La riserva di Vendicari è uno di quei posti che in Sicilia si raccontano male. Chi ci va d’estate torna dicendo che è una spiaggia bellissima con una camminata scomoda davanti, e si ferma lì. Chi ci va a marzo torna dicendo un’altra cosa: che ha visto i fenicotteri fermi nell’acqua bassa di un pantano, con lo scheletro di una tonnara arrugginita sullo sfondo e nessuno intorno. Sono lo stesso posto, a sei mesi di distanza, e la differenza fra i due viaggi non la fa la fortuna: la fa sapere prima cosa si sta andando a vedere.
Vendicari è una riserva naturale orientata di tredici chilometri di costa fra Noto e Marzamemi, ed è insieme un’oasi faunistica, un sito archeologico e una delle coste più belle della Sicilia sud-orientale. Ha cinque ingressi diversi che portano a spiagge diverse, un biglietto che molti non sanno di dover pagare, e regole che è meglio conoscere prima di partire, a cominciare da una che rovina la giornata a parecchie famiglie: i cani non entrano. Qui trovate come è fatta, da quale varco entrare in base a cosa volete vedere, quanto si cammina davvero e quando conviene andarci. Se state ancora mettendo insieme il viaggio, il quadro d’insieme sta nella nostra guida su cosa vedere in Sicilia.
In breve
La riserva di Vendicari si trova sulla SP19 Noto-Pachino, in provincia di Siracusa, ed è gestita dalla Regione Siciliana. L’ingresso costa 3,50 € (ridotto 1,50 €, famiglia 7,00 €, gratis sotto gli 8 anni) e il biglietto vale tutto il giorno su tutti e cinque i varchi: Eloro, Marianelli, Calamosche, Vendicari centro e Cittadella. Le spiagge principali sono cinque; la più famosa, Calamosche, si raggiunge solo a piedi con 1,2 km di sentiero dal parcheggio. Dentro la riserva non c’è nessun servizio: né bar, né bagni, né ombrelloni, né salvataggio. I cani non sono ammessi. Il mare è al massimo fra giugno e settembre; per i fenicotteri e il birdwatching servono invece l’autunno e la primavera, con marzo come mese di massima presenza. L’auto è di fatto indispensabile.
Indice dell’Articolo
Dove si trova la riserva di Vendicari e come arrivare
Vendicari occupa la fascia costiera fra Noto e Marzamemi, nell’angolo sud-orientale della Sicilia, e si sviluppa in lunghezza lungo il mare Ionio. Tutti gli accessi si aprono sulla strada provinciale 19, la Noto-Pachino: si percorre quella e si seguono le deviazioni segnalate, una per ciascun varco. Chi arriva da Catania prende l’autostrada A18 fino all’uscita per Noto e poi scende verso Marzamemi.
Il punto da capire subito è che Vendicari non è un posto solo. I cinque ingressi distano chilometri l’uno dall’altro e non comunicano fra loro per strada: si passa dall’uno all’altro camminando dentro la riserva, oppure risalendo sulla provinciale e rientrando da un altro varco. Sbagliare il varco significa farsi qualche chilometro a piedi in più, o rinunciare a quello che si era venuti a vedere.
Sui mezzi pubblici la situazione è quella tipica della Sicilia interna: la stazione ferroviaria di riferimento è quella di Noto, ci sono autobus da Siracusa e da Noto e in estate vengono attivati servizi di navetta, ma sono stagionali e cambiano di anno in anno. Consiglio di verificarli prima di contarci, perché è il genere di collegamento che salta senza preavviso. Con l’auto la questione non si pone: si arriva al parcheggio del varco che si è scelto e da lì si va a piedi.
Se state ancora decidendo come muovervi nella Sicilia sud-orientale, questa è una di quelle zone dove il mezzo proprio cambia il viaggio: fra la riserva, Marzamemi, Portopalo e le cave di Cavagrande non esiste un mezzo pubblico che li tenga insieme. Vale la pena confrontare le tariffe di noleggio auto prima di partire, decidendo per prime le giornate e la sede di ritiro, che sono le due voci che spostano davvero il prezzo.
I cinque ingressi di Vendicari: quale scegliere
Questa è l’informazione che manca quasi ovunque, ed è la ragione per cui molti tornano da Vendicari scontenti. Ogni varco ha il suo parcheggio e apre su una porzione diversa della riserva: si sceglie in base a cosa si vuole fare, non in base a quale si incontra per primo lungo la provinciale.
| Ingresso | Dove si trova | Cosa raggiunge | Per chi |
|---|---|---|---|
| Eloro | Estremo nord, lato Noto | Spiaggia di Eloro e area archeologica greca | Chi arriva da Noto e vuole unire mare e archeologia |
| Calamosche | Zona centro-nord | Solo la spiaggia di Calamosche, dopo 1,2 km a piedi | Chi punta dritto alla caletta più famosa |
| Marianelli | Zona centrale | Spiaggia di Marianelli, la più appartata | Chi cerca silenzio e non teme lo sterrato |
| Vendicari centro | Cuore della riserva | Tonnara, torre Sveva, pantani, spiaggia di Vendicari | La scelta più completa, e la migliore la prima volta |
| Cittadella | Estremo sud, lato Marzamemi | Zona di San Lorenzo e rovine bizantine | Chi alloggia a sud ed è il varco più accessibile |
Info pratica: l’accesso di Marianelli si raggiunge percorrendo circa 1,5 km di strada sterrata. Si fa con una utilitaria andando piano, ma se avete noleggiato un’auto bassa mettetelo in conto, e ricordate che l’ultimo tratto verso il mare è comunque a piedi.
Se è la prima volta che ci andate, il varco da scegliere è Vendicari centro: è l’unico da cui si vedono nello stesso giro la tonnara, la torre Sveva, il pantano grande con i suoi uccelli e una spiaggia. Gli altri quattro sono varchi tematici, bellissimi ma parziali.
Orari, biglietto e regole da sapere prima di partire
Vendicari è una riserva a ingresso a pagamento, e non lo è sempre stata: il ticket è stato introdotto dopo anni di accesso libero, e ancora oggi c’è chi si presenta convinto di entrare gratis. Il biglietto intero costa 3,50 €, il ridotto 1,50 € (studenti, scout, forze dell’ordine, associazioni ambientaliste), il biglietto famiglia 7,00 €. È gratuito per i bambini fino a 7 anni accompagnati da un adulto pagante e per le persone con disabilità con il loro accompagnatore.
La cosa utile da sapere è che il biglietto vale per l’intera giornata e su tutti e cinque gli ingressi: si può entrare da Vendicari centro la mattina, uscire, risalire in auto e rientrare da Calamosche il pomeriggio senza pagare due volte. È il modo giusto di visitarla se avete una giornata sola.
Sugli orari conviene essere onesti: le fonti non concordano. In estate si entra dalla mattina presto e si esce in serata, in inverno la finestra si accorcia parecchio e la chiusura arriva nel pomeriggio, indicativamente sulle 16. L’accesso viene inoltre chiuso circa un’ora e mezza prima dell’orario di chiusura, quindi presentarsi a ridosso non serve a niente. Siccome gli orari stagionali cambiano e vengono comunicati dall’ente gestore, l’unica verifica che vale è quella sul sito dell’ente gestore il giorno prima di andare.
Attenzione: dentro la riserva i cani non sono ammessi, nemmeno al guinzaglio e nemmeno di taglia piccola. È una riserva faunistica con specie nidificanti a terra, e il divieto è quello. Vale la pena saperlo prima e non davanti alla sbarra, perché è il motivo per cui ogni estate qualche famiglia rinuncia alla giornata dopo aver fatto tutta la strada.
Le altre regole sono quelle di ogni riserva orientata, e qui vengono fatte rispettare: non si esce dai sentieri, non si accendono fuochi, non si raccolgono piante né si disturba la fauna, non si pesca e non si caccia, i veicoli non autorizzati restano fuori e i rifiuti si riportano a casa. Non sono formalità: i sentieri passano accanto ai pantani, e uscirne significa camminare dentro il posto in cui gli uccelli nidificano.
Le spiagge di Vendicari, una per una

Sono cinque, tutte dentro la riserva e tutte senza stabilimenti. Nessuna ha lettini, ombrelloni, bar o bagnino: chi cerca il mare attrezzato deve andare altrove, chi cerca il mare come era quarant’anni fa ha trovato il posto giusto.
- Eloro: la più a nord e la più lunga, un arenile ampio e sabbioso a ridosso dell’area archeologica greca. È la più comoda in assoluto, perché il mare è vicinissimo all’ingresso, ed è quella giusta con i bambini.
- Calamosche: la più famosa e la più fotografata, una caletta di circa duecento metri chiusa fra due promontori rocciosi, con acqua quasi sempre calma. Si raggiunge solo a piedi, ed è il motivo per cui merita un discorso a parte.
- Marianelli: la più appartata, dietro un sistema di dune, storicamente frequentata anche da naturisti. Ci si arriva dopo lo sterrato e una camminata, e proprio per questo resta la meno affollata.
- Vendicari: la spiaggia sotto la tonnara e la torre Sveva, con le rovine che finiscono quasi dentro l’acqua. Non è la più bella per fare il bagno, è la più impressionante da guardare.
- San Lorenzo: all’estremo sud, verso Marzamemi, sabbia chiara e fondale che digrada piano. È la più simile a una spiaggia balneare classica ed è la più frequentata d’agosto.

Su Calamosche serve una precisazione, perché è la spiaggia che genera più equivoci: dal parcheggio del suo ingresso ci sono circa 1,2 km di sentiero a piedi, l’ultimo tratto è vietato alle auto e non c’è alcun servizio all’arrivo. Chi ci porta ombrellone, frigo e sdraio se li porta per un chilometro e mezzo, all’andata e al ritorno, spesso sotto il sole. È anche la ragione per cui l’acqua lì è rimasta così pulita, ed è il posto migliore della riserva per lo snorkeling, fra le cavità e gli anfratti dei due promontori.
La tonnara e la torre Sveva, cioè perché Vendicari non è solo natura
Il profilo che riconoscete in tutte le fotografie di Vendicari non è naturale: è una fabbrica. La tonnara di Vendicari è lo scheletro di uno stabilimento per la lavorazione del tonno, con la ciminiera, i magazzini e le vasche, rimasto in piedi in riva al mare come un rudere industriale in mezzo alla macchia mediterranea. Accanto le sta la torre Sveva, la torre di avvistamento che sorvegliava questo tratto di costa.

La pesca del tonno in Sicilia ha origini antichissime, e la tradizione la fa risalire agli arabi intorno all’anno Mille. La tonnara di Vendicari ha attraversato i secoli passando per le mani di famiglie diverse, fra cui i Nicolaci e i Florio, gli stessi delle grandi tonnare siciliane, e ha lavorato fino alla metà del Novecento, chiudendo durante la Seconda guerra mondiale. Da allora è ferma, e nessuno l’ha ricostruita: è per questo che oggi ha quell’aria di cosa abbandonata in fretta.

Consiglio: la tonnara va guardata nell’ultima ora di luce, quando il sole basso entra dalle finestre vuote dei magazzini e il mattone si accende. È anche l’ora in cui la spiaggia di Vendicari si svuota e i pantani, poco più indietro, si riempiono di rumore. Se avete una sola sera in riserva, spendetela qui e non a Calamosche.
I pantani e i fenicotteri: la Vendicari che quasi nessuno vede
Vendicari non nasce come riserva per il mare: nasce come oasi faunistica, e la sua ragione d’essere sono i pantani, gli specchi d’acqua salmastra alle spalle delle dune. È qui che sta la parte che i visitatori estivi si perdono quasi per intero, perché passano accanto ai capanni di osservazione con l’asciugamano sotto il braccio e tirano dritto.

La posizione geografica spiega tutto: Vendicari è l’ultima sosta adatta prima di circa 350 km di mare aperto verso le coste tunisine. Per milioni di uccelli migratori è la stazione di servizio finale prima dell’Africa, e per altri è il posto in cui si fermano tutto l’inverno. Il risultato è che quello che si vede cambia radicalmente di mese in mese.
- Primavera: è il momento migliore in assoluto, e marzo è il mese con il maggior numero di presenze. Si vedono fenicotteri, spatole, cavalieri d’Italia, marzaiole, chiurli, garzette, falchi di palude e falchi pescatori.
- Estate: presenze più rade ma non nulle, con pettegole, chiurli, avocette, fratini e gabbiani. Ad agosto arrivano aironi cenerini, garzette e le cicogne, sia bianche sia nere.
- Autunno: tornano i fenicotteri e arrivano i gabbiani comuni e corallini dal Mar Nero. È la stagione della volpoca, l’anatra che è diventata il simbolo della riserva, e con fortuna passano anche le gru.
- Inverno: i pantani si riempiono di folaghe, nell’ordine delle migliaia di individui, insieme a piovanelli, gambecchi, upupe e al gabbiano zafferano, che qui si osserva in numeri che nel resto d’Italia non si vedono.
Per il birdwatching non serve attrezzatura da specialisti: bastano un binocolo, scarpe chiuse e la pazienza di stare fermi dentro un capanno per venti minuti. Non esiste un tour organizzato da prenotare per questo, si fa da soli con il biglietto d’ingresso normale, ed è forse la cosa che rende Vendicari diversa da qualunque altra spiaggia siciliana.
I sentieri: quanto si cammina davvero
Vendicari è pianeggiante e i sentieri sono facili, ma sono lunghi e quasi completamente senza ombra. È la combinazione che sottovalutano tutti: nessuna salita, nessuna difficoltà tecnica, e poi tre ore sotto il sole di luglio con una bottiglietta d’acqua in due.
| Percorso | Lunghezza | Note |
|---|---|---|
| Dall’ingresso di Vendicari centro al mare | pochi minuti | Il tratto più breve della riserva |
| Dal parcheggio di Calamosche alla spiaggia | 1,2 km | Circa 20 minuti, ultimo tratto vietato alle auto |
| Dalla tonnara a Calamosche | circa 4,4 km | Il collegamento interno fra i due varchi |
| Percorso archeologico | circa 5 km | Tocca le testimonianze storiche della riserva |
| Da Eloro a Calamosche | circa 5,6 km | La traversata nord, la più lunga |
Detto in pratica: per vedere la riserva senza correre servono almeno mezza giornata, e se volete unire più varchi a piedi ci vuole la giornata intera. Le distanze qui sopra sono di sola andata, e in una riserva chiusa il ritorno si fa sempre sulle proprie gambe.
Quando andare: Vendicari ha due stagioni opposte
È il punto che vale più di tutti gli altri messi insieme, ed è quello su cui la maggior parte delle guide sorvola. Vendicari viene cercata quasi soltanto d’estate, quando è al suo peggio come riserva e al suo meglio come spiaggia; ed è quasi ignorata nei mesi in cui dà il meglio di sé come oasi.
- Da giugno a settembre: è la stagione del mare, con l’acqua alla temperatura giusta e le giornate lunghe. È anche quella con più gente, più caldo sui sentieri e i parcheggi che si riempiono. Ad agosto conviene entrare all’apertura o nel tardo pomeriggio, e saltare del tutto la fascia centrale.
- Marzo, aprile e l’autunno: la riserva è al massimo, gli uccelli ci sono davvero, i sentieri si camminano senza soffrire e le spiagge sono deserte. Il mare è freddo per la maggior parte delle persone, ma non è per quello che si viene.
- L’inverno: pochissimi visitatori, orari ridotti, e i pantani pieni di folaghe. È la Vendicari dei fotografi e di chi ci abita.
Se dovessi indicare una sola finestra, direi maggio e settembre: sono i due mesi in cui si può ancora fare il bagno e si incontra già, o si incontra ancora, qualcosa in volo sopra i pantani. È il compromesso che tiene insieme le due anime del posto senza sacrificarne nessuna.
Cosa fare a Vendicari e nei dintorni
La riserva in sé si visita a piedi e da soli, ed è il modo giusto di farlo. Le esperienze prenotabili in zona sono soprattutto in barca: partono da Marzamemi, da Avola e da Portopalo, costeggiano la riserva dal mare e permettono di vedere le cale da un’angolazione che dal sentiero non si ha. È l’unico modo per vedere la costa di Vendicari senza camminare, e ha senso soprattutto per chi ha poco tempo.
Esperienze in zona
- Tour in barca fra Marzamemi, Vendicari e Portopalo (circa 5 ore e mezza): il giro più completo, costeggia la riserva dal mare.
- Uscita in barca da Marzamemi verso Portopalo con aperitivo (circa 3 ore): la versione breve, buona nel tardo pomeriggio.
- Camminata di mindfulness dentro la riserva (circa 5 ore): l’unica esperienza guidata che si svolge davvero dentro Vendicari, a piedi.
- Escursione in gommone all’Isola delle Correnti (circa 4 ore): il punto più a sud della Sicilia, dove si incontrano i due mari.
- Birdwatching ai capanni dei pantani: si fa da soli con il biglietto d’ingresso, non esiste nessuna visita guidata da prenotare.
Fuori dalla riserva, nel raggio di pochi chilometri, ci sono tre cose che valgono la deviazione: Noto con il suo barocco, Marzamemi con la piazza e l’ex tonnara affacciata sul mare, e le cave di Cavagrande del Cassibile per chi ha ancora gambe e voglia di camminare.
Dove dormire vicino alla riserva di Vendicari
Dentro la riserva non si dorme e non si campeggia. Le due basi naturali sono Noto e Marzamemi, e la scelta cambia parecchio il viaggio. Le strutture qui sotto le abbiamo selezionate con un criterio dichiarato: fuori chi sta sotto una certa soglia di punteggio e chi ha troppe poche recensioni per essere valutabile.
In quale zona dormire
- Noto: la base più bella e la più comoda per chi vuole unire riserva e barocco. Si dorme dentro una città d’arte e si scende al mare in giornata; è anche l’unica delle due con una stazione ferroviaria.
- Marzamemi e la costa sud: più vicino ai varchi meridionali della riserva e alle barche, con l’atmosfera del borgo di pescatori la sera. La scelta giusta per chi viene soprattutto per il mare.
- Noto Marina e Lido di Noto: la fascia balneare a nord, comoda per l’ingresso di Eloro, con la spiaggia sotto casa e meno carattere.
Dove dormire a Noto e a Marzamemi
A Noto
- Battimandorlo (€€€): struttura piccola da due ospiti, la scelta per una coppia che vuole il soggiorno curato dentro Noto.
- Villa Annamaria (€€): bed and breakfast quattro stelle da quattro posti, buon compromesso per una famiglia.
- Hotel Jonio (€): tre stelle classico, la soluzione essenziale se il budget conta e la camera serve solo per dormire.
A Marzamemi e dintorni
- Hotel Villa Giulia (€€€): quattro stelle da quattro posti, la scelta più comoda per chi resta sulla costa sud.
- Agriturismo il Cappero (€€): agriturismo quattro stelle a Marzamemi, per chi preferisce la campagna al lungomare.
Cosa portarsi: dentro la riserva non c’è niente
Lo ripeto perché è la cosa che rovina più giornate a Vendicari, più del caldo e più della folla: dentro non esiste alcun servizio. Niente bar, niente chiosco, niente noleggio ombrelloni, niente bagni attrezzati, nessun bagnino. Si entra autosufficienti e si esce con tutto quello che si è portato dentro.
- Acqua, più di quanta pensiate: i sentieri sono senza ombra e i chilometri si sommano in fretta.
- Scarpe chiuse: le infradito su 1,2 km di sentiero pietroso sono una cattiva idea, portatele nello zaino per la spiaggia.
- Cappello e crema solare: fra il parcheggio e il mare non c’è riparo.
- Ombrellone leggero, se proprio: ricordando che ve lo portate a spalla per tutto il tragitto.
- Un binocolo: pesa poco e a Vendicari è la differenza fra vedere degli uccelli e vedere i fenicotteri.
- Un sacchetto per i rifiuti: non ci sono cestini, ed è giusto così.
Info essenziali
- Dove: SP19 Noto-Pachino, fra Noto e Marzamemi, provincia di Siracusa.
- Biglietto: 3,50 € intero, 1,50 € ridotto, 7,00 € famiglia, gratis sotto gli 8 anni. Valido tutto il giorno su tutti e cinque gli ingressi.
- Ingressi: Eloro, Calamosche, Marianelli, Vendicari centro, Cittadella.
- Quando andare: giugno-settembre per il mare, marzo-aprile e autunno per gli uccelli, maggio e settembre per avere entrambi.
- Durata consigliata: mezza giornata per un varco solo, una giornata intera per attraversarla.
- Da sapere: nessun servizio all’interno, cani non ammessi, auto di fatto indispensabile.
Domande frequenti sulla riserva di Vendicari
Quanto costa entrare nella riserva di Vendicari?
Il biglietto intero costa 3,50 €, il ridotto 1,50 € e quello famiglia 7,00 €. I bambini fino a 7 anni entrano gratis se accompagnati da un adulto pagante, e la gratuità vale anche per le persone con disabilità e il loro accompagnatore. Il biglietto è valido per l’intera giornata e su tutti e cinque gli ingressi.
Qual è l’ingresso migliore della riserva di Vendicari?
Se è la prima volta, l’ingresso di Vendicari centro: è l’unico da cui si raggiungono nello stesso giro la tonnara, la torre Sveva, i pantani con i capanni di osservazione e una spiaggia. Gli altri quattro varchi sono più specifici: Eloro per mare e archeologia, Calamosche per la caletta più famosa, Marianelli per la tranquillità, Cittadella per la zona sud.
Quanto si cammina per arrivare a Calamosche?
Circa 1,2 km dal parcheggio, cioè una ventina di minuti a piedi all’andata e altrettanti al ritorno. L’ultimo tratto è vietato alle auto e non c’è alcun servizio in spiaggia, quindi tutto quello che serve va portato a mano per l’intero tragitto.
Si possono portare i cani a Vendicari?
No. Gli animali domestici non sono ammessi all’interno della riserva, nemmeno al guinzaglio: è una riserva naturale orientata con specie che nidificano a terra. È bene saperlo prima di partire, perché non ci sono aree di custodia agli ingressi.
Quando si vedono i fenicotteri a Vendicari?
Nelle stagioni di migrazione, cioè in autunno e soprattutto in primavera: marzo è il mese in cui i pantani registrano il maggior numero di presenze. D’estate la riserva è al massimo come meta balneare ma al minimo come oasi faunistica, ed è il motivo per cui molti visitatori estivi non vedono quasi nulla.
Ci sono bar o stabilimenti dentro la riserva di Vendicari?
No, nessuno. Dentro la riserva non ci sono bar, chioschi, noleggio di lettini e ombrelloni né servizio di salvataggio. Bisogna entrare con acqua, cibo, protezione solare e un sacchetto per riportare fuori i rifiuti.
Quanto tempo serve per visitare Vendicari?
Mezza giornata basta per un solo ingresso con la sua spiaggia. Per attraversare la riserva collegando più varchi a piedi, per esempio dalla tonnara a Calamosche, serve una giornata intera: i percorsi interni vanno dai 4 ai 5,6 chilometri di sola andata.
Si arriva a Vendicari senza auto?
È possibile ma scomodo. La stazione di riferimento è Noto, ci sono autobus da Noto e Siracusa e in estate vengono attivate navette stagionali, ma i collegamenti cambiano di anno in anno e non toccano tutti i varchi. Con l’auto la riserva e i dintorni, da Marzamemi a Portopalo, diventano una cosa sola.
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