Cosa vedere a Salina, l’isola verde delle Isole Eolie

Alle Eolie ci si arriva quasi sempre pensando al nero: la roccia, la sabbia, i vulcani che fumano. Poi si sbarca a Salina e la prima cosa che si nota è che qui è tutto verde. Non è un’impressione: Salina è l’unica dell’arcipelago ad avere sorgenti d’acqua, e da quell’acqua vengono i castagni, le felci, le vigne terrazzate e i capperi che crescono sui muretti. I greci la chiamavano Didyme, la gemella, per i due coni vulcanici che le danno quel profilo a due gobbe riconoscibile da tutte le altre isole.

È anche l’isola meno “eoliana” nel modo in cui si visita: niente cratere da salire col contingentamento, niente attività da monitorare, ma tre paesi da girare con calma, un santuario in mezzo alla montagna, una baia dentro un cratere sprofondato e la vetta più alta di tutto l’arcipelago. In questa guida vi diciamo cosa vedere a Salina davvero, quanto tempo serve e le due regole che quest’anno cambiano il modo di organizzarsi. Se state ancora scegliendo dove fermarvi, la nostra guida al il giro delle Eolie mette a confronto tutte e sette.

In breve

Salina è la seconda isola delle Eolie per estensione, 26,8 km², ed è l’unica divisa in tre comuni: Santa Marina, Malfa e Leni. Da vedere: i tre borghi, Lingua con il laghetto salato e il faro, Pollara e il set de “Il Postino”, il Santuario della Madonna del Terzito a Valdichiesa e la salita al Monte Fossa delle Felci, che con i suoi 962 metri è la vetta più alta dell’arcipelago. Metà isola è riserva naturale, con 13 sentieri. Bastano due giorni, tre se si vuole camminare. ⚠️ Dal 15 giugno al 15 settembre i non residenti non possono sbarcare con l’auto, salvo deroghe.

Dov’è Salina e perché la chiamano l’isola verde

Salina sta al centro dell’arcipelago eoliano, a nord-ovest di Lipari, il capoluogo dell’arcipelago, da cui la separano una ventina di minuti di aliscafo. Con i suoi 26,8 chilometri quadrati è la seconda per estensione, ed è fatta di due vulcani spenti affiancati: il Monte Fossa delle Felci, 962 metri, e il Monte dei Porri, 860. Sono loro i due coni per cui Strabone e Plinio la chiamavano Didyme, la gemella.

Il verde non è un vezzo da depliant, è una conseguenza geologica. Le due montagne fermano le nuvole e l’isola ha falde e sorgenti che le altre sei non hanno: per secoli Salina è stata il serbatoio d’acqua dell’arcipelago, e ancora oggi è l’unica dove crescono boschi veri, di castagni, lecci e pini, con le felci che si infittiscono man mano che si sale verso il cratere. Quasi metà del territorio è protetto dalla Riserva naturale orientata Le Montagne delle Felci e dei Porri, istituita nel 1984 e attraversata da 13 sentieri.

C’è poi una particolarità amministrativa che sembra un dettaglio da burocrati e invece si sente eccome quando si organizza il viaggio: Salina è l’unica isola delle Eolie che non appartiene al comune di Lipari. Le altre sei, Stromboli e Panarea comprese, sono frazioni liparote. Qui invece i comuni sono tre, Santa Marina Salina, Malfa e Leni, e ognuno fa le sue ordinanze. È il motivo per cui le regole su spiagge e automobili qui non coincidono mai del tutto con quelle del resto dell’arcipelago.

I tre borghi di Salina: Santa Marina, Malfa e Leni

L’isola si gira intorno, non si attraversa: la strada corre a mezza costa e collega i paesi uno dopo l’altro. Santa Marina Salina è il porto principale e il posto più vivo, con la sua via Risorgimento chiusa alle auto la sera, le botteghe e le barche tirate a riva. Malfa è il comune più grande e sta più in alto, affacciato sulla costa nord, con le case sparse fra le vigne e la discesa ripida verso il mare di Punta Scario. Leni è il più appartato, e le sue due frazioni valgono da sole il giro: Valdichiesa, nella sella fra i due vulcani, dove sta il santuario, e Rinella, il secondo porto dell’isola, un anfiteatro di case sopra una spiaggia di sabbia nera.

Cosa vedere a Salina: Santa Marina
Cosa vedere a Salina: Santa Marina
LocalitàComunePortoChe cosa ci si trova
Santa Marina SalinaSanta Marinasì, il principaleIl corso, i negozi, i collegamenti più frequenti
LinguaSanta MarinanoIl laghetto salato, il faro, la granita
MalfaMalfanoLe vigne, il museo dell’emigrazione, Punta Scario
PollaraMalfanoIl mezzo cratere sul mare e il set de “Il Postino”
ValdichiesaLeninoIl Santuario del Terzito, la partenza per la vetta
RinellaLenisì, secondarioLa spiaggia nera, le grotte scavate nel tufo

Consiglio: se dovete scegliere una base per dormire, tenete conto che l’isola è piccola ma le salite sono vere. Santa Marina e Lingua sono comode per chi si muove con i mezzi pubblici e vuole cenare fuori a piedi; Malfa e Pollara ripagano chi cerca la vista e accetta di dipendere dallo scooter o dal bus. Rinella è la scelta di chi vuole il mare sotto casa e poca gente intorno.

Lingua, il laghetto salato che ha dato il nome all’isola

A poco più di tre chilometri da Santa Marina, all’estremità sud-orientale, c’è Lingua, ed è il posto da cui conviene cominciare per capire dove si è arrivati. Qui c’è uno stagno costiero separato dal mare da una striscia di ciottoli: è la salina da cui si estraeva il sale fin dall’epoca romana, e da cui l’isola ha preso il nome che porta oggi. Accanto allo specchio d’acqua sta il piccolo faro, e intorno una manciata di case affacciate su Lipari, che da qui sembra a un braccio di distanza.

Laghetto di Lingua Salina
Laghetto di Lingua Salina Di Effems

La passeggiata da Santa Marina a Lingua si fa in una mezz’oretta abbondante lungo il mare ed è la cosa più semplice e più bella che si possa fare al tramonto. All’arrivo c’è l’istituzione gastronomica dell’isola, Da Alfredo, aperto nel 1968, dove si mangiano il pane cunzato, un disco di pane grande come una pizza condito con tonno, pomodori, capperi e olive, e la granita, quella vera. Da dividere in due, se non volete saltare la cena.

Pollara, la baia nel cratere e il set de “Il Postino”

Sul versante occidentale, dentro il comune di Malfa, c’è il posto più fotografato dell’isola. Pollara è quel che resta di un cratere sprofondato in mare circa tredicimila anni fa: mezzo anfiteatro di roccia stratificata, giallo e ocra, che precipita sull’acqua, e sopra il bordo qualche casa e i vigneti. Sotto la parete si apre la spiaggia, con le grotte scavate nel tufo dove i pescatori tenevano le barche.

Qui nel 1994 Michael Radford girò gran parte de “Il Postino”, l’ultimo film di Massimo Troisi, e da allora Pollara è diventata un pellegrinaggio: la casa del postino, la scalinata, la spiaggia dove Mario incontra Neruda. Il paesaggio che si vede oggi è ancora quello, con una differenza importante che quasi nessuna guida racconta fino in fondo.

Pollara Salina
Pollara – Salina ©Markos90

La parete di Pollara è instabile. Nel giugno 2003 un crollo improvviso si staccò proprio davanti alla spiaggia, mentre si stava girando un documentario sulla geologia delle Eolie, e quel tratto di costa venne interdetto. Da allora la falesia fra Punta Scario e Pollara, circa 700 metri quadrati di parete verticale, è oggetto di un progetto di consolidamento atteso da oltre dieci anni: nel 2021 la Regione ha affidato le sole indagini tecniche per 540 mila euro. Nel frattempo le ordinanze balneari del Comune di Malfa vietano la balneazione lungo diversi tratti di quel litorale, fra cui i 2.380 metri che vanno dallo scalo di alaggio a Fili di Blanda, mentre lo specchio d’acqua davanti alla spiaggia è stato via via escluso dai divieti grazie al ripascimento e ai lavori sul costone.

Tradotto in pratica: il belvedere di Pollara si raggiunge sempre, ed è da lassù che si vede la cartolina, con il sole che cala dietro Filicudi e Alicudi. La discesa alla spiaggia e il bagno, invece, dipendono dall’ordinanza in vigore quell’anno, che cambia di stagione in stagione. Non fidatevi delle guide che danno la cosa per scontata in un senso o nell’altro, nemmeno di questa: è l’unico dato del vostro viaggio che va verificato aggiornato.

Attenzione: prima di programmare una giornata di mare a Pollara, controllate l’ordinanza balneare dell’anno in corso sull’albo pretorio del Comune di Malfa, o chiedete alla struttura dove alloggiate, che lo sa sempre. Vale anche per le barche: nei tratti a rischio caduta massi è previsto che le imbarcazioni si tengano più al largo. Il tramonto dal belvedere, quello, non lo vieta nessuno.

Salire sul Monte Fossa delle Felci, il tetto delle Eolie

Il Monte Fossa delle Felci non è la vetta più alta di Salina: è la vetta più alta delle Isole Eolie, tutte e sette. Novecentosessantadue metri, un vulcano spento il cui cratere in cima si riconosce ancora, e dall’alto la vista che è il motivo per cui si fa questa fatica: l’intero arcipelago disposto intorno, Lipari e Vulcano da una parte, Panarea e Stromboli dall’altra, Filicudi e Alicudi in fondo, e nelle giornate limpide il cono dell’Etna all’orizzonte.

Monte Fossa delle Felci Salina
Monte Fossa delle Felci Salina ©ghost-in-the-shell

La partenza più battuta è da Valdichiesa, dal piazzale del santuario, e si sale per una mulattiera a tornanti dentro il bosco. Si calcolano circa tre ore per arrivare in cima con calma, meno in discesa. Non serve nessuna guida e non serve alcun permesso: è un sentiero pubblico dentro una riserva, e questa è la differenza sostanziale con la salita di Stromboli o con il cratere di Vulcano, dove le quote sono regolamentate. Chi non vuole fare la vetta ha comunque tredici sentieri fra cui scegliere, molti di difficoltà bassa.

Info pratica: partite presto, entro le sette o le otto del mattino nei mesi caldi, perché il primo tratto è esposto e in agosto diventa punitivo. Servono scarpe da trekking, acqua a sufficienza (sul percorso non si trova) e un ricambio per il rientro. Lungo la salita e in cima si incontrano il falco della regina e, con un po’ di fortuna, i conigli selvatici: la riserva è un posto da birdwatching, non solo un panorama.

Il Santuario del Terzito e le tracce dell’altra Salina

Nella sella fra le due montagne, a Valdichiesa, sta il Santuario della Madonna del Terzito, il luogo di culto più importante delle Eolie. Le origini si fanno risalire a un monaco eremita di epoca bizantina; la tradizione racconta poi che il 23 luglio 1622 la Vergine apparve a un boscaiolo, Alfonso Mercorella, che fra le rovine della vecchia cappella trovò un’immagine della Madonna. La chiesa è stata elevata ufficialmente a santuario nel 1969, e il 23 luglio è tuttora la festa grande dell’isola, con la processione e i fuochi: se capitate a Salina in quei giorni, mettete in conto che l’isola intera si sposta lì.

Santuario Madonna del Terzito Salina
Santuario Madonna del Terzito Salina Di Ji-Elle

A Malfa, in via Fontana, dietro la chiesa di San Lorenzo, c’è invece il piccolo Museo eoliano dell’emigrazione, e vale la mezz’ora che chiede. Racconta con lettere, documenti, fotografie e filmati la partenza di migliaia di eoliani verso l’Australia, gli Stati Uniti e l’Argentina fra la fine dell’Ottocento e il Novecento, quando la fillossera distrusse le vigne e le isole si svuotarono. È la chiave per capire perché tante case qui sono state ricostruite di recente, e perché a Salina si incontrano cognomi che tornano da lontano. Il Ministero della cultura indica l’apertura giornaliera dalla mattina alle 13, con possibilità di aprire su richiesta, ma trattandosi di un museo gestito da un’associazione conviene sempre telefonare prima.

Chi ha ancora curiosità trova, sopra Santa Marina, il sito archeologico di Portella, un villaggio dell’età del bronzo su un terrazzo panoramico, e a Rinella le cosiddette Grotte dei Saraceni, cavità scavate nel tufo affacciate sul porticciolo. Non sono attrazioni da fila all’ingresso: sono i pezzi che rendono un giro dell’isola qualcosa di più di un trasferimento fra due spiagge.

Le spiagge di Salina

Il mare di Salina è quello delle isole vulcaniche: ciottoli e sabbia scura, fondali che scendono subito, acqua trasparente. La più nota è Punta Scario, sotto Malfa, ciottoli grigi e una scalinata ripida per scendere. Rinella ha la sabbia nera ed è la più comoda in assoluto, perché è dentro il paese e ha il porto accanto. Poi ci sono Praiola, selvaggia e senza servizi, le Balate e lo Scalo Galera, che si raggiungono meglio dal mare che da terra.

spiaggia di Rinella Cosa vedere a Salina
spiaggia di Rinella Cosa vedere a Salina

Su quali convengono con il vento del giorno, su come si scende davvero a ciascuna e sui tratti soggetti ai divieti di balneazione stiamo preparando una guida dedicata alle spiagge di Salina: è la parte che cambia più spesso, e merita un pezzo suo.

Malvasia, capperi e cosa si mangia a Salina

Se c’è una cosa che a Salina si porta a casa, è quello che cresce sui suoi terrazzamenti. La Malvasia delle Lipari è il vino delle Eolie, denominazione di origine controllata dal 1973, e la maggior parte dei vigneti dell’arcipelago sta proprio qui, sulle pendici assolate fra Malfa e Capo Faro. Nella versione passita è un dolce ambrato che sa di uva secca e agrumi canditi, ma da qualche anno sono le versioni secche a muovere davvero l’economia del vino eoliano.

Capperi di Salina
Capperi di Salina

L’altro prodotto è il cappero di Salina, presidio Slow Food, che qui è una faccenda seria: si raccoglie a mano bocciolo per bocciolo nelle prime ore del mattino, da maggio ad agosto, e si conserva sotto sale marino, mai in aceto. Lo trovate ovunque, dentro il pane cunzato, sulle insalate eoliane con pomodoro e origano, perfino nella confettura. Le tenute dell’isola aprono le porte per le visite in vigna: se volete organizzarla in anticipo, a Malfa c’è una degustazione con brunch in tenuta di un paio d’ore, che è anche il modo più semplice per capire la differenza fra il passito e i bianchi secchi assaggiandoli uno dopo l’altro.

A tavola il resto è cucina di mare povera e ben fatta: pesce azzurro, totani, la pasta con i capperi e la mollica, i cucunci (i frutti del cappero) come aperitivo. E la granita, che alle Eolie si mangia a colazione col pane, non a merenda.

Come arrivare a Salina e come muoversi sull’isola

Salina ha due porti, e questa è la prima cosa da chiarire prima di comprare il biglietto: Santa Marina, sul lato est, dove attracca la gran parte delle corse, e Rinella, sul lato sud, servito da meno collegamenti. Scegliete quello più vicino a dove dormite, perché il trasferimento via terra da un porto all’altro è tutt’altro che immediato. Aliscafi e traghetti arrivano da Milazzo, che è l’imbarco principale, e in stagione da altri porti siciliani e campani: il quadro completo di rotte, compagnie e durate sta nella nostra guida su come arrivare alle Isole Eolie.

MILAZZO SALINALIPARI SALINA

Aliscafi e Traghetti per Salina

Qui sotto troverai alcune delle migliori offerte per arrivare all’isola di Salina

MILAZZO SALINALIPARI SALINA

La seconda cosa da sapere riguarda l’automobile, e a Salina vale una regola sua. Il decreto regionale in vigore per il 2026 vieta ai non residenti lo sbarco e la circolazione dei veicoli a motore dal 15 giugno al 15 settembre nei tre comuni di Santa Marina, Malfa e Leni. Le deroghe però esistono e vanno conosciute, perché è qui che quasi tutte le pagine online sbagliano: chi soggiorna almeno sette giorni può portare il mezzo presentando la documentazione della struttura o dell’abitazione, i proprietari di casa non residenti hanno diritto a una vettura per nucleo familiare, e i veicoli elettrici sono del tutto esenti. Restano fuori dal divieto i mezzi di soccorso, quelli delle persone con disabilità e i trasporti di merci essenziali.

Detto questo, l’auto a Salina serve poco e conviene ancora meno: le strade sono strette, i posti dove lasciarla scarseggiano e i paesi si collegano con il bus di linea, che fa la spola fra Santa Marina, Malfa, Leni, Rinella e Pollara. In alternativa si noleggiano scooter e piccoli mezzi elettrici sul posto. Per le baie inaccessibili da terra, il modo giusto resta il mare: una barca a noleggio, anche piccola, o i taxi boat.

Consiglio: il periodo migliore per Salina è fra maggio e giugno o a settembre. In quei mesi si cammina senza soffrire, il mare è già o ancora buono, le strutture sono aperte e non c’è il pieno di agosto. Chi ci va per la vendemmia o per il verde più acceso miri a settembre; chi vuole i sentieri nel loro momento migliore, a maggio.

Info essenziali

  • Dove: Isole Eolie, provincia di Messina. Isola di 26,8 km², seconda per estensione dopo Lipari.
  • Comuni: tre, Santa Marina Salina, Malfa e Leni. È l’unica isola dell’arcipelago fuori dal comune di Lipari.
  • Porti: Santa Marina (principale) e Rinella (secondario). Imbarco principale da Milazzo.
  • Vetta: Monte Fossa delle Felci, 962 m, la più alta delle Eolie. Salita libera, circa 3 ore da Valdichiesa, nessun permesso richiesto.
  • Riserva: Le Montagne delle Felci e dei Porri, istituita nel 1984, quasi metà isola, 13 sentieri.
  • Pollara: belvedere sempre accessibile; discesa alla spiaggia e balneazione soggette all’ordinanza annuale del Comune di Malfa, da verificare.
  • Auto: divieto di sbarco per i non residenti dal 15 giugno al 15 settembre, con deroga per i soggiorni di almeno 7 giorni ed esenzione totale per i veicoli elettrici.
  • Quanto tempo serve: due giorni per i borghi e il mare, tre se si aggiunge la vetta.

Domande frequenti su cosa vedere a Salina

Quanti giorni servono per visitare Salina?

Due giorni bastano per i tre borghi, Lingua, Pollara e un paio di spiagge. Il terzo giorno serve a chi vuole salire sul Monte Fossa delle Felci, che da solo porta via una mattinata abbondante. Chi arriva in giornata da Lipari riesce a vedere Santa Marina, Lingua e il belvedere di Pollara, ma poco altro.

Si può portare l’auto a Salina?

Dal 15 giugno al 15 settembre i non residenti non possono sbarcare né circolare con veicoli a motore nei comuni di Santa Marina, Malfa e Leni. Ci sono però deroghe: chi soggiorna almeno sette giorni può portare il mezzo presentando la documentazione della struttura ricettiva o dell’abitazione, i proprietari di casa non residenti hanno diritto a una vettura per nucleo familiare e i veicoli elettrici sono esenti. Fuori da quel periodo non ci sono limitazioni, ma l’auto sull’isola serve comunque poco.

Si può scendere alla spiaggia di Pollara?

Il belvedere è sempre accessibile ed è da lì che si vede il panorama più famoso dell’isola. La discesa alla spiaggia e la balneazione dipendono invece dall’ordinanza in vigore, perché la falesia sopra la baia è a rischio caduta massi da un crollo del 2003 e diversi tratti di quel litorale sono interdetti alla balneazione. La situazione cambia di stagione in stagione: va verificata sull’albo pretorio del Comune di Malfa prima di partire.

Quanto ci vuole per salire sul Monte Fossa delle Felci?

Circa tre ore di cammino in salita partendo da Valdichiesa, meno in discesa. Il sentiero è pubblico e non richiede né guida né permessi, a differenza di quanto accade sul cratere di Vulcano o sul vulcano di Stromboli. Dai 962 metri della cima si vedono tutte e sette le Eolie e, con l’aria pulita, l’Etna.

Dove è stato girato “Il Postino”?

Gran parte del film di Michael Radford del 1994, l’ultimo interpretato da Massimo Troisi, è stata girata a Pollara, sul versante occidentale di Salina, nel comune di Malfa. Si riconoscono la baia dentro il mezzo cratere, la scalinata e la casa del postino. Il resto del film fu girato a Procida, nel golfo di Napoli, che con le Eolie non c’entra nulla: è il motivo per cui chi cerca i luoghi del film trova indicazioni contrastanti.

Meglio sbarcare a Santa Marina o a Rinella?

Dipende da dove si dorme. Santa Marina è il porto principale, ha molte più corse e sta vicino a Lingua e alla parte est dell’isola. Rinella, sul lato sud, è servita da meno collegamenti ma è la scelta comoda per chi alloggia a Leni o a Rinella stessa. Il trasferimento da un porto all’altro non è immediato, quindi conviene scegliere il biglietto in base alla struttura, non il contrario.

Qual è il periodo migliore per andare a Salina?

Maggio, giugno e settembre. In quei mesi si cammina senza il caldo di agosto, il mare è balneabile, le strutture sono aperte e i collegamenti frequenti. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e più caldi, e sono anche quelli in cui vale il divieto di sbarco per le auto dei non residenti. In inverno l’isola si svuota e molte attività chiudono.

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Cosa vedere a Salina
Cosa vedere a Salina, l'isola verde delle Isole Eolie 9
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