Di Levanzo si racconta sempre la stessa cosa: il porticciolo con le case bianche, le barche di legno, il silenzio. È una fotografia vera e non serve smentirla, ma è anche una fotografia presa dal molo, cioè dall’unico punto dell’isola dove non si vede quasi niente di Levanzo. Perché Levanzo non è una linea di costa con qualche cala: è un altopiano di roccia calcarea alto quasi trecento metri, con un solo paese incollato al mare a sud e un intero versante nord dove non abita nessuno, e dove dodicimila anni fa qualcuno ha inciso cervi e bovidi sulla parete di una grotta.
In questa guida trovate quello che serve per organizzarla sul serio: come si arriva e perché due aliscafi che partono a venti minuti di distanza possono metterci il doppio l’uno dell’altro, la Grotta del Genovese con i prezzi ufficiali e la prenotazione, le sette cale con i tempi reali a piedi, cosa dice l’area marina protetta e perché il famoso relitto romano non si vede facendo snorkeling. Se state costruendo un viaggio nell’arcipelago, il punto di partenza resta la nostra guida all’isola di Favignana.
In breve
Levanzo è la più piccola delle Egadi: circa 5,6 km², poco più di duecento residenti all’ultimo censimento disponibile, un solo paese che è anche il porto, Cala Dogana. Ci si arriva solo via mare da Trapani, con sedici corse al giorno in alta stagione, e in giornata si può stare a terra fino a dodici ore. Da vedere: la Grotta del Genovese, con incisioni paleolitiche e pitture neolitiche, visitabile solo su prenotazione con 48 ore di preavviso e 44 euro a persona con il trasferimento incluso o 22 euro arrivandoci a piedi; le sette cale, tutte senza ombrelloni né lettini; il faro di Capo Grosso in cima all’isola. Sull’isola non esiste noleggio di bici, scooter o auto: si cammina, oppure si prende una barca.
Indice dell’Articolo
Levanzo, Favignana o Marettimo: quale isola scegliere
È la domanda vera di chiunque stia pianificando le Egadi, e stranamente quasi nessuno la affronta. Le tre isole non sono tre varianti della stessa vacanza: sono tre viaggi diversi che condividono il traghetto.
Favignana è la grande, la piatta, quella che si gira in bicicletta e che ha servizi, ristoranti, vita serale e cale famose. È l’isola giusta se cercate una base per più giorni, o se viaggiate con bambini piccoli. Marettimo è la montagna caduta in mare: sentieri di quota, grotte marine, niente automobili e niente noleggi, un’isola per chi cammina. Levanzo sta in mezzo per dimensione ma non per carattere: è la più piccola e la più silenziosa, con una densità di cose da vedere altissima rispetto ai suoi cinque chilometri quadrati, e con l’unico sito preistorico visitabile dell’arcipelago.
La regola pratica che ci sentiamo di dare è questa: se avete un giorno solo e volete portarvi a casa qualcosa che non sia solo un bagno, Levanzo è la scelta migliore delle tre, perché tutto è raggiungibile a piedi in meno di un’ora e la Grotta del Genovese entra comodamente in una mattinata. Se avete una settimana, Levanzo è invece la gita perfetta da fare partendo da Favignana, non la base dove dormire.
Come arrivare a Levanzo
Levanzo si raggiunge solo via mare, e nella pratica solo da Trapani. Le compagnie sono due: Liberty Lines con gli aliscafi, che è il mezzo che usano quasi tutti, e Caronte & Tourist con la nave, più lenta ma attiva tutto l’anno. Dall’isola partono anche collegamenti diretti per Favignana, per Marettimo e, con due corse al giorno, per Marsala.
Nell’orario in vigore dal 1° giugno 2026, gli aliscafi per Levanzo da Trapani sono sedici al giorno, il primo alle 6:50 e l’ultimo alle 21:00. In senso inverso le corse sono quindici, dalle 6:55 alle 20:00. È una frequenza che a un’isola con duecento abitanti non ti aspetteresti, ed è il motivo per cui Levanzo funziona benissimo come gita.
| Collegamento | Corse al giorno (estate) | Prima e ultima |
|---|---|---|
| Trapani → Levanzo | 16 | 6:50 / 21:00 |
| Levanzo → Trapani | 15 | 6:55 / 20:00 |
| Levanzo → Favignana | 12 | 6:55 / 21:30 |
| Levanzo → Marettimo | 6 | 9:00 / 21:30 |
| Levanzo → Marsala | 2 | 11:30 / 12:20 |
Guardate l’orario di arrivo, non solo quello di partenza
Qui c’è il tranello che manda a monte le giornate, e non lo spiega nessuno. Alcune corse per Levanzo sono dirette, altre fanno prima scalo a Favignana: la stessa tratta può durare poco meno di mezz’ora oppure quasi il doppio. Il problema è che Liberty Lines pubblica solo gli orari di partenza, non quelli di arrivo né le durate, quindi dal PDF degli orari non si capisce quale corsa sia quale. L’unico modo di saperlo è simulare la prenotazione sul portale della compagnia, che l’orario di arrivo lo mostra corsa per corsa. Fatelo prima di comprare il biglietto, soprattutto se andate e tornate in giornata.
Sulle tariffe non possiamo darvi una cifra, e preferiamo dirlo apertamente invece di riportare i prezzi che girano sui blog: i collegamenti con le isole minori sono regolati dai bandi di continuità territoriale e Liberty Lines non pubblica alcun listino scaricabile. Il prezzo si vede solo simulando una data reale sul portale di prenotazione, oppure chiamando il call center della compagnia.
Un’ultima cosa sui mezzi: dal 15 giugno al 30 settembre vige il divieto di sbarco dei veicoli dei non residenti in tutte le Egadi, con controlli al porto. A Levanzo è comunque una questione teorica, visto che l’isola ha un solo tratto di strada asfaltata. Le biciclette si possono imbarcare, e conviene saperlo, perché sull’isola non c’è nessun noleggio.
Levanzo in giornata: quante ore restano davvero
Quasi tutti visitano Levanzo così, e la buona notizia è che i conti tornano con larghezza. Partendo da Trapani con la prima corsa delle 6:50 e rientrando con l’ultima delle 20:00 si sta a terra circa dodici ore, che su un’isola di cinque chilometri quadrati sono un’enormità. Anche chi parte con calma, alle 9:00, e rientra alle 18:30, ha comunque nove ore piene.
La giornata che funziona meglio è questa: Grotta del Genovese al mattino, perché le visite si fanno solo di mattina e vanno prenotate prima di partire, pranzo in paese, pomeriggio alle cale a est, che sono le più vicine e le più riparate. Se invece volete camminare, la salita al faro di Capo Grosso prende il posto del pomeriggio in spiaggia: le due cose insieme, in una giornata, non ci stanno.
C’è anche il modo di non organizzare niente, ed è quello scelto da molti: le mini crociere in barca che toccano Favignana e Levanzo in giornata partono da Trapani, comprendono le soste bagno e vi risparmiano la gestione degli aliscafi. È un’altra vacanza rispetto a sbarcare e restare, con meno tempo a terra e più tempo in mare, e va scelta sapendolo.
Cala Dogana: il paese, il porto e quel poco che c’è
A Levanzo il paese è uno solo e si chiama Cala Dogana. È insieme il porto dove attracca l’aliscafo, l’abitato con le sue case bianche e azzurre e la prima spiaggia dell’isola, quella su cui si affacciano i tavolini. Tutto quello che esiste sull’isola sta qui dentro, ed è poco: tre locali, un ufficio postale, una delegazione comunale, una guardia medica. Non ci sono farmacie, supermercati, noleggi.

Raccontarla come un’atmosfera sarebbe comodo, ma la scarsità qui è un’informazione pratica, non un’estetica. Significa che quello che vi serve durante la giornata ve lo portate dalla terraferma o lo comprate nell’unica strada del paese prima di incamminarvi, perché fuori da Cala Dogana non c’è niente: nessun chiosco, nessuna fontana lungo i sentieri, nessun bagno pubblico alle cale.
Portate contanti
Non siamo riusciti a confermare da nessuna fonte affidabile se a Levanzo ci sia uno sportello bancomat funzionante: sull’isola c’è un ufficio postale, che potrebbe avere un Postamat, ma nessuno lo dichiara. Su un’isola con duecento residenti un servizio del genere è comunque da considerare fragile. Arrivate con i contanti e non dovrete pensarci: è l’unico consiglio onesto che possiamo darvi su questo punto.
I locali del paese sono tre e li conoscono tutti: il Romano, che fa bar, pizzeria e ristorante, il Risto Bar Arcobaleno e la Panetteria La Chicca, dove si compra il pane e si prende qualcosa da portarsi in spiaggia. In alta stagione conviene prenotare il tavolo la mattina per la sera.
La Grotta del Genovese, il motivo per cui Levanzo è Levanzo
Nel 1949 una pittrice fiorentina in vacanza sull’isola, Francesca Minellono, si insospettì per i racconti degli isolani su una grotta della costa nord e si infilò strisciando in un cunicolo stretto. Dentro trovò una parete coperta di figure. Avvisò la Soprintendenza di Palermo e il professor Paolo Graziosi, e quella grotta è diventata uno dei siti d’arte preistorica più importanti del Mediterraneo.
Quello che si vede sono due strati di storia distanti seimila anni l’uno dall’altro. Le trentatré incisioni, graffite nella roccia alla fine del Paleolitico superiore, undici o dodicimila anni fa, raffigurano animali di grande taglia, cervi, bovidi, equidi, felini, e quattro figure umane: sono di una qualità naturalistica che non ti aspetti. Le pitture nere, molto più tarde, risalgono alla fine del Neolitico e raccontano un mondo diverso, fatto di figure umane stilizzate, simboli e tonni, perché nel frattempo il mare era diventato la dispensa. Fra queste ci sono quattordici piccoli idoli dipinti.

La grotta si apre sulla costa nord-occidentale, a una trentina di metri sul livello del mare, ed è composta da due ambienti collegati da un passaggio stretto: nel primo, l’antegrotta, restano i resti di una calcara medievale. Sta su un terreno privato ed è aperta solo con visita guidata.
Prezzi, prenotazione e come ci si arriva
Qui diamo i dati che nessuna delle guide che trovate in giro riporta, e che invece sono pubblicati sul sito ufficiale della Grotta del Genovese. Il listino è doppio, e la differenza non è una riduzione: è il trasferimento.
| Formula | Adulti | Ragazzi 6-11 anni | Bambini 0-5 |
|---|---|---|---|
| Visita completa (trasporto incluso) | 44 € | 37 € | gratis |
| Solo ingresso (ci arrivate da soli) | 22 € | 17 € | gratis |
Sui gruppi dalle sedici persone in su c’è uno sconto del dieci per cento, e le scolaresche hanno una quotazione a parte. Si paga in loco in contanti o con carta, oppure a distanza con PayPal, carta o bonifico.
Il modo in cui ci si arriva non lo scegliete voi, ed è la cosa più importante da sapere. Si va o in barca, o via terra in fuoristrada, e la decisione la prende il personale della Grotta la mattina stessa in base alle condizioni del mare, per ragioni di sicurezza. In entrambi i casi l’ultimo tratto si fa a piedi, su un sentiero in terra battuta.
Chi vuole risparmiare i ventidue euro del trasferimento può andarci camminando, e qui va corretto un dato che gira sbagliato dappertutto: dal paese alla grotta sono 4 chilometri e circa un’ora di cammino, non otto o nove come si legge in diversi articoli. Il numero lo dà il gestore stesso. Per le asperità del terreno la visita non è accessibile a chi ha difficoltà motorie.
Grotta del Genovese: come organizzarsi
- Prenotazione: obbligatoria, con almeno 48 ore di preavviso
- Come si prenota: dal form sul sito ufficiale, per telefono, per mail o via WhatsApp. Non esiste vendita tramite portali di terzi
- Quando: le visite si fanno solo di mattina, a turni
- Durata: circa due ore in tutto, avvicinamento compreso
- Da portare: scarpe comode, cappello e una bottiglietta d’acqua, anche per l’attesa fra un turno e l’altro
- Accessibilità: non adatta a persone con difficoltà motorie
Quanti turni ci siano in una mattina, a che ora esattamente e quante persone entrino per volta non è scritto da nessuna parte, nemmeno sul sito del gestore: è una di quelle cose che si chiedono al momento di prenotare, e che vale la pena chiedere se avete un aliscafo di rientro da prendere. Lo stesso vale per l’apertura invernale, che non è dichiarata: da novembre a marzo la grotta sembra lavorare su richiesta, e con il mare mosso il fuoristrada diventa l’unica via.
Le cale di Levanzo, e il vento che decide la giornata
Le cale di Levanzo sono sette, non cinque o sei come si legge quasi ovunque: partendo dal paese e girando in senso orario sono Cala Dogana, Cala Faraglione, Cala Tramontana, Cala Calcara, Cala Nucidda, che è quella che manca in tutte le liste, Cala Minnola e Cala Fredda.
Le due più frequentate stanno a est e si raggiungono a piedi dal paese lungo lo stesso sentiero costiero, una dopo l’altra: Cala Fredda a circa dieci minuti e Cala Minnola a circa venti. Se avete letto in giro che per Cala Fredda ci vogliono cinque minuti o più di venti, ecco spiegata la confusione: chi scrive il numero più alto ha misurato la cala successiva.

C’è poi una cosa che nessuno dice e che cambia la giornata più di qualsiasi classifica delle spiagge: a Levanzo il vento decide dove si fa il bagno. L’isola ha cale esposte a nord e cale riparate a sud-est, e con la tramontana il lato sbagliato diventa impraticabile mentre l’altro resta una piscina. Prima di incamminarvi guardate da che parte tira, e non il contrario.
Su una cosa mettetevi il cuore in pace: a Levanzo non esistono stabilimenti balneari. Niente ombrelloni, niente lettini, niente chioschi, nemmeno nelle due cale più battute. Si sta sugli scogli e sui ciottoli, con quello che vi siete portati, e le scarpette da scoglio non sono un vezzo. Alle singole cale, con i fondali e i modi per raggiungerle una per una, dedicheremo una guida a parte: qui le riassumiamo.
Vedere Levanzo dal mare
Metà della costa di Levanzo, tutto il versante nord fino a Capo Grosso, si vede solo da una barca. Sull’isola c’è un servizio di taxi boat che porta alle cale e fa il giro completo in circa due ore e mezza, con le soste bagno, e si prenota al porto. Dalla terraferma partono invece le escursioni organizzate:
- Mini crociera con pranzo a Favignana e Levanzo, da Trapani: la formula classica per chi ha una giornata sola e vuole vedere due isole
- Escursione in barca alle Egadi partendo da Favignana: la scelta giusta se avete già la base sull’isola grande
- Tour in barca alle Egadi da Marsala, con soste per nuotare: l’alternativa per chi alloggia nel marsalese
Il relitto romano di Cala Minnola e le regole dell’area marina protetta
Davanti a Cala Minnola, sul fondo, c’è una nave da carico romana affondata nella prima metà del I secolo avanti Cristo, con oltre ottanta anfore vinarie ancora integre, del tipo Dressel 1B, una delle quali porta il bollo PAPIA. La Soprintendenza ha deciso di lasciare tutto dov’è, sorvegliandolo dal 2006 con quattro telecamere subacquee, e nel 2022 l’itinerario di visita è stato ripristinato.
Diciamo subito la cosa su cui in rete si resta sempre nel vago: il relitto non si vede facendo snorkeling. Sta a venticinque o ventisette metri di profondità, quindi serve un’immersione con le bombole, un brevetto e un centro diving autorizzato. Nuotare sopra la sua verticale si può, ma dalla superficie non si vede nulla del carico. È un’immersione considerata adatta a sub di ogni livello, di norma si fa la mattina.
Tutte le acque di Levanzo ricadono nell’Area Marina Protetta Isole Egadi, la più grande d’Europa, e questo comporta regole precise che quasi nessuna guida spiega.
- A Levanzo non c’è nessuna zona A, cioè nessuna riserva integrale: la tutela massima dell’arcipelago sta davanti a Marettimo, non qui.
- Il versante occidentale, da Cala Faraglione a Capo Grosso, è zona B, tutela generale.
- Il versante orientale, dove stanno Cala Dogana, Cala Fredda, Cala Minnola e le altre cale frequentate, è zona C, tutela parziale.
- Balneazione e snorkeling sono consentiti in entrambe le zone, senza formalità.
- Le immersioni con bombole richiedono un’autorizzazione, che si chiede online sul portale dell’area marina protetta; in zona B serve anche un brevetto di secondo livello.
- La pesca subacquea è vietata ovunque nell’area protetta, senza eccezioni.
Il costo delle autorizzazioni non è esposto in un listino: si vede completando la procedura guidata sul portale dell’ente, oppure si chiede agli uffici dell’area marina protetta, che hanno sede a Favignana. Se vi interessa il tema, la nostra guida a immersioni e snorkeling alle Egadi entra nel dettaglio di come funziona l’arcipelago sott’acqua.
A piedi verso il faro di Capo Grosso
È la camminata che porta dall’altra parte dell’isola, quella che dal molo non si immagina nemmeno. Si sale dal paese verso l’interno, si passa accanto alla pineta del Demanio, si prende in direzione di Cala Tramontana e si arriva al faro che guarda a nord: da lassù si vedono Monte Erice, Trapani, gli isolotti di Formica e Maraone e, in fondo, il profilo di Marettimo.

Il percorso censito dalle guide locali è di poco più di otto chilometri complessivi, con un dislivello contenuto, circa centocinquanta metri in salita, e si percorre in due ore e mezza. È classificato come facile e si può fare anche in bicicletta, se ve la siete portata: il fondo è sterrato, con tratti di sentiero erboso e roccia affiorante.
Facile però non vuol dire comodo, ed è bene sapere due cose prima di partire. La prima è che, a parte la pineta a metà strada, ombra non ce n’è: è un altopiano esposto. La seconda è che lungo il percorso non ci sono fontane, né punti d’acqua di alcun tipo, e nemmeno sugli altri sentieri dell’isola. L’acqua si porta dal paese, tutta quella che serve, e in luglio e agosto questa camminata si fa la mattina presto o non si fa.
Il faro è del 1858, ha una torre di dodici metri e la sua luce sta a sessantotto metri sul livello del mare: è ancora in funzione, automatizzato e alimentato a energia solare, mentre la casa del guardiano è disabitata da tempo. Chi vuole camminare di più ha altri itinerari, dal giro orientale che tocca la Torre Saracena, Cala Calcara e la località Bardazza fino al periplo completo dell’isola passando per Pizzo Monaco, il punto più alto con i suoi circa 278 metri. Di questi percorsi però non esistono schede tecniche pubblicate: chilometraggi e tempi si chiedono sul posto.
Quando andare, e Levanzo fuori stagione
La stagione piena va da giugno a settembre, e non è un’impressione: è il periodo in cui il Comune vieta lo sbarco dei veicoli, cioè quello in cui le Egadi si riempiono davvero. I mesi migliori, se potete scegliere, sono maggio, giugno e settembre: mare già o ancora caldo, sentieri percorribili senza soffrire e un’isola che torna a essere quella che tutti dicono che sia.
D’inverno Levanzo non chiude, ma si riduce. I collegamenti restano, con orari stagionali più radi, la nave di linea continua tutto l’anno e la Grotta del Genovese non dichiara una chiusura, il che lascia pensare che lavori su richiesta. Il punto vero è un altro, e vale la pena dirlo con franchezza: nessuno pubblica quali locali e quali strutture restino aperti da novembre a marzo. Se progettate un viaggio fuori stagione, l’unico modo serio di organizzarlo è telefonare, e chiedere non solo se sono aperti loro ma cosa è aperto intorno.
Dove dormire e dove mangiare a Levanzo
Dormire a Levanzo è una scelta di carattere, non di logistica. L’offerta è minuscola, poche decine di posti in tutto fra pensioni, bed and breakfast, case vacanza e un piccolo resort, e sta quasi interamente nel paese, a pochi passi dal porto. In alta stagione i posti finiscono con mesi di anticipo, e non è un modo di dire: le strutture sono davvero contate.
La domanda da farsi è se convenga. Se volete vedere Levanzo, dormire a Favignana e venire in giornata è più semplice, più economico e vi lascia più opzioni. Ma chi resta la notte vede un’altra isola: quando l’ultimo aliscafo delle otto di sera se ne va, a Cala Dogana restano poche decine di persone e un silenzio che di giorno non esiste. È l’unico motivo per dormire qui, ed è un buon motivo.
Dove dormire a Levanzo: la nostra selezione
Le strutture sull’isola sono poche: queste sono quelle che superano i nostri criteri, cioè un punteggio alto su un numero consistente di recensioni.
- Cala Dogana Guest House (€€): camere doppie affacciate sul porticciolo, a due passi dall’attracco dell’aliscafo.
- Fenici Levanzo Island Apartments (€€): appartamenti fino a quattro persone, la scelta pratica per famiglie o soggiorni di più notti.
- Dolcevita Egadi Eco Resort (€€€): la struttura più curata dell’isola, per chi cerca qualcosa in più della camera essenziale.
Le fasce sono indicative e cambiano parecchio fra giugno e agosto.
Sul mangiare, l’aspettativa giusta è quella di un’isola da duecento abitanti: tre insegne in tutto, pesce del giorno, cucina di casa e nessuna scelta da fare. Il Romano e l’Arcobaleno si affacciano entrambi sulla cala del porto, La Chicca è il posto dove prendere il pane e qualcosa da portarsi dietro. Contanti, anche qui.
Cosa sapere prima di partire
Sui numeri di Levanzo le fonti litigano, e vale la pena mettere ordine, perché la confusione è tale che c’è chi le attribuisce il doppio della superficie che ha e chi la colloca nelle Eolie. L’isola misura circa 5,6 chilometri quadrati, sta a una quindicina di chilometri da Trapani, cioè poco più di otto miglia nautiche, e il suo punto più alto è Pizzo Monaco, attorno ai 278 metri.
Sugli abitanti la questione è più sottile, e nessuno la spiega. Levanzo non è un comune: è una frazione di Favignana, e questo significa che l’ISTAT non pubblica una popolazione aggiornata per l’isola, ma solo per l’intero comune. L’ultimo dato disaggregato disponibile è quello censuario del 2011, che conta 208 residenti. Le cifre molto più basse che si leggono in giro, ottanta o poco più, si riferiscono a chi sull’isola c’è davvero d’inverno, ed è un dato che nessuno certifica: molti mantengono la residenza a Levanzo lavorando o studiando altrove.
Informazioni essenziali
- Dove: la più piccola delle Egadi, circa 15 km da Trapani
- Superficie e quota: circa 5,6 km², Pizzo Monaco attorno ai 278 metri
- Come si arriva: solo via mare, aliscafo Liberty Lines o nave Caronte & Tourist
- In giornata: sì, fino a dodici ore a terra partendo da Trapani
- Grotta del Genovese: 44 € con trasporto, 22 € solo ingresso, prenotazione obbligatoria 48 ore prima sul sito ufficiale
- Come ci si muove: a piedi o in barca. Nessun noleggio di bici, scooter o auto sull’isola
- Da portare: contanti, scarpette da scoglio, acqua, cappello
Quanto dura la traversata da Trapani a Levanzo?
Dipende dalla corsa, e non è un dettaglio: alcuni aliscafi vanno diretti e ci mettono poco meno di mezz’ora, altri fanno prima scalo a Favignana e impiegano quasi il doppio. Liberty Lines pubblica solo gli orari di partenza e non quelli di arrivo, quindi dal PDF degli orari non si capisce quale corsa sia diretta. L’unico modo di saperlo è simulare la prenotazione sul portale della compagnia, che mostra l’orario di arrivo di ogni singola corsa.
Si può visitare Levanzo in giornata da Trapani?
Sì, ed è il modo in cui la visitano quasi tutti. In alta stagione ci sono sedici corse al giorno da Trapani: partendo con la prima delle 6:50 e rientrando con l’ultima delle 20:00 si sta a terra circa dodici ore, e anche partendo alle 9:00 con rientro alle 18:30 restano nove ore piene. Sono largamente sufficienti per la Grotta del Genovese al mattino e un pomeriggio alle cale.
Quanto costa la Grotta del Genovese e come si prenota?
La visita guidata con il trasferimento incluso costa 44 euro per gli adulti e 37 per i ragazzi dai 6 agli 11 anni, mentre i bambini fino a 5 anni non pagano. Chi arriva alla grotta con i propri mezzi paga il solo ingresso, 22 euro per gli adulti e 17 per i ragazzi. I gruppi dalle sedici persone hanno il dieci per cento di sconto. La prenotazione è obbligatoria con almeno 48 ore di preavviso e si fa dal sito ufficiale, per telefono, per mail o via WhatsApp: non esiste vendita tramite portali di terzi.
Alla Grotta del Genovese si arriva in barca o via terra?
Entrambe le cose, ma non lo decide il visitatore: la scelta fra la barca e il fuoristrada la fa il personale della Grotta la mattina stessa, in base alle condizioni del mare e per ragioni di sicurezza. In tutti i casi l’ultimo tratto si percorre a piedi su un sentiero in terra battuta. Chi preferisce andarci camminando dal paese ha davanti 4 chilometri e circa un’ora di cammino, non gli otto o nove che si leggono in diversi articoli.
Si può vedere il relitto romano di Cala Minnola facendo snorkeling?
No. La nave romana e le sue oltre ottanta anfore stanno fra i venticinque e i ventisette metri di profondità, quindi servono l’immersione con le bombole, un brevetto e un centro diving autorizzato, oltre all’autorizzazione dell’area marina protetta. Nuotare in superficie sopra la verticale del relitto è consentito, ma dall’alto non si vede nulla del carico.
Ci sono ombrelloni, lettini o noleggi a Levanzo?
No, e su entrambi i fronti. Sull’isola non esiste nessuno stabilimento balneare: alle cale non ci sono ombrelloni, lettini né chioschi, si sta sugli scogli e sui ciottoli con quello che ci si è portati, e le scarpette da scoglio servono davvero. Non esiste nemmeno il noleggio di biciclette, scooter o auto: ci si sposta a piedi oppure in barca, con il taxi boat che parte dal porto. Le biciclette si possono però imbarcare sull’aliscafo.
Meglio Levanzo o Marettimo se ho un giorno solo?
Levanzo, per una ragione di distanze. È molto più vicina a Trapani, ha più corse al giorno e tutto quello che c’è da vedere si raggiunge a piedi in meno di un’ora dal paese, Grotta del Genovese compresa. Marettimo è più lontana, più grande e più verticale: per apprezzarla servono almeno un paio di giorni, o un giro dell’isola in barca che occupa mezza giornata da solo.
Qual è il periodo migliore per andare a Levanzo?
Maggio, giugno e settembre. Luglio e agosto concentrano le presenze e rendono difficili le camminate, perché l’isola è un altopiano esposto senza ombra e senza fontane lungo i sentieri. D’inverno i collegamenti restano ma si diradano, e soprattutto non è pubblicato da nessuna parte quali locali e quali strutture rimangano aperti fra novembre e marzo: chi progetta un viaggio fuori stagione deve telefonare e chiedere.
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