Ci sono viaggi che si fanno per arrivare da qualche parte e viaggi che si fanno per il tragitto. Il Treno del Foliage sta tutto nella seconda categoria, e conviene saperlo prima di salire: cinquantadue chilometri fra Domodossola e Locarno, due ore scarse a tratta, un trenino a scartamento ridotto che si arrampica su ottantatré ponti e si infila in trentaquattro gallerie mentre sotto il finestrino la valle cambia colore. Non c’è una meta. La meta è il finestrino.
È anche uno dei pochi viaggi italiani in cui la differenza fra un’ottima giornata e una giornata sprecata la fanno tre decisioni piccole, prese prima di partire: da quale capolinea si sale, dove si scende a metà strada e in quale settimana ci si va. Qui sotto trovate come funziona davvero il biglietto, il percorso fermata per fermata, quanto costa, e soprattutto il motivo per cui il calendario del treno e il calendario dei colori non sono la stessa cosa.
In breve
Il Treno del Foliage è il servizio autunnale della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, fra Domodossola (Italia) e Locarno (Svizzera): 52 km, circa 2 ore a tratta, 4 ore andata e ritorno. La stagione dura cinque settimane fra metà ottobre e metà novembre. Il biglietto è andata e ritorno e comprende una sola fermata intermedia, da usare all’andata o al ritorno; vale due giorni se si pernotta a uno dei due capolinea. Nell’ultima edizione costava 36 € in seconda classe nei feriali e 41 € nel fine settimana, 46 e 51 € in prima, metà prezzo per i ragazzi 6-16 anni. Il posto va prenotato per ogni tratta e i biglietti si comprano solo dalla ferrovia.
Indice dell’Articolo
Che cos’è il Treno del Foliage, e perché non è la Vigezzina di tutti i giorni
Il Treno del Foliage è un servizio stagionale che circola per circa cinque settimane in autunno sulla linea Domodossola-Locarno. Questa è la prima cosa da chiarire, perché è la confusione più diffusa e nessuno la scioglie: la ferrovia non è stagionale. La Vigezzina-Centovalli corre tutto l’anno, tutti i giorni, ed è un mezzo di trasporto vero con cui la gente va al lavoro e a scuola. Il Treno del Foliage è la sua versione d’autunno, con biglietto dedicato, formula andata e ritorno e la sosta intermedia inclusa.
La differenza è pratica, non semantica. Se in un giorno qualunque di marzo salite su quello stesso treno pagate una corsa normale, non avete la sosta compresa e non trovate il colore. Se ci salite il 20 di ottobre con il biglietto del Foliage state comprando una formula turistica costruita apposta.
La linea è del 1923, inaugurata il 25 novembre di quell’anno. Cinquantadue chilometri, di cui trentadue in territorio italiano e venti in Svizzera, a scartamento metrico, con una pendenza massima del 6 per cento. La gestione è divisa fra due società: la SSIF sul versante italiano e la FART su quello svizzero. Non è un dettaglio da appassionati: è il motivo per cui il treno cambia aspetto lungo la strada e per cui gli orari vanno letti con attenzione ai due capolinea.
Attenzione: “treno del foliage” è anche il nome generico con cui si indicano diverse ferrovie panoramiche italiane d’autunno, dalla Transiberiana d’Italia al Treno Natura in Toscana. Quello di cui si parla qui, e quello che quasi tutti cercano, è il Treno del Foliage della Vigezzina-Centovalli, l’unico che attraversa il confine con la Svizzera.
Date e prezzi: cosa è confermato e cosa ancora no
Partiamo dalla cosa onesta, quella che le altre pagine non vi dicono. Mentre scriviamo, l’edizione più recente confermata è quella con stagione dall’11 ottobre al 16 novembre, e i prezzi qui sotto sono quelli. Il calendario dell’autunno successivo, di norma, la ferrovia lo annuncia nei primi giorni di settembre, insieme all’apertura delle prenotazioni. Quindi se state leggendo prima di quella data state guardando i numeri dell’anno scorso, e vale la pena saperlo invece di scoprirlo alla cassa.
Attenzione: date e tariffe qui sotto sono quelle dell’ultima edizione confermata. Il calendario nuovo esce di solito a inizio settembre e le prenotazioni aprono in contemporanea, con i posti dei fine settimana centrali che vanno via nel giro di pochi giorni. Prima di prenotare controllate sempre il sito della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, che è anche l’unico posto dove si compra il biglietto ufficiale.
Quanto costa il biglietto
Il biglietto del Foliage è sempre andata e ritorno, e il prezzo cambia solo fra giorni feriali e fine settimana. Non ci sono tariffe a tratta: la formula è pensata per il giro completo.
| Biglietto (andata e ritorno) | Feriali | Sabato, domenica e festivi |
|---|---|---|
| Adulto, seconda classe | 36 € | 41 € |
| Adulto, prima classe | 46 € | 51 € |
| Ragazzi 6-16 anni, seconda classe | 16 € | 20,50 € |
| Ragazzi 6-16 anni, prima classe | 23 € | 25,50 € |
| Bambini sotto i 6 anni | gratis, se non occupano un posto a sedere | |
La prima classe non è una scelta di lusso, è una scelta di finestrino: carrozze meno affollate e più spazio per stare girati verso il vetro. Nei fine settimana di fine ottobre, con il treno pieno, quei dieci euro di differenza si sentono. In un martedì di inizio novembre molto meno.
Info pratica: la prenotazione del posto è obbligatoria e va fatta per ogni tratta, quindi sono due prenotazioni distinte: una per l’andata e una per il ritorno. Se scendete a metà strada, la seconda prenotazione riparte dalla fermata dove risalite, non dal capolinea.
Il percorso, dalla Val d’Ossola al Lago Maggiore
Il tragitto si legge bene se lo si divide in tre pezzi, perché sono tre paesaggi diversi e chi non lo sa passa il primo terzo del viaggio a chiedersi quando comincia lo spettacolo.
Il versante italiano: da Domodossola a Santa Maria Maggiore
Si parte dalla stazione di Domodossola, che è un nodo ferroviario internazionale e non un capolinea turistico: il trenino della Vigezzina parte da una parte laterale della stazione e la prima volta bisogna cercarla. Le prime fermate, Masera, Trontano, Verigo, sono ancora fondovalle ossolano. Il treno guadagna quota in fretta e intorno a Coimo e Druogno si entra in Val Vigezzo, che è la parte larga e luminosa del viaggio.

Santa Maria Maggiore è il centro principale della valle ed è il punto in cui il paesaggio smette di essere un corridoio e diventa un altopiano. La Val Vigezzo la chiamano la Valle dei Pittori, ed è un soprannome guadagnato: nell’Ottocento da qui è uscita una quantità sproporzionata di paesaggisti, e la ragione la capite guardando fuori dal finestrino per due minuti.
Il confine e le Centovalli: da Re a Intragna
Poco dopo Malesco e Villette si arriva a Re, e Re vale una nota anche se ci passate soltanto: il Santuario della Madonna del Sangue è nato attorno a un fatto del 1494, quando un affresco della Madonna colpito da una pietra avrebbe cominciato a sanguinare. La basilica che ci hanno costruito sopra si vede dal treno ed è sproporzionata rispetto al paese, che è esattamente il motivo per cui colpisce.
Il confine è a Ribellasca. Da lì in poi si è in Svizzera e la valle cambia carattere: le Centovalli sono più strette, più verticali, più selvatiche. È il tratto dei ponti alti e delle gole, quello che nelle fotografie fa sempre la parte del leone. Camedo, Palagnedra, Verdasio, Corcapolo, Intragna: sono paesi aggrappati al versante, e Intragna ha il campanile più alto del Ticino, che dal treno si vede spuntare prima del paese.
L’arrivo sul Lago Maggiore: Ponte Brolla e Locarno
Dopo Intragna la valle si apre di colpo. A Ponte Brolla il fiume Maggia esce dalle gole e il treno comincia a scendere verso il piano; Tegna, Verscio, Solduno e poi Locarno, che è già lago, già palme, già un altro clima. Il salto è brusco e in quaranta minuti si passa dai castagni di montagna al lungolago. È una delle cose migliori della linea e nessuno la racconta, perché tutti si fermano a descrivere i ponti.

La fermata intermedia: quale scegliere, visto che è una sola
Qui sta la decisione vera del viaggio, e stranamente è quella su cui si trovano meno indicazioni in giro. Il biglietto del Foliage comprende una sola sosta intermedia: potete usarla all’andata oppure al ritorno, non tutte e due le volte, e non potete spezzare il viaggio in tre. Significa che dovete scegliere un paese solo, e che la scelta cambia completamente la giornata.
La regola pratica è semplice: guardate quanto tempo avete davvero. Fra un treno e l’altro passano in genere una o due ore, quindi una sosta breve vale un giro del paese, una sosta lunga vale un’escursione. Ecco le quattro candidate serie.
| Fermata | Cosa ci si fa | Tempo che serve |
|---|---|---|
| Santa Maria Maggiore | Il centro storico della Valle dei Pittori, i musei della valle, i portici. La sosta più facile e la più adatta con i bambini. | 1-2 ore |
| Re | Il Santuario della Madonna del Sangue, a pochi minuti a piedi dalla stazione. | 1 ora |
| Verdasio | Le due funivie: Monte Comino in meno di 7 minuti, oppure Rasa, un villaggio a 898 m senza strade, raggiungibile solo in funivia o a piedi. | 2-3 ore |
| Intragna | Il borgo e il campanile più alto del Ticino, con la vista sulla valle da un punto rialzato. | 1-2 ore |
Consiglio: se è la prima volta, fermatevi a Santa Maria Maggiore all’andata e non al ritorno. Il motivo è banale e funziona: al mattino la luce entra nella valle da est e il tratto italiano è quello che si illumina prima, mentre nel pomeriggio le Centovalli sono già in ombra per metà. Se invece cercate il colpo di scena, la sosta da fare è Verdasio con la funivia per Rasa: si scende dal treno e in sette minuti si è in un paese dove le macchine non arrivano.
Da dove partire e da che lato sedersi
Si può cominciare da Domodossola o da Locarno, e il biglietto è lo stesso. La scelta si fa su come ci arrivate, non su cosa si vede: il percorso è identico nei due sensi.
Se venite da Milano, Torino o dal nord Italia in treno, il capolinea è Domodossola senza discussione. Se venite dal Ticino o state già passando qualche giorno sul Lago Maggiore svizzero, tanto vale partire da Locarno. L’unica differenza sostanziale è economica, e riguarda il dormire: sul versante italiano si spende parecchio meno, e ci torniamo più avanti.
Come si arriva a Domodossola
| Da dove | Come | Nota |
|---|---|---|
| Milano | Treno diretto per Domodossola | La soluzione più comoda: si scende e si cambia binario, niente parcheggio da cercare. |
| Torino | Treno con cambio, oppure auto | In auto si arriva in autostrada fino a Gravellona Toce e poi in superstrada. |
| Locarno e Ticino | Si parte dall’altro capolinea | Stessa formula, stesso prezzo, viaggio al contrario. |
| In auto | Parcheggi vicino alla stazione | A pagamento in zona stazione, gratuiti allontanandosi di qualche minuto a piedi. |
Sul lato del finestrino la risposta onesta è che non esiste un lato giusto per tutto il viaggio. La linea gira in continuazione e il panorama passa da una parte all’altra: chi vi dice “sedetevi a destra” sta semplificando. Quello che funziona è prenotare i due sensi su lati diversi, così l’andata e il ritorno non sono lo stesso viaggio visto due volte.
Info pratica: il treno passa il confine fra Italia e Svizzera a Ribellasca. La Svizzera è nell’area Schengen e non ci sono controlli sistematici, ma dal 2024 i controlli sono tornati più frequenti proprio sui valichi con l’Italia, Domodossola compresa. Portate una carta d’identità valida per l’espatrio: non è una formalità teorica, è un documento che vi possono chiedere a bordo.
Quando andare davvero: il treno e il foliage non hanno lo stesso calendario
Questa è la parte che decide se tornate a casa con le fotografie che avevate in testa. Il servizio dura circa cinque settimane, da metà ottobre a metà novembre. Il colore, invece, non dura cinque settimane: si sposta.
Funziona così. In quota i larici e i faggi virano per primi, e nelle valli alpine più alte il momento buono arriva già a inizio ottobre. Più si scende, più si ritarda: betulle e castagni del fondovalle e le zone collinari arrivano al massimo fra fine ottobre e i primi di novembre. Siccome la linea sale da 280 metri circa di Domodossola fino ai pianori della Val Vigezzo e poi ridiscende sul lago, in un solo viaggio attraversate tre fasi diverse dello stesso autunno.

La conseguenza pratica è netta. Chi va nella prima settimana di stagione vede la parte alta accesa e il fondovalle ancora verde. Chi va nell’ultima vede il lago e i castagni al massimo e la quota già spoglia. Il compromesso migliore, quello in cui il maggior numero di quote è in colore contemporaneamente, cade intorno all’ultima settimana di ottobre. Che è anche, prevedibilmente, la settimana in cui i posti finiscono per primi.
Consiglio: se potete scegliere, prendete un giorno infrasettimanale dell’ultima settimana di ottobre. Costa cinque euro in meno, il treno è molto meno pieno e siete nella finestra in cui la valle è colorata su più quote insieme. Il fine settimana centrale della stagione è il momento peggiore per prenotare e il migliore per pentirsene.
Cosa fare lungo la linea
Esperienze sulla Vigezzina-Centovalli
- Treno delle Centovalli con i musei della Val Vigezzo e aperitivo: è un pacchetto, non il biglietto secco, e ha senso se la vostra sosta intermedia è Santa Maria Maggiore.
- Tour privato di Domodossola fra storia e centro storico (2 ore): utile se arrivate il giorno prima e vi avanza un pomeriggio.
- Degustazione di vini e prodotti ossolani in un vigneto panoramico (1 ora e mezza).
- Domodossola e i Sacri Monti in giornata da Cannobio: per chi alloggia sul Lago Maggiore italiano.
- Le funivie di Verdasio per Monte Comino e per Rasa si pagano in loco, alla stazione a valle: non esiste un prodotto da prenotare prima.
Una precisazione che vale più di tutti i link qui sopra: il biglietto del Treno del Foliage si compra soltanto dalla ferrovia, sul sito ufficiale o alle biglietterie di Domodossola e Locarno. Non esiste un rivenditore che ve lo faccia risparmiare e chi ve lo propone sta vendendo un pacchetto che contiene altro. Il pacchetto può avere senso, il risparmio no.
Dove dormire per spezzare il viaggio in due giorni
C’è una regola del biglietto che quasi tutti leggono e nessuno usa: se pernottate a Domodossola o a Locarno, il biglietto vale due giorni. Potete cioè fare l’andata un giorno e il ritorno quello dopo. Cambia il viaggio da gita a fine settimana, e toglie di mezzo la fretta di dover riprendere l’ultimo treno utile.
In quale delle tre basi conviene dormire
- Domodossola: la base più economica e la più comoda per chi arriva in treno dall’Italia. Città vera, con un centro storico che si gira in un’ora e una scelta ampia di strutture.
- Santa Maria Maggiore: si dorme dentro il paesaggio, in mezzo alla Val Vigezzo. L’offerta è piccola e in autunno si riempie presto, ma è la scelta di chi vuole svegliarsi nella valle invece di attraversarla.
- Locarno: lago, palme e clima mite, e il capolinea svizzero della linea. È la base più cara delle tre, con differenze che nelle stesse date arrivano a raddoppiare il conto rispetto a Domodossola.
Quattro strutture sulla linea, dalle più economiche alle più care
Le abbiamo selezionate così: solo strutture con almeno cento recensioni e un punteggio sopra 8,5, controllate su due rilevazioni in stagioni diverse, e scelte per coprire fasce e basi differenti.
- Casa Tomà (€), Domodossola: bed and breakfast con camere fino a sei posti, la soluzione più economica fra quelle sopra soglia e comoda per chi riparte in treno la mattina.
- Hotel Ristorante Eurossola (€€), Domodossola: tre stelle con ristorante nel centro di Domodossola, ed è la struttura con più recensioni di tutta la selezione.
- La Casermetta (€€), Santa Maria Maggiore: dentro il paese della sosta intermedia, l’opzione per chi vuole restare in Val Vigezzo invece di rientrare a valle.
- Hotel Tiziana (€€€), Locarno: tre stelle sul versante svizzero, e serve anche da metro di paragone su quanto costa dormire di là dal confine.
Info essenziali
- Percorso: Domodossola-Locarno, 52 km, circa 2 ore a tratta e 4 ore andata e ritorno.
- Quando: circa cinque settimane fra metà ottobre e metà novembre; ultima settimana di ottobre per il colore su più quote.
- Quanto costa: da 36 € andata e ritorno in seconda classe nei feriali, nell’ultima edizione confermata.
- Documenti: carta d’identità valida per l’espatrio, si attraversa il confine svizzero.
- Animali: i piccoli in trasportino sotto i 30 cm viaggiano gratis, i cani più grandi pagano metà biglietto.
- Da mettere in valigia: strati e una giacca antipioggia. In quota, a fine ottobre, la differenza di temperatura con il lago è di diversi gradi.
Domande frequenti sul Treno del Foliage
Quanto dura il viaggio sul Treno del Foliage?
Circa due ore a tratta, quindi quattro ore per l’andata e ritorno completo, a cui va aggiunto il tempo della sosta intermedia. Una giornata piena, se si vuole scendere in un paese lungo la linea.
Quanto costa il biglietto del Treno del Foliage?
Nell’ultima edizione confermata l’andata e ritorno costava 36 € in seconda classe nei giorni feriali e 41 € nel fine settimana, 46 e 51 € in prima classe. I ragazzi fra 6 e 16 anni pagano metà, i bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis se non occupano un posto.
Quante fermate si possono fare con il biglietto del Foliage?
Una sola. La sosta intermedia è compresa nel biglietto e si può usare all’andata oppure al ritorno, non entrambe le volte.
Il biglietto vale anche il giorno dopo?
Sì, ma a una condizione: vale due giorni se si pernotta a Domodossola o a Locarno, cioè a uno dei due capolinea. Altrimenti è valido per la sola giornata.
Meglio partire da Domodossola o da Locarno?
Il percorso e il prezzo sono identici, quindi si sceglie in base a come ci si arriva: Domodossola se si viene da Milano, Torino o dal nord Italia, Locarno se si è già in Ticino o sul Lago Maggiore svizzero. Dormire a Domodossola costa parecchio meno.
Da che lato del treno bisogna sedersi?
Non esiste un lato migliore per tutto il tragitto, perché la linea curva in continuazione e il panorama passa da una parte all’altra. La soluzione pratica è prenotare i due sensi di marcia su lati diversi.
Qual è il periodo migliore per vedere il foliage?
Intorno all’ultima settimana di ottobre, perché è il momento in cui il colore è presente su più quote contemporaneamente. A inizio stagione è acceso in alto e verde in basso, a fine stagione il contrario.
Si può portare il cane sul Treno del Foliage?
Sì. Gli animali piccoli dentro un trasportino sotto i 30 centimetri viaggiano gratis, mentre i cani più grandi senza contenitore pagano metà del prezzo del biglietto.
Serve il passaporto per il tratto svizzero?
No, basta la carta d’identità valida per l’espatrio: la Svizzera è nell’area Schengen. Dal 2024 però i controlli ai valichi con l’Italia sono tornati più frequenti, quindi il documento va portato davvero.
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