Cantine di Bolgheri: quali visitare, prezzi e prenotazioni

Confesso un piccolo peccato di presunzione: la prima volta che ho programmato un giro fra le cantine di Bolgheri, la mia idea era una sola, andare a vedere dove nasce il Sassicaia. Mi ero fatto tutto il film, il viale dei cipressi, la tenuta, il bicchiere in mano. Poi mi sono informato e ho scoperto che la Tenuta San Guido, quella del Sassicaia, al pubblico non apre. Punto. È un’azienda agricola privata, non una meta turistica, e chi entra sono gli operatori del settore.

Ve lo dico subito perché è la prima cosa che nessuno vi dice, e perché è anche la migliore notizia possibile: intorno a quella tenuta chiusa ce n’è una ventina di aperte, alcune bellissime, e si visitano con venti euro. In questa guida trovate quali cantine di Bolgheri si possono visitare davvero, quanto costa una degustazione con i prezzi presi uno per uno dai siti ufficiali, come e quanto prima si prenota, e come ci si muove fra una tenuta e l’altra senza combinare guai. Se invece state costruendo un viaggio più largo, il quadro completo è nella nostra guida su cosa vedere sulla Costa degli Etruschi.

In breve

  • Dove: Bolgheri è una frazione di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. Le tenute stanno quasi tutte lungo la via Bolgherese.
  • Quanto costa: da 20 euro per una degustazione veloce a 90 euro per una verticale di selezioni. La fascia più comune è 40-50 euro.
  • Prenotazione: quasi sempre obbligatoria, e non è una formalità. Molte cantine chiudono il sabato e la domenica.
  • Il Sassicaia: la Tenuta San Guido non è aperta al pubblico. Non cercate biglietti, non esistono.
  • Quante in un giorno: due, tre al massimo. Sono visite da un’ora e mezza, e c’è il problema di chi guida.
  • Quando: settembre per la vendemmia, primavera per la calma. Agosto è il mese più affollato.

Perché Bolgheri è diventata Bolgheri

Vale la pena spendere due minuti su questa storia, perché senza di essa le cantine di Bolgheri sono solo cantine, e con essa diventano un posto dove è successo qualcosa.

Fino agli anni Sessanta questa era una zona di pascoli e di paludi bonificate, e nessuno ci avrebbe scommesso un soldo per fare vino di qualità. Poi il marchese Mario Incisa della Rocchetta si mise in testa di piantare cabernet sauvignon a due passi dal mare, che per i canoni del tempo era un’eresia: in Toscana si faceva sangiovese, e i vitigni francesi erano roba d’oltralpe. Il vino che ne uscì, il Sassicaia, per anni fu bevuto solo in famiglia perché il disciplinare non lo contemplava nemmeno, e usciva in commercio con la qualifica più umile che ci fosse.

Quando negli anni Settanta e Ottanta quel vino cominciò a battere i bordolesi nelle degustazioni alla cieca, il mondo si accorse di Bolgheri. Da lì è nata l’etichetta dei Super Tuscan, cioè vini toscani fatti fuori dalle regole e più cari di quelli fatti dentro, ed è nata la denominazione Bolgheri DOC, che oggi mette insieme una sessantina di aziende su un fazzoletto di terra fra il mare e le colline metallifere.

La conseguenza pratica di questa storia la vedete appena arrivate: quasi tutte le tenute che contano stanno lungo la stessa strada, la via Bolgherese, che corre parallela alla costa. È una fortuna per chi visita, perché si passa da una cantina all’altra in cinque minuti d’auto.

Si può visitare la Tenuta San Guido, quella del Sassicaia?

No, e conviene saperlo prima di partire. La Tenuta San Guido non è aperta al pubblico per visite e degustazioni: è una proprietà agricola privata, con una parte importante dedicata alla riserva faunistica e all’allevamento dei cavalli, e l’accesso è riservato agli operatori del settore. Sul sito ufficiale della tenuta non esiste nemmeno una sezione dedicata alle visite, ed è il motivo per cui questa domanda continua a girare senza trovare risposta.

Cantine Bolgheri tenuta San Guido
Cantine Bolgheri tenuta San Guido

Questo non significa che il Sassicaia sia irraggiungibile. Lo trovate nelle enoteche di Bolgheri, dove si compra a bottiglia e in qualche caso si assaggia al calice, e lo trovate nelle carte dei ristoranti della zona. Semplicemente, non lo assaggerete dentro la cantina dove nasce.

Attenzione: in rete girano offerte di “visite al Sassicaia” e pacchetti che lo lasciano intendere. Leggete bene cosa comprano davvero: quasi sempre sono degustazioni in altre cantine, oppure una sosta fotografica al viale dei cipressi con il nome della tenuta nel titolo. Non è truffa, è marketing, ma se pagate pensando di entrare a San Guido rimarrete delusi.

Le cantine di Bolgheri da visitare

Qui sotto trovate quelle che si visitano davvero, con quello che ho potuto verificare sui loro siti ufficiali. Una premessa che vale per tutte: Bolgheri non è una zona da “passo di qua e vedo se è aperto”. Sono aziende agricole che lavorano, non musei, e chi si presenta senza aver telefonato quasi sempre torna indietro.

Michele Satta, la più accessibile per iniziare

Se dovete cominciare da qualche parte e non volete impegnare mezza giornata, comincerei da qui, perché è l’unica che ho trovato con una formula davvero leggera. La cantina è scavata nella roccia e mette insieme anfore, vasche di cemento e barrique francesi, che già da sole raccontano tre modi diversi di fare vino.

  • Degustazione semplice: 30 minuti, 3 vini, 20 euro. Tutti i giorni dalle 17:00 alle 18:30, negli orari del punto vendita. È l’unica formula per cui la prenotazione è consigliata ma non obbligatoria.
  • “I Classic”: 90 minuti, 4 vini, 40 euro. Da martedì a sabato alle 11:00 e alle 15:00, su prenotazione. Comprende il giro in cantina e l’inquadramento della denominazione.
  • “Le Selezioni”: 120 minuti, 5 vini fra i più importanti, 90 euro. Stessi giorni e stessi orari, su prenotazione.

Si trova in località Vigna al Cavaliere, nel comune di Castagneto Carducci, e si prenota per telefono o per email dal sito dell’azienda.

Castello di Bolgheri, la cantina storica

Questa è la visita che sceglierei se vi interessa la storia oltre al vino: la cantina è del 1796 e appartiene alla famiglia che possiede il castello all’imbocco del viale dei cipressi, cioè quella all’origine di tutta la vicenda bolgherese. La degustazione guidata comprende tre rossi dell’annata in corso, il Castello di Bolgheri DOC, il Varvàra DOC e il Flocco IGT.

CAntine Bolgheri Castello di Bolgheri
CAntine Bolgheri Castello di Bolgheri

Info pratica: la visita con degustazione costa 50 euro a persona e si fa solo su prenotazione, con un minimo di due partecipanti. Aperto dal lunedì al giovedì 9:00-13:00 e 14:30-17:30, il venerdì 9:00-13:00 e 14:30-16:30, chiuso il sabato e la domenica. Non sono ammessi bambini sotto i 12 anni né animali. Visite in italiano e in inglese. Verificate sempre sul sito della cantina prima di partire: gli orari cambiano con la stagione.

Guado al Melo, per chi vuole capire e non solo bere

È l’azienda della famiglia Scienza, una quindicina di ettari lavorati in modo artigianale, e ha una cosa che non ha nessun altro da queste parti: un museo dedicato alla storia e alla cultura della vite e del vino, più la biblioteca del professor Attilio Scienza, che è uno dei massimi studiosi italiani di viticoltura. Se il vino vi interessa anche come materia di studio, e non solo come bicchiere, qui ci passate due ore senza accorgervene.

I tour guidati con degustazione si fanno solo su prenotazione. I prezzi non sono pubblicati sul sito, quindi non ve li scrivo: si chiedono al momento della prenotazione, per telefono o per email. Il punto vendita diretto è aperto da aprile a ottobre dal lunedì pomeriggio al sabato, 10:00-13:00 e 15:00-18:00, e nei mesi invernali dal lunedì al venerdì negli orari d’ufficio.

Tenuta Guado al Tasso, la grande tenuta degli Antinori

È la tenuta bolgherese della famiglia Antinori, che nel vino italiano è una specie di dinastia, e le visite qui sono costruite su misura: c’è la formula fra i vigneti storici con degustazione alla bottega, e quella più approfondita dentro la cantina. Anche in questo caso i prezzi non sono pubblicati e si concordano quando si prenota, che è obbligatorio.

Cantine Bolgheri Guado al tasso
Cantine di Bolgheri: quali visitare, prezzi e prenotazioni 6

Chiappini, la piccola cantina dove si dorme anche

Undici ettari sulla via Bolgherese, certificazione biologica dal 2010, e una storia che mi piace: Giovanni Chiappini arriva a Bolgheri dalle Marche da bambino negli anni Cinquanta, compra il podere negli anni Settanta e solo alla fine dei Novanta il vino diventa l’attività principale. Oggi lavorano con lui le figlie Martina e Lisa. Nel 2013 Wine Enthusiast ha dato al loro Guado de’ Gemoli 2009 un 100 su 100, che per un’azienda di questa taglia è un fatto notevole.

Dentro la tenuta c’è anche un agriturismo con sei appartamenti, e ci torno più avanti nella sezione su dove dormire, perché dormire dentro una cantina di Bolgheri risolve alla radice il problema di cui parlo fra due paragrafi.

Le altre da tenere d’occhio

Lungo la via Bolgherese e nei dintorni ci sono poi Ornellaia, Le Macchiole, Grattamacco, Donna Olimpia, Tenuta Argentiera e Villanoviana, tutte con programmi di accoglienza propri che cambiano di stagione in stagione. Su queste non ho verificato tariffe aggiornate, quindi non ve ne scrivo nessuna: chiedete direttamente a loro, oppure prenotate un tour già confezionato, che è la strada che spiego qui sotto.

Quanto costa una degustazione a Bolgheri e come si prenota

Questa è la domanda che mi sarei fatto io, ed è quella a cui le guide online non rispondono quasi mai: elencano dieci cantine bellissime e non scrivono un prezzo. Ecco quello che ho trovato verificando alla fonte.

Tipo di esperienzaDurataPrezzo indicativo
Degustazione veloce al punto vendita, 3 vini30 minuticirca 20 €
Visita in cantina con degustazione, 3-4 vini1 – 1,5 ore40 – 50 €
Visita approfondita con selezioni e annate importanti2 ore90 € e oltre
Tour organizzato su più cantine con trasportomezza giornatavariabile, si prenota online

Sulla prenotazione, tre cose imparate leggendo i regolamenti di queste aziende e che vale la pena sapere prima di organizzarsi.

  • È quasi sempre obbligatoria, e in alta stagione le cantine più richieste vanno prenotate con settimane di anticipo, non con due giorni.
  • Molte chiudono nel fine settimana. Sembra assurdo per una zona turistica, ma sono aziende agricole con orari da azienda agricola: il Castello di Bolgheri, per dirne una, il sabato e la domenica non riceve.
  • Spesso c’è un minimo di partecipanti. Se siete in due va bene quasi ovunque, se siete da soli conviene chiedere prima, perché alcune formule non partono.

Se non volete telefonare a cinque aziende diverse, o se siete in vacanza e volete chiudere la faccenda in dieci minuti, la scorciatoia sono i tour già organizzati: si prenota online, si sa in anticipo cosa si paga e alcuni comprendono il trasporto, che come vedete fra poco non è un dettaglio.

Visite e degustazioni prenotabili online

Quando andare fra le vigne di Bolgheri

Il periodo cambia parecchio l’esperienza, e non solo per il clima.

Settembre è il mese della vendemmia, quindi il più emozionante da vedere: le cantine lavorano, si sente l’odore del mosto, c’è movimento. È anche il mese in cui alcune aziende riducono le visite proprio perché stanno vendemmiando, quindi prenotate con più anticipo del solito e non offendetevi se qualcuno vi dice di no.

La primavera, da aprile a giugno, è la mia preferita per una ragione pratica: le cantine ci sono tutte, la campagna è al meglio, e non c’è la calca. Le vigne sono verdi e il viale dei cipressi si percorre senza fare la fila per una fotografia.

Luglio e agosto sono i mesi più affollati, perché a Bolgheri arriva anche chi è in vacanza al mare a pochi chilometri. Si visita benissimo, ma le degustazioni si esauriscono e il caldo nel primo pomeriggio è pesante: puntate sulle 11 del mattino o sul tardo pomeriggio.

Da novembre a marzo molte aziende riducono l’accoglienza o la sospendono, e i punti vendita passano agli orari d’ufficio. Non è impossibile visitare, ma è il periodo in cui la telefonata prima di partire non è un consiglio, è un obbligo.

Bolgheri cantine: Come muoversi fra una e l’altra

E arriviamo al punto che nelle guide di enoturismo non si legge quasi mai, e che secondo me è il più importante di tutti: a una degustazione si beve. Quattro assaggi sono quattro assaggi, e se ne fate due in un pomeriggio siete a otto. Poi c’è da guidare su strade di campagna, la sera, magari con la famiglia in macchina.

Noi, quando organizziamo un giro così, decidiamo prima chi guida e quello non assaggia, oppure lo assaggia e lo sputa, che nelle cantine è normalissimo e nessuno vi guarda male: la sputacchiera è sul tavolo apposta. Sembra un consiglio banale finché non vi trovate a fare i conti all’uscita della seconda cantina.

Consiglio: mettetene in conto due al giorno, tre solo se sono formule brevi. Fra prenotazione, giro in cantina e degustazione una visita vale un’ora e mezza, e correre da una tenuta all’altra guardando l’orologio è il modo migliore per non ricordarsi nulla di nessuna delle due. Se volete assaggiare tutti, prenotate un tour con trasporto incluso, oppure dormite in zona e andate a piedi o in bici.

Le distanze in sé sono brevissime: quasi tutte le tenute stanno lungo la via Bolgherese, quindi si parla di cinque o dieci minuti d’auto fra l’una e l’altra. Bolgheri paese è piccolissimo e ha un parcheggio all’ingresso: dentro il borgo non si circola, e va benissimo così.

Il viale dei cipressi e il borgo di Bolgheri

Non si può venire fin qui e trattare il viale come un parcheggio. Sono circa cinque chilometri di cipressi in doppia fila che salgono dall’oratorio di San Guido fino al castello, ed è la strada che Giosuè Carducci ha reso famosa con quei versi che tutti abbiamo studiato a scuola e quasi tutti citiamo storti. Carducci passò l’infanzia a Bolgheri, e quel paesaggio è il suo.

Viale dei Cipressi Bolgheri
Viale dei Cipressi Bolgheri

Il viale si percorre in auto, ma il modo giusto è a piedi o in bicicletta almeno per un tratto, perché in macchina i cipressi passano in trenta secondi e non vi resta niente. All’imbocco, verso la statale, c’è l’oratorio; in fondo c’è il castello rosso e il borgo, che è un pugno di case, un paio di enoteche e qualche bottega.

Sul borgo e su cosa vedere a Bolgheri oltre alle cantine abbiamo una guida dedicata, e se il tema enoturismo vi appassiona vi consiglio anche il nostro pezzo sulle Cantine Florio a Marsala, che racconta un mondo del vino completamente diverso da questo.

Dove mangiare a Bolgheri

Il borgo è minuscolo e i posti si contano sulle dita, quindi anche qui vale la regola della prenotazione, soprattutto la sera d’estate.

Dove fermarsi a tavola

  • Enoteca Tognoni, nel borgo: è l’indirizzo storico di Bolgheri, quello dove si va per bere bene al calice senza comprare la bottiglia intera. È anche il posto dove più facilmente trovate al bicchiere le etichette che in cantina non assaggerete.
  • Osteria Magona, poco fuori, verso Castagneto: cucina di carne, il tipo di posto dove il vino del territorio si beve insieme a una bistecca invece che in un calice da degustazione.
  • La Cantinetta di Bolgheri, nel borgo: trattoria toscana classica, con la carta dei vini che ci si aspetta in un posto come questo.
  • Il Granaio: l’alternativa quando gli altri sono pieni, e d’estate succede spesso.

Un avvertimento onesto sui prezzi: Bolgheri è una zona di vini importanti e i listini se ne accorgono. Si mangia bene, ma non è la Toscana da trattoria a venti euro, e nemmeno le enoteche lo sono. Se il budget è un tema, il consiglio è di spenderlo sulla degustazione, che è il motivo per cui siete venuti, e tenere la cena più semplice.

Dove dormire fra le cantine di Bolgheri

Ci sono tre modi di impostarla. Dormire nel borgo di Bolgheri significa poter bere senza pensieri e tornare a piedi, ed è la scelta che consiglio a chi viene proprio per le cantine: gli alloggi sono pochi e piccoli, quindi si prenota presto. Dormire in una tenuta lungo la via Bolgherese è l’esperienza più coerente col viaggio, con la campagna intorno e spesso il vino dell’azienda a cena. Dormire sulla costa, a Marina di Castagneto o a San Vincenzo, costa meno e vi mette il mare a disposizione, ma vi obbliga a prendere l’auto ogni volta.

Quattro indirizzi in zona

  • Agriturismo Tra gli Ulivi, Chiappini (€€): sei appartamenti dentro la tenuta della cantina Chiappini, sulla via Bolgherese. È la soluzione che scioglie il problema di chi guida, perché la degustazione ce l’avete sotto casa.
  • Il Chiassetto Bolgheri (€): nel borgo, semplice e ben tenuto, per chi vuole solo una base e la sera in enoteca a piedi.
  • Locanda Etrusca (€€): una via di mezzo comoda, con giudizi molto costanti su un numero alto di soggiorni.
  • Relais Sant’Elena (€€€): la scelta da anniversario, se il viaggio a Bolgheri è quello che vi regalate una volta ogni tanto.

Domande frequenti sulle cantine di Bolgheri

Quali cantine si possono visitare a Bolgheri?

Si visitano fra le altre Michele Satta, il Castello di Bolgheri, Guado al Melo, la Tenuta Guado al Tasso degli Antinori e Chiappini, oltre a Ornellaia, Le Macchiole, Grattamacco, Donna Olimpia, Argentiera e Villanoviana. Quasi tutte stanno lungo la via Bolgherese e ricevono solo su prenotazione.

Si può visitare la Tenuta San Guido del Sassicaia?

No. La Tenuta San Guido non è aperta al pubblico per visite e degustazioni: è una proprietà agricola privata e l’accesso è riservato agli operatori del settore. Il Sassicaia si trova comunque nelle enoteche del borgo e nelle carte dei ristoranti della zona.

Quanto costa una degustazione a Bolgheri?

Si va da circa 20 euro per una degustazione veloce di tre vini al punto vendita, ai 40-50 euro della visita in cantina con degustazione guidata, fino a 90 euro e oltre per i percorsi con le selezioni e le annate importanti. Alcune aziende non pubblicano i prezzi e li comunicano al momento della prenotazione.

Serve prenotare per visitare le cantine di Bolgheri?

Sì, quasi sempre è obbligatorio e in alta stagione va fatto con settimane di anticipo. Diverse cantine chiudono il sabato e la domenica perché sono aziende agricole, e alcune richiedono un numero minimo di partecipanti. Presentarsi senza prenotazione di norma non funziona.

Quante cantine si riescono a visitare in un giorno?

Due, al massimo tre se si scelgono formule brevi. Una visita con degustazione dura in media un’ora e mezza, e va considerato che a ogni tappa si assaggiano tre o quattro vini: conviene decidere prima chi guida, oppure prenotare un tour con trasporto incluso.

Qual è il periodo migliore per visitare le cantine di Bolgheri?

Settembre per assistere alla vendemmia, anche se in quel mese alcune aziende riducono le visite proprio perché stanno lavorando. La primavera, da aprile a giugno, offre il miglior equilibrio fra cantine tutte aperte e poca affluenza. Da novembre a marzo molte riducono o sospendono l’accoglienza.

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Bolgheri Cantine
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