufficiale di cosa resta aperto, quindi l’unico modo serio di organizzare un viaggio fuori stagione è scrivere alla struttura e chiedere non solo se è aperta, ma cosa è aperto intorno.

Dove dormire e dove mangiare a Marettimo

L’offerta è piccola e quasi tutta nel paese, fatta di b&b, case di pescatori e appartamenti: di grandi alberghi non ce n’è, e va benissimo così. Dormire qui significa quasi sempre stare a pochi minuti a piedi dallo scalo, che su un’isola senza automobili è l’unica cosa che conta davvero. In alta stagione i posti sono pochi e finiscono presto: prenotate con mesi di anticipo.

Dove dormire a Marettimo: la nostra selezione

  • Il Rifugio (€€): la valutazione più alta dell’isola, in paese.
  • Rosa dei Venti (€€): camere semplici e curate a pochi passi dallo scalo.
  • Scalovecchio (€€): b&b affacciato sul porticciolo dei pescatori, quello con più recensioni sull’isola.
  • Il Corallo (€€): appartamento capiente, la scelta per famiglie o gruppi.
  • Tenuta Pezzeselle (€€€): casa vacanze per chi vuole più spazio e tranquillità.

Le fasce sono indicative e cambiano molto tra giugno e agosto.

Sul mangiare, l’aspettativa giusta è quella di un’isola piccola: pochi locali, pesce comprato al porto la mattina, cucina di casa. In alta stagione conviene prenotare il tavolo, e ricordarsi dei contanti.

Cosa vedere a Marettimo in un giorno?

Con una giornata piena, che a Marettimo vuol dire circa dieci ore a terra partendo da Trapani con la prima corsa, si fa il giro dell’isola in barca al mattino, con l’ingresso nelle grotte marine e le soste bagno, e nel pomeriggio una camminata verso le Case Romane o una sosta in una cala. Il Castello di Punta Troia entra nella giornata se ci si fa lasciare sotto in barca, perché da lì è un quarto d’ora di salita invece di un’ora e mezza dal paese.

Il Castello di Punta Troia si può visitare?

Sì, ed è aperto tutti i giorni. Secondo la scheda del Comune di Favignana aggiornata a giugno 2026 l’orario è 10:00-16:00 dal lunedì al giovedì e 10:00-18:00 dal venerdì alla domenica, con biglietto da 5 euro che si paga sul posto, senza prenotazione obbligatoria. All’interno ci sono il Museo delle Memorie Carcerarie, la fossa che fu prigione borbonica e l’Osservatorio sulla Foca Monaca dell’area marina protetta, che però ha orari propri più stretti. Diffidate degli orari che escono per primi su Google: la pagina più visibile annuncia orari dell’estate 2017, e il biglietto da 4 euro che si legge in giro è il prezzo del 2023. Non è invece pubblicata nessuna data di chiusura stagionale né un tariffario di riduzioni: per quelli si chiama il 338 5365899.

Quanto ci vuole per arrivare a Marettimo da Trapani?

In aliscafo circa un’ora se la corsa è diretta, fino a un’ora e mezza se fa scalo a Favignana e a Levanzo; con la nave circa tre ore. Le durate di quaranta minuti che si leggono in giro sono quasi certamente la tratta Trapani-Favignana. Liberty Lines pubblica solo gli orari di partenza e non gli arrivi, quindi la durata esatta di una singola corsa si vede solo prenotando su una data reale.

Ci sono le auto a Marettimo?

No, e non ci sono nemmeno noleggi di scooter o biciclette come a Favignana: l’isola non ha strade carrabili degne di questo nome. Ci si muove a piedi lungo i sentieri oppure via mare, con i taxi boat e le barche dei pescatori.

Quanto è difficile il sentiero per il Castello di Punta Troia?

Dipende da dove si parte, ed è il motivo per cui le fonti si contraddicono. Dal paese sono circa tre chilometri e mezzo di sterrato ripido, attorno a un’ora e mezza di cammino, con tratti esposti sul mare e un finale scivoloso: lo stesso Comune lo sconsiglia ai bambini piccoli e a chi non è abituato alla montagna. Arrivando invece in barca alla spiaggia sottostante, la salita è di un quarto d’ora.

Si può fare snorkeling e immersioni a Marettimo?

Sì, ma con regole precise, perché il tratto di mare a ponente dell’isola è zona A dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. In zona A la balneazione è consentita, cosa non scontata in una riserva integrale, mentre le immersioni si possono fare solo accompagnati da centri autorizzati del comune, in un periodo definito della stagione e con un numero massimo di subacquei per guida: l’immersione individuale è vietata. La pesca subacquea è vietata in tutta l’area protetta.

C’è il bancomat a Marettimo?

Ce n’è uno solo, più l’ufficio postale per chi ha un conto BancoPosta. Su un’isola con circa trecento residenti d’inverno è un servizio da considerare fragile: il consiglio unanime, sull’isola, è di arrivare con i contanti. Farmacia e guardia medica invece ci sono.

Qual è il periodo migliore per andare a Marettimo?

Settembre, se si può scegliere: mare ancora caldo, molta meno gente e sentieri praticabili. Per chi viene a camminare vanno bene anche maggio e giugno, mentre luglio e agosto sono da evitare per il trekking, perché i sentieri sono esposti, senza ombra e senza punti d’acqua. D’inverno l’isola si svuota, le corse si riducono e gran parte delle strutture chiude.

Informazioni essenziali

  • Dove: la più occidentale delle Egadi, circa 20 miglia nautiche da Trapani
  • Superficie e quota: 12,3 km², vetta a 686 metri
  • Come si arriva: solo via mare, aliscafo Liberty Lines o nave
  • In giornata: sì, circa dieci ore a terra partendo da Trapani
  • Castello di Punta Troia: biglietto 5 euro, orari stagionali
  • Come ci si muove: a piedi o in barca, niente auto né noleggi
  • Da portare: contanti, scarpe da trekking, molta acqua

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Isola di Marettimo: cosa vedere, sentieri e come arrivare 4
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